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Recensione a La prima frontiera (Kipple, 2019) | la nuova carne

Stefano Spataro, sulle pagine della NuovaCarne, recensisce l’antologia La prima frontiera, in cui ventuno autori – tra cui Bruce Sterling e Danilo Arona – si misurano col tema dell’inumano. Un estratto dalla recensione in cui, al suo interno, si dettagliano le suggestioni di ogni racconto:

Non è questo il luogo, né io sono la persona adatta, per decretare quali di questi racconti sia il migliore. Posso dire però che ogni tassello, che sia una firma affermata o un giovane talento, fa bene la sua parte nel creare un immaginario sfaccettato, orribile (nella sua accezione creepy) e allo stesso tempo mostruosamente poetico.

Ventuno racconti del Fantastico esplorano con intense suggestioni cosa può accadere nei mondi lontani dall’umano, in tutti quei territori dove regnano l’inumano e lo strano. “La prima frontiera” è un viaggio attraverso il mutamento delle percezioni nel weird, dove il concetto di “diverso” si allontana da quello che abbiamo sempre immaginato.

Hanno partecipato all’antologia: Luigi Musolino, Alessandro Forlani, PeeGee Daniel, Mario Gazzola, Giovanna Repetto, Lukha B. Kremo, Uduvicio Atanagi, Domenico Mastrapasqua, Irene Drago, Roberto Furlani, Giovanni De Matteo, Matt Briar, Federica Leonardi, Alex Tonelli, Maico Morellini, Linda De Santi, Marco Milani, Marco Moretti, Ksenja Laginja. Accanto a questi grandi nomi della narrativa fantastica italiana, sono presenti due guest star d’eccezione: Danilo Arona e Bruce Sterling (nella traduzione di Salvatore Proietti); la copertina è a cura di Ksenja Laginja; di Sandro Battisti la curatela.

La prima frontiera. Ovvero, il primo limite che s’incontra trascendendo, disincarnandosi; la prima barriera con cui s’impatta accedendo a luoghi inumani. E allora, quando si è in quelle regioni indefinite, dove anche la coscienza diviene un concetto astratto e sfuggente, indefinita nel suo intuito senziente, come si svilupperà la percezione del weird? Come si modificherà il paradosso, il creeping, lo stacco del Fantastico nel momento in cui qualcosa ci farà sussultare nella settima dimensione, o quando un essere alieno proverà paura per qualcosa che nemmeno lui potrà esplicare? Allora, la prima frontiera sarà già lì, nel suo tentativo di raccontarci cosa contiene.

AA.VV. | La prima frontiera

Introduzione e curatela di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja
Traduzione di Bruce Sterling: Salvatore Proietti

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 215 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-10-1
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 204 – € 15 — ISBN 978-88-32179-09-5

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Esce “La prima frontiera”, antologia di Strano Weird – guest star Bruce Sterling e Danilo Arona – Curatela di Sandro Battisti

LA PRIMA FRONTIERA è da oggi disponibile, nella curatela antologica di Sandro Battisti, su www.kipple.it e nelle principali librerie online, in formato digitale e cartaceo.
Ventuno racconti del Fantastico esplorano con intense suggestioni cosa può accadere nei mondi lontani dall’umano, in tutti quei territori dove regnano l’inumano e lo strano. “La prima frontiera” è un viaggio attraverso il mutamento delle percezioni nel weird, dove il concetto di “diverso” si allontana da quello che abbiamo sempre immaginato.

Hanno partecipato all’antologia: Luigi Musolino, Alessandro Forlani, PeeGee Daniel, Mario Gazzola, Giovanna Repetto, Lukha B. Kremo, Uduvicio Atanagi, Domenico Mastrapasqua, Irene Drago, Roberto Furlani, Giovanni De Matteo, Matt Briar, Federica Leonardi, Alex Tonelli, Maico Morellini, Linda De Santi, Marco Milani, Marco Moretti, Ksenja Laginja. Accanto a questi grandi nomi della narrativa fantastica italiana, sono presenti due guest star d’eccezione: Danilo Arona e Bruce Sterling (nella traduzione di Salvatore Proietti); la copertina è a cura di Ksenja Laginja.

