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The Wicked Gift: il nuovo trailer ufficiale

The Wicked Gift, uno dei film più attesi nel scenario della cinematografia italiana, ha ora una data di sbarco nei cinema: il 6 dicembre. Questo horror/thriller segna l’approdo del giovane regista Roberto D’Antona al grande schermo, dopo il successo ottenuto dalla serie Tv “The Reaping” che ha raccolto diversi consensi e premi in tutto il mondo. Si tratta di un progetto ambizioso, co-prodotto e distribuito da Movie Planet, che promette di sorprendere il pubblico. Seguono trama e trailer:

“Ethan è un giovane designer, timido e piuttosto riservato che da anni è afflitto da insonnia a causa di terribili incubi. Decide di andare in terapia per risolvere il suo problema pensando di avere disturbi della personalità, ma sarà grazie all’aiuto del suo migliore amico e di una Medium che affronterà il lungo viaggio che lo condurrà alla consapevolezza che i suoi incubi nascondono qualcosa di molto più oscuro di quanto potesse immaginare.”

 

The Wicked Gift, L/D Production ed essere attrici in Italia: intervista ad Annamaria Lorusso

Ciao Annamaria, benvenuta fra le pagine virtuali di Kipple! Per chi non ti conoscesse ancora, ti andrebbe di introdurti parlandoci un po’ della tua carriera di attrice/produttrice?

Fin da piccola ho sempre amato il mondo dello spettacolo nelle sue varie sfumature partecipando a concorsi canori e piccoli spettacoli. Mi entusiasmava interpretare ruoli e vedere la reazione della gente alla fine di ogni spettacolo e con gli occhi di una bambina ogni cosa si colora inevitabilmente di magia. Poi ho frequentato diversi corsi di dizione, regia e scenografia che mi hanno permesso di conoscere in modo più approfondito e da un punto di vista tecnico il mondo cinematografico nella sua complessità. Grazie al teatro ho cominciato a mettere in opera quanto imparato, per poi passare al settore cinematografico non solo come attrice ma anche come produttrice.

Insieme a Roberto D’Antona hai fondato L/D Production. Come nasce l’idea e quali sono gli obiettivi di questa casa di produzione?

Con Roberto è nato un sodalizio molto solido, ci accomunano le stesse idee e perseguiamo gli stessi obiettivi. Dopo aver lavorato insieme in diversi prodotti, abbiamo deciso di unire le forze ed essere riconoscibili con il nome L/D Production, Lorusso/D’Antona appunto, per affrontare prima la produzione della serie TV The Reaping e successivamente del thriller/horror The Wicked Gift. L’obiettivo principale è naturalmente avere grande rilievo nel mondo del cinema con estrema professionalità ed affidabilità.

A fine giugno 2017 c’è stata l’anteprima de The Wicked Gift, che ha riscosso grande successo. Ci parleresti un po’ del film?

L’anteprima de The Wicked Gift è un giorno che porterò sempre nel cuore per le emozioni che mi ha regalato non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano per la sensazione di forte compattezza con tutto il gruppo di lavoro. E’ proprio vero che l’unione fa la forza. Quanto al film posso asserire che in esso si alternano momenti di simpatia, ironia, dramma, inquietudine, paura a momenti di semplice quotidianità con dialoghi mai scontati, ma che descrivono perfettamente la natura dei personaggi e con un finale a sorpresa. La fotografia e la scelta delle locations sono state curate al fine di dare quel senso di inquietudine, di schiacciamento dato dall’impossibilità di controllare determinate situazioni. E’ un thriller/horror di grande effetto e decisamente originale sotto certi aspetti.

Com’è stato indossare i panni di Ada in The Wicked Gift?

Ada è stato il personaggio più difficile che io abbia interpretato finora, non solo per la complessità dei dialoghi, ma anche delle sfumature che il personaggio possiede fin nei suoi più semplici gesti. Per la prima volta è stato come vivere in un’altra dimensione, non ho avuto la percezione della realtà attorno a me e sono stata Ada, semplicemente Ada, staccandomi dal mio quotidiano, dal mio essere Annamaria. Non è stato semplice, ma se non avessi fatto questo, seguendo alla lettera le indicazioni di Roberto, il personaggio sarebbe stato uguale e piatto nel suo percorso e purtroppo non posso approfondire oltre altrimenti dovrei raccontarvi cosa accade.

