Archivi tag: Lukha B. Kremo

Kipple presenta i vincitori del Premio Kipple Reloaded e Short Kipple 2018: Come ladro di notte, di Mauro Antonio Miglieruolo Cronotopo, di Raul Ciannella

Kipple Officina Libraria è lieta di presentare i vincitori dei suoi due contest dedicati ai romanzi e ai racconti di Fantascienza e Fantastico in generale.

Il vincitore del Premio Kipple 2018 è: nessuno! No, non è l’Ulisse che Polifemo invocò senza conoscerlo nell’Odissea, intendiamo proprio dire che quest’anno non c’è nessun vincitore per il Premio Kipple. Purtroppo, alla giuria del Premio nessun lavoro è sembrato capace di suscitare quel sense of wonder richiesto ai partecipanti del contest.
Perciò, udite udite, per correttezza nei riguardi dei partecipanti e dei lettori affezionati di Kipple, abbiamo indetto il Premio Kipple Reloaded, un premio aperiodico assegnato a un romanzo in lingua italiana che a nostro avviso ha segnato l’immaginario della science-fiction italiana di questi ultimi decenni.
Detto ciò, il vincitore del Premio Kipple Reloaded è risultato Mauro Antonio Miglieruolo, che col suo Come ladro di notte ha saputo evocare nelle torbide menti dei redattori Kipple il senso del meraviglioso, la vertigine del Futuro e la distopia dei nostri tempi, che viviamo senza rendercene conto. L’uscita è soltanto in cartaceo, arricchita dalle presentazioni di Giuseppe Lippi e Franco Ricciaridello.

Il Premio Kipple Reloaded nasce da un’esigenza, una necessità scaturita dal Premio Kipple, che dal 2008 ogni anno premia il miglior romanzo inedito di quella particolare narrativa di fantascienza e non disdegna contaminazioni con l’horror, il noir, il weird e in generale con tutto ciò che è la grande narrativa fantastica. Ovvero, la quintessenza del Premio Kipple è l’esigenza stessa di trovare e mantenere una via originale, quindi “viva”, di questa narrativa in Italia. L’obiettivo non è perciò “stare sul solco della fantascienza classica”, naturalmente, ma nemmeno quello di “sperimentare senza una solida impalcatura”. Queste “fondamenta” poggiano, secondo noi, sulla “letteratura del pensiero”, ovvero su quella forma di narrativa che avverte la necessità di trasmettere idee. Che siano sociali, filosofiche, spirituali, artistiche, psicologiche, politiche o ecologiche è indifferente. Non esiste una ricetta unica, ma esiste la più o meno forte consapevolezza del lettore, che sente “arrivare” il pensiero, pervaderlo e che lo lascia, a fine libro, con un cambiamento effettivo nella mente.
Il Kipple Reloaded vuole premiare quei romanzi di letteratura fantastica del recente passato (degli ultimi cinquant’anni circa al massimo), che secondo noi realizzano bene questo concetto.

Il Premio Short Kipple 2018 è stato assegnato a un nome nuovo come autore di fantascienza, ma già impegnato in articoli e traduzioni, Raul Ciannella, che col suo Cronotopo ha convinto la redazione Kipple, meravigliandola con i suoi svolazzi e lapislazzuli quantici. L’uscita è soltanto in ebook.

Sinossi

 Mauro Antonio Miglieruolo, Come ladro di notte

Un capolavoro di space opera apocalittica e sociale, forse il primo del suo genere in Italia, ancora abbastanza sottovalutato, che affronta tutte le tematiche che sono care a noi di Kipple: quella sociale e politica, unita a quella spirituale e religiosa; la parodia della burocrazia, che vela minacce terribili sotto forma di ossequiose lettere formali; il dileggio del potere, di sedicenti grandi uomini che sembrano vorticare nella tempesta come burattini; la mise-en-scène dell’alta società intrisa di lascivia, la stessa presente in tutti i personaggi (uomini e donne) e strettamente legata al proprio ruolo, cui non scampa nemmeno il ligio protagonista Zanzotto. Infine, la parodia di un secondo avvento di Cristo o di un nuovo profeta (Elio) completa l’immensa giostra transgalattica, in cui tutti combattono, odiano, amano e desiderano, ma in cui nessuno (nemmeno un presunto Dio) riesce a opporsi all’inerzia immensa di un Universo che sembra ignorare l’Uomo.

