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Esce NeXT-Stream, Visioni di realtà contigue – AA.VV.

Kipple Officina Libraria presenta la nuova edizione in ebook e cartaceo di NeXT-Stream, racconti a tema dal sottotitolo Visioni di realtà contigue, in uscita per la collana Avatar.
Quattordici autori si sono misurati con l’epocale sfida di raccontare la letteratura di genere in un’ottica di letteratura non di genere. L’attitudine alla sintesi di esperienze diverse e alla contaminazione, la concezione ambigua e arcana della realtà, spesso affrontata con le armi dell’epica (antica e contemporanea) e della sociopolitica nell’universo della quotidianità, rinnovano i dettami della narrativa cosiddetta mainstream per approdare oltre il confine dei generi stessi. L’ampiezza della visione della nuova realtà è rafforzata da una coralità di voci maschili e femminili il cui concetto è espresso dalla splendida copertina di Ksenja Laginja, sorta di portale visivo in grado di rinnovare continuamente la tradizione del reale e della lettura.

Sinossi

Nei territori di confine col reale, la poetica e la proiezione fantastica di questi racconti spinge un po’ più in là il confine tracciato dal primo NeXT-Stream, uscito solo pochi anni prima – mesi, verrebbe da dire – di questa nuova esplorazione. Scrittori già noti intrecciano le loro immagini con altri narratori in erba, e la differenza tra essi si arrampica su un muro vertiginoso di reale futuro, qualcosa che non vorremmo mai succedesse ma che, ahinoi, è già qui.
Quattordici autori hanno interpretato questo nuovo tema di NeXT-Stream: Giovanni De Matteo, Alessandra Cristallini, Andrea Pomes, Linda De Santi, Domenico Mastrapasqua, Marco Milani, Matt Briar, Laura Silvestri, Irene Drago, Franci Conforti, Valeria Barbera, Stefano Trucco, Sandro Battisti, Francesca Fichera. A cura di Giulia Abbate e Lukha B. Kremo.
Alcuni di questi nomi sono noti all’interno del Connettivismo, mentre altri sono affiliati o addirittura esterni al Movimento. Tutti però hanno sviluppato una sensibilità afferente alle tematiche del Reale, mostrando la via a una diversa concezione della contaminazione del quotidiano.

Estratto

L’idea di NeXT-Stream si è concretizzata con il volume del 2015 (NeXT-Stream. Oltre il confine dei generi, Kipple Officina Libraria). Si è trattato di coniugare la letteratura di genere, in particolare quella di fantascienza, contaminata, anzi miscelata con altri generi e con il mainstream. Una fantascienza light, dove i cliché dei generi sono dilatati in una storia che soprattutto mette in dubbio la propria realtà quotidiana. Una volta la chiamavano letteratura fantastica, un vasto contenitore che con il postmoderno sminuzzamento dei subgeneri molti confondono con il fantasy o il weird che in realtà ne fanno parte. Avevo chiamato a raccolta i Connettivisti, probabilmente i più modellabili per un progetto semplicemente complesso come questo.
Nel 2017, l’uscita di Nuove Eterotopie (collana Odissea della Delos) ha raccolto il meglio di ciò che era stato pubblicato dai Connettivisti, corredato dal romanzo breve di Bruce Sterling, in anteprima mondiale. Il volume, per certi versi molto apprezzato, aveva incassato le perplessità di chi notava un’unica presenza femminile. Non interessava in questa sede difendere l’ottimo lavoro dei curatori, il mio obiettivo era quello di concentrarmi per far emergere la presenza femminile in questo progetto. La cosa migliore che potessi fare non era scegliere delle autrici, ma far curare il libro direttamente a una donna. Ma al momento non era disponibile un’autrice del movimento che avesse già perfettamente assimilato l’idea del progetto, per cui ho pensato a una curatela a quattro mani. Dopo un breve periodo di osservazione di alcune candidate, ho pensato che Giulia Abbate fosse la persona giusta al momento giusto.
Giulia ha accettato con entusiasmo e ci siamo messi al lavoro, cercando di unire le forze, proponendo ognuno le proprie idee sui possibili partecipanti, senza trascurare le autrici.
Con Giulia mi sono trovato bene fin da subito, la sua pignoleria riesce sempre a essere sotto traccia, a lasciarti una libertà di azione che naturalmente ho cercato di contraccambiare. A un certo punto sembrava quasi che il progetto stesse procedendo autonomamente, che si curasse da sé.
Abbiamo cominciato a raccogliere del materiale e, come era doveroso, abbiamo scartato alcuni racconti, abbiamo richiesto o effettuato delle modifiche, anche sostanziali, senza mai lasciare niente al caso.
Nel frattempo abbiamo anche pensato al titolo. Per questo secondo episodio di NeXT-Stream ci pareva fuori luogo seguire la numerazione con un 2 (o peggio un 2.0 che scimmiotta l’information technology). Si tratta di un progetto a sé stante, ma con lo stesso spirito del lavoro precedente; per cui, dopo inutili brain storming e illuminazioni mistiche, ci è venuto questo NeXT-Stream. Visioni di realtà contigue.
Anche la copertina è stata affidata a un’illustratrice e anche in questo caso abbiamo richiesto sostanziali modifiche, da bravi incontentabili.

Lukha B. Kremo – Introduzione

La quarta

La realtà contigua è un altrove che è già qui: è l’irruzione del non familiare in un contesto già spiazzante, nel quale i personaggi si muovono attingendo a competenze misteriose, istintive, seguendo pulsioni di vita, confidando nella possibilità di cogliere qualcosa di vero ovunque si trovino a vagare.
Franci Conforti e Francesca Fichera usano le leggi del reale, la matematica, la musica, per darci delle esplosioni cenestetiche, intense e divertentissime, a loro modo struggenti. I personaggi di Giovanni De Matteo, Stefano Trucco, Sandro Battisti e Matt Briar alternano sensazioni di estraneità e familiarità e le storie sono permeate di significati vicini, non solo contigui: a vista. Valeria Barbera crea rivoli di possibilità, accende e spegne, entra ed esce da scenari paralleli che si autoescludono eppure esistono insieme. Irene Drago dà una precisa collocazione alla sua ambientazione contigua, ma poi ne cambia la cornice, ed ecco che cambia anche il senso. Un’altra linea narrativa comune è la mutazione non indolore dei personaggi. Quelli nella storia di Marco Milani cambiano tutti tranne il protagonista, che si aggrappa al proprio mondo e alla musica. Musica che torna nel racconto di Domenico Mastrapasqua: dove “l’eroe” è confuso e replicato: ma non vuole, non può mutare, per non dissolversi. Linda De Santi e Laura Silvestri configurano modifiche fisiche strumentali e strutturali: incidono sulle biografie, alterano le sostanze.  Alessandra Cristallini e Andrea Pomes, con le loro short story sparpagliate nell’antologia a separare e riunire gli altri racconti, inseguono un cambiamento che forse sarebbe stato meglio evitare.

Gli autori

Quattordici autori hanno interpretato questo nuovo tema di NeXT-Stream: Giovanni De Matteo, Alessandra Cristallini, Andrea Pomes, Linda De Santi, Domenico Mastrapasqua, Marco Milani, Matt Briar, Laura Silvestri, Irene Drago, Franci Conforti, Valeria Barbera, Stefano Trucco, Sandro Battisti, Francesca Fichera.

I curatori

La curatela, sensibile e aperta alle sfide che la nostra attuale società sta vivendo, è stata di Giulia Abbate e Lukha B. Kremo: la prima è editor e coach di scrittura, dirige con Elena Di Fazio dal 2007 l’agenzia di servizi letterari Studio83, mentre il secondo è vincitore dei Premi Urania, Cassiopea, Vegetti, Robot e di tre Premi Italia.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e ai grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

AA.VV. | NeXT-Stream – Visioni di realtà contigue
Introduzione e curatela di Giulia Abbate e Lukha B. Kremo
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 198 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-01-9
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 188 – € 15 — ISBN 978-88-32179-00-2

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Esce The City’s Return, di Sandro Battisti, per la collana SpinOff

Kipple Officina Libraria presenta The City’s Return, nuova, potente incursione nel mondo dell’Impero Connettivo dal creatore della saga Sandro Battisti, Premio Urania 2014.
L’autore esplora, definendone gli sfuggenti confini, quella che sembra un’illusione maturata all’interno del territorio imperiale; lo fa richiamando sottilmente i massimi esponenti di un mondo che appare onirico e rarefatto, attraversato dalle venature verbali che assumono i contorni di un sogno sciamanico olografico.
La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il dominio psichico di un alieno, un Nephilim.

Sinossi

L’Impero Connettivo, Stato che come l’Impero Romano domina sullo spazio, ma anche sul tempo, è divenuto un’entità politica divisa in due: la prima metà è votata alle politiche più materiali, mentre l’altra sembra aspirare alla trascendenza; alla prima fa capo il funzionario postumano Sillax, mentre la seconda continua a far riferimento all’alieno nephilim Totka_II.
Efrem è compresso nei meandri di una città imperiale che incarna visceralmente l’illusione massima dello spazio e del tempo; i suoi cittadini, le figure di riferimento che devono far rispettare l’ordine pubblico, non esprimono un senso diverso dallo smarrimento che Efrem vive costantemente, la sua impressione di evanescenza e di alienità dalle vicende del luogo va di pari passo con l’illusione di un senso sfuggente di appartenenza: dov’è situato il punto di discontinuità tra l’esistenza interiore ed esteriore? Efrem è in attesa di un segnale…

Estratto

La confusione lo segnava. Efrem non riconosceva i luoghi, o meglio, aveva troppe chiavi di cognizione per ogni singola location, non sapeva a quale situazione appartenesse e così gli si confondevano i contesti.
Ogni volta che entrava nei territori dove ora si trovava maturava convinzioni di percezioni, gli si disponevano dentro animosità interiori di pura dislocazione e il suono che aveva in sé risuonava fino all’esterno della pelle, mostrandogli ectoplasmi estemporanei, vivi di energia senziente: la sua.
– Ha perso qualcosa?
Una guardia imperiale di prossimità, dotata di cingoli rutilanti, guadagnava rapidamente i suoi pressi, fagocitando lo spazio che prima li divideva. Il protocollo che egli usava per comunicare era uno standard misto di tecnologia booleana e frammenti di liberismi neofuzzy, qualcosa che risultava simile a slang provinciali lontani unità energetiche dal dominio culturale di Totka_II.
– No, agente, osservo soltanto.
– Posso aiutarla, se le occorre – la puntigliosità della guardia diveniva subito fastidiosa, il poliziotto manifestava la sua tossicità caratteriale come veleno a contatto.
– M’indichi soltanto il cardo e il decumano, per favore…
Durante quell’interlocutorio, la necessità di concentrarsi sul luogo assumeva per Efrem i connotati di un quadro astratto e astrale, realtà illuminanti improvvisamente significative al pari di una conoscenza memetica, una supernova illuminante quadranti estesi di cielo siderale. Doveva liberarsi dell’entità militare fastidiosa e petulante, ottusa, ma non sembrava una cosa facile.
– Ho qui il database di tutti gli abitanti della sobolla localizzata, aggiornato a tre minuti. Posso indicarle dove abita anche l’ultimo arrivato.
Efrem soffiava via l’insofferenza per quello sceriffo reazionario.
– No, le ripeto, non cerco nessuno. Seguo soltanto i miei sensi maggiorati dal momento siderale. – Si girò di 180 gradi, come per focalizzare un particolare che l’aveva colpito, o per troncare la comunicazione.
Gli istanti di silenzio si susseguirono in fasi significative, la guardia stava elaborando oltre le sue possibilità strutturali l’immagine del momento siderale suggerita da Efrem, un overflow cognitivo era in atto e il costrutto ideale che ne risultava doveva apparire allo sbirro sbilenco e tarlato. Poi si pronunciò, nel momento esatto in cui realizzò di aver fatto passare troppo tempo.
– Voleva sapere dove sono il cardo e il decumano?
Sono un postumano. Da un numero incalcolabile di anni terrestri, quello che ero biologicamente si è evoluto nell’essenza di ciò che sono. Ma chi sono adesso mi è sconosciuto. So al servizio di chi opero e per cosa lavoro. Eppure, ignoro dove tutto ha avuto inizio. 

La quarta

La perfezione di un’esistenza lineare si stravolge quando il caos quantico di più livelli di esistenza si mescola nel contemporaneo, mistificando ogni percezione di sé e dell’esogeno. Chi potrà definirsi a ragione vivo, quanti potranno fregiarsi di quello status particolare di autoconsapevolezza vibrante?

L’autore

Sandro Battisti. Il suo esordio è del 1993 con il racconto Il gioco pubblicato da Stampa Alternativa.
Tra i primi blogger attivi in Italia, noto in rete con lo pseudonimo di “Zoon”, nel 2004 è stato uno dei fondatori del movimento letterario connettivista. A partire dal 2004 si è dedicato allo sviluppo di uno scenario comune a molti suoi lavori successivi, noto come “Impero Connettivo” (uno Stato modellato sull’esempio dell’Impero romano il cui il dominio si estende su spazio e tempo, governato da una stirpe di alieni semieterni), dapprima con racconti apparsi inizialmente su NeXT, la fanzine del movimento, e con il fumetto Florian, successivamente in due romanzi: PtaxGhu6, scritto in collaborazione con Marco Milani (2010), e Olonomico (2012).
Ha vinto il Premio Urania 2014 e il Premio Vegetti 2017 con il romanzo L’impero restaurato.

La collana

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il comando di un alieno, un Nephilim. La valuta monetaria in vigore è l’informazione, mentre l’Imperatore di stirpe aliena Totka_II governa con le sue capacità occulte sull’evoluzione tecnologica dell’umanità: i postumani.

Sandro Battisti | The City’s Return
Kipple Officina Libraria
Collana Spin-off — Formato ePub e Mobi — Pag. 12 – € 0.95 — ISBN 978-88-98953-99-8

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Per la collana Versi Guasti esce alethe, di Lital Khaikin

Kipple Officina Libraria rafforza la propria collana VersiGuasti con alethe, opera di Lital Khaikin, poetessa dalla cifra stilistica particolare, autentica sperimentatrice e ricercatrice del linguaggio più puro e astratto, capace di raggiungere l’immagine condivisa subliminalmente dei concetti e delle idee. La poetessa si fa portatrice nella sua indagine poetica di una nuova lingua\sapere e, al tempo stesso, del suo profondo e drammatico fallimento. La poesia di Lital Khaikin realizza ciò che molte altre poesie, molti altri tentativi artistici tentano vanamente: la sua parola penetra realmente l’essere. Lo scava oltre i confini dell’ontologia, del tempo\spazio e persino della sua teologia. Come un braccio meccanico, la parola di Khaikin entra negli strati segreti e profondi della realtà, oltre la patina sottile su cui è costruita la nostra quotidiana esistenza e perseveranza, ma ciò che riesce ad afferrare e a portare indietro con sé per rivelarlo a noi nei suoi versi, è solo confusione, incomprensione, astruse immagini, portatrici inconsapevoli di un senso che non possono comunicare.
La bella introduzione è opera di Alex Tonelli, la traduzione è Valerio Cianci e la copertina è realizzata da Francesca Macor.

Dall’introduzione

Chi è Lital Khaikin?
Non intendiamo nel senso biografico, che possiamo rintracciare dai blog attraverso cui opera l’artista; la definizione sarebbe facile e riassumibile in un semplice: “Writer, editor, publisher, printer, muckraker, paper-maker, mill-rat, sometimes bartender, leaf-kicker”. Non è dunque una poetessa canadese, una performer, un’artista o una giornalista.
Non è questo ciò che vorremmo sapere. Chi è Lital Khaikin è una domanda più profonda, più antica, originaria.
Potremmo chiederci da dove arriva la sua scrittura, il connubio caotico di prosa e poesia, il versificare sfrenato e senza condizioni, le trame oscure e confuse, il coacervo di immagini che creano dimensioni al di là della stessa surrealtà. Immaginare che vi sia una fonte di pura creatività dentro la poetessa, un nocciolo profondo di assoluta ispirazione magmatica e incontrollabile, una demoniaca possessione della parola poetica. Ma non sarebbe ancora ciò che andiamo cercando, Lital Khaikin infatti non è una poetessa surrealista, non trae la propria forza espressiva dalla dimensione inconscia del proprio sé, da quel magma che è l’Es freudiano, così potente, però così chiuso in una individualità monadica. Nulla è più personale e non condivisibile dello spazio nascosto che giace in fondo alla seconda topica di Freud.
La poesia di Khaikin non è affatto un viaggio personale alla ricerca dei segreti recessi della sua personalità multiforme: non c’è Breton fra le sue fonti, né l’Eluard più ispirato.
La risposta alla domanda “chi è Lital Khaikin” non può essere allora ricorsivamente Lital Khaikin: non è lei, né nella sua parte cosciente, né in quella inconsapevole, l’oggetto e il fine della sua indagine poetica.
Lital Khaikin non fa poesia di se stessa, non attinge a sé per trovare la fonte dell’apparente confusione che riversa senza esitazione sul lettore, non è nell’inner space ballardiano che trova esito il suo lavoro. Khaikin fa l’operazione opposta: la sua poesia è apertura al mondo, all’outer space, è il disvelamento della realtà, è una forma di sapere scientifico sconosciuto e completamente nuovo, è una conoscenza profonda, un antico abbandono.

La quarta

Lital Khaikin non attinge a sé per trovare la fonte dell’apparente confusione che riversa senza esitazione sul lettore, non è nell’inner space ballardiano che trova esito il suo lavoro. Khaikin fa l’operazione opposta: la sua poesia è apertura al mondo, all’outer space, è il disvelamento della realtà, è una forma di sapere scientifico sconosciuto e completamente nuovo, è una conoscenza profonda, un antico abbandono.

L’autore

Lital Khaikin è una scrittrice ed editrice russo canadese con base a Montréal. Il suo chapbook, “Outplace” (Altrove), è stato pubblicato nel 2017 dalla casa editrice Solar Luxuriance, con sede a San Francisco e Oakland. Sue poesie e prose sono state pubblicate, fra le altre, su 3:AM Magazine, Queen Mob’s Teahouse, Berfrois, e sulla collana “Vestiges” di Black Sun Lit. Ha contribuito, con pezzi di giornalismo d’inchiesta, a pubblicazioni come Briarpatch, Media Co-op (Canada) e Warscapes. È inoltre fondatrice ed editrice di “The Green Violin”, una stampa in stile samizdat per la distribuzione gratuita di poesia, saggistica, prosa e annessi e connessi letterari.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Lital Khaikin, aletha
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Francesca Macor
Traduzione: Valerio Cianci

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 65 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-98-1

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Kipple presenta i vincitori del Premio Kipple Reloaded e Short Kipple 2018: Come ladro di notte, di Mauro Antonio Miglieruolo Cronotopo, di Raul Ciannella

Kipple Officina Libraria è lieta di presentare i vincitori dei suoi due contest dedicati ai romanzi e ai racconti di Fantascienza e Fantastico in generale.

Il vincitore del Premio Kipple 2018 è: nessuno! No, non è l’Ulisse che Polifemo invocò senza conoscerlo nell’Odissea, intendiamo proprio dire che quest’anno non c’è nessun vincitore per il Premio Kipple. Purtroppo, alla giuria del Premio nessun lavoro è sembrato capace di suscitare quel sense of wonder richiesto ai partecipanti del contest.
Perciò, udite udite, per correttezza nei riguardi dei partecipanti e dei lettori affezionati di Kipple, abbiamo indetto il Premio Kipple Reloaded, un premio aperiodico assegnato a un romanzo in lingua italiana che a nostro avviso ha segnato l’immaginario della science-fiction italiana di questi ultimi decenni.
Detto ciò, il vincitore del Premio Kipple Reloaded è risultato Mauro Antonio Miglieruolo, che col suo Come ladro di notte ha saputo evocare nelle torbide menti dei redattori Kipple il senso del meraviglioso, la vertigine del Futuro e la distopia dei nostri tempi, che viviamo senza rendercene conto. L’uscita è soltanto in cartaceo, arricchita dalle presentazioni di Giuseppe Lippi e Franco Ricciaridello.

Il Premio Kipple Reloaded nasce da un’esigenza, una necessità scaturita dal Premio Kipple, che dal 2008 ogni anno premia il miglior romanzo inedito di quella particolare narrativa di fantascienza e non disdegna contaminazioni con l’horror, il noir, il weird e in generale con tutto ciò che è la grande narrativa fantastica. Ovvero, la quintessenza del Premio Kipple è l’esigenza stessa di trovare e mantenere una via originale, quindi “viva”, di questa narrativa in Italia. L’obiettivo non è perciò “stare sul solco della fantascienza classica”, naturalmente, ma nemmeno quello di “sperimentare senza una solida impalcatura”. Queste “fondamenta” poggiano, secondo noi, sulla “letteratura del pensiero”, ovvero su quella forma di narrativa che avverte la necessità di trasmettere idee. Che siano sociali, filosofiche, spirituali, artistiche, psicologiche, politiche o ecologiche è indifferente. Non esiste una ricetta unica, ma esiste la più o meno forte consapevolezza del lettore, che sente “arrivare” il pensiero, pervaderlo e che lo lascia, a fine libro, con un cambiamento effettivo nella mente.
Il Kipple Reloaded vuole premiare quei romanzi di letteratura fantastica del recente passato (degli ultimi cinquant’anni circa al massimo), che secondo noi realizzano bene questo concetto.

Il Premio Short Kipple 2018 è stato assegnato a un nome nuovo come autore di fantascienza, ma già impegnato in articoli e traduzioni, Raul Ciannella, che col suo Cronotopo ha convinto la redazione Kipple, meravigliandola con i suoi svolazzi e lapislazzuli quantici. L’uscita è soltanto in ebook.

Sinossi

 Mauro Antonio Miglieruolo, Come ladro di notte

Un capolavoro di space opera apocalittica e sociale, forse il primo del suo genere in Italia, ancora abbastanza sottovalutato, che affronta tutte le tematiche che sono care a noi di Kipple: quella sociale e politica, unita a quella spirituale e religiosa; la parodia della burocrazia, che vela minacce terribili sotto forma di ossequiose lettere formali; il dileggio del potere, di sedicenti grandi uomini che sembrano vorticare nella tempesta come burattini; la mise-en-scène dell’alta società intrisa di lascivia, la stessa presente in tutti i personaggi (uomini e donne) e strettamente legata al proprio ruolo, cui non scampa nemmeno il ligio protagonista Zanzotto. Infine, la parodia di un secondo avvento di Cristo o di un nuovo profeta (Elio) completa l’immensa giostra transgalattica, in cui tutti combattono, odiano, amano e desiderano, ma in cui nessuno (nemmeno un presunto Dio) riesce a opporsi all’inerzia immensa di un Universo che sembra ignorare l’Uomo.

Raul Ciannella, Cronotopo

Incastonati negli obblighi di una multinazionale dell’epoca quantistica, degli operatori di terminali quantici elaborano la via di fuga dagli obblighi e dagli strozzamenti procedurali di un’epoca che oggi non è soltanto vagheggiata. Quale potrà essere la via di fuga di una realtà ancora da collassare? Raul Ciannella disegna il prossimo incubo con una perfezione e fantasia degna del miglior Rudy Rucker.

Estratti

Mauro Antonio Miglieruolo, Come ladro di notte

Alcuni soldati trascinavano faticosamente un cannone lungo il selciato, scostando ingombri di ogni genere. Erano una decina, eppure non riusciva loro di percorrere più di venti metri al minuto. Nonostante i guanti a qualcuno la lunga fibra di plastica aveva fatto uscire sangue da un solco sul palmo.
– Oooooh! Orza! OOOOOOH! Orza!
Violenti strappi e l’arma scorreva sulle pesanti guide destinate a un traino che non c’era.
La bocca di fuoco era uno scherzo, sottile come la canna di un fucile a proiettili esplosivi, non più lunga di quaranta centimetri, poggiava però sul pesante meccanismo di puntamento, ora fracassato, davanti agli schermi di piombo.
Zanzotto accorse urlando.
– Pazzi, incoscienti, inserite le barre di controllo! – Quelle mani con un principio di piaga tremarono. – Volete far saltare il quartiere?
Un partigiano gigantesco, un energumeno con la testa bendata: – Non ne sappiamo niente, Commissario – disse, – l’abbiamo preso alla retroguardia della polizia che abbandonava la città.
Zanzotto era chino sullo strumento a manipolare, a considerare. – È ridotto molto male. – Poi: – Può servire.
I partigiani si scambiarono radiosi sorrisi di compiacimento.
– Stavate correndo il rischio di rovinarlo. Non si può fare tutto da soli; si chiede aiuto… vi mando una cinquantina di uomini. E fate piano.
Dalla via Cernaia al Palazzo degli Etologi c’erano seicento metri buoni da percorrere. Nello spazio dei primi cento Zanzotto aveva fatto porre alte barricate per difendersi dalle eventuali sortite degli Etologisti. Grandi pannelli di legno servivano a nascondere i movimenti delle truppe. Dalla via Cernaia al Palazzo degli Etologi non esisteva uno straccio di riparo. Solo selciato e lampade sospese.
L’ingresso del palazzo era chiuso da un largo portone di acciaio che i difensori non avrebbero dato il tempo di minare. Le finestre più basse, ben difese, a cinque metri da terra. Sul retro, il fiume e franchi tiratori sull’altra sponda per prevenire gli Etologisti nello squaglio segreto, insalutati ospiti.

Raul Ciannella, Cronotopo

È accaduto ieri.
Ero in ufficio, naturalmente. Lavoro, anzi lavoravo (non mi sono ancora abituato a usare il passato) in un ampio open space ventilato artificialmente, al ventunesimo piano di un parallelepipedo di cristallo nel reparto immissione dati della DataTekh. La mia unità è… era costituita da quattro impiegati (me compreso) più una unit manager: Jazz_Mina, collezionista di campioncini di profumo.
Come le altre quaranta unità del nostro reparto, eravamo disposti frontalmente, a due a due, lungo un tavolo rettangolare in melamina similnoce adiacente alla parete esterna del piano. Uno dei lati corti del tavolo collimava quasi perfettamente con il davanzale dell’enorme vetrata dell’open space. Non so perché mi soffermo su questi dettagli triviali di design e architettura. Forse perché non ho mai capito cosa avesse spinto la DataTekh a far costruire un edificio con quei finestroni così problematici. L’eccessiva luce solare che filtrava rendeva infatti difficoltosa, specialmente in condizioni di cielo terso, la visualizzazione dei monitor, oltre a produrre calore in eccesso. Questo sostenevano gli EP (esperti in produttività) della DataTekh, che mantenevano sempre attivo il filtro oscurante e impostavano l’aria condizionata ben al di sotto della temperatura ambiente. Un accorgimento dispendioso sia dal punto di vista economico, sia energetico, ma che era bilanciato, dicevano, da un sostanzioso incremento generale delle prestazioni lavorative. Per qualche tempo girò anche la voce che volessero oscurare la vetrata, una voce diffusa forse da qualche ambizioso unit manager. Ma l’idea venne scartata categoricamente dagli EP: mancava di armonicità e influiva negativamente sulla psiche degli impiegati.
Jazz_Mina non era ambiziosa e infatti era di nuovo in ritardo, mentre già da qualche minuto procedevamo a velocità di crociera nell’immissione dei dati, rispettando con ampi margini il piano di lavoro. Nessuno conosceva la natura e il significato dei dati che immettevamo, ma questo era irrilevante per il corretto svolgimento delle mansioni, anzi addirittura controproducente.

Gli autori

Mauro Antonio Miglieruolo è nato a Grotteria, Reggio Calabria il 6 aprile 1942, ma dal 1952 ha sempre vissuto a Roma, escluso un breve intervallo di due anni e un mese, da agosto 1963 a settembre 1965 trascorso a Belluno, come impiegato dell’INPS. Scrive fantascienza da quando ha memoria. Nel 2007 ha vinto il Premio Italia con il romanzo Assurdo Virtuale (Perseo Libri). Lino Aldani e Ugo Malaguti hanno riconosciuto in lui lo scrittore “più impegnato della fantascienza italiana, il rivoluzionario che nella sua narrativa ha sempre davanti agli occhi l’ideale utopico di un mondo diverso in cui tutti possono essere redenti.” Luigi Petruzzelli riconosce in Miglieruolo “che forse è il più anticonformista degli autori di fantascienza italiani” e che la relativa scarsezza della sua produzione “è compensata da uno stile in cui nessuna parola è lasciata al caso.” Per Giuseppe Lippi “Miglieruolo vanta una immaginazione di prim’ordine, l’ingrediente base di tutta la fantascienza”.

Raul Ciannella è dottorando in teoria letteraria e letteratura comparata presso l’Università Autonoma di Barcellona, con specializzazione in letteratura fantastica e fantascienza. Nato a Milano, prima di planare sulla capitale catalana ha vissuto a Dublino, dove ha studiato arte drammatica e a Roma dove ha conseguito un diploma in regia cinematografica. Sta preparando una tesi sulla scrittrice di fantascienza, curatrice e traduttrice Roberta Rambelli, di cui ha pubblicato un ampio articolo sulla rivista accademica Altre Modernità. Ha tradotto vari autori dall’inglese, dallo spagnolo e dal catalano e attualmente sta ultimando per Future Fiction un’antologia di scrittori spagnoli e centroamericani.
In qualità di autore, suoi racconti sono apparsi nell’antologia del fantastico italiano underground (Il Foglio, 2006), sul blog peruviano Revista Alienation e sulla rivista Mamut che co-dirige dal 2015, anche se, in generale, preferisce che rimangano chiusi nel suo cassetto digitale. Questo è il suo primo racconto di fantascienza.

Le collane

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Capsule è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai piccoli capolavori del Fantastico e della SF prettamente italiana, contraddistinti dalla rapidità di lettura e dalla qualità unita alla fruibilità, dove il basso costo di copertina rende le proposte editoriali imperdibili.                

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Mauro Antonio Miglieruolo | Come Ladro di notte
Copertina di LBK
Presentazione di Giuseppe Lippi e Franco Ricciardiello

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 192 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-96-7

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Raul Ciannella| Cronotopo
Copertina di Simone N.

Kipple Officina Libraria
Collana Capsule — Formato ePub e Mobi — Pag. 26 – € 0.95 — ISBN 978-88-98953-97-4

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BANDO PREMIO KIPPLE 2019

Kipple Officina Libraria bandisce per l’anno 2019 la XII edizione del Premio Kipple per il miglior romanzo di genere fantastico

1) Sono ammesse solo le opere in lingua italiana inedite, mai pubblicate su carta, digitale e sul WEB, neppure parzialmente. I romanzi devono avere la lunghezza minima di 100 cartelle dattiloscritte e massima di 400 cartelle (per cartella s’intende, all’incirca, una pagina da 60 battute di 30 righe, cioè 1800 caratteri spazi inclusi).
2) Il contenuto deve essere SOLO ed ESCLUSIVAMENTE fantastico. I generi ammessi sono:

Fantascienza (hard science-fiction, post-cyberpunk, steampunk, bio-punk, anticipazione, ecc.)
Weird (new weird, neo-noir, horror, urban fantasy, ecc.)

Testi di qualsiasi altra natura NON verranno presi in considerazione.

3) È possibile partecipare con più opere.

4) La quota di partecipazione è fissata in 15 per ogni opera, da accreditare entro il 30 aprile 2019

  • I) tramite paypal: kol@kipple.it
  • II) con accredito sul conto corrente postale n° 43103274 con causale “Premio Short-Kipple 2018”
  • III) con bonifico alle coordinate bancarie: IBAN IT95W 07601 01600 000043103274 intestate a Gianluca Cremoni con causale “Premio Kipple 2019”

5) La scadenza è fissata per il 30 aprile 2019.

6) I romanzi devono essere spediti in allegato all’indirizzo: kol@kipple.it indicando nel titolo dell’e-mail “Premio Kipple 2019”. Nel corpo della mail dovrà essere presente: il Titolo (o i titoli) dell’opera, l’Autore e la dicitura: “dichiaro che l’opera allegata non deriva da plagio e di essere in possesso di tutti i diritti a esso connessi; ai sensi del d.lgs. 30 giugno 2003 n.196” e “acconsento al trattamento dei dati personali da me forniti”.

In allegato dovrà esserci il testo salvato come “titolo opera” di “nome autore” (con nome dell’autore, il titolo dell’opera e un indirizzo email sul frontespizio della prima pagina) e deve essere presentato SOLO in formato elettronico .doc, .rtf, .odt o .docx e, sempre in allegato, la ricevuta del pagamento.

7) Il vincitore del Premio avrà diritto alla pubblicazione del romanzo in formato CARTACEO nella collana “Avatar”, distribuito su Amazon in opzione “ondemand” e sulle librerie online, e in versione DIGITALE nella propria collana “eAvatar” distrubuito su tutti i portali online quali Kobobooks, IBS, Mediaworld, Unilibro, LaFeltrinelli, Biblet, Bol, Bookrepublic, ecc., su Amazon IT, US, UK, DE, FR, ES, JP, CA, IN, MX,  e AppleStore (iTunes).

Riepilogo:

Lunghezza: min 100 max 400 cartelle
Scadenza: 30 aprile 2019
Invio a: kol@kipple.it in formato .doc, .rtf, .odt o docx.
Quota di partecipazione: 15 ogni romanzo

Mauro Antonio Miglieruolo e Raul Ciannella vincono il Premio Kipple Reloaded e ShortKipple 2018

PREMIO KIPPLE 2018 (PREMIO KIPPLE RELOADED)

Kipple è lieta di annunciare i risultati dei suoi due contest dedicati ai romanzi e ai racconti di Fantascienza e Fantastico in generale.
Il vincitore del Premio Kipple 2018 è: nessuno! No, non è l’Ulisse che Polifemo invocò senza conoscerlo nell’Odissea, ma proprio nessun vincitore per il Premio Kipple di quest’anno. Purtroppo, alla giuria del Premio nessun lavoro è sembrato capace di suscitare quel sense of wonder richiesto ai partecipanti del contest.
Perciò, udite udite, per correttezza nei riguardi dei partecipanti e dei lettori affezionati di Kipple, abbiamo indetto il Premio Kipple Reloaded, un premio aperiodico assegnato a un romanzo in lingua italiana che a nostro avviso ha segnato l’immaginario della science-fiction italiana di questi ultimi decenni.
Detto ciò, il vincitore del Premio Kipple Reloaded è risultato Mauro Antonio Miglieruolo, che col suo Come ladro di notte ha saputo evocare nelle torbide menti dei redattori Kipple il senso del meraviglioso, la vertigine del Futuro e la distopia dei nostri tempi, che viviamo senza rendercene conto.

Il Premio Kipple Reloaded nasce da un’esigenza, una necessità scaturita dal Premio Kipple, che dal 2008 ogni anno premia il miglior romanzo inedito di quella particolare narrativa di fantascienza e non disdegna contaminazioni con l’horror, il noir, il weird e in generale con tutto ciò che è la grande narrativa fantastica. Ovvero, la quintessenza del Premio Kipple è l’esigenza stessa di trovare e mantenere una via originale, quindi “viva”, di questa narrativa in Italia. L’obiettivo non è perciò “stare sul solco della fantascienza classica”, naturalmente, ma nemmeno quello di “sperimentare senza una solida impalcatura”. Queste “fondamenta” poggiano, secondo noi, sulla “letteratura del pensiero”, ovvero su quella forma di narrativa che avverte la necessità di trasmettere idee. Che siano sociali, filosofiche, spirituali, artistiche, psicologiche, politiche o ecologiche è indifferente. Non esiste una ricetta unica, ma esiste la più o meno forte consapevolezza del lettore, che sente “arrivare” il pensiero, pervaderlo e che lo lascia, a fine libro, con un cambiamento effettivo nella mente.
Il Kipple Reloaded vuole premiare quei romanzi di letteratura fantastica del recente passato (degli ultimi cinquant’anni circa al massimo), che secondo noi realizzano bene questo concetto.
Così si è offerta l’occasione di ripubblicare Come ladro di notte, un capolavoro di space opera apocalittica e sociale, forse il primo del suo genere in Italia, ancora abbastanza sottovalutato, che affronta tutte le tematiche che sono care a noi di Kipple: quella sociale e politica, unita a quella spirituale e religiosa; la parodia della burocrazia, che vela minacce terribili sotto forma di ossequiose lettere formali; il dileggio del potere, di sedicenti grandi uomini che sembrano vorticare nella tempesta come burattini; la mise-en-scène dell’alta società intrisa di lascivia, la stessa presente in tutti i personaggi (uomini e donne) e strettamente legata al proprio ruolo, cui non scampa nemmeno il ligio protagonista Zanzotto. Infine, la parodia di un secondo avvento di Cristo o di un nuovo profeta (Elio) completa l’immensa giostra transgalattica, in cui tutti combattono, odiano, amano e desiderano, ma in cui nessuno (nemmeno un presunto Dio) riesce a opporsi all’inerzia immensa di un Universo che sembra ignorare l’Uomo.

PREMIO SHORT-KIPPLE 2018

Il Premio Short-Kipple 2018 è stato assegnato a un nome nuovo come autore di fantascienza, ma già impegnato in articoli e traduzioni, Raul Ciannella, che col suo Cronotopo ha convinto la redazione Kipple, meravigliandola con i suoi svolazzi e lapislazzuli quantici.
Vista l’agguerrita concorrenza, con nomi ben noti tra i finalisti, la scelta non è stata facile; facciamo quindi i nostri doverosi complimenti al vincitore, che l’ha spuntata al fotofinish.

Incastonati negli obblighi di una multinazionale dell’epoca quantistica, degli operatori di terminali quantici elaborano la via di fuga dagli obblighi e dagli strozzamenti procedurali di un’epoca che oggi non è soltanto vagheggiata. Quale potrà essere la via di fuga di una realtà ancora da collassare? Raul Ciannella disegna il prossimo incubo con una perfezione e fantasia degna del miglior Rudy Rucker.

Entrambe le opere saranno pubblicate in occasione del prossimo StraniMondi, la prestigiosa manifestazione dell’editoria fantastica che si svolgerà a Milano il 6 e 7 ottobre prossimi. Ci vediamo lì?

Esce per Kipple Officina Libraria il numero 9 di Bibbia d’Asfalto

Kipple Officina Libraria è lieta di presentarvi il nono numero di Bibbia d’Asfalto – Poesia Urbana e Autostradale, la rivista aperiodica di poesia e narrativa diretta da Enzo Lomanno che potete leggere e acquistare sul sito www.kipple.it e nelle principali librerie online.
Fin dal suo esordio, prima come blog e successivamente come rivista, BdA è sempre stata terra di sperimentazioni su strade alternative, abrasiva come l’asfalto e votata alla ricerca di nuove connessioni e collaborazioni. BdA rinasce a nuova vita, più indomita della fenice, come atto di resilienza da parte della redazione e come luogo in cui custodire cose preziose per domani. La via è aperta, l’asfalto è bollente e le pagine sono incandescenti.

> La copertina è realizzata da Ksenja Laginja

Dall’editoriale

Molte esperienze non sono dicibili, accadono in uno spazio in cui mai nessuna parola è penetrata
(R.M. Rilke)

Si scrive per l’assenza, per l’assoluta totale mancanza, e per l’incongruente stridore delle cose che pure continuano ad esistere malgrado tutto, ignare. Si scrive nel tentativo compulsivo di trovare un senso e di lasciare una traccia del passaggio in queste strade. Si scrive per tentare di fermare l’oblio e la dimenticanza che tutti ci cancella, come fossimo, tutti noi, scritti sulla sabbia. E si aspetta l’onda che arriva che arriva a cancellarci, sicura arriverà quest’onda a investirci di stupore, obbedendo anch’essa a chissà quale oscura legge che regola sia il finire che il ri-cominciare. E il finire e il ri-cominciare si ripetono mai uguali, come fossero sempre nuovi. Ma si nasce e si muore allo stesso modo, che pure è nuovo e assoluto per ognuno di noi.
Mi chiedo se vi sia altro per cui valga la pena scrivere, se non continuare nel tentativo di trovare una parola capace di spiegare tale stupore, una parola in grado di attraversare l’assoluto.

Stefania Di Lino

La quarta

Il dibattito sulle riviste letterarie dura da oltre un secolo ma recentemente pare giunto a una conclusione condivisa: tale forma editoriale di fatto non ha ragione d’esistere. Non rende, non ha lettori, è espressione di una cultura sorpassata. Le riviste sono troppe, inutili, sostituite da blog e social network, non valgono la fatica, i mal di pancia, gli amici persi. Non è un mistero che la rivista si sia presa una pausa fino al numero precedente, che sia stata messa in discussione, che sia stata in pericolo di vita e che oggi qui continui la sua rinascita. Se questo è avvenuto è stato grazie a una riflessione profonda e a un atto di volontà.
Ne è venuta fuori una rivista. Che volere di più? Non un mero luogo di deposito di testi vari, ma uno spazio in cui echeggiano anime, che si situa nel tempo ma non lo corteggia, che non si lascia sedurre dal bisogno di piacere al secolo. Non un rotocalco, una fanzine, un giornaletto usa e getta ma una vera rivista letteraria. Un luogo in cui si custodiscono cose preziose per domani.

AA.VV., Bibbia d’Asfalto n.9
Direttore editoriale: Enzo Lomanno
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Pag. 62 – 0.95€
Formato ePub e Mobi

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