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Aleppo c’è | Presentazione a Roma il 2 ottobre

Il 2 ottobre, alle ore 18.00, verrà presentata a Roma l’antologia poetica Aleppo c’è, presso la libreria IBS Libraccio, in Via Nazionale 252.

Edita da Kipple Officina Libraria, la raccolta è a cura del collettivo Bibbia d’Asfalto, e l’illustrazione della copertina è di Andrea Coppo. Con interventi di Stefania Di Lino, Annamaria Giannini, Ksenja Laginja, Redent Enzo Lomanno e reading degli autori present (qui l’evento Facebook).

Quando i numeri hanno braccia e gambe. Quando la guerra toglie dignità e valore all’essere umano. La guerra in Siria, da qualsiasi angolazione la si voglia guardare, è una catastrofe. Di più: è un genocidio. Che pretende di essere ascoltato. Proprio per questo, il Collettivo di scrittura Bibbia d’Asfalto, ha deciso di fare. La poesia, si sa, è fatta di parole. Di parole, non di soluzioni. Abbiamo scelto anche di andare oltre le parole. Di raccoglierle in un’unica voce, di farle diventare un libro. Sfidando la crisi di lettura del nostro paese, decidiamo di mettere il libro in vendita e di offrire il guadagno a Medici Senza Frontiere, a cui le bombe hanno abbattuto gran parte degli ospedali che gestivano sul territorio siriano. Che la scrittura e la poesia, in particolare, sia azione. Questa è la nostra unica arma ed è carica.

L’opera è a supporto di Medici Senza Frontiere.

AA. VV. – Collettivo Bibbia d’Asfalto, Aleppo c’è
Copertina di Andrea Coppo

Kipple Officina Libraria
Collana fuori (collana) – Pag. 76 – 3.95 € – Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-77-6
Collana fuori (collana) – Pag. 88 – 17.00 € – Formato cartaceo Amazon – ISBN 978-88-98953-78-3

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Presentazione di “Aleppo c’è” a Roma, il 13 luglio

Il 13 luglio, alle ore 19.00, presso la libreria L’orto dei libri in Via dei Lincei 31, ci sarà la presentazione dell’antologia poetica Aleppo c’è, edita da Kipple Officina Libraria, a cura del collettivo Bibbia d’Asfalto, illustrazione di copertina a cura di Andrea Coppo. Con interventi di Stefania Di Lino, Annamaria Giannini, Ksenja Laginja, Redent Enzo Lomanno e reading degli autori present (qui l’evento Facebook).

Quando i numeri hanno braccia e gambe. Quando la guerra toglie dignità e valore all’essere umano. La guerra in Siria, da qualsiasi angolazione la si voglia guardare, è una catastrofe. Di più: è un genocidio. Che pretende di essere ascoltato. Proprio per questo, il Collettivo di scrittura Bibbia d’Asfalto, ha deciso di fare. La poesia, si sa, è fatta di parole. Di parole, non di soluzioni. Abbiamo scelto anche di andare oltre le parole. Di raccoglierle in un’unica voce, di farle diventare un libro. Sfidando la crisi di lettura del nostro paese, decidiamo di mettere il libro in vendita e di offrire il guadagno a Medici Senza Frontiere, a cui le bombe hanno abbattuto gran parte degli ospedali che gestivano sul territorio siriano. Che la scrittura e la poesia, in particolare, sia azione. Questa è la nostra unica arma ed è carica.

L’opera è a supporto di Medici Senza Frontiere.

AA. VV. – Collettivo Bibbia d’Asfalto, Aleppo c’è
Copertina di Andrea Coppo

Kipple Officina Libraria – Collana fuori (collana) – Pag. 76 – 3.95 €
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-77-6
Collana fuori (collana) – Pag. 88 – 17.00 €
Formato cartaceo Amazon – ISBN 978-88-98953-78-3

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Bibbia d’Asfalto numero 8 esce per Kipple Officina Libraria

Kipple Officina Libraria è lieta di presentarvi l’ottavo numero di Bibbia d’Asfalto – Poesia Urbana e Autostradale, la rivista aperiodica di poesia e narrativa che da oggi potrete leggere e acquistare su www.kipple.it e nelle principali librerie online. Fin dal suo esordio, prima come blog e successivamente come rivista, è sempre stata terra di sperimentazioni su strade alternative, abrasiva come l’asfalto e votata alla ricerca di nuove connessioni e collaborazioni. BdA rinasce come una fenice, qui, ora – dopo una lunga pausa di riflessione sulla scia del dibattito sulle riviste letterarie – come atto di volontà da parte della redazione e come luogo in cui custodire cose preziose per domani. La via è aperta, l’asfalto è bollente e le pagine sono incandescenti.

> La copertina è di Ksenja Laginja

Dall’editoriale

Il dibattito sulle riviste letterarie dura da oltre un secolo ma recentemente pare giunto ad una conclusione condivisa: tale forma editoriale di fatto non ha ragione d’esistere. Non rende, non ha lettori, è espressione di una cultura sorpassata. Le riviste sono troppe, inutili, sostituite da blog e social network, non valgono la fatica, i mal di pancia, gli amici persi.
Inutile ricordare ai sacerdoti che ne officiano le esequie che è lì, sulle riviste, che da un paio di centinaia d’anni si fa quella cosa che tutti chiamiamo letteratura. Ricordar loro Edgar Allan Poe (le riviste sono “l’artiglieria leggera dell’intelletto”) e il Philadelphia Saturday Courier, Dumas, Dostoevskij, Buzzati, Calvino, Jack London, Bulgakov e tutti gli altri venuti alla luce in quel vivaio che sono state le pagine delle riviste letterarie. La sentenza non cambia: la rivista non paga e non vende, tutt’al più può essere uno strumento di pubblicità, distribuito gratuitamente in libreria per invogliare i lettori all’acquisto di prodotti diversi, una specie di volantino con le offerte della settimana come al discount. Oppure qualcosa che deve sciogliersi e farsi sostituire dal blog letterario di turno, che ne sarebbe la versione due punto zero.
Si sarebbe tentati di credere a questi signori, tale è la convinzione con cui sostengono il loro punto di vista. Poi ci si guarda attorno e si scopre che le riviste letterarie solo in Italia sono oltre un centinaio e che il numero aumenta di molto se si includono quelle esclusivamente online. Che i blog e le riviste non sono la stessa cosa, minimamente, e che tantissimi si ostinano ancora a gettare il loro tempo, la propria reputazione e i propri sforzi nella fondazione e nel mantenimento di riviste letterarie.
Certo, è vero che il numero non è di per sé la dimostrazione del valore e dell’utilità del contributo che le riviste forniscono alla cultura letteraria, ma è altrettanto vero che quando un fenomeno si afferma e resiste nonostante non sia vincente dal punto di vista commerciale qualche domanda diventa obbligatoria.
Non sarà ad esempio, ci si potrebbe chiedere, che la rivista possa ancora rappresentare il palcoscenico di una letteratura viva, la serra, la coltivazione di talenti che non vi compaiono per la loro probabilità di vendere ma solo per il loro valore intrinseco e per quello testimoniale delle tendenze attuali? Che la rivista stia al mondo della letteratura come i garage e i locali underground stanno alla musica leggera, unici luoghi in cui si può respirare un’aria non infettata dal denaro delle major, ambienti tra i pochi in cui esiste la possibilità di incontrare qualche novità, qualche talento che non sia artificiale, pompato dalla luce artefatta dei talent? Che le polemiche, i conflitti, le discussioni che accompagnano la loro nascita e la loro gestazione non siano di fatto la cosa più “moderna” che esista e assomiglino molto a quello che solitamente si chiama humus culturale, ricchezza, vivacità? Che quando è fatta bene, quando cioè non è solo vetrina e antologia fine a sé stessa ma segue un’idea, un criterio, possa diventare un’incubatrice, una sala parto “esemplare”?
Sono domande forse non nuove a cui nel tempo sono state date molte risposte ma che divengono particolarmente attuali per noi oggi, nel momento in cui presentiamo ai lettori l’ottavo numero di “Bibbia d’Asfalto”.
Non è un mistero che la rivista si sia presa una pausa, che sia stata messa in discussione, che sia stata in pericolo di vita e che oggi qui rinasca.
Se questo è avvenuto è stato grazie ad una riflessione profonda e ad un atto di volontà.
La riflessione ci ha costretto a ripeterci lo scopo e il senso del nostro impegno in questa impresa: l’amore per il bello e la speranza caparbia e perfino ostinata che ci spinge a cercarlo ovunque, anche e soprattutto dove non ci si aspetterebbe di trovarlo, nelle crepe dell’asfalto. Roba che non si fa certo spaventare dalle scarse speranze di fama e di guadagni.
L’atto di volontà è consistito nel non lasciarci abbattere dal venir meno di alcuni punti fermi che erano con noi sin dall’inizio della nostra storia, vecchi amici, collaboratori. Raccogliere le forze e andare avanti egualmente ha reso tutta la redazione più coesa e ci ha rassicurato sulla forza delle nostre motivazioni.
Ne è venuta fuori una rivista. Che volere di più? Non un mero luogo di deposito di testi vari, ma uno spazio in cui echeggiano anime, che si situa nel tempo ma non lo corteggia, che non si lascia sedurre dal bisogno di piacere al secolo. Non un rotocalco, una fanzine, un giornaletto usa e getta ma una vera rivista letteraria. Un luogo in cui si custodiscono cose preziose per domani.
Il nostro sincero grazie all’editore Kipple il cui coraggio ha reso possibile tutto questo e un augurio di buona lettura da tutta la redazione.

La quarta

Il dibattito sulle riviste letterarie dura da oltre un secolo ma recentemente pare giunto ad una conclusione condivisa: tale forma editoriale di fatto non ha ragione d’esistere. Non rende, non ha lettori, è espressione di una cultura sorpassata. Le riviste sono troppe, inutili, sostituite da blog e social network, non valgono la fatica, i mal di pancia, gli amici persi.
Non è un mistero che la rivista si sia presa una pausa, che sia stata messa in discussione, che sia stata in pericolo di vita e che oggi qui rinasca.
Se questo è avvenuto è stato grazie ad una riflessione profonda e ad un atto di volontà.
Ne è venuta fuori una rivista. Che volere di più? Non un mero luogo di deposito di testi vari, ma uno spazio in cui echeggiano anime, che si situa nel tempo ma non lo corteggia, che non si lascia sedurre dal bisogno di piacere al secolo. Non un rotocalco, una fanzine, un giornaletto usa e getta ma una vera rivista letteraria. Un luogo in cui si custodiscono cose preziose per domani.

AA.VV., Bibbia d’Asfalto n.8
Copertina: di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Pag. 79 – 0.95€
Formato ePub e Mobi

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In arrivo la promo “Diffondi la Poesia”

Promo: DIFFONDI LA POESIA!
> VersiGuasti collection a 1,00 euro

Il 21/03, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, anche noi di Kipple ci impegniamo a diffonderla!

Per una solo giornata – martedì 21/03 – sarà possibile acquistare la Collection completa di nove (9) eBook, nella collana VersiGuasti a cura di Alex Tonelli.

COME FUNZIONA

1) Vai sul sito www.kipple.it, registrati e crea un ID Kipple, o se ne hai già uno usa quello nel modulo LOGIN.

2) Seleziona tutti gli eBook della collana “VersiGuasti” e acquista – inserendo il codice promozionale: #giornatapoesia – i nove (9) titoli, nazionali e internazionali, al prezzo simbolico di 1,00 euro.

Cosa aspetti? Diffondi anche tu la POESIA 🙂

Presentazione e reading di Ceneri Postatomiche @ Kowalski di Genova

Domenica 5 marzo, alle 19.30, nella più ampia cornice della rassegna Poeme Electronique vol.2, verrà presentata e recitata dall’autore Christian Humouda la silloge Ceneri Postatomiche, edita da Kipple Officina Libraria nell’ambito della collana Versi Guasti, diretta da Alex Tonelli. Accanto a Christian, una performance sonora di Raffaello Bisso My Right of Frost – completerà la sperimentazione poetico-elettronica della serata; coordinerà l’evento, che si svolgerà presso il pub Kowalski di Via Dei Giustiniani 3r, Genova, la nostra artista e comunicativa Ksenja Laginja.

Esce Distruggi le prove, di Francesca Gironi, per la collana Versi Guasti

Kipple Officina Libraria prosegue il 2017 presentando, nella collana VersiGuasti “Distruggi le prove, di Francesca Gironi, poetessa anconetana che sfugge alle definizioni eppure afferra covercon la sua intima verità, per renderci leggeri di bellezza.
Lasciarsi rapire dalle poesie di Francesca è come prepararsi per andare al mare, con quella gioia semplice e diretta di una giornata allegra dentro, anche se fuori e intorno è dolore tagliente e tempesta. La gestualità e teatralità dell’autrice sono un compendio imprescindibile durante i suoi reading, ma anche così, su carta o su ebook, l’intensa essenza della poetessa trasuda e conquista, rende vivi di giovane forza.
La fotografia di copertina è di Francesca Tilio.

Dall’introduzione

Quando ho visto Francesca Gironi recitare le sue poesie all’International Poetry Slam di Trieste ho capito che le parole delle sue poesie erano ballerine e Francesca una sorta di maestra di danza. Durante la sua lettura le guidava, le conduceva lungo un’articolata coreografia poetica fatta d’indicazioni quasi aeroportuali, gesti composti a braccia distese, precisi cenni per indicar loro dove muoversi, come aggregarsi e soprattutto per imporre loro una raffinata leggerezza.
Il fatto che Francesca Gironi sia una danzatrice poco importa, o forse potremmo anche supporre che gli anni di studio le abbiano consentito di scovare i segreti della danza, del muoversi armonico al ritmo della musica, classica o moderna che sia. Qui però vorremmo raccontare la poetessa, non la danzatrice, o forse addirittura vorremmo semplicemente raccontare le sue poesie e non lei, solo le parole, null’altro. Sapevo e so che la poesia non si esaurisce nella lettura solitaria di una stanza silenziosa. Ebbene, Francesca Gironi me lo ha ricordato, mi ha mostrato come le parole sono suoni, musica e soprattutto entità, quasi concrete, corpi in movimento nell’aria che aleggiano, si muovono e si adagiano nel silenzio, nel verso successivo.
Così è la poesia di Francesca Gironi, musica e danza. E così dovremmo approcciarla per comprenderla o, più semplicemente, per gustarla a pieno.

La quarta

Il lettore che si appresta alla lettura dei testi che compongono questa piccola silloge non potrà sperimentare la sorpresa e il piacere di vedere la poetessa leggere i suoi componimenti, lasciarsi incantare dalla voce monocorde, dal tono vagamente indifferente e dalla sua gestualità ritmica. Che dunque queste pagine che seguono siano insufficienti a comprendere la poetica di Francesca Gironi?
La risposta è no, non sono insufficienti perché quei gesti, quella fisicità che l’autrice adopera nel recitare le sue poesie è la stessa che usa nello scriverle. L’atto creativo primitivo, originario, quello che porta a tracciare la parola sulla carta (o sulla tastiera del pc) è il medesimo che poi ripete nel riportare alla luce le poesie tramite la voce. Ma è nel testo stesso, è nel versificare che noi troviamo quei passi di danza, quelle coreografie con cui Francesca Gironi fa muovere le parole.
Ed ecco che allora la pagina diventa un palcoscenico bianco di un teatro immenso, in cui tante piccole parole volteggiano disegnando significati, immagini, paradossi e ironiche situazioni. Tutto è all’insegna di una cercata, voluta, desiderata leggerezza. Le cose accadono e lei sembra viverle con leggerezza, con una punta di sano snobismo, di accondiscendenza.

L’autrice

Francesca Gironi è nata ad Ancona. Danzatrice e performer, attiva nella scena dei poetry slam, esplora il confine tra parola e gesto. È finalista ai campionati LIPS (Lega Italiana Poetry Slam) nel 2015 e nel 2016. Le sue poesie sono state antologizzate nell’album di spoken poetry SLAM IT e nella Guida liquida al poetry slam. Ha partecipato a diversi poetry slam tra cui Atti Impuri, POPS, Ritratti di Poesia, Trieste International Poetry Slam, La Punta della Lingua e altri. Il suo video poesia Quattro ottobre è stato selezionato al festival di video poesia Doctorclip e in contesti internazionali quali Carbon Culture Review e Moving Poems. Come danzatrice e coreografa è stata ospite di numerosi festival di arti performative e residenze creative. Ha collaborato con coreografi, video maker, artisti visivi, cantautori. Si è formata in danza contemporanea in Italia e all’estero. È laureata in lingue e ha un master in Germanistica conseguito all’Università di Halifax, in Canada. Lavora nell’editoria. Il suo primo libro dal titolo Abbattere i costi è edito da Miraggi.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli ed è interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Francesca Gironi, Distruggi le prove
Copertina: fotografia di Francesca Tilio

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 23 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-72-1

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Rosso.Niente. di Kenneth Krabat | Una recensione

Su GolemInformazione è apparsa una recensione a Rosso.Niente., la silloge del poeta danese Kenneth Krabat edita da KippleOfficinaLibraria.

C’è una contaminazione tra stili diversi, anche le scelte metriche seguono un movimento che si espande nella cura dei versi, fino alla creazione di immagini insolite, come le stesse sonorità che cambiano direzione, sospese tra il reale ed il surreale. Parla di vita, di morte e di amore Krabat e lo fa con la consapevolezza che ogni sua parola ha una pienezza di significato, sia essa in prosa o in poesia o altra forma ancora. Non importa il genere affrontato, quello che preme a chi scrive è di afferrare l’attimo, di viverlo dentro, fuori e oltre, quasi in maniera estrema, ma vera, senza riserve. È una scrittura moderna, contemporanea, mai scontata che fa affiorare una ricerca costante, la volontà di scendere in profondità nelle cose.

Racconti, poesie e testi tra loro diversi, lasciano intuire la necessità di sentire e percepire l’esistenza, assorbendone totalmente luci ed ombre. Ogni singolo momento racchiude in sé qualcosa di importante, nel bene e nel male: “il momento in cui ricorderai che sei nato/e che morirai/e che hai un numero infinito di ore/o quasi”. La poesia arriva come consolazione, prodotta dall’istintività creativa, dall’alternarsi di rumori e silenzi, da un andare per le strade dell’anima e dei luoghi, ed è un fluire che manifesta variazioni, contrasti, sfumature. Nello scorrere del tempo, tra il passato ed il nuovo che avanza, si trasformano anche le parole, come le cose, ed ogni volta nulla è mai lo stesso. Kenneth Krabat riesce a restituire alla poesia un’attualità senza risultare mai banale, non fa altro che riconsegnare al lettore una contemporaneità autentica, fatta di situazioni spesso al limite della ragione, corse frenetiche impostate ad un allineamento collettivo.

Krabat è un poeta che vive la vita nella sue contraddizioni, e se l’amore sembra l’unico mezzo per alleviare sofferenze e recuperare leggermente, poi alla fine non è così. Anche l’amore non ha senso, o lo ha fino ad un certo punto. Sono continui i ribaltamenti, continue le precipitazioni emozionali e psichiche. E la poesia muta, come muta la gente, come la natura ed il tempo. Metamorfosi espressive e sonore ci proiettano in un’opera paradigmatica, carica di intenzioni potenti e disarmanti, nella libertà più assoluta.

La quarta

Poliedrico poeta danese, che scrive in lingua madre e contemporaneamente in inglese, Kenneth Krabat è una figura viva dell’underground di Copenaghen o, come direbbe lui stesso, di Købehavn, ed è inoltre un performer e un paroliere.
Mangiatore di vita, le sue poesie non sono altro che il risultato di ciò che ha ingurgitato, masticato, digerito e ributtato fuori. È la vita che è passata dentro di lui, dentro il suo corpo, lungo tutto il tubo digerente.
Krabat vive la contemporaneità, quell’insensata vita occidentale frenetica e apparentemente senza alcuno scopo se non l’accumulo, il ripetersi alienato del lavoro e le mille ipocrisie di una non-autenticità, vero paradigma della nostra epoca.
In ROSSO.NIENTE. Kenneth Krabat apre la finestra, respira l’aria del mondo e si getta fuori. Precipita senza alcun paracadute, senza alcuna protezione, cade e cade, sempre più velocemente e profondamente, nel reale della sua vita, delle sue esperienze, dei suoi sentimenti, del dolore, della morte, dell’amore, di ogni cosa.

Nella bella traduzione di Giovanni Agnoloni, Versi Guasti ospita la prima edizione in italiano di una delle voci di punta della poesia danese.

Kenneth Krabat, Rosso.Niente.
Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 58 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-70-7
Traduzione di Giovanni Agnoloni
Copertina e fotografie interne di Cathrine Ertmann

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