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Il 12 gennaio presentazione romana del “Diario elettrico” di Paolo Di Orazio

Giovedì 12 gennaio, alle ore 19, Paolo Di Orazio presenterà il suo Diario elettrico, romanzo edito nella collana K_noir da Kipple Officina Libraria dove l’autore si misura con le suggestioni della SF, declinate però alla sua maniera oscura.
L’evento si svolgerà presso la libreria MrIbis, in via Luigi Filippo de Magistris 91, Roma. Oltre all’autore, sarà presente in veste di moderatore uno degli editor di Kipple, Sandro Battisti. Ci vediamo lì?

Roma, 1978. Un mondo vicino al nostro eppure ormai lontanissimo, un abisso di consuetudini e tecnologia a dividerci da allora. Gordon Kane è un corrispondente del quotidiano Sun di Londra, la sua vita è stravolta prima dai sogni, poi dalla realtà che sembra scaturita da essi: chi è l’uomo senza volto che lo perseguita in casa, che modifica le sue abitudini e gli impone nuovi modi di vita e di comunicazione? In una delle pagine più belle del weird distopico, Paolo Di Orazio ci illustra la sconvolgente paranoia tecnologica che ci attende se solo non saremo scaltri e attenti a modificare i nostri obiettivi.

Videorecensione di “Il diario elettrico”, di Paolo Di Orazio, a cura del canale “Libri di sangue”

Una nuova videorecensione per Il diario elettrico, di Paolo Di Orazio, romanzo uscito nella collana k_noir e che apre, per il celebre autore oscuro, un nuovo ciclo narrativo rivolto più al genere SF. Vi lasciamo alle valutazioni espresse nella rece, che non possiamo che sottoscrivere in toto.

Novità in k_noir: Paolo Di Orazio è il nuovo condirettore di collana

La redazione di Kipple Officina Libraria sta crescendo! Siamo felici di comunicarvi che alla guida della collana k_noir, insieme ad Andrea Vaccaro, si affianca un autore del calibro di Paolo Di Orazio, che molti di voi conoscono molto bene.

La visione unica del noir di Di Orazio, nel rispetto di quella che Kipple dà al genere, s’integrerà con quella di Vaccaro per esplorare insieme un nuovo mondo.

Tutta la redazione dà il benvenuto a Paolo, mentre il suo nome risuona ancora negli echi distopici del romanzo fresco di stampa Il diario elettrico.


A presto su queste fantastiche coordinate.

Videorecensione di Fabio Troisi a “Il diario elettrico”, di Paolo Di Orazio

Flavio Troisi videorecensisce Il diario elettrico, romanzo SF – ma non solo, come spiega bene Flavio – di Paolo Di Orazio, uscito da pochi giorni per Kipple Officina Libraria nella collana “k_noir”.
Vi lasciamo alle bellissime e fluenti parole utilizzate per dare un’idea della complessità e della libertà che si respira nel libro – “libertà” intesa in senso creativo, “originale” – e, infine, la redazione Kipple vuole ringraziare Troisi per le belle parole spese per la casa editrice e la sua crew, apprezzate davvero tanto.

Buon ascolto!

Esce per la collana k_noir “Il diario elettrico”, di Paolo Di Orazio

Esce oggi il nuovo attesissimo romanzo Il Diario elettrico di Paolo Di Orazio. Nuova uscita quindi per la collana “k_noir”, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle declinazioni noir del fantastico. Il volume è disponibile in cartaceo e in ebook su www.kipple.it, nelle librerie e nei principali store online; la copertina è di Ksenja Laginja.

Una visione distopica e sconvolgente del nostro mondo impone una svolta sul finire degli anni ’70 del ‘900, in una Roma lontana dall’attuale tecnologia, ma in grado di contenere tutti i presupposti del disturbante e orrorifico presente. Di Orazio è ancora una volta maestro delle atmosfere e del climax che tiene incollati alla sedia, della paura che ci attanaglia fino agli angoli più bui dell’anima.

SINOSSI

Roma, 1978. Un mondo che è vicino al nostro e ne è eppure lontanissimo, un abisso di consuetudini e tecnologia a dividerci da allora e che, con gli occhi del presente, ci fa capire perché siamo precipitati nella nostra attualità.
Il protagonista del romanzo è Gordon Kane, un corrispondente del quotidiano Sun di Londra; la sua vita è stravolta prima dai sogni, poi dalla realtà che sembra scaturita da essi: chi è l’uomo senza volto che lo perseguita in casa, che modifica le sue abitudini e gli impone nuovi modi di vita e di comunicazione? In un crescendo che toglie il respiro, Di Orazio ci racconta in punta di sensibilità come il protagonista si comporta per non soccombere a un’angoscia che non ha senso, né forma, né origine.
In una delle pagine più belle del weird distopico, Paolo Di Orazio ci illustra la sconvolgente paranoia tecnologica che ci attende, se solo non saremo scaltri e attenti a modificare i nostri obiettivi.

ESTRATTO – PROLOGO

Mi sveglio da un sonno profondo. Cupo. Senza sogni. Oppure da un semplice istante in cui la mia mente ha vagato distratta fuori dal campo visivo, dalla coscienza. Sono a Roma. Una strada battuta dal sole accecante. Via Cavour, vecchio cuore della città. Ero già qui? Stavo andando da qualche parte e improvvisamente ho perso la memoria? L’arsura, il sapore di gomma e sabbia in bocca, di antico e violento. Cosa significa? Non è il deserto, dico a voce alta anche se la lingua è incollata al palato. Tutte le persone che vedo camminare sono lontane, si disperdono lasciandomi solo. Ho l’impressione di essere l’ultimo uomo al mondo. Una macchia sfocata dentro il mio occhio: è la sola presenza che si muove ovunque io posi lo sguardo, la mia compagna di sempre. I vecchi palazzi sono ingabbiati da ragnatele di tubature esterne, aderenti alle facciate di finestre dai cristalli a specchio sotto una coltre di ruggine e polveri sottili. Altri sono fagocitati da cubature in pietra a formare un secondo livello di urbe. La carreggiata è coperta da un manto di materiale compatto, caucciù vulcanizzato che irradia un calore atroce. La secchezza delle fauci è così legata all’odore ingrato dell’aria, priva di umidità, morta e immobile, da farmi ricordare che non bevo acqua da un secolo. Vedo in lontananza la porzione del Colosseo in fondo a via dei Serpenti. Il monumento è rivestito da un esoscheletro di acciaio cromato. Due anelli paralleli di graticole a fessura per l’areazione solcano la circonferenza totale dell’armatura. Il colonnato in pietra sparisce dietro il rivestimento scintillante al sole, ed è riprodotto da incisioni stilizzate per ricordarne con indecorosa sintesi le fattezze originali. Sembra più la raffigurazione maldestra su una vecchia moneta. Maledetti, grido, come se i responsabili degli eterni scavi ferroviari sotterranei possano sentirmi. Gli hanno messo quell’armatura perché l’arena sta sprofondando nel terreno. Ucciderei i mandanti del progetto di riqualificazione urbana. M’incammino in salita. È tardi, devo recarmi al lavoro. So di essere stato assente per mesi, saranno tutti in collera con me. Ho paura che mi abbiano licenziato, nel frattempo. Vado lo stesso. Raggiungo un distretto di polizia, ma per quale ragione? Io non lavoro qui. Un gruppo di gente in divisa mi saluta, mi applaude. Indosso anch’io una divisa come la loro, blu cobalto con tre bande laterali bianche e gialle. C’è una festa in mio onore. Non capisco. Qualcuno piange commosso. Tra le grida di benvenuto e bentornato, entro nel distretto come se sapessi dove andare. Le gambe vanno da sole. Corridoi fra i reparti, uomini e donne in uniforme seduti alle scrivanie o in piedi alla loro postazione si voltano, mi vedono e mi salutano. Ho sete, dico, e non riesco a respirare l’aria fredda carica di ozono. Mi dirigo a passo sicuro nell’ufficio del vecchio vicequestore, il quale mi accoglie a braccia aperte e mi stringe le mani, entrambe, prendendole nelle sue. Non dobbiamo toccarci, esclamo stupefatto. Come stai? Sei guarito, chiede il mio superiore. Il suo sguardo è famelico. Brilla di luce malevola. Il volto grottesco somiglia a quello di una scimmia. Non mi fido di lui perché è zoppo e cammina col bastone. Vuole farmi del male, con quel bastone. Posso stare poco, affermo. Il caso dell’assassino è tuo, fa il vice. Ti abbiamo promosso commissario capo.

LA QUARTA

Roma, 1978. Un mondo vicino al nostro eppure lontanissimo, un abisso di consuetudini e tecnologia a dividerci da allora. Gordon Kane è un corrispondente del quotidiano Sun di Londra, di punto in bianco la sua quotidianità è stravolta: chi è l’uomo senza volto che lo perseguita in casa, che modifica le sue abitudini e gli impone nuovi modi di vita e di comunicazione? In una delle pagine più belle del weird distopico, Paolo Di Orazio ci illustra la sconvolgente paranoia tecnologica che ci attende, se solo non saremo scaltri e attenti a modificare i nostri obiettivi.

L’AUTORE

Nume tutelare delle riviste a fumetti cult «Splatter», «Mostri», «Nosferatu», pubblica dal 1987 fumetti, racconti, romanzi, articoli per Acme, Granata Press, Castelvecchi, «Urania», Radio Rai, «Cattivik», «Heavy Metal», «Blue», «Classic Rock» e tutte le migliori case editrici d’Italia. Dopo tre anni di scrittura porno su mensili per adulti, il suo libro di esordio Primi delitti, 1989, è apripista della narrativa splatterpunk italiana nonché scandalo parlamentare per istigazione a delinquere. In lingua inglese pubblica con Independent Legions, Kipple Officina Libraria, Comet Press, Necro. Membro della Horror Writers Association, è nel “Best World Horror of the Year” (ellendatlow.com, 2017) e nella “Year’s Best Hardcore Horror della statunitense Comet Press” (2017).

LA COLLANA

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Paolo Di Orazio, Il diario elettrico
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato cartaceo – Pag. 184 – 15.00€ – ISBN 978-88-32179-66-8
Formato ePub – Pag. 203 – 3.95€ – ISBN 978-88-32179-67-5

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Kipple Officina Libraria a StraniMondi 2022

Kipple Officina Libraria sarà presente anche quest’anno a StraniMondi, la manifestazione del Fantastico per autori, editori, operatori del settore e soprattutto lettori, amanti della cultura di genere, entusiasti sostenitori della necessità di una nicchia immaginifica sempre più vasta e feconda, che si svolgerà l’8 e il 9 ottobre a Milano.

La nostra casa editrice sarà protagonista del panel in programma per domenica 9 ottobre alle 14.30 dal titolo “I Premi Kipple, poesie lunari e Volontà trasgressive: i nuovi percorsi scifi & weird di Kipple Officina Libraria”, in cui saranno presenti l’editore Lukha B. Kremo, Sandro Battisti, Paolo Di Orazio, Marco Scarlatti e Andrea Cattaneo; passate a trovarci allo stand, saremo lì per tutto il weekend della manifestazione.

Ci vediamo lì, alla “Casa dei Giochi” in via Sant’Uguzzone 8, Milano?