Raul Ciannella, Cronotopo

Incastonati negli obblighi di una multinazionale dell’epoca quantistica, degli operatori di terminali quantici elaborano la via di fuga dagli obblighi e dagli strozzamenti procedurali di un’epoca che oggi non è soltanto vagheggiata. Quale potrà essere la via di fuga di una realtà ancora da collassare? Raul Ciannella disegna il prossimo incubo con una perfezione e fantasia degna del miglior Rudy Rucker.

Estratti

Mauro Antonio Miglieruolo, Come ladro di notte

Alcuni soldati trascinavano faticosamente un cannone lungo il selciato, scostando ingombri di ogni genere. Erano una decina, eppure non riusciva loro di percorrere più di venti metri al minuto. Nonostante i guanti a qualcuno la lunga fibra di plastica aveva fatto uscire sangue da un solco sul palmo.
– Oooooh! Orza! OOOOOOH! Orza!
Violenti strappi e l’arma scorreva sulle pesanti guide destinate a un traino che non c’era.
La bocca di fuoco era uno scherzo, sottile come la canna di un fucile a proiettili esplosivi, non più lunga di quaranta centimetri, poggiava però sul pesante meccanismo di puntamento, ora fracassato, davanti agli schermi di piombo.
Zanzotto accorse urlando.
– Pazzi, incoscienti, inserite le barre di controllo! – Quelle mani con un principio di piaga tremarono. – Volete far saltare il quartiere?
Un partigiano gigantesco, un energumeno con la testa bendata: – Non ne sappiamo niente, Commissario – disse, – l’abbiamo preso alla retroguardia della polizia che abbandonava la città.
Zanzotto era chino sullo strumento a manipolare, a considerare. – È ridotto molto male. – Poi: – Può servire.
I partigiani si scambiarono radiosi sorrisi di compiacimento.
– Stavate correndo il rischio di rovinarlo. Non si può fare tutto da soli; si chiede aiuto… vi mando una cinquantina di uomini. E fate piano.
Dalla via Cernaia al Palazzo degli Etologi c’erano seicento metri buoni da percorrere. Nello spazio dei primi cento Zanzotto aveva fatto porre alte barricate per difendersi dalle eventuali sortite degli Etologisti. Grandi pannelli di legno servivano a nascondere i movimenti delle truppe. Dalla via Cernaia al Palazzo degli Etologi non esisteva uno straccio di riparo. Solo selciato e lampade sospese.
L’ingresso del palazzo era chiuso da un largo portone di acciaio che i difensori non avrebbero dato il tempo di minare. Le finestre più basse, ben difese, a cinque metri da terra. Sul retro, il fiume e franchi tiratori sull’altra sponda per prevenire gli Etologisti nello squaglio segreto, insalutati ospiti.

