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Recensione a Uironda – MattBriar

Sul blog di Matt Briar è uscita una recensione a Uironda, antologia di Luigi Musolino uscita per l’etichetta k_noir di Kipple Officina Libraria. Un estratto:

Uironda è la dimostrazione che cercavo. Luigi Musolino è un narratore abilissimo e riesce perfettamente nell’intento di affascinare e inquietare senza generare un senso di rifiuto nel lettore, quel genere di “strizzata d’occhio” (come per dire: credici, dai, fammela passare!) che ucciderebbe qualsiasi intenzione, figuriamoci l’atmosfera. Luigi è capace di padroneggiare la penna, di creare descrizioni dense e taglienti senza cadere nel pomposo, come certe cose di lovecraftiana memoria. Perché, innanzitutto, Luigi scrive bene. Molto bene. Talmente bene da generare invidia. Da un maestro come King, il nostro autore ha appreso la miglior lezione: arricchire la facciata della storia con i dettagli del mondo reale (italiano), evitando però di farlo pesare. I suoi racconti sono popolati da camion Scania, auto Stilo, pennarelli Uniposca, penne Bic, orologi Sector e così via. Dall’altra parte, gli orrori non sono troppo palesati, preferendo restare nell’ambito del possibile, del vedo/non vedo.
Luigi non ha quindi bisogno di spingersi molto lontano dalla terra che calpestiamo nella vita di tutti i giorni. L’esistenza di altre dimensioni, di poteri maligni, dell'”ombra” (qualunque o chiunque essa sia), non è quasi mai palesata, non assume mai la posizione di un Godzilla che calpesta la città. Ci viene invece suggerita e fatta percepire attraverso il quotidiano, attraverso personaggi dotati di passato e personalità anche nello spazio di poche righe. Pure questa è una lezione non scontata che Musolino ha fatto sua. L’idea da cui ogni racconto germoglia vive e respira grazie alle sensazioni che è in grado di generare. Se cercate universi popolati di bestie immonde, non è a Uironda che dovete andare (sebbene quel genere di fascinazioni lovecraftiane non manchi, per esempio, in Il terzo piano e mezzo della scala D, forse il racconto che mi ha stregato più di tutti). Ma Uironda è più che altro una dolce e inquietante perdita.

Sinossi

Esplorazione. Cos’è la letteratura se non l’esplorazione, la ricerca e il superamento di nuovi confini? Uironda di Luigi Musolino è anche un luogo, ma in primis è un confine, un confine tra la luce e l’oscurità, tra il noto e l’ignoto. Uironda è la Paura, ma non quella dell’oscurità o dell’ignoto stessi, ma quella più grande, quella della scelta. Scegliere se compiere il salto, assumersi la responsabilità, o più semplicemente reificare le proprie paure e cedere all’orrore. Difficile trovare un nero più nero (come una “notte nella notte”, proprio per citare uno dei racconti della raccolta) di quello in cui ci troviamo “impeciati” in queste dieci storie, dai toni cupi e spesso disperati (spesso ma non sempre, a volte s’intravede un flebile spiraglio di speranza, magari proprio nell’accettazione di quel nero più nero). A rendere questo nero ancora più oscuro e affascinante è il linguaggio, lo stile di questi racconti, che pur partendo da un tessuto realistico nonché contemporaneo, si contorce, come una pianta rampicante, sino ad avvolgerci e catturarci per poi scaraventarci in una nuova dimensione, grazie anche all’uso di termini desueti, di onomatopee, con il loro richiamo a suoni ancestrali.

L’autore

Luigi Musolino nasce nel 1982 in provincia di Torino. All’attività di scrittore affianca quella di editor e traduttore. Nel 2008 inizia a collaborare con la Dagon Press per cui cura e si occupa delle traduzioni delle raccolte Rivelazioni in nero (2010) e Ritratti al chiaro di luna (2010), di Carl Jacobi. Tra le sue altre traduzioni più importanti i romanzi I vermi conquistatori di Brian Keene (Edizioni XII, 2011; Mondadori, 2014) e Torture sottili di Lisa Mannetti (Kipple Officina Libraria, 2016).
Come scrittore si impone all’attenzione del pubblico come vincitore di molti concorsi letterari, tra cui il trofeo RiLL due volte, nel 2010 e nel 2012, e il premio Hypnos nel 2016. Nel 2014 e nel 2015 vengono pubblicati due volumi dal titolo Oscure Regioni, antologia di venti racconti in due volumi edita da Wild Boar Edizioni, che si configura come un disturbante viaggio regionale alla scoperta delle leggende e delle creature dell’immaginario folcloristico italiano.
Suoi racconti sono stati pubblicati in America, Irlanda e Sud Africa.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Luigi Musolino, Uironda
Copertina di Franco Brambilla
Introduzione di Andrea Vaccaro

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato cartaceo – Pag. 248 – 15.00 € – ISBN 978-88-98953-93-6
Formato ePub e Mobi – Pag. 272 – 3.95 € – ISBN 978-88-98953-94-3

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Recensione ai Tarocchi Quantistici (Libro+ 64 Carte) – Leggi della Magia

Su LeggiDellaMagia è uscita una bella segnalazione/recensione ai Tarocchi Quantistici, di Lukha B. Kremo, opera edita da KippleOfficinaLibraria. Un estratto della valutazione:

Cosa succede quando i Tarocchi classici incontrano la Fisica quantistica? Nascono i Tarocchi Quantistici. Una visione alternativa ed innovativa dei Classici Tarocchi rivisitata alla luce delle leggi della Fisica Quantistica.

La domanda sorge spontanea: “Come si può unire qualcosa di così classico e tradizionale, magico e divinatorio con le moderne e avanguardistiche concezioni della fisica quantistica?”. Lukha B. Kremo, pseudonimo di Gianluca Cremoni Baroncini, artista a 360°, scrittore, musicista e fondatore della Kipple Officina Libraria, fornisce la sua risposta con i Tarocchi Quantistici.

i Tarocchi Quantistici rispettano gli archetipi dei Tarocchi classici agganciandoli alla Meccanica Quantistica. Per operare questa unione bisognava come prima cosa sostituire il sistema decimale posto alla base dei tarocchi classici e sostituirlo con un sistema binario, più vicino all’essenza dell’Universo.

Il risultato è stato la divisione del mazzo in 32 Arcani Maggiori e 32 Arcani Minori, per un totale di 64 carte.

Un superamento della concezione gerarchica degli Arcani Maggiori sugli Arcani Minori in favore di una democratica suddivisione in due parti uguali. Quindi:

  • i 32 Arcani Maggiori Quantistici: seguono l’ordine tradizionale dei Tarocchi di Marsiglia, solo che ad alcuni Arcani Maggiori tradizionali sono associati a 2 o 3 Arcani Maggiori Quantistici. Inoltre le ultime due carte, il “Giudizio” e il “Mondo” sono invertite.
  • i 32 Arcani Minori Quantistici: sono in quattro semi da 8 carte ciascuno: Spazio, Tempo, Massa, Energia anziché Coppe, Denari, Bastoni, Spade; le figure di corte Re, Regina, Cavaliere, Fante, sono sostituiti da Bambino, Bambina, Signora, Signore, Saggio, Saggia. In più ci sono lo “Zero” e l’“Unità fondamentale”.

Insomma alcune differenze ci sono ma ha lo scopo di aprire una nuova finestra su un mondo già conosciuto così da fornire una nuova visione.

La quarta

Questo manuale affonda le sue origini nel tempo immemore dei secoli andati, ha in sé un metodo antico d’indagine del reale che, come l’ourobros, si unisce all’estremo futuro postulato dalle attuali misure della realtà, che sono basate sulle inesattezze scientifiche non garantite dalle discipline caotiche e quantistiche, baluardi dell’insondabile grazie a teoremi che fanno dell’indeterminazione la propria bandiera.
Ovviamente, di quelle scienze esatte e quindi immaginarie qui non c’è nulla, e quale metodo migliore esiste per comprendere cosa siamo se non quello di coniugare l’estremo antico e l’estremo futuro in un cortocircuito che annulla il tempo stesso, lasciando così trasparire l’inesistenza delle dimensioni in cui galleggia soltanto l’energia, cioè noi stessi, ciò che siamo e quello che ci accade, per lasciarci interpretare istintivamente, come se fossimo indefinite particelle quantiche, la nostra stessa esistenza e ciò che ci è intorno?

L’autore

Lukha B. Kremo è autore di fantascienza, insegnante, mail-artista e musicista non professionista, ha vinto il Premio Urania con Pulphagus®, pubblicato nel 2016 con Mondadori.

La collana eXoth

eXoth è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata agli studi del mondo esoterico e dell’occulto. Un contenitore di eccellenze filosofiche e medianiche, di esperimenti e astrazioni che spostano continuamente il confine del Reale e del Possibile. È l’altro lato delle nuove scienze Fisiche applicate alle antichissime scuole mistiche, in cui ogni aspetto della vita assume sembianze trascendenti e inumane.

Lukha B. Kremo, I Tarocchi Quantistici
Postfazione di Sandro Battisti

Kipple Officina Libraria
Collana eXoth — Formato Digitale — Pag. 103 — 3,99€ – ISBN 978-88-98953-88-2
Collana eXoth — Formato Cartaceo con Tarocchi — Pag. 160 — 25,52€ – ISBN 978-88-98953-89-9

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L’insopportabile delicatezza della polvere, di Martina Vidaic – collana Versi Guasti

Kipple Officina Libraria inaugura il 2019 affinando il linguaggio estremo e potente, intriso di meraviglia, della grande Poesia. L’insopportabile delicatezza della polvere (o come recita nella lingua madre croata, Nepodnošljiva nježnost praha) è opera di Martina Vidaić.
La prima caratteristica che si coglie leggendo le poesie della Vidaić, poetessa vincitrice nel 2011 del Premio Goran dedicato ai giovani poeti di lingua croata, è la leggerezza. Il suo verso scorre lieve sulla pagina, le immagini fluiscono l’una dopo l’altra senza stridore, senza astio. È come se l’autrice stesse raccontando davanti a un camino storie e vicende di cui è stata spettatrice o forse, persino, protagonista.
La leggerezza, la “delicatezza”, non è però nel contenuto, non è nell’oggetto del racconto che ha sempre una venatura mortale fra le sue righe, ma nel fluire della parola come fosse un fiume placido di veleno che scende a valle, docile, invitante ma letale. In questo contrasto ricercato fra il tono lieve e il contenuto drammatico delle sue narrazioni, Martina Vidaić gioca il confine fra reale e irreale, tra ciò che appare verosimile per il tono e per la semplicità del racconto, e ciò che per immagini e tragedia si svela essere assurdo e surreale, quasi impossibile.

La magistrale introduzione è del curatore di collana Alex Tonelli, la traduzione è di Cristina Antonac e la copertina è realizzata, con suprema maestria, da Francesco D’Isa.

Dall’introduzione

È sottile la membrana che sta a valico della soglia che Martina Vidaić costruisce nelle sue poesie, talmente sottile che lei l’attraversa in un verso e nell’altro (e forse questo non è un gioco di parole), saltellando poeticamente dal mondo reale a quello irreale per raccontare e descrivere immagini di cui non possiamo più dire a quale piano di realtà appartengano, se lontano e impensabile.
La soglia è dunque ciò che apre, è il limite di un confine percorribile, è un limes poetico costruito per essere attraversato e valicato. La soglia è desiderata, cercata, ma la poetessa – proprio prima di compiere l’ultimo passo che la porterebbe al di là – non nasconde la paura, l’angoscia di attraversare quel confine che conduce da un luogo all’altro, da questo reale a “qualcos’altro”. Questa soglia, che la poetessa brama ma che allo stesso tempo teme, nelle sue poesie sembra comparire in modo diverso: o si svela improvvisa come squarcio inaspettato nel piano condiviso del reale oppure è lì, manifesta, epifania luminosa che acceca la pagina.
La poesia è composta di brandelli, di bocconi di morte, cibo grasso e orrendo che nutre la parola poetica famelica e obesa. Per scrivere serve essere vivi, ma serve anche avere un coltello. Un’arma che ferisce, un’arma che provoca dolore e conduce alla morte. Un oggetto aggressivo di cui la poetessa non svela l’utilizzo; esso è lì, giace sul tavolo di lavoro del poeta, insieme alla penna e alla carta. È il coltello misterioso e quasi metafisico che sarebbe piaciuto a De Chirico.

La quarta

In questo contrasto ricercato fra il tono sottile e il contenuto drammatico delle sue narrazioni, Martina Vidaić gioca il confine fra reale e irreale, tra ciò che appare verosimile per il tono e per la semplicità del racconto, e ciò che per immagini e tragedia si svela essere come assurdo e surreale, quasi impossibile.

L’autrice

Martina Vidaić (1986., Zadar, Croatia) graduated in Croatian language and literature at the University of Zadar. So far she has published three poetry collections: Era gmazova (SKUD IGK, 2011.), Tamni čovjek Birger (VBZ, 2016.) and Mehanika peluda (HDP, 2018.). While it was still a manuscript Era gmazova was awarded with Goran’s price for young poets, the most important Croatian award for poets under thirty. Her second poetry collection Tamni čovjek Birger was the finalist of «Janko Polić Kamov» award, an award by Croatian writers society, for the best and most inovative book of the year. Her poems were also published in the anthology Hrvatska mlada lirika 2014 (Young Croatian lyrics 2014, HDP, 2014., editor M. Pogačar) among eleven other poets under forty and among seventeen other poets in croato-romanian anthology Ritualul omului fericit (18 poeti croati tineri) (Tracus Arte, 2017., editor B.Oblučar). Since 2015. she is one of the Croatian choices for international project Versopolis1, which promotes perspective European poets by translations and participation in several important European poetry festivals. At the moment she is working on her first novel and fourth poetry collection.

La collana VersiGuasti 

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Martina Vidaić, L’insopportabile delicatezza della polvere / Nepodnošljiva nježnost praha
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Francesco D’Isa
Traduzione: Cristina Antonac

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 43 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-32179-02-6

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Recensione a Uironda – LetteraturaHorror

Su LetteraturaHorror è comparsa una bella recensione a Uironda, la raccolta di racconti di Luigi Musolino uscita per l’etichetta k_noir di KippleOfficinaLibraria. Un estratto della rece a firma di Cesare Buttaboni.

Da poco è uscita per la Kipple Officina Libraria, una nuova antologia intitolata Uironda. Si tratta di 10 racconti di assoluto livello che confermano il talento dello scrittore piemontese. Come ha ben scritto Andrea Vaccaro nell’introduzione, Uironda rappresenta “un confine, un confine tra la luce e l’oscurità, tra il noto e l’ignoto”. Uironda è un volume che non dovrebbe mancare assolutamente negli scaffali di chi segue l’horror italiano ma non solo.

Sinossi

Esplorazione. Cos’è la letteratura se non l’esplorazione, la ricerca e il superamento di nuovi confini? Uironda di Luigi Musolino è anche un luogo, ma in primis è un confine, un confine tra la luce e l’oscurità, tra il noto e l’ignoto. Uironda è la Paura, ma non quella dell’oscurità o dell’ignoto stessi, ma quella più grande, quella della scelta. Scegliere se compiere il salto, assumersi la responsabilità, o più semplicemente reificare le proprie paure e cedere all’orrore. Difficile trovare un nero più nero (come una “notte nella notte”, proprio per citare uno dei racconti della raccolta) di quello in cui ci troviamo “impeciati” in queste dieci storie, dai toni cupi e spesso disperati (spesso ma non sempre, a volte s’intravede un flebile spiraglio di speranza, magari proprio nell’accettazione di quel nero più nero). A rendere questo nero ancora più oscuro e affascinante è il linguaggio, lo stile di questi racconti, che pur partendo da un tessuto realistico nonché contemporaneo, si contorce, come una pianta rampicante, sino ad avvolgerci e catturarci per poi scaraventarci in una nuova dimensione, grazie anche all’uso di termini desueti, di onomatopee, con il loro richiamo a suoni ancestrali.

Luigi Musolino, Uironda
Copertina di Franco Brambilla
Introduzione di Andrea Vaccaro

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato cartaceo – Pag. 248 – 15.00 € – ISBN 978-88-98953-93-6
Formato ePub e Mobi – Pag. 272 – 3.95 € – ISBN 978-88-98953-94-3

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Esce NeXT-Stream, Visioni di realtà contigue – AA.VV.

Kipple Officina Libraria presenta la nuova edizione in ebook e cartaceo di NeXT-Stream, racconti a tema dal sottotitolo Visioni di realtà contigue, in uscita per la collana Avatar.
Quattordici autori si sono misurati con l’epocale sfida di raccontare la letteratura di genere in un’ottica di letteratura non di genere. L’attitudine alla sintesi di esperienze diverse e alla contaminazione, la concezione ambigua e arcana della realtà, spesso affrontata con le armi dell’epica (antica e contemporanea) e della sociopolitica nell’universo della quotidianità, rinnovano i dettami della narrativa cosiddetta mainstream per approdare oltre il confine dei generi stessi. L’ampiezza della visione della nuova realtà è rafforzata da una coralità di voci maschili e femminili il cui concetto è espresso dalla splendida copertina di Ksenja Laginja, sorta di portale visivo in grado di rinnovare continuamente la tradizione del reale e della lettura.

Sinossi

Nei territori di confine col reale, la poetica e la proiezione fantastica di questi racconti spinge un po’ più in là il confine tracciato dal primo NeXT-Stream, uscito solo pochi anni prima – mesi, verrebbe da dire – di questa nuova esplorazione. Scrittori già noti intrecciano le loro immagini con altri narratori in erba, e la differenza tra essi si arrampica su un muro vertiginoso di reale futuro, qualcosa che non vorremmo mai succedesse ma che, ahinoi, è già qui.
Quattordici autori hanno interpretato questo nuovo tema di NeXT-Stream: Giovanni De Matteo, Alessandra Cristallini, Andrea Pomes, Linda De Santi, Domenico Mastrapasqua, Marco Milani, Matt Briar, Laura Silvestri, Irene Drago, Franci Conforti, Valeria Barbera, Stefano Trucco, Sandro Battisti, Francesca Fichera. A cura di Giulia Abbate e Lukha B. Kremo.
Alcuni di questi nomi sono noti all’interno del Connettivismo, mentre altri sono affiliati o addirittura esterni al Movimento. Tutti però hanno sviluppato una sensibilità afferente alle tematiche del Reale, mostrando la via a una diversa concezione della contaminazione del quotidiano.

Estratto

L’idea di NeXT-Stream si è concretizzata con il volume del 2015 (NeXT-Stream. Oltre il confine dei generi, Kipple Officina Libraria). Si è trattato di coniugare la letteratura di genere, in particolare quella di fantascienza, contaminata, anzi miscelata con altri generi e con il mainstream. Una fantascienza light, dove i cliché dei generi sono dilatati in una storia che soprattutto mette in dubbio la propria realtà quotidiana. Una volta la chiamavano letteratura fantastica, un vasto contenitore che con il postmoderno sminuzzamento dei subgeneri molti confondono con il fantasy o il weird che in realtà ne fanno parte. Avevo chiamato a raccolta i Connettivisti, probabilmente i più modellabili per un progetto semplicemente complesso come questo.
Nel 2017, l’uscita di Nuove Eterotopie (collana Odissea della Delos) ha raccolto il meglio di ciò che era stato pubblicato dai Connettivisti, corredato dal romanzo breve di Bruce Sterling, in anteprima mondiale. Il volume, per certi versi molto apprezzato, aveva incassato le perplessità di chi notava un’unica presenza femminile. Non interessava in questa sede difendere l’ottimo lavoro dei curatori, il mio obiettivo era quello di concentrarmi per far emergere la presenza femminile in questo progetto. La cosa migliore che potessi fare non era scegliere delle autrici, ma far curare il libro direttamente a una donna. Ma al momento non era disponibile un’autrice del movimento che avesse già perfettamente assimilato l’idea del progetto, per cui ho pensato a una curatela a quattro mani. Dopo un breve periodo di osservazione di alcune candidate, ho pensato che Giulia Abbate fosse la persona giusta al momento giusto.
Giulia ha accettato con entusiasmo e ci siamo messi al lavoro, cercando di unire le forze, proponendo ognuno le proprie idee sui possibili partecipanti, senza trascurare le autrici.
Con Giulia mi sono trovato bene fin da subito, la sua pignoleria riesce sempre a essere sotto traccia, a lasciarti una libertà di azione che naturalmente ho cercato di contraccambiare. A un certo punto sembrava quasi che il progetto stesse procedendo autonomamente, che si curasse da sé.
Abbiamo cominciato a raccogliere del materiale e, come era doveroso, abbiamo scartato alcuni racconti, abbiamo richiesto o effettuato delle modifiche, anche sostanziali, senza mai lasciare niente al caso.
Nel frattempo abbiamo anche pensato al titolo. Per questo secondo episodio di NeXT-Stream ci pareva fuori luogo seguire la numerazione con un 2 (o peggio un 2.0 che scimmiotta l’information technology). Si tratta di un progetto a sé stante, ma con lo stesso spirito del lavoro precedente; per cui, dopo inutili brain storming e illuminazioni mistiche, ci è venuto questo NeXT-Stream. Visioni di realtà contigue.
Anche la copertina è stata affidata a un’illustratrice e anche in questo caso abbiamo richiesto sostanziali modifiche, da bravi incontentabili.

