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Kipple presenta i vincitori del Premio Kipple Reloaded e Short Kipple 2018: Come ladro di notte, di Mauro Antonio Miglieruolo Cronotopo, di Raul Ciannella

Kipple Officina Libraria è lieta di presentare i vincitori dei suoi due contest dedicati ai romanzi e ai racconti di Fantascienza e Fantastico in generale.

Il vincitore del Premio Kipple 2018 è: nessuno! No, non è l’Ulisse che Polifemo invocò senza conoscerlo nell’Odissea, intendiamo proprio dire che quest’anno non c’è nessun vincitore per il Premio Kipple. Purtroppo, alla giuria del Premio nessun lavoro è sembrato capace di suscitare quel sense of wonder richiesto ai partecipanti del contest.
Perciò, udite udite, per correttezza nei riguardi dei partecipanti e dei lettori affezionati di Kipple, abbiamo indetto il Premio Kipple Reloaded, un premio aperiodico assegnato a un romanzo in lingua italiana che a nostro avviso ha segnato l’immaginario della science-fiction italiana di questi ultimi decenni.
Detto ciò, il vincitore del Premio Kipple Reloaded è risultato Mauro Antonio Miglieruolo, che col suo Come ladro di notte ha saputo evocare nelle torbide menti dei redattori Kipple il senso del meraviglioso, la vertigine del Futuro e la distopia dei nostri tempi, che viviamo senza rendercene conto. L’uscita è soltanto in cartaceo, arricchita dalle presentazioni di Giuseppe Lippi e Franco Ricciaridello.

Il Premio Kipple Reloaded nasce da un’esigenza, una necessità scaturita dal Premio Kipple, che dal 2008 ogni anno premia il miglior romanzo inedito di quella particolare narrativa di fantascienza e non disdegna contaminazioni con l’horror, il noir, il weird e in generale con tutto ciò che è la grande narrativa fantastica. Ovvero, la quintessenza del Premio Kipple è l’esigenza stessa di trovare e mantenere una via originale, quindi “viva”, di questa narrativa in Italia. L’obiettivo non è perciò “stare sul solco della fantascienza classica”, naturalmente, ma nemmeno quello di “sperimentare senza una solida impalcatura”. Queste “fondamenta” poggiano, secondo noi, sulla “letteratura del pensiero”, ovvero su quella forma di narrativa che avverte la necessità di trasmettere idee. Che siano sociali, filosofiche, spirituali, artistiche, psicologiche, politiche o ecologiche è indifferente. Non esiste una ricetta unica, ma esiste la più o meno forte consapevolezza del lettore, che sente “arrivare” il pensiero, pervaderlo e che lo lascia, a fine libro, con un cambiamento effettivo nella mente.
Il Kipple Reloaded vuole premiare quei romanzi di letteratura fantastica del recente passato (degli ultimi cinquant’anni circa al massimo), che secondo noi realizzano bene questo concetto.

Il Premio Short Kipple 2018 è stato assegnato a un nome nuovo come autore di fantascienza, ma già impegnato in articoli e traduzioni, Raul Ciannella, che col suo Cronotopo ha convinto la redazione Kipple, meravigliandola con i suoi svolazzi e lapislazzuli quantici. L’uscita è soltanto in ebook.

Sinossi

 Mauro Antonio Miglieruolo, Come ladro di notte

Un capolavoro di space opera apocalittica e sociale, forse il primo del suo genere in Italia, ancora abbastanza sottovalutato, che affronta tutte le tematiche che sono care a noi di Kipple: quella sociale e politica, unita a quella spirituale e religiosa; la parodia della burocrazia, che vela minacce terribili sotto forma di ossequiose lettere formali; il dileggio del potere, di sedicenti grandi uomini che sembrano vorticare nella tempesta come burattini; la mise-en-scène dell’alta società intrisa di lascivia, la stessa presente in tutti i personaggi (uomini e donne) e strettamente legata al proprio ruolo, cui non scampa nemmeno il ligio protagonista Zanzotto. Infine, la parodia di un secondo avvento di Cristo o di un nuovo profeta (Elio) completa l’immensa giostra transgalattica, in cui tutti combattono, odiano, amano e desiderano, ma in cui nessuno (nemmeno un presunto Dio) riesce a opporsi all’inerzia immensa di un Universo che sembra ignorare l’Uomo.

Raul Ciannella, Cronotopo

Incastonati negli obblighi di una multinazionale dell’epoca quantistica, degli operatori di terminali quantici elaborano la via di fuga dagli obblighi e dagli strozzamenti procedurali di un’epoca che oggi non è soltanto vagheggiata. Quale potrà essere la via di fuga di una realtà ancora da collassare? Raul Ciannella disegna il prossimo incubo con una perfezione e fantasia degna del miglior Rudy Rucker.

Estratti

Mauro Antonio Miglieruolo, Come ladro di notte

Alcuni soldati trascinavano faticosamente un cannone lungo il selciato, scostando ingombri di ogni genere. Erano una decina, eppure non riusciva loro di percorrere più di venti metri al minuto. Nonostante i guanti a qualcuno la lunga fibra di plastica aveva fatto uscire sangue da un solco sul palmo.
– Oooooh! Orza! OOOOOOH! Orza!
Violenti strappi e l’arma scorreva sulle pesanti guide destinate a un traino che non c’era.
La bocca di fuoco era uno scherzo, sottile come la canna di un fucile a proiettili esplosivi, non più lunga di quaranta centimetri, poggiava però sul pesante meccanismo di puntamento, ora fracassato, davanti agli schermi di piombo.
Zanzotto accorse urlando.
– Pazzi, incoscienti, inserite le barre di controllo! – Quelle mani con un principio di piaga tremarono. – Volete far saltare il quartiere?
Un partigiano gigantesco, un energumeno con la testa bendata: – Non ne sappiamo niente, Commissario – disse, – l’abbiamo preso alla retroguardia della polizia che abbandonava la città.
Zanzotto era chino sullo strumento a manipolare, a considerare. – È ridotto molto male. – Poi: – Può servire.
I partigiani si scambiarono radiosi sorrisi di compiacimento.
– Stavate correndo il rischio di rovinarlo. Non si può fare tutto da soli; si chiede aiuto… vi mando una cinquantina di uomini. E fate piano.
Dalla via Cernaia al Palazzo degli Etologi c’erano seicento metri buoni da percorrere. Nello spazio dei primi cento Zanzotto aveva fatto porre alte barricate per difendersi dalle eventuali sortite degli Etologisti. Grandi pannelli di legno servivano a nascondere i movimenti delle truppe. Dalla via Cernaia al Palazzo degli Etologi non esisteva uno straccio di riparo. Solo selciato e lampade sospese.
L’ingresso del palazzo era chiuso da un largo portone di acciaio che i difensori non avrebbero dato il tempo di minare. Le finestre più basse, ben difese, a cinque metri da terra. Sul retro, il fiume e franchi tiratori sull’altra sponda per prevenire gli Etologisti nello squaglio segreto, insalutati ospiti.

Raul Ciannella, Cronotopo

È accaduto ieri.
Ero in ufficio, naturalmente. Lavoro, anzi lavoravo (non mi sono ancora abituato a usare il passato) in un ampio open space ventilato artificialmente, al ventunesimo piano di un parallelepipedo di cristallo nel reparto immissione dati della DataTekh. La mia unità è… era costituita da quattro impiegati (me compreso) più una unit manager: Jazz_Mina, collezionista di campioncini di profumo.
Come le altre quaranta unità del nostro reparto, eravamo disposti frontalmente, a due a due, lungo un tavolo rettangolare in melamina similnoce adiacente alla parete esterna del piano. Uno dei lati corti del tavolo collimava quasi perfettamente con il davanzale dell’enorme vetrata dell’open space. Non so perché mi soffermo su questi dettagli triviali di design e architettura. Forse perché non ho mai capito cosa avesse spinto la DataTekh a far costruire un edificio con quei finestroni così problematici. L’eccessiva luce solare che filtrava rendeva infatti difficoltosa, specialmente in condizioni di cielo terso, la visualizzazione dei monitor, oltre a produrre calore in eccesso. Questo sostenevano gli EP (esperti in produttività) della DataTekh, che mantenevano sempre attivo il filtro oscurante e impostavano l’aria condizionata ben al di sotto della temperatura ambiente. Un accorgimento dispendioso sia dal punto di vista economico, sia energetico, ma che era bilanciato, dicevano, da un sostanzioso incremento generale delle prestazioni lavorative. Per qualche tempo girò anche la voce che volessero oscurare la vetrata, una voce diffusa forse da qualche ambizioso unit manager. Ma l’idea venne scartata categoricamente dagli EP: mancava di armonicità e influiva negativamente sulla psiche degli impiegati.
Jazz_Mina non era ambiziosa e infatti era di nuovo in ritardo, mentre già da qualche minuto procedevamo a velocità di crociera nell’immissione dei dati, rispettando con ampi margini il piano di lavoro. Nessuno conosceva la natura e il significato dei dati che immettevamo, ma questo era irrilevante per il corretto svolgimento delle mansioni, anzi addirittura controproducente.

