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Lo sfasciacarrozze, di Alessandro Pedretta | Delos 213

Su Delos 213 la presentazione, che è anche recensione, di Lo sfasciacarrozze, romanzo di Alessandro Pedretta recentemente edito nella nostra collana principale Avatar in formato ebook. L’articolo è leggibile qui, qui sotto alleghiamo un estratto:

Dalla lettura del romanzo emerge infatti tutta la passione dell’autore per le filosofie controculturali, per la letteratura underground, per gli autori della beat generation e del cyberpunk, così come quella per i grandi scrittori russi, i cut-up di William Burroughs, l’immaginario di Ballard e la disintegrazione sintattica di Céline. Pedretta è bravo a rimasticare questi modelli e a renderli innovativi, in una cornice rugginosa e fantasmatica propria della decadenza della nostra società post-industriale.

La quarta

Al concetto di postumano è associato un senso di concreto, di ipertecnologico; e se invece fosse il fiorire di deliri, visioni e mancanza di punti di riferimento spaziotemporali?
L’alieno che sbuca da una dimensione inaspettata porta all’estremo il paradosso di una società che plasma la materia e la rende vivente: trova le differenze col nostro attuale mondo…

L’autore

Alessandro Pedretta nasce nel 1975 e cresce nella periferia milanese. Operaio, poeta e narratore. Si alimenta fin da giovanissimo di filosofie controculturali, di letteratura underground, di autori della beat generation e del cyberpunk, dei grandi scrittori russi, inframezzando la poesia di Ungaretti, Rimbaud, Campana ai cut-up di William Burroughs, l’immaginario di Ballard e la disintegrazione sintattica di Céline.
Tra le sue ultime pubblicazioni: il romanzo Golgota souvenir – apostrofi dal caos (Golena Edizioni, 2014), la silloge poetica Dio del cemento (Edizioni Leucotea, 2016), il romanzo breve illustrato È solo controllo (Augh! Edizioni, 2017).
Nell’ottobre del 2018 fonda con altri soggetti poco raccomandabili la rivista web di cultura estrema “La nuova carne” e viene pubblicato il libro Carnaio – antologia di narrativa novocarnista, un’antologia con il meglio della rivista.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Alessandro Pedretta | Lo sfasciacarrozze
Copertina di 3quarks

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 148 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-17-0

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Recensione a Lo sfasciacarrozze di Alessandro Pedretta: isterico sublime che cita Bakunin | Metropolitan Magazine

Recensione a Lo sfasciacarrozze, di Alessandro Pedretta, su MetropolitanMagazine. Vi lasciamo a un estratto:

Lo sfasciaccarrozze sembra una rappresentazione letteraria tutta italiana dell’isterico sublime di Fredric Jameson. Il concetto di isterico sublime è una riformulazione del concetto di sublime in Kant, solo che la tecnologia prende il posto della natura come realtà in grado di indurre in noi il senso del sublime. Da una parte la tecnologia rappresenta una realtà vasta e inaccessibile nella sua interezza (da qui il concetto di sublime che si sposta dalla natura in Kant alla tecnologia in Jameson); ma dall’altra parte la tecnologia – proprio per il suo essere diventata pervasiva – è alla portata di tutti ed è utilizzata costantemente in buona parte delle pratiche umane fino al punto di essere percepita come essenziale. Lo sfasciacarrozze è un’opera di narrativa che sembra portare alle estreme conseguenze il concetto di isterico sublime, fin al punto di concedere alla tecnologia un quid di autonomia generativa in grado di porla sullo stesso piano della “natura” in senso stretto.

