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Lo sfasciacarrozze, di Alessandro Pedretta | Delos 213

Su Delos 213 la presentazione, che è anche recensione, di Lo sfasciacarrozze, romanzo di Alessandro Pedretta recentemente edito nella nostra collana principale Avatar in formato ebook. L’articolo è leggibile qui, qui sotto alleghiamo un estratto:

Dalla lettura del romanzo emerge infatti tutta la passione dell’autore per le filosofie controculturali, per la letteratura underground, per gli autori della beat generation e del cyberpunk, così come quella per i grandi scrittori russi, i cut-up di William Burroughs, l’immaginario di Ballard e la disintegrazione sintattica di Céline. Pedretta è bravo a rimasticare questi modelli e a renderli innovativi, in una cornice rugginosa e fantasmatica propria della decadenza della nostra società post-industriale.

La quarta

Al concetto di postumano è associato un senso di concreto, di ipertecnologico; e se invece fosse il fiorire di deliri, visioni e mancanza di punti di riferimento spaziotemporali?
L’alieno che sbuca da una dimensione inaspettata porta all’estremo il paradosso di una società che plasma la materia e la rende vivente: trova le differenze col nostro attuale mondo…

L’autore

Alessandro Pedretta nasce nel 1975 e cresce nella periferia milanese. Operaio, poeta e narratore. Si alimenta fin da giovanissimo di filosofie controculturali, di letteratura underground, di autori della beat generation e del cyberpunk, dei grandi scrittori russi, inframezzando la poesia di Ungaretti, Rimbaud, Campana ai cut-up di William Burroughs, l’immaginario di Ballard e la disintegrazione sintattica di Céline.
Tra le sue ultime pubblicazioni: il romanzo Golgota souvenir – apostrofi dal caos (Golena Edizioni, 2014), la silloge poetica Dio del cemento (Edizioni Leucotea, 2016), il romanzo breve illustrato È solo controllo (Augh! Edizioni, 2017).
Nell’ottobre del 2018 fonda con altri soggetti poco raccomandabili la rivista web di cultura estrema “La nuova carne” e viene pubblicato il libro Carnaio – antologia di narrativa novocarnista, un’antologia con il meglio della rivista.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Alessandro Pedretta | Lo sfasciacarrozze
Copertina di 3quarks

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 148 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-17-0

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Recensione a Lo sfasciacarrozze di Alessandro Pedretta: isterico sublime che cita Bakunin | Metropolitan Magazine

Recensione a Lo sfasciacarrozze, di Alessandro Pedretta, su MetropolitanMagazine. Vi lasciamo a un estratto:

Lo sfasciaccarrozze sembra una rappresentazione letteraria tutta italiana dell’isterico sublime di Fredric Jameson. Il concetto di isterico sublime è una riformulazione del concetto di sublime in Kant, solo che la tecnologia prende il posto della natura come realtà in grado di indurre in noi il senso del sublime. Da una parte la tecnologia rappresenta una realtà vasta e inaccessibile nella sua interezza (da qui il concetto di sublime che si sposta dalla natura in Kant alla tecnologia in Jameson); ma dall’altra parte la tecnologia – proprio per il suo essere diventata pervasiva – è alla portata di tutti ed è utilizzata costantemente in buona parte delle pratiche umane fino al punto di essere percepita come essenziale. Lo sfasciacarrozze è un’opera di narrativa che sembra portare alle estreme conseguenze il concetto di isterico sublime, fin al punto di concedere alla tecnologia un quid di autonomia generativa in grado di porla sullo stesso piano della “natura” in senso stretto.

La quarta

Al concetto di postumano è associato un senso di concreto, di ipertecnologico; e se invece fosse il fiorire di deliri, visioni e mancanza di punti di riferimento spaziotemporali?
L’alieno che sbuca da una dimensione inaspettata porta all’estremo il paradosso di una società che plasma la materia e la rende vivente: trova le differenze col nostro attuale mondo…

L’autore

Alessandro Pedretta nasce nel 1975 e cresce nella periferia milanese. Operaio, poeta e narratore. Si alimenta fin da giovanissimo di filosofie controculturali, di letteratura underground, di autori della beat generation e del cyberpunk, dei grandi scrittori russi, inframezzando la poesia di Ungaretti, Rimbaud, Campana ai cut-up di William Burroughs, l’immaginario di Ballard e la disintegrazione sintattica di Céline.
Tra le sue ultime pubblicazioni: il romanzo Golgota souvenir – apostrofi dal caos (Golena Edizioni, 2014), la silloge poetica Dio del cemento (Edizioni Leucotea, 2016), il romanzo breve illustrato È solo controllo (Augh! Edizioni, 2017).
Nell’ottobre del 2018 fonda con altri soggetti poco raccomandabili la rivista web di cultura estrema “La nuova carne” e viene pubblicato il libro Carnaio – antologia di narrativa novocarnista, un’antologia con il meglio della rivista.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Alessandro Pedretta | Lo sfasciacarrozze
Copertina di 3quarks

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 148 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-17-0

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Recensione a Malasacra – Racconti di sacro orrore

Su Biblon è stata pubblicata una bella recensione a Malasacra, raccolta di racconti di Francesco Corigliano, uscita nella nostra collana k_noir. Un estratto della critica:

Abbiamo parlato di Male, ma sarebbe più esatto dire Caos: un Caos che appartiene a un passato ancora incomprensibile, figlio più dell’immaginario del gallese Arthur Machen che di quello lovecraftiano, al quale però si devono, è inevitabile per chi frequenti l’orrore, certe atmosfere naturalistiche. Mentre ritroviamo la lezione di Algernon Blackwood nella scrittura di Corigliano, così razionale, ordinata, e pessimista.

Il Terrore non si può nominare. Lo si racconta, lo si circonda, ci si sofferma sull’ambiente circostante, sugli effetti. C’è un limes insuperabile, lo si può intravedere supporre, ma risulterà sempre perlopiù invisibile e innominabile. È il linguaggio il grande assente?”, si chiede il delirante protagonista del racconto-saggio Del vuoto mormorare. La controlinguistica a partire da Lacan, gioco letterario dai richiami borgesiani tra i più riusciti e bizzarri del volume.

Malasacra è l’occasione di ribadire l’importanza di un genere, quello dell’orrore e delle sue propaggini, dei suoi tentacoli verrebbe da dire, nella letteratura. Sebbene scarseggi grande fantasia e scelta di nuovi titoli nell’editoria mainstream, esiste una varia e importante proposta che deve essere scoperta, letta e con la quale confrontarsi.

La quarta

Nelle solitudini mentali di luoghi bizzarri e inquietanti, i personaggi di Francesco Corigliano muovono la loro ricchezza lessicale e sensoriale verso la profondità degli abissi disumani, indifesi di fronte ai misteri del mondo che li ospita; sono corpi estranei che galleggiano nella deflagrazione dei limiti e che, in qualche occasione, sublimano inviti alla modestia, alla trascendenza delle miserie umane.

L’autore

Francesco Corigliano (Vibo Valentia, 1990) è docente di italiano, storia e geografia nella scuola media. Nel 2013 si è laureato in Filologia Moderna con una tesi dedicata ai racconti del terrore, mentre nel 2019 ha conseguito un Dottorato di Ricerca con un lavoro sulla letteratura weird. Ha pubblicato diversi articoli di critica letteraria dedicati al fantastico, in raccolte e riviste specializzate.
Nel 2015 con il racconto “Ex machina” (Hypnos 5, 2015; Strane Visioni, 2016) si è classificato al primo posto al Premio Hypnos, concorso in cui negli anni successivi è stato più volte finalista. Nel 2018 è stato vincitore della XIV edizione del concorso NASF, dedicato ai racconti di fantascienza e finalista nella XXIV edizione del Trofeo RiLL. Malasacra è la sua prima antologia personale.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Francesco Corigliano, Malasacra
Curatela e introduzione di Danilo Arrigoni
Copertina di Franco Brambilla

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato ePub e Mobi – Pag. 236 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-12-5
Formato cartaceo – Pag. 224 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-11-8

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Uironda di Luigi Musolino – Recensione a cura del Club GHoST

Sul sito del Club GHoSt è apparsa una bella recensione a Uironda, raccolta di racconti di Luigi Musolino. Ne estraiamo un brano:

Un perfetto esempio dello stile vivido e descrittivo prediletto da Luigi ci viene dato dal primo racconto, L’isola e l’abisso, il cui incipit è la cruenta e scioccante descrizione di un disastro aereo. Ma se lo sparuto ed eterogeneo gruppo di superstiti a mollo nell’Oceano crede di essersi lasciato il peggio alle spalle dovrà ricredersi quando approderanno su una misteriosa e stranissima isola. Questo primo racconto è l’unico della raccolta che attinge dichiaratamente a un topos tradizionale dell’immaginario e delle leggende (lo zaratan o isola vivente), mentre per il resto le storie contenute pur rielaborando in sostanza archetipi dell’horror si abbandonano a suggestioni perturbanti che hanno la loro radice nella modernità.

Sinossi

Esplorazione. Cos’è la letteratura se non l’esplorazione, la ricerca e il superamento di nuovi confini? Uironda di Luigi Musolino è anche un luogo, ma in primis è un confine, un confine tra la luce e l’oscurità, tra il noto e l’ignoto. Uironda è la Paura, ma non quella dell’oscurità o dell’ignoto stessi, ma quella più grande, quella della scelta. Scegliere se compiere il salto, assumersi la responsabilità, o più semplicemente reificare le proprie paure e cedere all’orrore. Difficile trovare un nero più nero (come una “notte nella notte”, proprio per citare uno dei racconti della raccolta) di quello in cui ci troviamo “impeciati” in queste dieci storie, dai toni cupi e spesso disperati (spesso ma non sempre, a volte s’intravede un flebile spiraglio di speranza, magari proprio nell’accettazione di quel nero più nero). A rendere questo nero ancora più oscuro e affascinante è il linguaggio, lo stile di questi racconti, che pur partendo da un tessuto realistico nonché contemporaneo, si contorce, come una pianta rampicante, sino ad avvolgerci e catturarci per poi scaraventarci in una nuova dimensione, grazie anche all’uso di termini desueti, di onomatopee, con il loro richiamo a suoni ancestrali.

L’autore

Luigi Musolino nasce nel 1982 in provincia di Torino. All’attività di scrittore affianca quella di editor e traduttore. Nel 2008 inizia a collaborare con la Dagon Press per cui cura e si occupa delle traduzioni delle raccolte Rivelazioni in nero (2010) e Ritratti al chiaro di luna (2010), di Carl Jacobi. Tra le sue altre traduzioni più importanti i romanzi I vermi conquistatori di Brian Keene (Edizioni XII, 2011; Mondadori, 2014) e Torture sottili di Lisa Mannetti (Kipple Officina Libraria, 2016).
Come scrittore si impone all’attenzione del pubblico come vincitore di molti concorsi letterari, tra cui il trofeo RiLL due volte, nel 2010 e nel 2012, e il premio Hypnos nel 2016. Nel 2014 e nel 2015 vengono pubblicati due volumi dal titolo Oscure Regioni, antologia di venti racconti in due volumi edita da Wild Boar Edizioni, che si configura come un disturbante viaggio regionale alla scoperta delle leggende e delle creature dell’immaginario folcloristico italiano.
Suoi racconti sono stati pubblicati in America, Irlanda e Sud Africa.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Luigi Musolino, Uironda
Copertina di Franco Brambilla
Introduzione di Andrea Vaccaro

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato cartaceo – Pag. 248 – 15.00 € – ISBN 978-88-98953-93-6
Formato ePub e Mobi – Pag. 272 – 3.95 € – ISBN 978-88-98953-94-3

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Recensione a Uironda, di Luigi Musolino – La Fattoria dei Libri

Su La Fattoria dei Libri c’è una bella recensione a Uironda, di Luigi Musolino. Ve ne alleghiamo un estratto assai significativo:

C’è chi scrive e c’è chi racconta. Musolino fa tutte e due le cose, perché sa inventare trame a molla (boing, sorpresa!) e non si arrende fino a quando non ti ha spremuto l’ultima goccia di sudore freddo. Luigi ha il gusto del colpo di scena e dell’idea che ti si insinua sotto la pelle poco alla volta. Nessuna banalità, quindi.

E poi la sua prosa riserva non poche sorprese, materica quando serve, rarefatta quando insegue sensazioni volatili. C’è molto lavoro, molta ricerca lessicale. Ma quel b…rdo di Luigi Musolino sa anche raccontare, perché le storie ci sono e non mancano di sconvolgere.

Uironda dimostra, se ancora servisse, che l’Italia è uno scenario perfetto per storie dell’orrore cucitele su misura. Abbiamo così tanti punti oscuri, e scheletri nell’armadio con la carne ancora attaccata. Non scorderò mai più i suoi bambini che strisciano nelle tenebre.

Quel b…rdo di Musolino sa scrivere e ha un’immaginazione scatenata e in più non ha paura di infilarsi nel marcio. La vera paura in fin dei conti sorge dall’infrazione dei tabù, e lui lo sa. Uironda ne viola svariati, e secondo me fa davvero paura quando infierisce sui deboli, sugli innocenti. Ecco è un orrore venato di senso di colpa, quello di Musolino.

Sinossi

Esplorazione. Cos’è la letteratura se non l’esplorazione, la ricerca e il superamento di nuovi confini? Uironda di Luigi Musolino è anche un luogo, ma in primis è un confine, un confine tra la luce e l’oscurità, tra il noto e l’ignoto. Uironda è la Paura, ma non quella dell’oscurità o dell’ignoto stessi, ma quella più grande, quella della scelta. Scegliere se compiere il salto, assumersi la responsabilità, o più semplicemente reificare le proprie paure e cedere all’orrore. Difficile trovare un nero più nero (come una “notte nella notte”, proprio per citare uno dei racconti della raccolta) di quello in cui ci troviamo “impeciati” in queste dieci storie, dai toni cupi e spesso disperati (spesso ma non sempre, a volte s’intravede un flebile spiraglio di speranza, magari proprio nell’accettazione di quel nero più nero). A rendere questo nero ancora più oscuro e affascinante è il linguaggio, lo stile di questi racconti, che pur partendo da un tessuto realistico nonché contemporaneo, si contorce, come una pianta rampicante, sino ad avvolgerci e catturarci per poi scaraventarci in una nuova dimensione, grazie anche all’uso di termini desueti, di onomatopee, con il loro richiamo a suoni ancestrali.

L’autore

Luigi Musolino nasce nel 1982 in provincia di Torino. All’attività di scrittore affianca quella di editor e traduttore. Nel 2008 inizia a collaborare con la Dagon Press per cui cura e si occupa delle traduzioni delle raccolte Rivelazioni in nero (2010) e Ritratti al chiaro di luna (2010), di Carl Jacobi. Tra le sue altre traduzioni più importanti i romanzi I vermi conquistatori di Brian Keene (Edizioni XII, 2011; Mondadori, 2014) e Torture sottili di Lisa Mannetti (Kipple Officina Libraria, 2016).
Come scrittore si impone all’attenzione del pubblico come vincitore di molti concorsi letterari, tra cui il trofeo RiLL due volte, nel 2010 e nel 2012, e il premio Hypnos nel 2016. Nel 2014 e nel 2015 vengono pubblicati due volumi dal titolo Oscure Regioni, antologia di venti racconti in due volumi edita da Wild Boar Edizioni, che si configura come un disturbante viaggio regionale alla scoperta delle leggende e delle creature dell’immaginario folcloristico italiano.
Suoi racconti sono stati pubblicati in America, Irlanda e Sud Africa.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Luigi Musolino, Uironda
Copertina di Franco Brambilla
Introduzione di Andrea Vaccaro

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato cartaceo – Pag. 248 – 15.00 € – ISBN 978-88-98953-93-6
Formato ePub e Mobi – Pag. 272 – 3.95 € – ISBN 978-88-98953-94-3

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Recensione a Uironda – MattBriar

Sul blog di Matt Briar è uscita una recensione a Uironda, antologia di Luigi Musolino uscita per l’etichetta k_noir di Kipple Officina Libraria. Un estratto:

