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A Castiglioncello L’ultimo angolo di mondo finito

Presentazione connettivista per Giovanni “Kosmos” Agnoloni, che il 31 agosto a Castiglioncello, Livorno, illustrerà il suo ultimo romanzo L’ultimo angolo di mondo finito. L’autore sarà presentato da Lukha B. Kremo, vincitore dello scorso Premio Urania, assieme a Lietta Manganelli ed Edoardo Volpi Kellermann. Alle ore 21.00, presso la Limonaia: chi può vada!
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Il Giardino dei Tarocchi: recensione del libro e intervista a Lorena Burgio

uppercoverIl sito erewhonians! recensisce in termini molto lusinghieri Il Giardino dei Tarocchi di Lorena Burgio, da poco pubblicato da Kipple Officina Libraria nella Collana eXoth.

Un breve estratto dalla recensione:

Quanto è bello questo libro sui Tarocchi di Lorena Burgio. La letteratura di qualità sul tema in lingua italiana scarseggia, e già per questo il libro ha un valore grande.

E’ al contempo una trattazione sulle carte, in particolare sugli Arcani Maggiori, che esamina in profondità e – fatto originale – che abbina ciascuno a una figura o vicenda mitologica, e un vero e proprio manuale, per principianti e non solo, che senza fronzoli conduce all’uso dei Tarocchi per la divinazione.

Dire “senza fronzoli” non è dire poco, perchè Lorena è riuscita nel difficile intento di scrivere tutto quello che serve davvero e non un rigo in più, senza però diventare mai troppo essenziale, come ad esempio avviene in molti manuali di questo tipo che si riducono – specie per gli Arcani Minori – a sterili elencazioni di significati.

Non solo. Fabio Procopio, autore del pezzo e curatore del sito, ha anche intervistato la nostra Lorena.

Lorena Burgio | Il giardino dei Tarocchi
Prefazione di Lukha B. Kremo
Kipple Officina Libraria
Collana eXoth — Formato Cartaceo — Pag. 128 — 12.75€ – ISBN 978-88-98953-74-5

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Il grande ingegno: intervista al fumettista emergente Lorenzo Nicoletti

Ciao Lorenzo, è un piacere averti ospite qui per la prima volta su Kipple Officina Libraria. Per chi non ti conoscesse ancora, ti andrebbe di presentarti illustrandoci un po’ il tuo percorso artistico?

LN: Ciao a voi, e grazie per questa bella opportunità. Il mio percorso artistico… bè disegno dall’età di 6/7 anni. I miei dicono che sono nato “con la matita e le bacchette (della batteria) in mano”. Quella di comunicare disegnando e suonando, è una passione che mi accompagna fin da piccolissimo. La domenica compravo sempre Il corriere dei piccoli e Il giornalino me lo mettevo di fianco sulla scrivania e ridisegnavo tutte le copertine. Avevo un’adorazione particolare per Lady Oscar: l’amavo (l’amo)!

Il mio gioiello, invece, era un libro (ormai introvabile) di Enzo Biagi: Storia di Roma a fumetti. Solo dopo molti anni ho scoperto perché ci tenevo tanto e perché continuavo ad osservare quelle fantastiche illustrazioni colorate: Carlo Ambrosini! Non c’è altro da aggiungere.

Dopo il diploma al liceo artistico (di Matera) nel ’94 ho frequentato un anno di accademia di belle arti a Firenze. L’anno seguente mi sono iscritto allo IED (Istituto Europeo di Design) di Milano, dove ho frequentato il corso triennale di Illustrazione.

Subito dopo il diploma Allo IED (1999), ho lavorato come designer nell’azienda di famiglia che produce divani e complementi d’arredo. In questo periodo, in effetti, ho abbandonato l’illustrazione per dedicarmi al disegno industriale.

Nel 2007 ho partecipato ad un concorso internazionale di design indetto da Rima Editrice, dal titolo “YOUNG e DESIGN”, ottenendo il secondo posto su circa 500 partecipanti, con un progetto di divano multifunzionale: JONATHAN.

Nel 2008 la Rima Editrice mi ha invitato nuovamente a partecipare allo stesso concorso per giovani designer. Fatto! e ho preso il terzo posto. Solo 7 anni fa, nel 2010, ho preso la ferma decisione di dedicarmi completamente alla mia più grande vocazione: disegnare fumetti.