La quarta

Al concetto di postumano è associato un senso di concreto, di ipertecnologico; e se invece fosse il fiorire di deliri, visioni e mancanza di punti di riferimento spaziotemporali?
L’alieno che sbuca da una dimensione inaspettata porta all’estremo il paradosso di una società che plasma la materia e la rende vivente: trova le differenze col nostro attuale mondo…

L’autore

Alessandro Pedretta nasce nel 1975 e cresce nella periferia milanese. Operaio, poeta e narratore. Si alimenta fin da giovanissimo di filosofie controculturali, di letteratura underground, di autori della beat generation e del cyberpunk, dei grandi scrittori russi, inframezzando la poesia di Ungaretti, Rimbaud, Campana ai cut-up di William Burroughs, l’immaginario di Ballard e la disintegrazione sintattica di Céline.
Tra le sue ultime pubblicazioni: il romanzo Golgota souvenir – apostrofi dal caos (Golena Edizioni, 2014), la silloge poetica Dio del cemento (Edizioni Leucotea, 2016), il romanzo breve illustrato È solo controllo (Augh! Edizioni, 2017).
Nell’ottobre del 2018 fonda con altri soggetti poco raccomandabili la rivista web di cultura estrema “La nuova carne” e viene pubblicato il libro Carnaio – antologia di narrativa novocarnista, un’antologia con il meglio della rivista.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Alessandro Pedretta | Lo sfasciacarrozze
Copertina di 3quarks

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 148 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-17-0

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Esce per la collana eAvatar Lo sfasciacarrozze, di Alessandro Pedretta

Kipple Officina Libraria presenta Lo sfasciacarroze, romanzo di Alessandro Pedretta disponibile su www.kipple.it e nelle principali librerie online in formato digitale.

Nel fascino macabro della decadenza industriale di uno sfasciacarrozze, Alessandro Pedretta ambienta una storia surreale, ricca di minimalismi incastonati nell’illustrare un piccolo delirio da cui sembra impossibile uscire. Cosa sono, cosa fanno i personaggi che si muovono in quell’ambiente degradato alla periferia di una città che potrebbe essere la nostra? La risposta quale sorpresa ci porterà?

Sinossi

A cavallo tra il cyberpunk e le suggestioni delle realtà adiacenti, tra il weird e la fantascienza più concreta, il romanzo di Alessandro Pedretta si articola su pochi scenari degradati, come se la periferia contenesse l’intero mondo conosciuto; non conforta i ricordi e le percezioni di una normalità che sembra raggiungibile, posta appena dietro l’angolo…
Lo sfasciacarrozze vi accompagnerà pagina dopo pagina in un delirio senza nome, dove l’evoluzione del narrato porta piccole incertezze in aggiunta alle altre, fino a raggiungere una massa critica: come potrà, il protagonista, sfuggire all’assurdo momento senza fine in cui sente di essere prigioniero?

