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Esce Macerie, di Laura Accerboni, per la collana VersiGuasti

Kipple Officina Libraria presenta, nella collana VersiGuasti, “Macerie, di Laura Accerboni, poetessa che in questa pubblicazione dà prova di asciuttezza. Non v’è alcun fronzolo o ammiccamento alla poesia contemporanea che tende a giocare con finali a sorpresa e spiazzanti: al contrario, la voce dell’Autrice è lineare, portatrice di un’evidenza limpida, fattuale nella sua immediata evidenza. Materia che si (im)pone come concreta evidenza.
La bella introduzione è opera di Alex Tonelli e presenta il percorso artistico di questo volumetto digitale, impreziosito dalla copertina di Ksenja Laginja e dalle opere grafiche interne del collettivo SpiceLapis;

Dall’introduzione

Apparentemente ermetiche, quasi fossero prive di un significato logico, di una narrativa da condividere con il lettore, private di un messaggio da comunicare e di una storia da narrare, le poesie di Laura Accerboni colpiscono e, come detto sopra, si (im)pongono evidenti, fattuali oggetti di materia, ipostasi composte di suoni e voci.
Monadi, le poesie dell’Autrice genovese sono Monadi di dolore, aggregati di un amalgama fatto di memorie, di terriccio, di corpi, di carta vergata, di radici e piante. Impasti secchi di sensazioni in cui solo lontanamente si rintraccia un senso compiuto, un significato manifesto. Ciò che resta dall’operazione compiuta dalla poetessa è un indistinto groviglio di immagini intrecciate l’una con l’altra in un apparente delirio emozionale.
Confini dentro la schiena, erba che non cresce (però) dentro le mani, montagne dentro celle fredde, case che pregano e radici che diventano fondamenta, stelle fatte di terra, mari di calce solcati da corpi alla deriva. Questo l’immaginario apparentemente distorto di Laura Accerboni.
Poesie che diventano oggetti, sfere dense di intrisa corporeità, ostacoli contro cui il lettore si scontra, si imbatte e ciò che prova è ciò che naturalmente vive ogni qual volta viene messo di fronte alla propria muta finitudine, all’impossibilità ontologica, al banale non-potere. È il dolore, mai citato direttamente dall’Autrice; il dolore è descritto in molte delle sue infinite manifestazioni: “un limite \ piantato in gola \ come una scheggia”, “Stelle \ piene di terra”, “l‘erba \ dentro le mani \ però non cresce”.

La quarta

Un’idea si è composta lentamente, stratificandosi di emozione in emozione durante le ripetute letture di questi versi, una sensazione che si è fatta strada sillaba dopo sillaba, aldilà dell’apparente contenuto dei testi, oltre il suono e il significato. Un’emozione che solo si sa afferrare e vagamente descrivere: le poesie di Laura Accerboni sono materiche, fatte di densa sostanza e non di parole. Di sassi e polvere, di radici e piante, di lacrime e calce, di corpi.

L’autrice

Laura Accerboni è nata a Genova nel 1985. Attualmente vive a Lugano dove ha frequentato il Master in Lingua, Letteratura e Civiltà Italiana (USI). Sue poesie sono state pubblicate su diverse riviste tra cui Nuova corrente (Visti da fuori. La poesia italiana oggi in Europa); Italian Poetry Rewiew (Plurilingual Journal of creativity and criticism sponsored by Columbia University, The Italian Academy for Advanced Studies in America and Fordham University); Gradiva (International Journal of Italian Poetry Editor Luigi Fontanella); Poesia Crocetti Editore; Lo Specchio della Stampa; Steve; Capoverso; Loch Raven Review (USA, Maryland) e sulla rivista olandese Kluger Hans. Sono in corso di pubblicazione sulla rivista svedese 10TAL, sull’antologia InVerse (John Cabot University Press) e sul settimanale tedesco Der Siegel. Ha conseguito diversi premi letterari tra cui: Lerici Pea giovani (1996); Premio internazionale di poesia Piero Alinari (2011), Sezione poesia inedita; Premio Achille Marazza Opera Prima (2012). Nel 2016 è uscito presso la casa editrice Nottetempo il libro di poesie La parte dell’annegato. Nel 2010 ha pubblicato per le Edizioni del Leone la raccolta poetica Attorno a ciò che non è stato (Premio Marazza Opera Prima, 2012). È stata ospite di festival internazionali tra cui: Poetry International Rotterdam (Olanda); Goran’s Spring (Croazia); Felix Poetry Festival (Belgio); Struga Poetry Evenings (Macedonia); Međunarodni festival suvremene poezije Brutal (Croatia); Poetas D(in)versos (Coruña); Babel Festival di letteratura e traduzione (Svizzera); ChiassoLetteraria (Svizzera); Internationales Literaturfestival Leukerbad (Svizzera); Poestate (Svizzera); Poetry on the Road (Germania); Days of Poetry and wine (Slovenia). Nel 2017 ha presentato il suo lavoro all’Università di Cork e all’Università di Dublino. Parteciperà̀ ai festival Ars Poetica (Slovacchia), 10Tal / The Stockholm Poetry Festival (Svezia), InVerse Poetry Festival (John Cabot University, Roma, Italia). Dal 2016 è tra i poeti selezionati nell’ambito del progetto Versopolis promosso dall’Unione Europea. Sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, tedesco, olandese, svedese, sloveno, croato, arabo, slovacco, romeno, armeno e macedone.

Le illustratrici interne

Il Collettivo SpiceLapis. Spicelapis è il temperamatite, ciò che affila, aguzza le matite e le menti per riversare in linee ordinate su carta il vortice che si ha nella testa.
Spicelapis è un collettivo di illustratori, nato a Udine nel dicembre 2015, che opera in modo attivo con l’intento di creare un luogo in cui far nascere idee e progetti legati all’illustrazione e all’arte. È una realtà totalmente autogestita e autofinanziata, nella quale la collaborazione di tutti i membri è fondante e fondamentale.
Attualmente il gruppo vanta diverse collaborazioni su tutto il territorio regionale, tra cui il circuito della Libreria Diffusa di Udine, la Biblioteca Guarneriana di San Daniele, il Daydreaming Project di Trieste ed il Far East Film Festival, per il quale ha realizzato la mostra “Metamorfosi” in Galleria Tina Modotti a Udine, ad Aprile 2017, per l’apertura della 19° ed. del Festival.
Per la prima volta collabora con Kipple Officina Libraria nel progetto di illustrazione del volume di VersiGuasti dedicato a Laura Accerboni.
www.facebook.com/SpiceLapis
spicelapis@gmail.com

L’autrice della copertina

Ksenja Laginja (Genova, 1981) alterna alla sua attività letteraria una ricerca sull’illustrazione e le sue sperimentazioni. Nel 2005 ha esordito con la sua prima silloge poetica “Smokers die younger” per Annexia edizioni. Finalista al Premio “Ossi di Seppia” (XX edizione) è redattrice di Bibbia d’Asfalto e collabora con Words Social Forum. I suoi testi sono presenti su antologie poetiche, blog e riviste letterarie, a cui affianca un’intensa attività di reading. Nel 2015 ha pubblicato la silloge “Praticare la notte” per Ladolfi Editore. Nel 2016 è stata selezionata come autrice dal progetto ZENIT POESIA – Progetto 4×10<40, a cura di Sebastiano Aglieco e Marco Bellini, promosso dalla casa editrice La Vita Felice. Con i suoi disegni ha partecipato a esposizioni personali e collettive sul territorio nazionale. Nel 2017 ha vinto il concorso di illustrazione SCANNER, promosso dalla libreria Scripta Manent.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Laura Accerboni, Poesie
Introduzione: Alex Tonelli
Illustrazioni interne: collettivo SpiceLapis (Francesca Macor, Mavi D’Andrea, Michela Borean, Patrizia Loccardi, Sara Zanello, Silvia Di Natale e Serena Giacchetta)
Copertina: Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 39 – 0,95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-84-4

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Kenneth Krabat, Non un qualunque cappello fuori moda | PoesiaUltraContemporanea

Sul blog PoesiaUltraContemporanea potete leggere una delle poesie che compongono la nostra pubblicazione ROSSO.NIENTE, di Kenneth Krabat. Un grazie a Sonia Caporossi per averci gentilmente ospitato.

La quarta

Poliedrico poeta danese, che scrive in lingua madre e contemporaneamente in inglese, Kenneth Krabat è una figura viva dell’underground di Copenaghen o, come direbbe lui stesso, di Købehavn, ed è inoltre un performer e un paroliere.
Mangiatore di vita, le sue poesie non sono altro che il risultato di ciò che ha ingurgitato, masticato, digerito e ributtato fuori. È la vita che è passata dentro di lui, dentro il suo corpo, lungo tutto il tubo digerente.
Krabat vive la contemporaneità, quell’insensata vita occidentale frenetica e apparentemente senza alcuno scopo se non l’accumulo, il ripetersi alienato del lavoro e le mille ipocrisie di una non-autenticità, vero paradigma della nostra epoca.
In ROSSO.NIENTE. Kenneth Krabat apre la finestra, respira l’aria del mondo e si getta fuori. Precipita senza alcun paracadute, senza alcuna protezione, cade e cade, sempre più velocemente e profondamente, nel reale della sua vita, delle sue esperienze, dei suoi sentimenti, del dolore, della morte, dell’amore, di ogni cosa.

