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I libri Kipple venduti del 2016

Abbiamo i risultati di vendita del 2016.
Il cartaeo più venduto è “Non ci sono dei oltre il tempo” di Davide Del Popolo Riolo, Premio Kipple 2015, che supera il saggio su Stephen King (Le opere segrete del Re di Rocky Wood) che si era aggiudicato il titolo del cartaceo Kipple più venduto per due anni consecutivi (2014 e 2015).
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Per gli ebook, ecco i primi posti:
1) Il gatto di Schroedinger, di Lukha B. Kremo
2) Stephen King. Le opere segrete del Re di Rocky Wood
3) Il buio dentro, di Richard Laymon, Caleb Battiago, Paolo di Orazio e Nicola Lombardi
4) Non ci sono dei oltre il tempo, di Davide Del Popolo Riolo
5) Torture sottili, di Lisa Mannetti
6) Sacrificial Nights, di Bruce Boston e Alessandro Manzetti
7) Trans-Human Express, di Lukha B. Kremo

Stiamo lavorando per rinnovare completamente il sito www.kipple.it. Resistete! 🙂

MERRY FREAKSMAS

La seguente storia è un omaggio al corrente spirito natalizio nella sua più cristallina purezza.

È una piccola storia tenera. Parla di un bambino bravo e obbediente, che desiderava taaaanto tanto possedere un cagnolino…

«Voglio un cucciolo! Voglio un cucciolo!» non faceva che ripetere, fino alla nausea. «Sarò buono con lui. Lo accarezzerò, lo sfamerò, lo disseterò, gli spazzolerò il pelo, di domenica gli farò il bagno, lo porterò a spasso ogni mattina di sole e prima di sera lo porterò a fare i suoi bisognini al parco. Lo giuro, lo giuro, lo giuro, lo giuro…»

Un giorno di quelli la sua cara mamma lo aveva chiamato da parte: «Ho una bella sorpresa per te, Tony. Vuoi che ti dica di che si tratta?»

«Di un cucciolo!» rispose di slancio il piccolo.

Eh no, dolce Tony. Il fatto è che alla mamma erano appena state comunicate dal medico condotto le ragioni di tutti quei malesseri e di quei conati di vomito che la avevano tartassata negli ultimi tempi: «La tua mamma… è in attesa» gli spiegò lei, accarezzandogli la morbida testolina tagliata a scodella in un incessante andirivieni che partiva dalla radice dei capelli e arrivava alle punte.

«Che arrivi il cucciolo?» replicò Tony, ancora speranzoso.

«Ma no!» la mamma questa volta si mostrò un po’ seccata, «Del tuo fratellino!» precisò infine.

A Tony quella notizia non provocava alcun piacere: «Non voglio un fratellino, io voglio un ca-gno-li-no!» si mise a strillare con la sua vocetta acutissima, prima di infilare la porta di casa, quella della staccionata che circondava il giardinetto prospiciente e scappare via in lacrime, strofinandosi gli occhietti arrossati con le manine messe a pugno.

«Voglio un cucciolo, voglio un cucciolo, voglio un cucciolo…» non faceva che frignare per tutta la via, infastidendo i pochi passanti.

Passarono i mesi. Si avvicinavano le festività natalizie.

Tony lo scrisse anche a Santa Klaus: “Caro Papà Natale, come tu ben sai sono stato buono e giudizioso. In cambio quest’anno per regalo desidero UN CUCCIOLO”. Le ultime due parole erano evidenziate da una cornice di punti esclamativi, casomai al buon prodigo vegliardo da un anno all’altro fosse calata un tantinello la vista.

Tony andò persino a chiederlo tutti i santi giorni dentro la chiesa in fondo alla strada, ginocchioni e col visino rivolto al crocifisso: «Ora lì sei morto, d’accordo, ma quando nasci, beh, se non ti rincresce… vorrei tanto che mi portassi un cucciolo!» pregava a mezza bocca. E si impegnò per di più in vari fioretti affinché il cagnetto gli arrivasse.