Tre aggettivi per descrivere The Wicked Gift.

Claustrofobico, inquietante, sorprendente

Qual è il momento che definiresti il più intenso della tua carriera fino ad oggi e perché?

Il più intenso della mia carriera è proprio quello che sto vivendo, questo passaggio al grande schermo è davvero entusiasmante. Aver ricevuto delle critiche positive da nomi importanti in diverse recensioni e non solo, è una grande soddisfazione e gioia per me e per questo devo ringraziare anche Roberto che mi ha guidata con grande accuratezza nelle varie sfumature del personaggio di Ada in The Wicked Gift.

Quali sono le difficoltà maggiori con cui deve scontrarsi chi come te intraprende questo cammino artistico?

Il maggiore ostacolo sta nel non crederci fino in fondo in primis e poi ovviamente è essenziale trovare le giuste collaborazioni che non ti facciano perdere tempo senza portare a nulla. Non meno importante è lo scontrarsi col giudizio del pubblico sempre più severo e talvolta poco costruttivo e, pertanto, è necessario avere un certo carattere che non ceda dinanzi alle possibili difficoltà di varia natura.

Come vedi il futuro del cinema indipendente horror in Italia?

Non saprei rispondere con esattezza, ma sembra che qualcosa stia cambiando e che si stia facendo una netta distinzione tra prodotti amatoriali che “fanno paura” e prodotti indipendenti horror. Mi auguro davvero che venga dato sempre più spazio a prodotti dalla netta impronta professionale e di qualità, curati nei minimi dettagli.

Prima di lasciarci, ci forniresti i link necessari a seguire le tue attività, magari anticipandoci anche qualcosa sui tuoi progetti futuri?

Roberto sta lavorando alla sceneggiatura di un nuovo thriller, ma non posso dire altro per ora, se non che verrà prodotto dalla L/D e che faremo in modo che sorprenda e non annoi lo spettatore. Vi ringrazio per questa intervista e per avermi dato la possibiltà di parlare un po’ di me e ringrazio anche coloro che leggeranno e mi seguiranno. Per seguire me e ciò a cui sto lavorando :

FACEBOOK: https://www.facebook.com/annamarialorussoofficialpage

INSTAGRAM: http://instagram.com/p/tKYqPXs5qX/

IMDB: http://www.imdb.com/name/nm6286947/

WEBSITE: http://www.annamarialorusso.weebly.com

L/D PRODUCTION FACEBOOK: https://www.facebook.com/LDProductionCompany/

THE WICKED GIFT WEBSITE: http://www.thewickedgift-movie.com

THE WICKED GIFT FACEBOOK: https://www.facebook.com/TheWickedGift

Segue il trailer de The Wicked Gift

 

The Wicked Gift: il primo trailer dell’attesissimo film di Roberto D’Antona

The Wicked Gift, l’attesissima pellica che segna il debutto cinematografico del pluripremiato attore/regista indipendente italiano emergente Roberto D’Antona, arriverà presto nelle sale italiane. Nell’attesa, è possibile guardare il primo trailer che vi proponiamo in coda al post, un trailer pieno di tensione, adrenalina e che non mancherà di regalarvi qualche brivido.

Sinossi
Ethan è un giovane designer, timido e piuttosto riservato che da anni è afflitto da insonnia a causa di terribili incubi. Decide di andare in terapia per risolvere il suo problema pensando di avere disturbi della personalità, ma sarà grazie all’aiuto del suo migliore amico e di una Medium che affronterà il lungo viaggio che lo condurrà alla consapevolezza che i suoi incubi nascondono
qualcosa di molto più oscuro di quanto potesse immaginare.

Cast
Ad interpretare i quattro protagonisti, Roberto D’Antona, Annamaria Lorusso, Francesco Emulo e Kateryna Korchynska. Nel cast, che proviene tutto dai circuiti internazionali indipendenti, anche Alice Viganò, David White, Mirko D’Antona, Andrea Milan, e Michael Segal.

