L’arte perduta dell’artigiano rilegatore: intervista a Christian Sartirana

12009817_904567786285745_191302505574587535_nCiao Christian, è un piacere averti ospite qui fra le pagine virtuali di Kipple Officina Libraria. Ti andrebbe di iniziare presentandoti?

Grazie a te! È davvero un piacere poter scambiare due chiacchiere “librarie”.
Allora… Mi chiamo Christian Sartirana, ho 32 anni e vivo a Casale Monferrato, nella provincia di Alessandria. Lavoro come artigiano rilegatore, insieme alla mia compagna Francesca con la quale condivido la passione per la carta. Sono anche un appassionato di libri antichi e di letteratura.

Quale percorso ti ha portato all’attività che fai oggi?

Naturalmente l’amore per i libri e le storie. Sin da bambino collezionavo libri sugli animali e amavo le storie di fantasmi. La semplice vista di un libro, o semplicemente di un malloppone di carta scritta, mi ha sempre stimolato molto. Ho cominciato questo mio rapporto con i libri dapprima semplicemente sfogliandoli, poi leggendoli, e successivamente, intorno ai 19 anni, ho cominciato a scrivere delle mie storie. Intorno ai ventidue anni ho cominciato a frequentare i mercatini delle pulci, dove acquistavo libri vecchi, poi all’età di 26 anni ho aperto una mia piccola libreria di testi usati e antichi (il BOOK CEMETERY) con annesso laboratorio di rilegatoria (attività della quale ha cominciato ad occuparsi la mia compagna). Pochi anni dopo purtroppo (falciato dalle spese) ho dovuto chiudere la piccola libreria, ed è rimasta solo la legatoria. Ho così cominciato (volevo già farlo prima, ma con il negozio non ne avevo mai avuto il tempo) a provarmi nella costruzione di piccoli quaderni, imparando le tecniche base della legatoria dalla mia compagna che a sua volta aveva imparato le basi del mestiere da un vecchio rilegatore in pensione. Con il passare degli anni, ho migliorato la tecnica e ne ho sperimentatone di nuove, perfezionando sempre di più i miei manufatti.

1923792_1684921385056119_694406043381360593_nQuale valore aggiunto credi possa apportare la copertina giusta a un libro?

Beh, prendersi cura di un libro, ritengo racchiuda molti concetti significativi. Innanzitutto la salvaguardia dei testi, cosa che ormai oggi nessuno fa più dato che compriamo roba scadente per poi buttarla via poco dopo e comprarne dell’altra. I libri che acquistiamo oggi, ad esempio, a parte la carta e i materiali di bassa qualità, sono rilegati in modo dozzinale e veloce. La bellezza di un libro, il fascino della sua meccanica, la sua resistenza nel tempo, sono concetti ormai dimenticati. Eppure un tempo erano molto in voga. Attraverso l’aspetto di una copertina e la consistenza della carta, si possono scorgere le preferenze estetiche di un’epoca, quindi la sua personalità. Un libro insomma era un bene prezioso e andava curato, perché si mantenesse nel tempo.
Scegliere la copertina adatta ad un libro è sicuramente un aspetto fondamentale di un’opera vista nel suo insieme. La copertina è la prima cosa che ci attira verso quel testo, specie quando non conosciamo l’autore. Ci da un’idea sulla natura di quanto troveremo tra quelle pagine. In senso artistico, invece, una copertina studiata (non esclusivamente ai fini del marketing), da non solo valore al testo, ma al libro in sé come oggetto. In un libro, per quanto molti lo ignorino, c’è una fine e complessa meccanica. Deve aprirsi in un certo modo, rimanere chiuso in un altro, il dorso deve avere il giusto respiro, ecc. Un artigiano poi, disegnando e poi creando la copertina per un dato testo, ne offre un’ulteriore lettura (sempre che prima sia sia preso la briga di legger il libro) e a attraverso la sua personale arte rilegge l’opera da un punto di vista visivo.
Al di là di questo, poi, c’è anche il valore economico. Certo, quando si tratta di tomi rari, è sempre meglio avere il volume nelle sue condizioni originali piuttosto che rimaneggiate, eppure mi è capitato più volte di trovare lavori di rilegatori del passato molto più affascinanti dei volumi originali stessi. In ogni modo una legatura artigianale aumenta il valore del volume e lo rende unico.

11695839_1641483312733260_7596526002998808464_nCi descriveresti quali sono normalmente le fasi di realizzazione di un tuo prodotto?

