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Chuck Palahniuk chiede l’aiuto dei fan per realizzare il film di Ninna nanna

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Chuck Palahniuk, uno degli autori più controversi del panorama della letteratura contemporanea, vorrebbe realizzare una terza pellicola tratta da uno dei suoi romanzi. Stiamo parlando nello specifico di Ninna nanna, che insieme a Fight Club e Soffocare, è considerato uno dei migliori romanzi dell’autore americano. Per farlo, Palahniuk ha avviato una campagna di raccolta fondi su Kickstarter. Palahniuk si è prefissato infatti di raggiungere la cifra di $ 250,000, una cifra alquanto modesta per la realizzazione di un film (cifra fra l’altro già ampiamente superata). Per visitare la pagina Kickstarter basta cliccare qui.

 

Fight Club 2: tutti i dettagli del graphic novel

Come molti già sapranno (e come avevamo già segnalato sul blog di Kipple) il secondo capitolo del celeberrimo romanzo di Chuck Palahniuk Fight Club sarà un graphic novel. La Dark Horse Comics ha però rilasciato recentemente delle informazioni riguardanti il progetto che faranno di sicuro piacere ai tanti fan del controverso autore statunitense. Fight Club 2 consisterà di una maxiserie di ben 10 episodi. La storia, che riprenderà dieci anni dopo gli eventi del primo romanzo, vedrà il protagonista, ora sposato con Marla, nelle vesti del papà. Si scopriranno inoltre le vere origini di Tyler, che forse ha accompagnato non solo l’evoluzione del personaggio principale, ma anche quella dell’intero genere umano. Scritto da Palahniuk e illustrato da Cameron Steward, vincitore dell’Eisner Award, l’atteso primo volume arriverà in libreria – se non altro negli States – l’8 aprile 2015.

Rabbia di Chuck Palahniuk diventerà un film con James Franco

Fra le pagine virtuali di questo blog abbiamo parlato più volte di Rabbia, il romanzo fantascientifico di Chuck Palahniuk. Arriva in questi giorni la notizia che il libro, il cui titolo intero è Rabbia: Una biografia orale di Buster Casey, diventerà anch’esso un film, così com’è già successo con Fight Club e Soffocare. Lo stesso Palahniuk ha confermato la notizia

“Ieri sera abbiamo finalizzato un accordo con James Franco per il film sul mio romanzo, “Rabbia”. Dettagli sul casting, shooting e una data di uscita proposta saranno notizie imminenti. Evviva. Dopo l’opportunità di lavorare con Brad Pitt, Edward Norton e Sam Rockwell, non riesco a immaginare qualcosa di più eccitante di poter lavorare con un attore come Franco.”

Il progetto conivolgerà direttamente James Franco anche se non è ancora chiaro al momento se in veste di attore o regista.

 

Chuck Palahniuk torna alla fantascienza!

Già in passato abbiamo parlato della prima incursione nella fantascienza del controverso autore statunitense Chuck Palahniuk – divenuto famoso per il suo best seller Fight Club, trasformato da David Fincher nell’omonino film di successo – con il suo romanzo Rabbia (Rant). 
Secondo un recente post pubblicato sul sito ufficiale, Palahniuk sembrerebbe deciso a trasformare Rabbia in una trilogia. Intenzione questa che fra l’altro espresse già in occasione della pubblicazione del primo libro. Ma, stando alle recenti affermazioni dello stesso autore originario di Washington, la prima stesura del seguito di Rabbia sarebbe già pronta.
Rabbia adoperò la forma della “biografia orale”. Per quanto riguarda il secondo libro, Palahniuk non avrebbe ancora deciso invece che tecnica stilistica adottare. Non rimane che attendere fiduciosi, sperando in un romanzo di fantascienza che sia all’altezza del primo.
Altri post Kipple su Chuck Palahniuk:

I 7 consigli di Stephen King per scrivere meglio

Dopo le regole di Chuck Palahniuk, Joe Lansdale e Kurt Vonnegut, oggi vi presentiamo sette consigli di Stephen King tratti dal suo ormai famoso manuale di scrittura On writing: autobiografia di un mestiere, dove il Re dell’horror spiega ai fan come migliorare le proprie abilità di scrittori. Apparsi dapprima su The Positivity Blog e tradotti poi da My Social Web, questi sette consigli potrebbero essere utili a chiunque decidesse di provare a pubblicare un suo scritto.


1. Arriva al punto

Non perdere tempo, non annoiare il tuo lettore con introduzioni infinite e aneddoti sulla tua vita. Cerca di ridurre le parole inutili. Cerca di arrivare al punto prima che il lettore perda la pazienza.


2. Scrivi, poi fermati

Lascia riposare i tuoi lavori nel cassetto. Per quanto tempo? Dipende. Stephen King archivia le bozze per diversi mesi prima della rilettura e dell’editing.

3. Elimina il testo inutile

La rilettura è il momento giusto per rimuovere le frasi e le parole superflue, per dare chiarezza al messaggio. E affilarne l’emotività.

4. Sii credibile

I personaggi di Stephen King sono credibili perché hanno lati buoni e cattivi. Perché hanno difetti, passioni, paure, debolezze. Questo meccanismo crea un forte legame con il lettore che si affeziona ai protagonisti dei suoi romanzi.

5. Ascolta (ma non troppo) i giudizi

Un libro, un articolo, un post sul blog: cosa hanno in comune? Il feedback esterno. Stephen King riceve una quantità infinita di commenti, lettere, recensioni, critiche letterarie. Non sempre i toni sono positivi, ma non per questo mette un punto alla sua carriera.

6. Leggi molto

Leggere vuol dire imparare. E ogni scrittore che si rispetti deve leggere molto per trovare nuovi input, per ampliare gli orizzonti, per approfondire la conoscenza e mescolarla con nuove influenze.

7. Scrivi molto

Ultimo consiglio, il più importante: devi scrivere di più. È un’osservazione ovvia che diventa insidiosa quando non hai voglia di scrivere. L’ispirazione non arriva a comando.

Kipple intervista Dario Tonani!

Ciao Dario! È un vero piacere, anzi un onore, poterti ospitare sul blog di Kipple. Di certo non hai bisogno di presentazioni. Sono tanti i tuoi successi letterari: da “Infect@” al recente “Mondo9”. Vorrei iniziare l’intervista con una domanda che riguarda le tue opere. Ci sono dei temi che hanno caratterizzato alcuni autori più di altri. Tanto per fare un esempio, nel caso di Philip K. Dick uno dei suoi temi principali era la natura della realtà. Quali sono i temi prevalenti che emergono invece dalle tue storie?
Grazie a voi dell’invito, è un piacere. Parti subito con i calibri grossi, eh Roberto. Riferendomi strettamente alla fantascienza, direi che uno dei miei temi ricorrenti è senza dubbio quello dell’ibridazione uomo/macchina. Per dirla con un termine che su queste frequenze usate spesso, il mio è però un post-umanesimo molto “tossico”, nulla a che vedere con l’equilibrio armonico tra silicio e neuroni che tanto cyberpunk ha preconizzato. Un altro tema? La deriva della tecnologia; il suo uso malato, distorto, invalidante.
Lo sappiamo un po’ tutti: la fantascienza non è un genere sempre apprezzatissimo dalla critica. Eppure ci sono stati grandi autori, alcuni anche del tutto estranei al genere, che hanno trovato nella fantascienza il giusto canale per trasmettere la loro idea. Mi viene in mente ad esempio “Rabbia” del controverso Chuck Palahniuk di cui abbiamo già parlato in questo blog. Ma anche classici intramontabili come “1984” di George Orwell. Nonostante tutto, anche grazie all’apporto di questi grandi autori, la fantascienza sembra resistere. Se dovessi fare una tua prognosi sul futuro del genere, sia a livello nazionale che internazionale, quale sarebbe?
La fantascienza ha smesso di essere un genere “popolare” nel momento stesso in cui la coda del domani s’è insinuata nel nostro presente. Cito sempre il caso degli autori cyberpunk che si sono allontanati dal genere, decretando la fine del movimento, quando hanno percepito che le loro speculazioni erano diventate pane quotidiano. Oggi siamo letteralmente immersi nella fantascienza – cinema, tv, videogame, pubblicità, gingilli elettronici – e l’ultima cosa di cui si sente il bisogno è che qualcuno ci racconti il domani con un testo scritto, con una logica sequenziale, parola dopo parola. La fantascienza è diventata essenzialmente visuale, un’orgia dei sensi. E anche i grandissimi autori che hai citato – adoro anch’io Chuck Palahniuk – possono davvero poco di fronte al modo di “fruire” del domani che hanno soprattutto le nuove generazioni. Ma non vedo tutto nero per la science fiction: la mia ricetta si chiama, ancora una volta, “ibridazione”, “contaminazione”, “crossover” tra generi attigui.
Il rapporto fra tecnologia e letteratura sembra farsi sempre più stretto. Alcuni sono contenti di questo, altri sembrano mostrare una certa diffidenza. Qual è la tua opinione per quanto riguarda le nuove opportunità che la tecnologia offre al mondo della letteratura, ad esempio con gli ebook?
Con me sfondate una porta aperta, sono un entusiasta degli ebook. Come lettore e come autore. Il futuro è lì, che lo si voglia riconoscere o meno.
Quali autori (non solo di fantascienza) sono riusciti a ispirarti maggiormente?
Cinque nomi, ok? Philip K. Dick, James Ballard e Richard K. Morgan nella fantascienza. Cormac McCarthy e appunto Chuck Palahniuk, fuori dell’alveo SF.
Negli ultimi anni hai pubblicato diversi romanzi, novelette e racconti. Un nuovo lettore desidererebbe iniziare a leggerti. Da quale tua opera gli consiglieresti di cominciare?
Bella domanda, non ci ho mai pensato. Ti confesso una piccola curiosità: quando, su Urania, pubblicai il mio “Infect@”, che anch’io considero una sorta di battesimo del fuoco nella narrativa lunga (anche se tecnicamente avevo pubblicato un altro romanzo prima), furono in tanti a dirmi che non sembrava affatto un’opera prima; che assomigliava più a qualcosa di “secondo” o di “terzo”. Beh, si dovrebbe consigliare il primo libro scritto, no? Sono un po’ spaesato a questa domanda. Direi l’ultimo, “Mondo9”…
Mondo9 è un pianeta desertico, infetto, letale, una sconfinata distesa di sabbie velenose punteggiata di agglomerati urbani fatti di ingranaggi, ruote dentate e pulegge.” Così sul tuo sito viene descritto il mondo da te creato nel tuo recente romanzo. Una descrizione pregna di sense of wonder,qualità essenziale che anima tutta la fantascienza di qualità. Da dove nasce l’idea di “Mondo9”?
Come tutte le idee, anche “Mondo9” è il frutto di incroci e di uno strano concorso di circostanze: illuminazioni assolutamente estemporanee, sensibilità del momento, letture, bicchieri che si rompono… La paura di perdere un dito nella portiera di una macchina. Sto scherzando, ma un po’ è così: la pianta cresce in altezza e invecchia, e il seme non lo riconosci più…
Sappiamo che, dopo tutto il successo meritato che sta avendo “Mondo9”, ci sarà un seguito. Sono sicuro che i tuoi fan muoiono dalla voglia di saperne di più. Cosa puoi anticiparci? Qualche altro progetto all’orizzonte?
Di “Mondo9-2.0” dirò solo che si svilupperà con le modalità del primo volume: storie singole che usciranno dapprima in ebook e saranno poi raccolte (assieme a diverso materiale inedito) in un fix-up che uscirà su carta nel 2014. Il primo capitolo del nuovo corso sarà molto più lungo dei precedenti, un romanzo breve. Altri progetti? Parecchi: brevi, lunghi, seriali, e anche piuttosto diversi l’uno dall’altro.
Ti vorrei ringraziare molto, Dario, a nome di tutta Kipple, per l’intervista. Ti faccio un grossissimo in bocca al lupo per il seguito di “Mondo9” e spero di poterti presto ospitare di nuovo qui.
Crepi il lupo, Roberto. E grazie agli amici di Kipple per l’apprezzatissima ospitalità. Stay tuned allora!
Segrate (MI), 19 maggio 2013

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