Archivi categoria: interviste

Philip K. Dick: la stupenda intervista di Charles Platt

Philip K. Dick è senza alcun dubbio uno dei più grandi (e originali) autori americani del secolo passato. Oggi vi presentiamo questa intervista, una delle poche che esistono dell’autore californiano, registrata nel 1979. Charles Platt intervista Dick, parlando di tanti argomenti diversi, dagli autori che lo hanno ispirato alle sue esperienze con sostanze allucinogene.  

Ray Bradbury parla di Fahrenheit 451, l’intervista

Ray Bradbury, uno dei più grandi autori di fantascienza del secolo passato, di sicuro non ha bisogno di introduzioni. Nel video che vi presentiamo oggi, Bradbury parla di uno dei capolavori che ha contribuito a renderlo uno scrittore immortale: Fahrenheit 451, edito in Italia col titolo “Gli anni della fenice”. È un’intervista molto interessante, che senza ombra di dubbio qualsiasi fan dell’autore saprà apprezzare. Buona visione!

Una conversazione con Ray Bradbury: l’intervista integrale

Ray Bradbury, grazie ad opere come Fahrenheit 451 (edito in Italia col titolo Gli anni della fenice) e The Martian Chronicles (Cronache marziane), si è affermato nel tempo come uno dei più grandi autori di fantascienza della storia. Oggi vi presentiamo un’intervista del 2008 con Lawrence Bridges, considerata una delle migliori interviste mai fatte all’autore statunitense, dove si parla soprattutto di scrittura. Buona visione!

The Wicked Gift, L/D Production ed essere attrici in Italia: intervista ad Annamaria Lorusso

Ciao Annamaria, benvenuta fra le pagine virtuali di Kipple! Per chi non ti conoscesse ancora, ti andrebbe di introdurti parlandoci un po’ della tua carriera di attrice/produttrice?

Fin da piccola ho sempre amato il mondo dello spettacolo nelle sue varie sfumature partecipando a concorsi canori e piccoli spettacoli. Mi entusiasmava interpretare ruoli e vedere la reazione della gente alla fine di ogni spettacolo e con gli occhi di una bambina ogni cosa si colora inevitabilmente di magia. Poi ho frequentato diversi corsi di dizione, regia e scenografia che mi hanno permesso di conoscere in modo più approfondito e da un punto di vista tecnico il mondo cinematografico nella sua complessità. Grazie al teatro ho cominciato a mettere in opera quanto imparato, per poi passare al settore cinematografico non solo come attrice ma anche come produttrice.

Insieme a Roberto D’Antona hai fondato L/D Production. Come nasce l’idea e quali sono gli obiettivi di questa casa di produzione?

Con Roberto è nato un sodalizio molto solido, ci accomunano le stesse idee e perseguiamo gli stessi obiettivi. Dopo aver lavorato insieme in diversi prodotti, abbiamo deciso di unire le forze ed essere riconoscibili con il nome L/D Production, Lorusso/D’Antona appunto, per affrontare prima la produzione della serie TV The Reaping e successivamente del thriller/horror The Wicked Gift. L’obiettivo principale è naturalmente avere grande rilievo nel mondo del cinema con estrema professionalità ed affidabilità.

A fine giugno 2017 c’è stata l’anteprima de The Wicked Gift, che ha riscosso grande successo. Ci parleresti un po’ del film?

L’anteprima de The Wicked Gift è un giorno che porterò sempre nel cuore per le emozioni che mi ha regalato non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano per la sensazione di forte compattezza con tutto il gruppo di lavoro. E’ proprio vero che l’unione fa la forza. Quanto al film posso asserire che in esso si alternano momenti di simpatia, ironia, dramma, inquietudine, paura a momenti di semplice quotidianità con dialoghi mai scontati, ma che descrivono perfettamente la natura dei personaggi e con un finale a sorpresa. La fotografia e la scelta delle locations sono state curate al fine di dare quel senso di inquietudine, di schiacciamento dato dall’impossibilità di controllare determinate situazioni. E’ un thriller/horror di grande effetto e decisamente originale sotto certi aspetti.

Com’è stato indossare i panni di Ada in The Wicked Gift?

