Archivi tag: Leslie Fiedler

Il più grande freakologo di tutti i tempi

Erano cent’anni ieri che nasceva uno dei massimi campioni della critica letteraria americana: Leslie Fiedler.

Qui non lo ricorderemo per i suggestivi saggi ispirati alla letteratura nazionale, bensì per un secondo filone, non meno ricco di acume e di trovate esegetiche.

Nel 1978 Fiedler diede infatti alle stampe Freaks: un libro seminale quanto e forse più delle sue produzioni accademiche, ma dalle tematiche ovviamente inaspettate e per certi versi strabilianti, visto che il grande studioso presta qui tutta la sua capacità interpretativa alla conoscenza, all’approfondimento e alla piena comprensione del conturbante mondo dei mostri umani.

Una disamina diacronica e interdisciplinare che, attraverso documentazioni scritte, pubblicistica, arte, spunti di antropologia e psicologia, riesce a restituire il rapporto odiosamato, di orrore e di attrazione, di approccio e di respingimento che da sempre lega i normodotati ai malnati.

Vedete, nonostante l’argomento risulti per certi versi osceno (anzi, nel senso etimologico di obscaenus, ossia “da tenere fuori dalla scena, da nascondere” i freaks hanno rappresentato per lungo tempo l’oscenità par excellence), molte delle più chiare menti del pensiero occidentale ragionarono nel corso dei secoli sulle deformità umane (da Aristotele di Stagira a Michel de Montaigne): mai nessuno lo fece con l’occhio lucido, incantato e, al contempo, compassionevole del grande Leslie Aaron Fiedler.

È questo che fa di lui il più grande e completo studioso di storture (o bizzarrie) umane e che ce lo rende – a noi irriducibili appassionati di una materia tanto squinternata – come una sorta di grande padre putativo.

Una ventina di anni dopo farà il paio col saggio La tirannia del normale (pubblicato in Italia da Donzelli). È in questo secondo saggio che sviscererà appieno la sua inquieta, spregiudicata poetica (oppure – come si esprimerebbe un filososfo – il suo protrettico): «In tutta la mia carriera di critico sono stato ossessionato dalla figura dello Straniero, dell’Outsider, dell’Altro. Mi sono concentrato, per così dire, sui miti del Negro, dell’Ebreo e dell’Indiano. Più di recente però mi sono reso conto che per tutti noi che possiamo pensarci come “normali” esiste un Altro irriducibile. Si tratta, ovviamente, del Mostro. Quelle creature anomale sono state per tanto tempo messe in mostra nelle fiere e nei circhi, e hanno strappato brividi di disgusto o di piacere a un ampio pubblico, ben più ampio di quello che prova le stesse reazioni di fronte alla lettura di Moby Dick.»

Chi voglia perdersi in una lettura sinottica tra i testi fiedleriani e il romanzo Freakshow, giusto per rendersi conto di quanta influenza abbia subito quest’ultimo dai primi, non ha che da cliccare qui!