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Kipple presenta Robotfetishism, catarsi di sesso tecnologico estremo

Kipple Officina Libraria vi accompagna verso i meandri perversi di una sessualità cibernetica e quantica con il racconto Robotfetishism, di Domenico Mastrapasqua e Marco Moretti, due degli autori più intriganti ed estremi che il Connettivismo abbia mai espresso da oggi coverdisponibile in ebook nell’ambito della collana Capsule.
L’evoluzione del sesso quantico si esprime attraverso rivoli d’inventiva unica, in Kipple si continuano a sperimentare cose che gli umani…

Sinossi

Un groviglio di carne modificata e di sensi estremi imbevuti di sessualità trascendentale, per descrivere momenti di sesso quantico deviato da indefinibili sfumature della Singolarità tecnologica, incubi di peccato inenarrabile per l’attuale umanità ancora impregnata di pensieri puritani e ipocriti. Riusciremo davvero a sfociare in una società come quella descritta da Domenico Mastrapasqua e Marco Moretti, due degli autori più intriganti ed estremi che il Connettivismo abbia mai espresso?
Un giro per i locali degradati di connessioni e software senziente che s’impadronisce degli avventori poco perspicaci caratterizza questo racconto, lo sperma e le pratiche più estreme della prossima umanità divengono emissioni di un’unicità olografica, per descrivere la parte invisibile del nostro mondo reale e così, cosa c’è di meglio di una surrealtà vissuta attraverso la sessualità per cancellare le differenze gender? Cosa può esserci di più mistico di una tecnologia eccitata e trascendente di sessualità deviata?

Estratto

NON DISPERDERE INVANO IL TUO SEME.
I miei vecchi me l’hanno ripetuto ossessivamente sin da quando ero un bambino. Con il passare del tempo, e in particolare giunto alla tanto agognata pubertà, il perfido assioma, da ossessione è divenuto incubo.
Durante l’adolescenza certi insegnamenti proprio non vogliono andare via, e ti tocca aspettare anni migliori per poter sperare in una concreta redenzione.
Sono indelebili. Sembra una condanna.
Ricordo che in casa avevamo una copia della Bibbia Sessonomica in ogni stanza del nostro piccolo appartamento, eravamo nello Sprawl. Mio padre ne leggeva un passo prima di pranzo, ogni giorno: – Il destino degli uomini è scritto nel seme. La perpetrazione della specie è l’unica via per la salvezza. Moltiplicatevi, e avrete salva la vita. Sprecate il vostro seme, e la vostra anima verrà maledetta per sempre dal volere onnisciente, onnipresente e giusto del Sacro Genoma. Con aggiunta personale: – Se ti becco addosso anche una sola pasticca di logoslime, ti trovo un lavoro in fabbrica e ti taglio gli alimenti! Ora finisci la tua cena e ripensa alle parole del Papa Oscuro.
La famiglia, la scuola e l’ambiente sociale sono stati una rampa di lancio piuttosto difettosa.
Insegnamenti distruttivi da un lato, e per rincarare la dose, atrofia culturale dall’altro: televisione come cestino per i propri desideri sessuali repressi; internet come dispensatore di onnipotenza orgasmica. Le divinità del piccolo schermo sono state capaci di occupare frazioni cinetiche praticamente eterne sulla traballante linea dello spaziotempo. Si sono fissate su superficie neurale, per un’eternità indefinita, per un numero incalcolabile di morti al rallentatore: pausa, riavvolgimento, riproduzione, fino allo sfinimento, assecondando gli slanci di superbia spermatica che fluttuavano e che fluttuano nelle mie gonadi.
Ci sono dei momenti in cui penso di essere nato in un altro luogo, in una landa fatta di solo pensiero e decomposizione neurale.
Per qualche istante, non di più.

Gli autori

Domenico Mastrapasqua ha pubblicato racconti e poesie, oltre che con Kipple Officina Libraria – per la quale ha anche co-curato l’antologia connettivista NeXT-Stream – con gli editori Delos Books, Libro Aperto International Publishing, Diversa Sintonia, Bietti e con la rivista NeXT.
Ha aderito al Connettivismo nel 2005. Ha vinto il Premio Short Kipple 2011 con il racconto Zombie Carpocalypse e attualmente è nella redazione della rivista Verde, sul cui blog, di tanto in tanto, pubblica racconti sotto pseudonimo.

