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L’insopportabile delicatezza della polvere, di Martina Vidaic – collana Versi Guasti

Kipple Officina Libraria inaugura il 2019 affinando il linguaggio estremo e potente, intriso di meraviglia, della grande Poesia. L’insopportabile delicatezza della polvere (o come recita nella lingua madre croata, Nepodnošljiva nježnost praha) è opera di Martina Vidaić.
La prima caratteristica che si coglie leggendo le poesie della Vidaić, poetessa vincitrice nel 2011 del Premio Goran dedicato ai giovani poeti di lingua croata, è la leggerezza. Il suo verso scorre lieve sulla pagina, le immagini fluiscono l’una dopo l’altra senza stridore, senza astio. È come se l’autrice stesse raccontando davanti a un camino storie e vicende di cui è stata spettatrice o forse, persino, protagonista.
La leggerezza, la “delicatezza”, non è però nel contenuto, non è nell’oggetto del racconto che ha sempre una venatura mortale fra le sue righe, ma nel fluire della parola come fosse un fiume placido di veleno che scende a valle, docile, invitante ma letale. In questo contrasto ricercato fra il tono lieve e il contenuto drammatico delle sue narrazioni, Martina Vidaić gioca il confine fra reale e irreale, tra ciò che appare verosimile per il tono e per la semplicità del racconto, e ciò che per immagini e tragedia si svela essere assurdo e surreale, quasi impossibile.

La magistrale introduzione è del curatore di collana Alex Tonelli, la traduzione è di Cristina Antonac e la copertina è realizzata, con suprema maestria, da Francesco D’Isa.

Dall’introduzione

È sottile la membrana che sta a valico della soglia che Martina Vidaić costruisce nelle sue poesie, talmente sottile che lei l’attraversa in un verso e nell’altro (e forse questo non è un gioco di parole), saltellando poeticamente dal mondo reale a quello irreale per raccontare e descrivere immagini di cui non possiamo più dire a quale piano di realtà appartengano, se lontano e impensabile.
La soglia è dunque ciò che apre, è il limite di un confine percorribile, è un limes poetico costruito per essere attraversato e valicato. La soglia è desiderata, cercata, ma la poetessa – proprio prima di compiere l’ultimo passo che la porterebbe al di là – non nasconde la paura, l’angoscia di attraversare quel confine che conduce da un luogo all’altro, da questo reale a “qualcos’altro”. Questa soglia, che la poetessa brama ma che allo stesso tempo teme, nelle sue poesie sembra comparire in modo diverso: o si svela improvvisa come squarcio inaspettato nel piano condiviso del reale oppure è lì, manifesta, epifania luminosa che acceca la pagina.
La poesia è composta di brandelli, di bocconi di morte, cibo grasso e orrendo che nutre la parola poetica famelica e obesa. Per scrivere serve essere vivi, ma serve anche avere un coltello. Un’arma che ferisce, un’arma che provoca dolore e conduce alla morte. Un oggetto aggressivo di cui la poetessa non svela l’utilizzo; esso è lì, giace sul tavolo di lavoro del poeta, insieme alla penna e alla carta. È il coltello misterioso e quasi metafisico che sarebbe piaciuto a De Chirico.

La quarta

In questo contrasto ricercato fra il tono sottile e il contenuto drammatico delle sue narrazioni, Martina Vidaić gioca il confine fra reale e irreale, tra ciò che appare verosimile per il tono e per la semplicità del racconto, e ciò che per immagini e tragedia si svela essere come assurdo e surreale, quasi impossibile.

L’autrice

Martina Vidaić (1986., Zadar, Croatia) graduated in Croatian language and literature at the University of Zadar. So far she has published three poetry collections: Era gmazova (SKUD IGK, 2011.), Tamni čovjek Birger (VBZ, 2016.) and Mehanika peluda (HDP, 2018.). While it was still a manuscript Era gmazova was awarded with Goran’s price for young poets, the most important Croatian award for poets under thirty. Her second poetry collection Tamni čovjek Birger was the finalist of «Janko Polić Kamov» award, an award by Croatian writers society, for the best and most inovative book of the year. Her poems were also published in the anthology Hrvatska mlada lirika 2014 (Young Croatian lyrics 2014, HDP, 2014., editor M. Pogačar) among eleven other poets under forty and among seventeen other poets in croato-romanian anthology Ritualul omului fericit (18 poeti croati tineri) (Tracus Arte, 2017., editor B.Oblučar). Since 2015. she is one of the Croatian choices for international project Versopolis1, which promotes perspective European poets by translations and participation in several important European poetry festivals. At the moment she is working on her first novel and fourth poetry collection.

La collana VersiGuasti 

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Martina Vidaić, L’insopportabile delicatezza della polvere / Nepodnošljiva nježnost praha
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Francesco D’Isa
Traduzione: Cristina Antonac

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 43 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-32179-02-6

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Per la collana Versi Guasti esce alethe, di Lital Khaikin

Kipple Officina Libraria rafforza la propria collana VersiGuasti con alethe, opera di Lital Khaikin, poetessa dalla cifra stilistica particolare, autentica sperimentatrice e ricercatrice del linguaggio più puro e astratto, capace di raggiungere l’immagine condivisa subliminalmente dei concetti e delle idee. La poetessa si fa portatrice nella sua indagine poetica di una nuova lingua\sapere e, al tempo stesso, del suo profondo e drammatico fallimento. La poesia di Lital Khaikin realizza ciò che molte altre poesie, molti altri tentativi artistici tentano vanamente: la sua parola penetra realmente l’essere. Lo scava oltre i confini dell’ontologia, del tempo\spazio e persino della sua teologia. Come un braccio meccanico, la parola di Khaikin entra negli strati segreti e profondi della realtà, oltre la patina sottile su cui è costruita la nostra quotidiana esistenza e perseveranza, ma ciò che riesce ad afferrare e a portare indietro con sé per rivelarlo a noi nei suoi versi, è solo confusione, incomprensione, astruse immagini, portatrici inconsapevoli di un senso che non possono comunicare.
La bella introduzione è opera di Alex Tonelli, la traduzione è Valerio Cianci e la copertina è realizzata da Francesca Macor.

Dall’introduzione

Chi è Lital Khaikin?
Non intendiamo nel senso biografico, che possiamo rintracciare dai blog attraverso cui opera l’artista; la definizione sarebbe facile e riassumibile in un semplice: “Writer, editor, publisher, printer, muckraker, paper-maker, mill-rat, sometimes bartender, leaf-kicker”. Non è dunque una poetessa canadese, una performer, un’artista o una giornalista.
Non è questo ciò che vorremmo sapere. Chi è Lital Khaikin è una domanda più profonda, più antica, originaria.
Potremmo chiederci da dove arriva la sua scrittura, il connubio caotico di prosa e poesia, il versificare sfrenato e senza condizioni, le trame oscure e confuse, il coacervo di immagini che creano dimensioni al di là della stessa surrealtà. Immaginare che vi sia una fonte di pura creatività dentro la poetessa, un nocciolo profondo di assoluta ispirazione magmatica e incontrollabile, una demoniaca possessione della parola poetica. Ma non sarebbe ancora ciò che andiamo cercando, Lital Khaikin infatti non è una poetessa surrealista, non trae la propria forza espressiva dalla dimensione inconscia del proprio sé, da quel magma che è l’Es freudiano, così potente, però così chiuso in una individualità monadica. Nulla è più personale e non condivisibile dello spazio nascosto che giace in fondo alla seconda topica di Freud.
La poesia di Khaikin non è affatto un viaggio personale alla ricerca dei segreti recessi della sua personalità multiforme: non c’è Breton fra le sue fonti, né l’Eluard più ispirato.
La risposta alla domanda “chi è Lital Khaikin” non può essere allora ricorsivamente Lital Khaikin: non è lei, né nella sua parte cosciente, né in quella inconsapevole, l’oggetto e il fine della sua indagine poetica.
Lital Khaikin non fa poesia di se stessa, non attinge a sé per trovare la fonte dell’apparente confusione che riversa senza esitazione sul lettore, non è nell’inner space ballardiano che trova esito il suo lavoro. Khaikin fa l’operazione opposta: la sua poesia è apertura al mondo, all’outer space, è il disvelamento della realtà, è una forma di sapere scientifico sconosciuto e completamente nuovo, è una conoscenza profonda, un antico abbandono.

La quarta

Lital Khaikin non attinge a sé per trovare la fonte dell’apparente confusione che riversa senza esitazione sul lettore, non è nell’inner space ballardiano che trova esito il suo lavoro. Khaikin fa l’operazione opposta: la sua poesia è apertura al mondo, all’outer space, è il disvelamento della realtà, è una forma di sapere scientifico sconosciuto e completamente nuovo, è una conoscenza profonda, un antico abbandono.

L’autore

Lital Khaikin è una scrittrice ed editrice russo canadese con base a Montréal. Il suo chapbook, “Outplace” (Altrove), è stato pubblicato nel 2017 dalla casa editrice Solar Luxuriance, con sede a San Francisco e Oakland. Sue poesie e prose sono state pubblicate, fra le altre, su 3:AM Magazine, Queen Mob’s Teahouse, Berfrois, e sulla collana “Vestiges” di Black Sun Lit. Ha contribuito, con pezzi di giornalismo d’inchiesta, a pubblicazioni come Briarpatch, Media Co-op (Canada) e Warscapes. È inoltre fondatrice ed editrice di “The Green Violin”, una stampa in stile samizdat per la distribuzione gratuita di poesia, saggistica, prosa e annessi e connessi letterari.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Lital Khaikin, aletha
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Francesca Macor
Traduzione: Valerio Cianci

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 65 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-98-1

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È in arrivo la terza promozione Kipple dell’estate 2018, si chiama #poetrysummer ed è pensata per chiunque ami Kipple.it! Da domani 15 luglio fino al 21 luglio, le poesie della collana VersiGuasti, i CD/DVD e i Gadget sono in sconto al 50%, con un minimo di spesa di 15 euro.

Cosa c’è nell’offerta? Vi diamo alcuni titoli a caso: Epidemia di Carlo Bordini, Rosso.Niente. di Kenneth Krabat, Adyton di Diana Maat, Io sono nessuno, tu chi sei? Silvio Raffo legge Emily Dickinson, Sonora Commedia di AA.VV., Milano non è romantica, KippleDrive, la chiavetta con i prodotti Kipple e tanti altri fantastici titoli, con la sola esclusione dei Tarocchi quantistici.

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Siete pronti, allora, a un’estate di letture supreme, ascolto e a usare i gadget Kipple? Movimentate le vostre vacanze, noi in questa calda estate 2018 continuiamo a sorprendervi!

Esce Krokodil, di Dimitri Ruggeri, per la collana VersiGuasti

Kipple Officina Libraria presenta, nella collana VersiGuasti, Krokodil, di Dimitri Ruggeri, poeta che ha fatto della contraddizione il suo vessillo. Che il gioco di antinomie sia alla base della sua poetica, Dimitri Ruggeri non lo nasconde certamente al lettore: basti pensare alla poesia che dà il titolo alla raccolta, “Krokodil”. Si tratta di un urlato Pater Monster in cui si invoca la brevità e la liberazione dal bene, “Sed libera nos a bonis”, in un aperto, solo apparentemente blasfemo Pater Noster al contrario, preghiera di una religione che ha nel Krokodil la sua santa eucaristia.

La bella introduzione è opera di Alex Tonelli, la copertina è realizzata da Francesca Macor ed è presente anche una breve premessa dell’autore.

Dall’introduzione

Paradossi, contraddizioni create dalla fantasia dell’autore che non hanno solo l’obiettivo di sbalzare il lettore dalle sue quotidiane certezze, dalla sua visione del mondo ordinata e sensata, ma che appaiono voler nascondere qualcosa di ulteriore, un rimando a un significato ermetico che si dà, quasi freudianamente, nel farsi inganno, nel farsi confusione.
Come un sogno, il cui contenuto manifesto è un’accozzaglia di immagini collegate da logiche impazzite ma che svela, se interpretato nel profondo, un significato latente, segreto e inconfessabile, così anche la poesia di Dimitri Ruggeri appare costruita nel disordine per volutamente nascondere, ingannare e nel farlo, ecco l’antinomia delle antinomie!, svelare, rendere evidente, palesare ciò che era nascosto. Urlarlo e indicarlo: eccolo! È qui!

La quarta

La poesia di Dimitri Ruggeri è composta da un intricato e caotico sistema di antinomie, vere e proprie contraddizioni che si inseguono e rincorrono, che rimbalzano l’una sull’altra; la sua poesia è un perenne scontro di placche tettoniche che formano e deformano i continenti della sua narrativa, un ingarbugliato macchinario di calamite che si attraggono e si scansano in un gioco di perenne indecisione.
Nelle poesie che compongono questa raccolta Krokodil il lettore troverà giochi di contrasto al limite del non-sense, accostamenti spiazzanti e imprevedibili, un marchingegno volutamente costruito per non trovare un significato finale pacificato (o forse sì?). A ogni immagine ecco che ne arriva subito una nuova, contraddittoria e opposta a disarcionare il lettore dalle sue credenze e dalle sue pallide convinzioni.

L’autore

Dimitri Ruggeri (1976, Avezzano) è un poeta e performer vocale orientato sperimentalmente alla “poesia di reportage” (V. Esposito), di cui può essere considerato il pioniere (B. De Feis – Oubliette Magazine). È membro permanente del World Poetry Movement che ha sede a Medellin (Colombia). Ha viaggiato in più di settanta paesi nel mondo. Consegue la maturità presso il Liceo G.B. Benedetti di Venezia come allievo della Scuola Navale F. Morosini e la laurea presso l’Università La Sapienza di Roma.
Si sono occupati dei suoi lavori Alessandro Fo, Lello Voce, Claudio Pozzani, Vittoriano Esposito, Giovanna Mulas, Maurizio Cucchi, Cinzia TH Torrini e tanti altri. Nel 2006 è stato ospite del programma RAI (Futura) Miss Poesia. Tra i diversi progetti cui ha partecipato si segnala Media Education for peace in Libano nel 2007, in collaborazione con The Blog TV.
È autore delle raccolte poetiche Parole di grano (2007), Carnem Levare, Il Cammino (2008) [DVD Libro e Cortometraggio], Il Marinaio di Saigon (2013), che ha vinto il Premio Mioesordio della critica (Gruppo Editoriale L’Espresso), Status d’amore [CD Libro e audiolibro] (2010), Soda caustica (2014) [Libro e Videopoesia], del racconto-reportage Chiodi e Getsemani, versus Gerusalemme (2010) e del racconto La fuga (2015). È autore inoltre di diverse video poesie.
È ideatore del Poetry Blog SlamContemPoetry (2015), unico in Italia dedicato interamente alla diffusione della spoken word poetry, del progetto Biennale Marsica (2010) per la valorizzazione dei borghi e spazi in disuso, del portale di arte e cultura POPact [Eventi ad Arte] (2008) e del Poetry Blog Poeti d’Abruzzo. Nel 2010 ha introdotto per la prima volta in Abruzzo il Poetry Slam e nel 2016 la prima volta in Molise.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Dimitri Ruggeri, Krokodil
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Francesca Macor

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 34 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-95-0

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Presentazione e reading di Macerie – 16 dicembre a Trieste

Sabato 16 dicembre alle 18.30, a Trieste presso il Knulp Bar di Via Madonna del mare 7a, verrà presentata la silloge Macerie, di Laura Accerboni, edita da KippleOfficinaLibraria. Sarà presente il curatore della collana VersiGuasti, Alex Tonelli, che curerà anche la Mostra del collettivo SpiceLapis, illustratrici dell’opera della Accerboni, e il successivo reading. Qui l’evento Facebook.

MACERIE, LAURA ACCERBONI
KIPPLE OFFICINA LIBRARIA, 2017
Il dialogo eterno e il dolore.

L’arte di Anselm Kiefer, la poesia di Laura Accerboni e le immagini di otto illustratrici: un percorso senza interruzione d’ispirazione.

La COPERTINA del volume, ed immagine utilizzata nella grafica, è di Ksenja Laginja.

La quarta

Un’idea si è composta lentamente, stratificandosi di emozione in emozione durante le ripetute letture di questi versi, una sensazione che si è fatta strada sillaba dopo sillaba, aldilà dell’apparente contenuto dei testi, oltre il suono e il significato. Un’emozione che solo si sa afferrare e vagamente descrivere: le poesie di Laura Accerboni sono materiche, fatte di densa sostanza e non di parole. Di sassi e polvere, di radici e piante, di lacrime e calce, di corpi.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Laura Accerboni, Poesie
Introduzione: Alex Tonelli
Illustrazioni interne: collettivo SpiceLapis (Francesca Macor, Mavi D’Andrea, Michela Borean, Patrizia Loccardi, Sara Zanello, Silvia Di Natale e Serena Giacchetta).
Copertina: Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 39 – 0,95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-84-4

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Esce Macerie, di Laura Accerboni, per la collana VersiGuasti

Kipple Officina Libraria presenta, nella collana VersiGuasti, “Macerie, di Laura Accerboni, poetessa che in questa pubblicazione dà prova di asciuttezza. Non v’è alcun fronzolo o ammiccamento alla poesia contemporanea che tende a giocare con finali a sorpresa e spiazzanti: al contrario, la voce dell’Autrice è lineare, portatrice di un’evidenza limpida, fattuale nella sua immediata evidenza. Materia che si (im)pone come concreta evidenza.
La bella introduzione è opera di Alex Tonelli e presenta il percorso artistico di questo volumetto digitale, impreziosito dalla copertina di Ksenja Laginja e dalle opere grafiche interne del collettivo SpiceLapis;

Dall’introduzione

Apparentemente ermetiche, quasi fossero prive di un significato logico, di una narrativa da condividere con il lettore, private di un messaggio da comunicare e di una storia da narrare, le poesie di Laura Accerboni colpiscono e, come detto sopra, si (im)pongono evidenti, fattuali oggetti di materia, ipostasi composte di suoni e voci.
Monadi, le poesie dell’Autrice genovese sono Monadi di dolore, aggregati di un amalgama fatto di memorie, di terriccio, di corpi, di carta vergata, di radici e piante. Impasti secchi di sensazioni in cui solo lontanamente si rintraccia un senso compiuto, un significato manifesto. Ciò che resta dall’operazione compiuta dalla poetessa è un indistinto groviglio di immagini intrecciate l’una con l’altra in un apparente delirio emozionale.
Confini dentro la schiena, erba che non cresce (però) dentro le mani, montagne dentro celle fredde, case che pregano e radici che diventano fondamenta, stelle fatte di terra, mari di calce solcati da corpi alla deriva. Questo l’immaginario apparentemente distorto di Laura Accerboni.
Poesie che diventano oggetti, sfere dense di intrisa corporeità, ostacoli contro cui il lettore si scontra, si imbatte e ciò che prova è ciò che naturalmente vive ogni qual volta viene messo di fronte alla propria muta finitudine, all’impossibilità ontologica, al banale non-potere. È il dolore, mai citato direttamente dall’Autrice; il dolore è descritto in molte delle sue infinite manifestazioni: “un limite \ piantato in gola \ come una scheggia”, “Stelle \ piene di terra”, “l‘erba \ dentro le mani \ però non cresce”.

La quarta

Un’idea si è composta lentamente, stratificandosi di emozione in emozione durante le ripetute letture di questi versi, una sensazione che si è fatta strada sillaba dopo sillaba, aldilà dell’apparente contenuto dei testi, oltre il suono e il significato. Un’emozione che solo si sa afferrare e vagamente descrivere: le poesie di Laura Accerboni sono materiche, fatte di densa sostanza e non di parole. Di sassi e polvere, di radici e piante, di lacrime e calce, di corpi.

L’autrice

Laura Accerboni è nata a Genova nel 1985. Attualmente vive a Lugano dove ha frequentato il Master in Lingua, Letteratura e Civiltà Italiana (USI). Sue poesie sono state pubblicate su diverse riviste tra cui Nuova corrente (Visti da fuori. La poesia italiana oggi in Europa); Italian Poetry Rewiew (Plurilingual Journal of creativity and criticism sponsored by Columbia University, The Italian Academy for Advanced Studies in America and Fordham University); Gradiva (International Journal of Italian Poetry Editor Luigi Fontanella); Poesia Crocetti Editore; Lo Specchio della Stampa; Steve; Capoverso; Loch Raven Review (USA, Maryland) e sulla rivista olandese Kluger Hans. Sono in corso di pubblicazione sulla rivista svedese 10TAL, sull’antologia InVerse (John Cabot University Press) e sul settimanale tedesco Der Siegel. Ha conseguito diversi premi letterari tra cui: Lerici Pea giovani (1996); Premio internazionale di poesia Piero Alinari (2011), Sezione poesia inedita; Premio Achille Marazza Opera Prima (2012). Nel 2016 è uscito presso la casa editrice Nottetempo il libro di poesie La parte dell’annegato. Nel 2010 ha pubblicato per le Edizioni del Leone la raccolta poetica Attorno a ciò che non è stato (Premio Marazza Opera Prima, 2012). È stata ospite di festival internazionali tra cui: Poetry International Rotterdam (Olanda); Goran’s Spring (Croazia); Felix Poetry Festival (Belgio); Struga Poetry Evenings (Macedonia); Međunarodni festival suvremene poezije Brutal (Croatia); Poetas D(in)versos (Coruña); Babel Festival di letteratura e traduzione (Svizzera); ChiassoLetteraria (Svizzera); Internationales Literaturfestival Leukerbad (Svizzera); Poestate (Svizzera); Poetry on the Road (Germania); Days of Poetry and wine (Slovenia). Nel 2017 ha presentato il suo lavoro all’Università di Cork e all’Università di Dublino. Parteciperà̀ ai festival Ars Poetica (Slovacchia), 10Tal / The Stockholm Poetry Festival (Svezia), InVerse Poetry Festival (John Cabot University, Roma, Italia). Dal 2016 è tra i poeti selezionati nell’ambito del progetto Versopolis promosso dall’Unione Europea. Sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, tedesco, olandese, svedese, sloveno, croato, arabo, slovacco, romeno, armeno e macedone.

Le illustratrici interne

Il Collettivo SpiceLapis. Spicelapis è il temperamatite, ciò che affila, aguzza le matite e le menti per riversare in linee ordinate su carta il vortice che si ha nella testa.
Spicelapis è un collettivo di illustratori, nato a Udine nel dicembre 2015, che opera in modo attivo con l’intento di creare un luogo in cui far nascere idee e progetti legati all’illustrazione e all’arte. È una realtà totalmente autogestita e autofinanziata, nella quale la collaborazione di tutti i membri è fondante e fondamentale.
Attualmente il gruppo vanta diverse collaborazioni su tutto il territorio regionale, tra cui il circuito della Libreria Diffusa di Udine, la Biblioteca Guarneriana di San Daniele, il Daydreaming Project di Trieste ed il Far East Film Festival, per il quale ha realizzato la mostra “Metamorfosi” in Galleria Tina Modotti a Udine, ad Aprile 2017, per l’apertura della 19° ed. del Festival.
Per la prima volta collabora con Kipple Officina Libraria nel progetto di illustrazione del volume di VersiGuasti dedicato a Laura Accerboni.
www.facebook.com/SpiceLapis
spicelapis@gmail.com

L’autrice della copertina

Ksenja Laginja (Genova, 1981) alterna alla sua attività letteraria una ricerca sull’illustrazione e le sue sperimentazioni. Nel 2005 ha esordito con la sua prima silloge poetica “Smokers die younger” per Annexia edizioni. Finalista al Premio “Ossi di Seppia” (XX edizione) è redattrice di Bibbia d’Asfalto e collabora con Words Social Forum. I suoi testi sono presenti su antologie poetiche, blog e riviste letterarie, a cui affianca un’intensa attività di reading. Nel 2015 ha pubblicato la silloge “Praticare la notte” per Ladolfi Editore. Nel 2016 è stata selezionata come autrice dal progetto ZENIT POESIA – Progetto 4×10<40, a cura di Sebastiano Aglieco e Marco Bellini, promosso dalla casa editrice La Vita Felice. Con i suoi disegni ha partecipato a esposizioni personali e collettive sul territorio nazionale. Nel 2017 ha vinto il concorso di illustrazione SCANNER, promosso dalla libreria Scripta Manent.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Laura Accerboni, Poesie
Introduzione: Alex Tonelli
Illustrazioni interne: collettivo SpiceLapis (Francesca Macor, Mavi D’Andrea, Michela Borean, Patrizia Loccardi, Sara Zanello, Silvia Di Natale e Serena Giacchetta)
Copertina: Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 39 – 0,95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-84-4

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