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Presentazione di FreakShow alla libreria Mondadori di Alessandria

Venerdì 23 giugno, alle ore 18.00, Pee Gee Daniel presenterà presso la libreria Mondadori di Alessandria, in via Trotti, il romanzo con cui l’anno scorso ha vinto il Premio Kipple: Freakshow.

Ecco qui sotto i dati salienti dell’opera, invitiamo chi può ad andare all’evento, imperdibile per l’istrionità dell’autore e per la valenza dell’opera.

Sinossi

Su un lontano avamposto spaziale sul satellite Europa, viene ad allietare la popolazione il circo Korallo, costituito da singolarità bizzarre, un freak show dove creature deformi si agitano per strappare un sorriso, un moto di riprovazione, uno sbigottimento in cambio di pochi spiccioli equivalenti al biglietto d’ingresso. A risvegliare la deprimente situazione, nasce tra gli artisti un improvviso credo religioso: Uincio Uancio, che salverà tutti i freak del circo per portarli nel paradiso degli sgorbi. Sarà vero? Chi è questo messia che si profila tra gli infelici malformi? L’entusiasmo che infetta ogni artista del Korallo è coinvolgente e attraversa le lande siderali del mondo di frontiera in cui vi troverete con loro.

Pee Gee Daniel | Freakshow
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 200 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-68-4
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-67-7

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Kipple presenta Abissi d’inumane apocalissi, di Marco Moretti

La narrativa di Marco Moretti si pone ben oltre i confini dell’umanità pregno di una crudele poetica postumana, Marco scandaglia con vigore e disincanto i confini estremi di un oscuro vivere nei mondi siderali. Nessun dio si scomporrà minimamente se verrete sottoposti a supplizi terribili, comprese molte sevizie e costumanze sessuali estreme. La merda vi scorrerà intorno e sarà aliena, così come tutti gli esseri inferiori che Marco vi prospetterà: vermi che si nutriranno di idrocarburi o il cui sapore da cucinati ci somiglierà vagamente, gallerie da miniere incipienti su mondi quantici ineffabili e terrificanti, idiomi alieni che vi apriranno mondi mentali in cui vive la paura bianca, quella intima e disincarnata… ebbene, tutto sarà lì a ricordarvi la vostra nullità umana, pronta per essere assorbita da entità psichiche inimmaginabilmente potenti e malvagie.
Kipple Officina Libraria ha fortemente voluto questa pubblicazione di Marco Moretti, esemplificativa di un’unicità narrativa crudele e vera, inumana, aliena, siderale e lovecraftiana. Completano l’opera la copertina di ByczeStudio e l’introduzione di Sandro Battisti.

Sinossi

Nei racconti di Marco Moretti il labile confine semantico tra disumano e inumano acquisisce nuove sfumature. Se le vostre convinzioni vi hanno sempre suggerito cognizioni ben precise al riguardo, dopo aver letto questa raccolta vi renderete presto conto che, spostandovi verso l’origine dell’incarnazione, la differenza tra i due concetti risulterà quasi inesistente. Quale sensibilità può avere infatti un essere psichico incommensurabilmente superiore, oscuro, di tremenda potenza, quando vi tratterà per assimilarvi o mutilarvi psichicamente? Sarà così preso dai suoi bisogni da smembrarvi fisicamente, e ciò soltanto perché verrete considerati formiche, molluschi, entità insignificanti da trattare disumanamente. Dall’alto della sua possanza inumana, disincarnata, nemmeno si accorgerà delle vostre urla strazianti e della follia che vi starà divorando con un flebile abbandono della vostra vitalità. Sarete solo un gocciolio eterno di strazi inenarrabili.
Moretti non indugia in sentimentalismi. La sua caratura empatica è pari al maglio che si abbatte sui vostri sensi. La sua scrittura è chirurgica e ben mirata, inossidabile, profondamente nera e coltissima di idiomi e del resto lo stesso autore è un esperto di lingue defunte e di loquele aliene. Non cercate l’umano qui, siete troppo oltre ogni necessità della nostra razza: vi trovate sulla frontiera del Nulla senziente, schiacciati da eoni di tempo immemore e frammisto allo spazio. Siete nell’esultanza delle illusioni.