Gli autori

Mauro Antonio Miglieruolo è nato a Grotteria, Reggio Calabria il 6 aprile 1942, ma dal 1952 ha sempre vissuto a Roma, escluso un breve intervallo di due anni e un mese, da agosto 1963 a settembre 1965 trascorso a Belluno, come impiegato dell’INPS. Scrive fantascienza da quando ha memoria. Nel 2007 ha vinto il Premio Italia con il romanzo Assurdo Virtuale (Perseo Libri). Lino Aldani e Ugo Malaguti hanno riconosciuto in lui lo scrittore “più impegnato della fantascienza italiana, il rivoluzionario che nella sua narrativa ha sempre davanti agli occhi l’ideale utopico di un mondo diverso in cui tutti possono essere redenti.” Luigi Petruzzelli riconosce in Miglieruolo “che forse è il più anticonformista degli autori di fantascienza italiani” e che la relativa scarsezza della sua produzione “è compensata da uno stile in cui nessuna parola è lasciata al caso.” Per Giuseppe Lippi “Miglieruolo vanta una immaginazione di prim’ordine, l’ingrediente base di tutta la fantascienza”.

Raul Ciannella è dottorando in teoria letteraria e letteratura comparata presso l’Università Autonoma di Barcellona, con specializzazione in letteratura fantastica e fantascienza. Nato a Milano, prima di planare sulla capitale catalana ha vissuto a Dublino, dove ha studiato arte drammatica e a Roma dove ha conseguito un diploma in regia cinematografica. Sta preparando una tesi sulla scrittrice di fantascienza, curatrice e traduttrice Roberta Rambelli, di cui ha pubblicato un ampio articolo sulla rivista accademica Altre Modernità. Ha tradotto vari autori dall’inglese, dallo spagnolo e dal catalano e attualmente sta ultimando per Future Fiction un’antologia di scrittori spagnoli e centroamericani.
In qualità di autore, suoi racconti sono apparsi nell’antologia del fantastico italiano underground (Il Foglio, 2006), sul blog peruviano Revista Alienation e sulla rivista Mamut che co-dirige dal 2015, anche se, in generale, preferisce che rimangano chiusi nel suo cassetto digitale. Questo è il suo primo racconto di fantascienza.

Le collane

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Capsule è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai piccoli capolavori del Fantastico e della SF prettamente italiana, contraddistinti dalla rapidità di lettura e dalla qualità unita alla fruibilità, dove il basso costo di copertina rende le proposte editoriali imperdibili.                

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Mauro Antonio Miglieruolo | Come Ladro di notte
Copertina di LBK
Presentazione di Giuseppe Lippi e Franco Ricciardiello

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 192 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-96-7

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Raul Ciannella| Cronotopo
Copertina di Simone N.

Kipple Officina Libraria
Collana Capsule — Formato ePub e Mobi — Pag. 26 – € 0.95 — ISBN 978-88-98953-97-4

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Kipple presenta il romanzo finalista Premio Kipple 2017: Cenere, di Federica Leonardi

Kipple Officina Libraria presenta Cenere, romanzo di Federica Leonardi finalista al Premio Kipple 2017. La pubblicazione è edita in formato digitale; la copertina è a cura di Thavon Phumijan.

In un ambiente che sa di sogno lungo, esteso oltre le porte della percezione, Federica Leonardi introduce nei suoi personaggi un coma leggero, lì dove le sensazioni non sono mai ciò che realmente sembrano, nel trionfo di inganni che trasformano la scena in un teatro dell’assurdo, e le apparenze cambiano continuamente le carte in tavola della trama.
L’autrice ha già vinto il Premio ShortKipple 2016 ed è attiva nel genere Giallo e Horror, ultimamente anche nel Weird; con questo suo romanzo conferma la sua vena ispirata e fuori dal comune che già l’ha fatta apprezzare nell’editoria italiana.

Sinossi

Federica Leonardi ci accompagna in un sogno velato, voci e sussurri sommati a se stessi e a situazioni sfuggenti, come voci oniriche che ridefiniscono continuamente la nostra scena cognitiva. L’apocalisse assume i connotati di un orrore interiore postatomico, lo scenario su cui ci muoviamo ci appare come disastrato, arso da un fuoco infinito in cui ogni nostra pulsione vitale sembra essere una colpa, una discesa tutt’altro che catartica nelle spire di una condanna infinita, inflitta da demiurghi imperfetti e crudeli: potremo mai sentirci al sicuro, dentro il nostro anfratto nel terreno, buio e insidioso? La Leonardi ci suggerisce una via d’uscita, ma non è detto che sia la soluzione giusta.
In questo romanzo finalista al Premio Kipple 2017, l’autrice rivela la sua visione del futuro umano, nella sua angosciosa quotidianità che tanto riflette il nostro stato attuale: stiamo forse già vivendo quel futuro? Siamo davvero sicuri di essere senza alcuna colpa e innocenti nel nostro vivere semplice, dispiegato senza grosse pretese nei nostri giorni anonimi?