«Era tanto buono mio fratello, tanto giudizioso e degno di riconoscimenti… Insomma, tanto fece e tanto brigò che alla fine il Signore volle premiarlo, e gli fece nascere… me!» concludeva sempre quel racconto Frank Talamone, in arte Frankie il Ragazzo-Cane, subito prima di tossire una grassa risata catarrosa e finire di scolarsi l’intera bottiglia di grappa di prugne a buon prezzo, stando molto attento a non versarsene neanche un goccio sul pelo che gli ricopriva ogni centimetro di pelle, e alle cui lucentezza e pulizia teneva moltissimo.

Il resto della storia (e tutto quello che ci sta intorno) lo trovi qui

FREAK IN !

Scordatevi le derivazioni più recenti. Scordatevi i fricchettoni da Era dell’Acquario o il geek come attuale sinonimo di nerd appassionato di tecnologie varie.

Torniamo per un attimo a più robusti esordi, risaliamo a periodi più torbidi e politically incorrect donde la parola freak, come l’intero gergo da baracconi che le fa da corollario, trae origine per indicare quegli scherzi o capricci di natura, fenomeni da baraccone o anche (questa la definizione più rispettosa e calzante:) meraviglie umane che circhi e spettacolini, itineranti o stanziali, imperversanti per tutto il XIX sec. e buona parte del ‘900, esibivano davanti a un pubblico pagante.

Obesi colossali, figure scheletriche, spilungoni, nani con testoni e gambe storte o nani tali e quali a quattrenni mai cresciuti, esseri a tre gambe, fratelli siamesi allacciati insolubilmente tra di loro da un cordone di carne, ragazzi dal volto e dal corpo interamente ricoperti di biondo pelo, ermafroditi, persone deformate da innumerevoli tumori benigni ognuno grosso un pugno, gente senza gambe o con un paio di moncherini al posto delle braccia, ritardati con le teste a punta, menomati psichici spacciati per uomini selvaggi, mentecatti capaci di ingoiarsi ratti e insetti vivi, soggetti che giravano con un gemello abortito attaccato al petto e molti altri incubi viventi come questi richiamavano decine di migliaia di stomaci più o meno forti, dietro pagamento del relativo biglietto, durante i molti spettacoli che riempirono, specie nell’area anglofona, i secoli che ci hanno immediatamente preceduto (ma con origini assai più remote, risalenti agli albori della storia, nei pressi della cosiddetta Mezzaluna Fertile, dove si attestano i primi morbosi interessi di carattere pubblico per questo genere di anomalie).

Si tratta in fin dei conti di superhandicappati, gente deformata da tali e tante brutture da risultare quasi una bizzarria esterna alla specie cui di fatto appartengono, ma proprio per questo il genio commerciale dei direttori di circo che facevano brutta mostra di loro li trasformò in artisti. Una forma d’arte del tutto particolare, certo, che a ben guardare contraddice lo stesso termine di cui i freaks si fregiavano, visto che nel loro caso non vi è alcun artificio da ostentare, ma, al contrario, viene loro richiesto di limitarsi a esporre la propria natura, in tutta la sua nudità e crudezza.

Per soggetti consimili, qui da noi, in pieno cattolicesimo, sant’uomini quali il Cottolengo e Luigi Orione preferirono congegnare luoghi di detenzioni, camuffati da ricoveri misericordiosi, entro cui rinchiudere e nascondere tali mostruosità.

La cultura popolare da un certo punto in poi parve optare per questo secondo tipo di approccio: occultare il mostro, ospedalizzarlo, ricoverarlo, dimenticarne la presenza e, se possibile, evitarne preventivamente la nascita, ricorrendo a amniocentesi e analisi mirate.

Eppure, per quanto la società abbia tentato in tutti i modi di espellere la devianza fisica, l’attrazione sinistra e ancestrale che esercita su di noi la visione del mostro riemerge prepotente in barba a tutte le possibili contromisure.

