Archivi tag: Cristina Antonac

Martina Vidaić vince il Premio Ivan Goran Kovačić per la migliore raccolta di poesie del 2019 con “Mehanika peluda”

Una raccolta di poesie integrale e completa che sembra di carattere corale ed è come se fosse composta da una serie di particolari testimonianze di innumerevoli facce, cose, fenomeni. La maggior parte dei titoli della raccolta finisce con i due punti, quindi la poesia che segue dovrebbe essere intesa come una dichiarazione da parte di altri. Strutturalmente ricorda Spoon River Anthology di Edgar Lee Masters, una raccolta lirica di epitaffi personificati. Tuttavia, ha uno stile omogeneo e personale, che con riserva prende in prestito maschere di altri, di diversi, entra in circostanze e situazioni di mezze personalità emarginate, alienate e frustrate dall’anonimato. Dalla posizione che il titolo dichiara, la poetessa riesce ad estrapolare la massima incentivazione e liberare il discorso con straordinaria freschezza e originalità.
L’espressione poetica di Martina Vidaić è caratterizzata da una metaforica pittoresca e una vividezza pungente, riesce ingegnosamente ad amalgamare l’amarezza e la gravità, la crudeltà e la tenerezza, l’intreccio e la chiarezza, l’esuberanza e la sordità. Con una componente di consapevolezza sociale, al confine tra l’effimero e l’attuale, questa poetessa riesce a preservare l’autonomia fondamentale dello spazio poetico, segnare in modo unico motivi stereotipici o convenzionali, dare un marchio di non indifferente partecipazione creativa.

Questa la motivazione per il Premio Ivan Goran Kovačić assegnato a Martina Vidaić, per la miglior raccolta di poesia, L’insopportabile delicatezza della polvere, edita da Kipple Officina Libraria. La redazione si congratula con l’autrice ed è felice di confermare l’alta qualità delle nostre selezioni editoriali, riconosciute anche all’estero.

La quarta

In questo contrasto ricercato fra il tono sottile e il contenuto drammatico delle sue narrazioni, Martina Vidaić gioca il confine fra reale e irreale, tra ciò che appare verosimile per il tono e per la semplicità del racconto, e ciò che per immagini e tragedia si svela essere come assurdo e surreale, quasi impossibile.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Martina Vidaić, L’insopportabile delicatezza della polvere / Nepodnošljiva nježnost praha
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Francesco D’Isa
Traduzione: Cristina Antonac

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 43 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-32179-02-6

Link:

L’insopportabile delicatezza della polvere, di Martina Vidaic – collana Versi Guasti

Kipple Officina Libraria inaugura il 2019 affinando il linguaggio estremo e potente, intriso di meraviglia, della grande Poesia. L’insopportabile delicatezza della polvere (o come recita nella lingua madre croata, Nepodnošljiva nježnost praha) è opera di Martina Vidaić.
La prima caratteristica che si coglie leggendo le poesie della Vidaić, poetessa vincitrice nel 2011 del Premio Goran dedicato ai giovani poeti di lingua croata, è la leggerezza. Il suo verso scorre lieve sulla pagina, le immagini fluiscono l’una dopo l’altra senza stridore, senza astio. È come se l’autrice stesse raccontando davanti a un camino storie e vicende di cui è stata spettatrice o forse, persino, protagonista.
La leggerezza, la “delicatezza”, non è però nel contenuto, non è nell’oggetto del racconto che ha sempre una venatura mortale fra le sue righe, ma nel fluire della parola come fosse un fiume placido di veleno che scende a valle, docile, invitante ma letale. In questo contrasto ricercato fra il tono lieve e il contenuto drammatico delle sue narrazioni, Martina Vidaić gioca il confine fra reale e irreale, tra ciò che appare verosimile per il tono e per la semplicità del racconto, e ciò che per immagini e tragedia si svela essere assurdo e surreale, quasi impossibile.

La magistrale introduzione è del curatore di collana Alex Tonelli, la traduzione è di Cristina Antonac e la copertina è realizzata, con suprema maestria, da Francesco D’Isa.

Dall’introduzione

È sottile la membrana che sta a valico della soglia che Martina Vidaić costruisce nelle sue poesie, talmente sottile che lei l’attraversa in un verso e nell’altro (e forse questo non è un gioco di parole), saltellando poeticamente dal mondo reale a quello irreale per raccontare e descrivere immagini di cui non possiamo più dire a quale piano di realtà appartengano, se lontano e impensabile.
La soglia è dunque ciò che apre, è il limite di un confine percorribile, è un limes poetico costruito per essere attraversato e valicato. La soglia è desiderata, cercata, ma la poetessa – proprio prima di compiere l’ultimo passo che la porterebbe al di là – non nasconde la paura, l’angoscia di attraversare quel confine che conduce da un luogo all’altro, da questo reale a “qualcos’altro”. Questa soglia, che la poetessa brama ma che allo stesso tempo teme, nelle sue poesie sembra comparire in modo diverso: o si svela improvvisa come squarcio inaspettato nel piano condiviso del reale oppure è lì, manifesta, epifania luminosa che acceca la pagina.
La poesia è composta di brandelli, di bocconi di morte, cibo grasso e orrendo che nutre la parola poetica famelica e obesa. Per scrivere serve essere vivi, ma serve anche avere un coltello. Un’arma che ferisce, un’arma che provoca dolore e conduce alla morte. Un oggetto aggressivo di cui la poetessa non svela l’utilizzo; esso è lì, giace sul tavolo di lavoro del poeta, insieme alla penna e alla carta. È il coltello misterioso e quasi metafisico che sarebbe piaciuto a De Chirico.

La quarta

In questo contrasto ricercato fra il tono sottile e il contenuto drammatico delle sue narrazioni, Martina Vidaić gioca il confine fra reale e irreale, tra ciò che appare verosimile per il tono e per la semplicità del racconto, e ciò che per immagini e tragedia si svela essere come assurdo e surreale, quasi impossibile.

L’autrice

Martina Vidaić (1986., Zadar, Croatia) graduated in Croatian language and literature at the University of Zadar. So far she has published three poetry collections: Era gmazova (SKUD IGK, 2011.), Tamni čovjek Birger (VBZ, 2016.) and Mehanika peluda (HDP, 2018.). While it was still a manuscript Era gmazova was awarded with Goran’s price for young poets, the most important Croatian award for poets under thirty. Her second poetry collection Tamni čovjek Birger was the finalist of «Janko Polić Kamov» award, an award by Croatian writers society, for the best and most inovative book of the year. Her poems were also published in the anthology Hrvatska mlada lirika 2014 (Young Croatian lyrics 2014, HDP, 2014., editor M. Pogačar) among eleven other poets under forty and among seventeen other poets in croato-romanian anthology Ritualul omului fericit (18 poeti croati tineri) (Tracus Arte, 2017., editor B.Oblučar). Since 2015. she is one of the Croatian choices for international project Versopolis1, which promotes perspective European poets by translations and participation in several important European poetry festivals. At the moment she is working on her first novel and fourth poetry collection.

La collana VersiGuasti 

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Martina Vidaić, L’insopportabile delicatezza della polvere / Nepodnošljiva nježnost praha
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Francesco D’Isa
Traduzione: Cristina Antonac

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 43 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-32179-02-6

Link: