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Presentazione di “Aleppo c’è” a Roma, il 13 luglio

Il 13 luglio, alle ore 19.00, presso la libreria L’orto dei libri in Via dei Lincei 31, ci sarà la presentazione dell’antologia poetica Aleppo c’è, edita da Kipple Officina Libraria, a cura del collettivo Bibbia d’Asfalto, illustrazione di copertina a cura di Andrea Coppo. Con interventi di Stefania Di Lino, Annamaria Giannini, Ksenja Laginja, Redent Enzo Lomanno e reading degli autori present (qui l’evento Facebook).

Quando i numeri hanno braccia e gambe. Quando la guerra toglie dignità e valore all’essere umano. La guerra in Siria, da qualsiasi angolazione la si voglia guardare, è una catastrofe. Di più: è un genocidio. Che pretende di essere ascoltato. Proprio per questo, il Collettivo di scrittura Bibbia d’Asfalto, ha deciso di fare. La poesia, si sa, è fatta di parole. Di parole, non di soluzioni. Abbiamo scelto anche di andare oltre le parole. Di raccoglierle in un’unica voce, di farle diventare un libro. Sfidando la crisi di lettura del nostro paese, decidiamo di mettere il libro in vendita e di offrire il guadagno a Medici Senza Frontiere, a cui le bombe hanno abbattuto gran parte degli ospedali che gestivano sul territorio siriano. Che la scrittura e la poesia, in particolare, sia azione. Questa è la nostra unica arma ed è carica.

L’opera è a supporto di Medici Senza Frontiere.

AA. VV. – Collettivo Bibbia d’Asfalto, Aleppo c’è
Copertina di Andrea Coppo

Kipple Officina Libraria – Collana fuori (collana) – Pag. 76 – 3.95 €
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-77-6
Collana fuori (collana) – Pag. 88 – 17.00 €
Formato cartaceo Amazon – ISBN 978-88-98953-78-3

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Esce l’antologia Aleppo c’è, a cura del collettivo Bibbia d’Asfalto a supporto di Medici senza Frontiere

Kipple Officina Libraria presenta la raccolta di AA.VV. Aleppo c’è, curata dal collettivo Bibbia d’Asfalto. Dall’introduzione del Collettivo, estrapoliamo questi passi:

Abbiamo chiesto a scrittori e poeti di denunciare la tragedia umanitaria della Siria, prendendo come simbolo Aleppo, centro di carneficine e orrori che si sono susseguiti per mesi, interminabili e lunghissimi mesi, sotto i nostri occhi, impotenti ma offesi, immobili ma sensibili. Abbiamo detto ad Adorno che dopo Auschwitz non è solo doveroso ma necessario riparlare di stermini; che la Poesia lì non è morta, o se lo è, è rinata forte e urlante.
La poesia, si sa, è fatta di parole. Di parole, non di soluzioni. Di cuore, non di falso buonismo. L’abbiamo scelta non per coprire il rumore delle bombe, ma per riempire quel vuoto assordante che viene dopo. Abbiamo scelto la poesia per costringere ognuno di noi, al caldo sicuro del proprio quotidiano, a trasportarsi per un attimo fra quelle macerie, nella morte improvvisa di tutte le certezze.
Abbiamo scelto anche di andare oltre le parole. Di raccoglierle in un’unica voce, di farle diventare un libro. Sfidando la crisi di lettura del nostro paese, decidiamo di mettere il libro in vendita e di offrire il guadagno a Medici Senza Frontiere, a cui le bombe hanno abbattuto gran parte degli ospedali che gestivano sul territorio siriano.
Che la scrittura e la poesia, in particolare, sia azione. Questa è la nostra unica arma ed è carica.
I versi che leggerete sono proiettili contro il muro dell’indifferenza, inchiostro che si mescola al sangue dei nostri fratelli siriani.
Poesia per Aleppo, perché Aleppo esiste, ancora.

L’opera è a supporto di Medici senza Frontiere, l’organizzazione umanitaria che nasce nel 1971 per volere di un gruppo di medici e di giornalisti desiderosi di creare un’organizzazione medica d’urgenza libera nelle parole e nelle azioni. Il loro sogno era quello di fare un passo in più rispetto ai principi tradizionali dell’intervento umanitario; per questo, inaugurarono un nuovo stile dell’azione d’emergenza, in grado di combinare immediatezza e professionalità con indipendenza e testimonianza. Salvare vite e curare, ma anche raccontare e denunciare.
Oggi, MSF è la più grande organizzazione umanitaria indipendente di soccorso medico. Ogni giorno, circa 30.000 operatori provenienti da diverse parti del mondo forniscono assistenza a popolazioni vittime di conflitti, catastrofi naturali, epidemie oppure senza accesso a cure mediche. Medici Senza Frontiere interviene nel rispetto dei suoi principi fondatori – umanità, imparzialità, indipendenza e neutralità – in oltre 70 Paesi del mondo. Tra questi vi è la Siria, un paese devastato da sei anni di terribile conflitto civile. “Questa guerra vive di una violenza brutale che non fa distinzione tra civili e combattenti, né rispetta lo status di protezione del personale e delle strutture sanitarie” ha dichiarato Joanne Liu, presidente internazionale di MSF. “È inaccettabile che l’assistenza umanitaria sia così limitata, quando il bilancio dei morti e la sofferenza dei civili hanno raggiunto livelli così insostenibili”. Nonostante le strutture sanitarie sotto attacco, i medici uccisi, feriti o fuggiti dal paese – mentre chi resta si arrangia con quello che ha – Medici Senza Frontiere continua a gestire quattro strutture mediche nel nord del Paese, alcuni ospedali nel sud e lavora per supportare oltre 150 strutture sanitarie a livello nazionale, spesso in condizioni estremamente rischiose. La capacità di queste strutture, tuttavia, sta diminuendo, e la maggior parte non è in grado di soddisfare le esigenze dei siriani feriti di guerra; l’azione di supporto, per quanto importante, è possibile solo in occasioni limitate ed è ben lontana dal rispondere agli enormi bisogni che devono affrontare le équipe mediche in Siria.

La Quarta

“11 milioni e mezzo di persone non hanno accesso alle cure mediche. Il 40 % sono bambini” (ONU/OCHA – Office for the Coordination of Umanitarism Affairs).
“300.000 donne in gravidanza non ricevono adeguate cure ostetriche” (OCHA).
“La carenza di medicine e ricambi per macchinari medici, causata anche dalle sanzioni internazionali, impediscono le cure ai malati cronici” (AVSI).
Quando i numeri hanno braccia e gambe. Quando la guerra toglie dignità e valore all’essere umano.
La guerra in Siria, da qualsiasi angolazione la si voglia guardare, è una catastrofe. Di più: è un genocidio. Che pretende di essere ascoltato. Perché se il resto del mondo si considera civile, si deve muovere. In qualunque modo e maniera. Come ha affermato François Dumont, direttore comunicazione di Medici Senza Frontiere: “Bisogna parlare della Siria, mobilitarsi o semplicemente indignarsi. Sentirsi impotenti di fronte a tanto orrore è comprensibile ma restare indifferenti ‘gioca’ solo a favore di questa assurda guerra”.
Proprio per questo, il Collettivo di scrittura Bibbia d’Asfalto, ha deciso di fare poesia e letteratura, di quella sentita e intensa, che arriva dritta al cuore di ogni uomo. Che la scrittura e la poesia, in particolare, sia azione. Questa è la nostra unica arma ed è carica.
I versi che leggerete sono proiettili contro il muro dell’indifferenza, inchiostro che si mescola al sangue dei nostri fratelli siriani.
Poesia per Aleppo, perché Aleppo esiste, ancora.

La collana fuori (collana)

Uno spazio per le opere di frontiera di Kipple Officina Libraria, intrise di sensibilità ineffabile da lasciare l’anima e il cuore aperti, istanti di essenza in crescita.

AA. VV. – Collettivo Bibbia d’Asfalto, Aleppo c’è
Copertina di Andrea Coppo

Kipple Officina Libraria – Collana fuori (collana) – Pag. 76 – 3.95 €
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-77-6
Collana fuori (collana) – Pag. 88 – 17-00 €
Formato cartaceo Amazon – ISBN 978-88-98953-78-3

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