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Disponibile per il download gratuito l’intervista ad Amedeo Balbi

È disponibile gratuitamente su tutti i portali ebook e, naturalmente, sul sito Kipple, l’intervista con fumetto ad Amedeo Balbi, nata da un’idea di Roberto Bommarito e Alessandro Napolitano; l’incontro è stato organizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Electric Sheep Comics, mentre le tavole e i disegni interni sono di Marzio Mereggia. Il lettering è di Claudio Fallani e la copertina è di Ksenja Laginja.

Il tema dell’intervista verte sul ruolo dell’uomo nell’universo e vira su altre suggestioni aliene e astrofisiche tenute insieme dalla passione per la Fantascienza e la Scienza, passando per gli argomenti che interessano l’umanità sul procinto di una possibile Singolarità Tecnologica.

Amedeo Balbi è nato a Roma nel 1971, è professore associato di astronomia e astrofisica al Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È autore di oltre 90 pubblicazioni scientifiche, i suoi interessi di ricerca spaziano dall’origine dell’universo, al problema della materia e dell’energia oscura, alla ricerca di vita nel cosmo. È editorialista de Le Scienze, scrive tra gli altri per Repubblica, La Stampa, Wired, Il Post, collabora con programmi radio e tv, ed è autore di diversi libri. Con Cercatori di meraviglia (Rizzoli, 2014) ha vinto il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2015. Il suo ultimo libro è Dove sono tutti quanti? (Rizzoli, 2016).

La collana fuori (collana)

Uno spazio per le opere di frontiera di Kipple Officina Libraria, intrise di sensibilità ineffabile da lasciare l’anima e il cuore aperti, istanti di essenza in crescita.

La nostra Ksenja Laginja è finalista al Premio Gozzano 2017

Continuano i riconoscimenti per la nostra redazione. Dopo che Roberto Bommarito (in coppia con Alessandro Napolitano) ha conquistato la finale dell’Urania Short, ora tocca alla nostra Ksenja Laginja, artista grafica, responsabile della Comunicazione nonché autrice, arrivare alla finale del Concorso nazionale di poesia e narrativa Guido Gozzano 2017, nella sezione Poesia inedita.

In attesa della nomina dei vincitori, che avverrà ai primi di ottobre e che verranno premiati il 14 ottobre a Terzo, vogliamo complimentarci con Ksenja, incrociando le dita.

Roberto Bommarito tra i finalisti del Premio Urania Short

Su Fantascienza.com c’è la lista dei finalisti del Premio Urania Short, contest dedicato ai corti di fantascienza. Risalta il nome del nostro redattore e autore Roberto Bommarito, che ha partecipato al Premio scrivendo il racconto Metallo insieme ad Alessandro Napolitano, altro autore che apprezziamo da lungo tempo.

La redazione Kipple si complimenti con Roberto e Alessandro, ma naturalmente anche con tutti gli altri finalisti. Il verdetto a StraniMondi, a Milano, a metà ottobre.

Le difficoltà dei piccoli editori in Italia, la narrativa di genere e i talenti italiani: Intervista a CUT UP Publishing

L'editore di CUT-UP, Fabio Nardini

L’editore di CUT-UP, Fabio Nardini

Diamo il benvenuto a CUT UP Publishing e al suo fondatore, Fabio Nardini, per la prima volta ospite delle pagine virtuali di Kipple Officina Libraria. Prima di tutto vi andrebbe di presentarvi?

Molto semplicemente: siamo una casa editrice, pubblichiamo e proponiamo ai lettori i nostri libri, frutto di una collaborazione intensa tra editore e autore. Non siamo editori a pagamento, crediamo nel valore del libro e ci puntiamo, rischiando del nostro. Certo le scelte sono sempre soggettive, discutibili e rivedibili; ma crediamo nella qualità del prodotto, che curiamo in tutti i suoi aspetti, dalla grafica alla correzione delle bozze, dalla promozione alla distribuzione.

Come nasce CUT UP Publishing?

La casa editrice nasce nel 1999, da un progetto editoriale legato alla rivista Cut-Up Magazine dell’immaginario (ne sono usciti cinque numeri tra il 2000 e il 2005). Erano coinvolti oltre a me anche Andrea Campanella e Annamaria Monteverdi. In embrione c’erano già molte delle idee che animano le nostre scelte editoriali di oggi, prima di tutto l’attenzione per la letteratura di genere, il fumetto, quella che una volta si riteneva “letteratura di serie B”. I primi volumi sono usciti come supplementi o allegati alla rivista, poi intorno al 2006 abbiamo fatto il balzo nell’editoria vera e propria, scontrandoci con tutte le difficoltà delle case editrici esordienti. Abbiamo cominciato a pubblicare romanzi, raccolte di racconti, graphic novel, saggistica. C’erano imperfezioni, ovviamente, grafiche ed editoriali, ma molti di quei libri sono state scelte davvero azzeccate, che continuano a circolare a distanza di molti anni.

16121532_1016556885115331_1179294587_oQuali sono gli obiettivi della casa editrice?

Nel corso degli anni abbiamo cercato di sviluppare una nostra precisa linea editoriale, centrata sul fumetto di qualità e sui lavori grafici, sulla saggistica e sulla letteratura di genere (horror, ma anche fantascienza, noir, trhiller…). Attualmente abbiamo in piedi diverse collane, ognuna caratterizzata da un particolare progetto editoriale: Neon, ad esempio, è centrata sui nuovi autori, giovani in senso anagrafico o editoriale, Incubazioni è dedicata alla narrativa Horror e Splatterpunk illustrata, Suture si occupa di saggistica e di “dietro le quinte” sul mondo delle arti (fumetto, letteratura, cinema, ecc…), Nerotika è dedicata alla narrativa noir e “poliziottesca”, mentre Cartilagini (siamo sempre un po’ sanguigni, anche nella denominazione delle collane) ospita fumetti e artbook. Poi c’è l’ultima nata, Immaginaria, dove presenteremo narrativa legata alla fantascienza, alla speculative fiction, allo Steampunk e all’immaginario in generale.

Quali sono gli autori di punta CUT UP Publishing?

Consideriamo ogni nostro autore ugualmente importante, e curiamo ogni libro come se fosse unico. Promuoviamo quindi anche alcuni autori esordienti (voglio ricordare, tra gli altri, Stefano Lazzarini, Pierluca Cozzani, Marco Marino, Marco Greganti), ma pubblichiamo principalmente scrittori e sceneggiatori affermati e già attivi da tempo (Stefano Fantelli, Paolo Di Orazio, Moreno Burattini, Caleb Battiago, Alda Teodorani, Antonio Tentori, Danilo Arona, Antonio Caronia… e stanno per arrivare anche Davide Barzi e Leonardo Valenti), ma anche disegnatori molto apprezzati dai lettori di fumetti (Oskar, Alessandro Poli, Enzo Rizzi, Dario Viotti, Giampaolo Frizzi e Armando Rossi) e abbiamo acquisito, grazie al nostro responsabile dei diritti esteri Alessandro Manzetti (che è anche nostro autore e unico italiano vincitore del prestigioso Bram Stoker Award), anche nomi internazionali come Peter Straub, Richard Laymon, Ramsey Campbell, Jack Ketchum e altri che stanno per arrivare). Ognuno di loro contribuisce a delineare il profilo della nostra proposta editoriale.

16121670_1016557588448594_568073618_oQuali difficoltà devono affrontare i piccoli editori in Italia?

Parlare di tutte le difficoltà della piccola e media editoria in Italia vorrebbe dire aprire il libro della lagnanze: si potrebbe partire dalle arretratezze e chiusure del mercato distributivo per arrivare alla logica clientelare o amicale che muove la quasi totalità dei recensori o comunque di chi dovrebbe segnalare i libri ai lettori, al disinteresse degli operatori pubblici (biblioteche, assessorati alla cultura). Senza parlare ovviamente dei problemi strutturali, la scarsa abitudine alla lettura, la debolezza in genere del mercato editoriale italiano, la lunga stagnazione economica. Fare l’editore in Italia è un azzardo che richiede caparbietà, ostinazione, grande passione e voglia di fare.

Come immaginate il panorama del fantastico italiano fra dieci anni?

Ops, la sfera di cristallo è momentaneamente fuori uso. A parte gli scherzi, probabilmente non ci saranno enormi differenze rispetto all’oggi. È sperabile che la moda delle interminabili saghe fantasy riduca il suo impatto, che una fantascienza intelligente e innovativa riprenda il suo posto e che una critica attenta se ne accorga, che l’Horror ritorni a essere il termometro dei malesseri e dei turbamenti di una società in trasformazione. Ma forse, detto così, sembra un po’ troppo un ritorno agli anni Ottanta. Il bello del futuro è che imprevedibile.

Prima di lasciarci, vi andrebbe di segnalarci i link utili a seguire le attività CUT UP Publishing?

C’è il nostro sito, ultimamente rinnovato in modo radicale, www.cut-up.it, e poi abbiamo ovviamente una pagina Facebook, sempre molto attiva, che vi invitiamo a visitare.

