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Esce per la collana Versi Guasti la silloge Numinose lapidi, di Holly Lyn Walrath

Il 2020 poetico inizia per Kipple Officina Libraria con un’opera dedicata a Holly Lyn Walrath la quale, con Numinose lapidi, ci rende intimamente partecipi della sua personale forma di sacralità poetica, costruita con una magnifica iconografia fiabesca.
Alex Tonelli ci guida nelle sue note introduttive alla lettura della poetessa; le poesie sono state tradotte da Marco Raimondo e la fotografia di copertina è opera di Claudia Bouvier.

Dall’introduzione

Questo diciassettesimo volume di VersiGuasti è dedicato alla poesia di Holly Lyn Walrath, giovane autrice texana di Houston.
La forma espressiva usata da Holly Lyn Walrath è presa in prestito dalla poesia tradizionale malese, i pantoum, ovvero poemi in forma fissa composti da una serie di quartine in cui il secondo e il quarto verso di una strofa sono ripresi dal primo e dal terzo alla successiva strofa, mentre l’ultimo versetto del poema riprende in linea di principio il verso originale.
Non è casuale questa scelta, né frutto di un artificio retorico o stilistico: Walrath cerca, tramite l’effetto ricorsivo indotto dal pantoum, con la sua lenta ripetizione, di creare un tempo della poesia che sia lontano e differente dal tempo della comune realtà. È un procedere ritmato, incantato, che sprofonda il lettore in una dimensione fiabesca in cui le regole comuni della percezione e del sentire appaiono distorte, come riflesse da uno specchio deformato.
È un incantesimo sonoro che diventa la chiave magica attraverso cui la poetessa accede (e fa accedere il lettore) al bosco magico, il luogo perfetto delle fiabe dove la logica si disgrega in favore di connessioni surreali e impossibili.
È in questa realtà densa, farraginosa, e a tratti persino lisergica, che la poetessa erige 16 numinose lapidi.
“Numinose” è l’aggettivo che Walrath ha decisamente voluto per il titolo di questa raccolta, una parola italiana desueta il cui significato è ben raccontato dalla Treccani anche nelle sue origini storiche: “termine coniato dal teologo tedesco Rudolf Otto (nella sua opera Das Heilige, «Il Sacro», 1917) e da lui introdotto nella filosofia e nella storia delle religioni per indicare l’esperienza peculiare, extra-razionale, di una presenza invisibile, maestosa, potente, che ispira terrore e attira: tale esperienza costituirebbe l’elemento essenziale del «sacro» e la fonte di ogni atteggiamento religioso dell’umanità”.

La quarta

Le lapidi che Holly Lyn Walrath costruisce poeticamente sono intrise di una presenza sacrale, potente e maestosa che attira e terrorizza. Sono pietre tombali sacre che servono alla poetessa per celebrare, piangere, urlare e, infine, accettare la morte.

L’autrice

La poesia e la narrativa breve di Holly Lyn Walrath è già apparsa su Strange Horizons, Fireside Fiction, Daily Science Fiction, Luna Station Quarterly, Liminality, Analog e altrove. È l’autrice di “Glimmerglass Girl” (Finishing Line press, 2018) vincitore dell’Elgin Award, premio al miglior libro tascabile di genere fantastico. Ha conseguito un Dottorato in Lettere d’Inglese all’Università del Texas e un Master in Scrittura Creativa all’Università di Denver.
Vive a Houston, in Texas, ad appena cinque minuti dalla NASA. Condivide la propria casa con due gattini, Panda e Cleo, e con due cagnolini adottati, Rey and Phasma. Il suo sito web è: www.hlwalrath.com.

Il traduttore

Marco Raimondo nasce nel 1988 in provincia di Torino, dove vive una vita anonima e caratterizzata da una grave disabilità fisica, la sua condizione si ripercuoterà sulla possibilità di portare ufficialmente a termine i suoi studi, sia in Lettere che in Ingegneria Biomedica, mentre invece in autonomia si dedica allo studio della Linguistica, cosa che si riflette nella sua produzione poetica, dove si mischia al suo background scientifico.
La sua sensibilità intellettuale prende forma attraverso la sua condizione fisica, sviluppando una comprensione della sofferenza dei viventi che si riflette nella sua visione del mondo.
Intellettualmente si muove lungo i confini di territori opposti: tra natura e tecnologia, tra logica scientifica e spiritualità, fortemente affascinato dalle contraddizioni dell’umano.
Grazie alle possibilità offerte dal web ha potuto approfondire la conoscenza della lingua inglese, attraverso un’immersione nella lingua parlata. Ha così potuto approcciarsi alla letteratura e poesia Anglosassone nella sua forma originale. Ha così intrapreso l’attività di traduzione amatoriale delle opere di poeti moderni e contemporanei mai pubblicati nella traduzione italiana.
Per la Kipple ha pubblicato la raccolta di poesia edita nel volume sesto di VersiGuasti dal titolo DNAbyss e ha tradotto il volume quattordici, Decadere nell’Eterno, riscoprendo per il pubblico italiano tre poeti e perle del Decadentismo.

La fotografa

Nata a Siracusa nel 1989, Claudia Calderone – alias Claudia Bouvier – inizia la sua carriera di fotografa-documentarista nel 2016, i suoi lavori includono reportage fotografici sulle manifestazioni per i diritti umani svoltesi a Trieste, Udine, Parigi e Londra.
Nel 2017 ha collaborato con il Centro per la Democrazia e la Riconciliazione nell’Europa Sud-Orientale, durante il Summit per i Balcani Occidentali a Trieste.
Nel 2019 una delle sue fotografie è stata scelta per The Immigrantopolis Project, un’esposizione collettiva organizzata dall’associazione culturale dotART, attraverso la piattaforma Exhibit Around, insieme al Dipartimento di Sociologia dell’Università di Cultura Pedagogica di Cracovia, Polonia.
Esposizioni e proiezioni: “Le vie delle Foto” a Trieste, 2017; Casa Internazionale delle Donne a Trieste, 2018; Biennale Donna, Trieste, 2019; The Immigrantopolis Project, Cracovia, Polonia, 2019.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Holly Lyn Walrath, Numinose lapidi
Introduzione: Alex Tonelli
Traduzione: Marco Raimondo
Fotografia di copertina: Claudia Bouvier         

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 39 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-32179-23-1

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Decadere nell’eterno. Trittico decadente David P. Barnitz, Eric S. Stenbock e Algernon C. Swinburne

Kipple Officina Libraria è lieta di presentare un’opera inusuale eppure moderna, che contiene quello che potremmo definire un inganno, poiché i tre autori presentati sono considerati come se fossero poeti contemporanei, forse sconosciuti ma ascoltati e letti per caso per la loro prima volta: David P. Barnitz, Eric S. Stenbock e Algernon C. Swinburne presentano, perciò, grazie alla riscoperta di Marco Raimondo, Decadere nell’eterno. Trittico decadente.
Poeti lontani nel tempo, scandalosi, maledetti o forse poeti di una contemporaneità non detta in quest’epoca nostra così inautentica? Tre morti abbiamo letto, tre modi di eternare attraverso la morte: in Barnitz era la bellezza dell’amata, in Stenbock l’amore stesso e in Swinburne la brama e il desiderio, la passione erotica. Tre poeti che hanno avuto il maledetto coraggio di raccontare il loro decadente desiderio di eternità, qualunque questa fosse, qualunque cosa volesse significare.
La magistrale introduzione è del curatore di collana Alex Tonelli e la traduzione è di Marco Raimondo; la copertina è Oh, What’s That in the Hollow…?, olio su tela di Edward Robert Hughes.

Dall’introduzione

In questo nuovo VersoGuasto, grazie al prezioso lavoro di riscoperta e traduzione di Marco Raimondo (già autore del volume sesto di questa collana, DNAbyss), abbiamo cercato di compiere un’operazione di archeologia poetica. O meglio, abbiamo voluto scavare fra pile di libri ammassati nello scorrere del tempo e impolverati di quella sostanza biancastra, che il tempo lascia al suo passare sino a estrarre tre antichi tomi, tre volumi probabilmente dimenticati per aprirli nuovamente ai nostri occhi di lettori.
Chiediamo a chi si appresta a queste pagine di condividere il nostro inganno, mio e di Marco Raimondo, e di considerare i tre autori presentati come se fossero poeti contemporanei, forse sconosciuti ma ascoltati e letti per caso, qui presentati per la loro prima volta. Che sia questo VersoGuasto un debutto, il debutto di tre poeti decadenti di fine Ottocento: poeti lontani nel tempo, scandalosi, maledetti o forse poeti di una contemporaneità non detta in quest’epoca nostra così inautentica? Tre poeti che hanno avuto il maledetto coraggio di raccontare il loro decadente desiderio di eternità, qualunque questa fosse, qualunque cosa volesse significare.

La quarta

Abbiamo cercato di compiere un’operazione di archeologia poetica. O meglio, abbiamo voluto scavare fra pile di libri ammassati che il tempo lascia al suo passare sino a estrarre tre antichi tomi, tre volumi probabilmente dimenticati: le poesie di David P. BarnitzEric S. Stenbock e Algernon C. Swinburne, tre poeti decadentisti, letti come se fossero poeti contemporanei, forse sconosciuti ma ascoltati e letti per caso, qui presentati per la loro prima volta.

Gli autori

David Park Barnitz nacque nel 1878 a Wheeling, West Virginia e morì nel 1901 per patologia cardiaca congenita.
Eric Stanislaus Stenbock (Conte) nacque nel 1860 a Cheltenham, Inghilterra e morì nel 1895 di cirrosi epatica.
Algernon Charles Swinburne nacque 1837 a Londra, Inghilterra e morì nel 1909.

Il curatore e traduttore

Marco Raimondo nasce nel 1988 in provincia di Torino. È fortemente affascinato dalle contraddizioni dell’umano; s’interessa di biotecnologia e dei lati oscuri del progresso, di nuove forme di comunicazione, studio e conservazione di antiche tradizioni gnostiche e dualiste.                                                                                                  

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

David P. Barnitz, Eric S. Stenbock e Algernon C. Swinburne, Decadere nell’eterno. Trittico decadente
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Edward Robert Hughes
Cura e traduzione: Marco Raimondo

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 54 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-32179-03-3

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Esce DNAbyss, di Marco Raimondo per la collana Versi Guasti

Kipple Officina Libraria è lieta di presentare, nella collana VersiGuasti, DNAbyss di Marco Raimondo, un doloroso passaggio poetico verso la maturità di un’esistenza che è pura coverincarnazione e sofferenza interiore, uno stato vitale che martirizza ed esalta la vita stessa.

Qualunque cosa si voglia intendere per poesia, un elemento sembra essere imprescindibile: la poesia “significa”. La poesia è espressione di comunicazione attraverso cui il poeta, o se preferite il demone stesso della poesia, racconta, descrive e narra.
Spesso, anche nelle presentazioni precedenti ai volumi virtuali di questa collana, abbiamo osservato come il potere nascosto e segreto della parola poetica fosse quello di penetrare gli strati profondi della realtà e giungere a intuire, se non ad afferrare, panorami di significati altrimenti impossibili. Là, solo in quello spazio oltre il confine della nostra apparentemente solida quotidianità (che negli altri VersiGuasti abbiamo chiamato “Tempio nascosto”, “Futuro post atomico”, “Casoli”, ecc.), solo in quei luoghi che vivono a margine del nostro campo visivo si può scorgere, confusamente ma inequivocabilmente, un ulteriore senso, quasi un rumore bianco che lascia presagire l’altro/l’oltre.
La parola del poeta, carica di un potere quasi magico di significazione, porta a epifanie impossibili, aldilà di ogni ragionevolezza logica e condivisa. Non si fraintenda, la poesia non è lo strumento di un’indagine alternativa e ulteriore della realtà, non è microscopio di un laboratorio delle parole, essa è in sé azione creatrice; non è il coltello che squarcia la tela, è lo squarcio stesso. Taglio dentro cui si aggrovigliano connessioni, significati, sensi e realtà di cui non possiamo dire nulla di provato, ma di cui possiamo cantare forme e movenze in versi.

Dall’introduzione

Marco Raimondo, come un moderno empirista, sembra affermare che esiste solo ciò che è percepito, e ciò che egli percepisce, ciò che l’intera razza umana percepisce, è Dolore. E del Dolore si compone la natura della realtà.
Nella sua poetica il poeta perde ogni pudore dell’inganno, quel velo di Maya che nasconde, per rispetto, il letto del degente. Marco Raimondo prende la tenda di plastica che protegge il letto d’ospedale su cui giace l’Uomo e la scosta di quel tanto che basta per sentire la sofferenza, la disperata insensatezza, il tanfo putrido, la fine che si appresta. Senza ipocrisie il poeta afferma che quella tenda era tesa non per proteggere il paziente morente, ma per preservare noi stessi dalla verità che il malato porta con sé.
La verità è che ogni essere umano è, in quanto vivente, un essere morente, un essere sofferente, una biologia contaminata, dal e nel Dolore. Nessun consolamentum, neppure la Morte è conforto al Dolore perché la fine è solo un momento nel passaggio da vite a vite, da Dolore a Dolore. Catena ellittica che si ritorce su se stessa.

La quarta

Per Marco Raimondo nulla è da comprendere perché tutto è già maestosamente, enormemente, assolutamente presente. Ogni singolo grammo dell’intera realtà in cui lui, come poeta, e noi, come lettori, viviamo, è composto di un’unica sostanza. Quasi come quei filosofi presocratici della Scuola di Mileto che cercavano l’Elemento primo che costituiva il tutto, Marco Raimondo non fa altro che presentare al lettore ciò che per lui, poeta ed essere vivente, è banalmente naturale.
Ogni cosa è puro e semplice Dolore.
La poesia di Marco Raimondo è Essenza del Dolore. La poesia di Marco Raimondo fa male.

L’autore

Marco Raimondo nasce nel 1988 in provincia di Torino dove vive un’esistenza anonima e caratterizzata da una grave disabilità fisica; Ha frequentato prima Letteratura e poi Ingegneria Biomedica senza portare a termine gli studi.
Intellettualmente si muove lungo i confini di territori opposti: tra natura e tecnologia, tra logica scientifica e spiritualità; fortemente affascinato dalle contraddizioni dell’umano.
Un immaginario che fonde futuribile e arcaico, ispirato poeticamente dall’antico e dall’avanguardia; s’interessa di biotecnologia e dei lati oscuri del progresso, di nuove forme di comunicazione, studio e conservazione di antiche tradizioni Gnostiche e Dualiste.
Ha iniziato a scrivere, ferendo la poesia, alla fine della sua adolescenza in seguito al contatto con Avanguardie creative del XXI secolo, presto però abbandonate; Le sue prime poesie sono state pubblicate nella silloge connettivista Concetti spaziali, Oltre.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli e interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Marco Raimondo, DNAbyss
Prefazione di Alex Tonelli

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 60 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-60-8

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