Esce per la collana Versi Guasti l’ebook Domotica del Labirinto, di Carlo Bellinvia

La domotica del labirinto è lo studio e la descrizione del labirinto come luogo abitativo e di come si possa vivere dentro il confine intricato di questo perfetto non-luogo.
Con questo concetto del curatore di collana Alex Tonelli veniamo introdotti alle tematiche sviluppate in Domotica del labirinto, di Carlo Bellinvia. Uscito per la collana Versi Guasti, l’ebook del poeta livornese si aggiunge alla già eccellente lista di artisti pubblicati dalla Kipple Officina Libraria.

Dall’introduzione

Cos’è il contesto per me, ora? È il vociare dei gabbiani sui tetti che pare più stridulo, più insistente nel silenzio di questo pomeriggio di prima primavera. Il silenzio ovattato, nessun suono umano, se non il rumore dei tasti di questa tastiera e… eccoli!, i versi gridati dei gabbiani sempre più intensi. Sono uccelli predatori, cattivi, che ben raccontano il momento nel quale leggo queste poesie.
È necessario specificarlo? È davvero necessario fare riferimento all’ambito emozionale in cui, sprofondato, mi trovo immerso?
Forse non lo è; forse la poesia, la parola poetica ha la capacità, quasi magica, di essere scollegata dal reale, da ciò che la circonda e, libera, di stagliarsi sulla nostra esistenza di ogni giorno.
Forse invece lo è perché la poesia, viva e dinamica, trova senso solo nella perenne interazione fra il lettore e la parola, lo scambio reciproco che diventa perenne dialogo. Io “converso” con le parole vergate da Carlo Bellinvia ed esse mi rispondono, e in questo dialogo io non posso che essere condizionato da ciò che mi sta attorno, da ciò che mi confina.
Fra questi due opposti, indipendenza\dipendenza, oggettività\soggettività, analisi\emozione, mi muovo in queste pagine che vorrei scrivere. Perdonerà il lettore se questo oscillare causerà un po’ di disorientamento, di squilibrio. Mi scuserà, sin d’ora, per la continua mia intromissione, ma credo di essermi smarrito nel labirinto e di essere ancora alla ricerca della strada per uscirne.

La quarta

Se si entra in un labirinto da un’entrata, allora si dovrà necessariamente andarsene da un’uscita. L’entrata in sé porta alla necessità di un’uscita, di un ulteriore transito. Ciò è semplicemente riconoscere l’evidenza del fatto. Ma è così ora? Ora che io sono dentro, perso, e che non ricordo neppure più l’entrata che qui mi ha condotto, come posso pensare che vi sia, necessariamente, anche un’uscita.

L’autore

Carlo Bellinvia è nato a Reggio Calabria il 9/7/1985 e vive a Livorno. Ha studiato Sceneggiatura e Photodesign. Nel 2006 ha pubblicato Per i vicoli, macellai di piccioni e spettri di carta per Cicorivolta Edizioni. Quindi, dopo un lungo periodo di abbandono della scrittura, a partire dal 2013 è presente nell’antologia critica Poem Shot vol. 1 a cura di Davide Castiglione su Poesia 2.0. Nel 2014 ha pubblicato Il lastrico per LietoColle Edizioni. Per due volte, nel 2015 e nel 2017, è risultato semifinalista al Premio Nazionale Elio Pagliarani per l’opera inedita. Nel 2018 è risultato tra i candidati per la selezione del XIV Quaderno Italiano di Poesia Contemporanea, mentre nel 2019 ha ricevuto una segnalazione al Premio Lorenzo Montano per la prosa inedita. Suoi scritti sono apparsi su Nazione Indiana.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Carlo Bellinvia, Domotica del labirinto
Introduzione: Alex Tonelli
Fotografia di copertina: Iscrizione nella casa di Marco Lucrezio, Pompei, 79 d.C.                     

