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Una conversazione con Ray Bradbury: l’intervista integrale

Ray Bradbury, grazie ad opere come Fahrenheit 451 (edito in Italia col titolo Gli anni della fenice) e The Martian Chronicles (Cronache marziane), si è affermato nel tempo come uno dei più grandi autori di fantascienza della storia. Oggi vi presentiamo un’intervista del 2008 con Lawrence Bridges, considerata una delle migliori interviste mai fatte all’autore statunitense, dove si parla soprattutto di scrittura. Buona visione!

I consigli di scrittura di Henry Miller

Henry Miller (1891-1980), con romanzi come Il Tropico del Cancro dai contenuti sessuali espliciti, è stato uno degli autori più controversi del secolo passato. L’autore statunitense riuscì a fondere assieme autobiografia, elementi surrealisti, riflessione filosofica e critica sociale, dando origine a dei capolavori che oggi più che mai continuano a dominare gli scaffali delle librerie. Quelli che seguono sono i suoi consigli per la scrittura, scritti negli anni Trenta, a Parigi. Buona lettura!

1. Lavora a un progetto per volta, finché non lo hai terminato.
2. Non iniziare più altri libri, non aggiungere più altro materiale a Primavera nera.
3. Non essere nervoso. Lavora con calma, gioia, e in maniera risoluta su qualsiasi cosa tu abbia fra le mani.
4. Lavora in base al programma e non allo stato d’animo. Fermati all’orario prestabilito!
5. Quando non riesci a creare, puoi lavorare.
6. Rinsalda qualcosa ogni giorno, piuttosto che aggiungere nuovi fertilizzanti.
7. Sii umano! Fai incontri, visita dei posti, bevi se lo desideri.
8. Non essere una bestia da soma! Lavora solo con piacere.
9. Abbandona il Programma se lo desideri – ma riprendilo il giorno dopo. Concentrati. Focalizzati. Escludi.
10. Dimentica i libri che vuoi scrivere. Pensa solo al libro che stai scrivendo.
11. Sempre e innanzitutto, scrivi. La pittura, la musica, gli amici, il cinema, tutto ciò viene dopo.

Gli altri consigli di scrittura:

60 consigli su come scrivere fantascienza e fantasy secondo Lisa Tuttle

Tratti dal manuale Writing Fantasy and Science Fiction di Lisa Tuttle, autrice di origini americane di successo, e già presentati sul blog Il Sociopatico, quelli che seguono sono 60 consigli su come scrivere racconti e romanzi di genere fantastico, alcuni dei quali potrebbero essere utili agli scrittori in erba (e non solo). In coda all’articolo troverete inoltre una lista di consigli dei più grandi autori del fantastico.

Sempre in ambito di letteratura, vi segnaliamo inoltre l’ormai importante Premio Kipple 2014 per romanziQui troverete il bando! 
Buona lettura!

