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Giampietro Stocco recensisce Lithica e Non ci sono dei oltre il tempo

Giampietro Stocco, sul suo blog, regala a Kipple un paio di recensioni degli ultimi due Premi Kipple; parliamo di Lithica e di Non ci sono dei oltre il tempo, rispettivamente di Alessio Brugnoli e di Davide Del Popolo Riolo.

Ecco un estratto per Lithica:

Lithica, di Alessio Brugnoli, premio Kipple nel 2014 è un seguito sui generis di quel Canto Oscuro che tanto mi piacque. Visto attraverso gli occhi dei suoi protagonisti, è un viaggio avventuroso fra velivoli steampunk, un’Europa alternativa fatta di nobili, avventure e quegli echi romani e papalini che tanto piacciono all’autore. Romanzo fatto di dettagli, angoli, panorami, citazioni e vedute, con due fortissime ispirazioni: Lovecraft – e anche un po’ di Poe – per l’impianto generale – senza trascurare un po’ di Segno del Comando – e Stephenson per la cura certosina dei particolari.

Tuttavia, proprio come Stephenson spesso si perde dietro al proprio complesso filo di pensiero, così fa Alessio, che si strugge dietro una gemma e poi dietro l’altra, e in questo modo si perde per strada anche il lettore. Francamente con una certa fatica sono riuscito ad arrivare a destino e a ricollegare tutti gli elementi di una trama per apprezzare la quale dovrò sicuramente rileggere tutto.

Ed ecco un estratto per Non ci sono dei oltre il tempo:

Davide dà del tu ai suoi protagonisti storici più famosi: Catone, Cicerone, Marco Antonio, Cleopatra, e soprattutto Giulio Cesare; quel Cesare che in De Bello Alieno fu il padre della svolta “steam” per le future insegne imperiali, e che qui invece è una creatura artificiale, manipolata da potenze oscure che guerreggiano tra loro per controllare il Tempo. Come tuttavia già in De Bello Alieno la parte meno soddisfacente del romanzo è secondo me proprio quella fantascientifica: lì i tripodi alla maniera di Wells che attaccano una Roma di cui sono gelosi. Ma perché mai gelosi, mi chiesi all’epoca, visto che era come per un essere umano ingelosirsi di un formicaio. Vero è che i bambini i formicai spesso li distruggono, ma questa è un’altra storia; tornando a quelle di Davide, in Non ci sono dei oltre il Tempo la parte meno convincente è questo sodalizio rissoso di entità che controllano il corso degli eventi e che lo influenzano. Già visto e già sentito anche questo, anche qui con una guerra tra armi fantascientifiche e armi magiche che alla fine risulta un po’ forzata.

Ma se questa parte un po’ delude, ciò che mi è piaciuto è l’ambientazione. Davide del Popolo Riolo è un grande conoscitore della Roma repubblicana e la sua Urbe puzzolente è così viva e materica che ci si possono mettere le mani dentro, senza meravigliarsi poi di sporcarsele e doversele lavare con la farina, alla maniera di chi il sapone ancora non lo conosceva.

Ringraziamo Giampietro per aver recensito i nostri due (su tre) Premi Kipple, confidiamo che anche voi diciate presto la vostra, con l’arguzia e conoscenze che vi competono. KeepTalking!

Esce Non ci sono dei oltre il tempo, di Davide Del Popolo Riolo, vincitore del Premio Kipple 2015

Kipple Officina Libraria è felice di presentare Non ci sono dei oltre il tempo, di Davide Del Popolo Riolo, opera vincitrice del Premio Kipple 2015.
coverL’autore affronta, con la sua insuperabile passione e perizia storica, un momento cruciale della storia di Roma: l’uccisione di Giulio Cesare. Lo fa a modo suo, naturalmente, e il suo è un viatico stupendo per dimostrare ancora una volta che la Storia può essere un ottimo spunto per scrivere SF di qualità, geniale; la via originale italiana della Fantascienza passa forse per la sua gloriosa storia antica?

Sinossi

Davide Del Popolo Riolo, col suo romanzo vincitore del Premio Kipple 2015, Non ci sono dei oltre il tempo, indaga il momento dell’uccisione di Giulio Cesare con l’occhio del Fantastico, mostrando i risvolti fantascientifici di un avvenimento che ha cambiato il mondo antico. E se la scena fosse avvenuta sotto l’occhio futuribile di osservatori non imparziali, che avessero voluto far apparire la Storia come un momento simulato, gli attori coinvolti come una corte d’interpreti inconsapevoli e ciechi? Cosa si agita dietro il velo del reale, dietro le macchinazioni di un marchingegno teatrale degno delle quinte del Colosseo?
Magia della Storia e senso del meraviglioso agitano la penna di Davide Del Popolo Riolo, donando un affresco multicolore e sensoriale della Roma antica, catapultandola nel futuro più impensabile e distopico.

Estratto

Giulio Cesare è riverso al suolo, ed è morto.
Il mio sguardo è fisso sul quel corpo privo di vita che giace vicino alla base della statua di Pompeo, il suo grande rivale, e non riesco ad allontanarlo. L’ombra della scultura si allunga coprendo il cadavere, e tutto ciò per un attimo non mi sembra altro che un bizzarro scherzo del destino.
Il volto di Cesare, lungo e ossuto, pallido, è nascosto dal lembo della toga con cui si è coperto, quando ha capito di non avere scampo. Confesso che sono lieto di non poterlo vedere in faccia. Vedo invece bene il pavimento di marmo candido, lordato di rosso cupo, tanto è il sangue fuoriuscito dalle sue molte ferite che si è allargato tutto attorno a lui. Quante sono? Il cadavere è così martoriato che non riesco a contarle tutte. Lo fisso e ancora non posso credere che sia accaduto, proprio davanti ai miei occhi, pochi minuti fa: alcuni senatori hanno aggredito il dittatore di sorpresa, come una muta di lupi, e l’hanno ucciso, senza lasciargli scampo.
Anche se la mia attenzione è tutta per il cadavere, con la coda dell’occhio percepisco la confusione che domina ancora nell’aula del Senato. Con un po’ di sforzo guardo ciò che sta accadendo e vedo Bruto, il capo della congiura che Cesare amava come un figlio, in piedi davanti a tutti che agita nel vuoto il pugnale insanguinato per mostrarlo ai senatori. Noto anche che l’arma semina una sottilissima scia di goccioline rossastre, che rimangono sospese per un istante nell’aria. La mano dell’assassino però trema, e gli occhi sono sbarrati. La sua barba incolta, da filosofo stoico, è arrossata di sangue e gronda di sudore la cui puzza acida arriva fino a me. Lo sento anche mentre, con un tono di voce tanto alto da rasentare l’isteria, pronuncia frasi rotte che mi sembrano senza senso, inneggia al ritorno della libertà, alla morte del tiranno e a Cicerone, che vent’anni prima ha salvato la Repubblica. Al suo fianco c’è Cassio, l’altra guida della congiura, che si guarda attorno con i suoi occhi freddi e gli sussurra rapidamente qualcosa. Allora Bruto urla ai senatori di votare, non capisco bene che cosa.

L’autore

Davide Del Popolo Riolo. Nato nel 1968 ad Asti, svolge l’attività di avvocato in Cuneo e per cinque anni è stato Segretario del locale Ordine.
Sin da bambino ha coltivato una passione per la storia e per la letteratura, anche ma non solo di fantascienza, che è sfociata inevitabilmente nel tentativo di scrivere narrativa.
Nel 2014 ha pubblicato il suo primo romanzo, De Bello Alieno (Delos Books), con il quale ha vinto il Premio Odissea ed il Premio Vegetti. Nel 2015 ha pubblicato il romanzo breve Erasmo (Delos Digital) con cui ha vinto il Trofeo Cassiopea.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Davide Del Popolo Riolo | Non ci sono dei oltre il tempo

Kipple Officina Libraria

Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-53-0
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 168 – € 15 — ISBN 978-88-98953-52-3

Link

Silla e l’Alieno | Fantascienza.com

Su Fantascienza.com un racconto breve di Davide Del Popolo Riolo, vincitore del Premio Odissea e del Premio Kipple 2015, autore dello splendido romanzo Non ci sono dei oltre il tempo che mette l’accento fantascientifico sul passato antico di Roma, quegli antichi Romani che tornano anche nel romanzo L’impero restaurato, vincitore del Premio Urania 2014 e appartenente al ciclo dell’Impero Connettivo. Roma come una mantra che detta il futuro dal passato.

Da leggere qui. Silla e l’Alieno.

Davide Del Popolo Riolo vince il Premio Kipple 2015

Kipple Officina Libraria è felice di annunciare il vincitore del Premio Kipple 2015: Davide Del Popolo Riolo, autore dello splendido romanzo Non ci sono dei oltre il tempo.

L’autore affronta, con la sua insuperabile passione e perizia storica, un momento cruciale della storia di Roma: l’uccisione di Giulio Cesare. Lo fa a modo suo, naturalmente, e il suo è un viatico stupendo per dimostrare ancora una volta che la Storia può essere un ottimo spunto per scrivere SF di qualità, geniale; la via originale italiana della Fantascienza passa forse per la sua gloriosa Storia antica?

La Voce dell’Ossido Parte I | ilcantooscuro

La pubblicazione a puntate di un testo teatrale di Alessio Brugnoli, che leghi il Premio Kipple 2011 Il canto oscuro a il Premio Kipple 2014, Lithica, è una ghiotta occasione da leggere. Sul blog di Alessio la prima parte:

Capitolo I

Amo i dirigibili, il loro essere lievi, sopra le nuvole. Mi donano l’illusione di essere libero, lontano dalla fuliggine che avvelena Roma, nascondendo le forme di chiese e palazzi.  Lontano dal rumore incessante dei computatori, che coprono ogni conversazione: un canto oscuro, ipnotico, che entra nella mente, rendendoci simili a ingranaggi e agli automi con cui gli imbonitori affascinano la plebe, nei giorni del mercato di Piazza Navona. Mi viene da sorridere: una volta avevo dedicato ai computatori la mia vita. Ora li sfuggo, come se fossero araldi di morte. Guardo l’orizzonte, sognando di essere un falco. Comincio a tossire e la realtà riprende il sopravvento. Il ticchettio di passi; dalla loro voce, riconosco Francesca. Mi porge un fazzoletto, tutte trine e merletti, con agli angoli ricamata un aquila scaccata, come quella che domina in ogni angolo di questa aeronave, stemma della famiglia Conti.

“Tieni, ciuco”

Lo premo sulla mia bocca, sporcandolo di sangue.

“Mi dispiace…”

Lei mi sorride, dandomi due pacche sulla schiena.

“Marco, si laverà…  E’ stato fatto per essere usato, mica per ingombrare”

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Kipple presente alla manifestazione AmArte

Nell’ambito della manifestazione AmArte, che si svolgerà a Roma il 25 e 26 ottobre 2014 presso la sala consiliare del V Municipio in via G. Perlasca, 39, Roma, dove non solo si farà il punto sul passato, ma si cercherà di ridefinire il futuro, dando voce alle istanze che nascono dalla strade e dai presunti non luoghi e presentando proposte per rendere le periferie incubatori di creatività diffusa, potrete ascoltare il mio intervento – dalle 14 fino alle 18, insieme ad altri dibattiti editoriali e culturali – che verterà sulla presentazione e sulle novità del mondo Kipple Officina Libraria.

Ci vediamo lì?

La nuova sede operativa di Kipple Officina Libraria

Il giorno 20 ottobre 2013 Kipple Officina Libraria ha cambiato sede operativa.
Conferma in questo modo la propria attitudine “dislocatoria e itinerante”. Nata infatti a San Donato Milanese nel 1995, cambia sede legale nel 2000 all’interno dello stesso comune, nel 2003 sposta l’intera sede nel comune di San Giuliano Milanese, per cambiare nuovamente nel 2004, all’interno dello stesso comune, fino al 2009, quando si stabilisce a Torriglia, in provincia di Genova. Nel 2010 apre la “redazione romana”, che lavora insieme a quella ligure. Da oggi si stabilisce a Livorno, in Toscana, toccando così la quarta regione.

Il nuovo indirizzo operativo è:
Kipple Officina Libraria
via Vittorio Emanuele Orlando, 27
57121 Livorno

L’indirizzo di Torriglia è ancora valido e tutta la posta verrà automaticamente inoltrata a Livorno fino a nuova comunicazione, ma comunque almeno per diversi mesi.