Sinossi

Cosa può spaventare l’inumano, il bizzarro, il diverso? Quali sentimenti permeano le energie così lontane dall’umanità che osserviamo ogni giorno? Le suggestioni e le storie contenute in questa antologia rispondono, ognuna a modo suo, a tutte queste domande dove significati e simboli si mescolano tra loro, senza un ordine predefinito. Ci siamo chiesti se il diverso sia capace di provare la stessa paura che proviamo noi di fronte a esso; quali rivelazioni si mostrano attraverso lo spazio siderale, lo studio della fisica e delle rifrazioni quantiche che ci insegnano a dubitare di noi stessi e a piegare il concetto di superiorità umana sulle differenti specie dell’universo. Lovecraft stesso ha minato questa umana dittatura, inserendola in un pantheon di orrore terrificante, dove le antiche energie sono state capaci di trascendere il concetto di tempo e dimensione irrompendo nel reale. A cosa pensa l’inumano quando guarda a noi nell’attraversamento dimensionale? A questo, e molto altro, hanno risposto gli autori intervenuti nell’antologia,  ognuno col proprio codice di pensiero e scrittura.

Estratto

La prima frontiera. Ovvero, il primo limite che s’incontra trascendendo, disincarnandosi; la prima barriera con cui s’impatta accedendo a luoghi inumani. E allora, quando si è in quelle regioni indefinite, dove anche la coscienza diviene un concetto astratto e sfuggente, indefinita nel suo intuito senziente, come si svilupperà la percezione del weird? Come si modificherà il paradosso, il creeping, lo stacco del Fantastico nel momento in cui qualcosa ci farà sussultare nella settima dimensione, o quando un essere alieno proverà paura per qualcosa che nemmeno lui potrà esplicare? Allora, la prima frontiera sarà già lì, nel suo tentativo di raccontarci cosa contiene.
Gli autori chiamati qui a rispondere a tali quesiti sono tra i migliori che conosco; l’aver suscitato in loro la curiosità e l’interesse nello sviscerare il concetto sopra esposto è per me motivo d’immenso orgoglio, perché accanto a firme giovani ma già in grado di rivelare la loro notevole cifra stilistica, potrete trovare molte firme affermate, conosciute perché estremamente brave nell’arte del raccontare. È con infinito senso di gratitudine che ringrazio quindi ognuno dei partecipanti, con tutti ho instaurato uno stretto rapporto di confidenza per spiegare meglio cosa volevo dalle loro storie, e così da ciascuno di loro ho voluto tirar fuori la personale visione di un weird non antropocentrico; essendo questo un concetto di frontiera, di difficile idealizzazione, a volte è stato necessario predisporre da parte loro delle modifiche alle convinzioni, attraverso sessioni di brain storming in cui one to one ci siamo confrontati su come si potesse sviscerare al meglio il tema di quest’antologia. Il risultato è sotto i vostri occhi, e io sono lieto di esserne stato soltanto il tramite – un medium sarebbe il caso di dire, visto il tema trattato – arrivando infine alla vostra consapevolezza che qualcosa d’incombente, non scorto, è su di noi e precipita dallo strapiombo di innumerevoli e ignote dimensioni in cui l’umanità – per dirla alla Lovecraft – non è nemmeno contemplata.

Sandro Battisti – Introduzione

La quarta

La prima frontiera è il limite che si incontra trascendendo in direzione dell’inumano, in tutte quelle regioni indefinite, dove anche la coscienza si astrae divenendo materia sfuggente. In tale dimensione come si trasforma la percezione del weird? Nel momento stesso in cui qualcosa ci farà sussultare nella settima dimensione, o quando un essere alieno proverà una paura che non potrà esplicare, cosa verrà considerato strano? La prima frontiera sarà lì, per mostrarsi in tutta la sua luminosa essenza.

Gli autori

Bruce Sterling, Lukha B. Kremo, Giovanni De Matteo, Giovanna Repetto, Luigi Musolino, Alessandro Forlani, Pee Gee Daniel, Mario Gazzola, Uduvicio Atanagi, Domenico Mastrapasqua, Irene Drago, Roberto Furlani, Federica Leonardi, Matt Briar, Linda De Santi, Alex Tonelli, Maico Morellini, Marco Milani, Marco Moretti, Ksenja Laginja e Danilo Arona. A cura di Sandro Battisti. Traduzione del racconto La lampada da lavoro (Bruce Sterling) di Salvatore Proietti.

Il curatore

Sandro Battisti è uno dei fondatori del movimento letterario Connettivista. A partire dal 2004 si è dedicato allo sviluppo di uno scenario comune a molti suoi lavori successivi, l’Impero Connettivo, dapprima con racconti apparsi su NeXT, la fanzine del movimento, e con il fumetto “Florian”, successivamente nei romanzi “PtaxGhu6” (2010), scritto in collaborazione con Marco Milani, e “Olonomico” (2012). Ha vinto il Premio Urania 2014 e il Premio Vegetti 2017 con L’IMPERO RESTAURATO.  Scrive quotidianamente sul blog http://hyperhouse.wordpress.com.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

AA.VV. | La prima frontiera                                                              

Introduzione e curatela di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja
Traduzione di Bruce Sterling: Salvatore Proietti

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 215 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-10-1
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 204 – € 15 — ISBN 978-88-32179-09-5

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Classifiche Kipple 2017

Ecco le consuete classifiche di vendita di Kipple Officina Libraria:

il libro cartaceo più venduto è stato: Aleppo c’è, l’antologia di poesie a cura della redazione del Collettivo di scrittura Bibbia d’Asfalto – BdA, il cui ricavato andrà a supporto di Medici Senza Frontiere.

Gli eBook più venduti sono stati invece:

1 – Trans Human Express di Lukha B. Kremo
2 – Gli occhi dell’anti-Dio  di Lukha B. Kremo
3 – Intervista ad Amedeo Balbi a cura di Roberto Bommarito, Alessandro Napolitano, Marzio Mereggia
4 – Le balene di Maath / Zombie Carpocalypse di Domenico Mastrapasqua e Giuseppe Agnoletti
5 – Intervista a Joe R. Lansdale a cura di Roberto Bommarito

Kipple presenta Robotfetishism, catarsi di sesso tecnologico estremo

Kipple Officina Libraria vi accompagna verso i meandri perversi di una sessualità cibernetica e quantica con il racconto Robotfetishism, di Domenico Mastrapasqua e Marco Moretti, due degli autori più intriganti ed estremi che il Connettivismo abbia mai espresso da oggi uppercoverdisponibile in ebook nell’ambito della collana Capsule.
L’evoluzione del sesso quantico si esprime attraverso rivoli d’inventiva unica, in Kipple si continuano a sperimentare cose che gli umani…

Sinossi

Un groviglio di carne modificata e di sensi estremi imbevuti di sessualità trascendentale, per descrivere momenti di sesso quantico deviato da indefinibili sfumature della Singolarità tecnologica, incubi di peccato inenarrabile per l’attuale umanità ancora impregnata di pensieri puritani e ipocriti. Riusciremo davvero a sfociare in una società come quella descritta da Domenico Mastrapasqua e Marco Moretti, due degli autori più intriganti ed estremi che il Connettivismo abbia mai espresso?
Un giro per i locali degradati di connessioni e software senziente che s’impadronisce degli avventori poco perspicaci caratterizza questo racconto, lo sperma e le pratiche più estreme della prossima umanità divengono emissioni di un’unicità olografica, per descrivere la parte invisibile del nostro mondo reale e così, cosa c’è di meglio di una surrealtà vissuta attraverso la sessualità per cancellare le differenze gender? Cosa può esserci di più mistico di una tecnologia eccitata e trascendente di sessualità deviata?