Estratto

Ci buttano giù dal letto che non è ancora l’alba.
Sbattiamo le palpebre, cercando di orientarci nel bagliore confuso delle lampade. In fretta, racimoliamo le nostre cose. Nessuno parla. Convulsi, i nostri respiri si intersecano.
Vado a sbattere contro qualcosa di duro e aguzzo, mentre cerco di recuperare il cellulare e il dolore mi restringe come fossi un cuneo. Serro la mandibola e i denti scricchiolano; brancolo nel buio, nelle chiazze gialle delle torce che ci restano; sfioro un braccio caldo e morbido che si ritrae al contatto mentre cado in ginocchio. Nessuno mi aspetta. Nessuno si cura di me. Lacci di scarpa mi sferzano la schiena mentre mi scavalcano. Sputo saliva troppo amara e afferro una maglietta troppo stretta per essere la mia. La indosso.
Le tracce degli altri sono sempre più rade, così come i lampi di torcia. Vorrei gridare loro di fermarsi, di aspettarmi. Ma non posso farlo. Sarebbe inutile. Mi ucciderebbero. Se lo facessi, metterei tutti in pericolo, ora che sappiamo che sono anche qui. Morirei. Morirebbero.
Striscio sul pavimento e raccolgo tutto ciò che trovo; non importa di chi sia. Nulla ci appartiene più, ormai. Non gli oggetti, non la nostra vita. Possiamo solo cercare di sopravvivere; sforzandoci di non cedere, di resistere. Non abbiamo sogni, desideri o speranze. La speranza è morta assieme a un sacco di altre cose. Il suo cadavere verde e traslucido è smembrato e ridotto in poltiglia. La speranza è stata la benda che ci ha impedito di vedere il precipizio verso il quale stavamo camminando, un metro alla volta, mentre il mondo moriva. È la baldracca degli idioti.
Mi rialzo. Un orologio e un libro in mano. Il silenzio è gommapiuma che riempie la stanza. Corro fuori, inseguo l’ultimo balenio di torcia giù per un contorto intreccio di scale, corridoi e pianerottoli. La luce sempre più fioca, il resto del gruppo sempre più lontano. Il cuore pulsa disorientato, gonfiando di sangue e angoscia il cervello. Infilo l’orologio in tasca, stringo il libro contro il petto. Al mio passaggio il pavimento scricchiola e si frantumano gli scarafaggi. La luce si dissolve al voltare di un angolo. Mi accascio contro la parete buia. Il culo a terra.
Respiro.

L’autrice

Federica Leonardi è nata nel mese dei morti, e si approccia giovanissima alla letteratura crepuscolare, passando lunghi pomeriggi in compagnia di E. A. Poe. Da allora continua a leggere e scrivere di follie, corpi brulicanti e indecenti mutazioni.
Ha scritto alcuni racconti pulp, tra i quali il lungo Re di cuori (Delos Digital). Ha esordito per LaPiccolaVolante nel 2015 con il romanzo weird Il signor W. Con la stessa casa editrice ha pubblicato, due anni più tardi, I figli delle Ombre. Suoi racconti sono inclusi in Altrisogni Vol. 3 (dbooks.it), Strane Visioni, (edizioni Hypnos), Divagazioni Aliene (Kipple), Zappa e Spada (Acheron).
Il suo blog è letturepericolose.blogspot.it.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Federica Leonardi | Cenere
Copertina di Thavon Phumijan

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 105 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-92-9

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Kipple presenta il finalista Premio Kipple 2017: Numero Dieci, di Marco Milani

Kipple Officina Libraria presenta Numero Dieci, romanzo di Marco Milani finalista al Premio Kipple 2017. La pubblicazione è edita sia in formato digitale che in cartaceo; la copertina è a cura di BestDesigns.

Tutta la poetica di Milani si dispiega alle porte del sogno, e ci porta lontano su ali leggere ma solide. Siamo ai primordi della razza umana, quando si misurava imberbe con le ineffabili potenze energetiche del cosmo, che ancora impregnano la nostra vita impegnata e materialista: riuscirà il protagonista dell’infinito sogno a tirare le fila della sua stessa coscienza e del suo futuro?
L’autore non ha bisogno di presentazioni: la vittoria del Premio Kipple 2014, la sua militanza e cofondazione del Connettivismo e della rivista NeXT fin dal 2004, parlano per lui.

Sinossi

Marco Milani ci porta nel suo universo zen con la magia del sogno, mostrandoci le sottili connessioni che sfuggono alla nostra vigile attenzione e che si rivelano per quel che sono soltanto quando la nostra essenza può vagare libera e incondizionata nel Pneuma disincarnato.
In questo romanzo finalista del Premio Kipple 2017, Milani disvela il suo piano energetico interiore e le sue alleanze psichiche, i suoi rapporti di forza con le energie che premono sulle nostre vite. Ci mostra che i ricordi ancestrali sono ancora vivi nella nostra immaginazione, e che le distanze che ci separano dal mondo fantastico sono nulle, immense, e ci ricordano che noi stessi siamo parte del mondo immaginifico e irreale.
Numero Dieci è da bere tutto d’un fiato, con un lieve rossore sulle guance, mentre gli eventi scorrono sotto la nostra attenzione e il sorriso ci introduce nelle alte sfere della conoscenza e dei ricordi.

Estratto

– È un panorama fantastico.
Il nero di fondo è la tonalità portante, elettrizzata in una scomposizione colorata che parte dal blu attraversandone tutte le gradazioni, prima di divenire verde scuro per poi susseguirsi a strati concentrici allo smeraldo, all’arancione, al rosso infuocato, concludendo in aloni gialli dal pallido al solare a circondare ed evidenziare i centri luminosi come soli di ogni grandezza.
I soggetti sono tanti, di per sé unici e curiosi. Nel poco tempo trascorso dall’essermi ritrovato su questa specie di lucida piattaforma, sono rimasto sconcertato nel veder scorrere astronavi, unicorni e bicorni volare, mongolfiere dai mille colori sgargianti rincorrersi verso l’alto, libellule marziane, serpenti piumati che arrancano nell’apparente nulla; certamente un demone, o un dio con la testa di bue su un corpo umano, mi è scorso davanti su un tappeto volante, seduto a gambe incrociate e, stranezza delle stranezze, leggendo un libro; c’era anche un mazzo di carte che procedeva a saltelli in una fila indiana guidata dall’asso di quadri, irradiando a faro nella notte una rossa mandata brillante dal suo seme centrale; e teste, tante teste: totemiche, dalle forme classiche alle più disparate, spaziali, razziali, gommose; Moai, in scala come uscite dalla stessa matrioska, perfino Darth Fener e Yoda, Chtulhu con qualche amico al seguito, Topolino, Willly il Coyote e Roadrunner; e maschere: maschere di ogni etnia conosciuta e sconosciuta.
– Sono d’accordo con te, gran. L’Interlibera è un luogo intradimensionale protetto ed eccezionale, e libero per tutti. Come demone ti assicuro che il bisogno di starsene in tranquillità con se stessi e fuori da pericoli o da qualsivoglia impegno, qui è assicurato. E sappi che non hai ancora visto niente. Questo luogo è simile a un grande magazzino che ha realizzato un compromesso tra i sogni e le esigenze coscienti, con l’inconscio di un intero universo di menti pensanti ma istintive. Il contenuto è latente e da decifrare, e con la pratica può diventare come un’esposizione per immagini, una storia organica di pensieri, una rivelazione di desideri singolari o plurimi. Un riempimento di avvenimenti generati da volontà, o nostalgia, o rimpianto… senza nessun filtro. Perché qui è tutto evidente e tangibile.
– Perché mi chiami Gran? Il mio nome è Jonas. Comunque questa volta è indubbiamente un gran bel sogno. Davvero, e non lo dico per placarti perché sei un demone e potresti trasformare tutto questo in un incubo.

L’autore

Marco Milani è nato a Como il 5 maggio 1964 e risiede a Stienta, in provincia di Rovigo. E-writer e scrittore principalmente di science-fiction, fantastic e horror. Tra i fondatori della rivista NeXT e del movimento Connettivista. Premio Kipple 2014. Fino al 2013 editore e curatore con EDS e webmaster di DOMIST – Letteratura e Pace, nel cui ambito ha collaborato con varie associazioni, editori, e-zines e siti.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Marco Milani | Numero Dieci
Copertina di BestDesigns

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 180 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-86-8
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 184 – € 14.99 — ISBN 978-88-98953-87-5

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Recensione a “Carnivori” (2017), di Franci Conforti | Andromeda – Rivista di fantascienza

Su AndromedaSF è uscita una bella recensione a Carnivori, romanzo Premio Kipple 2017 di Franci Conforti, a opera di Elena Di Fazio. Eccone uno stralcio:

L’autrice ha scelto un tema potenzialmente esplosivo e lo ha fatto non solo con grande coraggio, ma con molta delicatezza, senza pregiudizi, valutando le conseguenze di diverse scelte e proiettandole in un’ottica fantascientifica. Questo aspetto impreziosisce il testo, che non diventa un semplice romanzo a tesi, ma un incessante punto interrogativo; un’esplorazione letteraria, ma anche etica, dell’”abisso” menzionato dall’autrice nella riflessione che apre il romanzo. Non si deve, insomma, concordare o meno sul concetto di base per apprezzare “Carnivori” (per dire, l’autrice e io la pensiamo in modo opposto); bisogna lasciarsi andare alla fantascienza e alla sua capacità di sondare il possibile senza dare facili risposte.

Da un punto di vista tecnico è un ottimo romanzo, dalla prosa pulita ed evocativa, capace di tratteggiare con cura la psicologia della protagonista e di sorprendere il lettore con sequenze dinamiche e ricche di suspense.

Insomma, brava a Franci Conforti che ha portato un tema importante nella fantascienza italiana contemporanea, e ha prodotto un’opera profonda e godibile da ogni punto di vista; e complimenti anche a Kipple Officina Libraria per aver premiato il testo, sicuramente un tassello significativo nel loro catalogo.

Sinossi

Squarci di un futuro incipiente e distopico balenano sullo sfondo di questo romanzo vincitore del Premio Kipple 2017. Franci Conforti, già vincitrice del Premio Odissea 2016, con Carnivori disegna a tinte rapide e decise un mondo in disgregazione, con l’esercito degli States che ancora è in grado di essere coeso ma è scosso dalla insubordinazione per il timore di cadere nella logica inumana delle IA o, peggio ancora, di una inespressa minaccia aliena.
Personaggio principale di questo romanzo è John Smith, soldatessa coriacea ma perfettamente femminile nelle sue debolezze antierotiche, che si trova ad affrontare un percorso di riabilitazione nell’esercito e per questo non esita a mettersi completamente in gioco e a correre rischi deleteri, in un rincorrersi di fatti che affondano la loro origine in esperimenti di sconvolgente innovazione aliena.
Quale futuro aspetta l’umanità, quindi? C’è ancora speranza per un futuro radioso e che sia libero, magari, dalla necessità di uccidere per nutrirsi? Come potrà essere contenuto o respinto l’inumano?
Nulla nella scrittura della Conforti si presta alla banalità: la soluzione dell’enigma proposto nel romanzo è ineccepibile, eppure risulta imprevista, l’unica fine possibile che non sia ascrivibile al dominio delle banalità o di facili sentimenti. È il romanzo del 2017: il Premio Kipple si conferma ancora una volta come un valido contest sperimentale ma, al contempo, concreto.

Franci Conforti. Giornalista professionista con una laurea in Scienze biologiche, si è affacciata da poco nel panorama della scrittura d’immaginazione.
Nel 2016 ha vinto il Premio Odissea con Spettri e altre vittime di mia cugina Matilde (Delos Digital) ed è stata tra i finalisti del Premio Urania con il romanzo Stormachine. Il Premio Kipple è il suo secondo importante premio nel campo del fantastico.

Franci Conforti | Carnivori
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 210 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-82-0
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 208 – € 14.99 — ISBN 978-88-98953-81-3

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Il Paradiso degli Orchi recensisce Carnivori, Premio Kipple di Franci Conforti

Su Il Paradiso degli Orchi è comparsa una bella recensione, a opera di Giovanna Repetto, al romanzo vincitore del Premio Kipple di quest’anno: Carnivori, di Franci Conforti. Eccone un estratto:

A differenza di altre storie, che si accontentano di spingere alle estreme conseguenze le dinamiche già attuali nel nostro secolo, questo romanzo vincitore del Premio Kipple sboccia in una dirompente profusione di idee originali, fino a una conclusione che ricorda il gran finale degli spettacoli pirotecnici. La ricchezza dei temi potrebbe fornire materiale sufficiente per almeno altri due romanzi (non parlo di sequel, ma di storie diverse).  In questa generosità dell’Autrice e nella conseguente “ubriacatura” del lettore sta forse, paradossalmente, il punto debole (debole per eccesso!) del romanzo.
Basta dire che i temi spaziano fra etica dell’alimentazione, equilibri mondiali, intelligenza artificiale, ibridi chimerici, contatti alieni, nuove dipendenze e nuove frontiere dell’evoluzione. Senza contare le problematiche profondamente radicate nella psiche umana, come il rapporto fra legge e trasgressione, e la presenza del male quale elemento di una dialettica necessaria.
Per ogni argomento l’Autrice ricerca il giusto linguaggio, arrivando a esplorare la soggettività di un’intelligenza artificiale in un brano di grande efficacia, in cui descrive metaforicamente la fusione fra due sistemi informatici.
Con uno stile asciutto e denso, sotteso da forti contenuti emotivi, l’Autrice tratteggia personaggi (fra cui l’indimenticabile, rude e simpaticissimo maggiore Cus) che si impongono con un’evidenza fisica quasi palpabile, caratterizzata fin nei minimi particolari. Il corpo è sempre in primo piano, espresso nella fisicità goliardica dei soldati, ma anche come termine di un pericoloso confronto ideologico che lo trasforma nel terreno di battaglia di una nuova frontiera. E qui (allarme spoiler!) devo fermarmi.