Nel 2013 esce il mio primo libro a fumetti, pubblicato da una piccola casa editrice della provincia di Bari. Il libro dal titolo “Mimmo, il sogno dentro un sogno” è dedicato alla vita e alle opere di Domenico Modugno. Scritto e illustrato da me, Mimmo esce nelle librerie il 4 marzo con una presentazione ufficiale (per me molto emozionante) in Feltrinelli nella sede di Bari. L’anno seguente, nel 2014, pubblico “16 marzo 1978”, un fumetto dedicato ai retroscena del caso dell’On. Aldo Moro.

Di cosa parla Il Grande Ingegno?

LN: “Il Grande Ingegno” ripercorre la strada che ha portato l’Europa a diventare Unione Europea e la moneta a diventare Euro. È il mio terzo libro a fumetti ed è il secondo tentativo (dopo il fumetto su Moro) di comunicare con le nuove generazioni usando un linguaggio più vicino ai giovani.

Mi rendo conto che il mio pensiero a proposito delle prospettive per il futuro, per come la vedo io, non sia per niente roseo. Ma bisogna combattere prima di darsi per spacciati. Di questo parla il Grande Ingegno, in linea di massima. È il messaggio finale che mi stava a cuore e che volevo evidenziare, e spero di esserci riuscito in qualche modo.

Come nasce l’idea del fumetto?

LN: Dalla curiosità e dalla voglia di imparare e di informarmi. Nasce dalla voglia di gridare a noi stessi che stiamo sbagliando qualcosa. Che tutto il superfluo ha preso il sopravvento e non riusciamo ad uscirne. Nasce dal confronto che ho quotidianamente con le persone che conosco e che frequento, dai i loro problemi e da quello che ho vissuto in prima persona. A me piace pensare che nasce dall’esigenza di comunicare. E comunicare soprattutto ai giovani!

Quali sono state le difficoltà maggiori che hai dovuto superare per portare a termine l’opera?

LN: La prima difficoltà è stata quella di raccogliere e collegare i Fatti. Chiaramente diversi da come la Storia ce li propone (o propina?). Si è trattato di studiare argomenti che non mi sono mai appartenuti; si è trattato di studiare – anche se solo sommariamente non è stato proprio facile per me – la storia dell’economia a livello mondiale e i suoi personaggi principali.

La difficoltà principale, poi, è stata “romanzarla”: ho dovuto riscriverla 5 volte prima di trovare il modo – credo – più giusto per raccontarla come volevo.

Tre aggettivi per descrivere Il Grande Ingegno.

LN: Surreale. Onirico. Irrazionalmente REALE.

Come immagini il futuro del fumetto in Italia?

LN: Io non immagino… spero! E spero che chi scrive (e includo tutti: giornalisti, romanzieri, sceneggiatori… tutti coloro che comunicano con le parole scritte) si renda conto del potere immenso che ha la scrittura, di quanto questa possa influire sull’opinione delle persone, sul pensiero di noi tutti e sul nostro modo di agire. Io spero, non immagino, che ritorni la voglia di raccontare fatti che informino, non che saltino l’ostacolo. Io immagino, e non spero, che tutto ciò non sia “vendibile”, non è facile da “piazzare sul mercato”, ma di sicuro può renderci migliori. Sicuramente può migliorare la vita dei nostri figli o nipoti. Il linguaggio del fumetto, poi, può e DEVE avere un grosso potere nei confronti dei giovani, perché è prima di tutto ARTE:

“In una società in decadenza l’arte, se veritiera deve riflettere la decadenza. E a meno che non voglia tradire la propria funzione sociale l’arte deve mostrare un mondo in grado di cambiare.
E aiutare a cambiarlo.”

Ernst Fischer

Prima di lasciarci, ci daresti dei link utili a seguire le tue attività?

LN: Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare di cuore quelle persone che hanno creduto in me e mi hanno dato un grosso aiuto (soprattutto morale) per portare avanti il mio lavoro e i miei progetti. Parlo di amici e parenti; dei miei genitori e fratelli: GRAZIE DI CUORE Luciano Nicoletti, Giancarlo Nicoletti, Eustachio Nicoletti, Mamma e Papà. GRAZIE DI CUORE Maddalena Teofilo, Paola Natrella, Marzia Simionato, Marica Perrone, Saverio Pepe, Massimo Abbatino.

