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Dalla fantascienza alla realtà: 7 tecnologie rivoluzionarie in arrivo entro il 2030

Fantascienza o realtà? Il Forum economico mondiale ha consultato 800 esperti di tecnologie per capire quali tecnologie caratterizzeranno il nostro futuro. Business Insider ha realizzato un video che mostra sette tecnologie che secondo questi esperti e scienziati diventeranno parte della nostra vita quotidiana entro il 2030. Ve lo mostriamo:

 

Situazionismi Kipple-connettivi alla Starcon

Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944)

Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944) (Photo credit: Wikipedia)

Chi era a Bellaria nel week-end scorso, alla Starcon, avrà avuto modo di impattare con strani momenti situazionisti, reading improvvisati da parte dei connettivisti, enunciati grazie a un megafono; erano brandelli lirici di Marinetti, di Ballard e di alcuni statuti della Nazione Oscura, di patrimonio Kipple e intrinsecamente legati al Connettivismo stesso.

Qui sotto riportiamo il testo rielaborato di Marinetti, nato da una lettera che il fondatore del Futurismo scrisse ai Veneziani; ne sono state approntate di versioni simili per i Milanesi e per i Fiorentini, ma questa di Bellaria ha un sapore tutto particolare, da Istituto Luce (chi ha ascoltato la performance, capirà). Per voi, il testo integrale:

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Domenica 23 gennaio 2011

in collaborazione con Le Città Sottili
presso CSA Baraonda – Via Pacinotti 13 – Segrate (MI)
Ore 21.00
ingresso 3 euro
The Meeting Point 18
performance interdisciplinare e multimediale di improvvisazione per musica,
danza, arte visiva e dintorni…al confine tra Arte e Scienza
Performers: Dante Tanzi (musica), Domenico Stranieri (musica), ODRZ (musica), Marcella Fanzaga (danza), Isabella Filippini (danza)
ODRZ
www.odrz.org

Arriva la letteratura elettronica

Da Corriere.it

Versi e frasi da leggere tra le immagini di un video, parole in movimento sullo schermo al ritmo di una colonna sonora, romanzi collettivi scritti su blog e social network. Mentre gli autori «tradizionali» hanno avviato da pochi mesi in Italia una riflessione sugli ebook e sulla nuova prospettiva di una scrittura digitale, c’è già chi si è spinto oltre. Aprendo ulteriori scenari su quali potrebbero essere, in futuro, gli sviluppi del binomio cultura-tecnologia. Si tratta degli esponenti della cosiddetta eLiterature (Letteratura elettronica), una forma espressiva per cui i supporti informatici – dal computer a Internet, ai singoli software – non rappresentano solo un mezzo di lettura dell’opera ma lo strumento stesso della sua creazione.

TESTI INTERATTIVI – Nessun contenuto ha origine sulla carta e viene trasferito in digitale, come sta invece accadendo, nella maggior parte dei casi, in questa prima fase di vita dell’ebook. I testi della eLiterature nascono già elettronici, quasi sempre interattivi, arricchiti da audio e video oppure animati da algoritmi che spostano singole lettere o interi capitoli sotto gli occhi di chi li guarda. Così la letteratura si spinge ai confini con l’arte e la fruizione sembra di volta in volta irripetibile. Grazie a un apposito programma, ad esempio, la mescolanza di suoni, immagini e testo varia a ogni riproduzione in The set of the U del francese Philippe Bootz, uno dei padri del sottogenere della poesia elettronica. Oltre cinquecento combinazioni, invece, in Bromeliads, opera in prosa dell’americano Loss Pequeño Glazier, ritenuto con Bootz e lo statunitense Michael Joyce (scrittore di ipertesti) tra i principali autori di eLiterature. Fatta risalire dagli studiosi al 1959, quando il linguista tedesco Max Bense creò i primi versi usando un calcolatore, la letteratura elettronica fu coltivata intorno agli anni Ottanta e Novanta come sperimentazione di nicchia in Francia e nel mondo anglo-americano.

IL CONVEGNO A NAPOLI – Agli albori del nuovo millennio, invece, con la diffusione di Internet, la produzione divenne più ampia, accompagnata dalla riflessione teorica sullo statuto della nuova letteratura. Nel 2005 la prima definizione, seppure ancora generica, riconosciuta a livello internazionale, secondo cui la eLiterature include «lavori con importanti aspetti letterari che sfruttano le capacità e i contesti forniti dal singolo computer o da una rete di computer». Negli ultimi tempi l’interesse si è acceso anche in Italia. Ricerche sono in corso all’Università di Macerata con il dottorando Fabio De Vivo, che al tema ha dedicato un forum, un blog e una pagina su Facebook e che presto pubblicherà lo studio eLiterature. Analisi critica, strumenti interpretativi, potenzialità e possibilità applicative. Il 20 e 21 gennaio, inoltre, al Palazzo delle Arti di Napoli si terrà il convegno «Officina di Letteratura elettronica», il primo incontro internazionale sulla eLiterature che si svolge in Italia. A organizzarlo l’artista Lello Masucci e Giovanna di Rosario, docente di Letteratura elettronica all’Università di Jyväskylä (Finlandia) e membro del gruppo di ricerca Hermeneia a Barcellona.

CULTURA-TECNOLOGIA – «La tradizione letteraria “alta” e la minore accessibilità di Internet rispetto ad altri Paesi hanno fatto sì che in Italia la eLiterature sia stata finora ignorata – spiega la studiosa -. Adesso invece, per effetto della nascente editoria digitale e della diffusione di nuovi strumenti di lettura come gli ebook reader e l’iPad, il connubio cultura-tecnologia viene avvertito come più familiare». Basti pensare ai recenti esperimenti multimediali e interattivi di libri in forma di applicazioni, ovvero i software che consentono di unire il testo ad audio e video (un esempio: B. per i posteri, la versione per iPad e iPhone dell’ultimo saggio di Beppe Severgnini). D’accordo sulla crescita di popolarità della eLiterature l’artista italiana Caterina Davinio, pioniere nella poesia animata al computer già negli anni Novanta. Daniela Calisi, Filippo Rosso e Roberto Gilli, oltre a Lello Masucci, i nomi degli altri principali autori di casa nostra che hanno scommesso sul nuovo filone. «Perché la tecnologia è oggi il tessuto delle relazioni umane e lo diventerà sempre più – sostiene la Davinio -. Si pensi solo alla telefonia mobile e a Internet. Per quale ragione la letteratura dovrebbe rimanerne esclusa?».

REFF. Un libro, un catalogo, un nuovo modello di editoria aumentata

[Letto su BooksBlog.it]

Stupirsi dinanzi a un libro è un’esperienza che mi sconvolge. Abituati a considerare il libro come un qualcosa di familiare, non ci rendiamo conto, spesso, delle mille potenzialità di questo insieme di foglie tenuti insieme da un qualche collante. Ho fatto l’esperienza dello stupore avendo tra le mani il Reff Book – RomaEuropa Fake Factory: la reinvenzione del reale attraverso pratiche critiche di remix, mashup, ricontestualizzazione, reenactment.

Definirlo un libro d’arte o un catalogo sarebbe riduttivo perché, come scrive Bruce Sterling nella prefazione:

“Al momento, i comportamenti e le attività che sono oggetto di questo libro sono considerati bizzarri. Molto bizzarri. Essi sono così particolari che è intrinsecamente difficile descriverli, perché vengono dai confini estremi di una network-culture emergente. Potrei scrivere un intero libro su queste idee e queste pratiche, un libro che sarebbe science fiction, architecture fiction, design fiction, un manuale tecnico e anche un manifesto per la network economics. Sarebbe abbastanza simile a questo libro, solo non così divertente.”

In estrema sintesi, REFF raccoglie l’esperienza del RomaEuropa FakeFactory, ricostruendone il percorso grazie alle opere e i contributi di artisti, intellettuali, docenti, giornalisti, giuristi, e attivisti che vi partecipa. Dalla condivisione di un’azione comune a favore della cultura libera e di forme non proprietarie del diritto di autore, gli interventi si confrontano su temi che fanno storcere un po’ il naso a editori e lettori all’antica, quali arte e hacking, attivismo politico e tecnologico, copyright e proprietà intellettuale, modelli open source, reinvenzione del reale.

Interessante e stimolante, poi, l’idea di progettare una nuova editoria possibile:

“Il libro è pienamente integrato con la dimensione digitale attraverso elementi di Realtà Aumentata come Qrcode e Fiducial Marker. Associati alla rete e ai social network globali, questi dispositivi trasformano l’esperienza della lettura in una dimensione interattiva, relazionale, processuale, dalle possibilità completamente inedite. Il software si deposita sulla carta trasformandola in ipertesto, rendendola cliccabile, espandibile, commentabile e reattiva, aprendo uno spazio di confronto virtualmente illimitato tra autori e lettori sui temi e sul dibattito del libro, per dissolvere il confine che li separa.”

Il Futurismo

Suggestioni fantastiche e utopiche dell’architettura futurista è in bel saggio a firma di Gianfranco De Turris che percorre il ventennio creativo del Movimento, analizzando minuziosamente ogni rivolo creativo dell’ensamble che ha visto EffeTi Marinetti come unico ispiratore vero, come unica macchina pensante di tutto il variegato e – a volte – confusionario gruppo di artisti.