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Esce per la collana Versi Guasti la silloge Numinose lapidi, di Holly Lyn Walrath

Il 2020 poetico inizia per Kipple Officina Libraria con un’opera dedicata a Holly Lyn Walrath la quale, con Numinose lapidi, ci rende intimamente partecipi della sua personale forma di sacralità poetica, costruita con una magnifica iconografia fiabesca.
Alex Tonelli ci guida nelle sue note introduttive alla lettura della poetessa; le poesie sono state tradotte da Marco Raimondo e la fotografia di copertina è opera di Claudia Bouvier.

Dall’introduzione

Questo diciassettesimo volume di VersiGuasti è dedicato alla poesia di Holly Lyn Walrath, giovane autrice texana di Houston.
La forma espressiva usata da Holly Lyn Walrath è presa in prestito dalla poesia tradizionale malese, i pantoum, ovvero poemi in forma fissa composti da una serie di quartine in cui il secondo e il quarto verso di una strofa sono ripresi dal primo e dal terzo alla successiva strofa, mentre l’ultimo versetto del poema riprende in linea di principio il verso originale.
Non è casuale questa scelta, né frutto di un artificio retorico o stilistico: Walrath cerca, tramite l’effetto ricorsivo indotto dal pantoum, con la sua lenta ripetizione, di creare un tempo della poesia che sia lontano e differente dal tempo della comune realtà. È un procedere ritmato, incantato, che sprofonda il lettore in una dimensione fiabesca in cui le regole comuni della percezione e del sentire appaiono distorte, come riflesse da uno specchio deformato.
È un incantesimo sonoro che diventa la chiave magica attraverso cui la poetessa accede (e fa accedere il lettore) al bosco magico, il luogo perfetto delle fiabe dove la logica si disgrega in favore di connessioni surreali e impossibili.
È in questa realtà densa, farraginosa, e a tratti persino lisergica, che la poetessa erige 16 numinose lapidi.
“Numinose” è l’aggettivo che Walrath ha decisamente voluto per il titolo di questa raccolta, una parola italiana desueta il cui significato è ben raccontato dalla Treccani anche nelle sue origini storiche: “termine coniato dal teologo tedesco Rudolf Otto (nella sua opera Das Heilige, «Il Sacro», 1917) e da lui introdotto nella filosofia e nella storia delle religioni per indicare l’esperienza peculiare, extra-razionale, di una presenza invisibile, maestosa, potente, che ispira terrore e attira: tale esperienza costituirebbe l’elemento essenziale del «sacro» e la fonte di ogni atteggiamento religioso dell’umanità”.

La quarta

Le lapidi che Holly Lyn Walrath costruisce poeticamente sono intrise di una presenza sacrale, potente e maestosa che attira e terrorizza. Sono pietre tombali sacre che servono alla poetessa per celebrare, piangere, urlare e, infine, accettare la morte.

L’autrice

La poesia e la narrativa breve di Holly Lyn Walrath è già apparsa su Strange Horizons, Fireside Fiction, Daily Science Fiction, Luna Station Quarterly, Liminality, Analog e altrove. È l’autrice di “Glimmerglass Girl” (Finishing Line press, 2018) vincitore dell’Elgin Award, premio al miglior libro tascabile di genere fantastico. Ha conseguito un Dottorato in Lettere d’Inglese all’Università del Texas e un Master in Scrittura Creativa all’Università di Denver.
Vive a Houston, in Texas, ad appena cinque minuti dalla NASA. Condivide la propria casa con due gattini, Panda e Cleo, e con due cagnolini adottati, Rey and Phasma. Il suo sito web è: www.hlwalrath.com.

Il traduttore

Marco Raimondo nasce nel 1988 in provincia di Torino, dove vive una vita anonima e caratterizzata da una grave disabilità fisica, la sua condizione si ripercuoterà sulla possibilità di portare ufficialmente a termine i suoi studi, sia in Lettere che in Ingegneria Biomedica, mentre invece in autonomia si dedica allo studio della Linguistica, cosa che si riflette nella sua produzione poetica, dove si mischia al suo background scientifico.
La sua sensibilità intellettuale prende forma attraverso la sua condizione fisica, sviluppando una comprensione della sofferenza dei viventi che si riflette nella sua visione del mondo.
Intellettualmente si muove lungo i confini di territori opposti: tra natura e tecnologia, tra logica scientifica e spiritualità, fortemente affascinato dalle contraddizioni dell’umano.
Grazie alle possibilità offerte dal web ha potuto approfondire la conoscenza della lingua inglese, attraverso un’immersione nella lingua parlata. Ha così potuto approcciarsi alla letteratura e poesia Anglosassone nella sua forma originale. Ha così intrapreso l’attività di traduzione amatoriale delle opere di poeti moderni e contemporanei mai pubblicati nella traduzione italiana.
Per la Kipple ha pubblicato la raccolta di poesia edita nel volume sesto di VersiGuasti dal titolo DNAbyss e ha tradotto il volume quattordici, Decadere nell’Eterno, riscoprendo per il pubblico italiano tre poeti e perle del Decadentismo.

La fotografa

Nata a Siracusa nel 1989, Claudia Calderone – alias Claudia Bouvier – inizia la sua carriera di fotografa-documentarista nel 2016, i suoi lavori includono reportage fotografici sulle manifestazioni per i diritti umani svoltesi a Trieste, Udine, Parigi e Londra.
Nel 2017 ha collaborato con il Centro per la Democrazia e la Riconciliazione nell’Europa Sud-Orientale, durante il Summit per i Balcani Occidentali a Trieste.
Nel 2019 una delle sue fotografie è stata scelta per The Immigrantopolis Project, un’esposizione collettiva organizzata dall’associazione culturale dotART, attraverso la piattaforma Exhibit Around, insieme al Dipartimento di Sociologia dell’Università di Cultura Pedagogica di Cracovia, Polonia.
Esposizioni e proiezioni: “Le vie delle Foto” a Trieste, 2017; Casa Internazionale delle Donne a Trieste, 2018; Biennale Donna, Trieste, 2019; The Immigrantopolis Project, Cracovia, Polonia, 2019.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Holly Lyn Walrath, Numinose lapidi
Introduzione: Alex Tonelli
Traduzione: Marco Raimondo
Fotografia di copertina: Claudia Bouvier         

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 39 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-32179-23-1

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Esce Poesie allo stato brado – silloge poetica in audiolibro di Ettore Fobo

Kipple Officina Libraria presenta Poesie allo stato brado, audiolibro che raccoglie in circa quarantasei minuti l’intera silloge scritta e letta dall’autore Ettore Fobo. Trentotto poesie che narrano l’interiore complesso e cristallino di uno dei poeti italiani più rappresentativi dell’intimo italiano contemporaneo.
La copertina è presa da una fotografia di Igor Folli. La biografia e la presentazione dell’opera sono lette da Ksenja Laginja.

LA QUARTA

La silloge di uno dei poeti di punta della Kipple, una raccolta di trentotto poesie recitate dal poeta stesso.

L’AUTORE

Ettore Fobo (pseudonimo di Eugenio Cavacciuti) è nato a Milano nel 1976. Ha pubblicato tre libri di poesia con Kipple Officina Libraria: “La Maya dei notturni” (2006), “Sotto una luna in polvere” (2010), “Diario di Casoli” (2015).
Sue poesie sono apparse in diverse antologie, fra le quali la raccolta connettivista “SuperNeXT” (Kipple Officina Libraria, 2011). Dal 2008 gestisce un blog di letteratura “Strani giorni” (www.ettorefobo.it). Collabora con la rivista multilingue “Orizont literar contemporan”, con il portale di critica letteraria e dello spettacolo “Lankenauta” e con il blog collettivo “Bibbia d’Asfalto”.
Una sua silloge, “Musiche per l’oblio”, è stata tradotta in romeno, francese, inglese e spagnolo. Una seconda traduzione in francese del libro è stata pubblicata con il titolo “I Maestri dell’oblio”.
Ha ottenuto diversi riconoscimenti a concorsi letterari, fra i quali: vincitore ai Premi “Le Occasioni (2018), “I Colori dell’Anima” (2018), “Il Sublime – Golfo dei Poeti” (2018), segnalato al Premio “Lorenzo Montano” (2017, 2018 e 2019), Premio Speciale della Giuria a “Ossi di seppia” (2019). “Musiche per l’oblio” è fra i libri selezionati per il “Premio Gradiva” (2019).

LA COLLANA F451

F451 è la collana dedicata agli audiolibri, disponibili in download digitale. La particolarità delle visioni editoriali della casa editrice si riflette anche nelle scelte delle sonorità inusuali e nopop, gli autori di poesia e narrativa di genere hanno ora la loro occasione nel mondo delle opere recitate.

Poesie allo stato brado Ettore Fobo
Fotografia in copertina di Igor Folli
Spoken di presentazione e biografia di Ksenja Laginja
Tecnico del suono Marco Flocco

Kipple Officina Libraria
Collana F451 — Audiolibro quarantasei min. ca. — ISBN — 978-88-32179-19-4 — € 0,95

Link: su Kipple Officina Libraria in audiolibro: https://bit.ly/2R5H57A

Esce Materiali di fabbricazione, di Gerardo De Stefano, per la collana VersiGuasti

Kipple Officina Libraria coverchiude in bellezza libraria il 2019 con una nuova pubblicazione nella collana Versi Guasti, dedicata alla poesia: Materiali di fabbricazione è la silloge di Gerardo De Stefano.
Elementi che costruiscono il nostro presente e la nostra sensibilità sono gli strumenti utilizzati dal poeta, corredati da un’introduzione del curatore Alex Tonelli.

 

 

 

 

DALL’INTRODUZIONE
Non c’è malizia nella scelta di Gerardo De Stefano, nei suoi versi egli sta davvero dialogando con un altro a cui si rivolge con affetto e devozione e nulla gli importa che gli occhi del lettore, di tutti i lettori, siano lì a dare testimonianza di questo colloquio.
Non ha bisogno del lettore per rendere vivo e vero il fitto intrecciarsi del dialogo perché questi è paradossalmente accidentale, casuale nel suo passare davanti al palcoscenico della poesia e assistere alla trama che lì si svolge.
Forse sarebbe corretto dire che il lettore non si ferma davanti a un palcoscenico teatrale dove è allestita una recita, piuttosto è davanti a una finestra socchiusa e che dà in una stanza privata, da cui si possono udire alcune voci. Il lettore si ferma, curioso e inopportuno, e ascolta.
Ecco che dunque nella poetica di De Stefano non vi è alcun intento pedagogico, universalista e moralista.
Il poeta non vuole insegnare nulla, non ha esperienze da trasmettere affinché diventino metafore di vita e paradigmi di scelte. In De Stefano vi è solo il folle desiderio di esprimersi e dialogare con un altro che appare e scompare nelle sue lucide poesie.
Vi è la durata che scorre, le ore della giornata che lente scivolano senza che nessuna diventi mai monumento alla vita.
Il poeta è in fondo solo un chimico senza alcuna arte magica se non il respirare e il camminare per le strade, e non si dica che questo è poco!

LA QUARTA
La sintesi del lavoro di Gerardo De Stefano e la sua introduzione al mondo della poesia, una traccia autoriale matura e a tratti dolorosa, come solo l’esperienza sa esserlo. Non c’è alcuna concessione o ammiccamento al lettore: l’autore procede sicuro nella tela poetica che va intrecciando, usando materiali di una fabbricazione che lentamente si costruisce e si lascia svelare.

L’AUTORE
Gerardo De Stefano è nato a Napoli nel 1976. Cura per la Memoranda Edizioni (dal 2015 al 2017 Thauma Edizioni) la Collana Rigor Mortis, che ripropone il recupero di opere letterarie dimenticate; tra le altre, ha curato le opere di Dante Virgili, Hart Crane, Vachel Lindsay. Stigmate_&_Stilemi (Thauma Edizioni, 2012) è la sua sola pubblicazione ufficiale. Suoi testi appaiono in numerose riviste e antologie, tra cui Parabol(ich)e dell’ultimo giorno-Per E.Villa a cura di Enzo Campi (Dot.Com Press – Le Voci della Luna edizioni, 2013). Vive sempre in prossimità dell’acqua.

LA COLLANA
VersiGuasti
è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

INFO
Gerardo De Stefano, Materiali di fabbricazione
Introduzione: Alex Tonelli                

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 54 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-32179-22-4

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Esce Pop-Politics, di Lukha B. Kremo e Pee Gee Daniel

Un pamphlet acido, beffardo e scanzonato, scritto a quattro mani da Lukha B. Kremo e Pee Gee Daniel, che vuole restituire lo scenario politico attuale, nazionale e internazionale, tentando di coglierne l’essenza e le contraddizioni dei suoi principali protagonisti con lo strumento della dissacrazione. La prefazione è di Lietta Manganelli.

In cartaceo e digitale, l’opera è disponibile su www.kipple.it e nelle librerie online.

Sinossi

Pee Gee Daniel e Lukha B. Kremo sono gli autori di questo esperimento dove l’ironia e il sarcasmo divengono oggetti taglienti con cui sezionare e dissacrare il nostro mondo contemporaneo, dove i residui di un tempo che si vorrebbe morto e sepolto continuano a fiorire generando mostri.
Grillo, Renzi, Salvini, Putin, Trump, Kim Jong-un e molti altri: nessuno di loro sfugge alla penna caustica e derisoria dei due autori, che attraverso uno stile sperimentale e affastellato dissezionano, grazie al bisturi della più tagliente ironia, il potere e i suoi più recenti detentori.

Estratto

Gli uomini veri sono quelli che se la prendono con chi gli è pari, gli eroi con chi gli sia superiore, la merda umana se la prende coi poveracci, svantaggiati rispetto a essa sul piano sociale, reddituale, sessuale, legislativo e così via.
L’è poi codesta la quintessenza del fascista.
A livello politico, nel momento in cui uno Stato comincia a perseguire i più deboli, anziché soccorrerli, allora tecnicamente nasce un regime fascista.
Il fascismo è, socialmente parlando, sopraffazione tramite vigliaccheria istituzionalizzata. È la rivincita sociopolitica della mezza tacca, del niente di che, dello sfigatello, del subumano, che finalmente, se ha il beato chiccherone di nascere, crescere e pascere dentro quel particolare milieu, entro quel pur poco durevole periodo storico, si vedrà nobilitato da una qualche patacca infilzata sul petto, da un fez o da un copricapo con protuberanze cornee calzato sulla testaccia sua idrocefalica, da un paro de stivaloni a tutto polpaccio tirati a cera o anfibi con la suola a carrarmato o ancora delle Hogan Interactive da 300 cucuzze al paio (lì va a mode), arricchito di una tessera di partito e di un’iscrizione alle parate domenicali o sabatine, potrà farsene bello, primeggiare a suo agio, montare in boria – non men che il facchino di Pascal – appropriarsi di quel posto nel mondo che natura e giustizia di regola il negherebbono, tenendo a vile e soperchiando e male trattando coloro che, la gran parte delle volte ben più meritevoli, più dabbene, più dotati e presentabili di cotestui, si trovino loro malgrado collocati, a opera dell’ingrata temperie storica corrente (vuoi per questioni di etnia, sproloquiata: razza, vuoi per ragioni culturali, anagrafiche, economiche) in uno stato di subalternità rispetto al sovrano citrullo.
Allo scemoide, ominicchio o ciapa-ciapa aderente della prima ora al partito unico o di stragrande maggioranza, sarà pertanto pubblicamente consentito di dar calci ai cani in cui la s’imbatta giùe per la strada, sparacchiare a o percuotere li negri mangiabanane che faccino la questua all’egresso dei supermarket presso cui si rifornisce, proibire a’ bimbini loro (de li negri, de’ maruga, de’ zingheri, de’ stirpi loro tutte quante malnate) di desinare spalla a spalla con i compagnucci de scola – e che la ci pensino Allah e Macometto appaiati a li filii sua e a li loro stomachini, puttanaèva! – trasformare i luoghi di culto altrui in posteggi e parcheggiarci le macchine con ancora i fedeli lì dentro, senza manco avvisarli, levar loro il pane di bocca, sdentata e fetente, il tetto da sopra le loro capocce pulciose, la machena, che se ne vadino a piotte ovvero sulle mani fino alla raccolta dei pomidori o sopra le lor traballanti impalcature, se davvero tanto gli garba! Levargli pur’anche la cadrega da sott’il culo, così, senza alcuna ragione apparente, giusto per dar loro sempre più handicap, porli in uno stato di difficoltà crescente, farli sentire alla stregua del vermiciattolo che repta rasoterra. Tutto a favore dell’ambecillone, dell’uomo dominante, der fascio che in quella gara impari potrà sempre più accrescere un’autostima che ha il peso di una bava di vento, mentre spinge il proditorio piede di contro la giugulare del sottomesso, in un paradossale quanto labile ribaltamento sossopra delle regole del giuoco, laddove è lo scarto antropologico a sopraffare chi gli sia migliore, non viceversa.
Ecco compendiato il fascismo. Termine che può essere inteso in du’ modi, che qui di seguito tenteremo di discriminare sommariamente.

La quarta

Un pamphlet acido, beffardo e scanzonato, scritto a quattro mani da Lukha B. Kremo e Pee Gee Daniel, che vuole restituire lo scenario politico attuale, nazionale e internazionale, tentando di cogliere l’essenza e le contraddizioni dei suoi principali protagonisti.

Gli autori

Pee Gee Daniel è nato a Torino nel 1976. È stato poliziotto, impiegato, camionista, bibliotecario, direttore di sale-scommesse. Ha pubblicato i romanzi Gigi il bastardo (& le sue 5 morti), Il politico, Lo scommettitore, Ingrid e Riccione, Il lungo sentiero dai mattoni dorati, Freakshow, Un’infilata di onesti accidenti, Il messia di Orogrande, Ego e libido, Yellow Kid, Pistolero e i saggi Il riso e il comico, Breve compendio sopra gli umani caratteri e Il manuale dei baffi. Ha partecipato all’antologia La prima Frontiera (Kipple Officina Libraria).

Lukha B. Kremo è autore di romanzi e racconti non solo di fantascienza. Vincitore del Premio Urania 2016 con Pulphagus® – Fango dei cieli, del Premio Cassiopea, del Premio Vegetti, del Premio Robot e di quattro Premi Italia. Ha pubblicato molti racconti e i romanzi Il Grande Tritacarne, Storie di Scintilla, Gli occhi dell’anti-Dio, Trans-Human Express, la Trilogia degli Inframondi e Korchin e l’odio. Ha partecipato all’antologia La prima Frontiera (Kipple Officina Libraria) e ha pubblicato diversi cd di musica elettronica con lo pseudonimo di Krell, organizzando il progetto Sonora Commedia.

Lietta Manganelli, figlia di Giorgio Manganelli, da anni porta avanti un lavoro incessante per la diffusione e la valorizzazione dei lavori del padre. Ha pubblicato Album fotografico di Giorgio Manganelli. Racconto biografico, e ha curato Intervista a Dio, di Manganelli, pubblicato, tra gli altri, da Kipple Officina Libraria.

La collana

Capsule è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai piccoli capolavori del Fantastico e della SF prettamente italiana, contraddistinti dalla rapidità di lettura e dalla qualità unita alla fruibilità, dove il basso costo di copertina rende le proposte editoriali imperdibili.

Pee Gee Daniel & Lukha B. Kremo | Pop-politics. Batracomiomachia cinobalanica
Prefazione di Lietta Manganelli

Kipple Officina Libraria
Collana Capsule — Formato cartaceo — Pag. 128 – € 12.00 — ISBN 978-88-32179-20-0
Collana Capsule — Formato ePub e Mobi — Pag. 123 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-21-7

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Esce Grand Vintage Bazaar, premio Short Kipple 2019 di Alessandro Napolitano

Alessandro Napolitano è vincitore del Premio Short Kipple 2019 con il racconto Grand Vintage Bazaar, disponibile da oggi in formato digitale su www.kipple.it e nelle librerie online.

Sinossi

I rimorsi di un dolore troppo grande da sopportare, da rimproverarsi per un tempo lunghissimo, proiettano le ombre del protagonista in un angolo di realtà dove le impressioni si sommano, e i risultati sono voci e corpi così vivi da essere troppo credibili.
Il racconto di Alessandro Napolitano ha vinto il Premio Short Kipple 2019 convincendo la giuria con questo Grand Vintage Bazaar, mostrando una maturità di temi e di scrittura che arricchisce la letteratura di genere con una piccola perla – il suo posto è già negli annali.

 

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Estratto

Ricordo bene quando ripresi i sensi dopo l’incidente in auto. La bocca sapeva di sangue e la testa penzolava in avanti. Passai la lingua sulle gengive, piano piano, perché ero certo che da qualche parte avrei trovato una brutta sorpresa. E quella non si fece attendere: gli incisivi non c’erano più, e da lì zampillava un liquido viscoso. Un dolore acuto si accese tra le spalle, si arrampicò sulla cervicale, arrivando a pizzicare il cervello. Resistetti a un nuovo svenimento solo perché mi pisciai sotto. Il tepore dell’urina tra le gambe mi confortò e feci un bel respiro.
Da lì in poi cominciò una seconda vita. Mandare in naftalina quella precedente non fu semplice.
Intanto dovetti ricordarmi dove fossi. Ero seduto nella mia autovettura, questo sì. Guidavo io e l’airbag mi aveva salvato il culo. Il parabrezza era in frantumi e allungando lo sguardo sembrava lo stesso per l’anteriore dell’auto. La gamba destra mi faceva male, ma il problema veniva dal piede. Doveva essere rimasto piegato sotto i pedali, perché non lo sentivo più.
Guidavo io e, Cristo santo, accanto a me non c’era nessuno!
– Betta – urlai. – Betta dove sei?
Avevamo trent’anni, quella notte. Eravamo usciti con gli amici con l’idea di mangiare una pizza e poi di vedere un film. Arrivammo tardi al cinema, allora i piani cambiarono e finimmo la serata in un locale a chiacchierare. No, io ed Elisabetta non eravamo felici. Per nulla. La nostra relazione era al capolinea, solo che nessuno trovava il coraggio di ammetterlo. Il coraggio per andare a letto con altre persone ce lo avevamo, ma per parlarci chiaramente, quello no.
– Dove cazzo sei, rispondimi!
Slacciare la cintura di sicurezza fu un’impresa titanica. Continuavo a tirarla e strapparla senza ragionarci sopra. Colpa del panico, perché non è facile ritrovarsi legato dentro l’auto, pieno di sangue e con l’anima che pompa angoscia a più non posso. C’è voluto un po’ prima di sentire il clic della molla.
– Mi senti? Dove sei? Betta, Betta!
Il piede stava meglio del previsto, probabilmente avrei potuto camminare, ma decisi di rotolare sull’asfalto e mettermi carponi. In quel momento realizzai due cose: era notte inoltrata e stava scendendo una nebbia da fare schifo.
– Urla qualcosa, se mi senti! Betta, urla!
Non ho frenato, mi dissi. La curva è arrivata all’improvviso e non ho rallentato. O forse sì, appena un po’ e poi abbiamo sbandato. Magari la macchina ha urtato qualcosa, un animale, potrebbe essere andata così.
– Betta, stai bene? Rispondimi, se puoi.
Iniziai a gattonare. Vidi uno pneumatico o quanto ne restava. Sembrava esploso per colpa di una granata. Per terra aveva lasciato una striscia di gomma, ci sputai sopra un corposo rivolo di sangue. Ormai a ridosso del parafango, pensai che non ce l’avrei fatta. Il fiato era corto e i battiti del cuore colpivano contro le tempie con tutta l’intenzione di spaccare la testa e uscire.

La quarta

Le illusioni costruiscono il nostro presente, lo modellano per farlo divenire meno doloroso; lo è anche il passato, mai sommarli in un tentativo di futuro, mai fermarsi sul ciglio della propria coscienza, malata, torbida, colpevole. Vincitore del Premio Short Kipple 2019.

L’autore

Alessandro Napolitano è nato a Roma nel 1971. “Menzione speciale della Giuria” al Premio Giulio Verne 2012, vincitore del Premio Short Kipple 2019 e dello Sherlock Magazine Award 2017 (Delos Books). Finalista al Premio Urania Short Mondadori, al Premio Lucca Project “Martinelli” e ad altri premi letterari. Gli ultimi racconti pubblicati sono Italia, contenuto nell’antologia “Atterraggio in Italia” (Delos Digital), Omicidi nella nebbia, inserito nel “Classico del Giallo Mondadori” 1422 e Sherlock Holmes e l’ultima rivelazione (Delos Digital).

La collana

Capsule è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai piccoli capolavori del Fantastico e della SF prettamente italiana, contraddistinti dalla rapidità di lettura e dalla qualità unita alla fruibilità, dove il basso costo di copertina rende le proposte editoriali imperdibili.

Alessandro Napolitano | Grand Vintage Bazaar
Copertina di AOosthuizen

Kipple Officina Libraria
Collana Capsule — Formato ePub e Mobi — Pag. 18 – € 0.95 — ISBN 978-88-32179-18-7

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Esce per la collana eAvatar Lo sfasciacarrozze, di Alessandro Pedretta

Kipple Officina Libraria presenta Lo sfasciacarroze, romanzo di Alessandro Pedretta disponibile su www.kipple.it e nelle principali librerie online in formato digitale.

Nel fascino macabro della decadenza industriale di uno sfasciacarrozze, Alessandro Pedretta ambienta una storia surreale, ricca di minimalismi incastonati nell’illustrare un piccolo delirio da cui sembra impossibile uscire. Cosa sono, cosa fanno i personaggi che si muovono in quell’ambiente degradato alla periferia di una città che potrebbe essere la nostra? La risposta quale sorpresa ci porterà?

Sinossi

A cavallo tra il cyberpunk e le suggestioni delle realtà adiacenti, tra il weird e la fantascienza più concreta, il romanzo di Alessandro Pedretta si articola su pochi scenari degradati, come se la periferia contenesse l’intero mondo conosciuto; non conforta i ricordi e le percezioni di una normalità che sembra raggiungibile, posta appena dietro l’angolo…
Lo sfasciacarrozze vi accompagnerà pagina dopo pagina in un delirio senza nome, dove l’evoluzione del narrato porta piccole incertezze in aggiunta alle altre, fino a raggiungere una massa critica: come potrà, il protagonista, sfuggire all’assurdo momento senza fine in cui sente di essere prigioniero?

Estratto

Si dice che tutto abbia un tempo prestabilito. Si dice che tutto in qualche modo nasca e poi muoia. È inevitabile. È il percorso degli uomini, delle storie, delle cose.
Un’ape vive al massimo due mesi, un daino dieci anni, un cellulare di ultima generazione tre anni, un cavallo venticinque, una lavatrice fino a dieci, uno spazzolino da denti tre mesi, un uomo ottant’anni, una farfalla quindici giorni; la rabbia può durare più di una vita, come l’amore, come la gastrite, come il vento sulle scogliere del Galles.
I muri si sgretolano e creano nuove prospettive di osservazione, nuovi manufatti artistici, nuove visioni moderne corroborate dal disfacimento.
Ogni cosa, uomo, animale, ha una durata d’esistenza o presunta tale, correlata a diversi fattori.
Questo si dice, della vita. In verità, dopo la presunta esistenza primaria ne subentra una seconda, e poi una terza, e via così, fino a una moltitudine di vite che s’incastrano con altre, creando felici ibridazioni, muscolose fecondazioni con diversi organismi, materiali, sistemi di respirazione, di essere, d’interagire. Poi ci sono frantumazioni, sgretolamenti, esistenze gassose, vite che gradualmente divengono sempre più minute e intangibili fino a tramutarsi in fantasmatiche composizioni di quasi-nulla.
Il 12 ottobre la mia Volvo famigliare si ferma improvvisamente nel bel mezzo di una rotonda. I fanali balbettano una danza ipnotica di luce allo xeno. Dai bordi di lamiera del cofano ingobbito fuoriescono delle lingue di fumo opaco, come macchie quasi indistinguibili dalla foschia della sera buia. Più in là, oltre la rotonda, lungo la strada a due corsie che s’immette tra i campi desolati dell’hinterland, scorgo lampeggiare un semaforo. Ai bordi della strada c’è un capannone grigio il cui tetto di lamiera sembra sibilare nell’aria. Più in là ci sono un altro capannone, una piccola fabbrica, una macchia di rovi che s’infila in un’area di sosta, i rampicanti che s’intrufolano oltre il guardrail da cui sbocciano delle lattine stritolate, alcuni preservativi, giornali spiegazzati. Una bambola di pezza unta d’olio e appiccicata da foglie umide mi guarda con i suoi occhi opalini. La sua vita ora è al bordo di una strada, in questa composizione postmoderna d’immondizia con glabra natura suburbana e le luci di scena dei fari; vedo anche i pali catarifrangenti e una puttana giocattolo, senza richiesta, senza clienti. Da aggeggio per il gioco ha preso vita nuova: decorazione del progresso, accessorio di una scenografia di apocalisse autostradale. La sua seconda esistenza, o terza, o quarta, avviene prima di polverizzarsi e assumere connotati sempre più caotici, imprevedibili, indecifrabili. Ogni cosa è innesto e innestabile, germoglia arte e patologie, e anche nuove guarniture delle strade, nuove trame di pensiero.
Mi divincolo dalla cintura di sicurezza che, come una serpe elastica, si ritira rigida nella sua posizione sul fianco della portiera. Esco dall’autovettura e mi rovisto nella tasca della giacca alla ricerca del pacchetto di sigarette. Le dita colgono l’ultima paglia, me la stringo con forza tra le labbra e con un moto di stizza torco il pacchetto e lo getto in strada. Quella scatolina incartapecorita rimbalza sorda sull’asfalto e assume una connotazione azzurrognola alla luce dei lampioni curvi. Un silenzio desertico mi solletica le viscere. Accendo la sigaretta ed esalo una sbuffata che subito si disintegra nell’aria rarefatta. Portandomi al cofano non posso far altro che assicurarmi che quel motore non potrà più funzionare. Ci appoggio una mano sopra e un brivido di caldo mi parte dai polpastrelli e sale sul polso, fino all’avambraccio. Il dio delle auto non mi ha elargito…

La quarta

Al concetto di postumano è associato un senso di concreto, di ipertecnologico; e se invece fosse il fiorire di deliri, visioni e mancanza di punti di riferimento spaziotemporali?
L’alieno che sbuca da una dimensione inaspettata porta all’estremo il paradosso di una società che plasma la materia e la rende vivente: trova le differenze col nostro attuale mondo…

L’autore

Alessandro Pedretta nasce nel 1975 e cresce nella periferia milanese. Operaio, poeta e narratore. Si alimenta fin da giovanissimo di filosofie controculturali, di letteratura underground, di autori della beat generation e del cyberpunk, dei grandi scrittori russi, inframezzando la poesia di Ungaretti, Rimbaud, Campana ai cut-up di William Burroughs, l’immaginario di Ballard e la disintegrazione sintattica di Céline.
Tra le sue ultime pubblicazioni: il romanzo Golgota souvenir – apostrofi dal caos (Golena Edizioni, 2014), la silloge poetica Dio del cemento (Edizioni Leucotea, 2016), il romanzo breve illustrato È solo controllo (Augh! Edizioni, 2017).
Nell’ottobre del 2018 fonda con altri soggetti poco raccomandabili la rivista web di cultura estrema “La nuova carne” e viene pubblicato il libro Carnaio – antologia di narrativa novocarnista, un’antologia con il meglio della rivista.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Alessandro Pedretta | Lo sfasciacarrozze
Copertina di 3quarks

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 148 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-17-0

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