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Reading e musica sullo scoglio

Per la rassegna “Preferisco il rumore del mare”
letture accompagnate dal dolce suono della cetra

Lukha B. Kremo
presenta
“LIVORNO Dà GLORIA SOLTANTO all’ESILIO”
poesie di Giorgio Caproni
e altre riflessioni personali.
alla cetra
Marta Kizzy Rovella

Allo Scoglione dei Tre Ponti di Livorno (di fronte alla Rotonda) al TRAMONTO (ore 20:30 puntuali, il sole non aspetta!)

Giorgio Caproni è un poeta nato a Livorno che ha vissuto gran parte della vita nell’Appennino dell’entroterra genovese,
legando il proprio nome a quei luoghi, come ricorda la silloge “Ballo a Fontanigorda”. In generale tutta la sua produzione è stretta tra il rammarico dello spopopalento dell’entroterra genovese e il ricordo di Livorno.
Lukha B. Kremo è autore di romanzi di fantascienza, nato a Livorno, ha vissuto più di 20 anni a Milano e, come Caproni, oggi vive nell’entroterra genovese.

Ettore Fobo alive!

ETTORE FOBO alive!
Il giorno 18 maggio dalle ore 18.00 alle 19.30
alla Libreria Booklet via Mario Pichi 3/B – Milano
(zona Naviglio Pavese)

Eugenio Cavacciuti in arte Ettore Fobo parla e legge proprie poesie tratte dal libro “Sotto una luna in polvere”

Vedi il sole rosso? Vedi le luci nel loro tempio? Le acque che cavalcano l’aria, le nuvole che mordono il cielo? Puoi seppellire il ricordo? Puoi trascinarti carcassa? Puoi risorgere, ora?

La lirica epica e moderna di un poeta milanese.

L’arte del XXI secolo passa da Arcore

Sabato 27 novembre è avvenuto all’Arci BLOB di Arcore (sì, proprio ad Arcore-Hardcore) forse uno dei migliori esempi di arte contemporanea svincolata dalla logica del mercato.
Sto parlando del Decennale di un gruppo musicale brianzolo che di chiama ODRZ, una sorta di codice fiscale del gruppo che li ha preceduti (Onde Rozze).
Dieci anni all’insegna di power noise, sperimentazione sonora, performance e espressioni di abominevolezza dell’operaio delle catene di montaggio industriali (tanto presente in Brianza),
che hanno condotto gli ODRZ (tra le altre cose) a un progetto diviso in 9 CD con 9 brani da un’ora (8 ore di lavoro e una di pausa), prodotto in Norvegia, evidentemente terra di orizzonti più ampi dell’Italia (culturali dico, non paesaggistici!).
Vera industriasl music, quindi. Per il loro decimo compleanno, oltre a torta e spumante, hanno performato insieme a chi aveva collaborato con loro in passato.
Ne è risultato un festival di musica, danza, pittura live, reading, video e performace (tra cui la saldatura della scritta in ferro ODRZ). Il tutto ben coordinato e mescolato con equilibrio.
Si sono viste/sentite danze pseudomeccaniche su tappeti sonori da mondo parallelo, scintille e letture prostrate, pitture dal vivo su lavagna luminosa. Il tutto al costo della tessera Arci per chi non l’aveva ancora.
Per la cronaca hanno partecipato, oltre a Massimo e Antonio (ODRZ): Dante Tanzi (eletronica), Marcella Fanzaga, Elena Pellegatta e Roberta Minici (danza), Alessandro Mottadelli (video), Kremo e Mario Bistoletti (reading), Spiral (noise-feedback), Stefano Giorgi (pittura), Patrizia Oliva “Madame P” (voce), Jan M. Iversen (elettronica), Luca Valisi (basso) e Castrenze Calandra (scultura).
Raramente ho respirato una sensazione simile (ricordo sicuramente il decennale dell’etichetta AFE di Andrea Marutti al Baraonda di Segrate nel 2005: 600 persone per 12 ore e più di performance continue di estrema avanguardia, ma questo non sono io a doverlo dire).
A quanto pare a non tutti pensano che l’arte vada vista nei musei: è evidente, quella dei musei ha un intendo storico ed educativo, è materiale di studio, è l’arte del passato.
Oggi l’arte non può accontentarsi delle Fiere mercato, dei pezzi multipli e delle litografie, non può accontentarsi di Venezia, della Scala, di Castrocaro.
L’arte del XXI secolo non è banalmente “contaminata”, ma stanno nascendo nuove forme d’arte con una propria dignità (la pittura live con danza, il reading-scultura).
Il resto è storia.