Archivi tag: giovanni agnoloni

Tolkien: Light and Shadow (Tolkien: la Luce e l’Ombra), di AA.VV – Curatela e traduzione di Giovanni Agnoloni

Kipple Officina Libraria è lieta di presentarvi – non senza un pizzico d’orgoglio – Tolkien: Light and Shadow un’opera saggistica che indaga il metamondo letterario creato da J. R. R. Tolkien, attraverso le principali opere come Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit e Il Silmarillion, con la curatela di Giovanni Agnoloni. Dieci saggisti internazionali s’interrogano sui momenti cruciali e fondanti della poetica tolkeniana, estrapolandone gli aspetti più significativi del Professore di Oxford, spesso trascurati dall’esegesi mondiale.

L’edizione è disponibile in versione bilingue italiano e inglese, in formato cartaceo e digitale. Le traduzioni sono a cura di Giovanni Agnoloni, la copertina è di Giorgio Agnoloni.

Sinossi

Luce e Ombra sono i temi alla base di questa monumentale opera, intesi non come assoluti ma possibili manifestazioni del reale, e sono concetti utilizzati per riferirsi alla complessità emotiva sollecitata dalla lettura delle opere di Tolkien. Dove l’una (l’Ombra) si lega maggiormente all’idea di Paura, l’altra (la Luce) rappresenta il riflesso di quel divino che da sempre è stato fonte di ispirazione per l’intera opera del Professore di Oxford, pur non dichiarandosi mai esplicitamente.

Roberto Arduini, nel suo contributo Lo Hobbit: stilemi fiabeschi dell’opposizione tra luce e ombra, parte dal presupposto che Tolkien si era messo alla ricerca di un mito integralmente inglese, scartando leggende ’importate’ come il ciclo di re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda e analizzando i più grandi maestri in questo campo, da Chaucer a Milton, da Shakespeare a Morris. Arriva così a sottolineare come ne Lo Hobbit, storia pensata per bambini, l’opposizione tra Luce e Ombra svolga un ruolo estremamente importante. Il Professore era infatti convinto che esistesse un legame profondo tra i bambini e le fiabe.

Patrick Curry, in L’incantesimo in Tolkien e nella Terra di Mezzo, effettua una disamina degli aspetti salienti del tema dell’incantesimo, strettamente legato alla natura elfica e centrale nell’arte subcreativa tolkieniana, colta nella sua dialettica energetica di fondo, che racchiude Luce ed Ombra. Si apre così a considerazioni di ordine filosofico e spirituale, con riferimenti non solo al cristianesimo, ma anche al buddhismo.

Colin Duriez, in Forze demoniache e immagini del male in Tolkien, tratta il tema del rapporto tra Bene e Male nel Legendarium tolkieniano, effettuando un confronto tra la visione manichea (dualistica) dello stesso e quella d’impostazione agostiniana, per cui il Male non ha una sostanza in sé, ma è la perversione del Bene. Effettua così anche dei confronti con altri autori fantastici, tra cui gli Inklings C. S. Lewis e Charles Williams, e l’autrice della serie di Harry Potter, J. K. Rowling.

John Garth, con il suo Visioni di guerra nelle Paludi Morte, offre una penetrante trattazione della genesi del capitolo del Signore degli Anelli che descrive l’attraversamento delle Paludi Morte da parte di Frodo, Sam e Gollum, e individua la radice dei suoi desolanti scenari nei ricordi delle esperienze vissute da Tolkien durante la Prima Guerra Mondiale.

Gino Scatasta, in Tolkien, nostro contemporaneo? Un esperimento di ’mooreeffochismo’, affronta il problema della dialettica tra Luce e Ombra in Tolkien come un aspetto del tema più ampio della sua contemporaneità. Analizza la questione dal punto di vista dei valori toccati dalle opere del Professore e della loro permanenza o tendenza evolutiva nel tempo, anche alla luce di un confronto con altri importanti autori classici e contemporanei.

Il contributo di Guglielmo Spirito (La ’Luce della Santità’: il potere curativo della narrativa tolkieniana) consiste in una trattazione delle radici cristiane del tema della Luce e dell’Ombra nel pensiero di Tolkien. Contiene molteplici riferimenti alla tradizione mistica del cristianesimo occidentale e orientale, che offrono chiarimenti esemplari rispetto al sostrato fideistico che anima e percorre l’intero Legendarium tolkieniano.

Michaël Devaux, in “L’Ombra della Morte” in Tolkien, svolge un’analisi approfondita del problema della morte e della paura della morte nelle razze elfica ed umana, in relazione ai temi della mortalità degli uomini (destinati a uscire dai confini del mondo, appunto morendo) e dell’immortalità degli elfi (legati però al destino di Arda).