Estratto

Si dice che tutto abbia un tempo prestabilito. Si dice che tutto in qualche modo nasca e poi muoia. È inevitabile. È il percorso degli uomini, delle storie, delle cose.
Un’ape vive al massimo due mesi, un daino dieci anni, un cellulare di ultima generazione tre anni, un cavallo venticinque, una lavatrice fino a dieci, uno spazzolino da denti tre mesi, un uomo ottant’anni, una farfalla quindici giorni; la rabbia può durare più di una vita, come l’amore, come la gastrite, come il vento sulle scogliere del Galles.
I muri si sgretolano e creano nuove prospettive di osservazione, nuovi manufatti artistici, nuove visioni moderne corroborate dal disfacimento.
Ogni cosa, uomo, animale, ha una durata d’esistenza o presunta tale, correlata a diversi fattori.
Questo si dice, della vita. In verità, dopo la presunta esistenza primaria ne subentra una seconda, e poi una terza, e via così, fino a una moltitudine di vite che s’incastrano con altre, creando felici ibridazioni, muscolose fecondazioni con diversi organismi, materiali, sistemi di respirazione, di essere, d’interagire. Poi ci sono frantumazioni, sgretolamenti, esistenze gassose, vite che gradualmente divengono sempre più minute e intangibili fino a tramutarsi in fantasmatiche composizioni di quasi-nulla.
Il 12 ottobre la mia Volvo famigliare si ferma improvvisamente nel bel mezzo di una rotonda. I fanali balbettano una danza ipnotica di luce allo xeno. Dai bordi di lamiera del cofano ingobbito fuoriescono delle lingue di fumo opaco, come macchie quasi indistinguibili dalla foschia della sera buia. Più in là, oltre la rotonda, lungo la strada a due corsie che s’immette tra i campi desolati dell’hinterland, scorgo lampeggiare un semaforo. Ai bordi della strada c’è un capannone grigio il cui tetto di lamiera sembra sibilare nell’aria. Più in là ci sono un altro capannone, una piccola fabbrica, una macchia di rovi che s’infila in un’area di sosta, i rampicanti che s’intrufolano oltre il guardrail da cui sbocciano delle lattine stritolate, alcuni preservativi, giornali spiegazzati. Una bambola di pezza unta d’olio e appiccicata da foglie umide mi guarda con i suoi occhi opalini. La sua vita ora è al bordo di una strada, in questa composizione postmoderna d’immondizia con glabra natura suburbana e le luci di scena dei fari; vedo anche i pali catarifrangenti e una puttana giocattolo, senza richiesta, senza clienti. Da aggeggio per il gioco ha preso vita nuova: decorazione del progresso, accessorio di una scenografia di apocalisse autostradale. La sua seconda esistenza, o terza, o quarta, avviene prima di polverizzarsi e assumere connotati sempre più caotici, imprevedibili, indecifrabili. Ogni cosa è innesto e innestabile, germoglia arte e patologie, e anche nuove guarniture delle strade, nuove trame di pensiero.
Mi divincolo dalla cintura di sicurezza che, come una serpe elastica, si ritira rigida nella sua posizione sul fianco della portiera. Esco dall’autovettura e mi rovisto nella tasca della giacca alla ricerca del pacchetto di sigarette. Le dita colgono l’ultima paglia, me la stringo con forza tra le labbra e con un moto di stizza torco il pacchetto e lo getto in strada. Quella scatolina incartapecorita rimbalza sorda sull’asfalto e assume una connotazione azzurrognola alla luce dei lampioni curvi. Un silenzio desertico mi solletica le viscere. Accendo la sigaretta ed esalo una sbuffata che subito si disintegra nell’aria rarefatta. Portandomi al cofano non posso far altro che assicurarmi che quel motore non potrà più funzionare. Ci appoggio una mano sopra e un brivido di caldo mi parte dai polpastrelli e sale sul polso, fino all’avambraccio. Il dio delle auto non mi ha elargito…

La quarta

Al concetto di postumano è associato un senso di concreto, di ipertecnologico; e se invece fosse il fiorire di deliri, visioni e mancanza di punti di riferimento spaziotemporali?
L’alieno che sbuca da una dimensione inaspettata porta all’estremo il paradosso di una società che plasma la materia e la rende vivente: trova le differenze col nostro attuale mondo…

L’autore

Alessandro Pedretta nasce nel 1975 e cresce nella periferia milanese. Operaio, poeta e narratore. Si alimenta fin da giovanissimo di filosofie controculturali, di letteratura underground, di autori della beat generation e del cyberpunk, dei grandi scrittori russi, inframezzando la poesia di Ungaretti, Rimbaud, Campana ai cut-up di William Burroughs, l’immaginario di Ballard e la disintegrazione sintattica di Céline.
Tra le sue ultime pubblicazioni: il romanzo Golgota souvenir – apostrofi dal caos (Golena Edizioni, 2014), la silloge poetica Dio del cemento (Edizioni Leucotea, 2016), il romanzo breve illustrato È solo controllo (Augh! Edizioni, 2017).
Nell’ottobre del 2018 fonda con altri soggetti poco raccomandabili la rivista web di cultura estrema “La nuova carne” e viene pubblicato il libro Carnaio – antologia di narrativa novocarnista, un’antologia con il meglio della rivista.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Alessandro Pedretta | Lo sfasciacarrozze
Copertina di 3quarks

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 148 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-17-0

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