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Le difficoltà dei piccoli editori in Italia, la narrativa di genere e i talenti italiani: Intervista a CUT UP Publishing

L'editore di CUT-UP, Fabio Nardini

L’editore di CUT-UP, Fabio Nardini

Diamo il benvenuto a CUT UP Publishing e al suo fondatore, Fabio Nardini, per la prima volta ospite delle pagine virtuali di Kipple Officina Libraria. Prima di tutto vi andrebbe di presentarvi?

Molto semplicemente: siamo una casa editrice, pubblichiamo e proponiamo ai lettori i nostri libri, frutto di una collaborazione intensa tra editore e autore. Non siamo editori a pagamento, crediamo nel valore del libro e ci puntiamo, rischiando del nostro. Certo le scelte sono sempre soggettive, discutibili e rivedibili; ma crediamo nella qualità del prodotto, che curiamo in tutti i suoi aspetti, dalla grafica alla correzione delle bozze, dalla promozione alla distribuzione.

Come nasce CUT UP Publishing?

La casa editrice nasce nel 1999, da un progetto editoriale legato alla rivista Cut-Up Magazine dell’immaginario (ne sono usciti cinque numeri tra il 2000 e il 2005). Erano coinvolti oltre a me anche Andrea Campanella e Annamaria Monteverdi. In embrione c’erano già molte delle idee che animano le nostre scelte editoriali di oggi, prima di tutto l’attenzione per la letteratura di genere, il fumetto, quella che una volta si riteneva “letteratura di serie B”. I primi volumi sono usciti come supplementi o allegati alla rivista, poi intorno al 2006 abbiamo fatto il balzo nell’editoria vera e propria, scontrandoci con tutte le difficoltà delle case editrici esordienti. Abbiamo cominciato a pubblicare romanzi, raccolte di racconti, graphic novel, saggistica. C’erano imperfezioni, ovviamente, grafiche ed editoriali, ma molti di quei libri sono state scelte davvero azzeccate, che continuano a circolare a distanza di molti anni.

16121532_1016556885115331_1179294587_oQuali sono gli obiettivi della casa editrice?

Nel corso degli anni abbiamo cercato di sviluppare una nostra precisa linea editoriale, centrata sul fumetto di qualità e sui lavori grafici, sulla saggistica e sulla letteratura di genere (horror, ma anche fantascienza, noir, trhiller…). Attualmente abbiamo in piedi diverse collane, ognuna caratterizzata da un particolare progetto editoriale: Neon, ad esempio, è centrata sui nuovi autori, giovani in senso anagrafico o editoriale, Incubazioni è dedicata alla narrativa Horror e Splatterpunk illustrata, Suture si occupa di saggistica e di “dietro le quinte” sul mondo delle arti (fumetto, letteratura, cinema, ecc…), Nerotika è dedicata alla narrativa noir e “poliziottesca”, mentre Cartilagini (siamo sempre un po’ sanguigni, anche nella denominazione delle collane) ospita fumetti e artbook. Poi c’è l’ultima nata, Immaginaria, dove presenteremo narrativa legata alla fantascienza, alla speculative fiction, allo Steampunk e all’immaginario in generale.

Quali sono gli autori di punta CUT UP Publishing?

Consideriamo ogni nostro autore ugualmente importante, e curiamo ogni libro come se fosse unico. Promuoviamo quindi anche alcuni autori esordienti (voglio ricordare, tra gli altri, Stefano Lazzarini, Pierluca Cozzani, Marco Marino, Marco Greganti), ma pubblichiamo principalmente scrittori e sceneggiatori affermati e già attivi da tempo (Stefano Fantelli, Paolo Di Orazio, Moreno Burattini, Caleb Battiago, Alda Teodorani, Antonio Tentori, Danilo Arona, Antonio Caronia… e stanno per arrivare anche Davide Barzi e Leonardo Valenti), ma anche disegnatori molto apprezzati dai lettori di fumetti (Oskar, Alessandro Poli, Enzo Rizzi, Dario Viotti, Giampaolo Frizzi e Armando Rossi) e abbiamo acquisito, grazie al nostro responsabile dei diritti esteri Alessandro Manzetti (che è anche nostro autore e unico italiano vincitore del prestigioso Bram Stoker Award), anche nomi internazionali come Peter Straub, Richard Laymon, Ramsey Campbell, Jack Ketchum e altri che stanno per arrivare). Ognuno di loro contribuisce a delineare il profilo della nostra proposta editoriale.

16121670_1016557588448594_568073618_oQuali difficoltà devono affrontare i piccoli editori in Italia?

Parlare di tutte le difficoltà della piccola e media editoria in Italia vorrebbe dire aprire il libro della lagnanze: si potrebbe partire dalle arretratezze e chiusure del mercato distributivo per arrivare alla logica clientelare o amicale che muove la quasi totalità dei recensori o comunque di chi dovrebbe segnalare i libri ai lettori, al disinteresse degli operatori pubblici (biblioteche, assessorati alla cultura). Senza parlare ovviamente dei problemi strutturali, la scarsa abitudine alla lettura, la debolezza in genere del mercato editoriale italiano, la lunga stagnazione economica. Fare l’editore in Italia è un azzardo che richiede caparbietà, ostinazione, grande passione e voglia di fare.

Come immaginate il panorama del fantastico italiano fra dieci anni?

Ops, la sfera di cristallo è momentaneamente fuori uso. A parte gli scherzi, probabilmente non ci saranno enormi differenze rispetto all’oggi. È sperabile che la moda delle interminabili saghe fantasy riduca il suo impatto, che una fantascienza intelligente e innovativa riprenda il suo posto e che una critica attenta se ne accorga, che l’Horror ritorni a essere il termometro dei malesseri e dei turbamenti di una società in trasformazione. Ma forse, detto così, sembra un po’ troppo un ritorno agli anni Ottanta. Il bello del futuro è che imprevedibile.

Prima di lasciarci, vi andrebbe di segnalarci i link utili a seguire le attività CUT UP Publishing?

C’è il nostro sito, ultimamente rinnovato in modo radicale, www.cut-up.it, e poi abbiamo ovviamente una pagina Facebook, sempre molto attiva, che vi invitiamo a visitare.

Intervista a cura di Roberto Bommarito

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La seria e divertente intervista di Lukha B. Kremo

Whohub è un sito che fa domande a vari artisti e persone notevoli di vari settori in tutto il mondo in 5 lingue (al momento sono state fatte ben 200mila interviste).
Lukha B. Kremo ha risposto così:

*Come hai iniziato a scrivere? Chi ti leggeva all’inizio?
> E’ lo scritto che si scrive da me, risucchiando le informazioni.

Continua a leggere: http://www.whohub.com/kremokipple

Il seme della follia: il blog italiano dedicato a John Carpenter

John Carpenter (16 gennaio 1948), grazie a film come Essi vivono e Fuga da New York, è uno dei registi di fantascienza più famosi di Hollywood. Seguendo il link in coda all’articolo, verrete reindirizzati sul blog italiano “Il seme della follia” che raccoglie tutte le informazioni, interviste e curiosità che riguardano il regista statunitense. Le interviste sono tradotte in italiano, in modo tale da renderle accessibili a tutti. Per visualizzare il blog, basta cliccare qui.

Intervista ad Alessio Brugnoli | EccoLaNotiziaQuotidiana

Interessante intervista ad Alessio Brugnoli, su EccoLaNotiziaQuotidiana. Alessio, vi ricordiamo, è il vincitore del Premio Kipple 2011 con il romanzo Il canto oscuro. A questo proposito, vi ricordiamo che il romanzo è in vendita sia in cartaceo che in digitale, quest’ultimo libero da DRM (in formato sia ePub che MOBI), al prezzo rispettivamente di 11€ e 2,5€.
Ecco alcuni stralci dell’intervista realizzata da Roberto Guerra.
D- Alessio- il Tuo Canto Oscuro ha aperto- riscontri critici docet- nuovi orizzonti luminosi… nella FANTA/FANTASY italiana?
R – No e non lo dico per falsa modestia. Per prima cosa, Il Canto Oscuro è qualcosa di diverso dal Fantasy e lo dico con dispiacere, perchè vorrei riuscire a scrivere qualcosa di quel genere.
Ci provo, ma vengono sempre illeggibili schifezze. Mi piacerebbe lavorare ad un fantasy adulto che non significa solo pieno di sesso e violenza, ma che affronti problematiche sociali e che vada oltre il dualismo bene/male.
Insomma, qualcosa di simile a quello che in Gran Bretagna sta facendo China Tom Miéville
Poi, onestamente, non sono l’unico che in Italia ad affrontare tematiche steam.
Anche se poco noto al grande pubblico, c’è un vivace movimento di scrittori di questo genere in Italia.
Penso a Forlani, l’ultimo vincitore del premio Urania e del premio Kipple, all’antologia Vapore Italico e chi più ne ha, ne metta.
L’unica grossa novità che ho provato a introdurre è forse di una fantascienza “local”, molto legata alla realtà romana.
E secondo alcuni miei amici scrittori stranieri, forse è anche un limite, perchè rende molto difficile da tradurre il mio libro.

D- Alessio : Roma e nuove avanguardie, che ne pensi? Neofuturismo, Netfutuirismo, Connettivismo, Trans o Extreme Art?
R – Roma è sempre stata una fucina intellettuale, dove convivono Futuro e Passato e dove si contaminano culture di ogni tipo.
Però, tutto questo fermento di idee difficilmente riesce a superare il Grande Raccordo Anulare, ad avere un respiro nazionale.
Perchè il romano, profondamente individualista e convinto che il prossimo lo voglia fregare, non riesce a creare sistema. Perchè non si vende bene. Perchè, a volte, gli manca la capacità di pensare in maniera globale e di essere rivoluzionaria
Perchè, come diceva il buon Flaiano
Roma ha questo di buono, che non giudica, assolve.
Ma assolvere, significa anche accettare il mondo così come è, senza volerto mutare
Però, negli ultimi anni, le cose stanno cambiando.
Pullulano le esperienze di avanguardia, dal Connettivismo ai Poeti d’Azione e grazie anche all’utilizzo di Internet, stanno ridando all’Urbe il ruolo che aveva negli anni Sessanta e Settanta nell’Arte e nella Cultura.
Il problema è che ancora un tessuto socio economico capace di sostenere questo sforzo.

Ucronicamente intervista l’autore de Il canto oscuro

Su Ucronicamente, Giampietro Stocco intervista l’autore de Il canto oscuro, Alessio Brugnoli, vincitore del Premio Kipple 2011.
Una bella chiacchierata sui temi ucronici, che mette in luce gli approcci alla materia ucronica di Alessio e anche il suo metodo di scrittura, gli sviluppi del mondo descritto nel romanzo. Vi lasciamo con un piccolo estratto dell’intervista:

Ciao Alessio. Un romanzo avvincente, dall’ambientazione insolita. Lo definiresti più un’ucronia o una storia steampunk?
Ciao, per prima cosa, vorrei ringraziarti per avermi dedicato del tempo e per aver definito la mia opera avvincente. Perché uno degli obiettivi che mi sono posto era di divertire il lettore: ho sempre avuto antipatia per chi vuole rendere la letteratura sinonimo di noia. Riguardo alla tua domanda, avrei qualche perplessità nel definire il mio romanzo steampunk. Sia nella definizione standard, il cyberpunk trasposto nel XIX secolo, poiché la tecnologia nella narrazione ha un ruolo secondario; sia in quella di Baionette Librarie, critica disincantata dell’ideologie ottocentesche, poiché il mio mondo guarda al presente, non al passato.

Vi ricordiamo che il romanzo è in vendita sia in cartaceo che in digitale, quest’ultimo libero da DRM (in formato sia ePub che MOBI), al prezzo rispettivamente di 11€ e 2,5€. Buona lettura a tutti.  

Intervista a Francesco Verso

Su NinjaMarketing è uscita un’intervista Francesco Verso, editor in Kipple, con domande che guardano il lato marketing degli eBook.
Eccone alcuni stralci:

Francesco raccontaci un po’ di te. Perchè hai scelto di intraprendere un business nel mercato degli ebook?

Tre anni fa ho conosciuto i ragazzi di Kipple Officina Libraria, una casa editrice incentrata sul fantastico e la fantascienza. Senza finanziamenti, né altri capitali, erano costretti a pubblicare pochissimi testi all’anno. L’avvento degli eBook e l’apertura di store come IBS, Amazon e Bookrepublic ci ha permesso di abbattere i costi di produzione legati alla carta, alla distribuzione e al magazzino aumentando dall’altro lato i profitti: i libri sono sempre disponibili, non si esauriscono mai e i pagamenti elettronici sono puntuali e tracciabili. La differenza con l’editoria tradizionale è enorme. Oggi alcuni miei racconti e romanzi sono disponibili su Kipple, senza bisogno di investire grosse cifre.

Gli eBook reader sostituiranno i libri in carta stampata?

Oggi gli eBook coprono circa l’1,5% del mercato dei libri, sembra poco, ma se consideriamo una crescita anno su anno del 750% si capisce che le cose stanno cambiando in fretta. Negli Stati Uniti gli eBook valgono già il 25% del mercato e nel Regno Unito il 15%. La carta non scomparirà, solo si useranno due modalità di lettura. Poter scaricare l’anteprima del libro è un grosso vantaggio, una cosa impossibile su cartaceo a meno di non trascorre molto tempo in libreria. A mio avviso, il libro di carta potrebbe diventare il riconoscimento che si attribuisce soltanto agli autori e ai romanzi che vale davvero la pena tenere nella propria libreria.

Intervista a Roberto Bommarito

Un’intervista a Roberto Bommarito, vincitore dell’ultimo Premio Short-Kipple 2012, è uscita sul blog di Ferruccio Gianola. Andiamo per estratti:
Te la senti di definirti in modo che anche i miei lettori possano conoscerti?

No, non me la sento. Scherzo. In realtà è difficile autodefinirsi, anche perché più spesso che mai sono le persone che ci circondano a prendersi il disturbo al posto nostro. Purtroppo, aggiungerei. Ma, dato che me ne dai l’occasione, quello che posso dire è che ho vissuto una vita abbastanza complessa e questo si riflette, credo, nel mio bisogno di esprimermi, di comunicare qualcosa. Scrivere è un modo di farlo. Penso anche, però, che chi scrive sia un pessimo comunicatore. Sembra paradossale, ma quello che voglio dire è che uno scrittore, secondo me, è una persona che usa valanghe di parole per dire le cose più elementari, quelle cose che tutti gli altri invece esprimono con una semplice frase. Forse proprio perché lo scrittore è estraneo a quella semplicità. Oppure perché le frasi facili troppo spesso scadono in cliché privi di significato – e scrivere è il tentativo di rimediare a questo vuoto, di ridare appunto un significato autentico alle parole. Se dovessi autodefinirmi, direi che sono un pessimo comunicatore che, malgrado ciò, cerca di dire qualcosa.

 E più avanti:

Quando hai deciso di fare lo scrittore, se c’è un momento?

Nella tradizione maltese esiste un piccolo rituale chiamato il-Quccija. Il bambino viene posto davanti a degli oggetti. L’oggetto che sceglierà è indicazione di che strada intraprenderà nella sua vita. Io scelsi un libro. Ovviamente, in realtà, non è quello il momento in cui ho scelto che sarei diventato scrittore, però a volte mi piace fantasticare che invece lo sia. In ogni modo, per un certo periodo ho avuto un blog, quando ancora sentendomi pronunciare la parola blog la gente aggrottava la fronte, non sapendo di che diavolo stessi parlando. Ho deciso di mettermi davvero in discussione, però, solo nel 2009, partecipando a USAM, Una Storia al Mese, un concorso online di narrativa ideato da Edizioni XII. Arrivai terzo col racconto Modus operandi, sorrisi e lacrime.

Infine, Kipple:

E di Scarti e del premio Kipple, cosa puoi dirmi: che soddisfazione ti ha dato?

È stata una sorpresa e allo stesso tempo una grande soddisfazione che è venuta subito dopo quella della vincita del concorso Discronia indetto da Edizioni XII. Ringrazio di cuore la Kipple Officina Libraria per questo, ovvero per avermi dato l’opportunità di raggiungere più persone tramite la pubblicazione del racconto. Attraverso Scarti ho voluto dire che alla fine sono le nostre stesse azioni a creare i mostri che ci perseguitano. Spero di esserci riuscito, almeno in parte.