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Gli inquietanti e fantastici webcomic di Emily Carroll

Propensa alla sperimentazione ma con uno stile proprio molto ben definito, Emily Carroll è un’autrice di fumetti online che nel giro di pochi anni – per l’esattezza dal 2010 – ha conquistato un vastissimo pubblico di appassionati. Per capire la ragione basta dare un’occhiata alle sue opere: immagini essenziali ma al contempo curate nel dettaglio, colori forti e decisi che si alternano a un bianco e nero altrettanto efficace, e una qualità che è sinonimo di talento. Ovvero la firma dell’artista è immediatamente riconoscibile: basta guardare due o tre delle sue vignette per capire che ne è lei l’autrice. Qui troverete il suo sito ufficiale, con molti dei suoi lavori. Qui è invece possibile sfogliare il suo blog personale. L’autrice ha inoltre pubblicato di recente un libro che sta riscuotendo molto successo, dal titolo Through the woods. Segue un assaggio di alcune vignette tratte dalle sue opere:

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Un percorso artistico: intervista al fumettista Paolo Zandon

Ciao Paolo. Sono contento di averti ospite fra le pagine virtuali di Kipple Officina Libraria. Che ne diresti di incominciare presentandoti e illustrandoci qual è stato il tuo percorso artistico?

Ciao a tutti, innanzitutto Vi ringrazio per l’opportunita’ che mi date con questa intervista. Che Vi posso raccontare? Mi chiamo Paolo Zandon e sono nato in quei di Monza nel lontano ’66. Sono praticamente nato e cresciuto divorando fumetti (dieta che seguo tuttora ), da Topolino ai vari Super Eroi, passando per L’Eternauta, Comic Art, Corto Maltese ed i vari albi della Bonelli.
Sin da piccolo sono rimasto affascinato da quel mondo di colori e movimento su carta ed appena sono stato in grado di tenere in mano una matita, ho cominciato a scarabocchiare e da allora non ho piu’ smesso. Ricordo che da bambino, mio padre, che era falegname, mi portava dei pannellini di compensato sui quali cercavo di riprodurre i vari personaggi Disney o svariati paesaggi (ricordo vagamente un canale veneziano con gondola, realizzato con pennarelli e matite). Sono autodidatta, non ho frequentato nessuna scuola specifica, se non quella di geometra, che a poco da spartire con l’ Arte del fumetto, se non qualche nozione di disegno tecnico e di prospettiva.
Ho sempre scritto, disegnato e colorato le storie che mi venivano in mente, anche se sapevo che la maggior parte sarebbe rimasta nel cassetto. Storie che spaziano dal genere supereroistico, all’erotico, al fantascientifico, all’horror fino al genere piu adatto ai bambini.
Negli ultimi tempi, oltre a portare avanti progetti personali, collaboro con alcuni sceneggiatori, disegnando le loro storie.
Mi piacerebbe poterci vivere con questa mia passione ma, al momento, come ho detto è solo una passione, che in ogni caso, mi aiuta a rendere migliore la mia vita.

Sono stato colpito da due elementi principali dei tuoi disegni. Primo il sapiente uso del nero che da profondità all’immagine. Secondo l’attenzione ai dettagli, qualità questa che a mia opinione fa la differenza fra il dilettante e il vero artista. A parte l’aspetto tecnico, ci sono dei temi particolari che riecheggiano nella tua arte?

Sono molto legato alle tematiche derivanti dall’horror. Mi piace leggere libri e guardare film di questo genere. Di conseguenza le storie che scrivo e disegno, spesso deviano in quella direzione, oppure ne contengono alcuni elementi. Anche quello dell’ eroe/eroina solitario/a in lotta contro tutti e tutto è un tema che mi affascina, ancor più se calato in atmosfere particolari.

Quali artisti del fumetto hanno saputo provocare maggiormente la tua immaginazione?

Ce ne sono tantissimi… ne cito alcuni che piu’ mi hanno influenzato ( ho ancora la febbre ), nella speranza di non commettere alcun sacrilegio. Per i disegnatori ci sono Alan Davis, Kelley Jones, Brian Hitch, Bernie Wrightson, David Mack, Eleuteri Serpieri, Franco Saudelli, Milo Manara ed Edoardo Risso.
Invece per quanto riguarda gli sceneggiatori ci sono Alan Moore, Neil Gaiman, Frank Miller, Warren Ellis, Garth hennis, Brian Azzarello.

Quali sono le opere da te realizzate che più ti stanno a cuore e perché?