Estratto

NON DISPERDERE INVANO IL TUO SEME.
I miei vecchi me l’hanno ripetuto ossessivamente sin da quando ero un bambino. Con il passare del tempo, e in particolare giunto alla tanto agognata pubertà, il perfido assioma, da ossessione è divenuto incubo.
Durante l’adolescenza certi insegnamenti proprio non vogliono andare via, e ti tocca aspettare anni migliori per poter sperare in una concreta redenzione.
Sono indelebili. Sembra una condanna.
Ricordo che in casa avevamo una copia della Bibbia Sessonomica in ogni stanza del nostro piccolo appartamento, eravamo nello Sprawl. Mio padre ne leggeva un passo prima di pranzo, ogni giorno: – Il destino degli uomini è scritto nel seme. La perpetrazione della specie è l’unica via per la salvezza. Moltiplicatevi, e avrete salva la vita. Sprecate il vostro seme, e la vostra anima verrà maledetta per sempre dal volere onnisciente, onnipresente e giusto del Sacro Genoma. Con aggiunta personale: – Se ti becco addosso anche una sola pasticca di logoslime, ti trovo un lavoro in fabbrica e ti taglio gli alimenti! Ora finisci la tua cena e ripensa alle parole del Papa Oscuro.
La famiglia, la scuola e l’ambiente sociale sono stati una rampa di lancio piuttosto difettosa.
Insegnamenti distruttivi da un lato, e per rincarare la dose, atrofia culturale dall’altro: televisione come cestino per i propri desideri sessuali repressi; internet come dispensatore di onnipotenza orgasmica. Le divinità del piccolo schermo sono state capaci di occupare frazioni cinetiche praticamente eterne sulla traballante linea dello spaziotempo. Si sono fissate su superficie neurale, per un’eternità indefinita, per un numero incalcolabile di morti al rallentatore: pausa, riavvolgimento, riproduzione, fino allo sfinimento, assecondando gli slanci di superbia spermatica che fluttuavano e che fluttuano nelle mie gonadi.
Ci sono dei momenti in cui penso di essere nato in un altro luogo, in una landa fatta di solo pensiero e decomposizione neurale.
Per qualche istante, non di più.

Gli autori

Domenico Mastrapasqua ha pubblicato racconti e poesie, oltre che con Kipple Officina Libraria – per la quale ha anche co-curato l’antologia connettivista NeXT-Stream – con gli editori Delos Books, Libro Aperto International Publishing, Diversa Sintonia, Bietti e con la rivista NeXT.
Ha aderito al Connettivismo nel 2005. Ha vinto il Premio Short Kipple 2011 con il racconto Zombie Carpocalypse e attualmente è nella redazione della rivista Verde, sul cui blog, di tanto in tanto, pubblica racconti sotto pseudonimo.

Marco Moretti è nato a Seregno (Mi) nel dicembre del 1966 e ha conseguito la laurea in Fisica Ambientale. Appassionato di letteratura fantascientifica fin dagli anni ’80, a partire dal 2004 ha iniziato a dedicare il suo tempo libero all’attività di blogger e alla composizione di racconti. Ha aderito al Connettivismo nel 2005. Ha pubblicato diversi racconti sulla rivista NeXT, sull’antologia A.F.O. – Avanguardia Futuro Oscuro, nell’antologia Fantastic – Zen 2 (Edizioni Diversa Sintonia, 2011) e per la Kipple Officina Libraria.
Ha pubblicato varie liriche connettiviste sul blog Cybergoth. S’interessa di antropologia e di linguistica. Ha prodotto lavori filologici su un certo numero di lingue antiche e moderne.
È raggiungibile sul web tramite il blog Il filo a piombo delle scienze (perpendiculum.iobloggo.com), in cui sono pubblicati alcuni dei suoi studi. Il suo indirizzo email per contatti è mantikosmikos@gmail.com.

La collana Capsule

Capsule è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai piccoli capolavori del Fantastico e della SF prettamente italiana, contraddistinti dalla rapidità di lettura e dalla qualità unita alla fruibilità, dove il basso costo di copertina rende le proposte editoriali imperdibili.

Domenico Mastrapasqua e Marco Moretti | Robotfetishism
Copertina di Gromovataya

Kipple Officina Libraria
Collana Capsule — Formato ePub e Mobi — Pag. 37 – € 0.95 — ISBN 978-88-98953-71-4

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Recensione: Hai trovato orgasmi nel collettore quantico? | Karashò

Su Karashò è uscita una bella recensione a Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?, antologia di sesso quantico uscita poco tempo fa in cui militano autori del calibro di Ian Watson e Roberto Quaglia, ma anche firme femminili, come Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini; completano il cast Domenico Mastrapasqua e i due curatori, vincitori del Premio Urania, Lukha B. Kremo e Sandro Battisti.

Questa volta, invece, ho vinto l’iniziale scetticismo e mi sono immerso: splendida, sognante lettura. Il connettivismo è cambiato? Tutt’altro. Eppure l’approccio funziona perfettamente quando non deve costruire mondi in cui perdersi o vicende all’interno delle quali calare speculazioni. Qui il connettivismo funziona perché descrive in maniera “connettiva” quella che è una connessione indescrivibile… l’emozione dell’orgasmo e le mille sfaccettature del piacere. E lo fa con approcci ogni volta differenti e diversissime conclusioni per ogni racconto. Con il giusto spazio anche alle riflessioni su temi concreti e tangibili, oltre che etici e teologici.