Uironda è la dimostrazione che cercavo. Luigi Musolino è un narratore abilissimo e riesce perfettamente nell’intento di affascinare e inquietare senza generare un senso di rifiuto nel lettore, quel genere di “strizzata d’occhio” (come per dire: credici, dai, fammela passare!) che ucciderebbe qualsiasi intenzione, figuriamoci l’atmosfera. Luigi è capace di padroneggiare la penna, di creare descrizioni dense e taglienti senza cadere nel pomposo, come certe cose di lovecraftiana memoria. Perché, innanzitutto, Luigi scrive bene. Molto bene. Talmente bene da generare invidia. Da un maestro come King, il nostro autore ha appreso la miglior lezione: arricchire la facciata della storia con i dettagli del mondo reale (italiano), evitando però di farlo pesare. I suoi racconti sono popolati da camion Scania, auto Stilo, pennarelli Uniposca, penne Bic, orologi Sector e così via. Dall’altra parte, gli orrori non sono troppo palesati, preferendo restare nell’ambito del possibile, del vedo/non vedo.
Luigi non ha quindi bisogno di spingersi molto lontano dalla terra che calpestiamo nella vita di tutti i giorni. L’esistenza di altre dimensioni, di poteri maligni, dell'”ombra” (qualunque o chiunque essa sia), non è quasi mai palesata, non assume mai la posizione di un Godzilla che calpesta la città. Ci viene invece suggerita e fatta percepire attraverso il quotidiano, attraverso personaggi dotati di passato e personalità anche nello spazio di poche righe. Pure questa è una lezione non scontata che Musolino ha fatto sua. L’idea da cui ogni racconto germoglia vive e respira grazie alle sensazioni che è in grado di generare. Se cercate universi popolati di bestie immonde, non è a Uironda che dovete andare (sebbene quel genere di fascinazioni lovecraftiane non manchi, per esempio, in Il terzo piano e mezzo della scala D, forse il racconto che mi ha stregato più di tutti). Ma Uironda è più che altro una dolce e inquietante perdita.

Sinossi

Esplorazione. Cos’è la letteratura se non l’esplorazione, la ricerca e il superamento di nuovi confini? Uironda di Luigi Musolino è anche un luogo, ma in primis è un confine, un confine tra la luce e l’oscurità, tra il noto e l’ignoto. Uironda è la Paura, ma non quella dell’oscurità o dell’ignoto stessi, ma quella più grande, quella della scelta. Scegliere se compiere il salto, assumersi la responsabilità, o più semplicemente reificare le proprie paure e cedere all’orrore. Difficile trovare un nero più nero (come una “notte nella notte”, proprio per citare uno dei racconti della raccolta) di quello in cui ci troviamo “impeciati” in queste dieci storie, dai toni cupi e spesso disperati (spesso ma non sempre, a volte s’intravede un flebile spiraglio di speranza, magari proprio nell’accettazione di quel nero più nero). A rendere questo nero ancora più oscuro e affascinante è il linguaggio, lo stile di questi racconti, che pur partendo da un tessuto realistico nonché contemporaneo, si contorce, come una pianta rampicante, sino ad avvolgerci e catturarci per poi scaraventarci in una nuova dimensione, grazie anche all’uso di termini desueti, di onomatopee, con il loro richiamo a suoni ancestrali.

L’autore

Luigi Musolino nasce nel 1982 in provincia di Torino. All’attività di scrittore affianca quella di editor e traduttore. Nel 2008 inizia a collaborare con la Dagon Press per cui cura e si occupa delle traduzioni delle raccolte Rivelazioni in nero (2010) e Ritratti al chiaro di luna (2010), di Carl Jacobi. Tra le sue altre traduzioni più importanti i romanzi I vermi conquistatori di Brian Keene (Edizioni XII, 2011; Mondadori, 2014) e Torture sottili di Lisa Mannetti (Kipple Officina Libraria, 2016).
Come scrittore si impone all’attenzione del pubblico come vincitore di molti concorsi letterari, tra cui il trofeo RiLL due volte, nel 2010 e nel 2012, e il premio Hypnos nel 2016. Nel 2014 e nel 2015 vengono pubblicati due volumi dal titolo Oscure Regioni, antologia di venti racconti in due volumi edita da Wild Boar Edizioni, che si configura come un disturbante viaggio regionale alla scoperta delle leggende e delle creature dell’immaginario folcloristico italiano.
Suoi racconti sono stati pubblicati in America, Irlanda e Sud Africa.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Luigi Musolino, Uironda
Copertina di Franco Brambilla
Introduzione di Andrea Vaccaro

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato cartaceo – Pag. 248 – 15.00 € – ISBN 978-88-98953-93-6
Formato ePub e Mobi – Pag. 272 – 3.95 € – ISBN 978-88-98953-94-3

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Recensione ai Tarocchi Quantistici (Libro+ 64 Carte) – Leggi della Magia

Su LeggiDellaMagia è uscita una bella segnalazione/recensione ai Tarocchi Quantistici, di Lukha B. Kremo, opera edita da KippleOfficinaLibraria. Un estratto della valutazione:

Cosa succede quando i Tarocchi classici incontrano la Fisica quantistica? Nascono i Tarocchi Quantistici. Una visione alternativa ed innovativa dei Classici Tarocchi rivisitata alla luce delle leggi della Fisica Quantistica.

La domanda sorge spontanea: “Come si può unire qualcosa di così classico e tradizionale, magico e divinatorio con le moderne e avanguardistiche concezioni della fisica quantistica?”. Lukha B. Kremo, pseudonimo di Gianluca Cremoni Baroncini, artista a 360°, scrittore, musicista e fondatore della Kipple Officina Libraria, fornisce la sua risposta con i Tarocchi Quantistici.

i Tarocchi Quantistici rispettano gli archetipi dei Tarocchi classici agganciandoli alla Meccanica Quantistica. Per operare questa unione bisognava come prima cosa sostituire il sistema decimale posto alla base dei tarocchi classici e sostituirlo con un sistema binario, più vicino all’essenza dell’Universo.

Il risultato è stato la divisione del mazzo in 32 Arcani Maggiori e 32 Arcani Minori, per un totale di 64 carte.

Un superamento della concezione gerarchica degli Arcani Maggiori sugli Arcani Minori in favore di una democratica suddivisione in due parti uguali. Quindi:

  • i 32 Arcani Maggiori Quantistici: seguono l’ordine tradizionale dei Tarocchi di Marsiglia, solo che ad alcuni Arcani Maggiori tradizionali sono associati a 2 o 3 Arcani Maggiori Quantistici. Inoltre le ultime due carte, il “Giudizio” e il “Mondo” sono invertite.
  • i 32 Arcani Minori Quantistici: sono in quattro semi da 8 carte ciascuno: Spazio, Tempo, Massa, Energia anziché Coppe, Denari, Bastoni, Spade; le figure di corte Re, Regina, Cavaliere, Fante, sono sostituiti da Bambino, Bambina, Signora, Signore, Saggio, Saggia. In più ci sono lo “Zero” e l’“Unità fondamentale”.

Insomma alcune differenze ci sono ma ha lo scopo di aprire una nuova finestra su un mondo già conosciuto così da fornire una nuova visione.

La quarta

Questo manuale affonda le sue origini nel tempo immemore dei secoli andati, ha in sé un metodo antico d’indagine del reale che, come l’ourobros, si unisce all’estremo futuro postulato dalle attuali misure della realtà, che sono basate sulle inesattezze scientifiche non garantite dalle discipline caotiche e quantistiche, baluardi dell’insondabile grazie a teoremi che fanno dell’indeterminazione la propria bandiera.
Ovviamente, di quelle scienze esatte e quindi immaginarie qui non c’è nulla, e quale metodo migliore esiste per comprendere cosa siamo se non quello di coniugare l’estremo antico e l’estremo futuro in un cortocircuito che annulla il tempo stesso, lasciando così trasparire l’inesistenza delle dimensioni in cui galleggia soltanto l’energia, cioè noi stessi, ciò che siamo e quello che ci accade, per lasciarci interpretare istintivamente, come se fossimo indefinite particelle quantiche, la nostra stessa esistenza e ciò che ci è intorno?

L’autore

Lukha B. Kremo è autore di fantascienza, insegnante, mail-artista e musicista non professionista, ha vinto il Premio Urania con Pulphagus®, pubblicato nel 2016 con Mondadori.

La collana eXoth

eXoth è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata agli studi del mondo esoterico e dell’occulto. Un contenitore di eccellenze filosofiche e medianiche, di esperimenti e astrazioni che spostano continuamente il confine del Reale e del Possibile. È l’altro lato delle nuove scienze Fisiche applicate alle antichissime scuole mistiche, in cui ogni aspetto della vita assume sembianze trascendenti e inumane.

Lukha B. Kremo, I Tarocchi Quantistici
Postfazione di Sandro Battisti

Kipple Officina Libraria
Collana eXoth — Formato Digitale — Pag. 103 — 3,99€ – ISBN 978-88-98953-88-2
Collana eXoth — Formato Cartaceo con Tarocchi — Pag. 160 — 25,52€ – ISBN 978-88-98953-89-9

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