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Esce per Kipple Officina Libraria il numero 9 di Bibbia d’Asfalto

Kipple Officina Libraria è lieta di presentarvi il nono numero di Bibbia d’Asfalto – Poesia Urbana e Autostradale, la rivista aperiodica di poesia e narrativa diretta da Enzo Lomanno che potete leggere e acquistare sul sito www.kipple.it e nelle principali librerie online.
Fin dal suo esordio, prima come blog e successivamente come rivista, BdA è sempre stata terra di sperimentazioni su strade alternative, abrasiva come l’asfalto e votata alla ricerca di nuove connessioni e collaborazioni. BdA rinasce a nuova vita, più indomita della fenice, come atto di resilienza da parte della redazione e come luogo in cui custodire cose preziose per domani. La via è aperta, l’asfalto è bollente e le pagine sono incandescenti.

> La copertina è realizzata da Ksenja Laginja

Dall’editoriale

Molte esperienze non sono dicibili, accadono in uno spazio in cui mai nessuna parola è penetrata
(R.M. Rilke)

Si scrive per l’assenza, per l’assoluta totale mancanza, e per l’incongruente stridore delle cose che pure continuano ad esistere malgrado tutto, ignare. Si scrive nel tentativo compulsivo di trovare un senso e di lasciare una traccia del passaggio in queste strade. Si scrive per tentare di fermare l’oblio e la dimenticanza che tutti ci cancella, come fossimo, tutti noi, scritti sulla sabbia. E si aspetta l’onda che arriva che arriva a cancellarci, sicura arriverà quest’onda a investirci di stupore, obbedendo anch’essa a chissà quale oscura legge che regola sia il finire che il ri-cominciare. E il finire e il ri-cominciare si ripetono mai uguali, come fossero sempre nuovi. Ma si nasce e si muore allo stesso modo, che pure è nuovo e assoluto per ognuno di noi.
Mi chiedo se vi sia altro per cui valga la pena scrivere, se non continuare nel tentativo di trovare una parola capace di spiegare tale stupore, una parola in grado di attraversare l’assoluto.

Stefania Di Lino

La quarta

Il dibattito sulle riviste letterarie dura da oltre un secolo ma recentemente pare giunto a una conclusione condivisa: tale forma editoriale di fatto non ha ragione d’esistere. Non rende, non ha lettori, è espressione di una cultura sorpassata. Le riviste sono troppe, inutili, sostituite da blog e social network, non valgono la fatica, i mal di pancia, gli amici persi. Non è un mistero che la rivista si sia presa una pausa fino al numero precedente, che sia stata messa in discussione, che sia stata in pericolo di vita e che oggi qui continui la sua rinascita. Se questo è avvenuto è stato grazie a una riflessione profonda e a un atto di volontà.
Ne è venuta fuori una rivista. Che volere di più? Non un mero luogo di deposito di testi vari, ma uno spazio in cui echeggiano anime, che si situa nel tempo ma non lo corteggia, che non si lascia sedurre dal bisogno di piacere al secolo. Non un rotocalco, una fanzine, un giornaletto usa e getta ma una vera rivista letteraria. Un luogo in cui si custodiscono cose preziose per domani.

AA.VV., Bibbia d’Asfalto n.9
Direttore editoriale: Enzo Lomanno
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Pag. 62 – 0.95€
Formato ePub e Mobi

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Esce Krokodil, di Dimitri Ruggeri, per la collana VersiGuasti

Kipple Officina Libraria presenta, nella collana VersiGuasti, Krokodil, di Dimitri Ruggeri, poeta che ha fatto della contraddizione il suo vessillo. Che il gioco di antinomie sia alla base della sua poetica, Dimitri Ruggeri non lo nasconde certamente al lettore: basti pensare alla poesia che dà il titolo alla raccolta, “Krokodil”. Si tratta di un urlato Pater Monster in cui si invoca la brevità e la liberazione dal bene, “Sed libera nos a bonis”, in un aperto, solo apparentemente blasfemo Pater Noster al contrario, preghiera di una religione che ha nel Krokodil la sua santa eucaristia.

La bella introduzione è opera di Alex Tonelli, la copertina è realizzata da Francesca Macor ed è presente anche una breve premessa dell’autore.

Dall’introduzione

Paradossi, contraddizioni create dalla fantasia dell’autore che non hanno solo l’obiettivo di sbalzare il lettore dalle sue quotidiane certezze, dalla sua visione del mondo ordinata e sensata, ma che appaiono voler nascondere qualcosa di ulteriore, un rimando a un significato ermetico che si dà, quasi freudianamente, nel farsi inganno, nel farsi confusione.
Come un sogno, il cui contenuto manifesto è un’accozzaglia di immagini collegate da logiche impazzite ma che svela, se interpretato nel profondo, un significato latente, segreto e inconfessabile, così anche la poesia di Dimitri Ruggeri appare costruita nel disordine per volutamente nascondere, ingannare e nel farlo, ecco l’antinomia delle antinomie!, svelare, rendere evidente, palesare ciò che era nascosto. Urlarlo e indicarlo: eccolo! È qui!

La quarta

La poesia di Dimitri Ruggeri è composta da un intricato e caotico sistema di antinomie, vere e proprie contraddizioni che si inseguono e rincorrono, che rimbalzano l’una sull’altra; la sua poesia è un perenne scontro di placche tettoniche che formano e deformano i continenti della sua narrativa, un ingarbugliato macchinario di calamite che si attraggono e si scansano in un gioco di perenne indecisione.
Nelle poesie che compongono questa raccolta Krokodil il lettore troverà giochi di contrasto al limite del non-sense, accostamenti spiazzanti e imprevedibili, un marchingegno volutamente costruito per non trovare un significato finale pacificato (o forse sì?). A ogni immagine ecco che ne arriva subito una nuova, contraddittoria e opposta a disarcionare il lettore dalle sue credenze e dalle sue pallide convinzioni.

L’autore

Dimitri Ruggeri (1976, Avezzano) è un poeta e performer vocale orientato sperimentalmente alla “poesia di reportage” (V. Esposito), di cui può essere considerato il pioniere (B. De Feis – Oubliette Magazine). È membro permanente del World Poetry Movement che ha sede a Medellin (Colombia). Ha viaggiato in più di settanta paesi nel mondo. Consegue la maturità presso il Liceo G.B. Benedetti di Venezia come allievo della Scuola Navale F. Morosini e la laurea presso l’Università La Sapienza di Roma.
Si sono occupati dei suoi lavori Alessandro Fo, Lello Voce, Claudio Pozzani, Vittoriano Esposito, Giovanna Mulas, Maurizio Cucchi, Cinzia TH Torrini e tanti altri. Nel 2006 è stato ospite del programma RAI (Futura) Miss Poesia. Tra i diversi progetti cui ha partecipato si segnala Media Education for peace in Libano nel 2007, in collaborazione con The Blog TV.
È autore delle raccolte poetiche Parole di grano (2007), Carnem Levare, Il Cammino (2008) [DVD Libro e Cortometraggio], Il Marinaio di Saigon (2013), che ha vinto il Premio Mioesordio della critica (Gruppo Editoriale L’Espresso), Status d’amore [CD Libro e audiolibro] (2010), Soda caustica (2014) [Libro e Videopoesia], del racconto-reportage Chiodi e Getsemani, versus Gerusalemme (2010) e del racconto La fuga (2015). È autore inoltre di diverse video poesie.
È ideatore del Poetry Blog SlamContemPoetry (2015), unico in Italia dedicato interamente alla diffusione della spoken word poetry, del progetto Biennale Marsica (2010) per la valorizzazione dei borghi e spazi in disuso, del portale di arte e cultura POPact [Eventi ad Arte] (2008) e del Poetry Blog Poeti d’Abruzzo. Nel 2010 ha introdotto per la prima volta in Abruzzo il Poetry Slam e nel 2016 la prima volta in Molise.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Dimitri Ruggeri, Krokodil
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Francesca Macor

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 34 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-95-0

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Esce la versione cartacea di Uironda, di Luigi Musolino

È ora disponibile la versione cartacea di Uironda, la raccolta di racconti weird e noir di Luigi Musolino, uscita per Kipple Officina Libraria nell’ambito dell’etichetta k_noir diretta ora da Andrea Vaccaro; qui il link di acquisto su Amazon. La copertina è di Franco Brambilla.

Sinossi

Esplorazione. Cos’è la letteratura se non l’esplorazione, la ricerca e il superamento di nuovi confini? Uironda di Luigi Musolino è anche un luogo, ma in primis è un confine, un confine tra la luce e l’oscurità, tra il noto e l’ignoto. Uironda è la Paura, ma non quella dell’oscurità o dell’ignoto stessi, ma quella più grande, quella della scelta. Scegliere se compiere il salto, assumersi la responsabilità, o più semplicemente reificare le proprie paure e cedere all’orrore. Difficile trovare un nero più nero (come una “notte nella notte”, proprio per citare uno dei racconti della raccolta) di quello in cui ci troviamo “impeciati” in queste dieci storie, dai toni cupi e spesso disperati (spesso ma non sempre, a volte s’intravede un flebile spiraglio di speranza, magari proprio nell’accettazione di quel nero più nero). A rendere questo nero ancora più oscuro e affascinante è il linguaggio, lo stile di questi racconti, che pur partendo da un tessuto realistico nonché contemporaneo, si contorce, come una pianta rampicante, sino ad avvolgerci e catturarci per poi scaraventarci in una nuova dimensione, grazie anche all’uso di termini desueti, di onomatopee, con il loro richiamo a suoni ancestrali.

L’autore

Luigi Musolino nasce nel 1982 in provincia di Torino. All’attività di scrittore affianca quella di editor e traduttore. Nel 2008 inizia a collaborare con la Dagon Press per cui cura e si occupa delle traduzioni delle raccolte Rivelazioni in nero (2010) e Ritratti al chiaro di luna (2010), di Carl Jacobi. Tra le sue altre traduzioni più importanti i romanzi I vermi conquistatori di Brian Keene (Edizioni XII, 2011; Mondadori, 2014) e Torture sottili di Lisa Mannetti (Kipple Officina Libraria, 2016).
Come scrittore si impone all’attenzione del pubblico come vincitore di molti concorsi letterari, tra cui il trofeo RiLL due volte, nel 2010 e nel 2012, e il premio Hypnos nel 2016. Nel 2014 e nel 2015 vengono pubblicati due volumi dal titolo Oscure Regioni, antologia di venti racconti in due volumi edita da Wild Boar Edizioni, che si configura come un disturbante viaggio regionale alla scoperta delle leggende e delle creature dell’immaginario folcloristico italiano.
Suoi racconti sono stati pubblicati in America, Irlanda e Sud Africa.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Luigi Musolino, Uironda
Copertina di Franco Brambilla
Introduzione di Andrea Vaccaro

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato cartaceo – Pag. 248 – 15.00 € – ISBN 978-88-98953-93-6
Formato ePub e Mobi – Pag. 272 – 3.95 € – ISBN 978-88-98953-94-3

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Bando Premio SHORT-KIPPLE 2018

Kipple Officina Libraria bandisce per l’anno 2018
l’VIII edizione del Premio Short Kipple per il miglior racconto di genere fantastico

1) Sono ammesse solo le opere in lingua italiana inedite, mai pubblicate su carta o in digitale, neppure parzialmente. I racconti devono avere la lunghezza minima di 5 cartelle dattiloscritte e massima di 20 cartelle (per cartella s’intende, all’incirca, una pagina da 60 battute di 30 righe, cioè 1800 caratteri spazi inclusi).