Infine vorrei ringraziare le due persone che hanno creduto e investito su di me e il mio progetto: Alessandro Napolitano (ESC https://www.facebook.com/ElectricSheepComics/?fref=ts) e Gordiano Lupi (Il Foglio Letterario https://www.facebook.com/ilfoglioletterario/?fref=ts ). GRAZIE DI CUORE.

E GRAZIE DI CUORE A VOI…

https://www.facebook.com/lorenzo.nicoletti.90

Recensione di Lamette nel corrimano di Giuliano Fiocco | Karashò

Su Karashò è uscita una belle recensione a Lamette nel corrimano, di Giuliano Fiocco, e a dirla tutta anche nei confronti di Kipple Officina Libraria. Siamo felici che il nostro lavoro di frontiera venga infine riconosciuto e che uno dei nostri tanti frutti, l’opera di Giuliano, sia stato giustamente considerato. E voi, avete già acquistato l’ebook?

Chiariamolo immediatamente: questa è una antologia a suo modo estrema. A pubblicarla la Kipple che sta facendo in questi anni davvero un buon lavoro di promozione di autori nostrani, a loro modo sempre particolari e spiazzanti.

Il soprannaturale, sospeso ed in bilico, centra poco. Come poco, molto poco, centrano gli ingredienti solitamente utilizzati e conosciuti in questi giorni per tirare fuori qualcosa di veramente estremo: slashing, distopie, esseri mostruosi che abitano gli abissi ed emergono a porgere i conti. Qui, quel con cui si fa i conti, è l’ombra che ogni uomo si trascina dietro: la malattia mentale, la nevrosi, la psicopatia. Ci sono demoni, ovunque, nascosti in ogni cassetto dell’anima dei tanti protagonisti. Ma sono sempre demoni umani, troppo umani, per non far molta più paura che Azathoth o qualsiasi altro impronunciabile “dimonio” cui la letteratura ci ha abituato.

Giuliano Fiocco, dalla sua, ha uno stile discreto, mai sopra le righe, anche nella descrizione dell’orrore più profondo. Eppure, eppure riesce se vogliamo ad essere ancora più disturbante. Lo stesso titolo ci sciocca, lo stesso titolo ci regala la sensazione tagliente e fredda di una lametta nel corrimano, di un orrore doloroso ed imprevedibile che arriva lì a toglierci in ogni modo fiducia in qualsiasi cosa possa risultare ancora, salvagente, appiglio. L’orrore ci colpisce dove ci sentiamo più sicuri o dove, paradossalmente, cerchiamo di farci rassicurare; ed è questo a terrorizzare di più e far funzionare come una macchina perfetta ogni singolo racconto di questa antologia. Da avere!

Giuliano Fiocco, Lamette nel corrimano             
Kipple Officina Libraria – Collana k_noir – Pag. 178 – 1.95 €
Prefazione Andrea G. Colombo
Postfazione Danilo Arona
Formato ePub e Mobi
ISBN 978-88-98953-33-2

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I 10 diritti del lettore secondo Daniel Pennac

daniel-pennac-immagine-1Apparsi all’interno del libro Come un romanzo, i 10 diritti del lettore elencati da Pennac sono un atto di ribellione contro un sistema educativo opprimente. Leggere, secondo Pennac, non dovrebbe essere un dovere morale, ma un piacere.

Diritti imprescrittibili del lettore di Daniel Pennac.

1. IL DIRITTO DI NON LEGGERE
[…] la maggior parte dei lettori si concede quotidianamente il diritto di non leggere […] Tra un buon libro e un brutto telefilm, il secondo ha, più spesso di quanto vorremmo confessare, la meglio sul primo. Inoltre, non leggiamo sempre. I nostri periodi di lettura si alternano sovente ad alcuni digiuni durante i quali la sola vista di un libro risveglia in noi i miasmi dell’indigestione[…]

2. IL DIRITTO DI SALTARE LE PAGINE
Ho saltato delle pagine […]. E tutti i ragazzi dovrebbero fare altrettanto. In questo modo potrebbero buttarsi prestissimo su tutte le meraviglie ritenute inaccessibili per la loro età.[…] Un grave pericolo li minaccia se non decidono da soli quel che è alla loro portata saltando le pagine che vogliono: altri lo faranno al posto loro.
 
