Archivi categoria: attualità

Electric Dreams: arriva una nuova serie TV Amazon ispirata a Philip K. Dick

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Dopo il successo ottenuto con The Man in the High Castle, Amazon ha deciso di proporre una nuova serie TV ispirata al grande autore di fantascienza Philip K. Dick. Electric Dreams: The World of Philip K. Dick sarà un’antologia di 10 puntate prodotta da Bryan Cranston (Breaking Bad), Michael Dinner, Ronald D. Moore e Sony Pictures TV. La serie adotterà un formato stand-alone comune in serie TV di fantascienza come ad esempio Black Mirror, con episodi autoconclusivi, tutti basati sui racconti brevi dell’autore californiano. Le date non si conoscono ancora.

Call of Cthulhu: The Official Game, il videogioco PS4 ispirato all’universo di HP Lovecraft

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Call of Cthulhu: The Official Game, videogioco ispirato all’universo creato dall’autore horror H.P. Lovecraft, sarà presto disponibile per la Playstation 4. Il gioco, sviluppato da Cyanide Studio, segue le vicende di un investigatore, Edward Pierce, che proverà a risolvere un omicidio inspiegabile. Saranno proprio le sue investigazioni a fargli conoscere un universo terrificante. Non si conosce molto altro, per quanto riguarda la trama. Il gioco dovrebbe però essere rilasciato entro la fine del 2017. Segue il trailer.

 

Robert J. Sawyer vince l’edizione 2017 del Robert A. Heinlein Award

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Robert J. Sawyer, autore canadese di fantascienza, si aggiudica l’edizione 2017 del Robert A. Heinlein Award. Noto specialmente per la Trilogia dei Neanderthal (Neanderthal Parallax) e la Trilogia del Web (WWW), Sawyer nel corso della sua lunga carriera ha anche raccolto altri prestigiosi premi fra cui il Premio Aurora, il Premio Hugo e il Premio Nebula. Il suo ultimo romanzo Quantum Night, affronta l’intrigato argomento della natura della coscienza umana.

Chuck Palahniuk chiede l’aiuto dei fan per realizzare il film di Ninna nanna

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Chuck Palahniuk, uno degli autori più controversi del panorama della letteratura contemporanea, vorrebbe realizzare una terza pellicola tratta da uno dei suoi romanzi. Stiamo parlando nello specifico di Ninna nanna, che insieme a Fight Club e Soffocare, è considerato uno dei migliori romanzi dell’autore americano. Per farlo, Palahniuk ha avviato una campagna di raccolta fondi su Kickstarter. Palahniuk si è prefissato infatti di raggiungere la cifra di $ 250,000, una cifra alquanto modesta per la realizzazione di un film (cifra fra l’altro già ampiamente superata). Per visitare la pagina Kickstarter basta cliccare qui.

 

The Reaping: la serie TV indie italiana di Roberto D’Antona distribuita in tutto il mondo

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Di recente abbiamo avuto il piacere di intervistare l’attore e regista Roberto D’Antona e l’autore e attore Mirko Giacchetti, un’interessantissima intervista che potete trovare qui in cui abbiamo parlato della nuova serie Tv, The Reaping. A riguardo arrivano ora delle stupende notizie. Tratto dal comunicato stampa:

The Reaping, la nuova serie TV creata dal pluripremiato attore/regista Roberto D’Antona e prodotta da Annamaria Lorusso e dallo stesso D’Antona, che ha già ottenuto quattro premi di eccellenza negli Stati Uniti, sarà distribuita in tutto il mondo in DVD, Blu Ray e Video On Demand dalla Indie Rights Inc che ne ha acquisito la licenza anche per una possibile distribuzione su Netflix USA.

Inoltre la serie Tv ha destato l’attenzione di diversi personaggi di rilievo nel mondo dello spettacolo, sia all’interno che all’esterno dei confini italiani. Fra questi Giovanni Muciaccia, che ha realizzato un video per augurare buona fortuna a tutto il team.  The Reaping sta ottenendo dei risultati a dir poco eccezionali per una serie TV indie prodotta in Italia e noi tutti di Kipple non possiamo far a meno che augurare un grandissimo in bocca al lupo a Roberto D’Antona e tutta la squadra!

Farewell, Mister Phineas! And thank you so much.

Un comunicato ufficiale uscito in questi giorni avvisa della chiusura definitiva entro il mese di maggio del Circo Barnum, dopo un secolo e mezzo di attività.

La notizia ha goduto di un certo clamore di stampa e media più che per il merito dei contenuti per il nome altisonante di riferimento, assurto ormai ad antonomasia (Barnum, quale sinonimo di accozzaglia, o giustapposizione di cose ed eventi è stato addirittura adottato per la propria rubrica settimanale, curata sulle pagine di un quotidiano nazionale da uno scrittore che più di ogni altro ci appare distante dal capostipite dei circensi in questione: Alessandro Baricco).

Ma quelle che chiudono i battenti (accusando come il resto della concorrenza la drastica diminuzione dell’interesse collettivo verso questo genere di spettacolo, associato ai crescenti costi di manutenzione e allo spinoso problema del trattamento degli animali inseriti in cartellone) sono più che altro le remote vestigia dell’originale invenzione ottocentesca di Phineas Taylor Barnum.