Sicuramente quelle totalmente mie.
Sono molto legato alle mie storie erotiche brevi (alcune pubblicate qualche anno fa) perché mi vengono di getto ed anche abbastanza bene, ma anche a “Prizz & King”, coppia anomala di investigatori in una citta’ popolata da umani ed animali antropomorfi (di quali potete leggere i primi due numeri sul mio blog ) . Dimenticavo i miei fumetti horror (sparsi un po’ sul web e sempre sul mio blog). Ah! C’è anche “Sound Power”che narra le avventure di due supereroine un po’ piu’ che amiche, tenendo presente la lezione di John Byrne con la sua She Hulk.
Ce ne sarebbero tante altre ed alcune di esse sono ancora dentro la mia testa, in attesa di uscire dalla punta della mia matita.

Credi che il fumetto sia sempre stato arte o che lo sia diventato da un determinato momento in avanti?

So bene che il fumetto è stato per tanti anni relegato dai soliti bacchettoni benpensanti, nel ghetto delle letture per ragazzini brufolosi e decerebrati, ma secondo me è sempre stato arte, e del tipo più alto e completo.
Ho sempre pensato che il fumetto, o Arte sequenziale (cosi era definita dal grande Will Eisner), fosse una fusione delle varie branchie artistiche: letteratura, cinema, ovviamente il disegno in tutte le sue declinazioni, ma anche, in alcuni casi, poesia e musica. E continuo a pensarlo. Sinceramente non capirò mai chi considera il fumetto “roba per bambini”, nella sua connotazione più negativa
Cosa pensi della situazione attuale del fumetto in Italia e, considerando l’avvento di nuovi canali mediatici come internet, come vedi il suo futuro?

Penso che in Italia , nell’ambito del fumetto, ci siano molti artisti di gran valore, famosi ma anche no e che, soprattutto per questi ultimi, l’avvento di internet rappresenti una possibilità in più per riuscire a far conoscere il proprio lavoro ad un pubblico esteso. Chiamatemi pure uomo delle caverne, ma personalmente nutro ancora un amore viscerale per la carta: vuoi mettere l’emozione di sfogliare un fumetto “reale”, del quale puoi sentire il profumo inebriante di carta stampata, con il freddo scorrere di pagine virtuali su un tablet? Comunque anche un “primitivo” come il sottoscritto si sta abituando a queste diavolerie tecnologiche….

Ti andrebbe di parlarci sui progetti su cui stai lavorando al momento e di segnalarci i link utili a seguire la tua attività artistica?

Ultimamente sto realizzando le tavole di una graphic novel di genere fantascientifico, scritta da Roberto Bommarito, intitolata “Sole Luna” per Electric Sheep Comics, e ho in ballo una storia breve con protagonista un killer professionista, su sceneggiatura di Massimo Ginatempo, che però non ho ancora iniziato (mi fulminerà per questo…)
Se però vi va di dare un’occhiata ad altri miei lavori realizzati in solitaria od in tandem con altri sceneggiatori, cliccate senza paura ai seguenti indirizzi :

sbamcomics.it/blog/2014/06/12nr-15/
oltrecomics.altervista.org/blog/fifty-capitolo-1-prototipo/
nerocafe.net/wp-content/uploads/2014/02/knife7web.pdf

Invece i Miei blogs, dove troverete fumetti interamente realizzati da me e molto altro ancora, sono:

windigocomics.blogspot.com
Windigocomicsforkids.blogspot.com

Comunque a breve ho idea di realizzarne un altro, questa volta dedicato a fumettti e disegni erotici…

Se poi Vi andasse di leggere qualcos’ altro di mio, questa volta in cartaceo, potete provare a recuperare :

Professor Rantolo vol. 2 anno 2007 Edizioni Il Foglio
X comics speciale anno 2003 Coniglio editore
X comics speciale anno 2004 Coniglio Editore
X comics speciale anno 2005 Coniglio Editore

Gazie ancora ed un saluto a tutti quelli che leggeranno questi miei sproloqui.

Grazie a te, Paolo, e in bocca al lupo! Segue una piccola gallery:


Neil Gaiman: Create buona arte, il video sottotitolato in italiano

Il video che potrete vedere seguendo il link in coda al post è stato filmato il 17 maggio 2012 alla University of Art di Philadelphia. In esso Neil Gaiman, uno degli autori del fantastico di maggiore successo non solo negli States ma anche in Europa, autore fra l’altro della graphic novel della DC Comics Sandman e di molti romanzi da cui sono stati tratti film famosi come Coraline, parla di cosa è la buona arte e a cosa dovrebbero ambire scrittori e artisti. Un video molto interessante da non perdere. Per vederlo, sottotitolato in italiano, basta cliccare qui.

Cronache di Un Sole Lontano Comics: tanti stupendi fumetti di fantascienza da leggere gratuitamente!

È appena uscito il terzo numero di Cronache di Un Sole Lontano, intitolato per l’occasione: Comics. Come è possibile intuire dal titolo, si tratta di un numero speciale interamente dedicato ai fumetti. Alcuni di questi, come l’originale Vuoti, scritto da Roberto Bommarito (Premio Robot 2014) e Roberto Napolitano (Premio Cometa 2013) e illustrato dagli stupendi disegni di Valerio Mezzanotte, sono stati ideati apposta per questo numero speciale del già importante magazine dei giganti del panorama fantascientifico italiano Sandro Pergameno e Tiziano Cremonini. Il terzo numero vede inoltre attuarsi una fruttuosa collaborazione fra Cronache di un Sole Lontano ed Electric Sheep Comics, il gruppo artistico emergente che sta riscuotendo sempre più successo sia nel mondo dei fumetti che in quello cinematografico. Qui troverete fra l’altro l’intervista Kipple al cofondatore di ESC, Alessandro Napolitano.
Per scaricare il magazine sia in alta che in bassa definizione, oppure consultarlo direttamente online, basta cliccare qui. Buona lettura!

L’arte del fumetto: Kipple intervista l’illustratrice Roberta Guardascione

Ciao Roberta. Benvenuta nel blog di Kipple. Ti andrebbe di cominciare raccontandoci un po’ chi sei?