Thomas Honegger, con Più Luce che Ombra? Approcci junghiani a Tolkien e all’immagine archetipica dell’Ombra, compie un’operazione di scavo psicologico nei personaggi tolkieniani alla luce dei concetti di fondo della psicologia junghiana, passando in rassegna gli studi letterari che fino ad oggi hanno privilegiato questo tipo di analisi. L’Ombra, in quest’ottica, è il fondamentale archetipo junghiano, laddove la Luce emerge come quella del riconquistato Sé.

Michael D C. Drout, in Luce e Ombra, Trionfo e Caduta nella lettura del Silmarillion, fotografa l’ombra del dolore e la luce di un conforto che nasce sua accettazione, lenita dalla nostalgia, nelle pagine del Silmarillion, prendendo spunto dalla sua personale vicenda biografica di bambino, quando, all’età di nove anni e nel bel mezzo di una terribile tempesta di neve, si trovò, per un gradito regalo di Natale, a scoprire per la prima volta il magnum opus di Tolkien, che era stato pubblicato solo l’anno prima.

Infine, il saggio di Giovanni Agnoloni, Tolkien. L’Ombra della Paura e la Luce del Desiderio, analizza i due poli dell’oscuro e del luminoso in chiave psicologico-energetica. Alla luce di considerazioni di stampo junghiano, che trovano riscontro nelle tradizioni mistiche occidentali e orientali, il tema dell’Ombra si può ricondurre all’(eccesso di) attività razionale, laddove la luce (del Sé) tende ad emergere dove riesce a operare l’intuito, voce dei desideri più profondi, in cui si esprime l’identità individuale. Ce lo dimostra uno studio comparato di alcuni personaggi del Professore.

Simone Bonechi, membro dell’“Associazione Italiana Studi Tolkieniani”, ha fornito preziosi chiarimenti filologici concernenti le edizioni del saggio di Tolkien “Sulle fiabe”.

Estratto

Dall’introduzione:

Nello scrivere un pezzo di presentazione di questa raccolta di saggi di dieci autori di diverse nazionalità, formazioni e percorsi di vita, mi rendo conto di scendere come non mai a fondo nel magma sempre vivo di concetti, percezioni e rivelazioni a cui le opere di J. R. R. Tolkien ci rimandano. In quest’antologia compariranno scritti figli di approcci ora più accademici, ora più filosofico-spirituali o personali. Sono da sempre convinto, infatti, che le opere del Professore di Oxford consentano una molteplicità di chiavi di lettura, da quelle più strettamente filologico-letterarie a quelle di natura in senso lato riflessiva, ma più specificamente contemplativa e meditativa.
Esisteva ed esiste, tuttavia, un centro comune sul quale concentrarsi per impostare una riflessione a più voci sul tema della letteratura tolkieniana. Meglio ancora, forse ne esistono diversi, ma uno è, in particolare, quello che mi ha sempre affascinato, perché sembra echeggiare le energie intime e profonde che stanno alla radice della vita, e che fin dall’inizio del suo manifestarsi si propagano nel cosmo. Sto parlando della Luce e dell’Ombra.

La quarta

Una raccolta di saggi scritti da dieci studiosi internazionali del Legendarium di J. R. R. Tolkien, focalizzata su Luce e Ombra. Tali fili conduttori della sua produzione letteraria sono qui presi in esame come temi universali da interpretarsi in molti sensi diversi – etico, filosofico, psicologico, spirituale, storico e biografico – con ulteriori approfondimenti sulle loro innumerevoli sfumature. Le principali opere del Professore (su tutte, Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e Il Silmarillion) vengono esaminate nei loro molteplici aspetti, in rapporto agli eventi della sua vita e tenendo presente la sua opinione, attraverso l’epistolario e il suo saggio Sulle fiabe. Grazie a queste penetranti e coinvolgenti riflessioni, emerge una vasta gamma di punti di vista sul suo intero opus, a conferma della sua altissima rilevanza per la storia della Letteratura, con l’ulteriore ricchezza offerta da alcune nuove intuizioni sullo spirito delle sue creazioni.

Gli autori

Roberto Arduini, giornalista de “L’Unità” e presidente dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, è membro del Comitato Scientifico della collana Tolkien e Dintorni della casa editrice Marietti 1820. È co-autore e co-curatore di: Il Kalevala. Poema nazionale finnico, nella traduzione di Paolo Emilio Pavolini (Il Cerchio, 2007), La trasmissione del pensiero e la numerazione degli Elfi (Marietti, 2008), La Falce spezzata. Morte e immortalità in J. R. R. Tolkien (Marietti, 2009), La biblioteca di Bilbo. Percorsi di lettura tolkieniani nei libri per ragazzi (Effatà, 2011), Tolkien e la Filosofia (Marietti, 2011) e C’era una volta… Lo Hobbit (Marietti, 2012). È della postfazione di Tom Shippey ne Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm di J. R. R. Tolkien, curata da Wu Ming 4 (Bompiani, 2010). Autore di articoli accademici in materia di studi tolkieniani, ospitati su varie riviste scientifiche, ha anche visto due dei libri da lui curati tradotti in inglese da Walking Tree Publishers. Tiene abitualmente conferenze in Italia e all’estero.

Patrick Curry vive a Londra. È l’autore di Defending Middle-Earth: Tolkien, Myth and Modernity, edizione riveduta (Houghton Mifflin, 2004), tradotto recentemente in italiano col titolo Tolkien, mito e modernità. In difesa della Terra di Mezzo, di Paolo Palmieri (Bompiani, 2019). È anche autore di numerosi articoli e saggi che sono raccolti in Deep Roots in a Time of Frost: Essays on Tolkien (Walking Tree Books, 2014). Tra gli altri suoi libri, Ecological Ethics: An Introduction, edizione riveduta (Polity Press, 2017) e Enchantment: Wonder in the Modern World (Floris Books, in uscita nel 2019), ed è curatore di una rivista online: The Ecological Citizen (http://ecologicalcitizen.net). Maggiori informazioni possono trovarsi sul suo sito: http://www.patrickcurry.co.uk.

Michaël Devaux, titolare di una borsa della Fondazione Thiers (C.N.R.S. – Académie des sciences morales et politiques, 2000-2003), si è addottorato in Metafisica all’Université Paris IV – Sorbonne (2004). Insegna Filosofia dal 2007 presso l ’Université de Caen Normandie, e letteratura tolkieniana a Parigi (presso il Collège des Bernardins). Su Tolkien, ha coordinato diverse pubblicazioni (negli anni 2001, 2003, 2011, 2014), pubblicato circa venti articoli e curato testi del Professore sul tema della reincarnazione degli Elfi.

Michael D.C. Drout è Professore di Inglese e Direttore del “Center for the Study of the Medieval” al Wheaton College, in Massachusetts. È autore di How Tradition Works, Tradition and Influence in Anglo-Saxon Literature, Drout’s Quick and Easy Old English, e How to Think: the Liberal Arts and their Enduring Value, e inoltre co-autore di Beowulf Unlocked: New Evidence from Lexomic Analysis. Ha curato l’opera di J. R. R. Tolkien Beowulf and the Critics e la J. R. R. Tolkien Encyclopedia, e co-curato Transitional States: Cultural Change, Tradition and Memory in Medieval England. È uno dei co-curatori della rivista Tolkien Studies.

Colin Duriez è uno scrittore, curatore e ricercatore britannico, e ha pubblicato riversi libri su J. R. R. Tolkien e autori a lui ‘vicini’ come C.S. Lewis e gli altri membri degli Inklings e J.K. Rowling. Sta anche lavorando a una biografia su Dorothy L. Sayers. Ha tenuto conferenze su questi scrittori e sulle tematiche del fantastico in molti paesi tra cui Italia, Spagna, Grecia, Finlandia, Polonia, Regno Unito, Stati Uniti e Canada. È stato intervistato molte volte ed è apparso in documentari radiofonici e televisivi, tra cui quello sulla vita e il pensiero di J. R. R. Tolkien, incluso nella versione estesa del DVD della trilogia del Signore degli Anelli di Peter Jackson. È da lungo tempo membro della “Tolkien Society”. I suoi libri sono stati tradotti in circa diciotto lingue, tra cui mandarino, italiano, giapponese e turco.

John Garth è autore di Tolkien and the Great War (disponibile in italiano come Tolkien e la Grande Guerra, Marietti, 2007) e del volume in prossima uscita Tolkien’s Worlds. Ha vinto il “British Tolkien Society’s Outstanding Contribution Award” e la “Mythopoeic Scholarship Award”; tiene regolarmente conferenze, insegna e scrive su Tolkien. È inoltre autore di un breve testo illustrato, Tolkien at Exeter College, e ha contribuito con alcuni capitoli al libro di Catherine McIlwaine’s Tolkien: Maker of Middle-earth e al Blackwell Companion to J. R. R. Tolkien.  Tra i progetti in atto, un altro libro sulla vita creativa di Tolkien nel contesto del suo tempo, iniziato durante una residenza presso il Black Mountain Institute, in Nevada. Attualmente scrittore freelance, Garth è stato lettore di Inglese a Oxford e ha lavorato per molti anni al “London Evening Standard”.

Thomas Honegger si è addottorato presso l’Università di Zurigo, dove poi ha insegnato Inglese Antico e Medio. È, dal 2002, Professore di Studi Medievali Inglesi alla Friedrich-Schiller-University di Jena (Germania). La sua pagina internet accademica è: http://www.iaa.uni-jena.de/Institut/Mitarbeiter%2Ainnen/Honegger_+Thomas-p-228.html/. La sua e-mail è:  Tm.honegger@uni-jena.de.

Gino Scatasta insegna Letteratura Inglese e Culture Mediali Anglofone presso l’Università di Bologna. Si è occupato di letteratura irlandese, in particolare di William Butler Yeats (Il teatro di Yeats e il nazionalismo irlandese, 1996) di cui ha curato l’edizione italiana di Per Amica Silentia Lunae (2009) e di Purgatory (1999), oltre che di letteratura vittoriana, in particolare di Charles Dickens (The Inventions of Charles Dickens. Riletture, revisioni e riscritture, 2014). Il suo lavoro più recente è Fitzrovia o la Bohème a Londra (2018), sulla scena bohémien londinese dal 1850 al 1950. Si occupa inoltre della cultura pop inglese degli anni Sessanta del XX secolo.

Guglielmo Spirito è un frate francescano conventuale, e vive e lavora ad Assisi. È nato a Buenos Aires nel 1958 e ha studiato Filosofia ed Egittologia prima di entrare nell’ordine fondato da San Francesco. A Roma ha ottenuto la Laurea (Licenza) in Teologia Pastorale Sanitaria presso il Camillianum e il Dottorato in Teologia (PhD) con specializzazione in Spiritualità presso l’Antonianum. È professore presso l’Istituto Teologico di Assisi, la Facoltà Pontifica di Sn Bonaventura Seraphicum e l’Università Pontificia Antonianum  a Roma. Ha tenuto corsi e conferenze in Inghilterra, Germania, Francia, Spagna, Polonia, Russia e Canada. Su Tolkien, ha pubblicato saggi, articoli e libri, alcuni in italiano ma prevalentemente in inglese, pubblicati su Hither Shore e con Walking Tree Publishers.

Giovanni Agnoloni è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore di tre saggi sull’opera di J. R. R. Tolkien (Letteratura del fantastico. I giardini di Lorien, Nuova Letteratura fantasy e Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori) e di una serie di romanzi distopici sul tema del crollo di internet (Sentieri di notte, Partita di anime, La casa degli anonimi e L’ultimo angolo di mondo finito), parzialmente pubblicata pure in spagnolo e in polacco, negli ultimi anni si è dedicato alla narrativa d’impronta psicologica, anche legata al tema del viaggio, e alla poesia. Ha tradotto romanzi di autori di livello internazionale come Amir Valle, Peter Straub e Daniela Sacerdoti, numerosi saggi storici e a uno relativo a Tolkien, La saggezza della Contea di Noble Smith, oltre a co-tradurre (con Marino Magliani) una raccolta di studi su Roberto Bolaño. È stato ospite di numerosi festival e residenze letterarie in Europa, e ha tenuto conferenze e reading anche negli Stati Uniti. Il suo sito è http://www.giovanniagnoloni.com.

La collana V.

La collana V. è lo spazio speciale che la Kipple Officina Libraria riserva alle opere particolarissime, frutto di scelte editoriali che attraversano gli estesi confini dell’immaginazione, laddove non esiste classificazione e la fantasia corre sfrenata senza nessun limite o condizionamento.

AA.VV | Tolkien. Light and Shadow (Tolkien: la Luce e l’Ombra)

Curatela e traduzione di Giovanni Agnoloni
Copertina di Giorgio Agnoloni

Kipple Officina Libraria
Collana V. (Vol.7) — Formato ePub e Mobi — Pag. 261 – € 6.99 — ISBN vers. Italiana 978-88-32179-08-8 – vers. English 978-88-32179-07-1
Formato cartaceo — Pag. 448 – € 25.00 — ISBN 978-88-32179-68-4

Link

Kenneth Krabat, Non un qualunque cappello fuori moda | PoesiaUltraContemporanea

Sul blog PoesiaUltraContemporanea potete leggere una delle poesie che compongono la nostra pubblicazione ROSSO.NIENTE, di Kenneth Krabat. Un grazie a Sonia Caporossi per averci gentilmente ospitato.

La quarta

Poliedrico poeta danese, che scrive in lingua madre e contemporaneamente in inglese, Kenneth Krabat è una figura viva dell’underground di Copenaghen o, come direbbe lui stesso, di Købehavn, ed è inoltre un performer e un paroliere.
Mangiatore di vita, le sue poesie non sono altro che il risultato di ciò che ha ingurgitato, masticato, digerito e ributtato fuori. È la vita che è passata dentro di lui, dentro il suo corpo, lungo tutto il tubo digerente.
Krabat vive la contemporaneità, quell’insensata vita occidentale frenetica e apparentemente senza alcuno scopo se non l’accumulo, il ripetersi alienato del lavoro e le mille ipocrisie di una non-autenticità, vero paradigma della nostra epoca.
In ROSSO.NIENTE. Kenneth Krabat apre la finestra, respira l’aria del mondo e si getta fuori. Precipita senza alcun paracadute, senza alcuna protezione, cade e cade, sempre più velocemente e profondamente, nel reale della sua vita, delle sue esperienze, dei suoi sentimenti, del dolore, della morte, dell’amore, di ogni cosa.

Nella bella traduzione di Giovanni Agnoloni, Versi Guasti ospita la prima edizione in italiano di una delle voci di punta della poesia danese.

Kenneth Krabat, Rosso.Niente.
Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 58 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-70-7
Traduzione di Giovanni Agnoloni
Copertina e fotografie interne di Cathrine Ertmann

Link

A Castiglioncello L’ultimo angolo di mondo finito

Presentazione connettivista per Giovanni “Kosmos” Agnoloni, che il 31 agosto a Castiglioncello, Livorno, illustrerà il suo ultimo romanzo L’ultimo angolo di mondo finito. L’autore sarà presentato da Lukha B. Kremo, vincitore dello scorso Premio Urania, assieme a Lietta Manganelli ed Edoardo Volpi Kellermann. Alle ore 21.00, presso la Limonaia: chi può vada!
lultimo-angolo-di-mondo-finito-copertina

Recensione: Il liberto, di Giovanni Agnoloni (Kipple) | Altrisogni.it

Su AltriSogni è uscita una bella recensione di Federica Leonardi a Il liberto, racconto di Giovanni Agnoloni che fa parte della saga dell’Impero Connettivo, mondo esplorato dalla collana Spin-off della Kipple Officina Libraria.

La voce di Agnoloni è evidente e forte; il suo racconto, in prima persona, è scritto con uno stile molto personale, poetico e musicale, ricco di suggestioni.
Al lettore è richiesta perciò una volontà di immedesimazione totale, per poter distinguere i passaggi dalla voce di Kneo in quanto agente temporale a quella dell’entità postumana inserita in un corpo non suo. Ma si tratta di una difficoltà superabile già dal terzo stacco.
Il liberto è un racconto che vive molto di atmosfera, di armonie interne che tracciano il fluido passaggio tra i diversi piani temporali, le diverse esperienze e scene. Al lettore, così come a Kneo, viene dato un solo comando: abbandonarsi ciecamente nella vertigine della contrazione spaziotemporale.

Sinossi

L’Impero Connettivo, Stato che come l’Impero Romano domina sullo spazio, ma anche sul tempo, è divenuto un’entità politica divisa in due: la prima metà è votata alle politiche più materiali, mentre l’altra sembra aspirare alla trascendenza; alla prima fa capo il funzionario postumano Sillax, mentre la seconda continua a far riferimento all’alieno nephilim Totka_II.
Nella parte governata da Sillax, il New Connective Empire, una singolare trama di ricorrenze energetiche permea la ricerca di un poliziotto temporale, inviato direttamente dallo stesso reggente Sillax per verificare la minaccia di un’Anomalia incombente, che ne insidia il potere: riuscirà l’agente Kneo nel suo compito? Quali sono gli effetti indesiderati che si scatenano in un’operazione poliziesca e politica che ha a che fare con le massime illusioni dello spazio e del tempo? Kneo lo imparerà presto sulla sua pelle modificata.

La collana

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il comando di un alieno, un Nephilim. La valuta monetaria in vigore è l’informazione, mentre l’Imperatore di stirpe aliena Totka_II governa con le sue capacità occulte sull’evoluzione tecnologica dell’umanità: i postumani.

Giovanni Agnoloni | Il liberto
Kipple Officina Libraria
Collana Spin-off — Formato ePub e Mobi — Pag. 20 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-76-9

Link

Giovanni Agnoloni e Il Liberto – Intervista a cuore aperto su La zona morta

Su LaZonaMorta è comparsa, a opera del sempre eccellente Filippo Radogna, una bella intervista a Giovanni Agnoloni che sviscera i contenuti e le visioni che stanno dietro al suo racconto Il liberto, recentemente uscito per la collana Spin-Off della Kipple Officina Libraria che narra le vicende dell’Impero Connettivo. Vi diamo uno stralcio dell’intervista:

Si tratta di una storia che ha quale protagonista un postumano, dal sibillino nome di Kneo. Egli è un cosiddetto poliziotto temporale al servizio dell’Impero Connettivo che tutto domina nelle profondità smisurate dello spazio siderale. L’autore ci ha fatto presente come la genesi del racconto è stata abbastanza lunga, poiché il testo è cresciuto a tratti per rivelazioni provenienti dal suo profondo che apparentemente possono sembrare disconnesse tra loro, ma hanno un’ottima unitarietà. “Dalle prime idee – ha asserito – sono passati almeno due anni, ma la stesura, alternata da altri lavori di scrittura e di traduzione, ha richiesto circa un anno”.

Ma chi è il liberto? Qual è la sua identità? E qual è il suo ruolo e soprattutto il suo incarico? “La sua missione – ci ha risposto Giovanni Agnoloni – è cercare un’anomalia, situata in un momento specifico dell’arco temporale delle vicende dell’Impero Romano, ovvero un nucleo di ribellione o disordine suscettibile di alterare la stabilità del potere del “New Connective Empire”, la parte materiale dell’Impero Connettivo, che nella saga ideata da Sandro Battisti è retta dal postumano Sillax per conto dell’imperatore Totka_II”.

Qui sotto i dati salienti dell’opera.

Sinossi

L’Impero Connettivo, Stato che come l’Impero Romano domina sullo spazio, ma anche sul tempo, è divenuto un’entità politica divisa in due: la prima metà è votata alle politiche più materiali, mentre l’altra sembra aspirare alla trascendenza; alla prima fa capo il funzionario postumano Sillax, mentre la seconda continua a far riferimento all’alieno nephilim Totka_II.
Nella parte governata da Sillax, il New Connective Empire, una singolare trama di ricorrenze energetiche permea la ricerca di un poliziotto temporale, inviato direttamente dallo stesso reggente Sillax per verificare la minaccia di un’Anomalia incombente, che ne insidia il potere: riuscirà l’agente Kneo nel suo compito? Quali sono gli effetti indesiderati che si scatenano in un’operazione poliziesca e politica che ha a che fare con le massime illusioni dello spazio e del tempo? Kneo lo imparerà presto sulla sua pelle modificata.

La collana

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il comando di un alieno, un Nephilim. La valuta monetaria in vigore è l’informazione, mentre l’Imperatore di stirpe aliena Totka_II governa con le sue capacità occulte sull’evoluzione tecnologica dell’umanità: i postumani.

Giovanni Agnoloni | Il liberto
Kipple Officina Libraria
Collana Spin-off — Formato ePub e Mobi — Pag. 20 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-76-9

Link

Esce Il liberto, di Giovanni Agnoloni, per la collana Spin-off

Kipple Officina Libraria presenta una nuova puntata dell’Impero Connettivo, declinato nello split che l’imperatore Totka_II ha voluto operare per dedicarsi maggiormente alla trascendenza, lasciando la parte più postumana, il New Connective Empire, al suo fido plenipotenziario Sillax.
Giovanni Agnoloni presenta la sua proposta per la collana Spin-off, un episodio intimo e disorientante di sovrapposizioni temporali che vedono il protagonista vivere più ruoli diluiti nel tempo, nell’illusione massima che anima l’Impero Connettivo.
La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il dominio psichico di un alieno, un Nephilim.

Sinossi

L’Impero Connettivo, Stato che come l’Impero Romano domina sullo spazio, ma anche sul tempo, è divenuto un’entità politica divisa in due: la prima metà è votata alle politiche più materiali, mentre l’altra sembra aspirare alla trascendenza; alla prima fa capo il funzionario postumano Sillax, mentre la seconda continua a far riferimento all’alieno nephilim Totka_II.
Nella parte governata da Sillax, il New Connective Empire, una singolare trama di ricorrenze energetiche permea la ricerca di un poliziotto temporale, inviato direttamente dallo stesso reggente Sillax per verificare la minaccia di un’Anomalia incombente, che ne insidia il potere: riuscirà l’agente Kneo nel suo compito? Quali sono gli effetti indesiderati che si scatenano in un’operazione poliziesca e politica che ha a che fare con le massime illusioni dello spazio e del tempo? Kneo lo imparerà presto sulla sua pelle modificata.

Estratto

Le braccia si schiudono, le ginocchia si aprono, la testa si risolleva. Sono frastornato da quei ricordi, non meno che dal salto millenario che ho appena compiuto. Il mondo, intorno, è sempre lo stesso, con l’acciaieria in lontananza a rammentarmi in quale epoca mi trovo, mentre il ronzio di una vespa sembra alludere a una dimensione senza tempo.
Provo nostalgia di lei e del divieto di raggiungerla che quella notte avevo provato a sfidare, cogliendo solo un bagliore d’ineluttabilità nei suoi occhi. Avverto tutta la potenza dell’universo, con le sue sfaccettature contigue, i suoi rinterzi silenziosi. Quindi mi alzo, sentendo le corde elastiche del rimpianto tendersi una a una come bave callose e resistenti, fino ad assottigliarsi e spezzarsi.
Muovo i primi passi quasi fossi estraneo a me stesso, ed entro nuovamente in acqua. Pochi metri dopo trovo una striscia di pietra ricoperta di alghe: ciò che resta dell’antica Via Aurelia, che in quel tempo lontano passava da qui, prima che il Tirreno la ricoprisse.
Perché Sillax ha voluto me? E qual è il nesso tra quei due uomini così lontani tra loro, ma che sento tanto vicini? Come le loro vicissitudini amorose possono aver innescato un’anomalia tale da mettere in pericolo l’Impero?
Sono un postumano. Da un numero incalcolabile di anni terrestri, quello che ero biologicamente si è evoluto nell’essenza di ciò che sono. Ma chi sono adesso mi è sconosciuto. So al servizio di chi opero e per cosa lavoro. Eppure, ignoro dove tutto ha avuto inizio.

L’autore

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976) è scrittore, traduttore e blogger. È autore dei romanzi Sentieri di notte (Galaad Edizioni, 2012; pubblicato anche in spagnolo come Senderos de noche, El Barco Ebrio 2014, e in polacco come Ścieżki nocy, Serenissima 2016), Partita di anime (Galaad, 2014) e La casa degli anonimi (Galaad, 2014) e L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad, 2017), che fanno parte della serie distopico-letteraria “della fine di internet”. Ha inoltre pubblicato tre saggi imperniati sulle opere di J.R.R. Tolkien, ed è curatore di una raccolta internazionale di articoli sul tema. Ospite di residenze letterarie, festival e conferenze in Europa e Stati Uniti, ha tradotto libri di Jorge Mario Bergoglio, Amir Valle, Peter Straub, Noble Smith e Christiane Taubira, e saggi su J.R.R. Tolkien e Roberto Bolaño. Lavora con le lingue italiana, inglese, spagnola, francese e portoghese, e parla anche polacco. Conosce lo svedese a un livello elementare e studia chitarra classica. Collabora con i blog La Poesia e lo Spirito, Lankenauta e Postpopuli.
Il suo sito è http://giovanniag.wordpress.com

La collana

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il comando di un alieno, un Nephilim. La valuta monetaria in vigore è l’informazione, mentre l’Imperatore di stirpe aliena Totka_II governa con le sue capacità occulte sull’evoluzione tecnologica dell’umanità: i postumani.

Giovanni Agnoloni | Il liberto
Kipple Officina Libraria
Collana Spin-off — Formato ePub e Mobi — Pag. 20 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-76-9

Link

Esce Rosso.Niente. di Kenneth Krabat, per la collana Versi Guasti

Kipple Officina Libraria inizia il nuovo anno presentando con gioia nella collana VersiGuasti “Rosso.Niente.”, di Kenneth Krabat, poeta danese dalle mille sfaccettature che qui esibisce una delle sue intense creazioni.
coverl sentimento che il poeta racconta è quello di ogni giorno, quello sporco e sudato, quello doloroso e faticoso, quello dissennato e assoluto, quello di una rosa rossa durante una cena: l’amore più romantico possibile. Mostra l’amore della nostra quotidianità vissuto nel suo essere così folle da risultare vero, fantasticamente reale.
Rossi.Niente. gode della eccellente traduzione dall’inglese di Giovanni Agnoloni, perché il poeta è sì danese, ma scrive contemporaneamente i suoi versi sia in danese che in inglese; copertina e fotografie interne sono di Cathrine Ertmann.

Dall’introduzione

Nelle poesie che qui abbiamo raccolto e in tutta la sua produzione poetica non vi è alcun intento conoscitivo; al poeta non interessa affatto mettersi alla finestra e cercare di trarre senso da ciò che senso in sé non ha e non può avere.
Kenneth Krabat apre la finestra, respira l’aria del mondo e si getta fuori.
Precipita senza alcun paracadute, senza alcuna protezione, cade e cade, sempre più velocemente e profondamente, nel reale della sua vita, delle sue esperienze, dei suoi sentimenti, del dolore, della morte, dell’amore, di ogni cosa. Non solo osserva e racconta, ma vive. Kenneth Krabat è un mangiatore di vita, e queste sue poesie non sono altro che il risultato di ciò che lui ha ingurgitato, masticato, digerito e ributtato fuori.
È la vita che è passata dentro di lui, dentro il suo corpo, lungo tutto il tubo digerente.
E non vi dovete stupire, cari lettori, di quanto queste poesie parlino anche a voi, di quanto raccontino anche di voi, di quanto in esse voi vi riconoscerete.
Tutti noi, esseri umani, andiamo avanti, camminiamo, ci nutriamo, digeriamo, mastichiamo, defechiamo, la stessa meravigliosa, insensata, dolorosa, sanguinolenta, impossibile, misteriosa e sbraitante vita.
E Kenneth vive

La quarta

Poliedrico poeta danese, che scrive in lingua madre e contemporaneamente in inglese, Kenneth Krabat è una figura viva dell’underground di Copenaghen o, come direbbe lui stesso, di Købehavn, ed è inoltre un performer e un paroliere.
Mangiatore di vita, le sue poesie non sono altro che il risultato di ciò che ha ingurgitato, masticato, digerito e ributtato fuori. È la vita che è passata dentro di lui, dentro il suo corpo, lungo tutto il tubo digerente.
Krabat vive la contemporaneità, quell’insensata vita occidentale frenetica e apparentemente senza alcuno scopo se non l’accumulo, il ripetersi alienato del lavoro e le mille ipocrisie di una non-autenticità, vero paradigma della nostra epoca.
In ROSSO.NIENTE. Kenneth Krabat apre la finestra, respira l’aria del mondo e si getta fuori. Precipita senza alcun paracadute, senza alcuna protezione, cade e cade, sempre più velocemente e profondamente, nel reale della sua vita, delle sue esperienze, dei suoi sentimenti, del dolore, della morte, dell’amore, di ogni cosa.

Nella bella traduzione di Giovanni Agnoloni, Versi Guasti ospita la prima edizione in italiano di una delle voci di punta della poesia danese.

L’autore

Kenneth Krabat (b. 1963 in København of petrol station manager (mother) and general janitor of oil furnaces, elevators and various craftsmen with the Free Port of København (father)) is a friend of the concept of humanity, of humans as a species in and among species, all of them life, all of them alive, ALL species miracles of evolution as well as results of struggle and death.
Born into a working class family as a single child in Denmark of the 60s praising life also then took place in singular stolen pauses from work, evenings and weekends in the company of friends and family often spent dulling the senses through drinking.
Around 1970 the advent of the “youth rebellion” spilled into the set ways of menial labour, and during that decade workers unions took the place of praise of life on behalf of the voiceless masses, negotiating economic terms as the pinnacle of human civilisation: That in the grand picture all and everyone matter, even low workers. In the rich Western part of the world this encouragement simultaneously had the effect of perpetuating the belief that humans in general are invulnerable, when acting as a flock; that humans as a species can do anything – and by this making humans addicts of commercial products as well as redundant through technology.
Yes, humans CAN do anything. Besides showing a mercy with life and individuals seemingly only awarded a limited number of species the list of human talent includes powerful individuals still advocating the subjugation of groups of humans though alienation from original ancestors, the upkeep of economic and technological poverty in a variety of shapes in other cultures, holding back development of learning and consciousness, starting wars to maintain local stability etc.. up to, but not excluding consciously putting the evolutionary strain that is the human species at risk for personal gain.
Attempting to redeem damages caused by his own life and the lives of humans in general 30 years of poetry, prose, essays and philosophy such as modern day shamanism for Kenneth Krabat has affected a single, simple conclusion. That honestly being able to name a deed “a humane action” seems to be Humanity’s only relevant claim to fame:
Empathy. The Open Heart that doesn’t bleed out. Non-demanding compassion. An ability built into the human DNA and passed on through simple demonstration that MAY cause the perpetuation of humanity’s existence on Earth, humanity’s one and only Home, and possibly also out there, in that vast and empty Universe – only history will tell.
And without empathy…

Home page: http://krabat.menneske.dk
Wikipedia: https://da.wikipedia.org/wiki/Kenneth_Krabat<
Œuvres: http://bit.ly/KrabatWorks
E-mail: krabat@menneske.dk

Il traduttore

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976) è scrittore, traduttore e blogger. È autore dei romanzi Sentieri di notte (Galaad Edizioni, 2012; pubblicato anche in spagnolo come Senderos de noche, Editorial El Barco Ebrio 2014, e in polacco come Ścieżki nocy, Wydawnictwo Serenissima 2016), Partita di anime (Galaad, 2014) e La casa degli anonimi (Galaad, 2014), che fanno parte della serie letteraria “della fine di internet”, il cui ultimo episodio sarà edito in Italia nei primi mesi del 2017.
Ha inoltre pubblicato tre saggi imperniati sulle opere di J.R.R. Tolkien, ed è curatore di una raccolta internazionale di articoli sul tema.
Ospite di residenze letterarie, festival e conferenze in Europa e Stati Uniti, ha tradotto libri di Jorge Mario Bergoglio, Amir Valle, Peter Straub e Noble Smith, e saggi su J.R.R. Tolkien e Roberto Bolaño, ed è un esponente del movimento letterario connettivista.
Collabora con i blog La Poesia e lo Spirito, Lankenauta e Postpopuli.

Il suo blog personale è http://giovanniag.wordpress.com
Il suo indirizzo e-mail: giovanniagnoloni@gmail.com

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli ed è interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Kenneth Krabat, Rosso.Niente.
Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 58 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-70-7
Traduzione di Giovanni Agnoloni
Copertina e fotografie interne di Cathrine Ertmann

Link