A ben pensarci le pagine di maggior richiamo del Guinness dei Primati come certe gare delle Paralimpiadi altro non sono che un’esposizione aggiornata di malformazione e alterazioni genetiche anche gravi. Il freak prima o poi torna, sempre, e così facendo appaga una comune curiosità che, per quanto insopprimibile, ci resta difficile da confessare apertamente.

I freaks faranno trionfante ritorno in tutto il loro conturbante splendore, questo è l’annuncio! Tra duecento anni tondi tondi da oggi! Fuori dall’orbita terrestre, su una neo-colonia del Sistema Solare esterno. Sarà Monsieur Korallo, a capo di un piccolo circo itinerante che da lui prende nome, a portarceli.

Volete sapere dove e come? Non avete che da leggere Freakshow, Kipple, 2016. Avanti, siòre & siòri, lo spettacolo comincia…

Oltre a ciò, continuate a seguire la presente rubrica, dove di volta in volta il mondo dei freaks vi si squadernerà davanti agli occhi sotto ogni suo rabbrividente aspetto…

Esce Indefiniti, di Roberto Bommarito, nella collana Spin-Off dell’Impero Connettivo

Kipple Officina Libraria è orgogliosa di presentare in una nuova puntata dell’Impero Connettivo, declinato nello split che l’imperatore Totka_II ha voluto per dedicarsi covermaggiormente alla trascendenza, lasciando la parte più postumana, il New Connective Empire, al suo fido plenipotenziario Sillax.
Consolidiamo con questo ebook la collana Spin-off, dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il dominio psichico di un alieno, un Nephilim.

Sinossi

L’Impero Connettivo, Stato che come l’Impero Romano domina sullo spazio, ma anche sul tempo, è divenuto un’entità politica divisa in due, la prima metà è votata alle politiche più materiali mentre l’altra è in odor di trascendenza; alla prima fa capo il funzionario postumano Sillax, mentre la seconda continua a far riferimento all’alieno nephilim Totka_II.
Nella parte governata da Sillax, il New Connective Empire, le faccende commerciali s’intrecciano con la politica, un senso di Space Opera si riverbera in ogni avvenimento minuto dove la discendenza di quella che è stata umanità non si affranca dai vizi dei suoi avi. Quale differenza quantica e quale razzismo potranno incarnare gli Indefiniti, nel momento in cui la Polizia imperiale li sorprenderà mentre cercheranno di cambiare il proprio destino?

Estratto

Questa che racconterò ora è una brevissima favola. Non sono sicuro sia per bambini, anche se potrebbe esserlo, perché non contiene mica scene di sesso o di violenza. È una favola brevissima che parla di un fiore, che era molto bello, unico, diverso da tutti gli altri, forse perché era più bianco di tutti i fiori e i suoi petali avevano una forma più sottile, elegante.
In ogni modo, un giorno in quello stesso campo ci capitò una bambina. Vide il fiore e ne rimase colpita. Lo osservò in ginocchio, rapita dalla sua particolarità. Ignorava, però, quanto veramente unico quel fiore fosse.
Lo annusò. Profumava come una rosa la mattina presto, appena sbocciata, prima che venga bruciata dal sole cocente . Era un profumo eccezionale.
Toccò i petali: facevano solletico ai polpastrelli delle dita, tanto erano soffici.
Allungò la mano per strapparlo via. Era stupendo, e quando una cosa è bella davvero la si desidera solo per sé.
La mano, però, rimase sospesa. Aveva udito qualcosa che in realtà non era nulla, forse solo un topo che si faceva gli affari suoi, dovendosi dare da fare il doppio per trovare del cibo, non come i suoi fortunati cugini di città. Ma bastò quel fruscio nell’erba per far voltare la testa alla bambina.
Quando capì che non era nulla, tornò a guardare il fiore e questo era nel frattempo cambiato. Se prima era bianco, adesso era rosso. Anche i petali erano cambiati. Erano di forma diversa, con i bordi frastagliati, ruvidi al tatto.
La favola non finisce qui.