3. IL DIRITTO DI NON FINIRE IL LIBRO
Ci sono mille ragioni per abbandonare un romanzo prima della fine: la sensazione del già letto, una storia che non ci prende, il nostro totale dissenso rispetto alle tesi dell’autore, uno stile che ci fa venire la pelle d’oca […] Inutile enumerare le 995 altre ragioni, fra le quali si debbono tuttavia annoverare la carie dentale, le angherie del capoufficio o un terremoto del cuore che ci paralizza la mente.
 
4. IL DIRITTO DI RILEGGERE
“Ancora, ancora”, diceva il bambino che eravamo un tempo. Le nostre riletture di adulti nascono dallo stesso desiderio: incantarci di una permanenza e trovarla ogni volta così ricca di nuovi incanti.

 
5. IL DIRITTO DI LEGGERE QUALSIASI COSA
[…] Ci sono “buoni” e “cattivi” romanzi, molto spesso sono i secondi che incontriamo per primi sulla nostra strada e, parola mia, quando toccò a me, ricordo di averli trovati “belli un casino”. Ma sono stato fortunato: nessuno mi ha preso in giro… qualcuno ha solo lascito sul mio passaggio qualche “buon” romanzo guardandosi bene dal proibirmi gli altri.

6. IL DIRITTO DEL BOVARISMO
E’ questo, a grandi linee, il “bovarismo”, la soddisfazione immediata ed esclusiva delle nostre sensazioni:
l’immaginazione che si dilata, i nervi che vibrano, il cuore che si accende, l’adrenalina che sprizza, l’identificazione che diventa totale e il cervello che prende (momentaneamente) le lucciole del quotidiano per le lanterne dell’universo romanzesco…
E’ il nostro primo stato di lettori.

7. IL DIRITTO DI LEGGERE OVUNQUE
Qualunque luogo è buono per chi ami la lettura…

8. IL DIRITTO DI SPIZZICARE
E’ la libertà che ci concediamo di prendere un volume a caso della nostra biblioteca, di aprirlo, dove capita e di immergercisi un istante, proprio perché solo di quell’istante disponiamo.
[…] Quando non si ha né il tempo né i mezzi per concedersi una settimana a Venezia, perché negarsi il diritto di passarvi cinque minuti?

9. IL DIRITTO DI LEGGERE A VOCE ALTA
L’uomo che legge a viva voce si espone completamente. Se non sa che cosa legge, è ignorante nelle parole, è qualcosa di penoso, e lo si capisce. Se si rifiuta di abitare la sua lettura, le parole rimangono lettera morta, e si sente. Se riempie il testo della sua presenza, l’autore si ritrae, è un numero da circo e si vede. L’uomo che legge a viva voce si espone completamente agli occhi che lo ascoltano.
Se legge veramente, se ci mette il suo sapere dominando il piacere, se la lettura è un atto di simpatia per l’uditorio come per il testo ed il suo autore, se egli riesce a far sentire la necessità di scrivere risvegliando i nostri più oscuri bisogni di capire, allora i libri si spalancano e in essi, dietro a lui, si riversa la folla di coloro che si credevano esclusi dalla lettura.

10. IL DIRITTO DI TACERE
L’uomo costruisce case perché è vivo, ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun’altra, ma che nessun’altra potrebbe sostituire. […] 
Le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere. E nessuno è autorizzato a chiederci conto di questa intimità

Incorporated: il primo intrigante trailer della serie TV di Ben Affleck e Matt Damon

incorporated

Fra trent’anni il governo verrà rimpiazzato dalle agenzie private. Ma in una società dove la disparità di ricchezza è ancora più netta di quella che conosciamo oggi, c’è chi intende ribellarsi ai nuovi padroni del mondo. Questa è l’idea attorno a cui ruota Incorporated, nuova serie Tv targata SyFy Channel che andrà in onda a fine novembre, prodotta dalle due grandi star hollywoodiane Ben Affleck e Matt Damon. Segue il trailer.