Automata: il trailer della nuova originale webserie Sci-Fi

Automata è il nome della nuova webserie di DUST, il canale multipiattaforma dedicato alla fantascienza. La particolarità di questa webserie che consisterà di cinque episodi sta anche nella storia, che si svolge in una New York di inizio Ventesimo secolo e che vede fra i protagonisi anche un robot. La prima puntata di Automata è già disponibile su YouTube. Vi mostriamo il trailer:

 

Dumbo: il primo trailer in italiano del nuovo live action di Tim Burton

Dumbo, uno dei più grandi successi firmati Walt Disney uscito per la prima volta nel lontano 1941, torna con un live action di Tim Burton. Il film, a giudicare dalle prime immagini del trailer che vi proponiamo in coda al post, sarà un po’ dark. L’uscita di Dumbo – che includerà un cast di tutto rispetto con Colin Farrell, Eva Green e Danny DeVito – è prevista per marzo 2019. Nel frattempo, ecco il trailer:

 

Ritorna Pulphagus, l’asteroide di Kremo, in una nuova serie | Fantascienza.com

Su Fantascienza.com la segnalazione della pubblicazione della saga di Pulphagus, scritta dal nostro editore Lukha B. Kremo, le cui uscite per Delos Digital si protrarranno per settimane: molti episodi, quindi, tutti impreziositi dalle copertine di Ksenja Laginja, altra stretta collaboratrice di Kipple.
La prima storia è stata appena pubblicata, s’intitola La vendetta dei Calcaterra, la trovate a 1.99€ su Amazon e su tutti gli altri store online; eccovi la quarta:

Raskal, da poco incarcerato per essere stato condannato per l’omicidio Calcaterra, è costretto a mettere i giovani Mirea e Shevek a capo della Marlin™.
Gli eredi della vittima di Raskal, in cerca di una vendetta privata, decidono di approfittare della loro poca esperienza e cominciano a pedinarli per ricattarli e ricavarne preziose informazioni. Non sanno, però, che i due giovani sono pulphagi, provengono cioè dal tossico asteroide che raccoglie i rifiuti del mondo, e non sono certo degli ingenui.
L’inseguimento li porterà fuori dai territori standard, nelle lande selvagge e deserte, dove Mirea e Shevek sono a caccia del contatto con un gruppo di ribelli chiamato 3A.
E il ricatto prenderà una pessima piega.

La prima puntata di una nuova serie di fantascienza derivata dal romanzo vincitore del Premio Urania, Pulphagus® – Fango dei cieli.

Imperdibile, da tutti i punti di vista. Ed è festa grande per la Kipple tutta!

The Predator: il trailer del nuovo film della popolarissima saga Sci-Fi

The Predator, quarto film di una delle saghe più popolari della storia della cinematografia Sci-Fi, arriverà presto nelle sale cinematografiche. Scritto dal regista statunitense Shane Black, lo stesso che ha girato classici degli anni ’80 e ’90 come Arma Letale, The Predator non sarà un reboot, bensì proseguirà la saga che debuttò nell’ormai lontano 1987 col primo film che includeva nel cast Arnold Schwarzenegger. The Predator dovrebbe sbarcare nei botteghini italiani il 27 settembre 2018. Nel frattempo vi mostriamo il trailer:

Fino All’Inferno: il nuovo stupendo trailer dell’action/horror di Roberto D’Antona

Fino All’inferno, la nuova pellicola di Roberto D’Antona, sbarcherà nelle sale italiane il 2 Agosto. Nel frattempo è online il nuovo trailer che vi mostriamo in coda al post. “Non vedo l’ora di vedere il film nelle sale e sapere cosa ne penserà il pubblico – spiega Roberto D’Antona, regista e tra i protagonisti della pellicola – con questa pellicola ho dato vita ad uno dei miei più grandi sogni. Un film di genere action/crime/horror con sfumature sci-fi e una colonna sonora western/anni 80, ecco cos’è Fino All’inferno, è una storia di puro intrattenimento che volevo assolutamente raccontare e che potrà sicuramente divertire i fan dei grandi blockbuster americani di questo genere”. 