1. Leggere il genere che si vuole scrivere. E non solo i classici, anche e soprattutto le ultime uscite.
2. Non aspettarsi grandi ricompense economiche.
3. Non è generalmente una buona pratica mischiare in una storia fantasy e fantascienza.
4. Se il genere del tuo libro non rientra nel catalogo di nessun editore, non sbatterci la testa e aspetta, che tanto i trend letterari cambiano ogni dieci minuti.
5. La lunghezza mediamente accettata dal mercato editoriale per un romanzo fantascientifico va dalle 60.000 alle 150.000 parole. Per un romanzo fantasy si va dalle 100.000 alle 300.000.
6. Ciò detto, agli editori non piace pubblicare libri di mille pagine, a meno che non siano “l’ultimo romanzo di…”.
7. Ogni romanzo di una serie deve essere una lettura soddisfacente in sé. Non è necessario che sia autoconclusivo, ma non deve nemmeno sembrare monco.
8. Il sequel non deve dare per scontato ciò che è successo prima, e deve essere approcciabile anche da nuovi lettori.
9. Non c’è niente di male a usare un archetipo di tanto in tanto.
10. Parti dal personale. Scrivi ciò che per te è importante e non ciò che “dovresti” scrivere.
11. Il fantasy/sci-fi di successo è famigliare a sufficienza dal non deludere le aspettative del pubblico, e innovativo a sufficienza da risultare sorprendente.
12. Annotare idee, curiosità, citazioni può essere utile per trovare spunti da cui far nascere una storia.
13. Leggi di tutto, anche al di fuori dal genere che scrivi, anche non fiction, inclusi articoli di giornali e di riviste.
14. Scrivi tutti i giorni.
15. È utile avere sempre un work in progress.
16. Scrivi anche delle schifezze, per esercitarti.
17. Un’idea brillante non sostituisce uno stile scadente o una trama debole.
18. Non c’è bisogno di spiegare perché l’ambientazione di una storia è strutturata in un certo modo, fintanto che è credibile.
19. Fare ricerca prima di scrivere ha il beneficio di arricchire le idee che già si hanno e di crearne di nuove.
20. Non è consigliabile includere mappe, appendici e glossari quando si invia il manoscritto a un agente o editore.
21. L’autore deve conoscere nel dettaglio il mondo in cui è ambientata la sua storia, il lettore non per forza.
22. La descrizione va integrata nell’azione.
23. Pochi vividi dettagli a volte sono meglio di lunghe ed elaborate descrizioni.
24. Con POV a focalizzazione interna, inserire dettagli sull’ambientazione senza fornirne una spiegazione può risultare affascinante.
25. A volte, raccontare è meglio di mostrare.
26. È necessaria almeno un po’ di pianificazione prima di mettersi a scrivere.
27. L’attenzione del lettore va catturata dalla prima pagina, e a volte un sussurro è più efficace di un grido.
28. Le complicazioni della trama dovrebbero risultare dalle azioni dei personaggi, non da coincidenze.
29. L’onestà con il lettore prima di tutto, anche nel plot. Un elemento importante per la storia deve essere consistente con l’ambientazione, non saltare fuori dal niente.
30. Evitare come la pesta un plot che si complica perché il protagonista agisce da idiota.
31. Il tema di una storia deriva dalla storia stessa, non viceversa.
32. Il lieto fine piace sia al pubblico che agli editori.
33. Evitare, se possibile, la risoluzione tramite deus ex machina. Oppure usarla con cautela, e sempre avendo cura di essere onesti col lettore.
34. Evitare di narrare usando la seconda persona. La cara vecchia narrazione in prima o terza persona è preferibile.
35. La prima persona è piuttosto indicata per mantenere una storia ambigua.
36. Ci vuole una storia piuttosto forte per sostenere un narratore esterno non onnisciente, perché è difficile per il lettore entrare in sintonia con personaggi di cui conosce le azioni ma non i pensieri.
37. Anche se il narratore onnisciente consente di farlo, cambiare il POV è da evitare all’interno di un singolo paragrafo o scena.
38. Segnalare sempre quando il POV cambia (di solito con un’interruzione del testo o un nuovo capitolo).
39. Passare dalla terza alla prima persona quando il POV è lo stesso è da evitare, a meno che non ci sia una ragione ben precisa.
40. I dialoghi devono suonare naturali, ma non devono essere una copia di come parla la gente nella vita quotidiana.
41. Leggere i nomi alieni o fantasy di personaggi/luoghi ad alta voce per accertarsi che non suonino ridicoli.
42. Basare i propri nomi su un particolare linguaggio aumenta il livello di consistenza dell’ambientazione.
43. Gli apostrofi non sono decorativi. Nei nomi vanno usati se e dove servono.
44. Non c’è niente di male se il proprio stile richiama quello di un altro autore.
45. Prima stesura. Seconda stesura. Terza stesura. Inframmezzate da letture attente e critiche.
46. La revisione fatta al computer può imprigionare il testo, spingendo l’autore a cambiare solo poche cose anziché operare modifiche sostanziali.
47. Il foreshadowing aggiunge qualcosa in più a un’opera di fiction.
48. I suggerimenti dell’editor sono preziosi, ma non vanno sempre osservati religiosamente.
49. A un certo punto la storia è finita. Cinquemila revisioni non hanno senso.
50. L’unico modo per diventare scrittori migliori è scrivere con costanza e portare a termine quello che si comincia.
51. Il racconto breve è una storia di meno di 7500 parole, la novelletta conta dalle 7500 alle 17.500 parole, e la novella dalle 17.500 alle 40.000. Oltre le 40.000 è un romanzo, sotto le 1000 si chiama “short-short”.
52. Gran parte degli “scioccanti finali a sorpresa” ormai non è più né scioccante né a sorpresa.
53. Leggere antologie multiautore di ultima uscita per tenere d’occhio il livello della concorrenza e i trend del mercato editoriale.
54. Ai curatori di riviste USA piace la fantascienza, nella fattispecie l’hard sci-fi.
55. Negli USA è davvero possibile farsi le ossa (e guadagnare qualcosina) scrivendo racconti per magazine e riviste. Se poi il racconto è pubblicato da una rivista di pregio (ad esempio il New Yorker), i guadagni sono anche significativi.
56. Scrivere è un atto di comunicazioni. Una prima lettura da parte di un estraneo è tanto importante quanto la scrittura stessa.
57. Il beta reader ideale è preparato, critico e simpatetico quanto basta per giudicare l’opera e non l’autore.
58. È sempre una buona idea andare alle convention o alle fiere letterarie. E socializzare.
59. A parecchi editori piacciono le lettere di accompagnamento, ma solo se sono semplici e succinte.
60. Quando si quota materiale coperto da copyright è sempre necessario citare la fonte, ed è consigliabile avvisare l’autore e/o l’editore del materiale quotato.
Curiosità bonus: lo sapevate da cosa deriva la funzione copia-incolla del word processor? Quando ancora gli scrittori battevano a macchina, in fase di seconda stesura, anziché riscrivere enormi tronconi di testo con le opportune revisioni, tagliavano e incollavano (con forbici e colla) il loro dattiloscritto eliminando il testo superfluo.