Nella bella traduzione di Giovanni Agnoloni, Versi Guasti ospita la prima edizione in italiano di una delle voci di punta della poesia danese.

Kenneth Krabat, Rosso.Niente.
Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 58 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-70-7
Traduzione di Giovanni Agnoloni
Copertina e fotografie interne di Cathrine Ertmann

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Segnalazione di Ettore Fobo al Premio Montano

Uno dei nostri poeti di punta, Ettore Fobo, rende pubblica dal suo blog la segnalazione per inediti ricevuta al Premio Montano di quest’anno  per una prosa inedita.

Cogliamo l’occasione per complimentarci con Ettore e per ricordare le sue due pubblicazioni presenti nel catalogo kipple: Diario di Casoli e Sotto una luna in polvere.

La nostra Ksenja Laginja è finalista al Premio Gozzano 2017

Continuano i riconoscimenti per la nostra redazione. Dopo che Roberto Bommarito (in coppia con Alessandro Napolitano) ha conquistato la finale dell’Urania Short, ora tocca alla nostra Ksenja Laginja, artista grafica, responsabile della Comunicazione nonché autrice, arrivare alla finale del Concorso nazionale di poesia e narrativa Guido Gozzano 2017, nella sezione Poesia inedita.

In attesa della nomina dei vincitori, che avverrà ai primi di ottobre e che verranno premiati il 14 ottobre a Terzo, vogliamo complimentarci con Ksenja, incrociando le dita.

Il nostro autore Ettore Fobo segnalato al Premio Lorenzo Montano

Ettore Fobo, nostro autore in più occasioni (ricordiamo Diario di Casoli, Sotto una luna in polvere e La Maya dei notturni) ha ricevuto una segnalazione al Premio Lorenzo Montano, nella sezione Prose inedite con l’opera Fetus la maschera, dopo aver ricevuto due menzioni consecutive negli anni scorsi. Questo è il link ufficiale: http://www.anteremedizioni.it/una_prosa_inedita_0.

La redazione Kipple Officina Libraria si complimenta con l’autore, noi lo attendiamo con nuove splendide prove autoriali: sappiamo che saprà essere all’altezza.

KeepTalking!

Francesca Gironi vince la terza edizione del CrossAward

Francesca Gironi, autrice che ha pubblicato con Kipple la silloge Distruggi le prove, ha vinto la terza edizione del CrossAward, Premio dedicato alle performance contemporanee incentrate sull’arte e sulla cultura che ha, come scopo dichiarato:

Il Premio ha l’obiettivo di stimolare l’indagine e l’espressione artistica relative all’unione di stili e generi differenti, valutando come fattori premiali le pratiche multi-linguaggio e la commistione di tecniche e codici afferenti le diverse arti performative. L’obiettivo del concorso è di individuare nuove produzionitassativamente inedite – che mettano in dialogo i linguaggi del corpo e dell’azione scenica con la composizione musicale, senza restrizioni e vincoli di genere, categoria o pratica.

La premiazione è avvenuta sabato 1 luglio a Verbania, Francesca ha vinto in coppia con Sergio Garau proponendo un tema di PoetrySlam e danza. A entrambi va il plauso della redazione Kipple, mentre qui sotto vi ricordiamo le caratteristiche di Distruggi le prove.

La quarta

Il lettore che si appresta alla lettura dei testi che compongono questa piccola silloge non potrà sperimentare la sorpresa e il piacere di vedere la poetessa leggere i suoi componimenti, lasciarsi incantare dalla voce monocorde, dal tono vagamente indifferente e dalla sua gestualità ritmica. Che dunque queste pagine che seguono siano insufficienti a comprendere la poetica di Francesca Gironi?
La risposta è no, non sono insufficienti perché quei gesti, quella fisicità che l’autrice adopera nel recitare le sue poesie è la stessa che usa nello scriverle. L’atto creativo primitivo, originario, quello che porta a tracciare la parola sulla carta (o sulla tastiera del pc) è il medesimo che poi ripete nel riportare alla luce le poesie tramite la voce. Ma è nel testo stesso, è nel versificare che noi troviamo quei passi di danza, quelle coreografie con cui Francesca Gironi fa muovere le parole.
Ed ecco che allora la pagina diventa un palcoscenico bianco di un teatro immenso, in cui tante piccole parole volteggiano disegnando significati, immagini, paradossi e ironiche situazioni. Tutto è all’insegna di una cercata, voluta, desiderata leggerezza. Le cose accadono e lei sembra viverle con leggerezza, con una punta di sano snobismo, di accondiscendenza.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli ed è interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Francesca Gironi, Distruggi le prove
Copertina: fotografia di Francesca Tilio

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 23 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-72-1

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Esce per la collana VersiGuasti, Poesie, di Guido Antonelli

Kipple Officina Libraria, con commozione e gioia, presenta nella collana VersiGuasti “Poesie, di Guido Antonelli, artista multiforme dalla vita costellata di eventi avventurosi, al limite dell’incredibile. La sua poesia, unica e intensa, costituisce lo specchio dei suoi lunghi e fantastici anni.
La splendida introduzione – intervista è opera di Alex Tonelli e illustra bene cos’è stato Guido, cosa pensava, quanto il suo cammino sia stato illuminante anche per le avanguardie d’inizio millennio.
Noi di Kipple e i connettivisti tutti vogliamo salutarlo con semplicità e intensità, perché questa pubblicazione è un ricordo struggente di un amico che ci ha lasciati lungo le sponde delle rivelazioni.

Dall’introduzione

“Ho capito che se volevo evocare il mistero della poesia dovevo andare oltre il significato, il senso comune, quello della nostra annichilente quotidianità. Volevo, e lo voglio ancora, il trionfo assoluto, incontrastato del suono. Scelgo le parole non per il loro significato, per quel loro figurare che accostato l’un con l’altro crea una catena di senso necessaria.
La condanna ontologica dell’uomo è in questa relazione obbligata alla realtà. Questa non è una concatenazione, è un incatenamento! Le parole per me sono semplicemente suono e io le accosto fra loro non certo liberamente, non certo casualmente ma… musicalmente! Sono note, infinite note, che io suono sulla pagina bianca del foglio. Il lettore le deve leggere, pronunciare ad alta voce. Come si può suonare uno strumento musicale, un pianoforte, un violino, in silenzio? La voce deve modularsi, liberarsi e suonare. Sono note, infinite note, che io suono sulla pagina bianca del foglio. Il lettore le deve leggere, pronunciare ad alta voce. Come si può suonare uno strumento musicale, un pianoforte, un violino, in silenzio? La voce deve modularsi, liberarsi e suonare. Le parole che state per leggere sono come un segnalibro, una puntina su un immaginario mappamondo di ricordi. Io non sono in esse, te lo dicevo prima, le mie poesie vivono per se stesse e nulla portano di me. Non vi è nessuna transustanziazione dal corpo dell’autore, dalla sua carne viva al segno nero tracciato sul foglio. Nessuna! Leggendo ciò che seguirà questa immaginaria conversazione tu, e voi tutti lettori, vi ricorderete di me e tornerete a frequentare i luoghi dei ricordi che avete di me. Saranno piacevoli o spiacevoli poco importa. Io tornerò a occupare la vostra mente e allora, mnemonica metempsicosi, io tornerò a vivere, un numero infinito di volte”.

La quarta

Dallo studio pittorico di Guido Antonelli abbiamo recuperato otto libri di poesia. Nessuno di questi volumi, le cui copie sono ora custodite dal Comune di Bellusco (Mb), riporta una data specifica di pubblicazione, ciò rende pressoché impossibile una dettagliata analisi filologica e cronologica dei suoi testi. Solo alcuni volumi presentano una nota temporale o biografica che ci consente di collocarli in un momento preciso della vita dell’Autore. Ma cosa direbbe l’autore di sé, delle sue opere? Forse questo:
“Ho capito che se volevo evocare il mistero della poesia dovevo andare oltre il significato, il senso comune, quello della nostra annichilente quotidianità. Volevo, e lo voglio ancora, il trionfo assoluto, incontrastato del suono. Scelgo le parole non per il loro significato, ma per quel loro figurare che accostato l’un con l’altro crea una catena di senso necessaria. Le parole per me sono semplicemente suono e io le accosto fra loro non certo liberamente, non certo casualmente ma… musicalmente!”

L’autore

Guido Antonelli (1924-2017). Già segretario della Sovrintendenza ai Monumenti della Romagna, fondatore di Neoestetiche e del settimanale Italpubli-Arte e Novità Letterarie (Bologna, 1954/1960). È stato promotore del “Convegno sulla Poesia – Tradizione e Ricerca” tenutosi a Villasanta nel maggio del 2003 e Presidente di giuria del “Premio Nazionale di Poesia – Alfonso Gatti”.
Ha dato alle stampe: In odore di falsità, L’Emortale, Le Muse Inquietanti, Il dubbio mistico e L’oblio e il Caso Pound.
Come poeta ha pubblicato otto raccolte presso l’inesistente casa editrice LIBRIRARI.
Pittore affermato, le sue opere sono state ospitate in importanti esposizioni e a lui sono state dedicate alcune personali.
Si è spento nella notte fra il 6 e il 7 gennaio del 2017 dopo una vita costellata di eventi impensabili. Come quando fu prigioniero a El Alamein, oppure quando conobbe… o quando ancora…

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Guido Antonelli, Poesie
Introduzione: Alex Tonelli
Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 107 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-80-6

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