Marco Moretti è nato a Seregno (Mi) nel dicembre del 1966 e ha conseguito la laurea in Fisica Ambientale. Appassionato di letteratura fantascientifica fin dagli anni ’80, a partire dal 2004 ha iniziato a dedicare il suo tempo libero all’attività di blogger e alla composizione di racconti. Ha aderito al Connettivismo nel 2005. Ha pubblicato diversi racconti sulla rivista NeXT, sull’antologia A.F.O. – Avanguardia Futuro Oscuro, nell’antologia Fantastic – Zen 2 (Edizioni Diversa Sintonia, 2011) e per la Kipple Officina Libraria.
Ha pubblicato varie liriche connettiviste sul blog Cybergoth. S’interessa di antropologia e di linguistica. Ha prodotto lavori filologici su un certo numero di lingue antiche e moderne.
È raggiungibile sul web tramite il blog Il filo a piombo delle scienze (perpendiculum.iobloggo.com), in cui sono pubblicati alcuni dei suoi studi. Il suo indirizzo email per contatti è mantikosmikos@gmail.com.

La collana Capsule

Capsule è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai piccoli capolavori del Fantastico e della SF prettamente italiana, contraddistinti dalla rapidità di lettura e dalla qualità unita alla fruibilità, dove il basso costo di copertina rende le proposte editoriali imperdibili.

Domenico Mastrapasqua e Marco Moretti | Robotfetishism
Copertina di Gromovataya

Kipple Officina Libraria
Collana Capsule — Formato ePub e Mobi — Pag. 37 – € 0.95 — ISBN 978-88-98953-71-4

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Esce Rosso.Niente. di Kenneth Krabat, per la collana Versi Guasti

Kipple Officina Libraria inizia il nuovo anno presentando con gioia nella collana VersiGuasti “Rosso.Niente.”, di Kenneth Krabat, poeta danese dalle mille sfaccettature che qui esibisce una delle sue intense creazioni.
coverl sentimento che il poeta racconta è quello di ogni giorno, quello sporco e sudato, quello doloroso e faticoso, quello dissennato e assoluto, quello di una rosa rossa durante una cena: l’amore più romantico possibile. Mostra l’amore della nostra quotidianità vissuto nel suo essere così folle da risultare vero, fantasticamente reale.
Rossi.Niente. gode della eccellente traduzione dall’inglese di Giovanni Agnoloni, perché il poeta è sì danese, ma scrive contemporaneamente i suoi versi sia in danese che in inglese; copertina e fotografie interne sono di Cathrine Ertmann.

Dall’introduzione

Nelle poesie che qui abbiamo raccolto e in tutta la sua produzione poetica non vi è alcun intento conoscitivo; al poeta non interessa affatto mettersi alla finestra e cercare di trarre senso da ciò che senso in sé non ha e non può avere.
Kenneth Krabat apre la finestra, respira l’aria del mondo e si getta fuori.
Precipita senza alcun paracadute, senza alcuna protezione, cade e cade, sempre più velocemente e profondamente, nel reale della sua vita, delle sue esperienze, dei suoi sentimenti, del dolore, della morte, dell’amore, di ogni cosa. Non solo osserva e racconta, ma vive. Kenneth Krabat è un mangiatore di vita, e queste sue poesie non sono altro che il risultato di ciò che lui ha ingurgitato, masticato, digerito e ributtato fuori.
È la vita che è passata dentro di lui, dentro il suo corpo, lungo tutto il tubo digerente.
E non vi dovete stupire, cari lettori, di quanto queste poesie parlino anche a voi, di quanto raccontino anche di voi, di quanto in esse voi vi riconoscerete.
Tutti noi, esseri umani, andiamo avanti, camminiamo, ci nutriamo, digeriamo, mastichiamo, defechiamo, la stessa meravigliosa, insensata, dolorosa, sanguinolenta, impossibile, misteriosa e sbraitante vita.
E Kenneth vive