Intervista a cura di Roberto Bommarito

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Esce Indefiniti, di Roberto Bommarito, nella collana Spin-Off dell’Impero Connettivo

Kipple Officina Libraria è orgogliosa di presentare in una nuova puntata dell’Impero Connettivo, declinato nello split che l’imperatore Totka_II ha voluto per dedicarsi covermaggiormente alla trascendenza, lasciando la parte più postumana, il New Connective Empire, al suo fido plenipotenziario Sillax.
Consolidiamo con questo ebook la collana Spin-off, dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il dominio psichico di un alieno, un Nephilim.

Sinossi

L’Impero Connettivo, Stato che come l’Impero Romano domina sullo spazio, ma anche sul tempo, è divenuto un’entità politica divisa in due, la prima metà è votata alle politiche più materiali mentre l’altra è in odor di trascendenza; alla prima fa capo il funzionario postumano Sillax, mentre la seconda continua a far riferimento all’alieno nephilim Totka_II.
Nella parte governata da Sillax, il New Connective Empire, le faccende commerciali s’intrecciano con la politica, un senso di Space Opera si riverbera in ogni avvenimento minuto dove la discendenza di quella che è stata umanità non si affranca dai vizi dei suoi avi. Quale differenza quantica e quale razzismo potranno incarnare gli Indefiniti, nel momento in cui la Polizia imperiale li sorprenderà mentre cercheranno di cambiare il proprio destino?

Estratto

Questa che racconterò ora è una brevissima favola. Non sono sicuro sia per bambini, anche se potrebbe esserlo, perché non contiene mica scene di sesso o di violenza. È una favola brevissima che parla di un fiore, che era molto bello, unico, diverso da tutti gli altri, forse perché era più bianco di tutti i fiori e i suoi petali avevano una forma più sottile, elegante.
In ogni modo, un giorno in quello stesso campo ci capitò una bambina. Vide il fiore e ne rimase colpita. Lo osservò in ginocchio, rapita dalla sua particolarità. Ignorava, però, quanto veramente unico quel fiore fosse.
Lo annusò. Profumava come una rosa la mattina presto, appena sbocciata, prima che venga bruciata dal sole cocente . Era un profumo eccezionale.
Toccò i petali: facevano solletico ai polpastrelli delle dita, tanto erano soffici.
Allungò la mano per strapparlo via. Era stupendo, e quando una cosa è bella davvero la si desidera solo per sé.
La mano, però, rimase sospesa. Aveva udito qualcosa che in realtà non era nulla, forse solo un topo che si faceva gli affari suoi, dovendosi dare da fare il doppio per trovare del cibo, non come i suoi fortunati cugini di città. Ma bastò quel fruscio nell’erba per far voltare la testa alla bambina.
Quando capì che non era nulla, tornò a guardare il fiore e questo era nel frattempo cambiato. Se prima era bianco, adesso era rosso. Anche i petali erano cambiati. Erano di forma diversa, con i bordi frastagliati, ruvidi al tatto.
La favola non finisce qui.

L’autore

Roberto Bommarito nasce a Malta il 14 febbraio 1981. Finalista al Premio Italia 2015, è il vincitore di diversi concorsi letterari fra cui il Premio Robot, il Premio Polidori per la letteratura horror e il Premio Short-Kipple. Nel 2013 conquista il titolo di Campione di Minuti Contati. L’autore è il primo straniero a vincere i sunnominati premi letterari in Italia.
Stasis, il suo primo racconto scritto in inglese, è stato pubblicato negli Stati Uniti da Daily Science Fiction.
I suoi racconti sono apparsi in diverse riviste e antologie. I progetti attualmente in fase di realizzazione includono due graphic novel che verranno pubblicate in collaborazione con Electric Sheep Comics. Fra le collaborazioni più importanti spicca inoltre quella con la casa editrice Kipple Officina Libraria.

La collana

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il comando di un alieno, un Nephilim. La valuta monetaria in vigore è l’informazione, mentre l’Imperatore di stirpe aliena Totka_II governa con le sue capacità occulte sull’evoluzione tecnologica dell’umanità: i postumani.

Roberto Bommarito | Indefiniti

Kipple Officina Libraria
Collana Spin-off — Formato ePub e Mobi — Pag. 25 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-57-8

Link

Visioni dal futuro: la prima raccolta di fumetti Sci-Fi di Electric Sheep Comics. Intervista ad Alessandro Napolitano

SyKYwbLiBpgHQIFe42r0F9PopZNVioCEoHKvBlg0K8kCiao Alessandro, è un piacere riaverti ospite qui sulle pagine virtuali di Kipple! Prima di tutto, per chi ancora non conoscesse Electric Sheep Comics, ti andrebbe di farci una breve introduzione?

Ciao Roberto e grazie ancora a Kipple e ai suoi lettori per l’ospitalità. Electric Sheep Comics, da ora in poi ESC, è tanta voglia di sperimentare. Ecco, forse questa non sarà proprio una definizione tecnica, ma è sicuramente una prerogativa importante nella quale riconosciamo la nostra Associazione Culturale. Ci muoviamo spesso nell’ambito dei comics e lo facciamo scrivendo e disegnando i nostri fumetti. I generi che ci appartengono sono quelli che da lettori “consumiamo” di più: la fantascienza e il fantastico in generale, ma anche il pulp è nelle nostre corde. ESC, seppure è una realtà ancora giovane, vanta una discreta esperienza nella media editoria avendo pubblicato graphic novel cartacee, fumetti a bivi in ebook, numerosi contributi a fumetti con magazine digitali. E per tornare a quel desiderio mai sazio di sperimentare, ESC è anche Book Tuning, realizzazione e co-produzione di corti cinematografici nonché partner di serie web.

Cos’è Visioni dal futuro?

Visioni dal futuro è per prima cosa un tributo. Un tributo a tutti gli scrittori e disegnatori che sono stati accanto a ESC fin dalle sue origini. L’Associazione Culturale Electric Sheep Comic ha voluto festeggiare la sua costituzione con un albo cartaceo a colori che raccogliesse il meglio della propria produzione a fumetti. Il genere che lega tutti i comics e le illustrazioni dell’albo è la fantascienza! Acquistare Visioni dal futuro (versione cartacea ISBN 9788893062978, disponibile su Youcanprint e in tutte le librerie digitali) significa sostenere le attività dell’Associazione e permettere a questa di continuare il proprio cammino di sperimentazione artistica.

opF9ojOHaNVAWrROgzEghYT-o7k1YR1_TiHvT5U0A2YCi parleresti brevemente dei fumetti inclusi nell’antologia?

Fantascienza è la parola d’ordine. Distopia, space story, viaggi nel tempo, singolarità tecnologiche sono alcuni degli elementi che caratterizzano i fumetti e le splendide illustrazioni di Visioni dal futuro. Con i fumetti selezionati abbiamo voluto mettere in discussione l’idea “comune” che molti hanno del futuro. Non possiamo avere la presunzione di avanzare delle risposte, ma l’ambizione di porre domande, questo sì. Queste domande hanno generato quelle “visioni” che abbiamo dapprima tradotto in comics e poi stampato a caratteri maiuscoli nel titolo dell’albo.

Tre ragioni per non lasciarsi sfuggire Visioni dal futuro.

Chiunque ami la fantascienza non dovrebbe perdere la possibilità di vederla interpretata con addosso l’abito elegante del fumetto; per quanti non hanno famigliarità con il genere, Visioni dal futuro offre un’alternativa diversa per entrare in contatto con la fantascienza, diciamo pure di leggerla da un’angolazione differente; sostenere lo sforzo di una auto pubblicazione di qualità. Permettimi di estendere questo consiglio anche a tutti i libri che con ESC non hanno nulla a che fare. Purtroppo, o per fortuna, la piccola editoria e il self publishing è pieno di autori capaci e in grado di intrattenere il lettore italiano al pari (se non meglio) della grande editoria. Sicuramente bisogna saper scegliere (passaparola e recensioni nei social sono ottimi strumenti di selezione), però la soddisfazione di scoprire e premiare talenti dà alle letture indie un fascino particolare.

sYb3PApxKN6Pw3TI_r0z9P_a0g8hbgSiVAml2hJ-ACQCome vedi la situazione del fumetto in Italia?

C’è uno zoccolo duro di lettori che è in grado di sostenere il movimento. C’è anche l’ambizione dei grandi titoli di rinnovarsi e di scrollare via un po’ di polvere auto celebrativa a vantaggio di una necessaria modernizzazione. Ci sono le realtà più piccole che sgomitano e qualcuno riesce a mettere la testa fuori dal mondo sommerso dell’underground. Gli ebook, per quanto lontani dalle logiche dei vecchi collezionisti (e nel mondo del fumetto i collezionisti ce ne sono parecchi), stanno prendendo piede e si prestano alla diffusione dei comics, non fosse altro per l’alta qualità delle tavole e i costi contenuti. A occhio mi sembra ci siano segnali incoraggianti, quanto meno per non sprofondare nella crisi profonda che spesso ha colpito la letteratura tradizionale.

