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Strani giorni: Autointervista con domande implicite – parte seconda

La seconda parte dell’autointervista di Ettore Fobo, comparsa sul suo blog, riguardo la sua silloge Il diario di Casoli edita da Kipple. La prima parte è Qui.

Proprio la musica ha un ruolo centrale in Diario di Casoli. In quel periodo ero ipnotizzato da “Music for Airports” l’album di Brian Eno, lo ascoltavo continuamente. Penso – e in realtà spero – che quelle melodie avvolgenti, circolari, quelle spirali melodiche, mi abbiano influenzato. Poi rompevo l’incantesimo di quella musica, con il ruvido suono dei CCCP, con la cantillazione ipnotica alternata al grido di Giovanni Lindo Ferretti, vi aggiungevo la dolce, cinica per gioco, fintamente ubriaca, di sicuro ironicamente dannata, musica di Guccini, maestro di poesia nei suo meravigliosi testi, secondo me, i migliori della musica italiana e penso, per esempio, a una delle canzoni degli anni ‘90, neanche fra le più note, “Lettera”. Citerei i Grateful Dead, rivelazione di quell’estate, gruppo che conoscevo superficialmente. Sono entrato dentro quel mondo musicale fra psichedelia e folk e mi sono molto divertito. Ascoltavo Crosby Stills e Nash, per esempio. C’erano i Doors, naturalmente ma quelli li ascolto sempre. E i Velvet Underground, sì, quasi sempre. Che altro? Non so, Battiato, ma soprattutto come autore per Giuni Russo, Alice. Ascoltavo quell’eccezionale album che è “Energie”, dove la voce di Giuni Russo ritma la follia metropolitana, l’alienazione, l’ allucinazione urbana. Penso che tutto questo mi abbia influenzato durante la scrittura di “Diario di Casoli”, io scrivo spesso ascoltando musica e i miei percorsi musicali sono strani, come si è visto da quello che ho appena detto.

Sento di aver ingannato il lettore, in quanto poeta è mio compito, naturalmente, il bucolico è solo il travestimento di un poema che realizza altro: la fuga di colui che è “passato al bosco” come recita più o meno Jünger. Ecco Diario di Casoli è traccia di questa illuminazione, che naturalmente trattandosi di poesia è finta, anche nel senso etimologico di modellata, costruita, artefatta.

Strani giorni: Auto – intervista con domande implicite – parte prima

Sul blog di Ettore Fobo la prima parte di un’autointervista che verte sul suo lavoro Il diario di Casoli, edito da KippleOfficinaLibraria.

Ecco, io mi sento sempre un poeta onirico, notturno, che, però, arde dal desiderio di cantare la luce. L’ambientazione montana (si tratta di una mistificazione in realtà, si dovrebbe dire che Casoli è in collina ma io l’ho trasformato in luogo montano) l’ho sentita e l’ho vissuta così, come prodigio di luce e ombra, che si disputano la scena nel loro quotidiano alternarsi. Nel mio poema spero che questo prodigioso alternarsi si veda anzi, si senta.

Mia ambizione era far apparire queste zone della Toscana, la valle di Lima, soprattutto ma anche la Garfagnana, come luoghi esotici, realmente altri. Il mio vuol essere un poema luminoso che non dimentica che la poesia è fondamentalmente tenebra o meglio penombra, la penombra boschiva, in questo caso. Ecco il vero cuore dell’altrove, l’ animalesca alterità del bosco, della civetta, della volpe, del cervo, del cinghiale etc.

“La vera vita è altrove.” Così Rimbaud potrebbe sigillare il poema con questo suo verso. Casoli diventa altrove dove la vera vita si può manifestare ma ecco… la vera vita non può essere raccontata, così Tonelli parla giustamente per il mio poema di viaggio verso “l’impossibilità della parola”. Infatti, la parola è insufficiente a svelare il mistero dell’altrove al tempo stesso essa è la soglia che ci permette di accedere a un’epifania del sacro. La poesia si toglie la maschera di costrutto intellettuale e si rivela religiosa, ma in maniera primitiva e forse caotica. Poesia come religione del silenzio. Musica che onora il silenzio.

Siamo in attesa del seguito dell’autointervista, in attesa di nuovo materiale interiore e psichico che sveli altri movimenti dell’anima di Ettore. Grazie…

Recensione a “Il sogno dormiente” (2016) di Paolo Di Orazio | Weird Magazine

Su WeirdMagazine è apparsa una bella recensione a Il sogno dormiente, romanzo di Paolo Di Orazio. Il giudizio è molto buono, e mette in evidenza le peculiarità – anzi, direi le singolarità – di questo romanzo atipico. Ecco un estratto della recensione:

Il sogno dormiente è qualcosa di molto diverso da un semplice romanzo onirico o da un banale intrico di terrificanti mondi paralleli: è un’esperienza allucinante ed alienante, che va presa esattamente per com’è e senza forzare interpretazioni (la tentazione è soprattutto quella della spiegazione psicanalitica) che finirebbero per deformare un cuore pulsante di altra logica e di angoscia. La stessa categoria di realismo magico è puramente esemplificativa e non rende giustizia ad un romanzo che osa molto e che riesce – forse in extremis, ma riesce – nel suo intento di spaesare, avvincere e affascinare.

Dormire in una bara è prerogativa dei vampiri, Bela Lugosi li interpretava e vi dormiva sul serio, ma cosa succederebbe se qualcuno che non ha a che fare col mondo dei succhiasangue vi dormisse davvero? Se ciò determinasse un’infezione pari al vampirismo, ma completamente diversa, cosa bloccherebbe la pandemia? Pochi saprebbero rispondere… Le forme di delirio possono essere verità necessarie e dolorose, catarsi.

Paolo Di Orazio, Il sogno dormiente
Copertina di Ksenja Laginja
Prefazione di Gianfranco Nerozzi

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir – Pag. 196 – 2.95 €
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-62-2

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Recensione al Premio Kipple 2016 – Freakshow, di Pee Gee Daniel

Bella recensione su Amazon al Premio Kipple 2016, Freakshow, di Pee Gee Daniel, a cura di Massimo Tivoli:

Romanzo vincitore del premio Kipple 2016 non tradisce le aspettative del lettore. L’autore narra in modo ricercato e pittoresco l’avventura del circo Korallo. Su un avamposto spaziale del satellite Europa giunge un singolare baraccone di strani artisti: il Freak Show. Artisti per necessità e non per vocazione, i membri del Freak Show fanno sfoggio delle loro più raccapriccianti deformazioni per pochi spiccioli. Ma la speranza di un messia dei Freak, Uincio Uancio, inizia a diffondersi tra i reietti sociali che animano il Freak Show. La quotidianità dell’abominevole circo e la vita dei suoi mostri umani verrà stravolta quando Uincio Uancio, da mera speranza, si tramuterà in autentica realtà. Una storia di cinismo, diversità, riscatto sociale, ipocrisia, duro realismo, narrata con toni talvolta sarcastici e ironici, talvolta cinici e spietati, abbracciando una carrellata di differenti punti di vista, e regalando al lettore una storia travolgente da leggere tutta di un fiato. Un ritmo dinamico che tiene il lettore costantemente immerso nella vicenda e nell’intricata sequenza di eventi che la caratterizza, fino alla scoperta del mistero che si cela dietro il messia dei Freak. Rivelazione che lascia il lettore sorpreso e che suggella definitivamente l’indiscusso valore narrativo dell’opera dell’autore.

