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Esce nella collana “Versi Guasti” Incubi e passaggi onirici, di Christina Sng

Esce oggi per la collana Versi Guasti, a cura di Alex Tonelli, il volume di poesie Incubi e passaggi onirici di Christina Sng, autrice vincitrice per tre volte del Premio Bram Stoker. L’ebook è disponibile su www.kipple.it, nei principali store online e nelle librerie. La copertina è di Ksenja Laginja e la traduzione è opera di Valerio Cianci.

La poetessa scrive così nella premessa: “Sono una figlia degli anni ’80, la meravigliosa era dell’orrore che ha plasmato e influenzato la Generazione X in quello che siamo oggi. Nella mia giovinezza, ho vagato per i cimiteri e visitato case infestate, sperando di trovare prove per dimostrare l’esistenza di fantasmi e mondi paralleli. Le ombre sussurravano di sogni e incubi, mentre canticchiavo canzoni dall’oscurità abissale di coloro che piangevano dal dolore e di coloro che non potevano piangere.
Ho trovato la mia voce nella poesia, la penna intrisa del mio sangue e delle mie lacrime mentre scrivo verità tranquille che nessuno osa dire. Qui, racconto storie di coloro che indugiano oltre l’ombra e storie di coloro che li uccidono: non temere, nelle mie invocazioni ti terrò al sicuro.”

DALL’INTRODUZIONE

Leggendo le sue poesie scivoliamo senza accorgercene, quasi fossimo stati inghiottiti con un unico e ingordo boccone, in un universo che non riconosciamo. Ci sentiamo persi in un caleidoscopio d’immagini che sembrano assomigliare a qualcosa che conosciamo, ma che non riusciamo (possiamo o vogliamo) ricordare.
Saltando da una poesia all’altra (invitiamo il lettore a non seguire necessariamente l’ordine di stampa) incrociamo personaggi impossibili, vendicatori crudeli e spietati, assurde creature alate che presidiano il cielo, tenebrosi draghi e palazzi di venti. Chi sono costoro? Perché ci sembrano così familiari e al tempo stesso così lontani.
Sembra quasi di essere precipitati dentro uno specchio che riflette e distorce, che confonde ma anche svela. A quel punto. non possiamo fare altro che continuare a cadere dentro la poesia di Sng: stiamo semplicemente affondando dentro una storia weird e in un magico paesaggio dell’orrore?
No, per nulla.
Il mondo poetico di Sng è ben altro. È il luogo dove giace nascosta un’etica segreta, o forse un’inespressa speranza.
Il viaggio che compiamo nell’orrore descritto da Sng è una lunga catarsi, un percorso di rigenerazione, di scalfittura, di abrasione. Ogni poesia è una cicatrice, un taglio sulla pelle, un graffio profondo. Ciò che viviamo leggendo le poesie di Sng è la messa in scena della vendetta contro il mondo della nostra quotidianità cui assistiamo ogni giorno, dell’orrore banale, insensato e doloroso.
Per Sng l’orrore della realtà non può restare impunito, non può essere lasciato semplicemente esistere nella banale noncuranza dell’abitudine.

Alex Tonelli

LA QUARTA

Christina Sng è stata vincitrice per ben tre volte del Bram Stoker Award. Il suo versificare, apparentemente semplice, accompagna il lettore con un incedere ritmico, cadenzato, a tratti mellifluo. Un sinuoso procedere dentro uno strano mondo. È il luogo dove giace nascosta un’etica segreta, o forse un’inespressa speranza, una lunga catarsi, un percorso di rigenerazione, di scalfittura, di abrasione. Ciò che viviamo leggendo le poesie di Sng è la messa in scena della vendetta contro il mondo della nostra quotidianità cui assistiamo ogni giorno, dell’orrore banale, insensato e doloroso.

L’AUTRICE

Christina Sng ha vinto per tre volte il Bram Stoker Award. La sua opera, che comprende poesie, racconti, saggi e lavori artistici, è apparsa in numerose pubblicazioni in tutto il mondo, tra cui Interstellar Flight Magazine, New Myths, Penumbric, Southwest Review e The Washington Post.

IL TRADUTTORE

Valerio Cianci è traduttore ed editor di La meraviglia del possibile. Ha tradotto gli scritti di Nick Land, usciti in italiano in due volumi (LUISS 2020 e 2022). Collabora, in veste di traduttore, con Luiss University Press, Nero, Timeo, e Kipple. Suoi articoli sono apparsi su diverse riviste culturali online.

