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Recensione a Fantatrieste @ Delos224

Su Delos224 Carmine Treanni recensisce Fantatrieste, l’antologia triestina curata da Roberto Furlani ed edita da Kipple Officina Libraria. L’intera valutazione è leggibile qui; un estratto:

Nel complesso ne viene fuori una bella antologia, con tematiche e stili diversi, composta da autori di diverse generazioni, ma tutte accomunate dall’amore verso Trieste, una città che come dimostrano i racconti è decisamente un ottimo e credibile scenario per una storia di fantascienza.

LA QUARTA
Dieci storie di fantascienza triestina, dieci essenze di una città, Trieste, che respira il futuro e il limite come forse nessun altro luogo in Italia, in quanto essa stessa città di confine per eccellenza.

GLI AUTORI
Un manipolo di autori triestini, di nascita o di adozione, impreziosisce questa raccolta a tema. In ordine di pubblicazione troviamo: Fabio Aloisio, Simonetta Olivo, Lorenzo Davia, Giuseppe O. Longo, Roberto Furlani, Alex Tonelli, Fabio Calabrese, Caleb Battiago, Gianfranco Sherwood e Luigi R. Berto. La curatela è di Roberto Furlani mentre la copertina è di Ksenja Laginja su fotografie di Simonetta Olivo. Il logo interno è di Elisa Furlani.

LA COLLANA
Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Aa.vv. | FantaTrieste
A cura di Roberto Furlani Copertina di Ksenja Laginja
Fotografie di Simonetta Olivo
Logo FantaTrieste Elisa Furlani

Kipple Officina Libraria
Collana eAvatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 152 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-35-4
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 151 – € 15 — ISBN 978-88-32179-34-7

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Su “Il Paradiso degli Orchi” la recensione a FantaTrieste

Su IlParadisoDegliOrchi Giovanna Repetto recensisce Fantastrieste, l’antologia di AA.VV. curata da Roberto Furlani, edita da KippleOfficinaLibraria, che ha come tema Trieste e la sua schiera di autori dediti alla SF, passione che li coinvolge fino a ridefinire il territorio di frontiera triestino come una particolare avanguardia del genere fantastico. Ecco cosa scrive Repetto:

Riguardo ai contenuti, c’è un’ampia varietà di storie e di temi, ma in tutti c’è la presenza, non solo formale, della città di Trieste. In ogni racconto, in un modo o nell’altro, si respira la città: le sue strade, il suo mare, le piazze e i moli, le tradizioni. Chi volesse indagare sull’origine di questa antologia scoprirebbe presto che gli autori hanno formato un sodalizio dopo essersi incontrati nell’ambito di manifestazioni letterarie e aver riscontrato la loro comune origine. Mi viene da figurarmi la cosa teatralmente, come una scena di agnizione, dove dall’emozione degli abbracci si è passati all’entusiasmo di un progetto comune.
Come dicevo, c’è una ricca varietà di temi. Per Simonetta Olivo si tratta dell’intelligenza artificiale, in un delicato dialogo fra umano e inumano che porta la protagonista a riconoscere a specchio qualcosa di sé (La mente del robot). Fabio Aloisio non risparmia toni drammatici  nel suo Effimera, in cui le visite aliene, per quanto pacifiche e mimetizzate da un aspetto rassicurante, scatenano reazioni di intolleranza. Ancora intolleranza, questa volta verso un certo tipo di  mutanti, nel racconto di Lorenzo Davia, I figli dei naniti. La presenza pervasiva del mare si respira in Mahùt di Fabio Calabrese, così come ne I precursori di Roberto Furlani, che si svolge su due diversi piani temporali. Ne Il canto delle sirene, di Giuseppe O. Longo, ancora a proposito di intelligenze extraumane, c’è una buona dose di ironia e ce n’è, ancora più amara, nel racconto di tipo ufologico Tutto ciò che siamo di Gianfranco Sherwood. Breve ma sfolgorante, nel linguaggio e nelle immagini, è la distopia triestina di Caleb Battiago, High Hopes. Ugualmente affascinante è l’approccio sperimentale con cui Alex Tonelli mescola prosa e poesia, ispirazione biblica e immagini distopiche. Infine una chicca: Pitco di Luigi Berto (1913-1983) che questi autori triestini considerano loro precursore.
A suggellare degnamente il libro, la straordinaria copertina di Ksenja Laginja accende Trieste con colori di fuoco.

LA QUARTA
Dieci storie di fantascienza triestina, dieci essenze di una città, Trieste, che respira il futuro e il limite come forse nessun altro luogo in Italia, in quanto essa stessa città di confine per eccellenza.

GLI AUTORI
Un manipolo di autori triestini, di nascita o di adozione, impreziosisce questa raccolta a tema. In ordine di pubblicazione troviamo: Fabio Aloisio, Simonetta Olivo, Lorenzo Davia, Giuseppe O. Longo, Roberto Furlani, Alex Tonelli, Fabio Calabrese, Caleb Battiago, Gianfranco Sherwood e Luigi R. Berto. La curatela è di Roberto Furlani mentre la copertina è di Ksenja Laginja su fotografie di Simonetta Olivo. Il logo interno è di Elisa Furlani.

LA COLLANA
Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Aa.vv. | FantaTrieste
A cura di Roberto Furlani Copertina di Ksenja Laginja
Fotografie di Simonetta Olivo
Logo FantaTrieste Elisa Furlani

Kipple Officina Libraria
Collana eAvatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 152 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-35-4
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 151 – € 15 — ISBN 978-88-32179-34-7

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Esce oggi l’antologia FANTATRIESTE!

È disponibile da oggi FANTATRIESTE, l’antologia dedicata alla città di Trieste e al suo rapporto col genere fantascientifico. Luogo di frontiera per eccellenza, a cavallo di culture secolari che lì si sono incontrate in una commistione senza uguali, punto di incontro in cui respirare il futuro e restituirlo. Il curatore Roberto Furlani ha richiamato intorno a sé scrittori di genere, tutti accomunati dall’essere in qualche modo triestini: Fabio Aloisio, Simonetta Olivo, Lorenzo Davia, Giuseppe O. Longo, Roberto Furlani, Alex Tonelli, Fabio Calabrese, Caleb Battiago, Gianfranco Sherwood e Luigi R. Berto. La copertina è di Ksenja Laginja su fotografie di Simonetta Olivo. Il logo interno è di Elisa Furlani. Il volume è disponibile in versione cartacea e digitale su http://www.kipple.it, nei principali store on line e nelle librerie.

SINOSSI (dall’introduzione del curatore)
Accanto ad alcune delle firme più interessanti del momento (Olivo, Aloisio e Davia, per fare un esempio contemporaneo) proponiamo autori che da decenni occupano una posizione stabile tra le certezze della fantascienza peninsulare, come Fabio Calabrese, Giuseppe O. Longo e Gianfranco Sherwood. Un curriculum ragguardevole ce l’hanno anche Alex Tonelli e Caleb Battiago, noti esploratori di zone dell’immaginario contigue alla fantascienza dei puristi. FantaTrieste si chiude con un racconto di Luigi R. Berto, il padre putativo della presente iniziativa visto che la sua raccolta personale di oltre quarant’anni fa (e di cui Pitco è un estratto) ha dato il la al progetto qui presentato, che ne riprende il nome; anche il curatore Roberto Furlani propone la sua visione di Trieste fantascientifica, con rimandi storici al passato asburgico che si mischiano con uno degli aspetti della Trieste contemporanea: la Barcolana. Si sottolinea l’ampiezza del ventaglio tematico oltre che generazionale, e ciò si configura nei filoni che trovano spazio in questa selezione: dal divertissment di Berto alle tematiche sociologiche e all’introspezione di Olivo; dalla fantascienza classica dal sapore asimoviano di Longo alle tinte dark di Battiago; dall’incontro con la mitologia a cui ci conduce Tonelli a quello con una civiltà aliena immaginata da Aloisio; dal thriller biotecnologico di Davia a un’hard sf che si snoda tra due secoli di Furlani, dalla fantarcheologia “marittima” di Calabrese a quella “carsica” di Sherwood. La Trieste fantascientifica aveva veramente molto da dire, insomma, e se in qualche misura l’obiettivo è stato raggiunto occorre ringraziare alcuni autori che non appaiono nelle prossime pagine, ma il cui apporto è stato di prezioso aiuto ai fini della realizzazione di questo progetto: Fabio Tarussio, Zeno Saracino e Fabio Novel. Altri nomi che suggeriscono che le incursioni nella fantatrieste potrebbero non essere finite.

ESTRATTO (dall’introduzione del curatore)
Risulta quasi naturale che Trieste sia permeata da una vocazione fantascientifica, in quanto essa stessa città di confine. Non tanto un confine geografico, tra l’Italia e la Slovenia, tra cultura latina e quella slava, quanto uno spartiacque tra due aree del sapere che impreziosiscono Trieste esattamente alla stessa maniera nella quale impreziosiscono la fantascienza. Parliamo di una città, infatti, in cui hanno vissuto figure salienti della nostra letteratura, come Joyce, Svevo, Saba e Slataper, fino a grandi autori della narrativa contemporanea del calibro di Claudio Magris e Paolo Rumiz. Dall’altro lato, Trieste è la culla di realtà scientifiche di preminente interesse nazionale e (in alcuni casi) internazionale. Tra gli enti di ricerca e di divulgazione scientifica possiamo menzionare l’Area Science Park, Elettra Sincrotrone, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, il Centro Internazionale di Fisica Teorica, l’Istituto Nazionale di Astrofisica, il Laboratorio Immaginario Scientifico, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, mentre tra gli scienziati che in anni relativamente recenti hanno lavorato nel capoluogo giuliano spiccano i nomi di Carlo Rubbia e Margherita Hack. La predisposizione di Trieste verso la sf si è presto tradotta da semplice afflato a iniziative concrete.

LA QUARTA
Dieci storie di fantascienza triestina, dieci essenze di una città, Trieste, che respira il futuro e il limite come forse nessun altro luogo in Italia, in quanto essa stessa città di confine per eccellenza.

GLI AUTORI
Un manipolo di autori triestini, di nascita o di adozione, impreziosisce questa raccolta a tema. In ordine di pubblicazione troviamo: Fabio Aloisio, Simonetta Olivo, Lorenzo Davia, Giuseppe O. Longo, Roberto Furlani, Alex Tonelli, Fabio Calabrese, Caleb Battiago, Gianfranco Sherwood e Luigi R. Berto. La curatela è di Roberto Furlani mentre la copertina è di Ksenja Laginja su fotografie di Simonetta Olivo. Il logo interno è di Elisa Furlani.

LA COLLANA
Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

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A cura di Roberto Furlani Copertina di Ksenja Laginja
Fotografie di Simonetta Olivo
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Collana eAvatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 152 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-35-4
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Fantafiabe e fantascienza: intervista all’autrice Simonetta Olivo

Simonetta Olivo

Ciao Simonetta, è un piacere averti ospite qui sulle pagine virtuali di Kipple. Per chi non ti conoscesse ancora, ti andrebbe di presentarti?

In molti non mi conosceranno: “I’m Nobody!” – direbbe Emily Dickinson. Infatti, è da poco che mi dedico alla scrittura, un paio d’anni. Il primo racconto che ho scritto (in vita mia) è stato finalista per il Premio Urania Short 2017 e per l’undicesima edizione del Premio Robot, per essere poi pubblicato con Urania nel maggio 2018. Rileggerlo, oggi, mi provoca un certo bruciore di stomaco, perché lo trovo pieno di ingenuità stilistiche, che noto solo oggi, dopo due anni di scrittura quasi quotidiana. Non posso che essere grata, però, a quel racconto, perché è stata l’occasione di un’esperienza ben più ampia di un concorso letterario. Nel 2017 infatti i finalisti del Premio Urania per i racconti erano quindici. Incuriosita, ho deciso di contattarli tutti, per conoscerli, e la maggior parte ha risposto con interesse. In breve, abbiamo cominciato a conoscerci, a scambiarci materiali e opinioni, per poi incontrarci alla premiazione, e renderci conto di essere un insieme di persone legate da affinità elettive importanti, e dalla consapevolezza di voler uscire dalle dinamiche competitive che spesso offuscano il mondo della scrittura, per sperimentare una visione fortemente cooperativa. Questo aspetto è diventato l’elemento caratterizzante del Collettivo Italiano Fantascienza, il gruppo che è nato da questa prima conoscenza e che ha coi mesi sviluppato un proprio metodo di scambio delle reciproche competenze, che mi ha permesso di crescere e migliorare come scrittrice. Posso dire che senza Il Collettivo non avrei mai scritto le Fantafiabe. Per il resto, ho quarantadue anni, lavoro come psicologa in un servizio pubblico, vivo a Trieste con mio marito e mio figlio di otto anni.

Ci parleresti un po’ delle Fantafiabe?

Si tratta di sei racconti che ripercorrono le fiabe classiche in chiave fantascientifica, o secondo una prospettiva diversa da quella abituale. In alcune Fantafiabe la fantascienza fa da sfondo, per dare spazio all’introspezione dei personaggi, in altre è più centrale. In generale quello che ho cercato di fare è unire alla prospettiva fantascientifica un “buon scrivere”, sia dal punto di vista formale che per ciò che riguarda i modelli letterari: ci sono una serie di riferimenti da “scoprire”, sia stilistici che di contenuto, da Fitzgerald (per scrivere uno dei racconti ho riletto un bel po’ della sua opera) a Shakespeare, a Conrad (citazione nascostissima, solo per veri appassionati). Il volume sarà pubblicato nella collana Robotica.it di Delos Digital.

Copertina Fantafiabe

Com’è nata l’idea del progetto?

La risposta a questa domanda ha a che fare con un altro interrogativo: perché ho cominciato a scrivere proprio fantascienza? Siccome nella mia evoluzione personale penso di essere in un punto cruciale di quella che Jung chiama individuazione, che in parole povere vuol dire mettere assieme, integrare tutti i propri “pezzi” e diventare se stessi, mi sono chiesta quale aspetto di me rappresenti il mio immaginario fantastico. L’Ombra? No. L’Animus? No. No, non è questo. Pensa e ripensa, si allarga nella mia mente un’immagine. È un grosso libro rosso. Si intitola Il Tesoro. Apparteneva ai miei nonni. Dentro, tutte le fiabe che mio padre mi leggeva ogni sera, prima che io mi addormentassi. È il mio Bambino, il Puer, la parte di me che ritrovo nella scrittura. E a ben pensarci, non sono, le favole, dei racconti fantastici? E sono le prime storie, per me, quelle su cui tutto il mio immaginario si è fondato, tanto più dentro la cornice affettiva di quella vicinanza serale. Quando mi sono resa conto dell’importanza delle fiabe per la mia evoluzione passata e presente, ho deciso di proiettarle nel futuro.

Ci descriveresti il processo creativo che hai utilizzato?

Ho scelto le fiabe che avevano una reale e profonda risonanza dentro di me, quelle che più mi avevano lasciato un segno, dentro, nell’infanzia. Ho riletto le versioni originali, naturalmente non quelle disneyane, ma quelle ben più crude e realistiche della tradizione favolistica: ad esempio le favole di Andersen, autore a me molto caro, o le primissime versioni popolari di alcune fiabe, dense di violenza e certamente prive di lieto fine. Dopo essermi documentata, ho cominciato a scrivere, semplicemente. Gli amici del Collettivo mi hanno aiutato a perfezionare le storie. Piero Schiavo Campo, membro del gruppo, ha accettato di scrivere la prefazione: ci tenevo molto a coinvolgerlo in questo progetto, sapendo quanto anche lui ama le fiabe.
Chi ha letto già le Fantafiabe ha notato quanto si possano apprezzare maggiormente rileggendo la versione originale, motivo per cui ho voluto fornire al lettore un riferimento che là lo riconducesse: le illustrazioni. Nel librone “Il Tesoro”, che mi veniva letto la sera, ogni fiaba aveva un’illustrazione, che è rimasta impressa indelebilmente nella mia testa. Le “mie” Fantafiabe dovevano avere un’immagine che le caratterizzasse. Un po’ perché mi ricordavano quei vecchi disegni, un po’ perché libere da problemi di diritti d’autore (morto e sepolto da più di settanta anni), ho scelto le opere di Arthur Rackham, illustratore inglese di epoca Vittoriana, nella sua produzione dedicata proprio alle favole da me scelte.

Collettivo Italiano Fantascienza

Quali sono le tue influenze maggiori?

La letteratura americana, Jung, Dick, la mia vita onirica, la poesia del Novecento, i sepolcrali, i miei ricordi tardoadolescenziali, le suggestioni della musica che amo.

Come vedi la situazione della fantascienza in Italia?

In evoluzione. Bisogna però uscire dalle sciocche competizioni, dalle invidie, dai reciproci sputtanamenti.

Prima di salutarci, ci diresti come può fare la gente per seguire le tue attività?

Proprio ieri, non con grande entusiasmo, ho reso pubblico il mio profilo Facebook. Presto il Collettivo Italiano Fantascienza avrà uno spazio virtuale dove raccontare dei propri progetti.