L’autore

Roberto Bommarito nasce a Malta il 14 febbraio 1981. Finalista al Premio Italia 2015, è il vincitore di diversi concorsi letterari fra cui il Premio Robot, il Premio Polidori per la letteratura horror e il Premio Short-Kipple. Nel 2013 conquista il titolo di Campione di Minuti Contati. L’autore è il primo straniero a vincere i sunnominati premi letterari in Italia.
Stasis, il suo primo racconto scritto in inglese, è stato pubblicato negli Stati Uniti da Daily Science Fiction.
I suoi racconti sono apparsi in diverse riviste e antologie. I progetti attualmente in fase di realizzazione includono due graphic novel che verranno pubblicate in collaborazione con Electric Sheep Comics. Fra le collaborazioni più importanti spicca inoltre quella con la casa editrice Kipple Officina Libraria.

La collana

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il comando di un alieno, un Nephilim. La valuta monetaria in vigore è l’informazione, mentre l’Imperatore di stirpe aliena Totka_II governa con le sue capacità occulte sull’evoluzione tecnologica dell’umanità: i postumani.

Roberto Bommarito | Indefiniti

Kipple Officina Libraria
Collana Spin-off — Formato ePub e Mobi — Pag. 25 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-57-8

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Esce Non ci sono dei oltre il tempo, di Davide Del Popolo Riolo, vincitore del Premio Kipple 2015

Kipple Officina Libraria è felice di presentare Non ci sono dei oltre il tempo, di Davide Del Popolo Riolo, opera vincitrice del Premio Kipple 2015.
coverL’autore affronta, con la sua insuperabile passione e perizia storica, un momento cruciale della storia di Roma: l’uccisione di Giulio Cesare. Lo fa a modo suo, naturalmente, e il suo è un viatico stupendo per dimostrare ancora una volta che la Storia può essere un ottimo spunto per scrivere SF di qualità, geniale; la via originale italiana della Fantascienza passa forse per la sua gloriosa storia antica?

Sinossi

Davide Del Popolo Riolo, col suo romanzo vincitore del Premio Kipple 2015, Non ci sono dei oltre il tempo, indaga il momento dell’uccisione di Giulio Cesare con l’occhio del Fantastico, mostrando i risvolti fantascientifici di un avvenimento che ha cambiato il mondo antico. E se la scena fosse avvenuta sotto l’occhio futuribile di osservatori non imparziali, che avessero voluto far apparire la Storia come un momento simulato, gli attori coinvolti come una corte d’interpreti inconsapevoli e ciechi? Cosa si agita dietro il velo del reale, dietro le macchinazioni di un marchingegno teatrale degno delle quinte del Colosseo?
Magia della Storia e senso del meraviglioso agitano la penna di Davide Del Popolo Riolo, donando un affresco multicolore e sensoriale della Roma antica, catapultandola nel futuro più impensabile e distopico.

Estratto

Giulio Cesare è riverso al suolo, ed è morto.
Il mio sguardo è fisso sul quel corpo privo di vita che giace vicino alla base della statua di Pompeo, il suo grande rivale, e non riesco ad allontanarlo. L’ombra della scultura si allunga coprendo il cadavere, e tutto ciò per un attimo non mi sembra altro che un bizzarro scherzo del destino.
Il volto di Cesare, lungo e ossuto, pallido, è nascosto dal lembo della toga con cui si è coperto, quando ha capito di non avere scampo. Confesso che sono lieto di non poterlo vedere in faccia. Vedo invece bene il pavimento di marmo candido, lordato di rosso cupo, tanto è il sangue fuoriuscito dalle sue molte ferite che si è allargato tutto attorno a lui. Quante sono? Il cadavere è così martoriato che non riesco a contarle tutte. Lo fisso e ancora non posso credere che sia accaduto, proprio davanti ai miei occhi, pochi minuti fa: alcuni senatori hanno aggredito il dittatore di sorpresa, come una muta di lupi, e l’hanno ucciso, senza lasciargli scampo.
Anche se la mia attenzione è tutta per il cadavere, con la coda dell’occhio percepisco la confusione che domina ancora nell’aula del Senato. Con un po’ di sforzo guardo ciò che sta accadendo e vedo Bruto, il capo della congiura che Cesare amava come un figlio, in piedi davanti a tutti che agita nel vuoto il pugnale insanguinato per mostrarlo ai senatori. Noto anche che l’arma semina una sottilissima scia di goccioline rossastre, che rimangono sospese per un istante nell’aria. La mano dell’assassino però trema, e gli occhi sono sbarrati. La sua barba incolta, da filosofo stoico, è arrossata di sangue e gronda di sudore la cui puzza acida arriva fino a me. Lo sento anche mentre, con un tono di voce tanto alto da rasentare l’isteria, pronuncia frasi rotte che mi sembrano senza senso, inneggia al ritorno della libertà, alla morte del tiranno e a Cicerone, che vent’anni prima ha salvato la Repubblica. Al suo fianco c’è Cassio, l’altra guida della congiura, che si guarda attorno con i suoi occhi freddi e gli sussurra rapidamente qualcosa. Allora Bruto urla ai senatori di votare, non capisco bene che cosa.

L’autore

Davide Del Popolo Riolo. Nato nel 1968 ad Asti, svolge l’attività di avvocato in Cuneo e per cinque anni è stato Segretario del locale Ordine.
Sin da bambino ha coltivato una passione per la storia e per la letteratura, anche ma non solo di fantascienza, che è sfociata inevitabilmente nel tentativo di scrivere narrativa.
Nel 2014 ha pubblicato il suo primo romanzo, De Bello Alieno (Delos Books), con il quale ha vinto il Premio Odissea ed il Premio Vegetti. Nel 2015 ha pubblicato il romanzo breve Erasmo (Delos Digital) con cui ha vinto il Trofeo Cassiopea.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Davide Del Popolo Riolo | Non ci sono dei oltre il tempo

Kipple Officina Libraria

Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-53-0
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 168 – € 15 — ISBN 978-88-98953-52-3

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Esce KREDRZ, cd di Krell + ODRZ con una confezione unica!

oggi, 29 febbraio 2016 (0 marzo 2016, 9 ventoso 135)
E S C E
KREDRZ
progetto collettivo composto da Krell & ODRZ.

KREDRZ (di Krell & ODRZ)

KREDRZ (di Krell & ODRZ)

KREDRD di Krell e ODRZ
KREDRZ di Krell e ODRZ

Nulla è come sembra, tutto è il contrario di tutto.
A partire dalla confezione per arrivare al contenuto, il progetto pone il fruitore nella condizione di ricercatore. Occorre scavare a fondo per trovare il supporto, all’interno del quale trovare le tracce per poter proseguire nel cammino dell’ascolto.

Lavoro in unica traccia da 70:00 minuti netti diviso in
1.1 Ipnotico un po’ depresso (di Krell)
1.2 ODRZ51 (di ODRZ)

Il progetto esce su etichetta Kipple nella collana Intonarumori.
Qui per vederlo e acquistarlo.

I più venduti dell’anno

Eccoci alle classifiche Kipple relative al 2015.

Nel 2015 Kipple Officina Libraria ha pubblicato 20 ebook e ha venduto 2809 copie digitali.

Ha pubblicato 8 libri cartacei vendendone alcune centinaia.

Libro cartaceo più venduto:

Stephen King. Le opere segrete del Re, di Rocky Wood

eBook più venduti:

1) Stephen King. Le opere segrete del Re, di Rocky Wood

2) Il gatto di Schroedinger, di Lukha B. Kremo

3) Gli occhi dell’Anti-Dio, di Lukha B. Kremo

4) NeXT-Stream, di AA.VV.

5) The Massacre of the Mermaids, di Alessandro Manzetti (1° in lingua inglese)

6) Intervista a Dio, di Giorgio Manganelli

7) L’ombra del Dio Alato, di Danilo Arona

8) Nella luce, di Francesca Fichera

9) Frammenti di una rosa quantica, di AA.VV.

10) The Origins, di AA.VV.