Segue il trailer. Buona visione!

 

 

Mowgli: il figlio della giungla, il trailer in italiano del nuovo film tratto dal romanzo di Rudyard Kipling

 

Mowgli è il titolo del nuovo film diretto da Andy Serkis. Attenzione, però, perché Mowgli sarà un film diverso da quello targato Walt Disney Pictures. Questo nuovo film sarà infatti basato interamente sul romanzo Il libro della giungla di Rudyard Kipling. Le atmosfere del trailer che vi mostriamo in coda al post sono molto più dark rispetto a quelle del film del 2016, atmosfere confermate anche dallo stesso Andy Serkis. Il cast che darà la voce agli animali includerà attori di spessore, fra cui Christian Bale e Cate Blanchett. In attesa del film che dovrebbe sbarcare in Italia il 25 ottobre 2018, vi lasciamo al trailer. Buona visione!

Dal fumetto alla letteratura fantastica: intervista a Enrico Lotti, sceneggiatore di Diabolik e Martin Mystère

Enrico Lotti

Ciao Enrico! Benvenuto fra le pagine virtuali del blog di Kipple Officina Libraria. Con te parleremo di fumetti e non solo. Ma prima di iniziare, per chi non ti conoscesse ancora, ti andrebbe di presentarti?

Piacere mio! Mi presento: sono un giornalista, ho lavorato per quasi vent’anni (mamma mia!) nell’editoria informatica, soprattutto in ambiente Apple. Forse qualche utente Mac si ricorderà il mio nome perché sono stato per parecchi anni direttore di una rivista specializzata, Macworld Italia. Ma ho sempre avuto il desiderio di scrivere fumetti, e dal 2007 ho deciso di trasformare quello che era un hobby nella mia attività principale. Oggi collaboro come sceneggiatore con la Sergio Bonelli Editore (Martin Mystère e Le Nuove Avventure a Colori di Martin Mystère) e la casa editrice Astorina (Diabolik).

Molti sceneggiatori sognano di collaborare con Sergio Bonelli Editore. Ti va di raccontarci come sei riuscito a coronare questo sogno?

Molti rispondono dicendo “per caso”. In un certo senso, dovrei dirlo anch’io. Era l’anno 1991. Lavoravo nella redazione di una rivista di informatica chiamata “Applicando” (sempre mondo Mac) e un giorno venne a trovarci un signore. Si presentò: era Alfredo Castelli, e voleva parlarci del personaggio da lui creato, Martin Mystère, che tra le sue caratteristiche aveva quella di essere… un utente Mac. Anzi, un super-utente, perché in una storia si narrava di come la Apple gli avesse consegnato un prototipo del primo Mac affinché lo testasse… Da quell’incontro nacque un articolo, poi una collaborazione tra Castelli e la mia rivista, ma anche la curiosità e il desiderio da parte mia di provare a cimentarmi nel fumetto. Era stata una mia passione giovanile, come per tutti quelli della mia generazione. Con Martin Mystère, però, avevo trovato un personaggio che poteva coniugare la mia passione per il fumetto con l’interesse per temi più “adulti” (storia, archeologia, misteri, scienza e fantascienza). Proposi alcuni soggetti, uno fu accettato, e così l’anno successivo uscì “La grande illusione”, il mio esordio (Martin Mystère numero 131).
In seguito, scrissi alcune altre storie per MM, sempre in collaborazione con l’amico e collega Andrea Pasini, che ai tempi lavorava come grafico presso la mia stessa casa editrice, e col quale condividevo gli interessi di cui sopra (per la cronaca, oggi Pasini è redattore in Astorina, lavora quindi su Diabolik). Ma era un “hobby di lusso”, perché la mia attività di giornalista mi occupava a tempo pieno, anzi molto pieno, e mi lasciava ben poco spazio per fare altro. Poi, circa dieci anni fa, presi la decisione di lasciare il giornalismo full time, e di dedicarmi alla scrittura “creativa” e al fumetto.

Ci descriveresti un po’ l’esperienza di essere uno degli autori di Martin Mystère?

Per me, è una delle cose più divertenti e stimolanti che si possano immaginare, perché il personaggio è straordinariamente ricco e vario: ti consente di parlare di ogni cosa! Fanta-archeologia, misteri storici, hi tech, fantascienza, thriller, leggende metropolitane… Non c’è argomento che non sia stato toccato da Martin Mystère, o che non possa essere toccato. Altri personaggi, invece, hanno un universo più ristretto e possono avere solo storie di un determinato registro, o trattare un numero limitato di temi.
Forse la fase più divertente è l’elaborazione del soggetto, perché sembra di ritornare studente alle prese con una tesi di laurea o quasi, e ogni volta in una disciplina diversa. A me, poi, piace molto scrivere in collaborazione con altri. Ho scritto diverse storie con Pasini, come dicevo; l’esperienza con le NAC (così chiamiamo la serie Le Nuove Avventure a Colori di Martin Mystère) è stata particolare, perché eravamo un team di sei sceneggiatori al lavoro su una serie articolata in dodici episodi, e abbiamo realizzato una specie di reboot del personaggio, con grande libertà creativa. Per Diabolik, faccio squadra con Alessandro Mainardi, uno sceneggiatore e scrittore col quale condivido parecchi gusti e interessi.

Quali sono le difficoltà maggiori con cui deve misurarsi chi vuole intraprendere la strada dello sceneggiatore di fumetti in Italia?

Già quando penso a me, ripeto spesso: “Ah! Se fossi nato vent’anni prima!”. Ho solo intravisto il mondo del fumetto nella sua epoca più florida, quando i grandi fumetti popolari vendevano centinaia di migliaia di copie.
Oggi il mercato si sta restringendo, le opportunità sono pochissime. Vedo spazi per autori completi che si cimentano con le graphic novel, ma si tratta pur sempre di esperienze di nicchia, tranne casi rarissimi. Per uno sceneggiatore gli spazi sono ristretti: non ci sono più i grandi fumetti popolari (Intrepido, Corriere dei Ragazzi, le mille testate anche effimere di mille editori grandi, medi e piccoli) che una volta potevano essere una palestra ideale per iniziare. A un esordiente, consiglierei di muoversi subito a cavallo tra diversi campi: fumetto, video, scrittura, cercando di accumulare esperienze, senza guardare subito al tornaconto economico.

Quali consigli daresti allo sceneggiatore in erba?

Secondo me, un bravo autore (scrittore, sceneggiatore) deve leggere molto. E, soprattutto, essere onnivoro. Diffido di chi è iper-specializzato, magari conosce a memoria ogni episodio di un determinato manga o tutto il cinema di SF degli ultimi vent’anni, ma non ha mai letto in vita sua nulla di storia, geopolitica, etnologia, antropologia, divulgazione scientifica… Non si può sapere da dove arriverà la fonte d’ispirazione. Lo spunto iniziale di una delle storie di Martin Mystère di cui sono più soddisfatto (“Il grande gioco”) mi venne dalla lettura del saggio omonimo di Peter Hopkirk, dedicato alla rivalità tra Russia e Inghilterra nel XIX secolo, nel teatro asiatico. È un consiglio che vale per tutti, anche per chi voglia scrivere per Topolino o Diabolik: leggere tanto, anche e soprattutto al di là del proprio genere di riferimento.
E poi, leggere con consapevolezza, cercando di individuare le caratteristiche di un personaggio, le tecniche narrative… Ci sono manuali di scrittura creativa dedicati al cinema che possono offrire consigli utili anche al romanziere o allo scrittore di fumetti. Anche in questo caso, essere onnivori è la scelta giusta.

Un tuo racconto è stato finalista al Premio Urania Short 2017. Ti va di parlarci anche della tua attività di autore?

