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Il nostro autore Ettore Fobo segnalato al Premio Lorenzo Montano

Ettore Fobo, nostro autore in più occasioni (ricordiamo Diario di Casoli, Sotto una luna in polvere e La Maya dei notturni) ha ricevuto una segnalazione al Premio Lorenzo Montano, nella sezione Prose inedite con l’opera Fetus la maschera, dopo aver ricevuto due menzioni consecutive negli anni scorsi. Questo è il link ufficiale: http://www.anteremedizioni.it/una_prosa_inedita_0.

La redazione Kipple Officina Libraria si complimenta con l’autore, noi lo attendiamo con nuove splendide prove autoriali: sappiamo che saprà essere all’altezza.

KeepTalking!

Strani giorni: Autointervista con domande implicite – parte seconda

La seconda parte dell’autointervista di Ettore Fobo, comparsa sul suo blog, riguardo la sua silloge Il diario di Casoli edita da Kipple. La prima parte è Qui.

Proprio la musica ha un ruolo centrale in Diario di Casoli. In quel periodo ero ipnotizzato da “Music for Airports” l’album di Brian Eno, lo ascoltavo continuamente. Penso – e in realtà spero – che quelle melodie avvolgenti, circolari, quelle spirali melodiche, mi abbiano influenzato. Poi rompevo l’incantesimo di quella musica, con il ruvido suono dei CCCP, con la cantillazione ipnotica alternata al grido di Giovanni Lindo Ferretti, vi aggiungevo la dolce, cinica per gioco, fintamente ubriaca, di sicuro ironicamente dannata, musica di Guccini, maestro di poesia nei suo meravigliosi testi, secondo me, i migliori della musica italiana e penso, per esempio, a una delle canzoni degli anni ‘90, neanche fra le più note, “Lettera”. Citerei i Grateful Dead, rivelazione di quell’estate, gruppo che conoscevo superficialmente. Sono entrato dentro quel mondo musicale fra psichedelia e folk e mi sono molto divertito. Ascoltavo Crosby Stills e Nash, per esempio. C’erano i Doors, naturalmente ma quelli li ascolto sempre. E i Velvet Underground, sì, quasi sempre. Che altro? Non so, Battiato, ma soprattutto come autore per Giuni Russo, Alice. Ascoltavo quell’eccezionale album che è “Energie”, dove la voce di Giuni Russo ritma la follia metropolitana, l’alienazione, l’ allucinazione urbana. Penso che tutto questo mi abbia influenzato durante la scrittura di “Diario di Casoli”, io scrivo spesso ascoltando musica e i miei percorsi musicali sono strani, come si è visto da quello che ho appena detto.

Sento di aver ingannato il lettore, in quanto poeta è mio compito, naturalmente, il bucolico è solo il travestimento di un poema che realizza altro: la fuga di colui che è “passato al bosco” come recita più o meno Jünger. Ecco Diario di Casoli è traccia di questa illuminazione, che naturalmente trattandosi di poesia è finta, anche nel senso etimologico di modellata, costruita, artefatta.

Strani giorni: Auto – intervista con domande implicite – parte prima

Sul blog di Ettore Fobo la prima parte di un’autointervista che verte sul suo lavoro Il diario di Casoli, edito da KippleOfficinaLibraria.

Ecco, io mi sento sempre un poeta onirico, notturno, che, però, arde dal desiderio di cantare la luce. L’ambientazione montana (si tratta di una mistificazione in realtà, si dovrebbe dire che Casoli è in collina ma io l’ho trasformato in luogo montano) l’ho sentita e l’ho vissuta così, come prodigio di luce e ombra, che si disputano la scena nel loro quotidiano alternarsi. Nel mio poema spero che questo prodigioso alternarsi si veda anzi, si senta.

Mia ambizione era far apparire queste zone della Toscana, la valle di Lima, soprattutto ma anche la Garfagnana, come luoghi esotici, realmente altri. Il mio vuol essere un poema luminoso che non dimentica che la poesia è fondamentalmente tenebra o meglio penombra, la penombra boschiva, in questo caso. Ecco il vero cuore dell’altrove, l’ animalesca alterità del bosco, della civetta, della volpe, del cervo, del cinghiale etc.

“La vera vita è altrove.” Così Rimbaud potrebbe sigillare il poema con questo suo verso. Casoli diventa altrove dove la vera vita si può manifestare ma ecco… la vera vita non può essere raccontata, così Tonelli parla giustamente per il mio poema di viaggio verso “l’impossibilità della parola”. Infatti, la parola è insufficiente a svelare il mistero dell’altrove al tempo stesso essa è la soglia che ci permette di accedere a un’epifania del sacro. La poesia si toglie la maschera di costrutto intellettuale e si rivela religiosa, ma in maniera primitiva e forse caotica. Poesia come religione del silenzio. Musica che onora il silenzio.

Siamo in attesa del seguito dell’autointervista, in attesa di nuovo materiale interiore e psichico che sveli altri movimenti dell’anima di Ettore. Grazie…

Kipple Officina Libraria al Poetry Slam di Trieste

Sabato 16 aprile KippleOfficinaLibraria sarà protagonista al Poetry Slam che si svolgerà a Trieste il 15 e 16. L’evento in particolare che ci riguarda sarà alle 17.00 presso il Caffè San Marco in Via Battisti, 18; eccolo:

VERSI GUASTI, presentazione della collana della Casa Editrice Kipple Officina Libraria di Torriglia (GE), http://www.kipple.it/. Con Alex Tonelli, curatore della collana, ed Ettore Fobo, che racconterà al pubblico il viaggio poetico compiuto in Diario di Casoli, leggendo alcuni estratti dal poema.
La Kipple Officina Libraria è un’associazione culturale senza scopo di lucro attiva dal 1995 e dedicata alla pubblicazione di narrativa di genere. Negli ultimi anni si è specializzata nella pubblicazione di E-Book e a dicembre 2010 è stata la prima casa editrice in Italia a vendere più E-Book che libri cartacei.

L’evento è stato sponsorizzato da LIPS-Lega Italiana Poetry Slam, qui la pagina FaceBook. Ci vediamo lì?

Ettore Fobo a Lucca

Mercoledì 28 ottobre 2015
alle ore 17:00

alla Casermetta di PORTA SANTA MARIA
Circolo del Bridge

MURA URBANE DI LUCCA

Martino De Vita presenta:
“DIARIO DI CASOLI”
POESIE DI ETTORE FOBO – Una riflessione sul concetto di Altrove
Con la partecipazione di
Giovanni Agnoloni e Lukha B. Kremo

Sarà presente l’autore Ettore Fobo.

Oltremuro | Lankelot

Segnaliamo questa bella recensione a Oltremuro, la silloge di Alex Tonelli edita da Kipple Officina Libraria. La rece è a cura di Ettore Fobo ed è comparsa su Lankelot.

Ci sono poeti che scavano nella parola, nel silenzio e Alex Tonelli è uno di questi. Ritmi cesellati, emorragie di parole musicali sono accanto a costruiti labirinti melodici, le parole scarnificano il bianco della pagina, così come il marmo imprigiona la figura da plasmare nelle teorizzazioni dell’ultimo Michelangelo, così la pagina bianca è per Tonelli una miniera di ritmi, immagini, visioni. Si scava dunque, oltre la realtà perché la realtà è la prima delle illusioni, dentro visioni vaste e ingannevoli come la Storia.

Poesia scavata è la prima impressione di questo Oltremuro, edito nel 2015 da Kipple Officina Libraria, poesia come metodo per accedere alla conoscenza, di sé, del mondo e soprattutto, come vuole l’estetica connettivista, di cui Tonelli è uno dei principali interpreti, specie in ambito poetico, di ciò che oltrepassa, trascende: le convenzioni, il sé, il mondo. E si finisce per raccontare il niente fuggevole di una visione, nella poesia Misericordia e il nome, dove la parola si sottrae alla benedizione divenendo blasfema, oppure altrove si rivela essere, per una contorsione del senso, “Cabala del silenzio”, e il poeta è uno che compie “l’evocazione”, attorniato dal buio che è come il nero inchiostro della sua anima; tanto sono intense queste poesie, tendendo alla rarefazione estrema del segno. Tonelli opera per condensazione: scatti improvvisi dei nervi, grida soffocate, emozioni impetuose, incubi neri, slanci lirici, vengono fusi nello stesso alambicco dal poeta alchimista.
Perché Alex Tonelli ha il dono di sintetizzare in pochissimo spazio fisico le grandi praterie dell’immaginazione, un’immaginazione che si vuole, ci sembra, soprattutto gotica, spettrale, dimensione in cui il tempo si dissolve e tutto si rivela polvere, vuoto, assenza. Non c’è dubbio che in diverse poesie si senta l’eco di poeti contemporanei, Mark Strand su tutti, nella sua denuncia della vacuità dell’esperienza umana, nell’inganno del tempo. Affiora talvolta anche Charles Simic, per esempio nella poesia La morte mi ha attraversato la strada, dove Tonelli attinge al quotidiano, narrando di “precedenze mai rispettate”, sotto un sole definito “inutile”. Altrove si sente l’eco di Bonnefoy, della sua ricerca sospesa fra l’onnipotenza e la fragilità della parola, fulcro del mondo. 
Quella di Tonelli è una poesia che amoreggia con le tenebre, flirta con il buio, non ama la luce ma si alimenta di penombra. Talvolta il buio è un incubo “nero/ vorace” che ci soffoca e ci inghiotte. Siamo alle radici di un idioma originario che svanisce, una lingua primordiale di cui ogni poesia è solo la traccia, il calco, se vogliamo. Il linguaggio di Tonelli racconta sempre di una frantumazione, di una distruzione, e si configura come cumulo di schegge, dove “cataste di brusii” incontrano “frattali di sillabe” e misteriosamente una qualche unità è raggiunta dalla polverizzazione, dall’apocalisse del linguaggio stesso, dove apocalisse è sia l’evento catastrofico che una rivelazione, come vuole l’etimologia.

Strani giorni: NeXT – Stream – Connettivisti

Sul blog di Ettore Fobo una bella recensione a NeXT-Stream, la raccolta connettivista che si prefigge lo scopo di oltrepassare i generi per una nuova ridefinizione della letteratura non di genere.

Ogni racconto viene analizzato attentamente, e la chiosa è eloquente, la riportiamo qui sotto ringraziando vivamente Fobo per la sua puntuale critica.

Il giudizio definitivo sulla raccolta è dunque positivo. Alcuni racconti sono un po’ astrusi ma il linguaggio è convincente quasi sempre. Anche la copertina di Luca Cervini è molto bella. Pur non riuscendo totalmente nell’intento di superare i generi, NeXT- Stream è dunque il tentativo riuscito di “proporre un bel libro di narrativa contemporanea, al passo con i tempi che corrono”, come scrivono i curatori nell’introduzione. Un libro che oltretutto racconta l’Italia (la Milano di Gazzola, la Genova di Kremo, la Roma di Verso, la Firenze di Agnoloni). E non è poco.

AA.VV. | NeXT-Stream – Oltre il confine dei generi

Copertina di Luca Cervini
Introduzione e curatela di Lukha B. Kremo, Giovanni De Matteo, Sandro Battisti

Kipple Officina Libraria

Collana Avatar — Formato Cartaceo — Pag. 240 – € 15 — ISBN 978-88-98953-18-9
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 176 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-17-2
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