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La narrativa breve in Italia e il nuovo corso di Altrisogni: intervista a Vito Di Domenico e Christian Antonini

Ciao Christian e Vito. È un piacere avervi ospiti qui fra le pagine virtuali del blog di Kipple. Anche se molti lettori italiani di fantascienza già vi conoscono, vi andrebbe di presentarvi?

Christian Antonini

Christian Antonini

CA: Ciao, grazie per averci invitato. Sono uno cresciuto a pane e fumetti Marvel (in edizioni Corno), ma anche a Lanciostory, Skorpio e poi Eternauta (fumetto e rivista). Mio padre mi ha portato verso il fantastico prima ancora di insegnarmi ad andare in bicicletta. È uno di quelli che ha fatto carte false per ottenere i biglietti stampa a fine anni ’70, a Milano, per le prime di Guerre Stellari e poi di Battaglie nella galassia (il nome con cui in Italia è uscito il film di Battlestar Galactica). Con queste premesse è stato solo naturale leggere molto, imparare a giocare di ruolo e poi scrivere. Nel frattempo ho lavorato nel campo dei videogiochi e dell’informatica (su diversi fronti: recensore e articolista, PR e addetto stampa, traduttore e revisore) e dell’editoria giornalistica (per diverse testate ed editori, dalla fine degli anni ’90 all’altro ieri. Al momento lavoro come freelance nel campo della comunicazione, come web writer, SEO copywriter e faccio un po’ di social media marketing. Mi sto dedicando seriamente alla narrativa, ho esordito nel 2007 e da allora sto cercando di crescere, esplorando diversi generi. Nel 2010, dopo anni passati a leggere le riviste di narrativa fantastica fatte dagli altri, ho trovato in Vito le energie e la sensibilità complementari alle mie per mettere in piedi la rivista che avrei voluto: Altrisogni.

Vito Di Domenico

Vito Di Domenico

VDD: Grazie a voi per averci voluto come ospiti! Dunque, sono da sempre un appassionato di tutto ciò che si può considerare cultura popolare: fumetti, cinema, narrativa, cartoni animati, serie tv, videogiochi, musica… ovvero quelle forme di intrattenimento con le quali sono cresciuto, negli anni ‘70 e ’80. Ho sempre cercato di trasformare le mie passioni in lavoro, quindi negli anni ho lavorato in radio, ho prodotto dischi pop/dance, ho intervistato faccia a faccia personalità del cinema horror internazionale, ho scritto fumetti, ho lavorato nel campo dei giochi di ruolo e da tavolo… Per farla breve, “da grande” mi sono dedicato sostanzialmente alla scrittura, sia tecnica sia creativa, che è sempre stato un po’ il trait d’union delle mie attività. Ormai lavoro da quasi quindici anni in campo editoriale, come articolista, traduttore, editor e consulente, e allo stesso tempo collaboro con case di produzione video indipendenti in qualità di sceneggiatore.
Nel 2010 con Christian Antonini, innanzitutto un carissimo amico e poi un ottimo collega, abbiamo fondato la prima rivista digitale italiana dedicata alla narrativa horror, fantascientifica e weird: Altrisogni, edita da dbooks.it, e tutt’ora diretta da noi.

Qual è stata la storia di Altrisogni dalle origini a oggi?

VDD: Altrisogni – Rivista digitale di horror, fantascienza e weird è nata in un momento in cui l’ebook in Italia era ancora una grande incognita: il mercato si stava appena avviando e non esistevano riviste in formato ebook, soprattutto dedicate alla narrativa, ancor meno a quella di stampo fantastico. Siamo stati i primi a uscire in multi-formato: PDF, epub, mobi, tutti racchiusi in un’unica soluzione d’acquisto.
La rivista voleva essere una specie di Weird Tales italiana, che desse spazio agli scrittori di casa nostra amanti del fantastico e che fungesse da “palestra” per gli esordienti, oltre che da serbatoio di gustose storie inedite per i tanti lettori appassionati. Già dal primo numero è parso che l’iniziativa venisse apprezzata. Dal 2010 al 2014 abbiamo curato sei numeri di Altrisogni in formato rivista, contenenti quindi non solo racconti ma anche news dal mondo editoriale, consigli sulle tecniche di scrittura, interviste a scrittori italiani in ascesa, recensioni librarie e molto altro.
Dopo sei numeri e cinque anni di vita ci siamo resi conto che era giunto il momento di aggiornare il concept, e ora eccoci qui con una pubblicazione che si chiama Altrisogni – Antologia di narrativa fantastica.

Altrisogni Composizione Cover (nn 1-4)CA: Se da una parte la nostra rivista ha sofferto per il fatto che veniva creata e redatta solo quando gli altri lavori ce lo permettevano, questo ha fatto sì che potessimo diluire gli sforzi nel tempo. Tenere una cadenza così ridotta ci ha offerto la possibilità di continuare a essere presenti sul panorama nazionale, con comunicazioni, scambi, iniziative e progetti vari. Abbiamo visto nascere e crescere molti progetti altrui. E ne abbiamo visti tramontare più di quanti avremmo voluto. Siamo stati gratificati da una presenza costante da parte di un “blocco” di lettori e appassionati e il nostro lavoro nel corso di questi anni (il nostro “viaggio quinquennale”) ci ha portato un regalo graditissimo: la stima di molte figure dell’editoria italiana. Sembra presuntuoso dirlo in questa sede, e mi arrischio a farlo, ma il fatto è che queste sono le cose che ti fanno andare avanti quando tutto cospira per fermarti.

Com’è emerso il bisogno di dare una nuova direzione ad Altrisogni?

VDD: È emerso dall’osservazione dei cambiamenti del mercato e allo stesso tempo dall’osservazione di ciò che Altrisogni era (erroneamente) diventata a livello produttivo.
Sul mercato, negli ultimi cinque anni, ebook reader ed ebook si sono diffusi ampiamente: oggi il PDF si può considerare un formato scomparso come incidenza nella vendita di ebook, mentre mobi ed epub sono stati sdoganati grazie a milioni di smartphone, Kindle, iPad e tutti gli altri dispositivi di lettura disponibili. Quindi ci siamo resi conto che continuare a produrre una rivista in PDF era superfluo, oltre che estremamente faticoso: il formato ci costringeva infatti a un’impaginazione “vecchio stile”, che esigeva quintali di immagini e grande cura per i dettagli grafici. Un impegno che, insieme alla raccolta e revisione di racconti, articoli, news, recensioni, ecc. finiva per portar via mesi di lavoro. E dopo tutto ciò dovevamo ancora riassemblare e formattare i testi per generare i formati epub e mobi. Sommando questo al fatto che io e Christian siamo costretti a curare Altrisogni nel tempo libero, e che il marchio si è espanso generando anche la collana libraria Altrisogni Presenta, il risultato è stato che, negli ultimi anni, la rivista è uscita con (a)periodicità sempre più diradata. Quattro numeri nel primo anno di vita, due numeri nei due anni successivi. Non potevamo più permetterlo.
Allora abbiamo ripensato il prodotto e la linea produttiva, cercando di riavvicinarci a quello che era l’intento originario.

Libro1 NEL BUIOCA: Sentivamo anche il bisogno di una presenza più forte e regolare, da parte di Altrisogni. Ci faceva male vedere le uscite diluite nel tempo e non riuscire a dare risalto con segnalazioni e recensioni tempestive agli eventi, alle uscite librarie, ai prodotti dei generi che curavamo. Inoltre la formula iniziale di Altrisogni cominciava a starci stretta: occuparci solo di narrativa dell’orrore, di fantascienza e weird, in un momento in cui le contaminazioni – non solo di generi, ma anche di media – sono all’ordine del giorno, richiedeva una trasformazione, un’evoluzione.

In cosa consisterà questa nuova versione di Altrisogni e quali sono i vostri obiettivi?

CA: Tra gli obiettivi abbiamo quello di essere più regolari, con uscite trimestrali sul fronte librario e una presenza costante su quello giornalistico. Per fare questo abbiamo scorporato la parte di narrativa e quella redazionale. Adesso pubblichiamo i racconti di Altrisogni all’interno di antologie digitali, vendute sulle principali piattaforme online, facendo sparire al contempo la divisione in generi: ci occupiamo finalmente di tutto il fantastico italiano inedito, a 360 gradi, dalla space opera allo sword and sorcery, dallo urban fantasy allo steampunk, dall’orrore splatter alle ghost story in chiave cyberpunk. La parte “redazionale”, invece, confluirà presto in un sito web che conterrà notizie, segnalazioni, approfondimenti, interviste, recensioni. Il sito Altrisogni.it, che si occuperà di tutto quello che compare all’orizzonte del fantastico: dalla narrativa al cinema, dai videogiochi ai fumetti, passando per arti visive, giochi di ruolo, fiere, ecc.

VDD: L’obiettivo primario è di tornare a offrire con regolarità prodotti di narrativa in formato ebook, sempre più curati e ancor più reperibili che in passato: se fino al n.6 Altrisogni è stata acquistabile solo sul sito dell’editore, dbooks.it, da questo Vol.1 siamo disponibili anche su Amazon e a breve sulle altre piattaforme di vendita. Ne trarranno sicuramente vantaggio gli autori pubblicati, che potranno arrivare con le loro opere a un pubblico potenzialmente più vasto. E ovviamente i lettori, che potranno acquistarci sulla piattaforma alla quale sono più affezionati. Insomma, chi ama il fantastico non ha più scuse per non leggerci. E, al di là dei racconti, potrà godere di notizie aggiornate e approfondimenti grazie al sito Altrisogni.it.

Vi va di parlarci dei racconti inclusi in questo primo numero, reperibile fra l’altro sia qui su dbooks che qui su Amazon?

CA: Sebbene Altrisogni ospiti ora anche racconti fantasy e non si limiti più ai suoi tre generi d’origine, quelli di questo Volume 1 appartengono ancora ai nostri generi “tradizionali”: horror, fantascienza e weird. Questo perché i racconti erano stati selezionati per un Altrisogni 7 che poi non c’è stato, vista la trasformazione. I racconti pubblicati sono Link di Yuri Abietti, Confusi di Roberto Bommarito, Responsabilità di Mirko Dadich, I Mai-nati di Irene Grazzini, Ritorno al liceo di Roberto Guarnieri, L’eredità di Penelope di Simone Lega, La materia di cui sono fatti i sogni di Andrea Carlo Cappi.
Link percorre la via che Yuri Abietti ha dimostrato di amare, quella delle “leggende metropolitane”. È scritto con uno stile epistolare, anzi, visto il “mezzo” scelto dall’autore sarebbe più giusto dire “e-pistolare”. Confusi è una storia apocalittica, che vede la fine di una storia d’amore correre di pari passo con la fine dell’Umanità. Una narrazione gestita con grande sensibilità dall’autore, Roberto Bommarito. Per caso lo conosci? Responsabilità è un racconto che ci è molto caro, perché il suo autore Mirko Dadich ha fatto passi da gigante nello stile e nel modo di narrare, in continua evoluzione fin dal suo primo racconto sul primo numero di Altrisogni. Un racconto di grande impatto, ottimamente scritto, con il coraggio dell’autore che vuole lanciarsi verso storie più grandi e visionarie. I Mai-nati costituisce una novità: si tratta di un racconto storico, collocato nella Siena del 1348, con riferimenti ad alcuni grandi eventi della storia europea. L’elemento fantastico è di natura horror, ben integrato nel contesto dall’autrice Irene Grazzini.

Altrisogni_Vol1 - Cover96dpiVDD: Ritorno al liceo, invece, è di un’altra “vecchia conoscenza” della nostra rivista: Roberto Guarnieri. L’autore ha scritto una storia breve che raggiunge il lettore grazie ai riferimenti universali che contiene: gli anni delle scuole superiori. Quando poi arriva l’elemento fantascientifico, il sorriso – e la soddisfazione – sono garantiti. L’eredità di Penelope è il secondo racconto che pubblichiamo scritto da Simone Lega. Una storia che rilegge in modo interessante alcuni temi cari alle storie dell’orrore tradizionali, ammantandoli di un’atmosfera “familiare” che oseremmo definire tipica dell’autore. E poi c’è La materia di cui sono fatti i sogni. Un’avventura a metà tra sci-fi e spionaggio vissuta dal longevo personaggio letterario di Padre Antonio Stanislawsky, il sacerdote del futuro creato dalla penna di Andrea Carlo Cappi. Siamo onorati di ospitare un autore esperto e noto come Andrea sulle nostre pagine, per giunta in compagnia del buon (non troppo…) “Padre Stan”. Ci auguriamo davvero che i lettori apprezzino questi sette racconti di Altrisogni Vol.1.

In che modo credete che sia possibile stimolare l’interesse del lettore nei confronti della narrativa fantastica italiana?

CA: Credo che la semplice narrativa non possa fare molto per creare nuovi lettori. Gli altri media sono molto più forti e presenti, con una visibilità e un’immediatezza infinitamente maggiori. Quello che si può fare, però, è esserci. A mio avviso bisogna continuare a fare quello che si ama, proponendo buone storie, possibilmente ben curate. La qualità della scrittura e del prodotto editoriale è fondamentale. Oggi tutti pensano di poter realizzare degli ebook e il risultato è un oceano di prodotti dove la cura del testo, l’impaginazione, la veste grafica lasciano molto a desiderare. Se un utente, che dovesse provare a leggere un ebook di fantascienza portatovi dal mondo dei videogiochi, dovesse imbattersi in una storia scadente, con un testo lacunoso e un’edizione povera di qualità, difficilmente proverà a cimentarsi nella lettura di qualcosa di più impegnativo, come magari un grande classico del genere fantastico. Essere attenti a come si evolve il nostro mondo è fondamentale, uscire dalla nicchia in cui l’opinione pubblica sembra voler relegare il fantastico è doveroso. Farsi “ghettizzare”, ammantarsi di esclusività come se chi scrive, legge e pubblica fantastico appartenesse a una setta o a un’elite è, secondo noi, un suicidio. E anche ingiusto nei confronti di quei lettori potenziali che cinema, giochi e arti visive potrebbero creare domani. Buoni prodotti, quindi, con cadenza regolare, di qualità. Ma anche eventi. Non solo presentazioni, magari convention e fiere “di genere” per far conoscere gli autori italiani, la sensibilità e la profondità della scrittura dei nostri connazionali quando esplorano il fantastico.

VDD: Sinceramente, ritengo che il lettore “già lettore” vada stimolato semplicemente proponendo buoni prodotti editoriali. Il problema è che oggi, più di ieri, c’è tanta buona narrativa fantastica italiana in giro, grazie soprattutto a quei piccoli editori che conoscono bene la materia, ma allo stesso tempo ce n’è tantissima davvero pessima. E quella pessima “annega” quella buona. Allora il lettore, che non sa più dove voltarsi e come scegliere, finisce spesso per rivolgersi ai soliti noti del fantastico, che per questioni di numero sono più stranieri che italiani. Credo che gli operatori del settore (editori, curatori o autori che si autopubblicano) dovrebbero avere più capacità di autocritica e curare maggiormente la qualità dei prodotti che propongono. I lettori, invece, dovrebbero imparare a diffondere e sostenere la produzione italiana di standard decente. Sostenere opere “a priori” perché l’autore è un amico non fa bene a nessuno. Succede che molti lettori “sinceri” leggono ma non condividono le loro impressioni su Amazon o sui social, che oggi sono il primo terreno di diffusione delle opinioni, mentre i lettori “amici dell’autore” spammano lodi sperticate a prescindere dalla qualità reale dell’opera, dando visibilità a materiale francamente imbarazzante.
Ma la questione principale, secondo me, non è legata alla narrativa fantastica in sé: oggi la gente legge molto meno di una volta, poiché l’intrattenimento si è spostato pesantemente su altri media. È un dato di fatto, il pubblico di lettori in Italia è limitato. A livello produttivo credo sia perciò importante impegnarsi a realizzare opere che risultino vendibili e riconoscibili anche all’estero. Alcuni editori lo stanno già facendo, come la stessa Kipple. Sin dal 2010 è uno dei nostri pallini. Abbiamo avviato alcune operazioni in tal senso, speriamo di portarle a buon fine nel prossimo futuro.

Prima di lasciarci, vi andrebbe di darci tutti i link utili per seguire le attività legate ad Altrisogni?

CA e VDD: Certamente! Innanzitutto c’è il sito del nostro editore, http://www.dbooks.it, dove è possibile acquistare tutti i nostri numeri vecchi e nuovi. A nostro nome c’è invece il blog, all’indirizzo http://altrisogni.blogspot.it, sul quale abbiamo finora concentrato post, recensioni, interviste agli autori pubblicati, e dal quale è possibile sia acquistare i nostri prodotti sia leggere le recensioni che il web ci ha dedicato. Soprattutto, è possibile trovarvi tutte le istruzioni per inviare i racconti alla nostra selezione, basta andare nell’apposita sezione: http://altrisogni.blogspot.it/2012/01/come-inviare-un-racconto-ad-altrisogni.html. Esiste poi la pagina ufficiale su Facebook, http://www.facebook.com/Altrisogni, alla quale teniamo molto e che sta crescendo sempre più grazie a tanti nuovi sostenitori. Ci sono il profilo Twitter, @Altrisogni e quello di GooglePlus, +Altrisogni, e infine c’è il sito web Altrisogni.it, oggi una semplice homepage ma a breve un vero e proprio centro di informazioni sul fantastico.
Diremmo che c’è tutto il necessario per entrare in contatto con noi, qualunque sia la modalità desiderata
In conclusione vogliamo davvero ringraziare te e lo staff di Kipple per averci voluti ospitare sul blog. E auguriamo a Kipple tutto il meglio per la diffusione della cultura del fantastico.

Grazie a voi e in bocca al lupo!

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