La fantascienza è sempre stata una delle mie passioni, a partire da quando, adolescente, scoprii Urania in un’edicola… Mi sono cimentato nella scrittura di racconti e ho partecipato a qualche premio: miei racconti sono stati pubblicati sulle riviste Robot, Quasar e sul sito della Multiplayer. Un mio racconto, nel 2017, è stato selezionato tra i finalisti, ma non ce l’ha fatta e non è stato pubblicato (per ora). Però quell’esperienza è stata molto piacevole e interessante, perché ho conosciuto gli altri finalisti, siamo rimasti in contatto, senza gelosie (cosa difficilissima, nell’ambiente!) e abbiamo deciso di fondare un gruppo che proporrà un’antologia… Per ora, posso dire che il gruppo si chiama Collettivo Italiano Fantascienza.
Ho anche scritto una serie di romanzi brevi per la Delos, “I viaggiatori dell’impossibile”, pubblicati tra il 2016 e il 2017. Sono dieci episodi, concepiti come una serie tv, con una lunga linea narrativa orizzontale che copre l’intera “stagione”, ma articolata in dieci episodi autoconclusivi. Si tratta di un lungo viaggio tra mondi paralleli, altre Terre possibili, con una miriade di citazioni ai film, ai fumetti e ai romanzi che mi hanno fatto amare il genere fantastico e fantascientifico. Sono disponibili esclusivamente in versione ebook: niente carta da sfogliare, ahimè, ma in compenso sono i più facili da reperire.
E, per finire, mi sono cimentato anche in un territorio diverso, lo spionaggio, con un racconto breve pubblicato su Segretissimo, due anni fa. Curiosità: il mio racconto uscì in appendice a un romanzo di Piefrancesco Prosperi, anche lui scrittore e autore di fumetti e mio “collega”, per così dire, su Martin Mystère e Diabolik…

Quali sono le tue influenze principali, sia per quanto riguarda i fumetti che la letteratura?

Per il fumetto, sono cresciuto a pane e super eroi Marvel (all’epoca della gloriosa casa editrice Corno), prima ancora avevo amato Tex, Zagor, Tarzan e Flash Gordon: avventura pura, fantasia sfrenata (Tarzan, Zagor, Gordon), mondi fantastici a go-go. Oggi, mi piace moltissimo un autore come Warren Ellis, ma guardo molto alle serie tv degli ultimi anni. Dico un luogo comune, ormai, quando affermo che la scrittura delle serie tv è molto sofisticata, e che ci sono molte serie tv migliori del cinema “classico”. Ammiro (e invidio) il talento e la libertà di chi scrive in serie come Westworld, Game of Thrones, Blacklist o Person of Interest, di cui adoro soprattutto i dialoghi, spesso sintetici e fulminanti. Ho molto apprezzato anche alcune serie non disponibili per il mercato italiano – almeno, a quanto ne sappia io – ma ricche di idee come Keizoku (giapponese), Okkupert (norvegese), Real Humans (svedese) o El ministerio del tiempo (spagnola).
In letteratura (tralasciando la grande letteratura, che mi porterebbe a parlare di altri secoli e altri autori), ho gusti alquanto eclettici: Philip K. Dick, ovviamente, ma anche Silverberg, Turtledove, i racconti brevi di Matheson e autori di difficile collocazione come Michel Houellebecq, James Ballard e Colin Wilson. In linea di massima, mi piace la fantascienza che guarda al futuro per parlare dell’oggi: Huxley, giusto per fare un nome, che forse è stato ancora più profetico di Orwell, e in generale le distopie fanta-sociologiche degli anni ‘60 e ‘70 (ma non quelle young adult di oggi, che in realtà sono tutt’altra cosa).

Prima di lasciarci, ti andrebbe di parlarci dei tuoi progetti futuri? Come può la gente seguire le tue attività?

Accennavo prima al progetto in collaborazione con le autrici e gli autori finalisti di Urania 2017. Adesso sto lavorando ad altre storie di Diabolik, alla seconda stagione delle Nuove Avventure a Colori di Martin Mystère e sto iniziando a raccogliere ed elaborare idee per un fumetto, questa volta con un personaggio di mia creazione, che vorrei proporre in crowdfunding in un futuro non troppo lontano.
Non ho un sito web (non mi considero un personaggio pubblico), chi vuole stare in contatto con me può seguirmi su Facebook, dove condivido innumerevoli fesserie e, talvolta, anche qualcosa di serio…