In breve, vi ricordiamo le note salienti di quest’opera che sta già cominciando, dopo pochi giorni dall’uscita, a suscitare parecchi consensi:

Nel Sistema Solare, nei pressi del satellite Europa, uno strano carrozzone si aggira per allietare la vita grama dei coloni: è il Circo Korallo, composto da una masnada di freak che cercano di sbarcare il lunario come possono. La prospettiva di un riscatto sovrannaturale animerà improvvisamente l’intera comitiva dei fenomeni da baraccone e ogni cosa non sarà più come prima.
Pungente ironia e precisione nel trasportare il lettore su quel mondo lontano, che potrebbe essere stato o essere ancora il nostro terrestre, delineano uno scenario tragicomico dove il possibile è esattamente ciò che avviene anche nelle nostre esistenze; Desolation Road, l’opera scritta da Ian McDonald, è la prossima verosimile fermata di un treno che passa per i luoghi attraversati dal Circo Korallo.

Pee Gee Daniel | Freakshow
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-67-7
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 200 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-68-4

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Recensione a Nella luce, di Francesca Fichera, Premio Short Kipple 2015

Su Karalafayette è uscita una bella recensione a Nella luce, il racconto vincitore del Premio Short Kipple 2015, scritto dalla brava Francesca Fichera. Un estratto dalla rece:

Nella Luce è un racconto di fantascienza scritto da Francesca Fichera, ha vinto il premio Short Kipple 2015 e, se anche non avesse vinto niente, l’importante è non farselo sfuggire. In un quarto d’ora di tempo Francesca ci conduce nello sgretolamento interiore ed esteriore della protagonista. L’apocalisse ha il rumore delle nuvole che cadono dal cielo, nuvole che vanno e vengono, se raggiungono il suolo diventano nebbia e non è possibile vedere più nulla. Solo l’ignoto, privo di colori. Puoi affidarti al tatto, sentire la mano delle persone care che, insieme a te, cercano di raggiungere il luogo migliore per sparire. Sì, perché con le nuvole è precipitata anche la realtà, che possiamo continuamente negare e combattere, fingendo che non esista, ma a un certo punto non ci rimane che farcene una ragione. Non è una resa, ma un modo dignitoso di accettare le cose. Non fa meno male, anzi, il dolore è insopportabile. Ma, se dovesse finire il mondo, lottereste nel buio contro i mulini a vento? Non preferireste annusare l’odore del mare o sentire il rumore delle onde che si infrangono?

Le nuvole che precipitano sulla terra, esauste, non sembra l’inizio di qualcosa di terribile, piuttosto l’inesorabile conseguenza di uno sfacelo preesistente. La protagonista cerca le persone che ama prima della pioggia di nuvole, l’orrore c’era prima, c’è ora e sta per finire.

Nessuno potrà dire che almeno non ci abbiamo provato, dice Dan Miller nella scena finale di The Mist (film tratto dall’omonimo racconto di Stephen King). Questo avviene anche per i personaggi di Francesca. Ci hanno provato, è ora di andare.

Un racconto breve, intenso, doloroso e scritto davvero benissimo. Non sappiamo cosa sia davvero accaduto al mondo, a queste persone, non possiamo essere nemmeno certi di come sia andata a finire. Quello che so è che in una manciata di minuti ho sentito una morsa allo stomaco. E per sortire questo effetto, con un racconto così breve, bisogna essere brave. Bisogna saper scrivere.

La copertina, secondo me molto azzeccata, è opera dell’illustratrice Ksenja Laginja.

Dal post di presentazione dell’opera:

Sinossi

Gli eventi catastrofici, spesso e volentieri, innescano forti sentimenti di vicinanza e quando un evento atmosferico si abbatte con violenza sull’esistenza della protagonista, ci si trova a riflettere sul senso di ogni cosa e desiderare accanto coloro che, più di tutti, hanno resistito alla tempesta. Cosa accadrà al passaggio del fortunale? Una vita, le sue moltitudini di incontri e un percorso dal retrogusto amaro, immerso nella profondità del sogno, ci accompagnerà in questo viaggio “nella luce”.

Francesca Fichera | Nella luce
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Capsule — Formato ePub e Mobi — Pag. 13 – € 0.95 — ISBN 978-88-98953-30-1

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Recensione a “TORTURE SOTTILI”, di Lisa Mannetti – Il Crocevia dei Mondi

Sul blog di Christian Lamberti è uscita una bella recensione a Le torture sottili, del Premio Bram Stoker Lisa Mannetti. Eccone un significativo stralcio:

Uno dei più grandi pregi dell’autrice è proprio la resa dei personaggi, scandagliati fin nel profondo tanto da far palpitare costantemente il cuore del lettore per le loro sorti appese a un filo. A questo si aggiunge una ricostruzione storica ricca di dettagli, dove le consuetudini quotidiane convivono con le superstizioni più tetre di una cultura in bilico tra sacro e profano. Il tutto delinea un’atmosfera tetra, malsana, insudiciata da scene di esplicito orrore e sadica lussuria. La traduzione di Luigi Musolino restituisce in tutto il suo dissacrante splendore la tagliente e mordace prosa della Mannetti.

Torture sottili vi catapulterà in un nero vortice ad alta tensione, dove le multi sfaccettature dell’orrore vi strizzeranno lo stomaco e scuoteranno il cervello, imprimendosi in esso per via della loro scioccante e realistica resa. Davvero un romanzo degno di nota, per palati esigenti e propensi a trangugiare piatti dal sapore forte, deciso.

Una rara perla di orrore psichico, assolutamente da introiettare in queste giorni oscuri, di autunno e inverno incipiente…

Lisa Mannetti – Torture sottili
Copertina di George Cotronis

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir – Pag. 226 – 16.67€
Formato CARTACEO – ISBN 978-88-98953-48-6

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir – Pag. 333 – 3.45 €
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-47-9

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Recensione: Hai trovato orgasmi nel collettore quantico? | Karashò

Su Karashò è uscita una bella recensione a Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?, antologia di sesso quantico uscita poco tempo fa in cui militano autori del calibro di Ian Watson e Roberto Quaglia, ma anche firme femminili, come Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini; completano il cast Domenico Mastrapasqua e i due curatori, vincitori del Premio Urania, Lukha B. Kremo e Sandro Battisti.

Questa volta, invece, ho vinto l’iniziale scetticismo e mi sono immerso: splendida, sognante lettura. Il connettivismo è cambiato? Tutt’altro. Eppure l’approccio funziona perfettamente quando non deve costruire mondi in cui perdersi o vicende all’interno delle quali calare speculazioni. Qui il connettivismo funziona perché descrive in maniera “connettiva” quella che è una connessione indescrivibile… l’emozione dell’orgasmo e le mille sfaccettature del piacere. E lo fa con approcci ogni volta differenti e diversissime conclusioni per ogni racconto. Con il giusto spazio anche alle riflessioni su temi concreti e tangibili, oltre che etici e teologici.

E così si passa dal candore per una forma curiosissima di “amore per se” di una vecchia conoscenza di questo blog, Francesca Fichera, alle riflessioni sull’universalità di un orgasmo come strumento di produzione di nuovi universi, dalle speculazioni teologiche sul rapporto uomo-“macchina” alle dissertazioni profonde sull’inconscio collettivo… il tutto, mentre si parla di orgasmi e si riesce a farlo senza trombonismi o eccessi di sorta… tra adulti maturi e consapevoli, capaci di stupirsi come bambini delle sensazioni che provano…

Mi ci sono perso dentro, trovando mozzafiato (in negativo e positivo) le emozioni trasmesse e descritte. Chiuso il kindle mi sono chiesto quanto non fosse desiderabile, sopra ogni cosa, trovare il mio orgasmo nel collettore quantico.
Un capolavoro!

Ian Watson e Roberto Quaglia, Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo e Sandro Battisti | Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?

Kipple Officina Libraria
Curatori: Lukha B. Kremo e Sandro Battisti
Prefazione di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja

Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 88 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-63-9
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 91 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-54-7

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