Il sedicente “re dei farabutti”, nativo del Connecticut (e lì spirato, durante il ritiro privato giunto al termine di ripetuti giri del mondo che avrebbero fatto impallidire quel pivellino del suo quasi omonimo e coevo verniano Phileas Fogg), in gioventù era stato prima commerciante, quindi pubblicista. Combinando idealmente le due professionalità, ne aveva inventato una terza, grandiosa e innovativa, al passo con quella neonata superpotenza in vertiginosa espansione che erano gli Stati Uniti d’America: emulando parzialmente i circhi equestri già in attività da almeno un secolo e fioriti inizialmente nel Vecchio Mondo, e incrociandone le prospettive con quelle dei musei di antichità e le “stanze delle meraviglie” di epoca sei-settecentesca, Barnum fondò l’American Museum, ossia un enorme teatro stabile (che solo in un secondo momento avrebbe conosciuto la versione itinerante) pieno di oggetti, personaggi, esibizioni ed esemplari eccentrici e al limite con l’inverosimile.

Al contrario dei musei classici quello di Barnum voleva lucrare su quanto esposto (e qui risiedeva la sua anima commerciale), ma c’è anche da dire che il suo non si limitava a essere un museo pubblico come tutti gli altri, bensì popolare: la sua verve da imbonitore fuoriclasse gli permetteva infatti di adescare infinite frotte di gente in un incessante viavai, nonostante la bontà della “merce” esposta non fosse sempre accertata.

Tutto era partito dalla compravendita di una vecchia schiava negra, che Barnum spacciava per la ultracentenaria balia di George Washington. Altro suo pezzo passato alla storia della pubblicità fraudolenta, appaiata al miglior millantato credito, è “L’Autentica sirena di Feejee”: un ibrido incartapecorito che si scoprì poi essere, in realtà, un posticcio ottenuto dall’incollaggio di una coda di pesce sotto il busto di una scimmia. E poi l’elefante più grande al mondo Jumbo (altra antonomasia tuttora in uso in area anglofona per indicare qualsiasi prodotto di taglia extralarge), il generale Tom Thumb (un nanerottolo che non superò mai i 65 cm d’altezza e che Barnum portò in visita a tutte le più eminenti corti del tempo), Buffalo Bill e Toro Seduto (che, sotterrata l’ascia di guerra e messisi in comuni affari, furono scritturati per una fruttuosa tournée che toccò l’intero Occidente) e soprattutto, cioè quel che a noi qui più preme… i freaks!

Fu il primo a restituire loro la piena dignità, dal bambino peloso ai microcefali, fino ad arrivare a ermafroditi e focomelici, facendone artisti pagati (in alcuni casi anche profumatamente), anziché storpi da denigrare o da impiegare come oggetti di impietoso studio all’interno dei gabinetti medici.

Quello che immaginiamo muovesse il grand’uomo era lo spirito del fanciullino che ancora doveva albergare in fondo a quel suo robusto fisico da impresario nordamericano, capace di stupirsi e arrossire a bocca aperta di fronte alle continue stranezze che l’universo mondo ci offre a ogni piè sospinto, a patto che lo si rimiri col giusto paio d’occhi. Un’attitudine alla meraviglia che riusciva a trasmettere all’intero pubblico pagante e che crediamo lo animasse ancor più e ancor prima di una losca e dozzinale avidità.

La chiusura del Barnum, sotto tale luce, è forse un segno dei tempi? Testimonia un’epoca non più capace di trarre ispirazione e meraviglia da ciò che la circonda? (E la meraviglia, ricordiamocelo, è il punto di partenza di ogni pensamento, come ci insegna Aristotele). Oppure, più semplicemente, uno spettacolo del genere è divenuto superfluo, atteso che viviamo in tempi in cui nulla è più insolito, visto che tutto e tutti sono ormai continuamente accessibili (purché si possegga una adsl sufficientemente supportata)? Certo è che nel regno di quel vecchio cialtrone di Phineas non era banalmente l’ammasso di bizzarrie a costituirne lo spettacolo, ma la sapiente, ispirata, fanciullesca regia che c’era dietro…

(Se poi vi va di conoscere un erede futuribile di Barnum, beh, cliccate qua sopra per essere prontamente indirizzati)

NASA: Il motore impossibile potrebbe funzionare davvero, raggiungeremo la luna in 4 ore

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Nonostante il grande scetticismo di molti, secondo un documento pubblicato dall’American Institute of Aeronautics and Astronautics intitolato Measurement of Impulsive Thrust from a Closed Radio Frequency Cavity in Vacuum, i primi esperimenti con la propulsione elettromagnetica condotti nel Laboratorio Eagleworks dalla NASA avrebbero dato risultati positivi. Un propulsore EM-Drive sarebbe capace di produrre una spinta superiore a quella dei normali motori a razzo, senza però l’uso di carburante. In futuro il motore potrebbe permettere di raggiungere la luna in solo 4 ore e Marte in 70 giorni. Dopo i primi test di laboratorio, il prossimo passo consisterà nel testare il propulsore in condizioni reali.