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Musica, pittura e testi in un nuovo Dvd

Dvd di 30 minuti, dove l’arte si esprime a 360°, un esempio di ibridazione tra pittura, musica e testi. Il pittore Stefano Giorgi si esibisce attraverso una superficie trasparente, accompagnato dal suono dirompente del duo ODRZ, con parole di Lukha B. Kremo.
Disponibile su www.kipple.it.

Immaginate un acquario contenente un pesce, che si veda solo attraverso due telecamere, una posizionata frontalmente e l’altra lateralmente. Mentre guardiamo i due monitor possiamo pensare che i pesci visibili siano due entità separate, la differente posizione delle telecamere ci dà infatti due immagini diverse. Ma, continuando a osservare i due pesci, alla fine ci accorgeremo che vi è un certo legame tra di loro: quando uno si gira, anche l’altro si girerà. Potremmo credere che i due pesci stiano comunicando tra di loro, istantaneamente e misteriosamente, ma in realtà sono due immagini dello stesso pesce.
Secondo la recente teoria della Meccanica Quantistica chaimata “Paradigma Olografico”, la realtà del nostro universo è bidimensionale, mentre la terza dimensione spaziale è virtuale, analoga a una proiezione olografica.
In quest’ottica, se è facile considerare la pittura figurativa come sottoinsieme della pittura astratta e la letteratura come sottoinsieme della musica, si può considerare il mondo della musica (delle onde sonore) vicino e parallelo a quello della pittura (delle onde cromatiche della luce) e cercare di fondere insieme musica e pittura e immaginare e intravedere, dietro i videogrammi, la proiezione della terza dimensione.

Domenica 23 gennaio 2011

in collaborazione con Le Città Sottili
presso CSA Baraonda – Via Pacinotti 13 – Segrate (MI)
Ore 21.00
ingresso 3 euro
The Meeting Point 18
performance interdisciplinare e multimediale di improvvisazione per musica,
danza, arte visiva e dintorni…al confine tra Arte e Scienza
Performers: Dante Tanzi (musica), Domenico Stranieri (musica), ODRZ (musica), Marcella Fanzaga (danza), Isabella Filippini (danza)
ODRZ
www.odrz.org

L’arte del XXI secolo passa da Arcore

Sabato 27 novembre è avvenuto all’Arci BLOB di Arcore (sì, proprio ad Arcore-Hardcore) forse uno dei migliori esempi di arte contemporanea svincolata dalla logica del mercato.
Sto parlando del Decennale di un gruppo musicale brianzolo che di chiama ODRZ, una sorta di codice fiscale del gruppo che li ha preceduti (Onde Rozze).
Dieci anni all’insegna di power noise, sperimentazione sonora, performance e espressioni di abominevolezza dell’operaio delle catene di montaggio industriali (tanto presente in Brianza),
che hanno condotto gli ODRZ (tra le altre cose) a un progetto diviso in 9 CD con 9 brani da un’ora (8 ore di lavoro e una di pausa), prodotto in Norvegia, evidentemente terra di orizzonti più ampi dell’Italia (culturali dico, non paesaggistici!).
Vera industriasl music, quindi. Per il loro decimo compleanno, oltre a torta e spumante, hanno performato insieme a chi aveva collaborato con loro in passato.
Ne è risultato un festival di musica, danza, pittura live, reading, video e performace (tra cui la saldatura della scritta in ferro ODRZ). Il tutto ben coordinato e mescolato con equilibrio.
Si sono viste/sentite danze pseudomeccaniche su tappeti sonori da mondo parallelo, scintille e letture prostrate, pitture dal vivo su lavagna luminosa. Il tutto al costo della tessera Arci per chi non l’aveva ancora.
Per la cronaca hanno partecipato, oltre a Massimo e Antonio (ODRZ): Dante Tanzi (eletronica), Marcella Fanzaga, Elena Pellegatta e Roberta Minici (danza), Alessandro Mottadelli (video), Kremo e Mario Bistoletti (reading), Spiral (noise-feedback), Stefano Giorgi (pittura), Patrizia Oliva “Madame P” (voce), Jan M. Iversen (elettronica), Luca Valisi (basso) e Castrenze Calandra (scultura).
Raramente ho respirato una sensazione simile (ricordo sicuramente il decennale dell’etichetta AFE di Andrea Marutti al Baraonda di Segrate nel 2005: 600 persone per 12 ore e più di performance continue di estrema avanguardia, ma questo non sono io a doverlo dire).
A quanto pare a non tutti pensano che l’arte vada vista nei musei: è evidente, quella dei musei ha un intendo storico ed educativo, è materiale di studio, è l’arte del passato.
Oggi l’arte non può accontentarsi delle Fiere mercato, dei pezzi multipli e delle litografie, non può accontentarsi di Venezia, della Scala, di Castrocaro.
L’arte del XXI secolo non è banalmente “contaminata”, ma stanno nascendo nuove forme d’arte con una propria dignità (la pittura live con danza, il reading-scultura).
Il resto è storia.