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Workshop di Lukha B. Kremo al FIPILI Horror Festival di Livorno – 28 e 29 aprile

Segnaliamo un workshop al FIPILI Horror Festival, in svolgimento a Livorno dal 28 al 30 aprile (qui il programma completo), che vedrà impegnato il nostro editore Lukha B. Kremo:

Workshop letterario per gli amanti della fantascienza, a cura del Premio Urania 2015 Lukha B. Kremo: “Scrivere un racconto di fantascienza” è un seminario che si svilupperà nelle prime due giornate del festival, il 28 e 29 aprile 2018, dalle ore 15 alle 18 presso Asili Notturni (Nuovo Teatro Delle Commedie), in via Terreni, Livorno.

Primo giorno – 28 aprile

* Fantascienza, distopia, cyberpunk, steampunk: generi e sottogeneri della letteratura fantastica
* Impostare una storia e progettarne la lunghezza
* Elementi della narrazione: personaggi, dialoghi, scene
* Errori da evitare, infodump, sperimentalismi, antiscientificità
* Sviluppare un proprio stile narrativo
* Presentazione di “Pulphagus®: Fango del cieli” romanzo vincitore del premio URANIA 2015
* Presentazione di “Freakshow” di P.G. Daniel (con la presenza dell’autore).

Per il giorno successivo verrà assegnato il compito della prima stesura di un racconto di fantascienza

Secondo giorno – 29 aprile

* Analisi ed editing professionale di alcuni testi a scelta tra i partecipanti
* Suggerimenti di presentazione di testi alle case editrici e ai concorsi ed errori da evitare
* Analisi di alcuni brani di fantascienza noti e suggerimenti di lettura dei migliori autori di fantascienza mondiali
* Presentazione di Linda De Santis, premio URANIA SHORT 2017 (con la presenza dell’autrice).

Costi:
2 moduli 15 euro
1 modulo 10 euro

Info: fipilihorrorfestival@gmail.com

Trasformare con le parole i sogni in realtà: intervista a Linda De Santi, vincitrice dell’Urania Short 2017

Ciao Linda. Per chi non ti conoscesse ancora, ti andrebbe di parlarci un po’ di te?

Mi mette sempre un po’ in imbarazzo parlare di me. Sono una persona con un’irriducibile passione per la fantascienza. Approfitto di ogni minuto libero per scrivere, compro più libri di quanti ne riesco a leggere, amo le conversazioni su romanzi e scrittura, odio le polemiche sui social, sono una gamer con troppe ore di sonno arretrato.

Raccontaci com’è stato vincere il Premio Urania Short.

Un’emozione fortissima, soprattutto perché non mi aspettavo assolutamente di vincere. Figurati che, dopo la proclamazione, sono rimasta seduta tra il pubblico, credendo che fosse un sogno (mi sono riavuta solo quando mi hanno detto di alzarmi per andare a prendere il premio…).
Urania ha un grande significato per me. A casa ho una libreria dedicata interamente ai libri della serie. Sapere che un mio racconto avrebbe fatto parte della collana è stata un’emozione indescrivibile.

Quali credi che siano le difficoltà maggiori con cui deve confrontarsi uno scrittore emergente di genere in Italia?

Credo che una delle difficoltà principali sia farsi leggere. Purtroppo non basta più avere delle buone idee e un bello stile di scrittura: oltre ad essere bravi, oggi bisogna anche sapersi promuovere, andare in cerca di lettori, avere una strategia, seppure minima, in mente. Non è facile, considerato che, se scrivi, di solito non hai tempo per farti promozione.
Poi bisogna dire che dipende dal genere. In Italia la narrativa di fantascienza non ha un pubblico numeroso ed emergere è più difficile. Però è anche un genere che permette di spaziare molto e di raggiungere, potenzialmente, fette di pubblico più grandi. Ci vogliono bravura, intraprendenza, conoscenza della realtà in cui ci si vuole affermare, pensiero laterale.

Quali sono gli autori che ti hanno influenzato maggiormente e perché?

Philip Dick, Aldous Huxley, Greg Egan, Neil Gaiman, Kage Baker, Ted Chiang. Amo molto anche la fantascienza cinese. Aggiungo pure Garth Ennis, anche se è un fumettista.

Se potessi esprimere un desiderio legato al mondo della scrittura, quale sarebbe?

Vorrei che la scrittura venisse considerata un mestiere in tutto e per tutto, non più solo un hobby per chi ha tempo da dedicarle. Mi piacerebbe che alle persone che dicono: “Mi licenzio per dedicarmi interamente alla scrittura,” venisse detto: “Beh, almeno camperai facendo quello che ti piace”, piuttosto che: “Sei pazzo, finirai in mezzo a una strada domani”. Credo che anche la qualità delle pubblicazioni ne gioverebbe: se puoi dedicare tutto il giorno a qualcosa, e quello che guadagni dipende da quanto sei bravo, ti impegni a fondo per raggiungere dei bei risultati.

Prima di lasciarci, ti andrebbe di parlarci dei tuoi progetti futuri?

Intanto ti ringrazio per quest’intervista. Per quanto riguarda i miei progetti futuri, sto scrivendo dei racconti per alcune antologie e sto portando avanti un progetto, per ora ancora segreto (ma non per molto) con i finalisti del Premio Urania Short.
Per il momento continuerò a dedicarmi alla narrativa breve, anche se in futuro mi piacerebbe dedicarmi alla stesura di qualcosa di più lungo. Vedremo.