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Kipple presenta “Una lettera da Dio”, raccolta di racconti di Ian Watson e Roberto Quaglia

Kipple Officina Libraria presenta un’esclusiva raccolta di racconti a firma di Ian Watson e Roberto Quaglia, due degli scrittori più particolari presenti sulla scena internazionale della SF. coverIl titolo è emblematico e dissacrante: Una lettera da Dio, e lascia aperta la porta a un uso strategico della razionalità e dello humour, piccole e bellissime perle di narrativa adatte a lasciar libero il pensiero.

Sinossi

Tre racconti a firma di Ian Watson e Roberto Quaglia che definiscono i contorni del potere divino, del Dio che tanto ispira artisti e uomini comuni nel loro vivere quotidiano e che può essere letto, invece, come un’enorme errore di comprensione, perché Dio è umano, ma parecchio umano, commette i suoi stessi errori e possiede una cupidigia anche maggiore. L’ironia è l’arma scelta per districare il groviglio ideologico e mistico che può essere dietro a tutto il pensiero divino, risulta meglio di una benedizione e di un dogma.

Estratto

Così, alla fine, mi svegliai e vidi il mio universo. Capii subito che qualcosa non era andato per il verso giusto… Non dovrei potervi dire questo. Non dovrebbe esistere un semplice, singolo “io” con cui possa comunicare con voi. Dovremmo indossare una miriade di volti. Dovremmo essere i Molti-in-uno, di cui ogni specie cosciente nell’universo è soltanto il riflesso più frammentario – un singolo attributo del nostro alto sé, che è oltre il sé.
Invece, mi sono risvegliato in un’individualità dell’essere che è di gran lunga inferiore a quell’Alta Assenza di Sé. Mi sono reso conto di essermi incarnato al di fuori del mio io dormiente abbastanza di recente, in un singolo punto dello spaziotempo. È stato lo strappo di quell’incarnazione – quel fastidio di una parte di me stesso fuori da me stesso, per un momento in una forma determinata – è stato quello, abbinato a qualcosa di acquoso e oceanico, che mi ha svegliato un momento cosmico più tardi. Come il rumore del passo di un intruso in una stanza da letto buia.
La stanza non era completamente buia, ovviamente. Galassie e metagalassie, affollate di soli, erano sospese ovunque – un gran numero di luci notturne, il che andava bene.
Non buio. Ma vuoto. Dapprima pensai che fosse del tutto vuoto e rabbrividii con orrore per l’assenza di vita.
Di sicuro, mi ero risvegliato – come un motore in un mattino piuttosto freddo che venga avviato, nonostante tutto, da un minuscolo flusso di carica della batteria. Ma la batteria avrebbe dovuto essere completamente carica – traboccante di vita-energia che mi chiamasse. E non lo era; quel tenue impulso fu tutto quello che sentii. Seppi allora quanto fossi andato vicino a trovarmi in un cosmo dove nessuna vita avrebbe mai potuto svegliarmi; e compresi quanto piccolo e limitato fosse, di conseguenza, il mio “io” attuale.
Ci volle un momento cosmico per localizzare la vita che mi aveva risvegliato. Fui guidato da alcuni altri episodi di alta coscienza provenienti dalla stessa direzione – alta per i vostri parametri, disgraziatamente debole da qualsiasi altro punto di vista. Non avrei dovuto far caso al primo scossone. Avrei dovuto girarmi dall’altra parte nel mio sonno, e dormire per tutta l’esistenza di questo cosmo fino al suo collasso! Ma nel silenzio immenso, quella singola nota di vita aveva risuonato come un gong. Adesso che ero sveglio, ne ero legato; e per questo ero ridotto a un singolo io personale.
Ovviamente, voi non avevate idea di essere la sola e unica forma di vita a essere apparsa in questo cosmo. Oh voi, con i vostri fieri schieramenti di radiotelescopi: cornetti acustici di latta che cercano invano di ascoltare un messaggio alieno tra il rumore insensato!
Come un vagabondo che abbia proprio soltanto un fiammifero per accendere un pezzo di combustibile vicino al quale riscaldarsi, mi sono diretto verso di voi per mettere le mani a coppa intorno a quell’unico puntino di vita e luce, e prendermi cura di esso con il mio respiro.
Lasciate che vi spieghi qualcosa sulla creazione degli universi.

Ian Watson – Una lettera da Dio

Gli autori

Ian Watson. Nato nel 1943 a North Shields, Regno Unito, ex professore di futurologia al Politecnico di Birmingham, Ian Watson ha insegnato inglese in Tanzania e a Tokyo. Dal 1975 si dedica alla scrittura.
Il suo primo romanzo, The Embedding (Il grande anello, Collana Sigma, 1979) vincitore del Prix Apollo, è basato sul concetto di grammatica generativa.
Scrittore prolifico, da segnalare i romanzi Miracle Visitors (La doppia faccia degli UFO, Urania 781, 1979), God’s World (Il pianeta di Dio, Biblioteca di Nova SF* 5 1990), The Book of the River (Il libro del fiume, Urania 1036, 1986), The Book of the Stars (Il libro delle stelle, Urania 1067, 1988), The Book of Being (Il libro delle creature, Urania 1083, 1988), The Flies of Memory (Mosche, Urania Millemondiestate 1989) e molte raccolte di racconti, in particolare la raccolta The Very Slow Time Machine, (Cronomacchina molto lenta, Urania 838, 1980).
Watson ha scritto la sceneggiatura del film A.I.: Intelligenza Artificiale, basata su un racconto di Brian Aldiss rielaborato da Stanley Kubrick.
Nel 1980, Watson e Michael Bishop scrivono Under Heaven’s Bridge, la prima collaborazione “transatlantica” di fantascienza.
Watson ha anche scritto una serie di romanzi basati sul gioco di ruolo Warhammer 40.000. Altre storie sono state pubblicate sulle maggiori riviste di settore, tra cui Weird Tales.
Dal 2003 collabora con lo scrittore italiano Roberto Quaglia, con il quale pubblica la raccolta The Beloved of My Beloved, presentata all’Eurocon del 2009.
Attualmente vive a Northamptonshire, Inghilterra.

Roberto Quaglia. Nato a Genova nel 1962, è l’unico italiano ad aver vinto il Premio Eurocon ESFS per il miglior scrittore europeo (nel 2009) e il BSFA Award per il migliore racconto breve (The Beloved Time of Their Life, nel 2010).
Ha scritto alcuni romanzi, numerosi racconti e saggi. Pubblicato soprattutto all’estero, tra cui Vagabondul interspaţial (Nemira, 1999, in rumeno), Bread, Butter and Paradoxine (Nemira, 1999, in inglese), God Ltd (Nemira, 1998, in inglese). Tra i saggi da ricordare: Pensiero stocastico (Delos Books, 1993), Tutto quello che sai è falso (NuoviMondiMedia, 2003) e Il Mito dell’11 settembre e l’Opzione Dottor Stranamore (2006).
Dal 2003 collabora con Ian Watson, con cui ha pubblicato la raccolta The Beloved of My Beloved (NewconPress, 2006).
Attualmente vive a Bucarest, Romania.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Ian Watson e Roberto Quaglia | Una lettera da Dio
Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 56 – € 3.45 — ISBN 978-88-98953-66-0

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Recensione: Hai trovato orgasmi nel collettore quantico? | Karashò

Su Karashò è uscita una bella recensione a Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?, antologia di sesso quantico uscita poco tempo fa in cui militano autori del calibro di Ian Watson e Roberto Quaglia, ma anche firme femminili, come Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini; completano il cast Domenico Mastrapasqua e i due curatori, vincitori del Premio Urania, Lukha B. Kremo e Sandro Battisti.

Questa volta, invece, ho vinto l’iniziale scetticismo e mi sono immerso: splendida, sognante lettura. Il connettivismo è cambiato? Tutt’altro. Eppure l’approccio funziona perfettamente quando non deve costruire mondi in cui perdersi o vicende all’interno delle quali calare speculazioni. Qui il connettivismo funziona perché descrive in maniera “connettiva” quella che è una connessione indescrivibile… l’emozione dell’orgasmo e le mille sfaccettature del piacere. E lo fa con approcci ogni volta differenti e diversissime conclusioni per ogni racconto. Con il giusto spazio anche alle riflessioni su temi concreti e tangibili, oltre che etici e teologici.

E così si passa dal candore per una forma curiosissima di “amore per se” di una vecchia conoscenza di questo blog, Francesca Fichera, alle riflessioni sull’universalità di un orgasmo come strumento di produzione di nuovi universi, dalle speculazioni teologiche sul rapporto uomo-“macchina” alle dissertazioni profonde sull’inconscio collettivo… il tutto, mentre si parla di orgasmi e si riesce a farlo senza trombonismi o eccessi di sorta… tra adulti maturi e consapevoli, capaci di stupirsi come bambini delle sensazioni che provano…

Mi ci sono perso dentro, trovando mozzafiato (in negativo e positivo) le emozioni trasmesse e descritte. Chiuso il kindle mi sono chiesto quanto non fosse desiderabile, sopra ogni cosa, trovare il mio orgasmo nel collettore quantico.
Un capolavoro!

Ian Watson e Roberto Quaglia, Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo e Sandro Battisti | Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?

Kipple Officina Libraria
Curatori: Lukha B. Kremo e Sandro Battisti
Prefazione di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja

Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 88 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-63-9
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 91 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-54-7

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Kipple Officina Libraria a StraniMondi

La nostra casa editrice sarà presente alla manifestazione StraniMondi, che si svolgerà alla CasaDeiGiochi a Milano, in via Sant’Uguzzone 8, il 15 e 16 ottobre, per una kermesse letteraria che vedrà protagonisti lettori, autori ed editori strani. Saremo impegnati in un incontro per presentare Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?, l’antologia connettivista di sesso quantico curata dai due Premi Urania e “Kipple_inside” Lukha B. Kremo e Sandro Battisti, con all’interno contributi di autori del calibro di Ian Watson e Roberto Quaglia, Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini, Domenico  Mastrapasqua e i due curatori; vi ricordiamo che la cover è stata realizzata da Ksenja Laginja mentre l’appuntamento è per sabato 15 alle ore 18.00 con Roberto Quaglia, Lukha B. Kremo, Sandro Battisti, Ksenja Laginja.

Vi ricordiamo anche che domenica 16 alle ore 16.00 ci sarà l’incontro col nostro editore Kremo per raccontare il Premio Urania che ha recentemente vinto; presenterà il dibattito il direttore di collana Giuseppe Lippi.

E quindi, ci vediamo tutti lì?

Kipple presenta “Hai trovato orgasmi nel collettore?”, antologia di sesso quantico – Special guest Ian Watson e Roberto Quaglia

Kipple Officina Libraria si conferma casa editrice di avanguardia con questa raccolta di racconti scritta da un nugolo di autori assai particolare: Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?

coverIl tema dei componimenti, raccolti dall’editore di Kipple Lukha B. Kremo e dal Premio Urania 2014 Sandro Battisti, verte sul sesso quantico; ma cos’è? È un miscuglio caotico di suggestioni erotiche, spesso molto spinte da confinare e sconfinare con l’immaginario pornografico; il meccanismo che ha originato l’antologia è stato sovente un gioco escogitato dagli autori, un racconto erotico rivisto in chiave fantastica in cui è stata inserita una qualche componente quantica, intesa nel termine più ampio e personale possibile. Illustrare, a quel punto, le implicazioni sessuali estreme originate dalle interazioni con le dimensioni attigue, caotiche e quantiche, ha significato ridisegnare per ognuno degli autori coinvolti l’immaginario sessuale postumano, operazione mai tentata prima e che fa rivendicare loro il ruolo di sperimentatori assoluti e seminali.
Gli autori presenti sono: Ian Watson e Roberto Quaglia, Emanuela Valentini, Valeria Barbera, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo, Francesca Fichera e Sandro Battisti, autore della prefazione; la copertina è di Ksenja Laginja.

Sinossi

Questa raccolta tratta dell’erotismo, più o meno spinto ma non volgare, del sesso visto con ottica olografica e quantistica non necessariamente limitata alla sfera umana, bensì pregna di un respiro polidimensionale, un possedere e farsi possedere dai codici delle matematiche superiori, dalle sfere di realtà che non ci appartengono e che segnano la nostra libido, immaginazione, libertà dell’immaginario erotico. Illustrare quindi la sessualità nel postumano, l’erotismo alieno, ridisegnando la libido e l’orgasmo a contatto con le energie e gli incontri intrecciati attraverso le dimensioni, è stato l’orizzonte degli eventi di ognuno di ogni autore coinvolto.
Grande merito va a Ian Watson e Roberto Quaglia, che hanno calato il loro asso decisivo con un racconto che misura il postmoderno con le chiavi del piacere trasfigurato, futuribile e connesso. Grande merito va alle autrici coinvolte nel progetto – Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini – senza le quali questo lavoro sarebbe stato uno sterile atto di autoerotismo maschile, senza le quali non avremmo avuto quest’incredibile varietà di visioni dimensionali pari all’enorme vastità di ogni microcosmo femminile. Grande merito va agli altri autori presenti – Sandro Battisti, Lukha B. Kremo, Domenico Mastrapasqua – che hanno scelto di misurarsi con un tema così desiderabile eppure così scomodo. Infine, dai curatori – l’editore di Kipple Lukha B. Kremo e il Premio Urania 2014 Sandro Battisti – un grazie e grande merito anche a Ksenja Laginja, che con la sua copertina ha centrato perfettamente il tema e l’ha reso in modalità grafica.

Estratto

L’unione di un gigolò e un golem… è un gigolem. Lui/Lei può essere maschio, femmina, o entrambi i sessi contemporaneamente (e forse anche altri sessi ancora sconosciuti). A dire il vero, un gigolem può cambiare sesso più volte in un minuto nel caso in cui il suo partner sia insicuro dal punto di vista sessuale; cosa che può essere disorientante o interessante.
Tuttavia, ciò che Jànos cercava a Praga era un gigolem privato di qualità, capace di rimanere femmina un lasso di tempo ragionevole per appagarlo, e viceversa. Ovviamente aveva già scopato numerose volte con gigolem nei bagni pubblici di Budapest, ma era sempre stata una cosa piuttosto impersonale, anche quando rispecchiavano i suoi gusti. A dirla tutta, per le sue disponibilità finanziarie i migliori gigolem di Budapest erano quei geisha-gigolem molto usati dai turisti giapponesi. Tuttavia era un Jànos, non uno Yukio, e desiderava un euro-gigolem tutto per sé.
Viaggiò da Budapest con la Magyar Alom Vasutak, la Ferrovia del Sogno Ungherese. In passato si chiamava Magyar Allam Vasutak, la Ferrovia Statale, ma i passeggeri avevano richiesto un nome più fantasioso – ah, il fascino del viaggio.
La sua amica Silvia era l’autista della locomotiva MAV e lo lasciò sedere in cabina per tenerle compagnia. Andava matta per il cioccolato perché produce endorfine nel cervello, così Jànos ne aveva portate diverse barrette da offrire a Silvia en route. Il percorso era piuttosto semplice, poiché la linea ferroviaria collegava inesorabilmente Vienna a Praga, inevitabilità che avrebbe potuto rivelarsi noiosa. Di conseguenza le endorfine erano d’aiuto – sebbene Silvia allo stesso tempo non avesse la patente per un mezzo banale come l’auto; era unicamente interessata a guidare veicoli che pesassero più di trenta tonnellate.
– Sei sicuro che sarai felice di vivere con lo stesso gigolem per tutta la vita? – gli aveva chiesto quando le aveva spiegato il suo piano. – Io col mio sono contenta, ma le donne tendono a essere fedeli, e tu sei un uomo.
– Lo so. Be’, la scelta è tra un gigolem o una donna molto vecchia – esitò. – O una colostomia.
– Come potrebbe aiutarti una colostomia?
– Servirebbe da vagina sostitutiva in una posizione fissa.
Silvia s’illuminò. – Oh, capisco, intendi una colostomia per lei, non per te.
– Se la donna fosse d’accordo – fece spallucce Janos. – Chiunque essa sia!
– A quante donne lo hai chiesto, della colostomia?
– Ad alcune. Nessuna di loro voleva una tale seccatura.

L’amato del gigolemIan Watson e Roberto Quaglia

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

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Ian Watson e Roberto Quaglia, Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo e Sandro Battisti | Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?

Kipple Officina Libraria
Curatori: Lukha B. Kremo e Sandro Battisti
Prefazione di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 91 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-54-7

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