Squarci di un futuro incipiente e distopico balenano sullo sfondo di questo romanzo vincitore del Premio Kipple 2017. Franci Conforti, già vincitrice del Premio Odissea 2016, con Carnivori disegna a tinte rapide e decise un mondo in disgregazione, con l’esercito degli States che ancora è in grado di essere coeso ma è scosso dalla insubordinazione per il timore di cadere nella logica inumana delle IA o, peggio ancora, di una inespressa minaccia aliena.
Personaggio principale di questo romanzo è John Smith, soldatessa coriacea ma perfettamente femminile nelle sue debolezze antierotiche, che si trova ad affrontare un percorso di riabilitazione nell’esercito e per questo non esita a mettersi completamente in gioco e a correre rischi deleteri, in un rincorrersi di fatti che affondano la loro origine in esperimenti di sconvolgente innovazione aliena.
Quale futuro aspetta l’umanità, quindi? C’è ancora speranza per un futuro radioso e che sia libero, magari, dalla necessità di uccidere per nutrirsi? Come potrà essere contenuto o respinto l’inumano?
Nulla nella scrittura della Conforti si presta alla banalità: la soluzione dell’enigma proposto nel romanzo è ineccepibile, eppure risulta imprevista, l’unica fine possibile che non sia ascrivibile al dominio delle banalità o di facili sentimenti. È il romanzo del 2017: il Premio Kipple si conferma ancora una volta come un valido contest sperimentale ma, al contempo, concreto.

Franci Conforti | Carnivori
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 210 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-82-0
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 208 – € 14.99 — ISBN 978-88-98953-81-3

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Giovanna Repetto vince il Premio Short Kipple 2017 | Bando Premio Kipple 2018

Giovanna Repetto vince il Premio Short Kipple 2017 col suo fulminante racconto La legge della penombra, un delirio weird che sorprende con i suoi continui stravolgimenti di fronte.
La redazione Kipple si complimenta con la bravissima autrice e con tutti gli altri partecipanti al contest per l’elevato livello narrativo raggiunto, standard che continua ad alzarsi a ogni edizione dello Short.

L’opera di Giovanna Repetto verrà pubblicata all’inizio del 2018 in ebook nella prestigiosa collana Capsule, con tutta la fierezza che noi in Kipple stiamo provando in questo momento.

Inoltre, siete pronti al Premio Kipple 2018? Qui di seguito trovate il bando: misuratevi con i romanzi di genere fantascientifico o weird e continuate a stupirci! Noi non chiediamo di meglio, vogliamo essere sorpresi da voi!

Grazie!

Bando Premio Kipple 2018

Kipple Officina Libraria bandisce per l’anno 2018 l’XI edizione del Premio Kipple per il miglior romanzo di genere fantastico

1) Sono ammesse solo le opere in lingua italiana inedite, mai pubblicate su carta, digitale e sul WEB, neppure parzialmente. I romanzi devono avere la lunghezza minima di 100 cartelle dattiloscritte e massima di 400 cartelle (per cartella s’intende, all’incirca, una pagina da 60 battute di 30 righe, cioè 1800 caratteri spazi inclusi).

2) Il contenuto deve essere SOLO ed ESCLUSIVAMENTE fantastico.

I generi ammessi sono:

Fantascienza (hard science-fiction, post-cyberpunk, steampunk, bio-punk, anticipazione, ecc.)
Weird (New Weird, neo-noir, horror, urban fantasy, ecc.)

Testi di qualsiasi altra natura NON verranno presi in considerazione.

3) È possibile partecipare con più opere.

4) La quota di partecipazione è fissata in 15 per ogni opera, da accreditare entro il 30 aprile 2018

I) tramite paypal: kol@kipple.it
II) con accredito sul conto corrente postale n° 43103274 con causale “Premio Short-Kipple 2018”
III) con bonifico alle coordinate bancarie: IBAN IT95W 07601 01600 000043103274 intestate a Gianluca Cremoni con causale “Premio Short-Kipple 2018”

5) La scadenza è fissata per il 30 aprile 2018.

