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Esce Malasacra, l’antologia di Francesco Corigliano nella collana k_noir

Grandi ritorni per Kipple Officina Libraria nella collana k_noir che accoglie nelle sue oscure fila la raccolta di Francesco Corigliano, autore calabrese che padroneggia con sapienza i territori dell’ombra e le sottili paure che percorrono la sua terra. Malasacra narra di luoghi pervasi da un weird intenso, come solo i più grandi del genere riescono a fare.
L’introduzione è di Danilo Arrigoni, che ne ha curato l’edizione, la copertina è di Franco Brambilla, grande illustratore del Fantastico contemporaneo, già copertinista della collana Urania Mondadori. L’opera esce in formato digitale e in formato cartaceo.

Sinossi

È consuetudine, all’apparire di un nuovo, promettente nome, all’interno di un genere letterario, evocare l’apparizione di una nuova “stella”, così come è prassi elogiarne l’opera prima con roboanti aggettivi a supporto (e spesso a sproposito). Nel caso della prima raccolta di Francesco Corigliano che ci si accinge a licenziare, più che il termine “stella” si addice quello di “costellazione” e il masochista lettore che ancor si attardi a leggere questa prefazione, inutile e necessaria come tutte, invece di fiondarsi tra le pagine e lasciarsi sommergere dai loro flutti, si accorgerà prima del termine della lettura che raramente si è trovato di fronte a un testo antologico più compatto e unitario, quale una costellazione appunto. Ogni stella-racconto qui inserita ha il suo perché, la sua precisa posizione, ma solo dal confronto con tutte le altre e solo al termine di questo labirinto circolare apparirà nella sua forma autentica la conformazione della galassia-Corigliano. Appassionato cultore sia dei deliri metafisici borgesiani che delle rovine pre-umane di lovecraftiana memoria, l’autore si è divertito a incastonare il meglio della sua produzione breve in una raccolta che strizza l’occhio al “capolavoro circolare” del maestro gallese Machen come alle storie marinare di Hodgson, passando attraverso le brulle taverne nordiche evocate da Jean Ray, le fosche abbazie del “monaco” Lewis per planare sulle apparenti placide pianure di Eraldo Baldini; ma talmente fitta sarebbe la trama dei rimandi che annoda tutte le storie, che svolgerla e illustrarla significherebbe privare il lettore del lampo improvviso sorto dall’assaggio di una madeleine d’abisso.

Un estratto

Su questo pianeta, a volte, capitano degli eventi strani. Fatti che ne implicano altri e altri ancora e così via, dei quali è difficile farsi un’idea e che, per quieto vivere o per semplicità, etichettiamo come bugie o deliri; ma la natura di questi avvenimenti impedisce di per sé di accogliere tanto facilmente una soluzione al loro riguardo. La verità è che ogni tanto succedono cose per le quali la spiegazione razionale è la più probabile, nonostante la sua assurdità, mentre altre volte l’unica alternativa è quella irrazionale, nonostante: be’, nonostante l’irrazionale si neghi da sé.
Di questo ero convinto anche prima di incontrare il capitano Gunnar Hagen e lo fui ancora di più dopo che ebbi sentito cosa avesse da dire sul caso della Carolus Rex. Il motivo per cui mi ero interessato a quella storia non aveva invece nulla di eccezionale: nell’ottobre del 2016 mi trovavo a Bergen per raccogliere informazioni su un certo vescovo spagnolo che aveva avuto una vita avventurosa – per quanto può esserla quella di un ecclesiastico – e che aveva finito i propri giorni in quella città della Norvegia. Il mio albergatore, un bestione tanto alto quanto loquace, mi raccontava in inglese diversi piccoli avvenimenti curiosi che conosceva e nonostante mi facesse perdere un sacco di tempo ogni giorno riusciva sempre a divertirmi (e a farmi bere qualche birra in più, che finiva dritta dritta sul mio conto). Mi aveva sempre riportato faccende di poco conto, finché, un sabato pomeriggio, non s’era messo in testa di spiegarmi quello che era accaduto alla Carolus Rex. Io non avevo mai sentito nulla su quella storia e a dire il vero anche lui non pareva saperne moltissimo: mi disse che si trattava di una nave mercantile svedese, armata all’inizio degli anni Sessanta e sparita in circostanze misteriose nel 1974 – o era il ’75? – mi aveva chiesto un paio di volte, dubbioso, mentre transitava nell’Oceano Pacifico, tra Lima e Manila. Non c’erano stati segnali d’allarme né comunicazioni sulle frequenze radio: la nave era semplicemente sparita e non se n’era saputo nulla per quasi quarant’anni.

La quarta

Nelle solitudini mentali di luoghi bizzarri e inquietanti, i personaggi di Francesco Corigliano muovono la loro ricchezza lessicale e sensoriale verso la profondità degli abissi disumani, indifesi di fronte ai misteri del mondo che li ospita; sono corpi estranei che galleggiano nella deflagrazione dei limiti e che, in qualche occasione, sublimano inviti alla modestia, alla trascendenza delle miserie umane.

L’autore

Francesco Corigliano (Vibo Valentia, 1990) è docente di italiano, storia e geografia nella scuola media. Nel 2013 si è laureato in Filologia Moderna con una tesi dedicata ai racconti del terrore, mentre nel 2019 ha conseguito un Dottorato di Ricerca con un lavoro sulla letteratura weird. Ha pubblicato diversi articoli di critica letteraria dedicati al fantastico, in raccolte e riviste specializzate.
Nel 2015 con il racconto “Ex machina” (Hypnos 5, 2015; Strane Visioni, 2016) si è classificato al primo posto al Premio Hypnos, concorso in cui negli anni successivi è stato più volte finalista. Nel 2018 è stato vincitore della XIV edizione del concorso NASF, dedicato ai racconti di fantascienza e finalista nella XXIV edizione del Trofeo RiLL. Malasacra è la sua prima antologia personale.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Francesco Corigliano, Malasacra
Curatela e introduzione di Danilo Arrigoni
Copertina di Franco Brambilla

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato ePub e Mobi – Pag. 236 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-12-5
Formato cartaceo – Pag. 224 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-11-8

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Esce Lamette nel corrimano, di Giuliano Fiocco, per la collana k_noir

Kipple Officina Libraria presenta la sesta uscita della collana K_Noir, volendo rappresentare così la continuità della collana dove il Noir è visto come l’ennesima frontiera artistica e letteraria uppercoverdi un mondo posto oltre il reale. Con orgoglio, quindi, esibiamo una raccolta di racconti di Giuliano Fiocco, Lamette nel corrimano, in cui la crudeltà prende vita attraverso lievi emozioni o potenti ossessioni, tutte però annegate in una nera complessità psichica, estensioni di pensieri crudi e malati.
La prefazione è a cura di Andrea G. Colombo mentre la postfazione è di Danilo Arona.

Sinossi

Sono storie di malattia psichica e interiore, storie di trascendenza e dolore inferto ad altri come a se stessi. Questi racconti di pura angoscia scatenano il lato più bestiale dell’umano come se fosse un’infezione, un disastro ambientale. Giuliano Fiocco resta a disquisire della nostra razza impugnando lame affilatissime e perpetrando omicidi efferati, senza alcuna pietà, senza alcuna umanità o forse, con troppa umanità.

Estratto

C’è andata spesso, in quei giorni. Sempre di nascosto. Vuole il perdono. Le mani di don Mario si sono prese il compito di mondarla dal peccato, e sembra che la cosa non gli dia troppo fastidio. Le prime volte le faceva fare penitenza per ore, a macerarsi le ginocchia. Don Mario voleva che lei avesse la gonna corta, quando andava da lui. Doveva stare con la fronte a terra e le ginocchia sui sassolini, mentre lui, seduto alle sue spalle, leggeva brani dei Salmi e dell’Ecclesiastico. Lei sapeva che lui le guardava le gambe. Sentiva anche dei rumori, come se qualcuno si sfregasse. Però non doveva alzare la testa. Era la sua penitenza. Inoltre, lui non avrebbe avuto problemi ad alzare le mani. È vecchio, don Mario, ma ha la mano pesante.
Noi non esistiamo, se non come evanescenza di quello che avremmo potuto essere se i nostri comportamenti fossero stati diversi. Fantasmi sotto forma di carne, strati di rimorsi accumulati l’uno sull’altro che diventano ogni giorno più pesanti, ogni giorno più difficili da trascinare; ma dobbiamo sperare, credere nella redenzione del perdono, perché solo quello permette agli stracci lerci del peccato con cui avvolgiamo la nostra vita di mondarsi nell’acqua battesimale della penitenza. Parola di don Mario.
L’altro ieri però, mentre era inchinata, lo ha sentito alzarsi, sempre salmodiando. Ha sentito che le alzava la gonna sulla schiena. Ha tentato di girarsi, ma lui le ha messo una mano sulla testa e le ha detto Prega, e il tono era di quelli che non permette obiezioni. Poi, ha sentito la sua mano sulle cosce, ma ha continuato a pregare. Quando il suo dito ha sollevato l’elastico delle mutandine, e le ha sfiorato il solco sulle natiche, non è riuscita a trattenersi, e si è rialzata di scatto, girandosi e dicendo un Ma… scandalizzata. Lui era tutto rosso in viso e aveva una mano dentro ai pantaloni. Le ha chiesto di spogliarsi e d’inginocchiarsi davanti a lui, perché innanzi al Signore siamo tutti nudi.
Aveva la patta dei pantaloni gonfia, don Mario. È scappata, allora. Si sente infiammare il viso.

L’Autore

Giuliano Fiocco è nato nel marzo del 1966 e vive a Piove di Sacco, cittadina veneta in provincia di Padova.
Scrive narrativa da circa vent’anni e ha pubblicato il romanzo Fine continua per i tipi di Addicitions nel 2001, con la prefazione di Valerio Evangelisti, i cui diritti cinematografici sono stati acquistati dal regista Antonello De Leo, ed è presente in una decina di antologie.
Ha collaborato in veste di giornalista pubblicista a varie riviste, sia tecniche, sia di narrativa e cinema. Ha insegnato scrittura creativa presso la Lanterna Magica di Padova, alla Piccola Scuola di Scrittura Creativa di Giulio Mozzi. Dal 1998 collabora con Andrea G. Colombo al sito horror.it e le sue precedenti “incarnazioni”.

La collana K_Noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata alle contaminazioni noir e alle sue mutazioni, ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista

Giuliano Fiocco, Lamette nel corrimano             
Kipple Officina Libraria – Collana k_noir – Pag. 178 – 1.95 €
Prefazione Andrea G. Colombo
Postfazione Danilo Arona
Formato ePub e Mobi
ISBN 978-88-98953-33-2

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Recensione in anteprima: Malanima – Storie di lame e presenze | Il flauto di Pan

http://il-flauto-di-pan.blogspot.it/2014/02/recensione-in-anteprima-malanima-storie.html
E’ di pochi giorni fa la notizia che Kipple pubblicherà prossimamente Malanima, raccolta di racconti noir di Alessandro Manzetti con prefazione di Sergio “Alan D.” Altieri, ed ecco che già arrivano le recensioni in anteprima. Apre le danze Miriam Mastrovito, su IlFlautoDiPan, che usa parole esatte per descrivere l’opera, insistendo sul fatto che bisogna trovare il filo comune di tutti i racconti perché esso esiste, ed è ben rilevabile.
Nell’attesa dell’uscita di Malanima, a fine febbraio, vi lasciamo ad alcune note di Miriam e vi invitiamo a rimanere in ascolto di KippleBlog.
L’Oscura Signora che incombe, falce in pugno e mantello spiegato: non è solo l’immagine che anticipa Malanima ma una sensazione che accompagna l’intera lettura di questa antologia. Sensazione di essere braccati e infine fagocitati dal drappo nero, presi in un abbraccio che incute terrore ma non sempre si risolve nella paura. La stretta della Mietitrice sa essere anche liberatoria, lussuriosa, consolatoria; a volte reca odore di follia, altre di redenzione e riscatto… almeno agli occhi di chi la elude e si mette in coda per il prossimo giro.Sono storie di eros e thanatos, storie buie e maledette quelle che compongono la raccolta di Alessandro Manzetti. Racconti che disturbano il sonno e graffiano dentro ma che allo stesso tempo ipnotizzano e colpiscono per la loro macabra bellezza.
http://il-flauto-di-pan.blogspot.it/2014/02/recensione-in-anteprima-malanima-storie.htmlLa Morte è una costante, gioca un ruolo da protagonista, mostra al lettore i suoi molteplici volti e i suoi mille mezzi. La vediamo farsi lava e ribollire nel ventre di un vulcano, che partorisce stelle e mostri. La gente del luogo li chiama Kombe, sono mangiatori di uomini  ma, all’occorrenza, pure dispensatori di giustizia (Verso il Monte Meru). La vediamo aggirarsi nelle fogne intenta a sguinzagliare lupi lanciati a caccia di anime che possano nutrirla (Malanima); annidata oltre la superficie di uno specchio che si ciba di parole (Lo specchio di Frill); tra le onde del mare (L’astronave caduta); nella mente perversa di una coppia alla ricerca di nuovi stimoli (Atlantide); in uno scantinato che rigurgita mostri (Padroni di mostri); negli occhi di una stella intrappolata in una fossa (Stella sottoterra); tra le righe di un annuncio erotico diffuso via web (Interno 1); sotto le unghie graffianti di un sepolto vivo (Una corona di vermi), nei sudici giochi di un pedofilo (Il sogno di Puck).

A genova presentazione di "Notturno Alieno"


Genova, sabato 28 gennaio,
ore 17.30 c/o la Galleria Lifeforms Art Studio di Vico del Fieno 13r
organizzato insieme alla libreria BooksIN di Vico del Fieno 40r 

PRESENTAZIONE NOTTURNO ALIENO – 22 RACCONTI FANTANOIR


Moderatore: Alessandro Vietti
Introduzione di Lukha B. Kremo
Oltre al curatore Gian Filippo Pizzo saranno presenti gli autori Claudio Asciuti, Carlo Bordoni, Walter Catalano, Milena Debenedetti, Nico Gallo, Stefano Roffo.