Estratto

Dopo una mezz’ora di marcia, Skrimgl si trovò in una piccola grotta da cui si dipartivano diverse gallerie più piccole. Era il Punto Critico. Una volta si era infilato nel cunicolo sbagliato ed era capitato sul ciglio di uno strapiombo senza fondo: solo per poco non aveva perso l’equilibrio perché un coacervo di funghi bioluminescenti diffondeva un vaghissimo chiarore grigio-azzurrognolo nello spiazzo. Queste deboli lampade naturali erano collocate nei luoghi più difficili e avevano il vantaggio di non consumare elettricità. La colonia fungina si consumava nel corso degli anni, ma bastava nutrirla periodicamente con del bolo per impedirne il deperimento. Skrimgl si fermò per un attimo, dubbioso, cercando di scandagliare i propri ricordi più reconditi. Adesso si rammentava bene: doveva prendere la seconda galleria a sinistra dell’illuminazione biologica. Da quello che aveva sentito dire in giro, quella era una scorciatoia tutto sommato sicura, anche se angusta.
Il passaggio era anche noto come Tunnel di Akr. Quasi venti miglia in linea retta. Un uomo robusto riusciva a stare a malapena eretto, e in certi tratti il soffitto umido poteva sfiorargli la calotta cranica.
Un tubo percorreva il Tunnel di Akr in tutta la sua lunghezza, e l’acqua gelida colava dal soffitto: Akr era il nome di un lago sotterraneo che si trovava qualche miglio al di sopra e che faceva filtrare esili scaturigini. Forse un giorno o l’altro lo strato roccioso avrebbe ceduto, portando morte e distruzione in tutta l’area. Skrimgl preferiva non pensarci. Non aveva percorso neanche mezzo miglio, quando la pila elettrica del suo elmetto si ruppe ed egli rimase immerso nella tenebra assoluta. Si bloccò.

L’autore

Marco Moretti è nato a Seregno (MI) nel dicembre del 1966 e ha conseguito la laurea in Fisica Ambientale all’Università degli Studi di Milano. Appassionato di letteratura fantascientifica fin dagli anni ’80, a partire dal 2004 ha iniziato a dedicare gran parte del suo tempo libero all’attività di blogger e alla composizione di racconti, aderendo al Connettivismo nel 2005.
Sulla fanzine cartacea NeXT sono stati pubblicati diversi suoi racconti (La soglia dell’Abisso, Iterazione n. 8; La danza degli spettri quantistici, Iterazione n. 12; La vendetta biologica, Iterazione n, 13; Il tocco dei demoni, Iterazione n. 18), oltre ad alcune poesie. Ha contribuito all’antologia A.F.O. – Avanguardia Futuro Oscuro con il racconto L’abbraccio di Sedna (Kipple Officina Libraria, 2009). Il racconto La danza degli spettri quantistici è anche comparso nella collana Capsule di Kipple. Il racconto La vespa di smeraldo è incluso nell’antologia Fantastic – Zen 2 (Edizioni Diversa Sintonia, 2011). Sul sito Next Station (http://www.next-station.org) sono pubblicati i due racconti brevi Chiome in fiamme e Sky Beasts.
Ha pubblicato un certo numero di liriche connettiviste sul blog Cybergoth, scomparso assieme alla piattaforma Splinder, di cui esiste però un rudimentale backup su Iobloggo (http://cybergoth.iobloggo.com).
Si interessa di antropologia e di linguistica. Ha prodotto lavori filologici su un certo numero di lingue antiche e moderne.
È raggiungibile sul web tramite il blog Il filo a piombo delle scienze (http://perpendiculum.iobloggo.com), in cui sono pubblicati alcuni dei suoi studi. Il suo indirizzo email per contatti è antikosmikos@gmail.com.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Marco Moretti | Abissi d’inumane apocalissi
Copertina di ByczeStudio
Introduzione di Sandro Battisti

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 113 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-79-0

