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Le Due Nazioni, quando arte e politica s’incontrano. Intervista ai fumettisti Paul Izzo e Mirko Treccani

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Paul Izzo

Benvenuto a entrambi, Paul Izzo – ormai volto noto qui sulle pagine virtuali di Kipple Officina Libraria – e Mirko Treccani, autori del nuovo fumetto intitolato Le due nazioni edito da Manfont. Come prima cosa, vi andrebbe di presentarvi per chi non vi conoscesse ancora?

PauI: Da qualche anno scrivo fumetti, collezionando generi ed editori differenti per sensibilità e pubblico di riferimento, amo scrivere storie di avventura e che mostrino il lato peggiore dell’essere umano, probabilmente per esorcizzare il mio di lato oscuro. Sono il fiero padre di Ernest Egg (insieme a Stefano Bosi Fioravanti) un progetto multimediale che mi ha donato grandi soddisfazioni e di cui a breve sentirete parlare molto vista l’uscita del video in stop motion che ci ha occupato per circa due anni.

Mirko: Ciao a tutti, sono Mirko ho 27 anni e, da quando ricordo, amo disegnare e fruire storie di qualsiasi tipo e media. Esordisco nel mondo della nona arte con questo fumetto, perciò parlerò molto brevemente di ciò che mi ha portato a Le Due Nazioni. La mia formazione ha previsto principalmente solo studi artistici come l’Accademia di Belle Arti di Brera e la Scuola

Mirko Treccani

Mirko Treccani

Internazionale di Comics di Torino, contemporaneamente mi son fatto le ossa sul web tra blog, concorsi e webcomics. Dopo tanti sacrifici e duro lavoro, nell’ultimo anno ho cominciato a raccogliere i primi risultati concreti con la vittoria del Webcomic Contest 2015 bandito da Lega Nerd e il secondo posto al concorso Pilot di Verticalismi.

Di cosa parla Le due nazioni?

Paul: Nella Francia odierna i vampiri sono al potere, Maurice Lapin, Presidente della Repubblica guida il paese da oltre trent’anni con modi autoritari. Un accordo tra politici umani e i vampiri, chiamato semplicemente l’Acte, ha sancito la pace dopo una sanguinosa guerra di razza, il tutto però è stato taciuto alla popolazione che continua la propria esistenza ignara delle lotte di potere che si verificano tra le “persone” chiamate a governarli. Ma durante la notte di Natale uno dei sottosegretari di Stato viene trovato brutalmente ucciso, la tregua dell’Acte è stata rotta. A chi interessa distruggere lo status quo? Chi ha osato uccidere un vampiro? Lapin incarica Jeanne Duvall, vampira e poliziotta delle forze speciali e anche un umano, Philippe Proud’Homme, con cui condivide un passato tragico e violento, voluto sul campo da un suo avversario politico. I due iniziano a indagare sulla morte, ma inesorabilmente verranno catapultati in una situazione più grande e pericolosa di quanto loro stessi potessero immaginare. E come in ogni storia noir che si rispetti, nulla è come sembra.

le-due-nazioni-coverCome nasce l’idea della storia?

Paul: In realtà da mie personali opinioni sulla realtà politica italiana (e non solo) e sull’avvento dei famosi “rottamatori” come Renzi ma anche i tipi del M5S. Il pensiero killer è stato: “se chi è al potere è virtualmente immortale, cosa deve fare chi vuole arrivare in cima allo stesso potere detenuto dai gerenti della politica?” Uccidere violentemente poteva essere una risposta e quasi subito il parallelo è andato alla mia idea di vampiri, ma l’osservazione di alcune situazioni in Francia durante un viaggio mi hanno permesso di creare una storia ancorata tanto alla realtà quanto alla finzione.

E come nasce invece la vostra collaborazione con Manfont?