Ada è stato il personaggio più difficile che io abbia interpretato finora, non solo per la complessità dei dialoghi, ma anche delle sfumature che il personaggio possiede fin nei suoi più semplici gesti. Per la prima volta è stato come vivere in un’altra dimensione, non ho avuto la percezione della realtà attorno a me e sono stata Ada, semplicemente Ada, staccandomi dal mio quotidiano, dal mio essere Annamaria. Non è stato semplice, ma se non avessi fatto questo, seguendo alla lettera le indicazioni di Roberto, il personaggio sarebbe stato uguale e piatto nel suo percorso e purtroppo non posso approfondire oltre altrimenti dovrei raccontarvi cosa accade.

Tre aggettivi per descrivere The Wicked Gift.

Claustrofobico, inquietante, sorprendente

Qual è il momento che definiresti il più intenso della tua carriera fino ad oggi e perché?

Il più intenso della mia carriera è proprio quello che sto vivendo, questo passaggio al grande schermo è davvero entusiasmante. Aver ricevuto delle critiche positive da nomi importanti in diverse recensioni e non solo, è una grande soddisfazione e gioia per me e per questo devo ringraziare anche Roberto che mi ha guidata con grande accuratezza nelle varie sfumature del personaggio di Ada in The Wicked Gift.

Quali sono le difficoltà maggiori con cui deve scontrarsi chi come te intraprende questo cammino artistico?

Il maggiore ostacolo sta nel non crederci fino in fondo in primis e poi ovviamente è essenziale trovare le giuste collaborazioni che non ti facciano perdere tempo senza portare a nulla. Non meno importante è lo scontrarsi col giudizio del pubblico sempre più severo e talvolta poco costruttivo e, pertanto, è necessario avere un certo carattere che non ceda dinanzi alle possibili difficoltà di varia natura.

Come vedi il futuro del cinema indipendente horror in Italia?

Non saprei rispondere con esattezza, ma sembra che qualcosa stia cambiando e che si stia facendo una netta distinzione tra prodotti amatoriali che “fanno paura” e prodotti indipendenti horror. Mi auguro davvero che venga dato sempre più spazio a prodotti dalla netta impronta professionale e di qualità, curati nei minimi dettagli.

Prima di lasciarci, ci forniresti i link necessari a seguire le tue attività, magari anticipandoci anche qualcosa sui tuoi progetti futuri?

Roberto sta lavorando alla sceneggiatura di un nuovo thriller, ma non posso dire altro per ora, se non che verrà prodotto dalla L/D e che faremo in modo che sorprenda e non annoi lo spettatore. Vi ringrazio per questa intervista e per avermi dato la possibiltà di parlare un po’ di me e ringrazio anche coloro che leggeranno e mi seguiranno. Per seguire me e ciò a cui sto lavorando :

FACEBOOK: https://www.facebook.com/annamarialorussoofficialpage

INSTAGRAM: http://instagram.com/p/tKYqPXs5qX/

IMDB: http://www.imdb.com/name/nm6286947/

WEBSITE: http://www.annamarialorusso.weebly.com

L/D PRODUCTION FACEBOOK: https://www.facebook.com/LDProductionCompany/

THE WICKED GIFT WEBSITE: http://www.thewickedgift-movie.com

THE WICKED GIFT FACEBOOK: https://www.facebook.com/TheWickedGift

Segue il trailer de The Wicked Gift

 

Il Giardino dei Tarocchi: recensione del libro e intervista a Lorena Burgio

uppercoverIl sito erewhonians! recensisce in termini molto lusinghieri Il Giardino dei Tarocchi di Lorena Burgio, da poco pubblicato da Kipple Officina Libraria nella Collana eXoth.

Un breve estratto dalla recensione:

Quanto è bello questo libro sui Tarocchi di Lorena Burgio. La letteratura di qualità sul tema in lingua italiana scarseggia, e già per questo il libro ha un valore grande.

E’ al contempo una trattazione sulle carte, in particolare sugli Arcani Maggiori, che esamina in profondità e – fatto originale – che abbina ciascuno a una figura o vicenda mitologica, e un vero e proprio manuale, per principianti e non solo, che senza fronzoli conduce all’uso dei Tarocchi per la divinazione.

Dire “senza fronzoli” non è dire poco, perchè Lorena è riuscita nel difficile intento di scrivere tutto quello che serve davvero e non un rigo in più, senza però diventare mai troppo essenziale, come ad esempio avviene in molti manuali di questo tipo che si riducono – specie per gli Arcani Minori – a sterili elencazioni di significati.

Non solo. Fabio Procopio, autore del pezzo e curatore del sito, ha anche intervistato la nostra Lorena.

Lorena Burgio | Il giardino dei Tarocchi
Prefazione di Lukha B. Kremo
Kipple Officina Libraria
Collana eXoth — Formato Cartaceo — Pag. 128 — 12.75€ – ISBN 978-88-98953-74-5

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Il demone di carta, la letteratura di genere in Italia e il futuro: intervista a Luigi Milani

Ciao Luigi, è un piacere averti ospite qui sulle pagine virtuali di Kipple Officina Libraria. Per chi ancora non ti conoscesse, ti andrebbe di iniziare illustrandoci il tuo percorso letterario?

LM: Ciao Roberto, per me è un grande onore comparire sulle pagine di questo blog, da sempre tra i miei preferiti. Ho cominciato a scrivere una ventina d’anni fa, spinto e direi soprattutto confortato dai consigli di amici preziosi come Francesco Costa, Luciano Tas e Lia Levi.

La mia prima raccolta di racconti, Memorie a perdere, risale al 2009. Nel corso degli anni ho pubblicato alcuni romanzi e parecchi racconti, cercando di spaziare il più possibile tra i vari generi letterari: noir, mistery, sovrannaturale, horror e fantascienza, senza disdegnare la denuncia sociale, come nel romanzo «Ci sono stati dei disordini».

Negli ultimi anni ho scritto alcuni romanzi brevi tra l’horror e il noir in coppia con l’amica Alexia Bianchini, mentre l’ultimo libro, pubblicato dalle Edizioni Nero Press è «Solo il mare intorno», firmato assieme a Danilo Arona e Angelo Marenzana.

Di cosa parla «Il demone di carta»?

LM: Una storia d’amore finita male getta il giovane protagonista, tecnico in uno studio d’animazione, nella disperazione più nera: entrato in contatto con un famoso fumettista, si lascia coinvolgere nei deliri di quest’ultimo, convinto assertore della reale esistenza dei suoi terribili universi a fumetti. E chissà che le cose non stiano davvero come sostiene l’artista…

Come nasce l’idea del racconto?

LM: Difficile identificare l’idea di partenza. Direi però che sono stato certamente influenzato dalla lettura del Dylan Dog di Tiziano Sclavi e anche della novella «Doppio sogno» di Arthur Schnitzler. Ma direi che, riferimenti a parte, a volte è difficile resistere all’impulso di scrivere, e ti ritrovi nella condizione di dover quasi obbedire a un’urgenza interiore insopprimibile. Non a caso la prima stesura del racconto è stata scritta di getto, in una sola sessione di lavoro.

Tre aggettivi per descrivere «Il demone di carta».

LM: Inquietante, avvincente, divertente

Qual è secondo te il problema maggiore che caratterizza l’editoria italiana per quanto riguarda la letteratura di genere?

LM: Guarda, il problema principale a mio avviso è una certa tendenza all’autoreferenzialità. Nel senso che autori ed editori di genere tendono, più o meno consciamente, a rinchiudersi in una sorta di nicchia rigorosamente chiusa al mondo esterno. Inoltre le uscite librarie, le presentazioni e i vari festival letterari spesso rafforzano questo tipo di atteggiamento, che non porta nuovi lettori né giova in generale alla diffusione della letteratura di genere. In particolare, le presentazioni di libri tendono a essere frequentate – tra l’altro pochino, diciamocelo: questo tipo di evento credo abbia fatto il suo tempo – sempre dalle stesse persone: amici, parenti, addetti ai lavori.

Come vedi il futuro della letteratura di genere in Italia?

LM: Non voglio certo fare il menagramo, anche perché anch’io spesso scrivo letteratura di genere, ma ti confesso che non lo vedo particolarmente roseo: com’è noto, la lettura in Italia ormai è precipitata sotto il livello di guardia, compressa com’è tra molteplici fonti di distrazione: gli onnipresenti social network, i serial televisivi e il Web. Diciamocela tutta: ormai leggere è divenuta un’attività residuale, e la letteratura di genere alla fine è diventata una nicchia nella nicchia. Quindi, a meno di non cercare di superare gli steccati di genere, aprendo la strada a contaminazioni tra generi diversi e differenti forme espressive, credo ahinoi che la strada per la letteratura – non solo di genere, si badi bene – si prospetti decisamente in salita.

A volte poi – ne parlavo proprio pochi giorni fa con un’amica editor – si ha quasi l’impressione che ci siano più eventi letterari che lettori…

Prima di lasciarci, ci forniresti i link utili ad acquistare «Il demone di carta» e a seguire le tue attività di autore?

LM: Volentieri. «Il demone di carta» può essere acquistato a questo link http://www.graphe.it/ildemonedicarta. Per seguire invece le mie attività da autore il punto di riferimento ormai da diversi anni è il mio blog False Percezioni.

Giovanni Agnoloni e Il Liberto – Intervista a cuore aperto su La zona morta

Su LaZonaMorta è comparsa, a opera del sempre eccellente Filippo Radogna, una bella intervista a Giovanni Agnoloni che sviscera i contenuti e le visioni che stanno dietro al suo racconto Il liberto, recentemente uscito per la collana Spin-Off della Kipple Officina Libraria che narra le vicende dell’Impero Connettivo. Vi diamo uno stralcio dell’intervista:

Si tratta di una storia che ha quale protagonista un postumano, dal sibillino nome di Kneo. Egli è un cosiddetto poliziotto temporale al servizio dell’Impero Connettivo che tutto domina nelle profondità smisurate dello spazio siderale. L’autore ci ha fatto presente come la genesi del racconto è stata abbastanza lunga, poiché il testo è cresciuto a tratti per rivelazioni provenienti dal suo profondo che apparentemente possono sembrare disconnesse tra loro, ma hanno un’ottima unitarietà. “Dalle prime idee – ha asserito – sono passati almeno due anni, ma la stesura, alternata da altri lavori di scrittura e di traduzione, ha richiesto circa un anno”.

Ma chi è il liberto? Qual è la sua identità? E qual è il suo ruolo e soprattutto il suo incarico? “La sua missione – ci ha risposto Giovanni Agnoloni – è cercare un’anomalia, situata in un momento specifico dell’arco temporale delle vicende dell’Impero Romano, ovvero un nucleo di ribellione o disordine suscettibile di alterare la stabilità del potere del “New Connective Empire”, la parte materiale dell’Impero Connettivo, che nella saga ideata da Sandro Battisti è retta dal postumano Sillax per conto dell’imperatore Totka_II”.

Qui sotto i dati salienti dell’opera.

Sinossi

L’Impero Connettivo, Stato che come l’Impero Romano domina sullo spazio, ma anche sul tempo, è divenuto un’entità politica divisa in due: la prima metà è votata alle politiche più materiali, mentre l’altra sembra aspirare alla trascendenza; alla prima fa capo il funzionario postumano Sillax, mentre la seconda continua a far riferimento all’alieno nephilim Totka_II.
Nella parte governata da Sillax, il New Connective Empire, una singolare trama di ricorrenze energetiche permea la ricerca di un poliziotto temporale, inviato direttamente dallo stesso reggente Sillax per verificare la minaccia di un’Anomalia incombente, che ne insidia il potere: riuscirà l’agente Kneo nel suo compito? Quali sono gli effetti indesiderati che si scatenano in un’operazione poliziesca e politica che ha a che fare con le massime illusioni dello spazio e del tempo? Kneo lo imparerà presto sulla sua pelle modificata.

La collana

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il comando di un alieno, un Nephilim. La valuta monetaria in vigore è l’informazione, mentre l’Imperatore di stirpe aliena Totka_II governa con le sue capacità occulte sull’evoluzione tecnologica dell’umanità: i postumani.

Giovanni Agnoloni | Il liberto
Kipple Officina Libraria
Collana Spin-off — Formato ePub e Mobi — Pag. 20 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-76-9

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