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Kipple partecipa alla DeepCon di Fiuggi, venerdì 7 aprile alle 16.30

Su Fantascienza.com il programma della DeepCon di Fiuggi, che si svolgerà da oggi 6 aprile fino a domenica 9. Spiccano ospiti di rilievo, tra i quali Giuseppe Lippi di Urania – per l’elenco completo delle stars leggete poco più sotto. Per quanto riguarda, invece, gli splendidi panel programmati dall’organizzazione, vi segnaliamo quello di pertinenza Kipple e Delos dove venerdì 7 aprile alle 16.30, Emanuela Valentini e parte della redazione Kipple – Ksenja Laginja e Sandro Battisti – illustrano l’antologia Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?, Il paradigma imperiale di Battisti e Angeli di plastica, il romanzo della Valentini edito da DelosDigital. Un grazie di cuore agli organizzatori, Flora Staglianò e Salvatore Proietti.

Da segnalare anche la premiazione dell’ormai consolidato e prestigioso Premio Cassiopea, sabato sera alle 22.00; ci vediamo lì, quindi?

Where everybody knows your name, and they’re always glad you came, viene dalla sigla delle serie Cheers il motto della Deepcon, una delle convention italiane dal clima più «amichevole». Quattro giorni a rilassarsi (volendo anche nelle vasche termali dell’hotel), mangiare e parlare di fantascienza all’Hotel Ambasciatori di Fiuggi. Gli ospiti di quest’anno includono l’attore Peter Williams (Stargate SG-1), lo scrittore Lavie Tidhar, il curatore di Urania Giuseppe Lippi, Eric Stillwell, produttore per la Disney, l’ormai abituale presenza di Lolita Fatjo, il geologo veterano del polo sud Giampietro Casasanta e il fisico Marco Casolino.

Esce l’edizione cartacea del vincitore Premio Kipple 2016 – Freakshow

Esce oggi l’edizione cartacea del Premio Kipple 2015, quel Freakshow di Pee Gee Daniel che tanto successo sta riscuotendo. L’opera è acquistabile in cartaceo direttamente su Amazon al prezzo di 15.00€.
Eccovi i dati salienti della pubblicazione, riportati già nel post di presentazione di qualche giorno fa: cosa aspettate a prenderlo?

* * *

Kipple Officina Libraria presenta con orgoglio il Premio Kipple 2016, Freakshow di Pee Gee Daniel, pseudonimo di Pierluigi Straneo. La pubblicazione, come di consueto avviene per i vincitori del Premio Kipple, è edita sia in formato digitale che in cartaceo; l’incantevole copertina è dell’artista grafica Ksenja coverLaginja.

Nel Sistema Solare, nei pressi del satellite Europa, uno strano carrozzone si aggira per allietare la vita grama dei coloni: è il Circo Korallo, composto da una masnada di freak che cercano di sbarcare il lunario come possono. La prospettiva di un riscatto sovrannaturale animerà improvvisamente l’intera comitiva dei fenomeni da baraccone e ogni cosa non sarà più come prima.
Pungente ironia e precisione nel trasportare il lettore su quel mondo lontano, che potrebbe essere stato o essere ancora il nostro terrestre, delineano uno scenario tragicomico dove il possibile è esattamente ciò che avviene anche nelle nostre esistenze; Desolation Road, l’opera scritta da Ian McDonald, è la prossima verosimile fermata di un treno che passa per i luoghi attraversati dal Circo Korallo.

Sinossi

Su un lontano avamposto spaziale sul satellite Europa, viene ad allietare la popolazione il circo Korallo, costituito da singolarità bizzarre, un freak show dove creature deformi si agitano per strappare un sorriso, un moto di riprovazione, uno sbigottimento in cambio di pochi spiccioli equivalenti al biglietto d’ingresso. A risvegliare la deprimente situazione, nasce tra gli artisti un improvviso credo religioso: Uincio Uancio, che salverà tutti i freak del circo per portarli nel paradiso degli sgorbi. Sarà vero? Chi è questo messia che si profila tra gli infelici malformi? L’entusiasmo che infetta ogni artista del Korallo è coinvolgente e attraversa le lande siderali del mondo di frontiera in cui vi troverete con loro.

Estratto

L’antro sulle prime è semioscuro, almeno sinché gli occhi non ci si abituano e le pupille non finiscono di dilatarsi.
Tira un freschino umido e malsano. C’è un sentore pungente nell’aria, come quello di una scatola di esche vive lasciata aperta sul tavolo della cucina.
Appena entrati la scena pare angusta, ma è solo assenza di un’illuminazione soddisfacente, perché a ben guardare ci si accorge che l’andito del carnival act o freakshow o baracconata, o comunque la si intenda chiamare, risulta in realtà di tutto rispetto. Qualche centinaio di metri quadrati calpestabili, senza dubbio.
Avanzando di qualche passo si capisce che quel che impedisce alla vista di prendere le giuste misure è la pesante istallazione che occupa l’esatto centro geometrico di quella ampia sala ricavata dal perimetro del tendone traslucido. Una specie di gabbia, sormontata da un cucuzzolo a baldacchino, si direbbe, il cui contenuto tuttavia rimane incerto, per come la struttura è montata: in modo, cioè, da voltare le spalle al visitatore e svelare il proprio contenuto solo alla conclusione del giro.
Si prosegue lungo un corridoio di luce, fornita da vecchie lampade a beccuccio. Agevolando la curvatura interna del padiglione, lo sguardo inizia a raccogliere i primi accenni di show. Con un po’ di fatica si riesce a dettagliare qualche forma di vita che si muove laggiù: finalmente le tanto attese attrazioni!
Ogni freak è distinto e separato dal collega. Ognuno di loro sta al proprio posto, dentro una specie di edicola circondata da tendaggi e passamanerie, un tantino soprelevata rispetto ai curiosi che passano là sotto in lenta processione per ficcanasare. Le attrazioni sono giustapposte l’una all’altra secondo una logica che vorrebbe alternare lo stordimento all’esilarazione, la bruttezza al buffo, il raccapriccio alla sensualità, così da rendere l’impatto quanto meno traumatizzante possibile. Un gioco che mira a suscitare e sopire in un lasso di tempo al fulmicotone le più differenti sensazioni umane, soppiantandole di volta in volta ad arte l’una con l’altra.
Lo spettatore è già da subito irretito: un guazzabuglio di sentimenti ed emozioni scombussola il suo animo. Quel che vede non dimenticherà, come ha profetizzato Korallo. Quel che vede ha già visto, inconsapevolmente, rintanato di tra gli anfratti più angosciati del proprio subconscio. Dentro gli incubi più atroci o nelle agonie di una febbre quartana cui fatalmente sopravvisse in tenera età. Quella visione incarnata e tangibile di un’immaginazione spaventosa e sin’allora ritenuta poco plausibile lo prende alla gola, lo scazzotta diretta alla bocca dello stomaco.
Lo spettatore è piegato, sfranto, sfinito, e malgrado ciò non può smettere di guardare: ipnotizzato, incantato, in piena trance. Vediamo chi di voialtri abbasserà per primo lo sguardo, come un pavido coniglio, ora che si fa sul serio e ci disponiamo a dar sfoggio delle creature più notevoli tra quelle che affollano il Circo Korallo.

L’autore

Pee Gee Daniel. Nom de plume di Pierluigi Straneo, è nato a Torino 40 anni fa, ha due figli, una laurea in filosofia. Nella vita è stato impiegato, magazziniere, aiuto-camionista, poliziotto, responsabile di sale-giochi, sale-scommesse, sale-slot, barista bibliotecario, copy-writer. Ha pubblicato i romanzi Gigi il bastardo (& le sue 5 morti), Montag, Il politico, Golena, Lo scommettitore, Leucotea, Sulle tracce della Ci**gna Voltaica, Twins, Ingrid e Riccione, La Gru, Il lungo sentiero dai mattoni dorati, e-piGraphe e il saggio Il riso e il comico. Un excursus filosofico, Montag.
Scrive per Endoxa, Mimesis Ed., ‘900 Letterario, Tibereide, Reader for blind.
Insieme al musicista Fabio Zuffanti è autore del musical Cogli l’attimo. Insieme all’attore Omid Maleknia organizza da tre anni Spettacolo d’evasione con i detenuti del carcere alessandrino “Cantiello e Gaeta” nella veste di cabarettisti.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Pee Gee Daniel | Freakshow
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 200 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-68-4
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-67-7

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Kipple presenta il Premio Kipple 2016 – Freakshow, di Pee Gee Daniel

Kipple Officina Libraria presenta con orgoglio il Premio Kipple 2016, Freakshow di Pee Gee Daniel, pseudonimo di Pierluigi Straneo; l’incantevole copertina è dell’artista grafica Ksenja coverLaginja.

Nel Sistema Solare, nei pressi del satellite Europa, uno strano carrozzone si aggira per allietare la vita grama dei coloni: è il Circo Korallo, composto da una masnada di freak che cercano di sbarcare il lunario come possono. La prospettiva di un riscatto sovrannaturale animerà improvvisamente l’intera comitiva dei fenomeni da baraccone e ogni cosa non sarà più come prima.
Pungente ironia e precisione nel trasportare il lettore su quel mondo lontano, che potrebbe essere stato o essere ancora il nostro terrestre, delineano uno scenario tragicomico dove il possibile è esattamente ciò che avviene anche nelle nostre esistenze; Desolation Road, l’opera scritta da Ian McDonald, è la prossima verosimile fermata di un treno che passa per i luoghi attraversati dal Circo Korallo.

Sinossi

Su un lontano avamposto spaziale sul satellite Europa, viene ad allietare la popolazione il circo Korallo, costituito da singolarità bizzarre, un freak show dove creature deformi si agitano per strappare un sorriso, un moto di riprovazione, uno sbigottimento in cambio di pochi spiccioli equivalenti al biglietto d’ingresso. A risvegliare la deprimente situazione, nasce tra gli artisti un improvviso credo religioso: Uincio Uancio, che salverà tutti i freak del circo per portarli nel paradiso degli sgorbi. Sarà vero? Chi è questo messia che si profila tra gli infelici malformi? L’entusiasmo che infetta ogni artista del Korallo è coinvolgente e attraversa le lande siderali del mondo di frontiera in cui vi troverete con loro.

Estratto

L’antro sulle prime è semioscuro, almeno sinché gli occhi non ci si abituano e le pupille non finiscono di dilatarsi.
Tira un freschino umido e malsano. C’è un sentore pungente nell’aria, come quello di una scatola di esche vive lasciata aperta sul tavolo della cucina.
Appena entrati la scena pare angusta, ma è solo assenza di un’illuminazione soddisfacente, perché a ben guardare ci si accorge che l’andito del carnival act o freakshow o baracconata, o comunque la si intenda chiamare, risulta in realtà di tutto rispetto. Qualche centinaio di metri quadrati calpestabili, senza dubbio.
Avanzando di qualche passo si capisce che quel che impedisce alla vista di prendere le giuste misure è la pesante istallazione che occupa l’esatto centro geometrico di quella ampia sala ricavata dal perimetro del tendone traslucido. Una specie di gabbia, sormontata da un cucuzzolo a baldacchino, si direbbe, il cui contenuto tuttavia rimane incerto, per come la struttura è montata: in modo, cioè, da voltare le spalle al visitatore e svelare il proprio contenuto solo alla conclusione del giro.
Si prosegue lungo un corridoio di luce, fornita da vecchie lampade a beccuccio. Agevolando la curvatura interna del padiglione, lo sguardo inizia a raccogliere i primi accenni di show. Con un po’ di fatica si riesce a dettagliare qualche forma di vita che si muove laggiù: finalmente le tanto attese attrazioni!
Ogni freak è distinto e separato dal collega. Ognuno di loro sta al proprio posto, dentro una specie di edicola circondata da tendaggi e passamanerie, un tantino soprelevata rispetto ai curiosi che passano là sotto in lenta processione per ficcanasare. Le attrazioni sono giustapposte l’una all’altra secondo una logica che vorrebbe alternare lo stordimento all’esilarazione, la bruttezza al buffo, il raccapriccio alla sensualità, così da rendere l’impatto quanto meno traumatizzante possibile. Un gioco che mira a suscitare e sopire in un lasso di tempo al fulmicotone le più differenti sensazioni umane, soppiantandole di volta in volta ad arte l’una con l’altra.
Lo spettatore è già da subito irretito: un guazzabuglio di sentimenti ed emozioni scombussola il suo animo. Quel che vede non dimenticherà, come ha profetizzato Korallo. Quel che vede ha già visto, inconsapevolmente, rintanato di tra gli anfratti più angosciati del proprio subconscio. Dentro gli incubi più atroci o nelle agonie di una febbre quartana cui fatalmente sopravvisse in tenera età. Quella visione incarnata e tangibile di un’immaginazione spaventosa e sin’allora ritenuta poco plausibile lo prende alla gola, lo scazzotta diretta alla bocca dello stomaco.
Lo spettatore è piegato, sfranto, sfinito, e malgrado ciò non può smettere di guardare: ipnotizzato, incantato, in piena trance. Vediamo chi di voialtri abbasserà per primo lo sguardo, come un pavido coniglio, ora che si fa sul serio e ci disponiamo a dar sfoggio delle creature più notevoli tra quelle che affollano il Circo Korallo.

L’autore

Pee Gee Daniel. Nom de plume di Pierluigi Straneo, è nato a Torino 40 anni fa, ha due figli, una laurea in filosofia. Nella vita è stato impiegato, magazziniere, aiuto-camionista, poliziotto, responsabile di sale-giochi, sale-scommesse, sale-slot, barista bibliotecario, copy-writer. Ha pubblicato i romanzi Gigi il bastardo (& le sue 5 morti), Montag, Il politico, Golena, Lo scommettitore, Leucotea, Sulle tracce della Ci**gna Voltaica, Twins, Ingrid e Riccione, La Gru, Il lungo sentiero dai mattoni dorati, e-piGraphe e il saggio Il riso e il comico. Un excursus filosofico, Montag.
Scrive per Endoxa, Mimesis Ed., ‘900 Letterario, Tibereide, Reader for blind.
Insieme al musicista Fabio Zuffanti è autore del musical Cogli l’attimo. Insieme all’attore Omid Maleknia organizza da tre anni Spettacolo d’evasione con i detenuti del carcere alessandrino “Cantiello e Gaeta” nella veste di cabarettisti.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Pee Gee Daniel | Freakshow
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-67-7

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Kipple presenta “Una lettera da Dio”, raccolta di racconti di Ian Watson e Roberto Quaglia

Kipple Officina Libraria presenta un’esclusiva raccolta di racconti a firma di Ian Watson e Roberto Quaglia, due degli scrittori più particolari presenti sulla scena internazionale della SF. coverIl titolo è emblematico e dissacrante: Una lettera da Dio, e lascia aperta la porta a un uso strategico della razionalità e dello humour, piccole e bellissime perle di narrativa adatte a lasciar libero il pensiero.

Sinossi

Tre racconti a firma di Ian Watson e Roberto Quaglia che definiscono i contorni del potere divino, del Dio che tanto ispira artisti e uomini comuni nel loro vivere quotidiano e che può essere letto, invece, come un’enorme errore di comprensione, perché Dio è umano, ma parecchio umano, commette i suoi stessi errori e possiede una cupidigia anche maggiore. L’ironia è l’arma scelta per districare il groviglio ideologico e mistico che può essere dietro a tutto il pensiero divino, risulta meglio di una benedizione e di un dogma.

Estratto

Così, alla fine, mi svegliai e vidi il mio universo. Capii subito che qualcosa non era andato per il verso giusto… Non dovrei potervi dire questo. Non dovrebbe esistere un semplice, singolo “io” con cui possa comunicare con voi. Dovremmo indossare una miriade di volti. Dovremmo essere i Molti-in-uno, di cui ogni specie cosciente nell’universo è soltanto il riflesso più frammentario – un singolo attributo del nostro alto sé, che è oltre il sé.
Invece, mi sono risvegliato in un’individualità dell’essere che è di gran lunga inferiore a quell’Alta Assenza di Sé. Mi sono reso conto di essermi incarnato al di fuori del mio io dormiente abbastanza di recente, in un singolo punto dello spaziotempo. È stato lo strappo di quell’incarnazione – quel fastidio di una parte di me stesso fuori da me stesso, per un momento in una forma determinata – è stato quello, abbinato a qualcosa di acquoso e oceanico, che mi ha svegliato un momento cosmico più tardi. Come il rumore del passo di un intruso in una stanza da letto buia.
La stanza non era completamente buia, ovviamente. Galassie e metagalassie, affollate di soli, erano sospese ovunque – un gran numero di luci notturne, il che andava bene.
Non buio. Ma vuoto. Dapprima pensai che fosse del tutto vuoto e rabbrividii con orrore per l’assenza di vita.
Di sicuro, mi ero risvegliato – come un motore in un mattino piuttosto freddo che venga avviato, nonostante tutto, da un minuscolo flusso di carica della batteria. Ma la batteria avrebbe dovuto essere completamente carica – traboccante di vita-energia che mi chiamasse. E non lo era; quel tenue impulso fu tutto quello che sentii. Seppi allora quanto fossi andato vicino a trovarmi in un cosmo dove nessuna vita avrebbe mai potuto svegliarmi; e compresi quanto piccolo e limitato fosse, di conseguenza, il mio “io” attuale.
Ci volle un momento cosmico per localizzare la vita che mi aveva risvegliato. Fui guidato da alcuni altri episodi di alta coscienza provenienti dalla stessa direzione – alta per i vostri parametri, disgraziatamente debole da qualsiasi altro punto di vista. Non avrei dovuto far caso al primo scossone. Avrei dovuto girarmi dall’altra parte nel mio sonno, e dormire per tutta l’esistenza di questo cosmo fino al suo collasso! Ma nel silenzio immenso, quella singola nota di vita aveva risuonato come un gong. Adesso che ero sveglio, ne ero legato; e per questo ero ridotto a un singolo io personale.
Ovviamente, voi non avevate idea di essere la sola e unica forma di vita a essere apparsa in questo cosmo. Oh voi, con i vostri fieri schieramenti di radiotelescopi: cornetti acustici di latta che cercano invano di ascoltare un messaggio alieno tra il rumore insensato!
Come un vagabondo che abbia proprio soltanto un fiammifero per accendere un pezzo di combustibile vicino al quale riscaldarsi, mi sono diretto verso di voi per mettere le mani a coppa intorno a quell’unico puntino di vita e luce, e prendermi cura di esso con il mio respiro.
Lasciate che vi spieghi qualcosa sulla creazione degli universi.

Ian Watson – Una lettera da Dio

Gli autori

Ian Watson. Nato nel 1943 a North Shields, Regno Unito, ex professore di futurologia al Politecnico di Birmingham, Ian Watson ha insegnato inglese in Tanzania e a Tokyo. Dal 1975 si dedica alla scrittura.
Il suo primo romanzo, The Embedding (Il grande anello, Collana Sigma, 1979) vincitore del Prix Apollo, è basato sul concetto di grammatica generativa.
Scrittore prolifico, da segnalare i romanzi Miracle Visitors (La doppia faccia degli UFO, Urania 781, 1979), God’s World (Il pianeta di Dio, Biblioteca di Nova SF* 5 1990), The Book of the River (Il libro del fiume, Urania 1036, 1986), The Book of the Stars (Il libro delle stelle, Urania 1067, 1988), The Book of Being (Il libro delle creature, Urania 1083, 1988), The Flies of Memory (Mosche, Urania Millemondiestate 1989) e molte raccolte di racconti, in particolare la raccolta The Very Slow Time Machine, (Cronomacchina molto lenta, Urania 838, 1980).
Watson ha scritto la sceneggiatura del film A.I.: Intelligenza Artificiale, basata su un racconto di Brian Aldiss rielaborato da Stanley Kubrick.
Nel 1980, Watson e Michael Bishop scrivono Under Heaven’s Bridge, la prima collaborazione “transatlantica” di fantascienza.
Watson ha anche scritto una serie di romanzi basati sul gioco di ruolo Warhammer 40.000. Altre storie sono state pubblicate sulle maggiori riviste di settore, tra cui Weird Tales.
Dal 2003 collabora con lo scrittore italiano Roberto Quaglia, con il quale pubblica la raccolta The Beloved of My Beloved, presentata all’Eurocon del 2009.
Attualmente vive a Northamptonshire, Inghilterra.

Roberto Quaglia. Nato a Genova nel 1962, è l’unico italiano ad aver vinto il Premio Eurocon ESFS per il miglior scrittore europeo (nel 2009) e il BSFA Award per il migliore racconto breve (The Beloved Time of Their Life, nel 2010).
Ha scritto alcuni romanzi, numerosi racconti e saggi. Pubblicato soprattutto all’estero, tra cui Vagabondul interspaţial (Nemira, 1999, in rumeno), Bread, Butter and Paradoxine (Nemira, 1999, in inglese), God Ltd (Nemira, 1998, in inglese). Tra i saggi da ricordare: Pensiero stocastico (Delos Books, 1993), Tutto quello che sai è falso (NuoviMondiMedia, 2003) e Il Mito dell’11 settembre e l’Opzione Dottor Stranamore (2006).
Dal 2003 collabora con Ian Watson, con cui ha pubblicato la raccolta The Beloved of My Beloved (NewconPress, 2006).
Attualmente vive a Bucarest, Romania.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Ian Watson e Roberto Quaglia | Una lettera da Dio
Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 56 – € 3.45 — ISBN 978-88-98953-66-0

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Recensione: Hai trovato orgasmi nel collettore quantico? | Karashò

Su Karashò è uscita una bella recensione a Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?, antologia di sesso quantico uscita poco tempo fa in cui militano autori del calibro di Ian Watson e Roberto Quaglia, ma anche firme femminili, come Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini; completano il cast Domenico Mastrapasqua e i due curatori, vincitori del Premio Urania, Lukha B. Kremo e Sandro Battisti.

Questa volta, invece, ho vinto l’iniziale scetticismo e mi sono immerso: splendida, sognante lettura. Il connettivismo è cambiato? Tutt’altro. Eppure l’approccio funziona perfettamente quando non deve costruire mondi in cui perdersi o vicende all’interno delle quali calare speculazioni. Qui il connettivismo funziona perché descrive in maniera “connettiva” quella che è una connessione indescrivibile… l’emozione dell’orgasmo e le mille sfaccettature del piacere. E lo fa con approcci ogni volta differenti e diversissime conclusioni per ogni racconto. Con il giusto spazio anche alle riflessioni su temi concreti e tangibili, oltre che etici e teologici.

E così si passa dal candore per una forma curiosissima di “amore per se” di una vecchia conoscenza di questo blog, Francesca Fichera, alle riflessioni sull’universalità di un orgasmo come strumento di produzione di nuovi universi, dalle speculazioni teologiche sul rapporto uomo-“macchina” alle dissertazioni profonde sull’inconscio collettivo… il tutto, mentre si parla di orgasmi e si riesce a farlo senza trombonismi o eccessi di sorta… tra adulti maturi e consapevoli, capaci di stupirsi come bambini delle sensazioni che provano…

Mi ci sono perso dentro, trovando mozzafiato (in negativo e positivo) le emozioni trasmesse e descritte. Chiuso il kindle mi sono chiesto quanto non fosse desiderabile, sopra ogni cosa, trovare il mio orgasmo nel collettore quantico.
Un capolavoro!

Ian Watson e Roberto Quaglia, Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo e Sandro Battisti | Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?

Kipple Officina Libraria
Curatori: Lukha B. Kremo e Sandro Battisti
Prefazione di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja

Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 88 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-63-9
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 91 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-54-7

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