Gli altri consigli di scrittura:

I consigli di scrittura di 9 grandissimi autori

Raccolti originariamente dal quotidiano britannico di prestigio The Guardian in un articolo intitolato Rules for Writers, poi ripreso da My Social Web, quelli che seguono sono nove consigli di scrittura che ci vengono direttamente dalle penne di altrettanti grandissimi autori, fra cui appare anche il nome di Margaret Atwood, grandissima scrittrice di fantascienza. Chi non si accontenta, in coda al post troverà anche una lista di scrittori con i loro consigli su come scrivere meglio.
Sempre in ambito di letteratura, vi segnaliamo inoltre l’ormai importante Premio Kipple 2014 per romanziQui troverete il bando!

Buona lettura!
  • Non impantanarti nelle descrizioni – Evita di entrare nel dettaglio quando descrivi luoghi o cose, a meno che non desideri portare il flusso della storia a un punto morto (Elmore Leonard).
  • Alta voce – Hai finito la prima stesura di un lavoro? Leggilo ad alta voce e fai attenzione al risultato (Michael Morpurgo).
  • Esplora ciò che ami – Dimentica la regola “scrivi ciò che sai”. Cerca una zona sconosciuta dell’esperienza che può migliorare la comprensione del mondo. E affrontala (Rose Tremain).
  • Less is more – Taglia quello che non serve. A volte inizi il secondo capitolo di un libro e pensi: “è qui che dovrebbe iniziare”. Una quantità enorme di informazioni può essere riassunta attraverso un piccolo dettaglio (Sarah Waters).
  • Leggere come un nemico – Prova a leggere il tuo lavoro come un estraneo o, meglio ancora, come un nemico (Zadie Smith).
  • Questione di memoria – Porta sempre con te un notebook. La memoria a breve termine conserva le informazioni solo per tre minuti, per questo hai bisogno di un aiuto per fissare le idee (Will Self).
  • Il libro che ami – Scrivi il libro che desideri leggere. Se non lo vuoi leggere tu, perché dovrebbe farlo un altro individuo? (Hilary Mantel).
  • Ci sei anche tu – Dedica un paio di minuto al giorno alla tua biografia – “Divide il suo tempo tra Kabul e Terra del Fuoco”, bello vero? – ma poi torna a lavorare (Roddy Doyle).
  • Tieni duro – Se ti sei perso nella trama, se hai incontrato il blocco dello scrittore, ritorna al punto in cui le cose sono andate male. Poi prendi un’altra strada. Cambia una persona. Modifica il tempo. Cambia l’apertura (Margaret Atwood).

Gli altri consigli di scrittura:

I 10 divertentissimi consigli per scrivere bene di Margaret Atwood

Margaret Atwood, vincitrice del premio Arthur C. Clarke, è fra le scrittrici di fantascienza più prolifiche e impegnate del panorama della narrativa fantastica. I suoi romanzi contengono spesso temi ambientalisti e femministi. Oggi vi presentiamo i suoi 10 consigli per scrivere meglio. Buona lettura!

1. Porta una matita per scrivere in aereo. Le penne perdono inchiostro, ma se la matita si rompe, non puoi temperarla in volo perché non puoi portare coltelli. Quindi: porta due matite. 
2. Se entrambe le matite si rompono, puoi dargli una sommaria temperata con una limetta per le unghie di metallo o di vetro. 
3 Porta qualcosa su cui scrivere. La carta va bene. In situazioni di emergenza un pezzo di legno o il tuo braccio andranno bene lo stesso.
4. Se usi un computer, salva sempre per precauzione su una memoria esterna. 
5 Fai esercizi per la schiena. Il dolore è fonte di distrazione.
6. Mantieni l’attenzione del lettore (è più probabile che funzioni se riesci a mantenere la tua). Non sapendo chi sia il lettore, sarà come colpire un pesce al buio con una fionda. Quello che affascina A annoierà a morte B. 
7. Probabilmente avrai bisogno di un dizionario dei sinonimi, di una grammatica di base e di una dose di realtà. Quest’ultima cosa significa: non si mangia gratis. Scrivere è un lavoro. È anche una scommessa. Non avrai una pensione. Gli altri ti possono aiutare un po’, ma essenzialmente te la devi cavare da solo. Nessuno ti obbliga a farlo: tu l’hai scelto, quindi non lamentarti. 
8. Non sarai mai in grado di leggere il tuo libro con l’innocente trepidazione che avresti leggendo la prima deliziosa pagina di un libro nuovo, perché l’hai scritto tu. Sei stato dietro le quinte. Hai visto come venivano infilati i conigli nel cappello. Quindi chiedi a un amico lettore o due di dargli un’occhiata prima di darlo a qualcuno dell’ambiente editoriale. Questo amico non dovrebbe essere qualcuno con cui hai una storia, a meno che tu non voglia troncarla. 
9. Non sederti in mezzo ai boschi. Se ti sei perso nella trama o ti sei bloccato, torna sui tuoi passi finché non hai trovato l’errore. Poi prendi l’altra strada. E/o cambia voce narrante. Cambia i tempi verbali. Cambia la pagina iniziale. 
10. La preghiera potrebbe funzionare. O la lettura di qualcos’altro. O una costante visualizzazione del Santo Graal che è la versione finita e pubblicata del tuo splendido libro. 

Gli altri consigli di scrittura:

I 40 (divertentissimi) consigli di scrittura di Umberto Eco

Dopo avervi illustrato i consigli di scrittura di molti dei più importanti autori del fantastico (se siete curiosi potete consultare la lista in coda al post), oggi tocca a Umberto Eco, scrittore e filosofo italiano che di certo non necessita di presentazioni. Le seguenti 40 regole, sature di ironia, sono tratte da “La bustina di Minerva”, una rubrica dell’autore pubblicata sull’ultima pagina de “l’Espresso”.
Rimanendo in tema di scrittura, vi ricordiamo inoltre che siete ancora in tempo per partecipare al Premio Short-Kipple 2014. Per consultare il bando, basta che clicchiate qui.

Buona lettura!

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
4. Esprimiti siccome ti nutri.
5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
9. Non generalizzare mai.
10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
12. I paragoni sono come le frasi fatte.
13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
14. Solo gli stronzi usano parole volgari.
15. Sii sempre più o meno specifico.
16. La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive.
17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
19. Metti, le virgole, al posto giusto.
20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.
22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?
24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.
33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
34. Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.
35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competente cognitive del destinatario.
39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
40. Una frase compiuta deve avere.
Le altre regole di scrittura: