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Recensione a La prima frontiera (Kipple, 2019) | la nuova carne

Stefano Spataro, sulle pagine della NuovaCarne, recensisce l’antologia La prima frontiera, in cui ventuno autori – tra cui Bruce Sterling e Danilo Arona – si misurano col tema dell’inumano. Un estratto dalla recensione in cui, al suo interno, si dettagliano le suggestioni di ogni racconto:

Non è questo il luogo, né io sono la persona adatta, per decretare quali di questi racconti sia il migliore. Posso dire però che ogni tassello, che sia una firma affermata o un giovane talento, fa bene la sua parte nel creare un immaginario sfaccettato, orribile (nella sua accezione creepy) e allo stesso tempo mostruosamente poetico.

Ventuno racconti del Fantastico esplorano con intense suggestioni cosa può accadere nei mondi lontani dall’umano, in tutti quei territori dove regnano l’inumano e lo strano. “La prima frontiera” è un viaggio attraverso il mutamento delle percezioni nel weird, dove il concetto di “diverso” si allontana da quello che abbiamo sempre immaginato.

Hanno partecipato all’antologia: Luigi Musolino, Alessandro Forlani, PeeGee Daniel, Mario Gazzola, Giovanna Repetto, Lukha B. Kremo, Uduvicio Atanagi, Domenico Mastrapasqua, Irene Drago, Roberto Furlani, Giovanni De Matteo, Matt Briar, Federica Leonardi, Alex Tonelli, Maico Morellini, Linda De Santi, Marco Milani, Marco Moretti, Ksenja Laginja. Accanto a questi grandi nomi della narrativa fantastica italiana, sono presenti due guest star d’eccezione: Danilo Arona e Bruce Sterling (nella traduzione di Salvatore Proietti); la copertina è a cura di Ksenja Laginja; di Sandro Battisti la curatela.

La prima frontiera. Ovvero, il primo limite che s’incontra trascendendo, disincarnandosi; la prima barriera con cui s’impatta accedendo a luoghi inumani. E allora, quando si è in quelle regioni indefinite, dove anche la coscienza diviene un concetto astratto e sfuggente, indefinita nel suo intuito senziente, come si svilupperà la percezione del weird? Come si modificherà il paradosso, il creeping, lo stacco del Fantastico nel momento in cui qualcosa ci farà sussultare nella settima dimensione, o quando un essere alieno proverà paura per qualcosa che nemmeno lui potrà esplicare? Allora, la prima frontiera sarà già lì, nel suo tentativo di raccontarci cosa contiene.

AA.VV. | La prima frontiera

Introduzione e curatela di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja
Traduzione di Bruce Sterling: Salvatore Proietti

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 215 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-10-1
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 204 – € 15 — ISBN 978-88-32179-09-5

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End of connection di Marco Milani è la nuova proposta per la collana Spin-off

Nuova uscita ambientata nell’universo dell’Impero Connettivo per la collana Spin-off di Kipple Officina Libraria, collana dedicata agli spinoff della saga creata da Sandro Battisti, Premio Urania 2014.
End of Connection è la proposta di Marco Milani, uno dei primi connettivisti e già vincitore del Premio Kipple 2014.
L’autore descrive con passi ben delineati e vicini alla nostra umanità i funzionari imperiali postumani, che si muovono tra le mani del plenipotenziario Sillax come attori di un teatro che a volte sfugge allo stesso manovratore; la guerra contro l’entropia è motivo di vita o di morte per il NCE – New Connective Empire – come lo fu per Costantinopoli, per più di un millennio.

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il dominio psichico di un alieno, un Nephilim.

Sinossi

L’Impero Connettivo, Stato che come l’Impero Romano domina sullo spazio ma anche sul tempo, è divenuto un’entità politica divisa in due: la prima metà è votata alle politiche più materiali, mentre l’altra sembra aspirare alla trascendenza; alla prima fa capo il funzionario postumano Sillax, mentre la seconda continua a far riferimento all’imperatore alieno nephilim Totka_II.

Nel NCE – New Connective Empire – il senso di trama politica è sempre più presente. Del resto, cosa aspettarsi da un’entità politica che, venuta dalla trascendenza, ha sempre più necessità di far funzionare l’immanente? In questo scenario, bassi funzionari imperiali si muovono come marionette nelle mani del plenipotenziario Sillax, che affida mandati per cercare di ripianare situazioni entropiche, devastanti per lo Stato.

Estratto

Non era mai stato alla stazione di Nehwon. Non era mai stato in moltissimi altri luoghi, a dire il vero, e la chiamata dalla capitale con l’incarico ricevuto direttamente dal Reggente Sillax in persona…
Era teso e nervoso. Decise di ripassare le notizie a disposizione nel database, nell’ipotesi remota che qualcuno lo interrogasse in merito. “Everon Dixi, agente dell’SPT” immaginò di presentarsi al primo impiegato in servizio al Panopticon per ricevere come risposta: “Per poter entrare devo interrogarla in Storia”.
Ridacchiò tra sé, ma senza riuscire a perdere la tensione. Era un kronopoliser di nomina recente e l’insicurezza, agli alti livelli in cui si stava ritrovando a muoversi, lo accompagnava come un integatto aggrappato con le unghie alla schiena. Del resto era un kronopoliser, non l’ultimo scemo dell’Impero: subodorava qualcosa. Restava quel senso che gli suggeriva di procedere molto attentamente: “capro espiatorio” gli risuonava in testa con una costanza pressante.
Richiamò la funzione info. “Stazione di Nehwon.”
– Accesso a livello Verde. Accesso a livello Rosso.
“Verde è sufficiente”, pensò. Gli bastava qualche dato in più, e in ogni caso non era essenziale. Lo stesso Sillax gli aveva dispensato qualche notizia top secret in merito.
– Collocazione all’intersezione tra la Linea Tau Zero e il canale “Omega” di accesso all’Oloverso. Situata nella galassia di Andromeda. Postazione sospesa sul bordo di singolarità gravitazionale, fisicità fuori dal tempo.
– Bene. Adesso si ragiona…
“Panopticon” modulò il pensiero-richiesta. “Eschaton”, si corresse.
– Dato non accessibile. Livello Rosso.
Ops! Tutto qui? “Accedi a livello Rosso.”
– Impostare codice sicurezza.
Everon lasciò fluire il suo profilo SPT.
– Livello non accessibile.
Interessante… L’ordine di servizio di Sillax sembrava essere il grimaldello che apriva ogni porta. Inutile insistere. “Chiudi sessione.”
– Capro espiatorio… – sfilò la frase in un sussurro. Dal senso di onore iniziale per l’incarico ricevuto, con il senno di poi risultava sempre più fumoso. In pratica doveva recarsi in un ufficio, ricevere istruzioni, in modo che le conoscenze si quantificassero in un niente. Un Sillax scevro di sorrisi e pacche amichevoli – troppo amichevoli – gli aveva declinato notizie con una leggerezza che aveva considerato fuori luogo. Ricordava benissimo un paio di passaggi irti di specifiche nella fiumana di parole che aveva condito briosamente il loro incontro. Nel suo profondo sapeva che lo stava blandendo, ma era troppo esaltato e in balìa di lusinghe per comprendere che in realtà erano soltanto presunte.

La quarta

Il Nuovo Impero Connettivo è nuovamente instabile, ma la postumanità non sembra in grado di rimediare. Il reggente Sillax in persona richiede una missione che va oltre le capacità postumane, oltre le dimensioni.

L’autore
Marco Milani è nato a Como il 5 maggio 1964 e risiede a Stienta, in provincia di Rovigo.
E-writer e scrittore principalmente di science-fiction, fantastic e horror. Tra i fondatori della rivista NeXT e del movimento Connettivista. Premio Kipple 2014. Fino al 2013 editore e curatore con EDS e webmaster di DOMIST – Letteratura e Pace, nel cui ambito ha collaborato con varie associazioni, editori, e-zines e siti. Presente in innumerevoli raccolte e pubblicazioni personali, è raggiungibile in Rete a questi indirizzi:
www.facebook.com/pykmil.marcomilani
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twitter.com/pykmil
www.youtube.com/pykmil

La collana

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il comando di un alieno, un Nephilim. La valuta monetaria in vigore è l’informazione, mentre l’Imperatore di stirpe aliena Totka_II governa con le sue capacità occulte sull’evoluzione tecnologica dell’umanità: i postumani.

Marco Milani | End of Connection

Kipple Officina Libraria
Collana Spin-off — Formato ePub e Mobi — Pag. 20 – € 0.95 — ISBN 978-88-32179-16-3

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Esce “La prima frontiera”, antologia di Strano Weird – guest star Bruce Sterling e Danilo Arona – Curatela di Sandro Battisti

LA PRIMA FRONTIERA è da oggi disponibile, nella curatela antologica di Sandro Battisti, su www.kipple.it e nelle principali librerie online, in formato digitale e cartaceo.
Ventuno racconti del Fantastico esplorano con intense suggestioni cosa può accadere nei mondi lontani dall’umano, in tutti quei territori dove regnano l’inumano e lo strano. “La prima frontiera” è un viaggio attraverso il mutamento delle percezioni nel weird, dove il concetto di “diverso” si allontana da quello che abbiamo sempre immaginato.

Hanno partecipato all’antologia: Luigi Musolino, Alessandro Forlani, PeeGee Daniel, Mario Gazzola, Giovanna Repetto, Lukha B. Kremo, Uduvicio Atanagi, Domenico Mastrapasqua, Irene Drago, Roberto Furlani, Giovanni De Matteo, Matt Briar, Federica Leonardi, Alex Tonelli, Maico Morellini, Linda De Santi, Marco Milani, Marco Moretti, Ksenja Laginja. Accanto a questi grandi nomi della narrativa fantastica italiana, sono presenti due guest star d’eccezione: Danilo Arona e Bruce Sterling (nella traduzione di Salvatore Proietti); la copertina è a cura di Ksenja Laginja.

Sinossi

Cosa può spaventare l’inumano, il bizzarro, il diverso? Quali sentimenti permeano le energie così lontane dall’umanità che osserviamo ogni giorno? Le suggestioni e le storie contenute in questa antologia rispondono, ognuna a modo suo, a tutte queste domande dove significati e simboli si mescolano tra loro, senza un ordine predefinito. Ci siamo chiesti se il diverso sia capace di provare la stessa paura che proviamo noi di fronte a esso; quali rivelazioni si mostrano attraverso lo spazio siderale, lo studio della fisica e delle rifrazioni quantiche che ci insegnano a dubitare di noi stessi e a piegare il concetto di superiorità umana sulle differenti specie dell’universo. Lovecraft stesso ha minato questa umana dittatura, inserendola in un pantheon di orrore terrificante, dove le antiche energie sono state capaci di trascendere il concetto di tempo e dimensione irrompendo nel reale. A cosa pensa l’inumano quando guarda a noi nell’attraversamento dimensionale? A questo, e molto altro, hanno risposto gli autori intervenuti nell’antologia,  ognuno col proprio codice di pensiero e scrittura.

Estratto

La prima frontiera. Ovvero, il primo limite che s’incontra trascendendo, disincarnandosi; la prima barriera con cui s’impatta accedendo a luoghi inumani. E allora, quando si è in quelle regioni indefinite, dove anche la coscienza diviene un concetto astratto e sfuggente, indefinita nel suo intuito senziente, come si svilupperà la percezione del weird? Come si modificherà il paradosso, il creeping, lo stacco del Fantastico nel momento in cui qualcosa ci farà sussultare nella settima dimensione, o quando un essere alieno proverà paura per qualcosa che nemmeno lui potrà esplicare? Allora, la prima frontiera sarà già lì, nel suo tentativo di raccontarci cosa contiene.
Gli autori chiamati qui a rispondere a tali quesiti sono tra i migliori che conosco; l’aver suscitato in loro la curiosità e l’interesse nello sviscerare il concetto sopra esposto è per me motivo d’immenso orgoglio, perché accanto a firme giovani ma già in grado di rivelare la loro notevole cifra stilistica, potrete trovare molte firme affermate, conosciute perché estremamente brave nell’arte del raccontare. È con infinito senso di gratitudine che ringrazio quindi ognuno dei partecipanti, con tutti ho instaurato uno stretto rapporto di confidenza per spiegare meglio cosa volevo dalle loro storie, e così da ciascuno di loro ho voluto tirar fuori la personale visione di un weird non antropocentrico; essendo questo un concetto di frontiera, di difficile idealizzazione, a volte è stato necessario predisporre da parte loro delle modifiche alle convinzioni, attraverso sessioni di brain storming in cui one to one ci siamo confrontati su come si potesse sviscerare al meglio il tema di quest’antologia. Il risultato è sotto i vostri occhi, e io sono lieto di esserne stato soltanto il tramite – un medium sarebbe il caso di dire, visto il tema trattato – arrivando infine alla vostra consapevolezza che qualcosa d’incombente, non scorto, è su di noi e precipita dallo strapiombo di innumerevoli e ignote dimensioni in cui l’umanità – per dirla alla Lovecraft – non è nemmeno contemplata.

Sandro Battisti – Introduzione

La quarta

La prima frontiera è il limite che si incontra trascendendo in direzione dell’inumano, in tutte quelle regioni indefinite, dove anche la coscienza si astrae divenendo materia sfuggente. In tale dimensione come si trasforma la percezione del weird? Nel momento stesso in cui qualcosa ci farà sussultare nella settima dimensione, o quando un essere alieno proverà una paura che non potrà esplicare, cosa verrà considerato strano? La prima frontiera sarà lì, per mostrarsi in tutta la sua luminosa essenza.

Gli autori

Bruce Sterling, Lukha B. Kremo, Giovanni De Matteo, Giovanna Repetto, Luigi Musolino, Alessandro Forlani, Pee Gee Daniel, Mario Gazzola, Uduvicio Atanagi, Domenico Mastrapasqua, Irene Drago, Roberto Furlani, Federica Leonardi, Matt Briar, Linda De Santi, Alex Tonelli, Maico Morellini, Marco Milani, Marco Moretti, Ksenja Laginja e Danilo Arona. A cura di Sandro Battisti. Traduzione del racconto La lampada da lavoro (Bruce Sterling) di Salvatore Proietti.

Il curatore

Sandro Battisti è uno dei fondatori del movimento letterario Connettivista. A partire dal 2004 si è dedicato allo sviluppo di uno scenario comune a molti suoi lavori successivi, l’Impero Connettivo, dapprima con racconti apparsi su NeXT, la fanzine del movimento, e con il fumetto “Florian”, successivamente nei romanzi “PtaxGhu6” (2010), scritto in collaborazione con Marco Milani, e “Olonomico” (2012). Ha vinto il Premio Urania 2014 e il Premio Vegetti 2017 con L’IMPERO RESTAURATO.  Scrive quotidianamente sul blog http://hyperhouse.wordpress.com.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

AA.VV. | La prima frontiera                                                              

Introduzione e curatela di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja
Traduzione di Bruce Sterling: Salvatore Proietti

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 215 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-10-1
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 204 – € 15 — ISBN 978-88-32179-09-5

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Finalisti Kipple-connettivisti al Premio Urania 2017 (e anche al IX Premio Odissea)

Su Fantascienza.com è possibile leggere l’elenco dei finalisti al Premio Urania 2017. Molti nomi – sono dieci – e tra essi è possibile leggere finalmente Marco Milani, connettivista e vincitore del Premio Kipple, così come lo sono stati Matteo Barbieri e Davide Del Popolo Riolo; anche Giovanna Repetto è nell’elenco, la ricordiamo fresca vincitrice dello ShortKipple. Quindi in questa finale (ovviamente, che vinca il migliore!) c’è molto Connettivismo e molto Kipple: andiamo a vedere le carte, siamo impazienti, considerando poi che per il Premio Odissea abbiamo in lizza il nostro editore Lukha B. Kremo, di nuovo Matteo Barbieri e l’altro connettivista Giovanni De Matteo, (mentre tra i segnalati torna Giovanna Repetto).

Kipple presenta il finalista Premio Kipple 2017: Numero Dieci, di Marco Milani

Kipple Officina Libraria presenta Numero Dieci, romanzo di Marco Milani finalista al Premio Kipple 2017. La pubblicazione è edita sia in formato digitale che in cartaceo; la copertina è a cura di BestDesigns.

Tutta la poetica di Milani si dispiega alle porte del sogno, e ci porta lontano su ali leggere ma solide. Siamo ai primordi della razza umana, quando si misurava imberbe con le ineffabili potenze energetiche del cosmo, che ancora impregnano la nostra vita impegnata e materialista: riuscirà il protagonista dell’infinito sogno a tirare le fila della sua stessa coscienza e del suo futuro?
L’autore non ha bisogno di presentazioni: la vittoria del Premio Kipple 2014, la sua militanza e cofondazione del Connettivismo e della rivista NeXT fin dal 2004, parlano per lui.

Sinossi

Marco Milani ci porta nel suo universo zen con la magia del sogno, mostrandoci le sottili connessioni che sfuggono alla nostra vigile attenzione e che si rivelano per quel che sono soltanto quando la nostra essenza può vagare libera e incondizionata nel Pneuma disincarnato.
In questo romanzo finalista del Premio Kipple 2017, Milani disvela il suo piano energetico interiore e le sue alleanze psichiche, i suoi rapporti di forza con le energie che premono sulle nostre vite. Ci mostra che i ricordi ancestrali sono ancora vivi nella nostra immaginazione, e che le distanze che ci separano dal mondo fantastico sono nulle, immense, e ci ricordano che noi stessi siamo parte del mondo immaginifico e irreale.
Numero Dieci è da bere tutto d’un fiato, con un lieve rossore sulle guance, mentre gli eventi scorrono sotto la nostra attenzione e il sorriso ci introduce nelle alte sfere della conoscenza e dei ricordi.

Estratto

– È un panorama fantastico.
Il nero di fondo è la tonalità portante, elettrizzata in una scomposizione colorata che parte dal blu attraversandone tutte le gradazioni, prima di divenire verde scuro per poi susseguirsi a strati concentrici allo smeraldo, all’arancione, al rosso infuocato, concludendo in aloni gialli dal pallido al solare a circondare ed evidenziare i centri luminosi come soli di ogni grandezza.
I soggetti sono tanti, di per sé unici e curiosi. Nel poco tempo trascorso dall’essermi ritrovato su questa specie di lucida piattaforma, sono rimasto sconcertato nel veder scorrere astronavi, unicorni e bicorni volare, mongolfiere dai mille colori sgargianti rincorrersi verso l’alto, libellule marziane, serpenti piumati che arrancano nell’apparente nulla; certamente un demone, o un dio con la testa di bue su un corpo umano, mi è scorso davanti su un tappeto volante, seduto a gambe incrociate e, stranezza delle stranezze, leggendo un libro; c’era anche un mazzo di carte che procedeva a saltelli in una fila indiana guidata dall’asso di quadri, irradiando a faro nella notte una rossa mandata brillante dal suo seme centrale; e teste, tante teste: totemiche, dalle forme classiche alle più disparate, spaziali, razziali, gommose; Moai, in scala come uscite dalla stessa matrioska, perfino Darth Fener e Yoda, Chtulhu con qualche amico al seguito, Topolino, Willly il Coyote e Roadrunner; e maschere: maschere di ogni etnia conosciuta e sconosciuta.
– Sono d’accordo con te, gran. L’Interlibera è un luogo intradimensionale protetto ed eccezionale, e libero per tutti. Come demone ti assicuro che il bisogno di starsene in tranquillità con se stessi e fuori da pericoli o da qualsivoglia impegno, qui è assicurato. E sappi che non hai ancora visto niente. Questo luogo è simile a un grande magazzino che ha realizzato un compromesso tra i sogni e le esigenze coscienti, con l’inconscio di un intero universo di menti pensanti ma istintive. Il contenuto è latente e da decifrare, e con la pratica può diventare come un’esposizione per immagini, una storia organica di pensieri, una rivelazione di desideri singolari o plurimi. Un riempimento di avvenimenti generati da volontà, o nostalgia, o rimpianto… senza nessun filtro. Perché qui è tutto evidente e tangibile.
– Perché mi chiami Gran? Il mio nome è Jonas. Comunque questa volta è indubbiamente un gran bel sogno. Davvero, e non lo dico per placarti perché sei un demone e potresti trasformare tutto questo in un incubo.

L’autore

Marco Milani è nato a Como il 5 maggio 1964 e risiede a Stienta, in provincia di Rovigo. E-writer e scrittore principalmente di science-fiction, fantastic e horror. Tra i fondatori della rivista NeXT e del movimento Connettivista. Premio Kipple 2014. Fino al 2013 editore e curatore con EDS e webmaster di DOMIST – Letteratura e Pace, nel cui ambito ha collaborato con varie associazioni, editori, e-zines e siti.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Marco Milani | Numero Dieci
Copertina di BestDesigns

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 180 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-86-8
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 184 – € 14.99 — ISBN 978-88-98953-87-5

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Recensione al Premio Kipple 2014: Black blade

Una bella recensione al Premio Kipple 2014, Black Blade di Marco Milani. Sul blog di Angelo Medici. Un estratto della lunga analisi:

Insomma, un bel leggere. Mi ha ricordato a tratti le atmosfere di Un oscuro scrutare, ma anche Blade runner. E la paura della morte negli anni balordi di fine secolo di Rumore Bianco – l’Evento Tossico Aereo.
Un’opera meditata, smussata, levigata e centellinata riga per riga, pagina dopo pagina dal suo bravo autore, dove niente è scontato. E soprattutto, nulla è ciò che sembra.
Il mio sogno più bagnato è che Marco si metta presto a scriverne la sceneggiatura, perché è dai tempi di Nirvana che non vedo un bel film di fantascienza made in Italy.
Questa è la quarta del romanzo, acquistabile qui in formato ebook e qui in cartaceo Amazon.
La ricerca occulta si svolge in ogni giorno, in ogni momento del quotidiano: è questo il suggerimento che Marco Milani ci dà col suo romanzo Black Blade, vincitore del Premio Kipple 2014. Nell’asfissiante Pianura Padana di un prossimo e decadente futuro la tecnologia è abitata da forme di energia senziente, misurabili col metro dell’occulto: dall’invasione di queste forze prende vita il romanzo che ci porterà, con sapienza zen, verso il nuovo stato della nostra esistenza.

The origins – Recensione su Fantascienza.com

Su Fantascienza.com è uscita una bellissima recensione a The origins, la raccolta di racconti di Marco Milani, Giovanni De Matteo, Lukha B. Kremo e Sandro Battisti relativa soprattutto ai primi periodi del Connettivismo, di cui gli autori sono esponenti. Una estrapolazione della disamina a cura di Giampaolo Rai, che contiene tra l’altro anche dettagliate analisi di ogni singolo racconto e autore:

Un libro consigliato agli appassionati del movimento ma anche a chi volesse accostarsi per la prima volta al connettivismo, The origins riesce a darne una panoramica completa. Se poi siete persone poco interessate ai movimenti letterari ma molto alle buone storie di fantascienza allora questa antologia sarà soddisfacente anche per voi, magari gli autori non saranno riusciti a farvi “comprendere la natura del Connettivismo e dei suoi protagonisti”, ma avrete letto comunque otttima fantascienza.

Sandro Battisti, Giovanni De Matteo, Marco Milani – The Origins
Special Guest Lukha B. Kremo
A cura di Marco Milani

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar (Vol. 20) — Formato ePub e Mobi — Pag. 198 – € 1.99
ISBN 978-88-98953-08-0

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