Allora il lavoro del mio laboratorio si divide in due fasce. C’è la fascia che riguarda la creazione di prodotti di legatoria, quindi quaderni bianchi, album da disegno, agende, taccuini, album foto personalizzati ecc. Poi c’è la parte della riparazione e del restauro conservativo.
Se devo riparare o personalizzare un libro già esistente nel senso fisico del termine, devo solo lavorare sulle pagine staccate o sulla copertina. Se invece devo realizzare un prodotto da zero ci sono varie operazioni.
Prima di tutto scelgo la carta che acquisto da rivenditori specializzati. Attraverso un macchinario adatto la taglio della misura che voglio, poi creo l’interno del libro piegando i fogli nel modo corretto e cucendoli (a mano) l’uno all’altro. Vi sono molte cuciture diverse, per aspetto e funzionalità. Basta scegliere la più adatta al libro che si sceglie di realizzare. Una volta cucito il blocco, saldo bene il tutto con della colla da legatoria, inserisco i capitelli, oppure li si cuce direttamente a mano a seconda delle esigenze, dopodiché lascio asciugare.
Successivamente si tagliano i cartoni per realizzare i piatti della copertina e lì il tutto varia a seconda di quello che hai in mente. Puoi farlo sottile, spesso, liscio, o intarsiato. Qui non rientrano soltanto le discipline legate alla legatoria, ma anche alla lavorazione del cuoio, all’intaglio del cartone o del legno. Le abilità artigiane che puoi sfruttare sono parecchie. Io ad esempio ho dovuto imparare a cucire, a capire il meccanismo di cinghie e fibbie per poter realizzare delle chiusure funzionali, oltre che belle da vedere. C’è anche la decorazione della carta. La famosa carta marmorizzata, ovvero dipinta sull’acqua con colori ad olio o acrilici. Diciamo insomma che il campo è molto vasto e versatile al contempo.
Poi una volta scelta la forma della copertina si passa al materiale per rivestirla, quindi tela, carta, pelle (per la pelle uso sempre scarti di vecchie giacche comprate nei mercatini, salvaguardiamo il più possibile animali e natura) e tanti altri materiali. Finita la copertina la 11026002_801256389950219_7697066642494289886_nsi prova sul libro, si controlla che gli spazi siano giusti, dopodiché si passa ad incassare il libro (ovvero attaccare il volume alla sua copertina). Lo si pressa, si controlla che tutto sia venuto bene, che delle pagine non si siano incollate in modo dannoso, che si apra e si chiuda senza difficoltà. Poi lo lasci asciugare sotto peso. Ed ecco il tuo pezzo. Chiaramente la lavorazione di un volume, a seconda di quello che hai in mente, può variare dalle poche ore a dei giorni.

Quali sono le opere di cui vai maggiormente orgoglioso?

Ho realizzato una mia bella versione del Testo di R L’yeh tratto dalle opere di H.P. Lovecraft (copertina con pagine bianche. Purtroppo o per fortuna certi grimori non esistono) che mi piaceva molto e che è stato venduto e poi anche una versione del De Vermis Mysteriis che ho ancora. Ho realizzato anche un bel quaderno personalizzato per l’artista contemporaneo Roberto Paparella all’interno del quale so che adesso sta trascrivendo i progetti delle sue future esposizioni di arte criminologica.
Un pezzo che mi entusiasma particolarmente però è sicuramente il mio ultimo volume con i racconti di Poe. Solo a vederlo, mi vien voglia di avere un camino in salotto, una poltrona comoda e un gruppetto di ragazzini disposti a semicerchio su un tappeto a cui leggere una storia. O forse sarebbe ancora meglio tornare ragazzino e riscoprire Poe per la prima volta attraverso un testo come quello. Credo che se avessi visto una cosa del genere da bambino, sarei impazzito per l’eccitazione.

10441417_803517766390748_7022314499897766346_nQuali sono i tuoi progetti futuri?

Sia io che la mia compagna vorremmo sviluppare sempre di più questa nostra passione/lavoro e integrarla via via con nuove tecniche e mescolarle con altre discipline artistiche, in maniera tale da offrire un prodotto sempre più elaborato e completo. Ci piacerebbe molto riportare la cultura perduta non solo dell’unicità del libro, ma anche dell’utilizzo del quaderno con i suoi semplici fogli bianchi, che possono contenere di tutto, dai pensieri, ai disegni, agli appunti, a storie intere. Insomma molti non lo sanno, ma dentro ad un oggetto simile c’è un mondo forse ancora più grande di internet e non lo dico perché sono contro la tecnologia (uso l’email facebook e tutto il resto) ma perché ritengo che la vita, l’evoluzione e quindi il futuro della civiltà debbano avanzare arricchendosi di mezzi e contenuti, e non impoverendosi, consumando e buttando via. Imparando questo concetto (e l’artigianato ha il potere di farti provare questo brivido) si vivrà in modo più felice e sano.

Ti andrebbe di fornirci tutti i link utili a seguire le tue attività?

Certo! C’è la nostra pagina Facebook BOOK CEMETERY LEGATRIA CREATIVA https://www.facebook.com/Book-Cemetery-Legatoria-Creativa-1641462356068689/?fref=ts che gestiamo come se fosse un sito e all’interno della quale ci sono le foto dei nostri lavori, le date delle fiere alle quali partecipiamo, e dove, chiaramente, potete acquistare i nostri prodotti, commissionarci dei lavori, o naturalmente farci tutte le domande che volete.

Grazie mille per la chiacchierata Roberto. È stato davvero piacevole.
A presto!

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