The Reaping, la serie Tv indie italiana distribuita in tutto il mondo: ecco come guardarla online

The Reaping, la serie indie italiana che sta ottenendo un successo incredibile anche all’estero, creata da Roberto D’Antona e prodotta dallo stesso D’Antona insieme ad Annamaria Lorusso, è ora disponibile online su Amazon. Basta che clicchiate qui per raggiungere la pagina Amazon Prime dedicata alla serie. Chi volesse saperne di più, può anche leggere l’intervista che Kipple ha fatto al regista/attore Roberto D’Antona e all’attore Mirko Giacchetti cliccando qui. Segue il trailer.

The Reaping. Creare una serie TV in Italia: intervista al regista Roberto D’Antona e all’attore Mirko Giacchetti

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Roberto D’Antonia (nella foto a sinistra) e Mirko Giacchetti (a destra)

Oggi diamo il benvenuto al regista Roberto D’Antona e Mirko Giacchetti, già in passato ospite di Kipple Officina Libraria, per parlare della nuova serie The Reaping. Prima di tutto, benvenuti nel nostro spazio virtuale. Vi andrebbe di iniziare presentandovi?

RD: Ciao a tutti, sono Roberto D’Antona, un giovane artista che fin da piccolo ha sempre desiderato vestire i panni di Jack Burton, ma che si sarebbe accontentato di vestire quelli di Batman o qualsiasi altro personaggio interpretato da Jim Carrey. Crescendo, ho capito che la mia vita dipende dal cinema e così una passione si è trasformata in una vera e propria carriera.

MG:  Mirko Giacchetti è qualcuno che esiste da qualche parte in qualche tempo. Non è (troppo) dissimile dagli altri esseri umani e, per tutto il resto, è un soggetto poco interessante che ha la mania di scrivere.

Di cosa parla The Reaping?

RD: The Reaping è una serie ispirata a fatti realmente accaduti, racconta di un piccolo borgo che sta per perdere per sempre la sua tranquillità. Attraverso una serie di coincidenze, atti violenti e corruzione verranno svelate realtà inaspettate e la vita di nove personaggi si intreccerà attraverso evoluzioni improvvise e inattese; l’unica certezza è che nulla di ciò che apparteneva loro, le loro sicurezze e la loro quotidianità rimarrà tale.

MG: Dopo la semina c’è sempre la raccolta, dopo la rabbia c’è Sam – il protagonista principale, il bravissimo Roberto D’Antona – che mette a soqquadro la sua esistenza e raccoglie i frutti delle sue azioni. Potevo essere più vago ma dovevo pur dire qualcosa, no?

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Come nasce il progetto?

RD: Un pomeriggio qualunque, mentre facevo una passeggiata in riva ad un fiume, immaginai una delle scene chiave della serie. Quella visione fu talmente chiara che decisi che la serie si sarebbe dovuta aprire proprio con quella immagine. Corsi a casa e in tre giorni scrissi il trattamento di tutta la storia, nella settimana successiva scrissi la prima stesura del pilota, poi chiamai il mio socio Annamaria Lorusso e le proposi la serie. Anna non ci pensò due volte, ne rimase affascinata e abbiamo così deciso di dar vita a questa ambiziosa serie.

MG: Dalla bravura e la mente effervescente di Roberto e la grandissima capacità artistica di Annamaria Lorusso.

Quali sono state le difficoltà maggiori che si sono dovute affrontare nella realizzazione della serie?

RD: Sicuramente la gestione del budget. Essendo una serie auto-prodotta con un budget decisamente basso e limitato, abbiamo dovuto fare ogni passo con estrema attenzione per evitare di sforare e rischiare di non poter portare a termine il progetto. Inoltre, abbiamo girato per 52 giorni consecutivi in piena estate e non è stata proprio una “vacanza”. Ciò non significa che non lo rifarei ma sicuramente con più budget per il seguito!

MG: Gestire Mirko Giacchetti!

Annamaria Lorusso

Annamaria Lorusso

Molti sognano di poter un giorno apparire davanti alla telecamera. Tu, Mirko, che l’hai fatto, come descriveresti l’esperienza rispetto a ciò che si immagina normalmente dall’esterno?

MG: Apparire davanti alla telecamera non è così difficile, il peggio arriva quando senti “azione” e sai che non puoi startene zitto e buono, sperando che tutto vada bene. È stato divertente, ma solo grazie alla presenza e le dritte di Annamaria Lorusso, Roberto D’Antona e del bravissimo Francesco Emulo.

Roberto, ti andrebbe di descriverci invece la tua esperienza sia di scrittore che regista della serie?

RD: Uno dei motivi che più mi ha spinto a ritornare in cabina regia dopo tre lunghi anni è stato quello di interpretare Sam, il personaggio che aveva preso vita già dal trattamento. Un personaggio molto particolare e intenso, sempre sul filo del rasoio e a cui spero il pubblico si affezioni proprio come ho fatto io. Oltre a Sam, anche la voglia di voler raccontare questa storia esattamente come io l’avevo immaginata. Per quanto riguarda la scrittura, è stato molto stressante e complessa in quanto ci sono più storie che si intrecciano e occorreva spiegare molte cose in soli sette episodi e sicuramente per la eventuale seconda stagione avrò bisogno di più tempo vista tale difficoltà. Per quanto riguarda sempre la regia, rispetto ai miei precedenti lavori, sicuramente mi sono divertito molto di più e l’ho curata con più gusto ma ho ancora tanto da imparare e farò di tutto per migliorare nel tempo.

14543450_1106959466089117_672449240_nUn aneddoto curioso o interessante?

RD: Ne sono successe tantissime su questo set, sia cose belle che brutte purtroppo. Una di quelle che più preferisco raccontare è di quando dovevamo girare una scena all’aperto e avevamo i permessi per la chiusura della strada solo per 4 ore ma, all’improvviso, venne giù il diluvio universale. Ovviamente per motivi di continuità e per motivi logistici, la scena non poteva essere girata in quelle condizioni, così ci siam dovuti attivare in fretta e cercare, entro una sola ora, una location alternativa e che ci permettesse di girare in giornata. Fortunatamente ci siamo riusciti.

MG:  Nella serie interpreto il ruolo di un dentista e mi è capitato di uscire dalla location per una brevissima pausa sigaretta con indosso il camice. Tutto bene, almeno sino a quando non mi ha avvicinato un passante e mi ha chiesto quando poteva fissare un appuntamento per una pulizia ai denti. Giuro, non dimenticherò mai la sua espressione alla “ora chiamo la neuro” mentre cercavo di spiegargli che no, non ero un vero dentista, ma che ne interpretavo uno sul set.

Grazie alle produzioni Netflix, AMC ed HBO, le serie TV all’estero sembrano stare attraversando una vera e propria Golden Age. Come vedete invece il futuro delle serie TV in Italia?

RD: Personalmente, in questi ultimi anni sto guardando molte più le serie TV rispetto ai lungometraggi, non perché non ami i film sia chiaro, ma credo che ci sia stata una crescita nel settore televisivo senza precedenti tanto da ritrovarsi davanti a capolavori indiscussi come Breaking Bad, Narcos o House of Cards, per citarne alcune, o veri fenomeni come Stranger Things e Il Trono di Spade. Sicuramente, negli Stati Uniti in particolar modo, sono stati lungimiranti in questo settore ed è proprio lì che noi stiamo mirando, nella speranza di trovare una valida distribuzione e nella speranza che la serie porti a casa grandi soddisfazioni dai festival. Per quanto riguarda l’Italia, credo che al momento l’unica serie TV davvero valida sia quella di Gomorra. So che stanno girando quella di Suburra, ma non credo che ci siano molte altre serie in produzione. Mi auguro che anche in Italia si aprano le porte e magari diano spazio ai giovani artisti.

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MG:  Sino a quando le serie italiane rimarranno troppo italiane la vedo male, malissimo. Il problema non è se trattino di argomenti nazionali o siano ambientate in Italia, ma che vengano rappresentate situazioni o trame filtrate da buonismo da cinque centesimi e pressapochismo un tanto al kg. Sono di parte, è vero, ma The Reaping si stacca da questi schemi e sarà in grado di incollarvi allo schermo.

Ci dareste dei link utili a seguire il progetto The Reaping?

RD: Con molto piacere! Potrete seguire The Reaping su Facebook (facebook.com/TheReapingTheSeries), su Twitter (twitter.com/ReapingSeries), su Instagram (instagram.com/thereaping_theseries) oppure sul sito ufficiale (www.thereapingtheseries.weebly.com). Ci terrei a ringraziarvi per questa splendida intervista e ricordate: Quello che semini, raccogli…

MG: Mi raccomando, non abbiate paura a visitare il sito e lasciare il mi piace alla pagina facebook.

Intervista a cura di Roberto Bommarito.