LA COLLANA

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica, in costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Christina Sng, Incubi e passaggi onirici
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Ksenja Laginja
Traduttore: Valerio Cianci

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti
Formato ePub e Mobi – Pag. 42 – 0.95€ – ISBN 978-88-32179-71-2

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È uscito il volume contenente il Premio Kipple + ShortKipple 2022

Kipple Officina Libraria presenta in un unico volume i Premi Kipple e ShortKipple 2022: Andrea Cattaneo si è aggiudicato il “Kipple” col romanzo Non è che un soffio, in appendice al volume Alice Cervia e Stefano Spataro, vincitori dello “Short” con i racconti Colori clandestini e Progetto per una sostituzione completa delle arcate dentarie. Il volume è disponibile in cartaceo e in ebook su www.kipple.it, nelle librerie e nei principali store online; la copertina è di Ksenja Laginja.

SINOSSI
Quanti volti può possedere una città? E una metropoli? E un agglomerato immenso come Parigi?
Andrea Cattaneo si aggiudica il Premio Kipple 2022 e ci racconta accadimenti che possono avvenire in due Parigi simili, la seconda distopica rispetto a quella usuale che conosciamo, e questi eventi s’intrecciano nell’una e nell’altra capitale francese, uscendo ed entrando nell’uno e nell’altro mondo speculare con una facilità inaspettata, dove un giallo si trasforma in noir per trasformarsi in un affare fantascientifico.

Chiudono il volume due piccole perle: i racconti vincitori del Premio Short Kipple 2022, Alice Cervia e Stefano Spataro, attraverso una particolare sensibilità poetica e una tensione verso il genere SF dispensano emozioni e rare interiorità, essenze che avvolgono e rendono unico questo volume.

ESTRATTO Premio Kipple

La polizia arriva all’alba, con tutta calma.
Apro la porta e mi ritrovo davanti un nero con la faccia incazzata alto più di due metri e una nana che sembra uscita da una lobotomia.
— Signor Moreau — cinguetta la nana. — Sono l’agente Fournier e lui è il mio collega Petit. Come possiamo esserle utili?
— C’è un cadavere nel mio bagno — dico sforzandomi nel rimanere calmo. — Accomodatevi, è di là.
— Un cadavere? — L’agente Petit sfiora il calcio della pistola.
— Facciamo prima se lo vedete con i vostri occhi. Non saprei come descriverlo.
Si guardano dubbiosi, ma alla fine la nana mi sorride: — Ci faccia strada.
— Prego — dico. — Da questa parte. — Mi seguono in silenzio. — Ecco. È nella vasca.
Petit guarda schifato nella vasca e dice: — Mmmm.
— Posso guardare anch’io? — domanda l’agente Fournier, poi aggiunge: — Sa, sono un po’ impressionabile. Con il lavoro che faccio è proprio un bel problema.
— Vieni a dare un’occhiata — la invita il collega scocciato.
Lo raggiunge ed esamina la vasca. Vederli all’opera è sconfortante, sembrano usciti da un numero dei Les Charlots.
Chi era l’uomo nella sua vasca?
Perché era lì?
Cosa voleva da me?
Com’era entrato?
Cosa l’ha liquefatto a quel modo?
— Ci vuole raccontare quello che è successo? — dice Petit, una vena gli pulsa in fronte, lo sto distraendo dall’attività di repressione del crimine.
— Ieri notte sono rincasato dal lavoro e ho trovato un uomo nella vasca da bagno, era imbavagliato e legato.
— Continui…
— Quando ho provato a liberarlo…
— Quando ha provato a liberarlo?
— Si è liquefatto.
— Capisco — dice il poliziotto trattenendo un sorrisetto. — E questa poltiglia nera è quello che rimane dell’uomo?
— No, è petrolio, ho scoperto un pozzo nel cesso. Che fortuna, eh?
La nana ritardata ridacchia.
— Lei conosceva quell’uomo? — domanda Petit.
— In un certo senso sì.
— In che senso? — interviene Fournier, il suo unico neurone deve essersi attivato.
— Non so se mi crederete…
— Siamo qui per aiutarla — mi sollecita lei comprensiva. — Parli pure senza timore.
— Quell’uomo era identico a me. Un clone forse, non so.
I poliziotti si scambiano occhiate dubbiose.
Petit s’inginocchia accanto alla vasca, tocca il liquido nero sul fondo e lo valuta sfregando i polpastrelli, lo annusa, prende una penna dal taschino della camicia e la usa per raccoglie il vestito che ha otturato lo scarico.

LA QUARTA

Premio Kipple: Serge Moreau è uno scrittore di gialli di Parigi, che soffre di depressione; la moglie Sélène lo ha lasciato per un architetto e ha provato più volte a suicidarsi. Improvvisamente vede il suo clone sciogliersi nel suo bagno. Alex, una ragazzina, entra in casa sua dicendo di provenire da un universo parallelo: un universo specchio dove i doppelgänger hanno le orecchie a punta, vivono vite leggermente diverse in una Parigi distopica. Alex confessa di essere la figlia del suo doppio, aggiungendo che il caso è passato come suicidio; lo convince a trasferirsi nel mondo parallelo per indagare.
Il suo doppelgänger è molto diverso da lui, è un poeta di successo, con un carattere perverso. Serge capisce che aveva molti nemici e che c’erano molte persone che lo avrebbero voluto morto: come scoprire, quindi, in quale verità si è cacciato, mentre si dipana una detective story ambientata in due universi paralleli, tra la Francia che tutti conosciamo e un’altra ucronica? Due verità saranno sufficienti per capire cosa è esattamente successo?

I Premi ShortKipple hanno affascinato la redazione con la seguente motivazione: “Due racconti ai margini del genere, lì dove la poesia e l’interiorità esistono in punta di lettere ed emozioni”.

GLI AUTORI

Andrea Cattaneo è nato a Lodi, dove vive, nel 1979. Ha scritto per diversi magazine e collabora con il quotidiano “Il Cittadino”. È stato due volte finalista al Premio Urania, ha pubblicato il romanzo di fantascienza “Uomini e lupi” (Delos Digital, 2019), “Loser” (Linee infinite, 2016), un romanzo per ragazzi, e diversi racconti su riviste e antologie di vari editori (l’ultima antologia a cui ha partecipato è “Terre Leggendarie” di Watson Edizioni, 2022). L’autore è raggiungibile su www.andreacattaneo.eu.

Alice Cervia è nata in Toscana nel 1984. Laureata in Scienze Politiche, lavora come video production manager freelance. Ha pubblicato racconti brevi su «Rivista Blam», «Coye», «Piegàmi», «Bomarscé», «la nuova carne», «Rivista Pastrengo», «Tits’n’Tales», «Cedro Mag» e «Spore».

Stefano Spataro, classe 1985, è laureato in Storia, ricercatore e musicista. Ha pubblicato racconti sulle antologie Novocarnomicon (Industria Tipografica Novocarnista), Prisma vol. 2 (Moscabianca) e sulle riviste online «Crapula Club», «Split», «D-Zine» e «la nuova carne». Nel 2019 ha pubblicato il suo primo romanzo, Attis, Sogni dal terzo pianeta (Prospero Editore). È tra i fondatori delle edizioni la nuova carne. Nel 2021 crea la fanzine digitale «Silicio».

LA COLLANA

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali.
Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Andrea Cattaneo, Non è che un soffio & Alice Cervia, Colori clandestini e Stefano Spataro, Progetto per una sostituzione completa delle arcate dentarie
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Avatar
Formato cartaceo – Pag. 184 – 15.00€ – ISBN 978-88-21179-68-2
Formato ePub – Pag. 204 – 3.95€ – ISBN 978-88-32179-69-9

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Esce per la collana k_noir “Il diario elettrico”, di Paolo Di Orazio

Esce oggi il nuovo attesissimo romanzo Il Diario elettrico di Paolo Di Orazio. Nuova uscita quindi per la collana “k_noir”, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle declinazioni noir del fantastico. Il volume è disponibile in cartaceo e in ebook su www.kipple.it, nelle librerie e nei principali store online; la copertina è di Ksenja Laginja.

Una visione distopica e sconvolgente del nostro mondo impone una svolta sul finire degli anni ’70 del ‘900, in una Roma lontana dall’attuale tecnologia, ma in grado di contenere tutti i presupposti del disturbante e orrorifico presente. Di Orazio è ancora una volta maestro delle atmosfere e del climax che tiene incollati alla sedia, della paura che ci attanaglia fino agli angoli più bui dell’anima.

SINOSSI

Roma, 1978. Un mondo che è vicino al nostro e ne è eppure lontanissimo, un abisso di consuetudini e tecnologia a dividerci da allora e che, con gli occhi del presente, ci fa capire perché siamo precipitati nella nostra attualità.
Il protagonista del romanzo è Gordon Kane, un corrispondente del quotidiano Sun di Londra; la sua vita è stravolta prima dai sogni, poi dalla realtà che sembra scaturita da essi: chi è l’uomo senza volto che lo perseguita in casa, che modifica le sue abitudini e gli impone nuovi modi di vita e di comunicazione? In un crescendo che toglie il respiro, Di Orazio ci racconta in punta di sensibilità come il protagonista si comporta per non soccombere a un’angoscia che non ha senso, né forma, né origine.
In una delle pagine più belle del weird distopico, Paolo Di Orazio ci illustra la sconvolgente paranoia tecnologica che ci attende, se solo non saremo scaltri e attenti a modificare i nostri obiettivi.

ESTRATTO – PROLOGO

Mi sveglio da un sonno profondo. Cupo. Senza sogni. Oppure da un semplice istante in cui la mia mente ha vagato distratta fuori dal campo visivo, dalla coscienza. Sono a Roma. Una strada battuta dal sole accecante. Via Cavour, vecchio cuore della città. Ero già qui? Stavo andando da qualche parte e improvvisamente ho perso la memoria? L’arsura, il sapore di gomma e sabbia in bocca, di antico e violento. Cosa significa? Non è il deserto, dico a voce alta anche se la lingua è incollata al palato. Tutte le persone che vedo camminare sono lontane, si disperdono lasciandomi solo. Ho l’impressione di essere l’ultimo uomo al mondo. Una macchia sfocata dentro il mio occhio: è la sola presenza che si muove ovunque io posi lo sguardo, la mia compagna di sempre. I vecchi palazzi sono ingabbiati da ragnatele di tubature esterne, aderenti alle facciate di finestre dai cristalli a specchio sotto una coltre di ruggine e polveri sottili. Altri sono fagocitati da cubature in pietra a formare un secondo livello di urbe. La carreggiata è coperta da un manto di materiale compatto, caucciù vulcanizzato che irradia un calore atroce. La secchezza delle fauci è così legata all’odore ingrato dell’aria, priva di umidità, morta e immobile, da farmi ricordare che non bevo acqua da un secolo. Vedo in lontananza la porzione del Colosseo in fondo a via dei Serpenti. Il monumento è rivestito da un esoscheletro di acciaio cromato. Due anelli paralleli di graticole a fessura per l’areazione solcano la circonferenza totale dell’armatura. Il colonnato in pietra sparisce dietro il rivestimento scintillante al sole, ed è riprodotto da incisioni stilizzate per ricordarne con indecorosa sintesi le fattezze originali. Sembra più la raffigurazione maldestra su una vecchia moneta. Maledetti, grido, come se i responsabili degli eterni scavi ferroviari sotterranei possano sentirmi. Gli hanno messo quell’armatura perché l’arena sta sprofondando nel terreno. Ucciderei i mandanti del progetto di riqualificazione urbana. M’incammino in salita. È tardi, devo recarmi al lavoro. So di essere stato assente per mesi, saranno tutti in collera con me. Ho paura che mi abbiano licenziato, nel frattempo. Vado lo stesso. Raggiungo un distretto di polizia, ma per quale ragione? Io non lavoro qui. Un gruppo di gente in divisa mi saluta, mi applaude. Indosso anch’io una divisa come la loro, blu cobalto con tre bande laterali bianche e gialle. C’è una festa in mio onore. Non capisco. Qualcuno piange commosso. Tra le grida di benvenuto e bentornato, entro nel distretto come se sapessi dove andare. Le gambe vanno da sole. Corridoi fra i reparti, uomini e donne in uniforme seduti alle scrivanie o in piedi alla loro postazione si voltano, mi vedono e mi salutano. Ho sete, dico, e non riesco a respirare l’aria fredda carica di ozono. Mi dirigo a passo sicuro nell’ufficio del vecchio vicequestore, il quale mi accoglie a braccia aperte e mi stringe le mani, entrambe, prendendole nelle sue. Non dobbiamo toccarci, esclamo stupefatto. Come stai? Sei guarito, chiede il mio superiore. Il suo sguardo è famelico. Brilla di luce malevola. Il volto grottesco somiglia a quello di una scimmia. Non mi fido di lui perché è zoppo e cammina col bastone. Vuole farmi del male, con quel bastone. Posso stare poco, affermo. Il caso dell’assassino è tuo, fa il vice. Ti abbiamo promosso commissario capo.

LA QUARTA

Roma, 1978. Un mondo vicino al nostro eppure lontanissimo, un abisso di consuetudini e tecnologia a dividerci da allora. Gordon Kane è un corrispondente del quotidiano Sun di Londra, di punto in bianco la sua quotidianità è stravolta: chi è l’uomo senza volto che lo perseguita in casa, che modifica le sue abitudini e gli impone nuovi modi di vita e di comunicazione? In una delle pagine più belle del weird distopico, Paolo Di Orazio ci illustra la sconvolgente paranoia tecnologica che ci attende, se solo non saremo scaltri e attenti a modificare i nostri obiettivi.

L’AUTORE

Nume tutelare delle riviste a fumetti cult «Splatter», «Mostri», «Nosferatu», pubblica dal 1987 fumetti, racconti, romanzi, articoli per Acme, Granata Press, Castelvecchi, «Urania», Radio Rai, «Cattivik», «Heavy Metal», «Blue», «Classic Rock» e tutte le migliori case editrici d’Italia. Dopo tre anni di scrittura porno su mensili per adulti, il suo libro di esordio Primi delitti, 1989, è apripista della narrativa splatterpunk italiana nonché scandalo parlamentare per istigazione a delinquere. In lingua inglese pubblica con Independent Legions, Kipple Officina Libraria, Comet Press, Necro. Membro della Horror Writers Association, è nel “Best World Horror of the Year” (ellendatlow.com, 2017) e nella “Year’s Best Hardcore Horror della statunitense Comet Press” (2017).

LA COLLANA

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Paolo Di Orazio, Il diario elettrico
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato cartaceo – Pag. 184 – 15.00€ – ISBN 978-88-32179-66-8
Formato ePub – Pag. 203 – 3.95€ – ISBN 978-88-32179-67-5

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Kipple Officina Libraria a StraniMondi 2022

Kipple Officina Libraria sarà presente anche quest’anno a StraniMondi, la manifestazione del Fantastico per autori, editori, operatori del settore e soprattutto lettori, amanti della cultura di genere, entusiasti sostenitori della necessità di una nicchia immaginifica sempre più vasta e feconda, che si svolgerà l’8 e il 9 ottobre a Milano.

La nostra casa editrice sarà protagonista del panel in programma per domenica 9 ottobre alle 14.30 dal titolo “I Premi Kipple, poesie lunari e Volontà trasgressive: i nuovi percorsi scifi & weird di Kipple Officina Libraria”, in cui saranno presenti l’editore Lukha B. Kremo, Sandro Battisti, Paolo Di Orazio, Marco Scarlatti e Andrea Cattaneo; passate a trovarci allo stand, saremo lì per tutto il weekend della manifestazione.

Ci vediamo lì, alla “Casa dei Giochi” in via Sant’Uguzzone 8, Milano?

La promo per la ristampa di “Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?”

Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?” è la raccolta di racconti di sesso quantico pubblicata da Kipple Officina Libraria nel 2016, nella collana Avatar.
Il volume – curato dai due Premio Urania Lukha B. Kremo e Sandro Battisti, autore anche della prefazione – è stato ristampato dopo la censura di Amazon, sempre con la copertina realizzata da Ksenja Laginja.

***PROMO: acquista il libro, in formato cartaceo, con uno sconto speciale del 33,4% inserendo il coupon: #orgasmi. La promozione è valida fino al 15/04!

In questo progetto: Ian Watson e Roberto Quaglia, Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini, Domenico Mastrapasqua, i curatori: l’editore di Kipple e Premio Urania 2015 Lukha B. Kremo e il Premio Urania 2014 Sandro Battisti.
Sette racconti che ruotano, si compenetrano e sviscerano un sistema articolato di quantistica sessuale, una sequenza di perversioni carnali complesse e futuribili, indefinite, dai limiti evanescenti e dalla sostanza fluida come umori che colano in dimensioni attigue.

Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?

Kipple Officina Libraria
Autori: Ian Watson e Roberto Quaglia, Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo, Sandro Battisti
Curatori: Lukha B. Kremo e Sandro Battisti
Prefazione di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja

Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 88 – € 15.00 (*** 9.99€) — ISBN 978-88-98953-63-9
Collana eAvatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 91 – € 3.95 — ISBN 978-88-98953-54-7

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Esce “Il più piccolo tra le ossa”, poesie di Holly Lyn Walrath

Esce oggi il volume Il più piccolo tra le ossa di Holly Lyn Walrath, poetessa americana già edita da Kipple nel 2020 con Numinose lapidi (2020), nella collana Versi Guasti a cura di Alex Tonelli. L’ebook è disponibile su www.kipple.it, nei principali store online e nelle librerie. Illustrazione interna di Katia Fucci e traduzione di Giordano Vintaloro.

“Una pozione magica è dunque la poesia che state per leggere; il sapore è a volte acre, quasi doloroso, come se sorseggiaste frammenti calcificati e taglienti. Infatti li sentite scendere, dolci come parole e amari come polvere, e piano feriranno le pareti del vostro ingordo esofago sino ad appesantirvi il cuore, i polmoni, le budella e premere contro la pelle. Ma di tutti questi molli organi non resterà nulla dopo la morte e quindi, diciamolo, che importa del loro dolore di oggi.”

DALL’INTRODUZIONE

Di me non resterà nulla, se non delle lunghe ossa che lentamente si sbricioleranno in polvere. Le ossa saranno la mia eredità al tempo, il museo caduco della mia esistenza.
Esse porteranno con sé tracce del mio tempo mortale, le piccole fratture, la posizione in cui dormivo e che lentamente ha incurvato questo o quell’osso, ciò che mangiavo e ciò che, non mangiandolo, le ha indebolite, un osso che manca o un osso in più che ho solo io e che mi rende, da scheletro, unico nel genere umano. Penso infatti mi manchi l’osso sacro, se davvero lì giace il senso del sacro. Credo di avere il temporale un po’ deformato visto la mia lotta perenne contro il tempo. Chissà com’è la mia spina dorsale e il piccolo martello dell’orecchio, bombardato da una musica fatta di urla e metallo e Schubert e Mahler?
Leggere la raccolta di Holly Lyn Walrath, “Il più piccolo fra le ossa”, mi ha fatto pensare alle mie ossa. In antropologia culturale si usa il termine “heritage”, da “heirs”, eredi, per indicare il patrimonio, ciò che si lascia ai posteri.
Le ossa saranno il mio unico patrimonio, la sola cosa concreta che lascerò di me nel mondo. E, grazie o per colpa loro, non riesco a non pensare ora alla mia morte e a tutto ciò che accadrà dopo, a ciò che capiterà alla mia eredità ossea nel corso dei secoli che stanno là fuori ad aspettarla. Quasi impazienti, avidi.
Forse alla fine di questo libro servirebbe una pagina bianca. Un foglio su cui il lettore o la lettrice possano scrivere, o anche solo pensare di scrivere, delle loro ossa e lasciare così una loro traccia. Lasciare una traccia su ciò che lascia una traccia.

Alex Tonelli

LA QUARTA

Di noi non resterà nulla, se non delle lunghe ossa che lentamente si sbricioleranno in polvere. Le ossa saranno la nostra eredità al tempo, il museo caduco della nostra esistenza. La poesia è forse una sorta di stregoneria in grado di creare la realtà? Una pozione magica? Di tutti i nostri organi non resterà nulla dopo la morte e quindi, diciamolo, che importa del loro dolore di oggi?

L’AUTORE

Le poesie e i racconti brevi di Holly Lyn Walrath escono su Strange Horizons, Fireside Fiction, Daily Science Fiction, Liminality, e Analog. È autrice di Glimmerglass Girl (Finishing Line Press, 2018), vincitore dell’Elgin Award per il miglior tascabile speculativo, e Numinose Lapidi, una raccolta pubblicata in italiano dalla Kipple Officina Libraria. Ha conseguito una laurea in Inglese presso l’Università del Texas e una laurea magistrale in Scrittura creativa all’Università di Denver. La potete trovare a canottare nel bayou a Houston, Texas, su Twitter @HollyLynWalrath, o su www.hlwalrath.com.

LA COLLANA

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica, in costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Holly Lyn Walrath, Il più piccolo tra le ossa
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Ksenja Laginja
Illustratrice: Katia Fucci
Traduttore: Giordano Vintaloro

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti
Formato ePub e Mobi – Pag. 91 – 0.95€ – ISBN 978-88-32179-63-7

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