Lukha B. Kremo – Introduzione

La quarta

La realtà contigua è un altrove che è già qui: è l’irruzione del non familiare in un contesto già spiazzante, nel quale i personaggi si muovono attingendo a competenze misteriose, istintive, seguendo pulsioni di vita, confidando nella possibilità di cogliere qualcosa di vero ovunque si trovino a vagare.
Franci Conforti e Francesca Fichera usano le leggi del reale, la matematica, la musica, per darci delle esplosioni cenestetiche, intense e divertentissime, a loro modo struggenti. I personaggi di Giovanni De Matteo, Stefano Trucco, Sandro Battisti e Matt Briar alternano sensazioni di estraneità e familiarità e le storie sono permeate di significati vicini, non solo contigui: a vista. Valeria Barbera crea rivoli di possibilità, accende e spegne, entra ed esce da scenari paralleli che si autoescludono eppure esistono insieme. Irene Drago dà una precisa collocazione alla sua ambientazione contigua, ma poi ne cambia la cornice, ed ecco che cambia anche il senso. Un’altra linea narrativa comune è la mutazione non indolore dei personaggi. Quelli nella storia di Marco Milani cambiano tutti tranne il protagonista, che si aggrappa al proprio mondo e alla musica. Musica che torna nel racconto di Domenico Mastrapasqua: dove “l’eroe” è confuso e replicato: ma non vuole, non può mutare, per non dissolversi. Linda De Santi e Laura Silvestri configurano modifiche fisiche strumentali e strutturali: incidono sulle biografie, alterano le sostanze.  Alessandra Cristallini e Andrea Pomes, con le loro short story sparpagliate nell’antologia a separare e riunire gli altri racconti, inseguono un cambiamento che forse sarebbe stato meglio evitare.

Gli autori

Quattordici autori hanno interpretato questo nuovo tema di NeXT-Stream: Giovanni De Matteo, Alessandra Cristallini, Andrea Pomes, Linda De Santi, Domenico Mastrapasqua, Marco Milani, Matt Briar, Laura Silvestri, Irene Drago, Franci Conforti, Valeria Barbera, Stefano Trucco, Sandro Battisti, Francesca Fichera.

I curatori

La curatela, sensibile e aperta alle sfide che la nostra attuale società sta vivendo, è stata di Giulia Abbate e Lukha B. Kremo: la prima è editor e coach di scrittura, dirige con Elena Di Fazio dal 2007 l’agenzia di servizi letterari Studio83, mentre il secondo è vincitore dei Premi Urania, Cassiopea, Vegetti, Robot e di tre Premi Italia.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e ai grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

AA.VV. | NeXT-Stream – Visioni di realtà contigue
Introduzione e curatela di Giulia Abbate e Lukha B. Kremo
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 198 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-01-9
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 188 – € 15 — ISBN 978-88-32179-00-2

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