La quarta

Poliedrico poeta danese, che scrive in lingua madre e contemporaneamente in inglese, Kenneth Krabat è una figura viva dell’underground di Copenaghen o, come direbbe lui stesso, di Købehavn, ed è inoltre un performer e un paroliere.
Mangiatore di vita, le sue poesie non sono altro che il risultato di ciò che ha ingurgitato, masticato, digerito e ributtato fuori. È la vita che è passata dentro di lui, dentro il suo corpo, lungo tutto il tubo digerente.
Krabat vive la contemporaneità, quell’insensata vita occidentale frenetica e apparentemente senza alcuno scopo se non l’accumulo, il ripetersi alienato del lavoro e le mille ipocrisie di una non-autenticità, vero paradigma della nostra epoca.
In ROSSO.NIENTE. Kenneth Krabat apre la finestra, respira l’aria del mondo e si getta fuori. Precipita senza alcun paracadute, senza alcuna protezione, cade e cade, sempre più velocemente e profondamente, nel reale della sua vita, delle sue esperienze, dei suoi sentimenti, del dolore, della morte, dell’amore, di ogni cosa.

Nella bella traduzione di Giovanni Agnoloni, Versi Guasti ospita la prima edizione in italiano di una delle voci di punta della poesia danese.

L’autore

Kenneth Krabat (b. 1963 in København of petrol station manager (mother) and general janitor of oil furnaces, elevators and various craftsmen with the Free Port of København (father)) is a friend of the concept of humanity, of humans as a species in and among species, all of them life, all of them alive, ALL species miracles of evolution as well as results of struggle and death.
Born into a working class family as a single child in Denmark of the 60s praising life also then took place in singular stolen pauses from work, evenings and weekends in the company of friends and family often spent dulling the senses through drinking.
Around 1970 the advent of the “youth rebellion” spilled into the set ways of menial labour, and during that decade workers unions took the place of praise of life on behalf of the voiceless masses, negotiating economic terms as the pinnacle of human civilisation: That in the grand picture all and everyone matter, even low workers. In the rich Western part of the world this encouragement simultaneously had the effect of perpetuating the belief that humans in general are invulnerable, when acting as a flock; that humans as a species can do anything – and by this making humans addicts of commercial products as well as redundant through technology.
Yes, humans CAN do anything. Besides showing a mercy with life and individuals seemingly only awarded a limited number of species the list of human talent includes powerful individuals still advocating the subjugation of groups of humans though alienation from original ancestors, the upkeep of economic and technological poverty in a variety of shapes in other cultures, holding back development of learning and consciousness, starting wars to maintain local stability etc.. up to, but not excluding consciously putting the evolutionary strain that is the human species at risk for personal gain.
Attempting to redeem damages caused by his own life and the lives of humans in general 30 years of poetry, prose, essays and philosophy such as modern day shamanism for Kenneth Krabat has affected a single, simple conclusion. That honestly being able to name a deed “a humane action” seems to be Humanity’s only relevant claim to fame:
Empathy. The Open Heart that doesn’t bleed out. Non-demanding compassion. An ability built into the human DNA and passed on through simple demonstration that MAY cause the perpetuation of humanity’s existence on Earth, humanity’s one and only Home, and possibly also out there, in that vast and empty Universe – only history will tell.
And without empathy…

Home page: http://krabat.menneske.dk
Wikipedia: https://da.wikipedia.org/wiki/Kenneth_Krabat<
Œuvres: http://bit.ly/KrabatWorks
E-mail: krabat@menneske.dk

Il traduttore

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976) è scrittore, traduttore e blogger. È autore dei romanzi Sentieri di notte (Galaad Edizioni, 2012; pubblicato anche in spagnolo come Senderos de noche, Editorial El Barco Ebrio 2014, e in polacco come Ścieżki nocy, Wydawnictwo Serenissima 2016), Partita di anime (Galaad, 2014) e La casa degli anonimi (Galaad, 2014), che fanno parte della serie letteraria “della fine di internet”, il cui ultimo episodio sarà edito in Italia nei primi mesi del 2017.
Ha inoltre pubblicato tre saggi imperniati sulle opere di J.R.R. Tolkien, ed è curatore di una raccolta internazionale di articoli sul tema.
Ospite di residenze letterarie, festival e conferenze in Europa e Stati Uniti, ha tradotto libri di Jorge Mario Bergoglio, Amir Valle, Peter Straub e Noble Smith, e saggi su J.R.R. Tolkien e Roberto Bolaño, ed è un esponente del movimento letterario connettivista.
Collabora con i blog La Poesia e lo Spirito, Lankenauta e Postpopuli.

Il suo blog personale è http://giovanniag.wordpress.com
Il suo indirizzo e-mail: giovanniagnoloni@gmail.com

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli ed è interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Kenneth Krabat, Rosso.Niente.
Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 58 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-70-7
Traduzione di Giovanni Agnoloni
Copertina e fotografie interne di Cathrine Ertmann

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Esce per la collana Spin-off, Infodump, del Premio Urania 2015 Lukha B. Kremo

Kipple Officina Libraria presenta una nuova puntata dell’Impero Connettivo, declinato nello split che l’imperatore Totka_II ha voluto per dedicarsi maggiormente alla trascendenza, lasciando la coverparte più postumana, il New Connective Empire, al suo fido plenipotenziario Sillax. Lukha B. Kremo, fresco vincitore del Premio Urania 2015, presenta quindi il suo racconto Infodump, una stordente cavalcata SpaceOpera che espande l’interazione delle anomalie spaziotemporali che animano il tessuto imperiale connettivo.

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il dominio psichico di un alieno, un Nephilim.

Sinossi

L’Impero Connettivo, Stato che come l’Impero Romano domina sullo spazio, ma anche sul tempo, è divenuto un’entità politica divisa in due, la prima metà è votata alle politiche più materiali mentre l’altra è in odor di trascendenza; alla prima fa capo il funzionario postumano Sillax, mentre la seconda continua a far riferimento all’alieno nephilim Totka_II.
Nella parte governata da Sillax, il New Connective Empire, un’inquietante anomalia mina le basi dell’esistenza dell’Impero Connettivo e scuote la coscienza di Sillax. Con l’aiuto della sacerdotessa Iñaxia, contatta l’Imperatore Totka_II, ormai chiuso nelle dimensioni trascendentali. La comunicazione è difettosa e Sillax commetterà un grosso errore.

Estratto

Xillam era proteso verso l’infinito.
Ormai controllava pienamente il Protocollo. Il suo carapace connettivo gli permetteva l’ipersguardo sul proprio dominio imperiale. Era il postumano più potente di tutti i continua e lo poteva “vedere”, percepire con le proprie cellule in grado di rilevare ogni singola particella, anche quella più esotica.
Centomila millenni sommati di Storia Statale, miliardi di sistemi planetari dispersi in galassie di rizomatici continua del multiverso, un googolplex di esseri senzienti, un numero di Graham di combinazioni particellari che formavano la struttura gerarchica piramidale dell’Impero Definitivo.
Il postumano Xillam si trovava al vertice supremo, discendente di milioni di dinastie soggettive, ormai convinto di essere assurto allo status di Nephilim, quindi a entità divina che racchiude sia le proprietà dei disincarnati, sia la possibilità di controllare la materia solo con la materia. Ovvero all’ipostasi, l’unione tra i Nephilim, in quelli che da molti sono chiamati déi.
Xillam cominciò a invocare i Nephilim con sillabe inintelligibili, fonetiche aliene: ultra e infrasuoni si mescolavano in un gorgheggio inascoltabile da un semplice organo umano. Si trattava del condensato di preghiere e canti sacri in milioni d’idiomi.
Il postumano ultimo sentì vibrare la struttura spaziotemporale che lo racchiudeva; scricchiolii quantici formavano crepe intorno a sé, disturbi alla trasmissione creavano perturbazioni di energia e materia oscura, gli effetti provocavano le cause.
Xillam era in grado di controllare tutto ciò grazie al Protocollo, creato dal Consiglio dei Nephilim per intervenire nel mondo fermionico, materico, per creare umani, postumani e mondi civili. La riattivazione del Protocollo permetteva ai postumani evoluti, dopo studi e pratiche millenarie, il suo utilizzo in senso inverso. Intervenire nella sfera trascendente.
Una presenza Nephilim affrontò il capo dell’Impero Definitivo.
– Xillam – lo chiamò adeguandosi al suo aspetto postumano. – Hai raggiunto il massimo del controllo.
Il Nephilim era una presenza multipla, racchiudeva in sé le coscienze di molti predecessori. Era facoltà di questi esseri quella di fondersi tra di loro – come dei buchi neri immensi – e formare esseri ancora più potenti.
Nonostante la potenza raggiunta, Xillam tremava, fremeva, era a malapena in grado di mantenere in precario equilibrio il proprio stato disincarnato con quello carnale.
– Ora avrai la Rivelazione Terminale – chiosò la presenza.
Terminale.

L’autore

Lukha B. Kremo, Premio Urania (Mondadori) 2015, è ben noto ai lettori della fantascienza e del fantastico sia come autore che come editore.
Comincia a scrivere fantascienza nel 1990, pubblicando molti racconti in antologie e riviste, e i romanzi Il Grande Tritacarne, originale esempio di fantascienza alla Samuel Delany, Storie di Scintilla, romanzo a episodi, Gli occhi dell’anti-Dio, finalista al Premio Urania (Mondadori) nel 2007, e Trans-Human Express, nuovamente finalista al Premio Urania nel 2009 e finalista al Premio Italia 2013 nella categoria Miglior Romanzo (successivamente usciti per Kipple Officina Libraria).
Nel dicembre 2011 la sua raccolta di racconti Il gatto di Schrödinger è stato 1° in classifica tra gli eBook per Kindle su Amazon.it.
Nel 2015 l’antologia personale L’abisso di Coriolis (edizioni Hypnos) è finalista al Premio Italia nella categoria Migliore Antologia.
Nel 2016 comincia l’uscita della “Trilogia degli Inframondi” per Delos Digital, con i romanzi I nerogatti di Sodw, Morgànt dei nerogatti e I nerogatti di Briganti.
Nel novembre 2016 esce nelle edicole Pulphagus®: fango dei cieli (Urania, Mondadori), Premio Urania 2015.
Laureato in Storia Medievale, ha insegnato Storia e Filosofia nei Licei.

La collana

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il comando di un alieno, un Nephilim. La valuta monetaria in vigore è l’informazione, mentre l’Imperatore di stirpe aliena Totka_II governa con le sue capacità occulte sull’evoluzione tecnologica dell’umanità: i postumani.

Lukha B. Kremo | Infodump

Kipple Officina Libraria
Collana Spin-off — Formato ePub e Mobi — Pag. 38 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-69-1

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Esce l’edizione cartacea del vincitore Premio Kipple 2016 – Freakshow

Esce oggi l’edizione cartacea del Premio Kipple 2015, quel Freakshow di Pee Gee Daniel che tanto successo sta riscuotendo. L’opera è acquistabile in cartaceo direttamente su Amazon al prezzo di 15.00€.
Eccovi i dati salienti della pubblicazione, riportati già nel post di presentazione di qualche giorno fa: cosa aspettate a prenderlo?

* * *

Kipple Officina Libraria presenta con orgoglio il Premio Kipple 2016, Freakshow di Pee Gee Daniel, pseudonimo di Pierluigi Straneo. La pubblicazione, come di consueto avviene per i vincitori del Premio Kipple, è edita sia in formato digitale che in cartaceo; l’incantevole copertina è dell’artista grafica Ksenja coverLaginja.

Nel Sistema Solare, nei pressi del satellite Europa, uno strano carrozzone si aggira per allietare la vita grama dei coloni: è il Circo Korallo, composto da una masnada di freak che cercano di sbarcare il lunario come possono. La prospettiva di un riscatto sovrannaturale animerà improvvisamente l’intera comitiva dei fenomeni da baraccone e ogni cosa non sarà più come prima.
Pungente ironia e precisione nel trasportare il lettore su quel mondo lontano, che potrebbe essere stato o essere ancora il nostro terrestre, delineano uno scenario tragicomico dove il possibile è esattamente ciò che avviene anche nelle nostre esistenze; Desolation Road, l’opera scritta da Ian McDonald, è la prossima verosimile fermata di un treno che passa per i luoghi attraversati dal Circo Korallo.

Sinossi

Su un lontano avamposto spaziale sul satellite Europa, viene ad allietare la popolazione il circo Korallo, costituito da singolarità bizzarre, un freak show dove creature deformi si agitano per strappare un sorriso, un moto di riprovazione, uno sbigottimento in cambio di pochi spiccioli equivalenti al biglietto d’ingresso. A risvegliare la deprimente situazione, nasce tra gli artisti un improvviso credo religioso: Uincio Uancio, che salverà tutti i freak del circo per portarli nel paradiso degli sgorbi. Sarà vero? Chi è questo messia che si profila tra gli infelici malformi? L’entusiasmo che infetta ogni artista del Korallo è coinvolgente e attraversa le lande siderali del mondo di frontiera in cui vi troverete con loro.

Estratto

L’antro sulle prime è semioscuro, almeno sinché gli occhi non ci si abituano e le pupille non finiscono di dilatarsi.
Tira un freschino umido e malsano. C’è un sentore pungente nell’aria, come quello di una scatola di esche vive lasciata aperta sul tavolo della cucina.
Appena entrati la scena pare angusta, ma è solo assenza di un’illuminazione soddisfacente, perché a ben guardare ci si accorge che l’andito del carnival act o freakshow o baracconata, o comunque la si intenda chiamare, risulta in realtà di tutto rispetto. Qualche centinaio di metri quadrati calpestabili, senza dubbio.
Avanzando di qualche passo si capisce che quel che impedisce alla vista di prendere le giuste misure è la pesante istallazione che occupa l’esatto centro geometrico di quella ampia sala ricavata dal perimetro del tendone traslucido. Una specie di gabbia, sormontata da un cucuzzolo a baldacchino, si direbbe, il cui contenuto tuttavia rimane incerto, per come la struttura è montata: in modo, cioè, da voltare le spalle al visitatore e svelare il proprio contenuto solo alla conclusione del giro.
Si prosegue lungo un corridoio di luce, fornita da vecchie lampade a beccuccio. Agevolando la curvatura interna del padiglione, lo sguardo inizia a raccogliere i primi accenni di show. Con un po’ di fatica si riesce a dettagliare qualche forma di vita che si muove laggiù: finalmente le tanto attese attrazioni!
Ogni freak è distinto e separato dal collega. Ognuno di loro sta al proprio posto, dentro una specie di edicola circondata da tendaggi e passamanerie, un tantino soprelevata rispetto ai curiosi che passano là sotto in lenta processione per ficcanasare. Le attrazioni sono giustapposte l’una all’altra secondo una logica che vorrebbe alternare lo stordimento all’esilarazione, la bruttezza al buffo, il raccapriccio alla sensualità, così da rendere l’impatto quanto meno traumatizzante possibile. Un gioco che mira a suscitare e sopire in un lasso di tempo al fulmicotone le più differenti sensazioni umane, soppiantandole di volta in volta ad arte l’una con l’altra.
Lo spettatore è già da subito irretito: un guazzabuglio di sentimenti ed emozioni scombussola il suo animo. Quel che vede non dimenticherà, come ha profetizzato Korallo. Quel che vede ha già visto, inconsapevolmente, rintanato di tra gli anfratti più angosciati del proprio subconscio. Dentro gli incubi più atroci o nelle agonie di una febbre quartana cui fatalmente sopravvisse in tenera età. Quella visione incarnata e tangibile di un’immaginazione spaventosa e sin’allora ritenuta poco plausibile lo prende alla gola, lo scazzotta diretta alla bocca dello stomaco.
Lo spettatore è piegato, sfranto, sfinito, e malgrado ciò non può smettere di guardare: ipnotizzato, incantato, in piena trance. Vediamo chi di voialtri abbasserà per primo lo sguardo, come un pavido coniglio, ora che si fa sul serio e ci disponiamo a dar sfoggio delle creature più notevoli tra quelle che affollano il Circo Korallo.

L’autore

Pee Gee Daniel. Nom de plume di Pierluigi Straneo, è nato a Torino 40 anni fa, ha due figli, una laurea in filosofia. Nella vita è stato impiegato, magazziniere, aiuto-camionista, poliziotto, responsabile di sale-giochi, sale-scommesse, sale-slot, barista bibliotecario, copy-writer. Ha pubblicato i romanzi Gigi il bastardo (& le sue 5 morti), Montag, Il politico, Golena, Lo scommettitore, Leucotea, Sulle tracce della Ci**gna Voltaica, Twins, Ingrid e Riccione, La Gru, Il lungo sentiero dai mattoni dorati, e-piGraphe e il saggio Il riso e il comico. Un excursus filosofico, Montag.
Scrive per Endoxa, Mimesis Ed., ‘900 Letterario, Tibereide, Reader for blind.
Insieme al musicista Fabio Zuffanti è autore del musical Cogli l’attimo. Insieme all’attore Omid Maleknia organizza da tre anni Spettacolo d’evasione con i detenuti del carcere alessandrino “Cantiello e Gaeta” nella veste di cabarettisti.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Pee Gee Daniel | Freakshow
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 200 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-68-4
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-67-7

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Andrea “Jarok” Vaccaro e Paolo Di Orazio alla guida dell’etichetta k_noir di Kipple Officina Libraria

logok_noir-120x120La redazione di Kipple Officina Libraria è felice di annunciare e dare il benvenuto ai nuovi direttori della collana k_noir: Andrea “Jarok” Vaccaro e Paolo Di Orazio, in avvicendamento ad Alessandro Manzetti che ha realizzato splendidi risultati (ancora in divenire) per la collana, nata con gli intenti di portare la filosofia Kipple in un genere in continuo rinnovamento ed estremizzazione.

Nel ringraziare Alessandro per il suo valido impegno che ci ha aperto orizzonti oscuri di levatura internazionale, sappiamo altresì di aver affidato l’etichetta nelle eccellenti mani di Andrea e Paolo, editore di Edizioni Hypnos e fine conoscitore del mondo weird il primo, fantastico scrittore oscuro, musicista e artista grafico il secondo; l’appuntamento è per il 2017, i nostri curatori stanno già lavorando su nuovi temi e a loro – e ad Alessandro – vanno i nostri più grandi auguri.

KeepTalking!

Kipple presenta il Premio Kipple 2016 – Freakshow, di Pee Gee Daniel

Kipple Officina Libraria presenta con orgoglio il Premio Kipple 2016, Freakshow di Pee Gee Daniel, pseudonimo di Pierluigi Straneo; l’incantevole copertina è dell’artista grafica Ksenja coverLaginja.

Nel Sistema Solare, nei pressi del satellite Europa, uno strano carrozzone si aggira per allietare la vita grama dei coloni: è il Circo Korallo, composto da una masnada di freak che cercano di sbarcare il lunario come possono. La prospettiva di un riscatto sovrannaturale animerà improvvisamente l’intera comitiva dei fenomeni da baraccone e ogni cosa non sarà più come prima.
Pungente ironia e precisione nel trasportare il lettore su quel mondo lontano, che potrebbe essere stato o essere ancora il nostro terrestre, delineano uno scenario tragicomico dove il possibile è esattamente ciò che avviene anche nelle nostre esistenze; Desolation Road, l’opera scritta da Ian McDonald, è la prossima verosimile fermata di un treno che passa per i luoghi attraversati dal Circo Korallo.

Sinossi

Su un lontano avamposto spaziale sul satellite Europa, viene ad allietare la popolazione il circo Korallo, costituito da singolarità bizzarre, un freak show dove creature deformi si agitano per strappare un sorriso, un moto di riprovazione, uno sbigottimento in cambio di pochi spiccioli equivalenti al biglietto d’ingresso. A risvegliare la deprimente situazione, nasce tra gli artisti un improvviso credo religioso: Uincio Uancio, che salverà tutti i freak del circo per portarli nel paradiso degli sgorbi. Sarà vero? Chi è questo messia che si profila tra gli infelici malformi? L’entusiasmo che infetta ogni artista del Korallo è coinvolgente e attraversa le lande siderali del mondo di frontiera in cui vi troverete con loro.

Estratto

L’antro sulle prime è semioscuro, almeno sinché gli occhi non ci si abituano e le pupille non finiscono di dilatarsi.
Tira un freschino umido e malsano. C’è un sentore pungente nell’aria, come quello di una scatola di esche vive lasciata aperta sul tavolo della cucina.
Appena entrati la scena pare angusta, ma è solo assenza di un’illuminazione soddisfacente, perché a ben guardare ci si accorge che l’andito del carnival act o freakshow o baracconata, o comunque la si intenda chiamare, risulta in realtà di tutto rispetto. Qualche centinaio di metri quadrati calpestabili, senza dubbio.
Avanzando di qualche passo si capisce che quel che impedisce alla vista di prendere le giuste misure è la pesante istallazione che occupa l’esatto centro geometrico di quella ampia sala ricavata dal perimetro del tendone traslucido. Una specie di gabbia, sormontata da un cucuzzolo a baldacchino, si direbbe, il cui contenuto tuttavia rimane incerto, per come la struttura è montata: in modo, cioè, da voltare le spalle al visitatore e svelare il proprio contenuto solo alla conclusione del giro.
Si prosegue lungo un corridoio di luce, fornita da vecchie lampade a beccuccio. Agevolando la curvatura interna del padiglione, lo sguardo inizia a raccogliere i primi accenni di show. Con un po’ di fatica si riesce a dettagliare qualche forma di vita che si muove laggiù: finalmente le tanto attese attrazioni!
Ogni freak è distinto e separato dal collega. Ognuno di loro sta al proprio posto, dentro una specie di edicola circondata da tendaggi e passamanerie, un tantino soprelevata rispetto ai curiosi che passano là sotto in lenta processione per ficcanasare. Le attrazioni sono giustapposte l’una all’altra secondo una logica che vorrebbe alternare lo stordimento all’esilarazione, la bruttezza al buffo, il raccapriccio alla sensualità, così da rendere l’impatto quanto meno traumatizzante possibile. Un gioco che mira a suscitare e sopire in un lasso di tempo al fulmicotone le più differenti sensazioni umane, soppiantandole di volta in volta ad arte l’una con l’altra.
Lo spettatore è già da subito irretito: un guazzabuglio di sentimenti ed emozioni scombussola il suo animo. Quel che vede non dimenticherà, come ha profetizzato Korallo. Quel che vede ha già visto, inconsapevolmente, rintanato di tra gli anfratti più angosciati del proprio subconscio. Dentro gli incubi più atroci o nelle agonie di una febbre quartana cui fatalmente sopravvisse in tenera età. Quella visione incarnata e tangibile di un’immaginazione spaventosa e sin’allora ritenuta poco plausibile lo prende alla gola, lo scazzotta diretta alla bocca dello stomaco.
Lo spettatore è piegato, sfranto, sfinito, e malgrado ciò non può smettere di guardare: ipnotizzato, incantato, in piena trance. Vediamo chi di voialtri abbasserà per primo lo sguardo, come un pavido coniglio, ora che si fa sul serio e ci disponiamo a dar sfoggio delle creature più notevoli tra quelle che affollano il Circo Korallo.

L’autore

Pee Gee Daniel. Nom de plume di Pierluigi Straneo, è nato a Torino 40 anni fa, ha due figli, una laurea in filosofia. Nella vita è stato impiegato, magazziniere, aiuto-camionista, poliziotto, responsabile di sale-giochi, sale-scommesse, sale-slot, barista bibliotecario, copy-writer. Ha pubblicato i romanzi Gigi il bastardo (& le sue 5 morti), Montag, Il politico, Golena, Lo scommettitore, Leucotea, Sulle tracce della Ci**gna Voltaica, Twins, Ingrid e Riccione, La Gru, Il lungo sentiero dai mattoni dorati, e-piGraphe e il saggio Il riso e il comico. Un excursus filosofico, Montag.
Scrive per Endoxa, Mimesis Ed., ‘900 Letterario, Tibereide, Reader for blind.
Insieme al musicista Fabio Zuffanti è autore del musical Cogli l’attimo. Insieme all’attore Omid Maleknia organizza da tre anni Spettacolo d’evasione con i detenuti del carcere alessandrino “Cantiello e Gaeta” nella veste di cabarettisti.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Pee Gee Daniel | Freakshow
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-67-7

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Presentazione di Pulhagus®, Premio Urania 2015, a Roma il 20 novembre

14955951_10157723121430182_2144490979128473004_nDomenica 20 novembre, alle ore 19.00 in Roma, Piazza di S. Egidio 10, nell’ambito della mostra Prof. Bad Trip “A saucerful of colours” Lesson#2, ci sarà la presentazione di Pulhagus®, il romanzo scritto dal nostro editore Lukha B. Kremo vincitore del Premio Urania 2015.

Parteciperanno altri due Premi Urania, Lanfranco Fabriani e Sandro Battisti, insieme alla finalista Premio Urania di quest’anno Emanuela Valentini, che modererà l’incontro. Ci vediamo lì?