6) I romanzi devono essere spediti in allegato all’indirizzo: kol@kipple.it indicando nel titolo dell’e-mail “Premio Kipple 2018”.

Nel corpo della mail dovrà essere presente: il Titolo (o i titoli) dell’opera, l’Autore e la dicitura: “dichiaro che l’opera allegata non deriva da plagio e di essere in possesso di tutti i diritti a esso connessi; ai sensi del d.lgs. 30 giugno 2003 n.196” e “acconsento al trattamento dei dati personali da me forniti”.

In allegato dovrà esserci il testo salvato come “titolo opera” di “nome autore” (con nome dell’autore, il titolo dell’opera e un indirizzo email sul frontespizio della prima pagina) e deve essere presentato SOLO in formato elettronico .doc, .rtf, .odt o .docx e, sempre in allegato, la ricevuta del pagamento.

7) Il vincitore del Premio avrà diritto alla pubblicazione del romanzo in formato CARTACEO nella propria collana “Avatar”, distribuito su Amazon in opzione “ondemand” e sulle librerie online, e in versione DIGITALE nella propria collana “eAvatar” distrubuito su tutti i portali online quali Kobobooks, IBS, Mediaworld, Unilibro, LaFeltrinelli, Biblet, Bol, Bookrepublic, ecc., su Amazon IT, US, UK, DE, FR, ES, JP, CA, IN, MX, e AppleStore (iTunes).

Riepilogo:

Lunghezza: min 100 max 400 cartelle
Scadenza: 30 aprile 2018
Invio a: kol@kipple.it in formato .doc, .rtf, .odt o docx.
Quota di partecipazione: 15 ogni romanzo

Esce il cartaceo di Carnivori, di Franci Conforti, Premio Kipple 2017

È già disponibile nei negozi online e sul sito Kipple il cartaceo di Carnivori, romanzo di Franci Conforti vincitore del Premio Kipple 2017; lo trovate cliccando qui.

In una Terra poco al di là del Basso Futuro, gli USA sono governati da entità d’intelligenza artificiale e gli stessi umani sono alle prese con i problemi della nutrizione, da tempo virata verso le abitudini tipiche dei vegetariani. Sacche di carnivori però continuano a esistere nella popolazione mondiale, ma cosa accade quando l’IA decide di combattere un luogo di Ricerca dove, pare, si stia studiando un modo nutritivo davvero alternativo?
Franci Conforti, già vincitrice del Premio Odissea 2016, in quest’edizione del Premio Kipple si conferma autrice in grado di scardinare le consuetudini letterarie per dar vita a personaggi singolari, capaci di sorprendere e appassionare almeno quanto la trama, fresca e originale.

Sinossi

Squarci di un futuro incipiente e distopico balenano sullo sfondo di questo romanzo vincitore del Premio Kipple 2017. Franci Conforti, già vincitrice del Premio Odissea 2016, con Carnivori disegna a tinte rapide e decise un mondo in disgregazione, con l’esercito degli States che ancora è in grado di essere coeso ma è scosso dalla insubordinazione per il timore di cadere nella logica inumana delle IA o, peggio ancora, di una inespressa minaccia aliena.
Personaggio principale di questo romanzo è John Smith, soldatessa coriacea ma perfettamente femminile nelle sue debolezze antierotiche, che si trova ad affrontare un percorso di riabilitazione nell’esercito e per questo non esita a mettersi completamente in gioco e a correre rischi deleteri, in un rincorrersi di fatti che affondano la loro origine in esperimenti di sconvolgente innovazione aliena.
Quale futuro aspetta l’umanità, quindi? C’è ancora speranza per un futuro radioso e che sia libero, magari, dalla necessità di uccidere per nutrirsi? Come potrà essere contenuto o respinto l’inumano?
Nulla nella scrittura della Conforti si presta alla banalità: la soluzione dell’enigma proposto nel romanzo è ineccepibile, eppure risulta imprevista, l’unica fine possibile che non sia ascrivibile al dominio delle banalità o di facili sentimenti. È il romanzo del 2017: il Premio Kipple si conferma ancora una volta come un valido contest sperimentale ma, al contempo, concreto.

Franci Conforti. Giornalista professionista con una laurea in Scienze biologiche, si è affacciata da poco nel panorama della scrittura d’immaginazione.
Nel 2016 ha vinto il Premio Odissea con Spettri e altre vittime di mia cugina Matilde (Delos Digital) ed è stata tra i finalisti del Premio Urania con il romanzo Stormachine. Il Premio Kipple è il suo secondo importante premio nel campo del fantastico.

Franci Conforti | Carnivori
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 208 – € 14.99 — ISBN 978-88-98953-81-3
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 210 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-82-0

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