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 30 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-32179-26-2

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Più pop del pop – Recensione a Pop-politics | Pulp libri

Su PulpLibri e apparsa una recensione a Pop-politics, il pamphlet di Lukha B. Kremo e Pee Gee Daniel che vuole restituire lo scenario politico attuale, nazionale e internazionale, tentando di cogliere l’essenza e le contraddizioni dei suoi principali protagonisti. Un estratto della critica:

Leggere questo agile pamphlet di Pee Gee Daniel e Lukha B. Kremo fa lo stesso effetto di assistere a uno spettacolo pirotecnico. È costruito come una galleria di ritratti di leader politici contemporanei, non solo italiani, con un processo linguistico che sembra ricalcare la satira più cinica e intelligente, quella che fino dai tempi di Cuore faceva ridere a denti stretti l’intelligencija radicale e gli studenti universitari. Per gustarlo in pieno, bisogna leggere il libretto parola per parola, con attenzione, perché è farcito di doppi sensi, riferimenti storici, eventi di cronaca di qualche anno fa, giochi di parole, inciampi linguistici — una potenza di fuoco tale da richiedere un delizioso (e spassoso) apparato di note che di per sé è un pamphlet nel pamphlet, quasi un sesto della lunghezza totale del libro.

E non c’è da stupirsi se gli autori l’hanno definito pamphlet, perché ha tutte le caratteristiche della parte migliore dell’invettiva, quella che non si limita a demolire, ma che sostiene con dati di fatto le argomentazioni. Gli autori si accaniscono infatti su una galleria di personaggi emblematici della degenerazione populista delle democrazie occidentali, ricordando eventi che ormai fanno parte del buon senso comune e portandone a galla altri molto meno conosciuti, o ignorati a bello posta dai media se non da un pubblico sempre più arroccato sulle proprie convinzioni.

“Nulla è inventato, anche se a volte ci piacerebbe, anche se vorremo che gli autori avessero scritto un libro di fantascienza o almeno di fantapolitica e non una rappresentazione della realtà, a volte folle, assurda, ma realtà.”. E così è da leggere il libro, seguendo appunto l’intuizione di Lietta Manganelli, accettando il gioco che mescola realtà e irrealtà, provocazione e terrore.

Gli autori

Pee Gee Daniel è nato a Torino nel 1976. È stato poliziotto, impiegato, camionista, bibliotecario, direttore di sale-scommesse. Ha pubblicato i romanzi Gigi il bastardo (& le sue 5 morti), Il politico, Lo scommettitore, Ingrid e Riccione, Il lungo sentiero dai mattoni dorati, Freakshow, Un’infilata di onesti accidenti, Il messia di Orogrande, Ego e libido, Yellow Kid, Pistolero e i saggi Il riso e il comico, Breve compendio sopra gli umani caratteri e Il manuale dei baffi. Ha partecipato all’antologia La prima Frontiera (Kipple Officina Libraria).

Lukha B. Kremo è autore di romanzi e racconti non solo di fantascienza. Vincitore del Premio Urania 2016 con Pulphagus® – Fango dei cieli, del Premio Cassiopea, del Premio Vegetti, del Premio Robot e di quattro Premi Italia. Ha pubblicato molti racconti e i romanzi Il Grande Tritacarne, Storie di Scintilla, Gli occhi dell’anti-Dio, Trans-Human Express, la Trilogia degli Inframondi e Korchin e l’odio. Ha partecipato all’antologia La prima Frontiera (Kipple Officina Libraria) e ha pubblicato diversi cd di musica elettronica con lo pseudonimo di Krell, organizzando il progetto Sonora Commedia.

Lietta Manganelli, figlia di Giorgio Manganelli, da anni porta avanti un lavoro incessante per la diffusione e la valorizzazione dei lavori del padre. Ha pubblicato Album fotografico di Giorgio Manganelli. Racconto biografico, e ha curato Intervista a Dio, di Manganelli, pubblicato, tra gli altri, da Kipple Officina Libraria.

La collana

Capsule è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai piccoli capolavori del Fantastico e della SF prettamente italiana, contraddistinti dalla rapidità di lettura e dalla qualità unita alla fruibilità, dove il basso costo di copertina rende le proposte editoriali imperdibili.

Pee Gee Daniel & Lukha B. Kremo | Pop-politics. Batracomiomachia cinobalanica
Prefazione di Lietta Manganelli

Kipple Officina Libraria
Collana Capsule — Formato cartaceo — Pag. 128 – € 12.00 — ISBN 978-88-32179-20-0
Collana Capsule — Formato ePub e Mobi — Pag. 123 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-21-7

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Recensione a “Epidemia” di Carlo Bordini – Sololibri.net

Su Sololibri.net è comparsa una bella recensione a Epidemia, di Carlo Bordini, libretto digitale uscito nella collana VersiGuasti di KippleOfficinaLibraria. Un estratto dalla critica:

Ma chi nulla conoscesse di questo autore, può iniziare a leggerlo in un e-book a prezzo quasi zero del 2015, “Epidemia”, che contiene toni e temi propri di tutta la sua produzione: l’indignazione morale e la pietà per chi subisce la violenza della storia, un’orgogliosa estraneità ai compromessi e lo sdegno verso ogni sopraffazione sugli indifesi e gli ultimi.
Il testo contiene due differenti brani poetici, composti nello stile narrativo che ha spesso identificato con originalità la produzione del poeta romano: non i versi cui siamo abituati, che ubbidiscono a precise regole metriche e a figure retoriche o invenzioni fonetiche (rime, allitterazioni, anafore…). Piuttosto una prosa cadenzata da una riflessione interiore, produttrice di una modulazione ritmica.
L’epidemia di cui si parla nella sezione di apertura ha evidenze sia materiali e fisiche, sia metaforicamente ideali. Prendendo spunto dal contagio della mucca pazza che interessò gli allevamenti bovini italiani nel 2001, Bordini compie un’operazione linguistica straniante e provocatoria, sostituendo al termine “capo” (usato asetticamente negli articoli giornalistici dell’epoca per definire la bestia malata), la parola “schiavo”, quasi a indicare che animali e esseri umani costretti in cattività e subordinati alle esigenze del mercato, rispondono allo stesso tragico destino di assurda e ingiustificata violenza. Nessuno è innocente, sembra suggerire l’autore: chi si nutre di carne, chi la commercia, chi macella, chi svende corpi umani.

La rabbia, la pena, la frustrazione che il poeta prova all’idea della catastrofe irragionevole e spietata che attende l’umanità, si mescola all’amarezza di altri ragionamenti più immediatamente politici: una finanza capitalistica impazzita, il surriscaldamento climatico, l’utopia pacificamente rivoluzionaria dei giovani manifestanti a Genova contro il G8 repressa nel sangue nel 2001. Tutto appare ingiusto, crudele e incomprensibile, al punto che gli sembra preferibile sparire, avendo portato a termine la sua parabola esistenziale: “se fossi morto non avrei perso nulla”.
Alex Tonelli, nella sua empatica prefazione, intuisce nelle parole di Carlo Bordini il senso di un’impotenza disperante, che si interroga sull’assurdità di esserci, qui e ora, per non esserci improvvisamente più subito dopo, in un’epidemia fisica e mentale che conduce “all’inutilità manifesta del nulla”.

La quarta

L’epidemia è la forza della natura che più di tutte costringe l’essere umano a interrogarsi sul senso e sul valore della vita. Com’è possibile dare un significato all’esistenza, quando intorno le persone muoiono in un numero così grande da non poter essere contate? Quando non si è altro che il dato statistico di una carneficina senza colpevoli, né colpe? Carlo Bordini si è interrogato e interroga il lettore sul senso della vita, sul suo valore e, come in una reale sanguinaria epidemia, la sola risposta possibile a tutte le mormorate domande è quel vago senso di assurdità impotente, d’inutilità manifesta. Del nulla.

L’autore

Carlo Bordini è nato a Roma, dove vive, nel 1938. Ha insegnato storia moderna presso l’università di Roma “La Sapienza” specializzandosi in storia dell’amore. Ha pubblicato diversi libri di poesie con gli editori Barbablu, Empirìa e Scheiwiller.
Tutte le sue poesie fino al 2010 sono state raccolte nel volume: I costruttori di vulcani – Tutte le poesie 1975-2010, Luca Sossella editore. Ha pubblicato in inglese l’e-book di poesie Gestures, e in tedesco l’e-book Gedichte. Due volumi in francese sono stati pubblicati dall’editore Alidades, e altre poesie sono presenti sul sito Dormirajamais di Olivier Favier.
Ha pubblicato, in prosa: Pezzi di ricambio, Empirìa (racconti e frammenti). Manuale di autodistruzione, Fazi. Gustavo – una malattia mentale (romanzo), Avagliano. Ha curato, con altri, Dal fondo, la poesia dei marginali, Savelli, ristampato da Avagliano; e Renault 4 – Scrittori a Roma prima della morte di Moro, Avagliano.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli e interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Carlo Bordini, Epidemia
Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 19 – 0.95
€Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-20-2

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Esce per la collana Avatar l’antologia “Rizomi del sole nascente”, a cura di Gian Filippo Pizzo

Dall’introduzione del curatore Gian Filippo Pizzo.

“L’interesse che suscitano gli scritti degli autori orientali, come Ted Chiang o Liu Cixin, risiede – oltre che ovviamente nelle loro abilità affabulatorie e nella validità delle loro trame e dello stile – non tanto nel fascino che l’Oriente ha sempre procurato al mondo occidentale (ai livelli più diversi, dall’antropologia e dal folklore alle arti) ma soprattutto nella capacità di coniugare la loro Weltanschauung, la visione del mondo tradizionale con quella moderna, ovvero quella tipicamente asiatica con quella occidentale.
Considerato tutto ciò è ovvio che a un antologista possa venire in mente di chiedere ai suoi autori – italiani, quindi occidentali – di ambientare un racconto in Oriente e di vedere come si possa configurare lo stile di vita dei loro personaggi in rapporto agli asiatici e al loro mondo. Sporadicamente e in modi differenti questo è già stato fatto, basti pensare a racconti come Scultura lenta di Theodore Sturgeon, I nove miliardi di nomi di Dio di Arthur Clarke o L’arciere zen di J. Greenblat, a romanzi quali Sesta colonna di Robert Heinlein, La macchina del Karma di Davidson, La pietra sincronica di Jonathan Fast e naturalmente a La svastica sul sole [L’uomo nell’alto castello] di Philip Dick, che utilizzò l’I Ching per decidere le mosse che dovevano compiere i suoi personaggi. Oppure, nel cinema, alla scena di Incontri ravvicinati del terzo tipo in cui migliaia di monaci buddisti intonano le cinque note che servono da collegamento con gli extraterrestri e, più ancora, alla saga di Guerre stellari, dove Yoda e i cavalieri Jedi, con il loro motto “la forza sia con te”, sono chiaramente modellati sui saggi cinesi e sui santoni indiani”.

Questa raccolta quindi, intitolata Rizomi del sole nascente è, in questo momento storico, la risposta italiana alla domanda posta dal curatore; l’opera è da oggi disponibile in cartaceo e digitale su www.kipple.it e su tutti gli store online.

Sinossi

Dall’introduzione del curatore Gian Filippo Pizzo.

La Cina è vicina è il titolo di un film del 1967 di Marco Bellocchio (dove in verità di cinese c’era soltanto il maoismo di uno dei personaggi) diventato poi un modo di dire applicabile a varie situazioni. Lasciando da parte le emergenze sanitarie, a noi interessa il mondo fantascientifico, che da qualche anno vede il Paese orientale sempre più protagonista. Da quando il romanzo Il problema dei tre corpi di Liu Cixin fu pubblicato in America vincendo poi il Premio Hugo, cinque anni fa, o ancora prima da quando Ted Chiang si è affacciato alla ribalta negli anni Novanta, la Cina si è conquistata un suo spazio nell’ambito della science-fiction. Spazio apertosi ultimamente anche in Italia che ha potuto così conoscere altri autori cinesi. E non parliamo solo di Cina, perché è tutto l’Estremo Oriente a beneficiare di questo interesse, a partire dal Giappone che ha una grande tradizione anche se soprattutto nel cinema e nei fumetti: non a caso nell’ultimo numero (l’88 al momento in cui scrivo) della rivista Robot sono presenti una giapponese e un malese, dopo che la stessa rivista negli anni aveva pubblicato altri scrittori cinesi o sinoamericani.
Da queste considerazioni nasce l’idea di una antologia che affronti in chiave fantascientifica il rapporto tra Oriente e Occidente, quindi racconti basati – o, meglio ancora, immersi – nelle culture orientali, più segnatamente nelle loro discipline o dottrine, dall’induismo allo zen, dal confucianesimo al taoismo, al buddismo e via dicendo. C’è però da dire che non tutti gli autori sono riusciti a seguire le indicazioni date dal curatore: se qualche racconto è davvero basato sul rapporto tra queste due culture, in altri è più sfumato, a livello di suggestione più che di consapevolezza, fino ad arrivare a un paio che di orientale hanno solo l’ambientazione. Si tratta comunque di bei racconti e assieme all’editore pensiamo che alla fine rendano l’antologia più variegata.
Ci auguriamo che lo pensino anche i lettori”.

Estratto

Tutto era avvenuto alcuni giorni prima, quando Huáng neppure sospettava l’esistenza dell’Uomo delle Stelle, dall’altra parte del mare di Bóhăi, il grande golfo sul quale, prima dell’unificazione per opera della sua sapiente guida, si affacciavano gli stati di Yān, Zhào e Qí. Il prefetto di Liáoxī aveva ricevuto un rapporto secondo il quale inspiegabili fenomeni riempivano di notte il cielo alla Testa del Drago. Lasciato il capoluogo di prefettura Yánglè, aveva seguito la costa fino al luogo in cui la Grande-muraglia-di-diecimila- finisce nel mare di Bóhăi. Ricevuto con tutti gli onori dai magistrati locali, era salito sulla Testa del Drago e aveva atteso la notte, circondato di guardie armate fino ai denti.
Quando le tenebre erano così fitte che neppure i gatti si sarebbero azzardati a uscire dalle cantine, le nuvole cominciarono a tingersi di differenti colori, come viaggiatori spintisi molto più a nord del regno avevano riferito avvenisse nelle gelate terre del settentrione. Senza preavviso, la massa di nuvole si squarciò come tessuto, e una stella cadente precipitò nel mare di Bóhăi a un paio di dalla Testa del Drago. Un’esplosione devastante sollevò una colonna d’acqua, che investì li prefetto e i suoi uomini sotto forma di vapore caldo.
Il prefetto e i suoi dovettero trattenersi per non fuggire a gambe levate. Quando tutta l’acqua ricadde in mare, tra le onde galleggiava un grosso bozzolo la cui superficie liscia catturava barbagli di luna. La stella caduta aveva infatti trascinato le nuvole con sé dentro il mare, come un sasso scaraventato su un tessuto, e adesso il cielo era così sereno che si contavano le stelle. Ancora non si erano riavuti dalla raccapricciante sorpresa, che un forte sibilo in avvicinamento preannunciò una nuova caduta. Si gettarono al riparo, ma il fischio terrificante si spense nel nulla; uno dei sapienti avrebbe spiegato all’Imperatore che certi fenomeni avvengono in maniera così repentina, che il suono che dovrebbe accompagnarli non riesce a compiere il proprio dovere, e portò l’esempio del lampo che precede sempre il tuono.
Usciti dai nascondigli, il prefetto e i suoi videro che le onde spingevano a riva il grande bozzolo bianco, così liscio da suggerire un’origine soprannaturale. Scesero in colonna sulla spiaggia, a pochi passi dalla Testa del Drago, domandandosi se la stella-bozzolo avesse scelto appositamente qual luogo che secondo molti sapienti era considerato propizio ad avvenimenti fausti.
L’oggetto era già a riva. Aveva una forma perfetta, come un uovo che potesse contenere due uomini, uno sulle spalle dell’altro. Il comandante della guardia dispose gli armati a tenaglia per circondare il bozzolo, nel quale si stava formando una linea scura per tutta la lunghezza. Si aprì come la valva di una conchiglia davanti ai loro occhi, e ne uscì un essere di sembianze umane che si mise in piedi e avanzò a passo sicuro, come se non fosse stato costretto all’immobilità fino a quel momento. Era più alto di un uomo, e ricoperto di una gelatina di colore dorato che si scioglieva a ogni passo, scoprendo un corpo snello e muscoloso vestito con indumenti di colore scuro piuttosto aderenti.
Il comandante intimò l’alt, e allora nella mente di tutti i presenti si formarono spontaneamente alcune parole, senza che l’uomo caduto dalle stelle emettesse suono.
Non vengo con cattive intenzioni.

Un racconto di pioggia e luna, di Franco Ricciardiello.

La quarta

Storie fantastiche, misteriose o semplicemente belle; un richiamo orientale, quasi un sapore o un’essenza che pervade l’antologia senza mai essere davvero protagonista. Una nuova selezione di racconti curata da Gian Filippo Pizzo che descrive mondi dello spazio, luoghi misteriosi della Terra e realtà mentali si fondono, creando quell’essenza che è la narrativa stessa.

Gli autori

Attivo da più di quarant’anni nell’ambito del fantastico e della fantascienza, con numerosi articoli e recensioni, Gian Filippo Pizzo ha pubblicato assieme ad altri autori 13 volumi di saggistica per editori quali Gremese e Odoya, presso il quale sono apparsi gli ultimi Guida agli scrittori italiani del fantastico (2018) e La Luna nell’immaginario (2019). Ha curato, spesso in collaborazione, 16 antologie, le più recenti delle quali sono Futuro criminale (La Ponga), Mogli pericolose (Watson) e Fantaetruria (Carmignani) tutte del 2019.

Gli autori che hanno scritto per questa raccolta sono: Danilo Arona, Serena M. Barbacetto, Sandro Battisti, Stefano Carducci, Irene Drago, Alessandro Fambrini, Antonino Fazio, Lukha B. Kremo, Franco Ricciardiello e Monica Serra.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Aa.vv. | Rizomi del sole nascente
A cura di Gian Filippo Pizzo

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 155 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-24-8
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 152 – € 15 — ISBN 978-88-32179-24-8

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Recensione a MALASACRA, di Francesco Corigliano – Il Crocevia dei Mondi

Christian Lamberti recensisce accuratamente, racconto per racconto, Malasacra, raccolta weird di Francesco Corigliano uscita nei mesi per l’etichetta k_noir di Kipple Officina Libraria. Vi lasciamo al sunto del recensore:

Nel tentare di farvi capire quanto mi abbia assorbito Malasacra riporto uno stralcio de Il silenzio, il racconto di apertura: «Avevo tutto il tempo di questo mondo – tutto, ogni singola goccia – quando camminavo di fianco al ruscello, quando nessuno mi aspettava in città […]. Il tempo si strozzava tra i tronchi, le ore rallentavano annaspando quando io salutavo la montagna e il ruscello» (p. 11).

È questa l’immersiva sensazione che ho provato leggendo il libro. Uno spazio-tempo sospeso dove concedermi alle suggestioni più piacevoli e terribili insieme, incurante della sponda verso cui questo ruscello di parole mi avrebbe trascinato. Mi sono abbandonato alla Natura incantevole e tremenda, atavica e austera, che avviluppa ciascuna storia di Malasacra. Una Natura che è solita confabulare, avrebbe convenuto il noto critico Pietro Citati, tra “il silenzio e l’abisso” sconfessando l’oscurità che da sempre inquieta l’animo umano.

La quarta

Nelle solitudini mentali di luoghi bizzarri e inquietanti, i personaggi di Francesco Corigliano muovono la loro ricchezza lessicale e sensoriale verso la profondità degli abissi disumani, indifesi di fronte ai misteri del mondo che li ospita; sono corpi estranei che galleggiano nella deflagrazione dei limiti e che, in qualche occasione, sublimano inviti alla modestia, alla trascendenza delle miserie umane.

L’autore

Francesco Corigliano (Vibo Valentia, 1990) è docente di italiano, storia e geografia nella scuola media. Nel 2013 si è laureato in Filologia Moderna con una tesi dedicata ai racconti del terrore, mentre nel 2019 ha conseguito un Dottorato di Ricerca con un lavoro sulla letteratura weird. Ha pubblicato diversi articoli di critica letteraria dedicati al fantastico, in raccolte e riviste specializzate. Nel 2015 con il racconto “Ex machina” (Hypnos 5, 2015; Strane Visioni, 2016) si è classificato al primo posto al Premio Hypnos, concorso in cui negli anni successivi è stato più volte finalista. Nel 2018 è stato vincitore della XIV edizione del concorso NASF, dedicato ai racconti di fantascienza e finalista nella XXIV edizione del Trofeo RiLL. Malasacra è la sua prima antologia personale.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Francesco Corigliano, Malasacra Curatela e introduzione di Danilo Arrigoni Copertina di Franco Brambilla

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir Formato ePub e Mobi – Pag. 236 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-12-5 Formato cartaceo – Pag. 224 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-11-8

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Recensione a Malasacra – Scrittori Indipendenti

Su ScittorIndipendenti è stata pubblicata una recensione a Malasacra, di Francesco Corigliano, raccolta di racconti weird dell’autore calabrese. La chiosa:

Che state aspettando ancora? Che vi devo dire di più?
Cliccate su quel dannato link e immergetevi nei mondi di Malasacra, non ve ne pentirete. Io mi appunto il nome Francesco Corigliano sull’agenda, perché questo è un giovane autore da non perdere d’occhio.

La quarta

Nelle solitudini mentali di luoghi bizzarri e inquietanti, i personaggi di Francesco Corigliano muovono la loro ricchezza lessicale e sensoriale verso la profondità degli abissi disumani, indifesi di fronte ai misteri del mondo che li ospita; sono corpi estranei che galleggiano nella deflagrazione dei limiti e che, in qualche occasione, sublimano inviti alla modestia, alla trascendenza delle miserie umane.

L’autore

Francesco Corigliano (Vibo Valentia, 1990) è docente di italiano, storia e geografia nella scuola media. Nel 2013 si è laureato in Filologia Moderna con una tesi dedicata ai racconti del terrore, mentre nel 2019 ha conseguito un Dottorato di Ricerca con un lavoro sulla letteratura weird. Ha pubblicato diversi articoli di critica letteraria dedicati al fantastico, in raccolte e riviste specializzate.
Nel 2015 con il racconto “Ex machina” (Hypnos 5, 2015; Strane Visioni, 2016) si è classificato al primo posto al Premio Hypnos, concorso in cui negli anni successivi è stato più volte finalista. Nel 2018 è stato vincitore della XIV edizione del concorso NASF, dedicato ai racconti di fantascienza e finalista nella XXIV edizione del Trofeo RiLL. Malasacra è la sua prima antologia personale.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Francesco Corigliano, Malasacra
Curatela e introduzione di Danilo Arrigoni
Copertina di Franco Brambilla

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato ePub e Mobi – Pag. 236 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-12-5
Formato cartaceo – Pag. 224 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-11-8

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