Ciao a te e a tutti i lettori di Kipple. Chi sono? Uhm, vediamo… si dice che identificarsi con il proprio mestiere sia un po’ noioso e riduttivo, questo però non riguarda il lavoro che faccio io, perché dire che sono una disegnatrice esprime non solo il mio mestiere ma anche un modo di essere e di vivere. Io disegno sempre e comunque, disegno anche quando non disegno, nel senso che mentre faccio altro penso: “Ma se quella linea fosse così, e se quel colore lì lo cambiassi…” Mi rende felice pensarci. Vivo nella famosa torre d’avorio dalla quale mi dispiace sempre un po’ uscire, ma anche le boccate d’aria servono, giusto? Credo che i miei vicini pensano che sia matta!
A quali maestri ti ispiri?
Bhè i maestri che mi hanno ispirata e che mi ispirano sono tanti… La mia formazione fumettistica è stata abbastanza tosta Avendo fratelli più grandi a casa mia i fumetti “da grandi” non mancavano mai. A soli otto anni mi sono trovata tra le mani Dylan Dog, con il quale ho stretto una relazione amorosa che è tutt’ora in corso. I maestri per me sono stati sicuramente Angelo Stano, Corrado Roi e Bruno Brindisi, che ho osservato a lungo e che mi affascinano tutti per motivi diversi, visto che ognuno di loro ha uno stile unico. La Bonelli ha gettato le basi della mia formazione, poi ho scoperto i francesi, e lì per me si è aperto un mondo. Parlo di Philippe Druillet, Françoise Schiuten e naturalmente del grande Moebius. Non solo fumetti ma anche illustratori di libri, evocare le atmosfere dei grandi classici rende l’illustratore un antenato dei registi di film. Quindi a questa mia lista è doveroso aggiungere anche Dorè, che ha illustrato tutta la letteratura romantica e anche la Bibbia (quando si dice un’impresa biblica!). Chiudo con Alan Lee, grazie a lui ho imparato a usare gli acquerelli.
Alcuni tendono ancora oggi a snobbare il fumetto. Per fortuna però sono sempre più le persone che iniziano a guardare ai graphic novel come opere artistiche. Quali credi che siano state le opere che più di ogni altra hanno trasformato in arte i fumetti? Oppure arte lo sono sempre stati?
Secondo me quello che è cambiato è stato il modo di percepirli. Una volta la televisione non esisteva perciò i fumetti erano l’unico divertimento dei ragazzini. Di conseguenza per i genitori erano solo una distrazione. Ciò non toglie che quei “giornaletti” che stringevano tra le mani i nostri genitori e persino i nostri nonni non fossero opere d’arte. Pensa ad esempio a Little Nemo di Winson Mc Cay , una volta finito di leggerlo andava a finire sul fondo delle gabbiette degli uccelli, mentre oggi è considerato uno dei fumetti meglio disegnati della storia, ogni tavola è un quadro, e questa non è arte? Ma all’epoca non se ne rendevano conto. Forse è stato anche il cambiamento di terminologia a fare la differenza. Dire graphic novel è come dire letteratura illustrata, quindi il fumetto non è più destinato ai ragazzini, ha cambiato target. Sono gli adulti adesso che leggono i fumetti, i ragazzini giocano con la x box! Il fumetto è diventato oggetto di studio, illustri intellettuali se ne interessano, come Umberto Eco ad esempio. Questo è il secolo delle immagini e quindi il fumetto si presta benissimo ad incarnare i bisogni della cultura contemporanea. Se poi devo dirti quale opera abbia segnato davvero il cambiamento, sicuramente è doveroso citare Hugo Pratt, autore di La ballata del mare salato, con la quale si parla seriamente di letteratura. Anche la bella Valentina di Crepax ha rivoluzionato il segno e soprattutto i contenuti del fumetto moderno.
Tenendo a mente anche l’avvento delle nuove tecnologie, quale credi che sia il futuro del fumetto, specialmente in Italia?
Non credo che le nuove tecnologie siano pericolose per il fumetto, anzi credo il contrario: è solo il mezzo che cambia, non i contenuti. E se il mezzo è più veloce, i contenuti arrivano prima! In Italia di talenti ce ne sono molti, dopotutto siamo figli di Michelangelo e compagnia bella. Spero quindi che il futuro sia roseo, per tutti noi disegnatori!
Quali sono le più grandi difficoltà che incontra un fumettista in Italia oggi?
L’italia purtroppo tende a rimanere sempre un po’ indietro rispetto ad altri paesi, questa è una triste verità che riguarda in po’ tutti i settori. Le case editrici diffidano sempre un po’ di chi non ha ancora un nome. Preferiscono investire sui prodotti sicuri! Dovrebbero aprire di più le porte agli esordienti. Come si dice, investire sui giovani!
Cosa differenzia un bel fumetto da uno meno riuscito?
Eh si, questa è la domanda da un milione di dollari! Cosa differenzia una torta riuscita da una che è meno riuscita? Di sicuro l’equilibrio tra gli ingredienti, ma soprattutto se ti siedi e cominci a disegnare senza metterci l’anima alla fine il risultato è sempre deludente. Io sono convinta che se una cosa la fai con passione e dietro c’è una sceneggiatura fatta bene allora il pubblico lo capisce e contraccambia.
Ti andrebbe di parlarci delle tue collaborazioni e dei tuoi progetti futuri?
I progetti che porto avanti con Electric Sheep Comics (di cui abbiamo parlato di recente qui, ndr) sono molti. Sono tutti entusiasmanti e mi permettono di confrontarmi con vari generi, dal pulp allo steampunk, fino alla fantascienza. Nell’ultimo anno ho lavorato moltissimo raggiungendo anche risultati che mi hanno resa molto orgogliosa. Il fumetto fantascientifico Lunaris, scritto da Claudio Fallani ed Alessandro Napolitano ci ha portati alla vittoria del premio Cometa, un bel traguardo per la nostra factory ESC. E poi anche la short story Polvere, scritta da Napolitano, ha avuto un bel riscontro di pubblico. Recentemente è uscito Blood Washing, che è stata una collaborazione di parecchie “pecorelle elettriche”, seconda uscita della collana di graphic novel targate ESC, pubblicato da Il foglio letterario, e pare che stia avendo successo! Al momento sono a lavoro su un fumetto steampunk, un’appassionante storia d’amore e libertà scritta dalla talentuosissima Polly Russell. Nel cassetto, però, ci sono un paio di cosette che fremono di essere portate alla luce, progetti che mi vedrebbero anche sceneggiatrice, ma di questo ti parlerò nella prossima intervista.
Grazie mille per l’intervista, Roberta, e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti!
Grazie a te e crepi il lupo!
Le altre interviste di Kipple:

Almanacco della Fantascienza Nathan Never 2013

In edicola l’annuale Almanacco della fantascienza Nathan Never della Bonelli, che compie 20 anni (il primo uscì nel 1993). Fin dal primo numero, oltre al fumetto, l’almanacco offre sempre una rassegna sulla fantascienza cinematografica, letteraria senza mai rinunciare a parlare di quello che succede in Italia. Da Valerio Evangelisti nel 1993, l’almanacco ha passato in rassegna vari personaggi della fantascienza italiana, e quest’anno si parla di Mondo9 di Dario Tonani.
Ci esprimiamo in modo assolutamente positivo su questa pubblicazione (sia pur solo annuale) che non ci ha mai deluso, auspicando che altri editori creino o amplino i propri spazi da dedicare alla letteratura italiana di genere.