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Lorenzo Loreti legge Il corpo (Luigi Musolino – La prima frontiera) al TS+FF

Siamo orgogliosi di annunciarvi che la C&L Audiobooks registrerà il racconto “Il corpo” di Luigi Musolino, contenuto nell’antologia La prima frontiera. La pubblicazione, edita da Kipple Officina Libraria con la curatela di Sandro Battisti, contiene 21 racconti di autori del Fantastico (con due guest stars del calibro di Bruce Sterling e Danilo Arona) che esplorano cosa può accadere nei mondi lontani dall’umano, oltre il confine weird.

➡️ In occasione della presentazione al Trieste Science+Fiction Festival sarà diffusa la clip audio in anteprima nazionale (qui l’evento FB).

Vi aspettiamo sulla soglia della… Prima Frontiera!

Presentazione di La prima frontiera al Trieste Science+Fiction Festival – 30 ottobre, ore 12.00

La prima presentazione ufficiale dell’antologia La prima frontiera, manifesto dello strano weird edito da Kipple Officina Libraria, sarà a Trieste il 30 ottobre alle ore 12.00, nell’ambito del Trieste Science+Fiction Festival. Dal programma della manifestazione, l’abstract dell’incontro (qui l’evento FB):

La prima frontiera, uno sguardo oltre il weird – 21 racconti di autori del Fantastico (con due guest stars del calibro di Bruce Sterling e Danilo Arona) che esplorano intensamente cosa può accadere nei mondi lontani dall’umano, oltre il confine weird.
con: Sandro Battisti, curatore; Roberto Furlani, autore; Ksenja Laginja, illustratrice e autrice; Alex Tonelli, autore

Luogo dell’incontro: Teatro Miela Bonawentura – Piazza Duca degli Abruzzi 3, 34132 Trieste. Ci vediamo lì?

La quarta

La prima frontiera è il limite che si incontra trascendendo in direzione dell’inumano, in tutte quelle regioni indefinite, dove anche la coscienza si astrae divenendo materia sfuggente. In tale dimensione come si trasforma la percezione del weird? Nel momento stesso in cui qualcosa ci farà sussultare nella settima dimensione, o quando un essere alieno proverà una paura che non potrà esplicare, cosa verrà considerato strano? La prima frontiera sarà lì, per mostrarsi in tutta la sua luminosa essenza.

Gli autori

Bruce Sterling, Lukha B. Kremo, Giovanni De Matteo, Giovanna Repetto, Luigi Musolino, Alessandro Forlani, Pee Gee Daniel, Mario Gazzola, Uduvicio Atanagi, Domenico Mastrapasqua, Irene Drago, Roberto Furlani, Federica Leonardi, Matt Briar, Linda De Santi, Alex Tonelli, Maico Morellini, Marco Milani, Marco Moretti, Ksenja Laginja e Danilo Arona. A cura di Sandro Battisti. Traduzione del racconto La lampada da lavoro (Bruce Sterling) di Salvatore Proietti.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

AA.VV. | La prima frontiera                                                              

Introduzione e curatela di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja
Traduzione di Bruce Sterling: Salvatore Proietti

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 215 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-10-1
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 204 – € 15 — ISBN 978-88-32179-09-5

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Esce “La prima frontiera”, antologia di Strano Weird – guest star Bruce Sterling e Danilo Arona – Curatela di Sandro Battisti

LA PRIMA FRONTIERA è da oggi disponibile, nella curatela antologica di Sandro Battisti, su www.kipple.it e nelle principali librerie online, in formato digitale e cartaceo.
Ventuno racconti del Fantastico esplorano con intense suggestioni cosa può accadere nei mondi lontani dall’umano, in tutti quei territori dove regnano l’inumano e lo strano. “La prima frontiera” è un viaggio attraverso il mutamento delle percezioni nel weird, dove il concetto di “diverso” si allontana da quello che abbiamo sempre immaginato.

Hanno partecipato all’antologia: Luigi Musolino, Alessandro Forlani, PeeGee Daniel, Mario Gazzola, Giovanna Repetto, Lukha B. Kremo, Uduvicio Atanagi, Domenico Mastrapasqua, Irene Drago, Roberto Furlani, Giovanni De Matteo, Matt Briar, Federica Leonardi, Alex Tonelli, Maico Morellini, Linda De Santi, Marco Milani, Marco Moretti, Ksenja Laginja. Accanto a questi grandi nomi della narrativa fantastica italiana, sono presenti due guest star d’eccezione: Danilo Arona e Bruce Sterling (nella traduzione di Salvatore Proietti); la copertina è a cura di Ksenja Laginja.

Sinossi

Cosa può spaventare l’inumano, il bizzarro, il diverso? Quali sentimenti permeano le energie così lontane dall’umanità che osserviamo ogni giorno? Le suggestioni e le storie contenute in questa antologia rispondono, ognuna a modo suo, a tutte queste domande dove significati e simboli si mescolano tra loro, senza un ordine predefinito. Ci siamo chiesti se il diverso sia capace di provare la stessa paura che proviamo noi di fronte a esso; quali rivelazioni si mostrano attraverso lo spazio siderale, lo studio della fisica e delle rifrazioni quantiche che ci insegnano a dubitare di noi stessi e a piegare il concetto di superiorità umana sulle differenti specie dell’universo. Lovecraft stesso ha minato questa umana dittatura, inserendola in un pantheon di orrore terrificante, dove le antiche energie sono state capaci di trascendere il concetto di tempo e dimensione irrompendo nel reale. A cosa pensa l’inumano quando guarda a noi nell’attraversamento dimensionale? A questo, e molto altro, hanno risposto gli autori intervenuti nell’antologia,  ognuno col proprio codice di pensiero e scrittura.

Estratto

La prima frontiera. Ovvero, il primo limite che s’incontra trascendendo, disincarnandosi; la prima barriera con cui s’impatta accedendo a luoghi inumani. E allora, quando si è in quelle regioni indefinite, dove anche la coscienza diviene un concetto astratto e sfuggente, indefinita nel suo intuito senziente, come si svilupperà la percezione del weird? Come si modificherà il paradosso, il creeping, lo stacco del Fantastico nel momento in cui qualcosa ci farà sussultare nella settima dimensione, o quando un essere alieno proverà paura per qualcosa che nemmeno lui potrà esplicare? Allora, la prima frontiera sarà già lì, nel suo tentativo di raccontarci cosa contiene.
Gli autori chiamati qui a rispondere a tali quesiti sono tra i migliori che conosco; l’aver suscitato in loro la curiosità e l’interesse nello sviscerare il concetto sopra esposto è per me motivo d’immenso orgoglio, perché accanto a firme giovani ma già in grado di rivelare la loro notevole cifra stilistica, potrete trovare molte firme affermate, conosciute perché estremamente brave nell’arte del raccontare. È con infinito senso di gratitudine che ringrazio quindi ognuno dei partecipanti, con tutti ho instaurato uno stretto rapporto di confidenza per spiegare meglio cosa volevo dalle loro storie, e così da ciascuno di loro ho voluto tirar fuori la personale visione di un weird non antropocentrico; essendo questo un concetto di frontiera, di difficile idealizzazione, a volte è stato necessario predisporre da parte loro delle modifiche alle convinzioni, attraverso sessioni di brain storming in cui one to one ci siamo confrontati su come si potesse sviscerare al meglio il tema di quest’antologia. Il risultato è sotto i vostri occhi, e io sono lieto di esserne stato soltanto il tramite – un medium sarebbe il caso di dire, visto il tema trattato – arrivando infine alla vostra consapevolezza che qualcosa d’incombente, non scorto, è su di noi e precipita dallo strapiombo di innumerevoli e ignote dimensioni in cui l’umanità – per dirla alla Lovecraft – non è nemmeno contemplata.

Sandro Battisti – Introduzione

La quarta

La prima frontiera è il limite che si incontra trascendendo in direzione dell’inumano, in tutte quelle regioni indefinite, dove anche la coscienza si astrae divenendo materia sfuggente. In tale dimensione come si trasforma la percezione del weird? Nel momento stesso in cui qualcosa ci farà sussultare nella settima dimensione, o quando un essere alieno proverà una paura che non potrà esplicare, cosa verrà considerato strano? La prima frontiera sarà lì, per mostrarsi in tutta la sua luminosa essenza.

Gli autori

Bruce Sterling, Lukha B. Kremo, Giovanni De Matteo, Giovanna Repetto, Luigi Musolino, Alessandro Forlani, Pee Gee Daniel, Mario Gazzola, Uduvicio Atanagi, Domenico Mastrapasqua, Irene Drago, Roberto Furlani, Federica Leonardi, Matt Briar, Linda De Santi, Alex Tonelli, Maico Morellini, Marco Milani, Marco Moretti, Ksenja Laginja e Danilo Arona. A cura di Sandro Battisti. Traduzione del racconto La lampada da lavoro (Bruce Sterling) di Salvatore Proietti.

Il curatore

Sandro Battisti è uno dei fondatori del movimento letterario Connettivista. A partire dal 2004 si è dedicato allo sviluppo di uno scenario comune a molti suoi lavori successivi, l’Impero Connettivo, dapprima con racconti apparsi su NeXT, la fanzine del movimento, e con il fumetto “Florian”, successivamente nei romanzi “PtaxGhu6” (2010), scritto in collaborazione con Marco Milani, e “Olonomico” (2012). Ha vinto il Premio Urania 2014 e il Premio Vegetti 2017 con L’IMPERO RESTAURATO.  Scrive quotidianamente sul blog http://hyperhouse.wordpress.com.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

AA.VV. | La prima frontiera                                                              

Introduzione e curatela di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja
Traduzione di Bruce Sterling: Salvatore Proietti

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 215 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-10-1
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 204 – € 15 — ISBN 978-88-32179-09-5

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Recensione di Danilo Arona a Uironda, di Luigi Musolino | Pulp libri

Danilo Arona recensisce superbamente su PulpLibri la raccolta di racconti di Luigi Musolino, Uironda, edita recentemente da Kipple. Vi lasciamo alle sue superbe parole, a un estratto che rende molto bene ciò che un maestro dell’oscurità italiana pensa di Musolino e dei suoi lavori.

Il fatto è che a Musolino non servono creature o dimensioni «altre». La realtà, per quel che lui che ne (dis)percepisce, è più che sufficiente. Una realtà hic et nunc senza andare lontano. Così, nella sua narrativa, i «mostri» diventano le anomalie, le distorsioni, fantasmi della mente che si materializzano per poi scomparire o riapparire sotto mutate vesti. E uscite autostradali inesistenti sulla carta geografica, un piano condominiale che appare e scompare, un paesaggio notturno che si modifica sotto i piedi di un improvvido runner o l’arcano incantesimo di un villaggio prigioniero di sé stesso, rilanciano ancora una volta l’antica tesi se la narrativa fantastica, soprattutto quella italiana, non sia in verità lo specchio di un altro Reame del Reale, contiguo e non impossibile.

Sinossi

Esplorazione. Cos’è la letteratura se non l’esplorazione, la ricerca e il superamento di nuovi confini? Uironda di Luigi Musolino è anche un luogo, ma in primis è un confine, un confine tra la luce e l’oscurità, tra il noto e l’ignoto. Uironda è la Paura, ma non quella dell’oscurità o dell’ignoto stessi, ma quella più grande, quella della scelta. Scegliere se compiere il salto, assumersi la responsabilità, o più semplicemente reificare le proprie paure e cedere all’orrore. Difficile trovare un nero più nero (come una “notte nella notte”, proprio per citare uno dei racconti della raccolta) di quello in cui ci troviamo “impeciati” in queste dieci storie, dai toni cupi e spesso disperati (spesso ma non sempre, a volte s’intravede un flebile spiraglio di speranza, magari proprio nell’accettazione di quel nero più nero). A rendere questo nero ancora più oscuro e affascinante è il linguaggio, lo stile di questi racconti, che pur partendo da un tessuto realistico nonché contemporaneo, si contorce, come una pianta rampicante, sino ad avvolgerci e catturarci per poi scaraventarci in una nuova dimensione, grazie anche all’uso di termini desueti, di onomatopee, con il loro richiamo a suoni ancestrali.

Luigi Musolino, Uironda
Copertina di Franco Brambilla
Introduzione di Andrea Vaccaro

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato cartaceo – Pag. 248 – 15.00 € – ISBN 978-88-98953-93-6
Formato ePub e Mobi – Pag. 272 – 3.95 € – ISBN 978-88-98953-94-3

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Recensione di Lamette nel corrimano di Giuliano Fiocco | Karashò

Su Karashò è uscita una belle recensione a Lamette nel corrimano, di Giuliano Fiocco, e a dirla tutta anche nei confronti di Kipple Officina Libraria. Siamo felici che il nostro lavoro di frontiera venga infine riconosciuto e che uno dei nostri tanti frutti, l’opera di Giuliano, sia stato giustamente considerato. E voi, avete già acquistato l’ebook?

Chiariamolo immediatamente: questa è una antologia a suo modo estrema. A pubblicarla la Kipple che sta facendo in questi anni davvero un buon lavoro di promozione di autori nostrani, a loro modo sempre particolari e spiazzanti.

Il soprannaturale, sospeso ed in bilico, centra poco. Come poco, molto poco, centrano gli ingredienti solitamente utilizzati e conosciuti in questi giorni per tirare fuori qualcosa di veramente estremo: slashing, distopie, esseri mostruosi che abitano gli abissi ed emergono a porgere i conti. Qui, quel con cui si fa i conti, è l’ombra che ogni uomo si trascina dietro: la malattia mentale, la nevrosi, la psicopatia. Ci sono demoni, ovunque, nascosti in ogni cassetto dell’anima dei tanti protagonisti. Ma sono sempre demoni umani, troppo umani, per non far molta più paura che Azathoth o qualsiasi altro impronunciabile “dimonio” cui la letteratura ci ha abituato.

Giuliano Fiocco, dalla sua, ha uno stile discreto, mai sopra le righe, anche nella descrizione dell’orrore più profondo. Eppure, eppure riesce se vogliamo ad essere ancora più disturbante. Lo stesso titolo ci sciocca, lo stesso titolo ci regala la sensazione tagliente e fredda di una lametta nel corrimano, di un orrore doloroso ed imprevedibile che arriva lì a toglierci in ogni modo fiducia in qualsiasi cosa possa risultare ancora, salvagente, appiglio. L’orrore ci colpisce dove ci sentiamo più sicuri o dove, paradossalmente, cerchiamo di farci rassicurare; ed è questo a terrorizzare di più e far funzionare come una macchina perfetta ogni singolo racconto di questa antologia. Da avere!

Giuliano Fiocco, Lamette nel corrimano             
Kipple Officina Libraria – Collana k_noir – Pag. 178 – 1.95 €
Prefazione Andrea G. Colombo
Postfazione Danilo Arona
Formato ePub e Mobi
ISBN 978-88-98953-33-2

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Intervista a Danilo Arona | Weird Magazine

Su WeirdMagazine è uscita una bellissima intervista a DaniloArona; ne estrapoliamo alcuni brani che riguardano anche Kipple, che è piena di persone che guardano a Danilo come a un guru connettivo_sciamanico. Eccole qui:

È da poco fuori per Kipple la riedizione del tuo romanzo “Blue Siren e l’ultimo giro di vite”, che, come si evince dal titolo, analizza in chiave macabra il celebre romanzo di James. Raccontaci qualcosa di questa tua interessante destrutturazione del classico e anche del tuo rapporto con “Il giro di vite”.

In prima cosa ho “continuato” il “Giro di vite” di James. Perché il finale sospeso di quel capolavoro inarrivabile è quasi un invito a provarci anche se l’accademico che giace sepolto in me urla al sacrilegio. Urla insopportabili quando iniziai, ma gradualmente scoprii che nel mondo non ero l’unico. Alla rinfusa: Michael Hastings con “The Nightcomers”, che fu anche la sceneggiatura del film “Improvvisamente un uomo nella notte”; il lungo e raffinato omaggio inserito nel capolavoro di Peter Straub “Ghost Story”, in Italia “La casa dei fantasmi”; un ulteriore prequel, in forma di rappresentazione teatrale, firmato da Don Nigro, “Quint and Miss Jessel at Bly”; due clamorosi adattamenti a fumetti, l’uno di Alfredo Castelli e del sublime disegnatore Aldo Di Gennaro, uscito negli anni Settanta nella rivista “Horror” di Gino Sansoni, e l’altro, perla nella mia biblioteca, di Guido Crepax uscito nel 1989; un apocrifo di Sherlock Holmes a firma di Donald Serrell Thomas “Sherlock Holmes and the Ghosts of Bly” e nientepopodimeno che Joyce Carroll Oates nel racconto “The Accursed Inhabitants of the House of Bly”, pubblicato nell’antologia personale “Haunted – Tales of the Grotesque”. Mi pare di essere in ottima compagnia. Diciamo che prima ho scritto il sequel che è in buona sostanza un lungo interrogatorio cui è sottoposta Miss Giddens da parte di un avvocato incaricato dallo zio di Flora e Miles di indagare sulla misteriosa morte di quest’ultimo. Poi ho recuperato la cornice di James “al contrario” nel senso che l’ho trasformata in una provvisoria conclusione post-interrogatorio, con quei personaggi che hanno ascoltato i fatti di Bly destinati a diventare I Veglianti, una sorta di cricca esoterica che si dedica alle sedute spiritiche e ai racconti di fantasmi. Non mi addentro, per non complicare troppo l’esposizione del prolungamento contemporaneo, nelle varie vicende dell’oggi e in che modo di azzecchino con “Giro di vite”. Ma ci azzeccano… perché da un peccatuccio del turpe giardiniere Quint con Miss Jessell scaturì una bimba “mai nata”. E quella bimba, annegata in grembo materno nelle acque di Bly, se fosse nata sarebbe stata chiamata Melissa… Ma qui mi devo fermare. Magari qualcuno vorrebbe leggere.

Veniamo a un altro archetipo per te fondamentale: Melissa. Fra realtà e leggenda, vorrei comprendere come nasce un personaggio.

Già, ne abbiamo appena parlato. Che devo dirti? Come nasce il personaggio l’ho già confessato più volte. L’ho scoperta in rete in un sito scomparso http://www.melissa1999 e la storia di questa misteriosa sconosciuta investita sulla Bologna/ Padova che proiettava nel momento della sua morte la sua immagine in altre cinque zone autostradali al momento dell’impatto, con tanto di testimoni, era un bel gancio narrativo. Prima di farla mia (si fa per dire), ho tentato in ogni modo e pubblicamente di entrare in contatto con il webmaster del sito che nel frattempo aveva già smantellato il tutto. Volevo riconoscergli copy ed eventuali diritti, se mai li avesse accampati. Poi Melissa, per colpa o per merito di una certa antologia, si è evoluta. Ha delle origini mitologiche, anzi direi “cosmiche”, che sono raccontate da un certo Yon Kasarai in “Pazuzu” (Delos) e riportate ancora nei Libri Proibiti del medesimo dei quali un frammento è apparso, appunto, in “Bad Prisma”. Facendo l’inventario, Melissa appare per la prima volta in “Cronache di Bassavilla” e prosegue la sua carriera, si fa per dire, in “Melissa Parker e l’incendio perfetto”, “Pazuzu”, “Ritorno a Bassavilla”, “Blue Siren e l’ultimo giro di vite”, “Gli ultimi giorni di Bassavilla” e “Km 98”. Poi esistono contributi non di mio pugno in tutta l’antologia “Melissa e dintorni” e comparsate di altissimo rango ne “Il Diacono” di Andrea G. Colombo e in “Zona Zero” di Sergio Altieri. In onore della sua natura prismatica, Melissa è il Male al femminile in grado di irrompere in ogni epoca e situazione di crisi.

In alcuni casi come “L’ombra del Dio alato” (Marco Tropea, Kipple), il saggio pare voler tornare quasi nell’alveo della narrativa. Il narratore che è in te cerca sempre di venire fuori?

Sicuro. E viceversa. Sono due anime. Ma, appunto, come Price, mi sento bipolare. Sì, un paio di capitoli de “L’ombra del dio alato” sono pura fiction. Ma francamente l’argomento quasi lo richiedeva. Pazuzu, non so se mi spiego…

Kipple presenta “Blue Siren e l’ultimo giro di vite”, di Danilo Arona

Kipple Officina Libraria presenta la riedizione di Blue Siren e l’ultimo giro di vite, il romanzo di Danilo Arona che riprendendo le fila del celebre romanzo di Henry James “Il giro di vite”, coverrilegge in chiave estrema, sessuale e perversa alcune suggestioni sciamaniche dell’Amazzonia, portandole nella provincia del Piemonte odierno attraverso un incubo dalle spaventose implicazioni occulte.

Sinossi

Cosa successe realmente nella trama del Giro di vite, di Henry James, cosa tentò di raccontare il celebre romanziere all’alba del XX secolo usando un filtro tale da non ledere i sensi puritani della borghesia dell’epoca? E cosa lega quello scenario da incubo, di quella villa persa nella campagna inglese, teatro di assurde presenze e apparizioni viste, non viste, percepite e negate, con l’ayahuasca, droga sciamanica e psicotropa dell’Amazzonia che permette la materializzazione di una divinità tipica della frontiera psichica, in grado di vendicarsi degli usi lisergici impropri? Fatevi prendere per mano da Danilo Arona e lasciate che vi guidi attraverso i sensi resi sottili dalla paura, dalle percezioni e dalla droga, affinché emerga una realtà alternativa che ne delinei altre ancora, in un espansione frattale del reale che può solo aprirvi la mente. Un ennesimo capolavoro di Arona è pronto da farsi assorbire.

Estratto

– Ah, immagino la povera governante in questo frangente, ma neppure riesco a rappresentarmi il suo inferno interiore. Per quali vie repellenti Miles e Flora (ambedue sì, perché le loro risate all’ingresso della signora Grose e le loro stesse parole percepite da me quando andai a spiarli di notte non possono far propendere per una diversa tesi), per quali percorsi aberranti loro erano giunti all’imitazione dell’infernale rapporto notturno tra Quint e la Jessel? Non era pensabile che i bambini si alzassero nottetempo per raggiungere il luogo degli incontri clandestini tra i due… Anche perché, se la povera Jessel aveva detto la verità – lui viene di notte e mi spezza come un fuscello! – non sembravano esserci dubbi che Quint s’introduceva, invitato o meno che fosse, nella sua stanza del secondo piano, laddove non si poteva essere testimoni se non entrando esplicitamente convocati… A meno che… E di folgorazione e di folgorazione, la Grose andava scoprendosi un’investigatrice degna di sir Conan Doyle… a meno che il torbido nido dei due amanti non fosse la dependance di Quint nella parte più folta e recondita dell’immenso giardino di Bly House, una baracca in legno senza tendine alle finestre da cui tutto poteva essere visibile. Ma, se le cose stavano così, allora miss Jessel aveva mentito, forse per salvare un minimo di decenza se ve ne fosse rimasta. Perché non era lui a giungere di notte, ma lei ad andarlo a trovare quando tutta Bly si mostrava immersa nel sonno. Lei a sottoporsi volontariamente alle torture del mostro… A sottoporvisi con piacere. Non ebbe il coraggio, mi confessò la signora Grose, di proseguire nell’inchiesta. I particolari, quelli che contavano, erano già sin troppo lampanti. E lei non avrebbe retto a un ulteriore dettaglio che avesse potuto dimostrare una qualsiasi complicità tra gli adulti e i bambini. I primi che fingevano di non sapere di essere spiati e i secondi che osservavano convinti di non essere notati. Ma io sapevo, mentre la Grose mi raccontava, io sapevo perché lo avevo udito quella notte da Flora… Flora, proprio lei, la creatura più incantevole e angelica mai vista al mondo. Flora che aveva detto: Il gioco con le corde, quello che Quint s’inventò per noi quando si accorse che li guardavamo dai vetri! Flora… di neppure otto anni in quel momento!

L’autore

Danilo Arona, scrittore, e critico cinematografico. Tra le sue pubblicazioni: Cronache di Bassavilla (Flaccovio), L’estate di Montebuio (Gargoyle Books), Ritorno a Bassavilla (Edizioni XII), Malapunta – L’isola dei sogni divoratori (Cut Up), Finis Terrae e Bad Visions (Mondadori), Palo Mayombe 2011 e L’ombra del dio alato (Kipple), La croce sulle labbra (Anordest) con Edoardo Rosati, Io sono le voci (Anordest), L’autunno di Montebuio (NeroCafè) con Micol Des Gouges, Rock – I delitti dell’Uomo Nero (Edizioni della Sera), Km 98 ancora con Edoardo Rosati (Anordest), Un brivido sulla Schiena del Drago (Larcher), Croatoan Blues (NeroCafè) e Land’s End – Il teorema della distruzione con Sabina Guidotti (Meridiano Zero).

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.            

Danilo Arona | Blue Siren e l’ultimo giro di vite
Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 185 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-61-5

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