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Ritorna Pulphagus, l’asteroide di Kremo, in una nuova serie | Fantascienza.com

Su Fantascienza.com la segnalazione della pubblicazione della saga di Pulphagus, scritta dal nostro editore Lukha B. Kremo, le cui uscite per Delos Digital si protrarranno per settimane: molti episodi, quindi, tutti impreziositi dalle copertine di Ksenja Laginja, altra stretta collaboratrice di Kipple.
La prima storia è stata appena pubblicata, s’intitola La vendetta dei Calcaterra, la trovate a 1.99€ su Amazon e su tutti gli altri store online; eccovi la quarta:

Raskal, da poco incarcerato per essere stato condannato per l’omicidio Calcaterra, è costretto a mettere i giovani Mirea e Shevek a capo della Marlin™.
Gli eredi della vittima di Raskal, in cerca di una vendetta privata, decidono di approfittare della loro poca esperienza e cominciano a pedinarli per ricattarli e ricavarne preziose informazioni. Non sanno, però, che i due giovani sono pulphagi, provengono cioè dal tossico asteroide che raccoglie i rifiuti del mondo, e non sono certo degli ingenui.
L’inseguimento li porterà fuori dai territori standard, nelle lande selvagge e deserte, dove Mirea e Shevek sono a caccia del contatto con un gruppo di ribelli chiamato 3A.
E il ricatto prenderà una pessima piega.

La prima puntata di una nuova serie di fantascienza derivata dal romanzo vincitore del Premio Urania, Pulphagus® – Fango dei cieli.

Imperdibile, da tutti i punti di vista. Ed è festa grande per la Kipple tutta!

Il nostro editore Lukha B. Kremo vince il Premio Vegetti 2018

Kipple Officina Libraria è in festa per l’ennesimo Premio vinto dal suo editore, Lukha B. Kremo: dopo il Premio Urania 2016, il Cassiopea 2017 (entrambi vinti col romanzo Pulphagus) e dopo il Premio Robot 2018, è la volta ora del Premio Vegetti 2018, nella sezione romanzi, vinto proprio col sempreverde Pulphagus.

La redazione si congratula con il presidente Kremo e gli augura altri cento/duecento di questi giorni, ma non sappiamo se i suoi competitor si stiano augurando la stessa cosa. Complimenti!

È Lukha B. Kremo il vincitore del Premio Robot 2018 | Fantascienza.com

Fantascienza.com dà la notizia del vincitore del Premio Robot 2018: è il nostro editore Lukha B. Kremo, che si aggiudica con Invertito il prestigioso Premio; il racconto uscirà nei prossimi giorni su Robot 83. Ecco le note dell’articolo scritte dall’editore di Robot Silvio Sosio:

Dopo aver vinto il Premio Urania con Pulphagus®: fango dei cieli (vincitore anche del Premio Cassiopea), Lukha B. Kremo si aggiudica un nuovo importante riconoscimento, il Premio Robot, col racconto Invertito. Kremo è anche in finale al Premio Odissea.

Invertito è un racconto su vari livelli, che coniuga insieme diverse idee – sociali, culturali, cosmologiche – in una miscela decisamente originale e coinvolgente.

La crew Kipple si complimenta con il nostro editore e si fregia di un altro prestigioso tassello, permetteteci di continuare a pensare di essere la casa editrice con la redazione più premiata d’Italia: grazie a tutti, grazie a Kremo! KeepTalking!

Prospect: il primo stupendo trailer del nuovo film Sci-Fi indie

Prospect, tratto dall’omonimo cortometraggio di successo,  è il nuovo film diretto da Chris Caldwell e Zeek Earl che narra la storia di una caccia al “tesoro” che si estende ben oltre i confini del nostro sistema solare. Un padre, Damon (Jay Duplass), e sua figlia, Cee (Sophie Thatcher), si avventurano fra le pericolose foreste di una luna aliena dall’atmosfera tossica, alla ricerca di risorse che potrebbero renderli ricchi. Ma non sono gli unici… Prospect, stando se non altro al primo trailer, sembra promettere un’avventura fantascientifica complessa, con personaggi molto ben formulati. Una produzione indie che potrebbe non avere nulla da invidiare a Moon (2009) ed Ex Machina (2015). In attesa di saperne di più, godiamoci l’ottimo trailer. Buona visione!

Trasformare con le parole i sogni in realtà: intervista a Linda De Santi, vincitrice dell’Urania Short 2017

Ciao Linda. Per chi non ti conoscesse ancora, ti andrebbe di parlarci un po’ di te?

Mi mette sempre un po’ in imbarazzo parlare di me. Sono una persona con un’irriducibile passione per la fantascienza. Approfitto di ogni minuto libero per scrivere, compro più libri di quanti ne riesco a leggere, amo le conversazioni su romanzi e scrittura, odio le polemiche sui social, sono una gamer con troppe ore di sonno arretrato.

Raccontaci com’è stato vincere il Premio Urania Short.

Un’emozione fortissima, soprattutto perché non mi aspettavo assolutamente di vincere. Figurati che, dopo la proclamazione, sono rimasta seduta tra il pubblico, credendo che fosse un sogno (mi sono riavuta solo quando mi hanno detto di alzarmi per andare a prendere il premio…).
Urania ha un grande significato per me. A casa ho una libreria dedicata interamente ai libri della serie. Sapere che un mio racconto avrebbe fatto parte della collana è stata un’emozione indescrivibile.

Quali credi che siano le difficoltà maggiori con cui deve confrontarsi uno scrittore emergente di genere in Italia?

Credo che una delle difficoltà principali sia farsi leggere. Purtroppo non basta più avere delle buone idee e un bello stile di scrittura: oltre ad essere bravi, oggi bisogna anche sapersi promuovere, andare in cerca di lettori, avere una strategia, seppure minima, in mente. Non è facile, considerato che, se scrivi, di solito non hai tempo per farti promozione.
Poi bisogna dire che dipende dal genere. In Italia la narrativa di fantascienza non ha un pubblico numeroso ed emergere è più difficile. Però è anche un genere che permette di spaziare molto e di raggiungere, potenzialmente, fette di pubblico più grandi. Ci vogliono bravura, intraprendenza, conoscenza della realtà in cui ci si vuole affermare, pensiero laterale.

Quali sono gli autori che ti hanno influenzato maggiormente e perché?

Philip Dick, Aldous Huxley, Greg Egan, Neil Gaiman, Kage Baker, Ted Chiang. Amo molto anche la fantascienza cinese. Aggiungo pure Garth Ennis, anche se è un fumettista.

Se potessi esprimere un desiderio legato al mondo della scrittura, quale sarebbe?

Vorrei che la scrittura venisse considerata un mestiere in tutto e per tutto, non più solo un hobby per chi ha tempo da dedicarle. Mi piacerebbe che alle persone che dicono: “Mi licenzio per dedicarmi interamente alla scrittura,” venisse detto: “Beh, almeno camperai facendo quello che ti piace”, piuttosto che: “Sei pazzo, finirai in mezzo a una strada domani”. Credo che anche la qualità delle pubblicazioni ne gioverebbe: se puoi dedicare tutto il giorno a qualcosa, e quello che guadagni dipende da quanto sei bravo, ti impegni a fondo per raggiungere dei bei risultati.

Prima di lasciarci, ti andrebbe di parlarci dei tuoi progetti futuri?

Intanto ti ringrazio per quest’intervista. Per quanto riguarda i miei progetti futuri, sto scrivendo dei racconti per alcune antologie e sto portando avanti un progetto, per ora ancora segreto (ma non per molto) con i finalisti del Premio Urania Short.
Per il momento continuerò a dedicarmi alla narrativa breve, anche se in futuro mi piacerebbe dedicarmi alla stesura di qualcosa di più lungo. Vedremo.

Recensione a “Carnivori” (2017), di Franci Conforti | Andromeda – Rivista di fantascienza

Su AndromedaSF è uscita una bella recensione a Carnivori, romanzo Premio Kipple 2017 di Franci Conforti, a opera di Elena Di Fazio. Eccone uno stralcio:

L’autrice ha scelto un tema potenzialmente esplosivo e lo ha fatto non solo con grande coraggio, ma con molta delicatezza, senza pregiudizi, valutando le conseguenze di diverse scelte e proiettandole in un’ottica fantascientifica. Questo aspetto impreziosisce il testo, che non diventa un semplice romanzo a tesi, ma un incessante punto interrogativo; un’esplorazione letteraria, ma anche etica, dell’”abisso” menzionato dall’autrice nella riflessione che apre il romanzo. Non si deve, insomma, concordare o meno sul concetto di base per apprezzare “Carnivori” (per dire, l’autrice e io la pensiamo in modo opposto); bisogna lasciarsi andare alla fantascienza e alla sua capacità di sondare il possibile senza dare facili risposte.

Da un punto di vista tecnico è un ottimo romanzo, dalla prosa pulita ed evocativa, capace di tratteggiare con cura la psicologia della protagonista e di sorprendere il lettore con sequenze dinamiche e ricche di suspense.

Insomma, brava a Franci Conforti che ha portato un tema importante nella fantascienza italiana contemporanea, e ha prodotto un’opera profonda e godibile da ogni punto di vista; e complimenti anche a Kipple Officina Libraria per aver premiato il testo, sicuramente un tassello significativo nel loro catalogo.

Sinossi

Squarci di un futuro incipiente e distopico balenano sullo sfondo di questo romanzo vincitore del Premio Kipple 2017. Franci Conforti, già vincitrice del Premio Odissea 2016, con Carnivori disegna a tinte rapide e decise un mondo in disgregazione, con l’esercito degli States che ancora è in grado di essere coeso ma è scosso dalla insubordinazione per il timore di cadere nella logica inumana delle IA o, peggio ancora, di una inespressa minaccia aliena.
Personaggio principale di questo romanzo è John Smith, soldatessa coriacea ma perfettamente femminile nelle sue debolezze antierotiche, che si trova ad affrontare un percorso di riabilitazione nell’esercito e per questo non esita a mettersi completamente in gioco e a correre rischi deleteri, in un rincorrersi di fatti che affondano la loro origine in esperimenti di sconvolgente innovazione aliena.
Quale futuro aspetta l’umanità, quindi? C’è ancora speranza per un futuro radioso e che sia libero, magari, dalla necessità di uccidere per nutrirsi? Come potrà essere contenuto o respinto l’inumano?
Nulla nella scrittura della Conforti si presta alla banalità: la soluzione dell’enigma proposto nel romanzo è ineccepibile, eppure risulta imprevista, l’unica fine possibile che non sia ascrivibile al dominio delle banalità o di facili sentimenti. È il romanzo del 2017: il Premio Kipple si conferma ancora una volta come un valido contest sperimentale ma, al contempo, concreto.

Franci Conforti. Giornalista professionista con una laurea in Scienze biologiche, si è affacciata da poco nel panorama della scrittura d’immaginazione.
Nel 2016 ha vinto il Premio Odissea con Spettri e altre vittime di mia cugina Matilde (Delos Digital) ed è stata tra i finalisti del Premio Urania con il romanzo Stormachine. Il Premio Kipple è il suo secondo importante premio nel campo del fantastico.

Franci Conforti | Carnivori
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 210 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-82-0
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 208 – € 14.99 — ISBN 978-88-98953-81-3

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Philip K. Dick: la stupenda intervista di Charles Platt

Philip K. Dick è senza alcun dubbio uno dei più grandi (e originali) autori americani del secolo passato. Oggi vi presentiamo questa intervista, una delle poche che esistono dell’autore californiano, registrata nel 1979. Charles Platt intervista Dick, parlando di tanti argomenti diversi, dagli autori che lo hanno ispirato alle sue esperienze con sostanze allucinogene.