2) Il contenuto deve essere SOLO ed ESCLUSIVAMENTE fantastico. I generi ammessi sono:

Fantascienza (hard science-fiction, post-cyberpunk, steampunk, bio-punk, anticipazione, ecc.)
Weird (New Weird, neo-noir, horror, urban fantasy, ecc.)

Testi di qualsiasi altra natura NON verranno presi in considerazione.

3) È possibile partecipare con più opere.

4) La quota di partecipazione è fissata in 5 per ogni racconto, da accreditare entro il 31 luglio 2018

I) tramite paypal: kol@kipple.it
II) con accredito sul conto corrente postale n° 43103274 con causale “Premio Short-Kipple 2018”
III) con bonifico alle coordinate bancarie: IBAN IT95W  07601 01600 000043103274 intestate a Gianluca Cremoni con causale “Premio Short-Kipple 2018”

5) La scadenza è fissata per il 31 luglio 2018 (compreso).

6) I racconti devono essere spediti in allegato all’indirizzo: kol@kipple.it indicando nel titolo dell’e-mail “Premio Short-Kipple 2018”.
Nel corpo della mail dovrà essere presente: il Titolo (o i Titoli) dell’opera, l’Autore e la dicitura: “dichiaro che il progetto allegato non deriva da plagio e di essere in possesso di tutti i diritti a esso connessi; ai sensi del d.lgs. 30 giugno 2003 n.196” e “acconsento al trattamento dei dati personali da me forniti”.
In allegato dovrà esserci il testo salvato come “titolo opera” di “nome autore” (con nome dell’autore, il titolo dell’opera e un indirizzo email sul frontespizio della prima pagina) e deve essere presentato SOLO in formato elettronico .doc, .rtf, .odt o .docx e, sempre in allegato, la ricevuta del pagamento.

7) Il vincitore del Premio avrà diritto alla pubblicazione del racconto esclusivamente in formato DIGITALE nella propria collana “Capsule”, distribuita su tutti i portali on-line quali IBS, Kobobooks, Mediaworld, Unilibro, LaFeltrinelli, Biblet, Bol, Bookrepublic, ecc., su Amazon relativamente ai siti Usa, UK, Italia, Francia, Spagna, Germania, Canada, Brasile, India e Messico e su GogleLibri di GooglePlay. Il premio consiste nella pubblicazione, pertanto, diversamente da tutte le altre pubblicazione della casa edtrice Kipple, non sono previste royalties.

Riepilogo:

Lunghezza: min 5 max 20 cartelle
Scadenza: 31 luglio 2018 (compreso)
Invio a: kol@kipple.it in formato .doc, .rtf, .odt o .docx.
Quota di partecipazione: 5 € ogni racconto

Esce per k_noir Uironda, di Luigi Musolino

Torna per la Kipple Officina Libraria la collana k_noir, con alla guida Andrea Vaccaro che subito ci mozza il fiato con una raccolta di otto racconti e due romanzi brevi di Luigi Musolino: Uironda.
La deriva weird che percorre l’intera raccolta è ambientata per lo più nella provincia italiana, ha i caratteri disturbanti delle oscurità percorse dalle cattive volontà, un modo nostrano di approcciare alle ombre e alle introverse venature splatter dei suoi personaggi che non può avere riscontri all’estero.
L’introduzione è del curatore di collana, mentre la splendida copertina segna l’ingresso in Kipple di Franco Brambilla, inconfondibile autore di tutto il genere Fantastico, copertinista della collana Urania di Mondadori.
L’opera esce in formato digitale e presto sarà disponibile in formato cartaceo.

Sinossi

Esplorazione. Cos’è la letteratura se non l’esplorazione, la ricerca e il superamento di nuovi confini? Uironda di Luigi Musolino è anche un luogo, ma in primis è un confine, un confine tra la luce e l’oscurità, tra il noto e l’ignoto. Uironda è la Paura, ma non quella dell’oscurità o dell’ignoto stessi, ma quella più grande, quella della scelta. Scegliere se compiere il salto, assumersi la responsabilità, o più semplicemente reificare le proprie paure e cedere all’orrore. Difficile trovare un nero più nero (come una “notte nella notte”, proprio per citare uno dei racconti della raccolta) di quello in cui ci troviamo “impeciati” in queste dieci storie, dai toni cupi e spesso disperati (spesso ma non sempre, a volte s’intravede un flebile spiraglio di speranza, magari proprio nell’accettazione di quel nero più nero). A rendere questo nero ancora più oscuro e affascinante è il linguaggio, lo stile di questi racconti, che pur partendo da un tessuto realistico nonché contemporaneo, si contorce, come una pianta rampicante, sino ad avvolgerci e catturarci per poi scaraventarci in una nuova dimensione, grazie anche all’uso di termini desueti, di onomatopee, con il loro richiamo a suoni ancestrali.

Un estratto

Per molteplici notti adolescenziali Umberto Barbieri era stato perseguitato da un sogno di lamiere accartocciate.
Osservava il terribile incidente dall’alto di un ponte autostradale – la macchina grigia che sbandava al centro della corsia, il camion che sopraggiungeva in un luccichio di cromature, lo schianto inevitabile avvolto dai cristalli infranti – e l’attimo successivo si ritrovava sulla scena dell’impatto, salutato dall’odore di combustibile e catrame.
Nel camion non c’era nessuno.
Nell’automobile, incastonato tra volante e sedile del guidatore come un’orrenda fisarmonica di carne, c’era il suo cadavere maciullato, la testa rotta adagiata tra manopola del cambio e freno a mano, i capelli una zazzera sanguinolenta.
Palpebre semichiuse e immobili di un santo-mummia.
Ticchettio di metallo bollente e zaffate di benzina.
S’adoperava per spalancare la portiera – nel sogno gli sembrava doveroso mettere in sicurezza il proprio corpo – e quando riusciva ad aprirla l’Umberto morto sbarrava gli occhi pieni di schegge, ragliando con un ghigno da manicomio: – Ventotto. Ventotto asino cotto! Bum, testina di cazzooo!
Poi il mondo si tingeva di rosso-blu e una palla di fuoco digeriva ogni cosa, i rottami, l’autostrada, il mondo.
A quel punto si svegliava nel buio della camera. Senza gridare, senza batticuore. Semplicemente si svegliava e rimaneva a contemplare la luce ocra dei lampioni che filtrava dalle persiane, finché di nuovo scivolava nel sonno.
Col passare del tempo l’incubo ricorrente si trasformò in un’astratta convinzione, qualcosa da snocciolare la sera in birreria per impressionare gli amici.
– Morirò a ventott’anni in un incidente stradale. Sicuro. Lo sogno spesso.
Ma poi di anni ne aveva compiuti ventinove e, seppur incidentato dalla vita, di sicuro non era passato all’altro mondo.
Come per tutti gli esseri umani – anche se una buona percentuale non vuole ammetterlo – col passare del tempo e l’ingresso nell’“oltre i trenta” gli si aprivano altri scenari per la sua dipartita.

L’autore

Luigi Musolino nasce nel 1982 in provincia di Torino. All’attività di scrittore affianca quella di editor e traduttore. Nel 2008 inizia a collaborare con la Dagon Press per cui cura e si occupa delle traduzioni delle raccolte Rivelazioni in nero (2010) e Ritratti al chiaro di luna (2010), di Carl Jacobi. Tra le sue altre traduzioni più importanti i romanzi I vermi conquistatori di Brian Keene (Edizioni XII, 2011; Mondadori, 2014) e Torture sottili di Lisa Mannetti (Kipple Officina Libraria, 2016).
Come scrittore si impone all’attenzione del pubblico come vincitore di molti concorsi letterari, tra cui il trofeo RiLL due volte, nel 2010 e nel 2012, e il premio Hypnos nel 2016. Nel 2014 e nel 2015 vengono pubblicati due volumi dal titolo Oscure Regioni, antologia di venti racconti in due volumi edita da Wild Boar Edizioni, che si configura come un disturbante viaggio regionale alla scoperta delle leggende e delle creature dell’immaginario folcloristico italiano.
Suoi racconti sono stati pubblicati in America, Irlanda e Sud Africa.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Luigi Musolino, Uironda
Copertina di Franco Brambilla
Introduzione di Andrea Vaccaro

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato ePub e Mobi – Pag. 272 – 3.95 € – ISBN 978-88-98953-94-3

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Kipple presenta il romanzo finalista Premio Kipple 2017: Cenere, di Federica Leonardi

Kipple Officina Libraria presenta Cenere, romanzo di Federica Leonardi finalista al Premio Kipple 2017. La pubblicazione è edita in formato digitale; la copertina è a cura di Thavon Phumijan.

In un ambiente che sa di sogno lungo, esteso oltre le porte della percezione, Federica Leonardi introduce nei suoi personaggi un coma leggero, lì dove le sensazioni non sono mai ciò che realmente sembrano, nel trionfo di inganni che trasformano la scena in un teatro dell’assurdo, e le apparenze cambiano continuamente le carte in tavola della trama.
L’autrice ha già vinto il Premio ShortKipple 2016 ed è attiva nel genere Giallo e Horror, ultimamente anche nel Weird; con questo suo romanzo conferma la sua vena ispirata e fuori dal comune che già l’ha fatta apprezzare nell’editoria italiana.

Sinossi

Federica Leonardi ci accompagna in un sogno velato, voci e sussurri sommati a se stessi e a situazioni sfuggenti, come voci oniriche che ridefiniscono continuamente la nostra scena cognitiva. L’apocalisse assume i connotati di un orrore interiore postatomico, lo scenario su cui ci muoviamo ci appare come disastrato, arso da un fuoco infinito in cui ogni nostra pulsione vitale sembra essere una colpa, una discesa tutt’altro che catartica nelle spire di una condanna infinita, inflitta da demiurghi imperfetti e crudeli: potremo mai sentirci al sicuro, dentro il nostro anfratto nel terreno, buio e insidioso? La Leonardi ci suggerisce una via d’uscita, ma non è detto che sia la soluzione giusta.
In questo romanzo finalista al Premio Kipple 2017, l’autrice rivela la sua visione del futuro umano, nella sua angosciosa quotidianità che tanto riflette il nostro stato attuale: stiamo forse già vivendo quel futuro? Siamo davvero sicuri di essere senza alcuna colpa e innocenti nel nostro vivere semplice, dispiegato senza grosse pretese nei nostri giorni anonimi?

Estratto

Ci buttano giù dal letto che non è ancora l’alba.
Sbattiamo le palpebre, cercando di orientarci nel bagliore confuso delle lampade. In fretta, racimoliamo le nostre cose. Nessuno parla. Convulsi, i nostri respiri si intersecano.
Vado a sbattere contro qualcosa di duro e aguzzo, mentre cerco di recuperare il cellulare e il dolore mi restringe come fossi un cuneo. Serro la mandibola e i denti scricchiolano; brancolo nel buio, nelle chiazze gialle delle torce che ci restano; sfioro un braccio caldo e morbido che si ritrae al contatto mentre cado in ginocchio. Nessuno mi aspetta. Nessuno si cura di me. Lacci di scarpa mi sferzano la schiena mentre mi scavalcano. Sputo saliva troppo amara e afferro una maglietta troppo stretta per essere la mia. La indosso.
Le tracce degli altri sono sempre più rade, così come i lampi di torcia. Vorrei gridare loro di fermarsi, di aspettarmi. Ma non posso farlo. Sarebbe inutile. Mi ucciderebbero. Se lo facessi, metterei tutti in pericolo, ora che sappiamo che sono anche qui. Morirei. Morirebbero.
Striscio sul pavimento e raccolgo tutto ciò che trovo; non importa di chi sia. Nulla ci appartiene più, ormai. Non gli oggetti, non la nostra vita. Possiamo solo cercare di sopravvivere; sforzandoci di non cedere, di resistere. Non abbiamo sogni, desideri o speranze. La speranza è morta assieme a un sacco di altre cose. Il suo cadavere verde e traslucido è smembrato e ridotto in poltiglia. La speranza è stata la benda che ci ha impedito di vedere il precipizio verso il quale stavamo camminando, un metro alla volta, mentre il mondo moriva. È la baldracca degli idioti.
Mi rialzo. Un orologio e un libro in mano. Il silenzio è gommapiuma che riempie la stanza. Corro fuori, inseguo l’ultimo balenio di torcia giù per un contorto intreccio di scale, corridoi e pianerottoli. La luce sempre più fioca, il resto del gruppo sempre più lontano. Il cuore pulsa disorientato, gonfiando di sangue e angoscia il cervello. Infilo l’orologio in tasca, stringo il libro contro il petto. Al mio passaggio il pavimento scricchiola e si frantumano gli scarafaggi. La luce si dissolve al voltare di un angolo. Mi accascio contro la parete buia. Il culo a terra.
Respiro.

L’autrice

Federica Leonardi è nata nel mese dei morti, e si approccia giovanissima alla letteratura crepuscolare, passando lunghi pomeriggi in compagnia di E. A. Poe. Da allora continua a leggere e scrivere di follie, corpi brulicanti e indecenti mutazioni.
Ha scritto alcuni racconti pulp, tra i quali il lungo Re di cuori (Delos Digital). Ha esordito per LaPiccolaVolante nel 2015 con il romanzo weird Il signor W. Con la stessa casa editrice ha pubblicato, due anni più tardi, I figli delle Ombre. Suoi racconti sono inclusi in Altrisogni Vol. 3 (dbooks.it), Strane Visioni, (edizioni Hypnos), Divagazioni Aliene (Kipple), Zappa e Spada (Acheron).
Il suo blog è letturepericolose.blogspot.it.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Federica Leonardi | Cenere
Copertina di Thavon Phumijan

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 105 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-92-9

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I Tarocchi Quantistici, con 64 tarocchi allegati – di Lukha B. Kremo

Per i tipi di Kipple Officina Libraria esce oggi in formato digitale e in cartaceo I Tarocchi Quantistici, uno studio accurato e innovativo sui Tarocchi a cura di Lukha B. Kremo, eseguito applicando le leggi e le suggestioni della Fisica Quantistica.
Non solo: la già spettacolare versione cartacea dell’opera è ulteriormente impreziosita da uno stupendo mazzo di Tarocchi Quantistici.
Nel libro sono discussi gli aspetti più comuni delle carte da divinazione, spaziando fino a quelli più reconditi, passando per i semi, gli Arcani maggiori e quelli minori, suggerendo le possibilità d’interpretazione delle figure estratte durante l’interrogazione.
In appendice sono presenti un piccolo memorandum riassuntivo e una ispirata postfazione di Sandro Battisti.

Il volume esce nell’ambito della collana esoterica eXoth, un contenitore che rivela continuamente nuove e profonde sorprese agli adepti delle scienze esoteriche e occulte.

 

Un estratto

L’idea dei Tarocchi Quantistici è quella di connettere la sapienza antica, classica e medievale raccolta nei Tarocchi di Marsiglia, con quella prettamente scientifica e astrofisica, sviluppatasi dal Seicento in poi, in modo particolare con la scoperta novecentesca della Meccanica Quantistica. Il mio intento è stato primariamente quello di rispettare gli archetipi antropomorfizzati e naturalizzati dei Tarocchi classici, agganciandoli ai loro corrispettivi astrofisici. Era importante eliminare i residui più formalmente e superficialmente umani, quindi primariamente la base decimale (legata al numero di dita delle mani), per sostituirla con una base binaria, quindi più vicina all’essenza dell’Universo. Il risultato è stato la divisione del mazzo in 32 Arcani Maggiori e 32 Arcani Minori, per un totale di 64 carte. La tradizionale maggioranza numerica degli Arcani Minori rispetto ai Maggiori è data dalla concezione antica della società gerarchica, per cui al maggior valore corrisponde la minore quantità. Noi abbiamo voluto superare questa concezione a favore di una democratica suddivisione in due parti uguali.
Gli Arcani Maggiori Quantistici sono numerati con base binaria, quindi da 0 a 11111 (da 0 a 32) e seguono l’ordine tradizionale dei Tarocchi di Marsiglia (a eccezione delle ultime due carte, il “Giudizio” e il “Mondo”, che sono invertite), nel cui mazzo sono 22. Ne consegue che alcuni Arcani Maggiori tradizionali sono associati a 2 o 3 Arcani Maggiori Quantistici.
Gli Arcani Minori Quantistici sono divisi come i classici in quattro semi: Spazio, Tempo, Massa, Energia al posto di Coppe, Denari, Bastoni, Spade; sono numerati da 0 a 111 (da 0 a 8) e richiamano l’antropomorfizzazione tipica delle figure degli Arcani Minori classici, ovvero Re, Regina, Cavaliere, Fante, qui sostituiti da Bambino, Bambina, Signora, Signore, Saggio, Saggia, a cui sono aggiunti lo “Zero” e l’“Unità fondamentale”. Le corrispondenze tra le figure, in quanto in numero diverso (4 negli Arcani Classici, 6 negli Arcani Quantistici), sono completate con Arcani dei primissimi mazzi rinascimentali, come quelli viscontei, in cui figuravano anche la “Fantesca” (o “Donzella”) e la “Cavallerizza” (o “Dama a Cavallo”).

La quarta

Questo manuale affonda le sue origini nel tempo immemore dei secoli andati, ha in sé un metodo antico d’indagine del reale che, come l’ourobros, si unisce all’estremo futuro postulato dalle attuali misure della realtà, che sono basate sulle inesattezze scientifiche non garantite dalle discipline caotiche e quantistiche, baluardi dell’insondabile grazie a teoremi che fanno dell’indeterminazione la propria bandiera.
Ovviamente, di quelle scienze esatte e quindi immaginarie qui non c’è nulla, e quale metodo migliore esiste per comprendere cosa siamo se non quello di coniugare l’estremo antico e l’estremo futuro in un cortocircuito che annulla il tempo stesso, lasciando così trasparire l’inesistenza delle dimensioni in cui galleggia soltanto l’energia, cioè noi stessi, ciò che siamo e quello che ci accade, per lasciarci interpretare istintivamente, come se fossimo indefinite particelle quantiche, la nostra stessa esistenza e ciò che ci è intorno?

L’autore

Lukha B. Kremo è autore di fantascienza, insegnante, mail-artista e musicista non professionista, ha vinto il Premio Urania con Pulphagus®, pubblicato nel 2016 con Mondadori.

La collana eXoth

eXoth è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata agli studi del mondo esoterico e dell’occulto. Un contenitore di eccellenze filosofiche e medianiche, di esperimenti e astrazioni che spostano continuamente il confine del Reale e del Possibile. È l’altro lato delle nuove scienze Fisiche applicate alle antichissime scuole mistiche, in cui ogni aspetto della vita assume sembianze trascendenti e inumane.

Lukha B. Kremo, I Tarocchi Quantistici
Postfazione di Sandro Battisti

Kipple Officina Libraria
Collana eXoth — Formato Digitale — Pag. 103 — 3,99€ – ISBN 978-88-98953-88-2
Collana eXoth — Formato Cartaceo con Tarocchi — Pag. 160 — 25,52€ – ISBN 978-88-98953-89-9

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