Paul: Posso tranquillamente affermare che senza la chiacchierata a notte fonda a Lucca 2014 con Luca Baino e lo stesso Toraldo Manfredi, le teste pensanti dietro Manfont, non ci sarebbe stato quel quid in più per rendere Le Due Nazioni non una semplice idea nella mia mente ma un progetto che a breve potrete stringere tra le mani.

Mirko: Da parte mia nasce tutto in quel della Scuola Internazionale di Comics e dal fondatore stesso della Manfont: Manfredi Toraldo. Manf è stato oltre che il mio professore di sceneggiatura a scuola anche un attento testimone del mio percorso di maturazione fumettistica e, arrivato all’ultimo anno di scuola, mi ha evidentemente giudicato pronto per il grande salto proponendomi il progetto. Dopo la lettura del materiale preliminare prodotto da Paul mi sono convinto che era esattamente il tipo di fumetto con cui avrei voluto esordire ad un grande pubblico.

Quali sono i vantaggi e quali invece le difficoltà maggiori che avete dovuto superare nella realizzazione del progetto?

Paul: Sapere di poter lavorare su una storia che non ha avuto condizionamenti editoriali stringenti, nascendo come una proposta fatta alla Manfont poi accettata con entusiasmo mi ha permesso di scrivere nella totale libertà creativa. Tra gli svantaggi, che però sono stati ampiamente superati, l’impossibilità di lavorare fianco a fianco con Mirko, un talentuoso disegnatore quasi esordiente con cui non avevo mai lavorato prima insieme, devo ammettere che avrei amato molto condividere a minor distanza l’avanzamento del progetto.

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Mirko: Beh, la risposta è abbastanza semplice: la maggiore difficoltà del progetto è stato il progetto stesso. Fino all’inizio dei lavori de Le Due Nazioni l’unico progetto in bianco e nero con cui mi ero approcciato è durato massimo due tavole mentre la storia più lunga che abbia mai gestito era di nove, vien da sé che organizzare, studiare e bilanciare 64 pagine in bianco e nero è stato giusto un po’ traumatico.

La storia ruota attorno alle tensioni che si verificano fra umani e vampiri. È possibile trarre dei paralleli con la società odierna?

le-due-nazioni-img-5Paul: Come scritto sopra, l’idea cardine è stata proprio quella di mutare la realtà attraverso la finzione narrativa, ma dopo uno dei miei viaggi a Parigi, era il 2013, mi sono accorto che la città e l’intera nazione trasudano tensioni razziali e mi è sembrato utile ai fini della storia ambientare proprio in Francia il Governo dei Vampiri, spostandomi da una nazione come la nostra che ancora discute sul nulla riguardo all’immigrazione e al terrorismo. Purtroppo la realtà ha superato di gran lunga la fantasia visto che gli attentati negli ultimi due anni sono diventati all’ordine del giorno. Per me la politica ha un ruolo importantissimo nel gestire l’integrazione che a mio avviso passa principalmente da forti investimenti nella Cultura. Solo conoscendo il “nemico” puoi capire come “batterlo” o meglio come viverci insieme per prosperare. Le diversità culturali sono un bene prezioso che vanno tutelate.

le-due-nazioni-img-1Tre aggettivi che descrivano Le due nazioni.

Paul: Avventuroso, intrigante e metaforico.

Mirko: Adrenalinico, intenso ed ematico, molto ematico.

Prima di lasciarci, vi andrebbe di fornire ai lettori i link utili a seguire il progetto?

Abbiamo da poco attivato una pagina Facebook (https://www.facebook.com/Le-Due-Nazioni-800074530034088/?fref=ts&locale=it_IT%252F ) per seguire l’avanzamento del progetto, per conoscere i dietro le quinte della lavorazione e per tutte le informazioni di approfondimento. Ricordo infine che il volume esce a ottobre, lo si potrà acquistare in anteprima a AleComics e poi sarà disponibile sul sito Manfont.com e ovviamente alle principali fiere del fumetto dove io e Mirko saremo felici di firmare le copie e chiacchierare di vampiri e politica, ma anche di donne e fumetto, non necessariamente in quest’ordine.

Intervista a cura di Roberto Bommarito

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L’inarrestabile successo di Ernest Egg: intervista a Francesco “Paul Izzo” Polizzo

Francesco Paul Izzo (sinistra) e Stefano Bosi Fioravanti (destra)

Francesco “Paul Izzo” Polizzo (sinistra) e Stefano Bosi Fioravanti (destra)

Ciao Francesco, è un piacere ospitarti di nuovo fra le pagine virtuali di Kipple. Proprio qui, un po’ di tempo fa, abbiamo segnalato la campagna crowdfunding del progetto Ernest Egg, progetto che adesso sta prendendo finalmente forma concreta. Come spiegheresti a qualcuno che però non conosce ancora Ernest Egg di cosa si tratta?

Ernest Egg, avventuriero, scienziato e pasticcione è il protagonista di una creazione letteraria che gioca con gli stilemi del romanzo di avventura dell’800 e la commedia slapstick americana degli anni d’oro di Hollywood. Quindi per intenderci da Jack London a Jules Verne, con un tocco di comicità che passa dalle parti di Stan Laurel e Oliver Hardy e arriva a Charlie Chaplin e ai Fratelli Marx.
L’idea nata come libro illustrato, si è evoluta nella forma di corto animato in stop motion, il tutto grazie all’apporto di tante professionalità di eccellenza, per il 90% di origine italiana, motivo di vanto in più dato che in Italia prodotti di questo tipo, per diverse ragioni, non vengono realizzati al di fuori di circuiti meno mainstream.
La campagna di crowdfunding si è chiusa circa un anno fa con il 140% del goal raggiunto e ci ha permesso di mettere in moto la complessa macchina produttiva: abbiamo realizzato un libro cartaceo di pregio e di altissima qualità, diversi gadget a tiratura limitata e fatti tutti interamente a mano e soprattutto prodotto un teaser in stop motion che ha avuto un ottimo riscontro.

20151029133745_IMG_3335Chi sono i membri del team creativo di Ernest Egg?

Gli autori principali siamo io come scrittore e Stefano Bosi Fioravanti che si è occupato di rendere credibile il nostro mondo immaginato in lunghe chiacchierate al telefono e via skype attraverso grafica, character design e impaginazione, oltre che a realizzare diversi modelli che abbiamo usato per l’animazione in stop motion.
Ma non posso non citare anche l’apporto di molti professionisti come Claudio Di Biagio, un regista che farà parlare di sé sempre di più, Luca Della Grotta maestro degli effetti speciali, Michael Klubertanz alla colonna sonora, Eleonora Pacciani bravissima animatrice che ha dato vita a Ernest, Gianluca Ceresoli come direttore della fotografia.
Altri si sono uniti a noi come l’illustratore Antonio Nonnato e Katy Madafferi che ha realizzato degli splendidi peluche.
E per ultimi il Coffee Tree Studio e Tatai Lab che ci hanno creduto fin dal primo minuto.
La squadra è però ovviamente destinata ad allargarsi in vista delle future novità che ci riguardano.

20151029190210_IMG_3666Quali sono state le difficoltà principali che avete dovuto superare?

Per la verità, fin da subito Ernest è stato un progetto che ha attirato simpatia da parte degli addetti ai lavori e pochi grattacapi, ma se proprio devo segnalare delle problematiche la prima che mi viene in mente è la distanza fisica tra i membri del team che rende difficoltoso alcuni passaggi realizzativi e per seconda le ristrettezze produttive legate all’assenza di un vero e proprio produttore, per tale motivo non smetterò mai di ringraziare le persone che ci hanno finanziato via web.
Per scelta esplicita sul libro abbiamo deciso di realizzarlo in autonomia da editori, alcuni piuttosto grandi, che si erano proposti di investire, per il video abbiamo lavorato con alcune persone di fiducia che ci hanno garantito massima libertà creativa e che hanno elevato la qualità dell’animazione in maniera esponenziale.

Ti andrebbe di raccontarci la tua esperienza al Lucca Comics 2015?

Quando dico che è stata una esperienza unica non esagero.
Il primo giorno di fiera abbiamo riempito completamente l’auditorium San Girolamo per la proiezione di un backstage del corto, ricevendo i complimenti dagli organizzatori.
Molte persone sono rimaste fuori non potendo accedere alla sala, ma si sono poi presentate allo stand.
Non nascondo che la presenza sullo schermo di Ernest ci ha emozionato tutti, sia noi autori che il pubblico che conosceva il progetto ma che ha assistito a una prima davvero esclusiva che ci ha permesso di venire menzionati addirittura su Sky News.
Allo stand Tatai Lab, nel corso della fiera abbiamo avuto sempre il pienone di persone che ci hanno prestato attenzione, regalato sorrisi e complimenti e hanno acquistato il primo Diario di Viaggio di Ernest, tra l’altro anche molti professionisti del settore si sono presentati in fiera per farci conoscere il loro gradimento al progetto, persone che noi stimiamo e reputiamo nostri mentori.

20151029180738_IMG_3549Giobbe Covatta presterà al voce al progetto. Com’è nata questa illustre collaborazione?

Tramite un nostro amico comune siamo riusciti a mostrare il progetto a Giobbe che ha apprezzato il nostro lavoro e ci ha sostenuto durante la campagna e decidendo di prestare la sua voce al Capitano A.Bach, uno dei personaggi più amati dal pubblico.

Quali obiettivi principali sperate di raggiungere?

Abbiamo il desiderio di riuscire a realizzare un film in stop motion per il cinema o una serie a episodi da proporre ai maggiori network che si occupano di produrre contenuti originali.
Ma Ernest è un personaggio cross-mediale quindi speriamo di vederlo ancora in versione libro e fumetti, ma anche come gioco da tavolo, app e nei mille oggetti di merchandising che abbiamo pensato.
Per riuscire nel nostro intento però abbiamo bisogno di due cose, il sostegno economico di chi apprezza il progetto, magari con l’acquisto del Diario e con le condivisioni via social, più gente ne parla, più facile per noi raggiungere il nostro obiettivo.

Ci forniresti i link utili a seguire questa bella avventura?

Certo che si
sito: http://www.ernestegg.it
pagina Facebook: http://www.facebook.com/ErnestEgg
canale YouTube: http://www.youtube.com/channel/UCoiREfTuBTrqF1sV7EubSKQ

Intervista a cura di Roberto Bommarito.

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Le nuove frontiere del fumetto: Kipple intervista gli ideatori di VIOLEnT HILL

Benvenuti sul blog di Kipple Officina Libraria. Già in passato ci siamo occupati di fumetti con il gruppo artistico Electric Sheep Comics. Oggi parleremo però di un altro progetto, VIOLEnT HILL, ospitato dalla piattaforma Verticalismi.it. 

Cos’è Verticalismi.it?

Mirko Oliveri: è un portale dove è possibile leggere ogni giorno un fumetto inedito gratuitamente. I fumetti ospiti del sito hanno un formato particolare, pensato ad hoc per la lettura da computer, tablet e smart-phone. I fumetti vengono realizzati gratuitamente da autori professionisti e talentuosi debuttanti. Senza alcun limite di genere, parola d’ordine: fumetti di qualità.

Come nasce il progetto VIOLEnT HILL?

Paul Izzo: la prima volta ne parlai con Mirko di Verticalismi, circa tre anni fa, avevo voglia di creare un “posto univoco” dove creare storie tra di esse collegate, ne parlammo a lungo, e alla fine ripresi in mano alcuni concetti chiave della idea iniziale e li rielaborai per presentarla in maniera efficace a quelli che poi sarebbero stati i nostri compagni di avventura, concependo la saga come se fosse un serial televisivo nel quale lavorano diversi team artistici, decidendo quindi di dividere la storia in tre archi narrativi.

I soggetti delle due stagioni sono stati scritti da me, poi i diversi autori hanno avuto carta bianca nel rappresentare gli elementi e gli snodi senza vincoli troppo stretti, questa è stata la nostra idea di fumetto “social”. Quindi pur avendo il “copyright” sui personaggi principali e sul setting creato, decisi di intendere la saga come lo “spazio” in cui collaborare con gli altri autori. In effetti Viole(n)t Hill è la summa degli incontri artistici che hanno preceduto, e in alcuni casi seguito, la pubblicazione della serie.

Di cosa parla la storia?

Paul Izzo: bella domanda! In effetti non è facile spiegarlo senza anticipare nulla di quella che sarà la terza e conclusiva (?) stagione. Posso dirti comunque, sintetizzando e semplificando, che è una storia corale di peccato e redenzione, il leit motiv della serie è infatti “le colpe dei padri, ricadono sui figli… sempre”. Ci sono diverse sotto-trame che si intersecano con quella principale, il tutto in un ambiente torbido e malsano che ricorda la provincia americana di Lynch. Abbiamo poi pigiato l’acceleratore sugli aspetti più scabrosi regalataci dalle cronache e mescolato tutto in chiave noir-horror, senza preoccuparci di falsi moralismi. La storia infatti è rigorosamente per un pubblico adulto.

Come sono stati selezionati artisti e sceneggiatori?

Zio-P: non è stata una vera e propria selezione nel senso proprio del termine. Alcuni Verticalisti hanno formato questo collettivo, che sia nella prima che nella seconda stagione si è via via ampliato ad altri amici fumettisti, alcuni molto famosi, che hanno dato la propria disponibilità a partecipare. Partecipazione che, ricordiamo, è stata del tutto gratuita, così come lo è la fruizione del fumetto per i lettori.

Quali sono state le difficoltà maggiori riscontrate durante la realizzazione del progetto?

Zio-P: fare un fumetto (ma più in generale una qualsiasi opera) in cui ci sono tante teste a decidere non è facile. Se poi il tutto nasce e cresce su internet con poche possibilità di vedersi veramente è ancora più difficile. Quindi ci sono stati anche momenti di confronto, anche prolungati, su quale strada fosse la migliore da percorrere. Crediamo però che questo vada visto nell’ottica di voler dare, ognuno con il suo punto di vista, il prodotto migliore per il lettore. Non sappiamo se ci siamo riusciti, ma sicuramente ci abbiamo messo tutto l’impegno possibile cercando di curare ogni minimo dettaglio.

Come vedete la situazione del fumetto (e del webcomic) in Italia e quale credere sia il suo futuro?

Mirko Oliveri: In Italia e nel resto del Mondo si sta registrando un crescente interesse per il fumetto. In futuro l’industria del fumetto cambierà molto, tutte le produzioni saranno esclusivamente digitali, i cartonati diventeranno costosi volumi con action figures in allegato che raccoglieranno la versione cartacea dei fumetti digitali più venduti.
Vi andrebbe di segnalarci dei link per chi volesse seguire sia l’evoluzione di VIOLEnT HILL che di altri possibili progetti del team artistico?

Zio-P: Il must che non dovete perdere è ovviamente il sito verticalismi.it e in particolare http://www.verticalismi.it/lenews/violent-hill-index/dove potete trovare tutti gli episodi finora usciti.
Se siete più “social” potete venirci a trovare anche su https://www.facebook.com/webviolenthilldove interagiamo volentieri con lettori e amici.
Per quanto riguarda gli autori siamo troppi per annoiarvi con tutti i link ma con una semplice ricerca web trovate facilmente sia nostri blog/siti/profili che le altre storie realizzate per il sito.



Vi ringrazio mille per la disponibilità e vi auguro in bocca al lupo!

Zio Poli: Grazie a voi.

Segue la videoclip:


Intervista a cura di Roberto Bommarito.

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