E così si passa dal candore per una forma curiosissima di “amore per se” di una vecchia conoscenza di questo blog, Francesca Fichera, alle riflessioni sull’universalità di un orgasmo come strumento di produzione di nuovi universi, dalle speculazioni teologiche sul rapporto uomo-“macchina” alle dissertazioni profonde sull’inconscio collettivo… il tutto, mentre si parla di orgasmi e si riesce a farlo senza trombonismi o eccessi di sorta… tra adulti maturi e consapevoli, capaci di stupirsi come bambini delle sensazioni che provano…

Mi ci sono perso dentro, trovando mozzafiato (in negativo e positivo) le emozioni trasmesse e descritte. Chiuso il kindle mi sono chiesto quanto non fosse desiderabile, sopra ogni cosa, trovare il mio orgasmo nel collettore quantico.
Un capolavoro!

Ian Watson e Roberto Quaglia, Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo e Sandro Battisti | Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?

Kipple Officina Libraria
Curatori: Lukha B. Kremo e Sandro Battisti
Prefazione di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja

Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 88 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-63-9
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 91 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-54-7

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Kipple Officina Libraria a StraniMondi

La nostra casa editrice sarà presente alla manifestazione StraniMondi, che si svolgerà alla CasaDeiGiochi a Milano, in via Sant’Uguzzone 8, il 15 e 16 ottobre, per una kermesse letteraria che vedrà protagonisti lettori, autori ed editori strani. Saremo impegnati in un incontro per presentare Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?, l’antologia connettivista di sesso quantico curata dai due Premi Urania e “Kipple_inside” Lukha B. Kremo e Sandro Battisti, con all’interno contributi di autori del calibro di Ian Watson e Roberto Quaglia, Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini, Domenico  Mastrapasqua e i due curatori; vi ricordiamo che la cover è stata realizzata da Ksenja Laginja mentre l’appuntamento è per sabato 15 alle ore 18.00 con Roberto Quaglia, Lukha B. Kremo, Sandro Battisti, Ksenja Laginja.

Vi ricordiamo anche che domenica 16 alle ore 16.00 ci sarà l’incontro col nostro editore Kremo per raccontare il Premio Urania che ha recentemente vinto; presenterà il dibattito il direttore di collana Giuseppe Lippi.

E quindi, ci vediamo tutti lì?

Kipple presenta “Hai trovato orgasmi nel collettore?”, antologia di sesso quantico – Special guest Ian Watson e Roberto Quaglia

Kipple Officina Libraria si conferma casa editrice di avanguardia con questa raccolta di racconti scritta da un nugolo di autori assai particolare: Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?

coverIl tema dei componimenti, raccolti dall’editore di Kipple Lukha B. Kremo e dal Premio Urania 2014 Sandro Battisti, verte sul sesso quantico; ma cos’è? È un miscuglio caotico di suggestioni erotiche, spesso molto spinte da confinare e sconfinare con l’immaginario pornografico; il meccanismo che ha originato l’antologia è stato sovente un gioco escogitato dagli autori, un racconto erotico rivisto in chiave fantastica in cui è stata inserita una qualche componente quantica, intesa nel termine più ampio e personale possibile. Illustrare, a quel punto, le implicazioni sessuali estreme originate dalle interazioni con le dimensioni attigue, caotiche e quantiche, ha significato ridisegnare per ognuno degli autori coinvolti l’immaginario sessuale postumano, operazione mai tentata prima e che fa rivendicare loro il ruolo di sperimentatori assoluti e seminali.
Gli autori presenti sono: Ian Watson e Roberto Quaglia, Emanuela Valentini, Valeria Barbera, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo, Francesca Fichera e Sandro Battisti, autore della prefazione; la copertina è di Ksenja Laginja.

Sinossi

Questa raccolta tratta dell’erotismo, più o meno spinto ma non volgare, del sesso visto con ottica olografica e quantistica non necessariamente limitata alla sfera umana, bensì pregna di un respiro polidimensionale, un possedere e farsi possedere dai codici delle matematiche superiori, dalle sfere di realtà che non ci appartengono e che segnano la nostra libido, immaginazione, libertà dell’immaginario erotico. Illustrare quindi la sessualità nel postumano, l’erotismo alieno, ridisegnando la libido e l’orgasmo a contatto con le energie e gli incontri intrecciati attraverso le dimensioni, è stato l’orizzonte degli eventi di ognuno di ogni autore coinvolto.
Grande merito va a Ian Watson e Roberto Quaglia, che hanno calato il loro asso decisivo con un racconto che misura il postmoderno con le chiavi del piacere trasfigurato, futuribile e connesso. Grande merito va alle autrici coinvolte nel progetto – Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini – senza le quali questo lavoro sarebbe stato uno sterile atto di autoerotismo maschile, senza le quali non avremmo avuto quest’incredibile varietà di visioni dimensionali pari all’enorme vastità di ogni microcosmo femminile. Grande merito va agli altri autori presenti – Sandro Battisti, Lukha B. Kremo, Domenico Mastrapasqua – che hanno scelto di misurarsi con un tema così desiderabile eppure così scomodo. Infine, dai curatori – l’editore di Kipple Lukha B. Kremo e il Premio Urania 2014 Sandro Battisti – un grazie e grande merito anche a Ksenja Laginja, che con la sua copertina ha centrato perfettamente il tema e l’ha reso in modalità grafica.

Estratto

L’unione di un gigolò e un golem… è un gigolem. Lui/Lei può essere maschio, femmina, o entrambi i sessi contemporaneamente (e forse anche altri sessi ancora sconosciuti). A dire il vero, un gigolem può cambiare sesso più volte in un minuto nel caso in cui il suo partner sia insicuro dal punto di vista sessuale; cosa che può essere disorientante o interessante.
Tuttavia, ciò che Jànos cercava a Praga era un gigolem privato di qualità, capace di rimanere femmina un lasso di tempo ragionevole per appagarlo, e viceversa. Ovviamente aveva già scopato numerose volte con gigolem nei bagni pubblici di Budapest, ma era sempre stata una cosa piuttosto impersonale, anche quando rispecchiavano i suoi gusti. A dirla tutta, per le sue disponibilità finanziarie i migliori gigolem di Budapest erano quei geisha-gigolem molto usati dai turisti giapponesi. Tuttavia era un Jànos, non uno Yukio, e desiderava un euro-gigolem tutto per sé.
Viaggiò da Budapest con la Magyar Alom Vasutak, la Ferrovia del Sogno Ungherese. In passato si chiamava Magyar Allam Vasutak, la Ferrovia Statale, ma i passeggeri avevano richiesto un nome più fantasioso – ah, il fascino del viaggio.
La sua amica Silvia era l’autista della locomotiva MAV e lo lasciò sedere in cabina per tenerle compagnia. Andava matta per il cioccolato perché produce endorfine nel cervello, così Jànos ne aveva portate diverse barrette da offrire a Silvia en route. Il percorso era piuttosto semplice, poiché la linea ferroviaria collegava inesorabilmente Vienna a Praga, inevitabilità che avrebbe potuto rivelarsi noiosa. Di conseguenza le endorfine erano d’aiuto – sebbene Silvia allo stesso tempo non avesse la patente per un mezzo banale come l’auto; era unicamente interessata a guidare veicoli che pesassero più di trenta tonnellate.
– Sei sicuro che sarai felice di vivere con lo stesso gigolem per tutta la vita? – gli aveva chiesto quando le aveva spiegato il suo piano. – Io col mio sono contenta, ma le donne tendono a essere fedeli, e tu sei un uomo.
– Lo so. Be’, la scelta è tra un gigolem o una donna molto vecchia – esitò. – O una colostomia.
– Come potrebbe aiutarti una colostomia?
– Servirebbe da vagina sostitutiva in una posizione fissa.
Silvia s’illuminò. – Oh, capisco, intendi una colostomia per lei, non per te.
– Se la donna fosse d’accordo – fece spallucce Janos. – Chiunque essa sia!
– A quante donne lo hai chiesto, della colostomia?
– Ad alcune. Nessuna di loro voleva una tale seccatura.

L’amato del gigolemIan Watson e Roberto Quaglia

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

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Ian Watson e Roberto Quaglia, Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo e Sandro Battisti | Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?

Kipple Officina Libraria
Curatori: Lukha B. Kremo e Sandro Battisti
Prefazione di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 91 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-54-7

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