Raul Ciannella, Cronotopo

È accaduto ieri.
Ero in ufficio, naturalmente. Lavoro, anzi lavoravo (non mi sono ancora abituato a usare il passato) in un ampio open space ventilato artificialmente, al ventunesimo piano di un parallelepipedo di cristallo nel reparto immissione dati della DataTekh. La mia unità è… era costituita da quattro impiegati (me compreso) più una unit manager: Jazz_Mina, collezionista di campioncini di profumo.
Come le altre quaranta unità del nostro reparto, eravamo disposti frontalmente, a due a due, lungo un tavolo rettangolare in melamina similnoce adiacente alla parete esterna del piano. Uno dei lati corti del tavolo collimava quasi perfettamente con il davanzale dell’enorme vetrata dell’open space. Non so perché mi soffermo su questi dettagli triviali di design e architettura. Forse perché non ho mai capito cosa avesse spinto la DataTekh a far costruire un edificio con quei finestroni così problematici. L’eccessiva luce solare che filtrava rendeva infatti difficoltosa, specialmente in condizioni di cielo terso, la visualizzazione dei monitor, oltre a produrre calore in eccesso. Questo sostenevano gli EP (esperti in produttività) della DataTekh, che mantenevano sempre attivo il filtro oscurante e impostavano l’aria condizionata ben al di sotto della temperatura ambiente. Un accorgimento dispendioso sia dal punto di vista economico, sia energetico, ma che era bilanciato, dicevano, da un sostanzioso incremento generale delle prestazioni lavorative. Per qualche tempo girò anche la voce che volessero oscurare la vetrata, una voce diffusa forse da qualche ambizioso unit manager. Ma l’idea venne scartata categoricamente dagli EP: mancava di armonicità e influiva negativamente sulla psiche degli impiegati.
Jazz_Mina non era ambiziosa e infatti era di nuovo in ritardo, mentre già da qualche minuto procedevamo a velocità di crociera nell’immissione dei dati, rispettando con ampi margini il piano di lavoro. Nessuno conosceva la natura e il significato dei dati che immettevamo, ma questo era irrilevante per il corretto svolgimento delle mansioni, anzi addirittura controproducente.

Gli autori

Mauro Antonio Miglieruolo è nato a Grotteria, Reggio Calabria il 6 aprile 1942, ma dal 1952 ha sempre vissuto a Roma, escluso un breve intervallo di due anni e un mese, da agosto 1963 a settembre 1965 trascorso a Belluno, come impiegato dell’INPS. Scrive fantascienza da quando ha memoria. Nel 2007 ha vinto il Premio Italia con il romanzo Assurdo Virtuale (Perseo Libri). Lino Aldani e Ugo Malaguti hanno riconosciuto in lui lo scrittore “più impegnato della fantascienza italiana, il rivoluzionario che nella sua narrativa ha sempre davanti agli occhi l’ideale utopico di un mondo diverso in cui tutti possono essere redenti.” Luigi Petruzzelli riconosce in Miglieruolo “che forse è il più anticonformista degli autori di fantascienza italiani” e che la relativa scarsezza della sua produzione “è compensata da uno stile in cui nessuna parola è lasciata al caso.” Per Giuseppe Lippi “Miglieruolo vanta una immaginazione di prim’ordine, l’ingrediente base di tutta la fantascienza”.

Raul Ciannella è dottorando in teoria letteraria e letteratura comparata presso l’Università Autonoma di Barcellona, con specializzazione in letteratura fantastica e fantascienza. Nato a Milano, prima di planare sulla capitale catalana ha vissuto a Dublino, dove ha studiato arte drammatica e a Roma dove ha conseguito un diploma in regia cinematografica. Sta preparando una tesi sulla scrittrice di fantascienza, curatrice e traduttrice Roberta Rambelli, di cui ha pubblicato un ampio articolo sulla rivista accademica Altre Modernità. Ha tradotto vari autori dall’inglese, dallo spagnolo e dal catalano e attualmente sta ultimando per Future Fiction un’antologia di scrittori spagnoli e centroamericani.
In qualità di autore, suoi racconti sono apparsi nell’antologia del fantastico italiano underground (Il Foglio, 2006), sul blog peruviano Revista Alienation e sulla rivista Mamut che co-dirige dal 2015, anche se, in generale, preferisce che rimangano chiusi nel suo cassetto digitale. Questo è il suo primo racconto di fantascienza.

Le collane

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Capsule è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai piccoli capolavori del Fantastico e della SF prettamente italiana, contraddistinti dalla rapidità di lettura e dalla qualità unita alla fruibilità, dove il basso costo di copertina rende le proposte editoriali imperdibili.                

****** 

Mauro Antonio Miglieruolo | Come Ladro di notte
Copertina di LBK
Presentazione di Giuseppe Lippi e Franco Ricciardiello

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 192 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-96-7

Link

******

Raul Ciannella| Cronotopo
Copertina di Simone N.

Kipple Officina Libraria
Collana Capsule — Formato ePub e Mobi — Pag. 26 – € 0.95 — ISBN 978-88-98953-97-4

Link

Ritorna Pulphagus, l’asteroide di Kremo, in una nuova serie | Fantascienza.com

Su Fantascienza.com la segnalazione della pubblicazione della saga di Pulphagus, scritta dal nostro editore Lukha B. Kremo, le cui uscite per Delos Digital si protrarranno per settimane: molti episodi, quindi, tutti impreziositi dalle copertine di Ksenja Laginja, altra stretta collaboratrice di Kipple.
La prima storia è stata appena pubblicata, s’intitola La vendetta dei Calcaterra, la trovate a 1.99€ su Amazon e su tutti gli altri store online; eccovi la quarta:

Raskal, da poco incarcerato per essere stato condannato per l’omicidio Calcaterra, è costretto a mettere i giovani Mirea e Shevek a capo della Marlin™.
Gli eredi della vittima di Raskal, in cerca di una vendetta privata, decidono di approfittare della loro poca esperienza e cominciano a pedinarli per ricattarli e ricavarne preziose informazioni. Non sanno, però, che i due giovani sono pulphagi, provengono cioè dal tossico asteroide che raccoglie i rifiuti del mondo, e non sono certo degli ingenui.
L’inseguimento li porterà fuori dai territori standard, nelle lande selvagge e deserte, dove Mirea e Shevek sono a caccia del contatto con un gruppo di ribelli chiamato 3A.
E il ricatto prenderà una pessima piega.

La prima puntata di una nuova serie di fantascienza derivata dal romanzo vincitore del Premio Urania, Pulphagus® – Fango dei cieli.

Imperdibile, da tutti i punti di vista. Ed è festa grande per la Kipple tutta!

Il nostro editore Lukha B. Kremo vince il Premio Vegetti 2018

Kipple Officina Libraria è in festa per l’ennesimo Premio vinto dal suo editore, Lukha B. Kremo: dopo il Premio Urania 2016, il Cassiopea 2017 (entrambi vinti col romanzo Pulphagus) e dopo il Premio Robot 2018, è la volta ora del Premio Vegetti 2018, nella sezione romanzi, vinto proprio col sempreverde Pulphagus.

La redazione si congratula con il presidente Kremo e gli augura altri cento/duecento di questi giorni, ma non sappiamo se i suoi competitor si stiano augurando la stessa cosa. Complimenti!

Workshop di Lukha B. Kremo al FIPILI Horror Festival di Livorno – 28 e 29 aprile

Segnaliamo un workshop al FIPILI Horror Festival, in svolgimento a Livorno dal 28 al 30 aprile (qui il programma completo), che vedrà impegnato il nostro editore Lukha B. Kremo:

Workshop letterario per gli amanti della fantascienza, a cura del Premio Urania 2015 Lukha B. Kremo: “Scrivere un racconto di fantascienza” è un seminario che si svilupperà nelle prime due giornate del festival, il 28 e 29 aprile 2018, dalle ore 15 alle 18 presso Asili Notturni (Nuovo Teatro Delle Commedie), in via Terreni, Livorno.

Primo giorno – 28 aprile

* Fantascienza, distopia, cyberpunk, steampunk: generi e sottogeneri della letteratura fantastica
* Impostare una storia e progettarne la lunghezza
* Elementi della narrazione: personaggi, dialoghi, scene
* Errori da evitare, infodump, sperimentalismi, antiscientificità
* Sviluppare un proprio stile narrativo
* Presentazione di “Pulphagus®: Fango del cieli” romanzo vincitore del premio URANIA 2015
* Presentazione di “Freakshow” di P.G. Daniel (con la presenza dell’autore).

Per il giorno successivo verrà assegnato il compito della prima stesura di un racconto di fantascienza

Secondo giorno – 29 aprile

* Analisi ed editing professionale di alcuni testi a scelta tra i partecipanti
* Suggerimenti di presentazione di testi alle case editrici e ai concorsi ed errori da evitare
* Analisi di alcuni brani di fantascienza noti e suggerimenti di lettura dei migliori autori di fantascienza mondiali
* Presentazione di Linda De Santis, premio URANIA SHORT 2017 (con la presenza dell’autrice).

Costi:
2 moduli 15 euro
1 modulo 10 euro

Info: fipilihorrorfestival@gmail.com

Una chiacchierata con Lukha B. Kremo, vincitore del premio Robot – Penne Matte

Su PenneMatte è uscita una bella intervista al nostro editore Lukha B. Kremo. Molte le domande, pertinenti al suo ruolo di editore e anche di vulcanico connettivista, ma pure di compositore musicale, di artista e autore a tutto tondo insomma; eccone uno stralcio.

Da anni ormai sei al lavoro anche nel ruolo di editore con Kipple. Hai messo su due premi, uno per romanzi e uno per racconti, e sei sempre alla ricerca di autori che si muovono nel genere della fantascienza. Ci faresti tre nomi di autori italiani attuali che secondo te sono imprescindibili?

Per quanto riguarda gli imprescindibili direi di scolpire il nome di Valerio Evangelisti e aggiungere Lino Aldani e Vittorio Catani. Poi, è chiaro che se uno vuol scoprire cosa sta succedendo nella fantascienza italiana degli anni 2000, ci sono altre due decine di nomi, ma se faccio un elenco poi mi accusano sia di aver fatto nomi di amici, sia di non aver fatto altri nomi, per cui voglio citare solo Franci Conforti (che ha vinto l’ultimo Premio Kipple) e Davide Del Popolo Riolo (che l’ha vinto due anni fa), due autori già a un ottimo livello ma anche promettenti, nel senso che il meglio, secondo me, deve ancora venire (Non sono miei amici, eh, li ho visti solo di sfuggita, ghghghgh).

Di recente Delos ha pubblicato il libro Nuove Eterotopie, una raccolta di storie a opera del movimento connettivista, di cui tu sei membro attivissimo. Ci saranno presto novità anche su questo versante? Altri romanzi, o magari qualcosa che al momento non riesco neanche a immaginare?

Sì. Credo qualcosa che tu non riesci nemmeno a immaginare, di cui non posso parlare e che potrebbe articolarsi in complessità similfrattali da non riuscire nemmeno a descrivertelo. Ci stiamo lavorando. Ma non sarà pronto presto. Per il momento ci godiamo ancora Nuove Eterotopie, perché per noi rappresenta una pietra miliare, il punto di arrivo e di ripartenza. Il Connettivismo proseguirà con una nuova linfa, probabilmente con modalità diverse, ma con lo stesso entusiasmo artistico che si respira nel Manifesto.

Seguo con interesse anche la pagina Facebook, e il blog, di Nazione Oscura Caotica, un movimento artistico che ha creato una Nazione immaginaria con una propria Costituzione, una propria moneta, ecc. Nel blog infatti si parla soprattutto di attualità, politica internazionale e altre questioni che di recente stanno turbando i sonni del pianeta Terra. Quanto è importante la politica internazionale nella tua visione letteraria? E soprattutto, esistono bunker antiatomici nel caso in cui scoppi una guerra nucleare (giusto per sapere se devo fare il biglietto per Livorno…)?

Fondamentale. Non c’è un mio romanzo che non affronti la politica internazionale, sempre in modi e sensibilità diverse, senza appesantire la lettura e senza privarla della funzione principale della narrativa, che è quella di evadere dalla realtà riflettendo sulla realtà stessa. Spesso sono presenti distopie, e nel mio primo romanzo Il Grande Tritacarne, così come nella Trilogia degli Inframondi, c’è la minuziosa descrizione di una serie di piccole utopie e distopie, dove si affrontano problematiche sociali e religiose, politiche e storiche, ma anche economiche e finanziarie. Ci sono anche micronazioni fittizie (come quella che ho fondato io), criptonazioni e infranazioni (nazioni a cavallo tra un universo e l’altro). Abbiamo un bunker, certo, non si trova a Livorno, ma a Torriglia, in provincia di Genova. Non so se è a prova di radioattività o Sarin, ma è fatto di solida pietra ligure. Come armi disponiamo di un arsenale delle tanto vituperate armi chimiche. Non credo siano bandite dalla Convenzione di Ginevra: sono decine di fiale puzzolenti.

È Lukha B. Kremo il vincitore del Premio Robot 2018 | Fantascienza.com

Fantascienza.com dà la notizia del vincitore del Premio Robot 2018: è il nostro editore Lukha B. Kremo, che si aggiudica con Invertito il prestigioso Premio; il racconto uscirà nei prossimi giorni su Robot 83. Ecco le note dell’articolo scritte dall’editore di Robot Silvio Sosio:

Dopo aver vinto il Premio Urania con Pulphagus®: fango dei cieli (vincitore anche del Premio Cassiopea), Lukha B. Kremo si aggiudica un nuovo importante riconoscimento, il Premio Robot, col racconto Invertito. Kremo è anche in finale al Premio Odissea.

Invertito è un racconto su vari livelli, che coniuga insieme diverse idee – sociali, culturali, cosmologiche – in una miscela decisamente originale e coinvolgente.

La crew Kipple si complimenta con il nostro editore e si fregia di un altro prestigioso tassello, permetteteci di continuare a pensare di essere la casa editrice con la redazione più premiata d’Italia: grazie a tutti, grazie a Kremo! KeepTalking!

I Tarocchi Quantistici, con 64 tarocchi allegati – di Lukha B. Kremo

Per i tipi di Kipple Officina Libraria esce oggi in formato digitale e in cartaceo I Tarocchi Quantistici, uno studio accurato e innovativo sui Tarocchi a cura di Lukha B. Kremo, eseguito applicando le leggi e le suggestioni della Fisica Quantistica.
Non solo: la già spettacolare versione cartacea dell’opera è ulteriormente impreziosita da uno stupendo mazzo di Tarocchi Quantistici.
Nel libro sono discussi gli aspetti più comuni delle carte da divinazione, spaziando fino a quelli più reconditi, passando per i semi, gli Arcani maggiori e quelli minori, suggerendo le possibilità d’interpretazione delle figure estratte durante l’interrogazione.
In appendice sono presenti un piccolo memorandum riassuntivo e una ispirata postfazione di Sandro Battisti.

Il volume esce nell’ambito della collana esoterica eXoth, un contenitore che rivela continuamente nuove e profonde sorprese agli adepti delle scienze esoteriche e occulte.

 

Un estratto

L’idea dei Tarocchi Quantistici è quella di connettere la sapienza antica, classica e medievale raccolta nei Tarocchi di Marsiglia, con quella prettamente scientifica e astrofisica, sviluppatasi dal Seicento in poi, in modo particolare con la scoperta novecentesca della Meccanica Quantistica. Il mio intento è stato primariamente quello di rispettare gli archetipi antropomorfizzati e naturalizzati dei Tarocchi classici, agganciandoli ai loro corrispettivi astrofisici. Era importante eliminare i residui più formalmente e superficialmente umani, quindi primariamente la base decimale (legata al numero di dita delle mani), per sostituirla con una base binaria, quindi più vicina all’essenza dell’Universo. Il risultato è stato la divisione del mazzo in 32 Arcani Maggiori e 32 Arcani Minori, per un totale di 64 carte. La tradizionale maggioranza numerica degli Arcani Minori rispetto ai Maggiori è data dalla concezione antica della società gerarchica, per cui al maggior valore corrisponde la minore quantità. Noi abbiamo voluto superare questa concezione a favore di una democratica suddivisione in due parti uguali.
Gli Arcani Maggiori Quantistici sono numerati con base binaria, quindi da 0 a 11111 (da 0 a 32) e seguono l’ordine tradizionale dei Tarocchi di Marsiglia (a eccezione delle ultime due carte, il “Giudizio” e il “Mondo”, che sono invertite), nel cui mazzo sono 22. Ne consegue che alcuni Arcani Maggiori tradizionali sono associati a 2 o 3 Arcani Maggiori Quantistici.
Gli Arcani Minori Quantistici sono divisi come i classici in quattro semi: Spazio, Tempo, Massa, Energia al posto di Coppe, Denari, Bastoni, Spade; sono numerati da 0 a 111 (da 0 a 8) e richiamano l’antropomorfizzazione tipica delle figure degli Arcani Minori classici, ovvero Re, Regina, Cavaliere, Fante, qui sostituiti da Bambino, Bambina, Signora, Signore, Saggio, Saggia, a cui sono aggiunti lo “Zero” e l’“Unità fondamentale”. Le corrispondenze tra le figure, in quanto in numero diverso (4 negli Arcani Classici, 6 negli Arcani Quantistici), sono completate con Arcani dei primissimi mazzi rinascimentali, come quelli viscontei, in cui figuravano anche la “Fantesca” (o “Donzella”) e la “Cavallerizza” (o “Dama a Cavallo”).

La quarta

Questo manuale affonda le sue origini nel tempo immemore dei secoli andati, ha in sé un metodo antico d’indagine del reale che, come l’ourobros, si unisce all’estremo futuro postulato dalle attuali misure della realtà, che sono basate sulle inesattezze scientifiche non garantite dalle discipline caotiche e quantistiche, baluardi dell’insondabile grazie a teoremi che fanno dell’indeterminazione la propria bandiera.
Ovviamente, di quelle scienze esatte e quindi immaginarie qui non c’è nulla, e quale metodo migliore esiste per comprendere cosa siamo se non quello di coniugare l’estremo antico e l’estremo futuro in un cortocircuito che annulla il tempo stesso, lasciando così trasparire l’inesistenza delle dimensioni in cui galleggia soltanto l’energia, cioè noi stessi, ciò che siamo e quello che ci accade, per lasciarci interpretare istintivamente, come se fossimo indefinite particelle quantiche, la nostra stessa esistenza e ciò che ci è intorno?

L’autore

Lukha B. Kremo è autore di fantascienza, insegnante, mail-artista e musicista non professionista, ha vinto il Premio Urania con Pulphagus®, pubblicato nel 2016 con Mondadori.

La collana eXoth

eXoth è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata agli studi del mondo esoterico e dell’occulto. Un contenitore di eccellenze filosofiche e medianiche, di esperimenti e astrazioni che spostano continuamente il confine del Reale e del Possibile. È l’altro lato delle nuove scienze Fisiche applicate alle antichissime scuole mistiche, in cui ogni aspetto della vita assume sembianze trascendenti e inumane.

Lukha B. Kremo, I Tarocchi Quantistici
Postfazione di Sandro Battisti

Kipple Officina Libraria
Collana eXoth — Formato Digitale — Pag. 103 — 3,99€ – ISBN 978-88-98953-88-2
Collana eXoth — Formato Cartaceo con Tarocchi — Pag. 160 — 25,52€ – ISBN 978-88-98953-89-9

Link: