Essere un autore emergente, la letteratura e il rapporto con gli editori: intervista a Mirko Giacchetti

MeCiao Mirko, è un piacere ospitarti qui fra le pagine virtuali di Kipple. Per chi non ti conoscesse ancora ti andrebbe di introdurti?

Ciao e grazie dell’ospitalità.

Ehm, e adesso cosa faccio? Ok, cerco di scrivere qualcosa di sincero. Sono nato il 29 giugno del lontano… non vi propino tutta la biografia, solo la data di nascita. Quando ci si presenta, si finisce per divulgare le bugie con cui si vuole essere identificati. Se voglio essere onesto, non posso aggiungere altro.

Ci illustreresti il tuo percorso artistico dall’inizio a oggi?

Ottimo, questa la so. Allora, non ho un percorso artistico solo scorribande “artistiche”. Se volete focalizzare l’immagine, pensate a un teppista in un museo. Non adotto la classica tattica sfascia e scappa, per fare danno appendo i miei scarabocchi nella galleria, sia mai che passa qualcuno e apprezza.

Quali sono le tue influenze principali?

Sono un lettore del made in Italy, però parto con gli stranieri. Mark Danielewski, Chuck Palahniuk e James Ellroy.

Non me ne vogliate se non faccio nomi italiani, ma se inizio, non finisco più e per ognuno mi dilungherei troppo e non mi sembra il caso di abusare della vostra pazienza.

ritorno a dunwichFra i lavori da te pubblicati finora, quali ritieni i più importanti e perché?

Il mio lavoro più importante è il prossimo, sempre. Non è ansia da pubblicazione, è più una voglia di misurami e cercare, per quanto possibile, di migliorare ogni volta che metto in fila qualche parola.

Qual è il più importante tra quelli pubblicati?

Sia chiaro, non ho ancora appeso molti scarabocchi nella galleria e, a dire il vero, è da un po’ che non giro con chiodi e martello, quindi il cerchio si stringe.

Scelgo Scommessa a Memphis. Si tratta di un racconto lungo, tra i protagonisti c’è addirittura Elvis Presley quando ancora non era The King ma un ragazzo su cui nessuno avrebbe puntato nemmeno un centesimo. C’è un parallelismo con gli scrittori esordienti? Provo a leggerlo e vi faccio sapere.

Quali sono a tuo parere le insidie maggiori per lo scrittore emergente, anche per quando riguarda il rapporto con gli editori?

Al momento, per cercare un editore, lo strumento più utilizzato è internet. Una potente rete di contatti dove quasi tutto è a portata di click. Allora, perché aspettare? Non corriamo, riflettiamo un attimo. A cosa servono le reti? A intrappolare. Se i contatti giusti sono una grande opportunità, quelli sbagliati portano dritto alla vetrina del banco pesce.

Invece di abboccare a qualunque cosa, meglio controllare se sotto il piatto appetitoso non si nasconda un amo. Io sono stato fortunato a incrociare il passo di Mauro Saracino e finire nella scuderia di Dunwich Edizioni. La mia stima non è dovuta solo al fatto che pubblica i miei deliri, dipende dalla serietà e dalla professionalità con cui gestisce il lavoro che uno scribacchino come me propone al lettore.

RegolaCome immagini il futuro dell’editoria italiana visto dalla prospettiva dell’autore emergente?

Ebook o non ebook? Quando leggo, mi interessa la trama, non l’odore. Se voglio sollevare pesi, vado in palestra. I rapporti intimi e profondi li instauro con le persone e non con gli oggetti.

Davvero, provate ad andare davanti a un albero, o se le avete delle piante sul balcone; abbiate il coraggio di dire che amate la carta senza sentirvi le mani sporche di cellulosa.

Self-publishing? Il problema non è avere o non avere un editore, ma offrire un buon prodotto. Non voglio fare polemica, siamo tutti bravi, ma anziché pubblicare senza rileggere almeno una seconda volta, dovremmo ricordare che molti dei romanzi che abbiamo amato, per arrivare sino a noi, sono stati tagliati, stravolti e brutalizzati senza pietà. L’amico che legge è una risorsa inestimabile. Un professionista che controlla e, quando è il caso, cestina il nostro lavoro è quanto di meglio si possa chiedere.

La carenza di lettori? Questo è un ostacolo troppo grosso da saltare in due righe e ci vuole una maratona per aggirarlo. Ho studiato, ma non mi aspettavo di essere interrogato sull’argomento lettori. Se volete posso snocciolarvi l’argomento a scelta: analfabetismo funzionale. Lo sapete che l’Italia è il primo paese al mondo n…

Non interessa? Capito, la smetto.

Ci parleresti dei tuoi progetti futuri?

Al momento, parcheggiati sul desktop, ho due romanzi. Scrivo con la sorprendente velocità lumaca e sono molto critico su ogni singola riga, quindi ci vorrà un ancora un po’ di tempo prima di uscire di casa con chiodi e martello. Uno è un horror e l’altro un noir. Volete le saperne di più? Ok, a grandi linee sono: un tale, o più tali, vive/vivono tranquilli, poi succede qualcosa che lo/li obbliga a trovare una soluzione.

Intanto, porto avanti le collaborazioni con articoli e recensioni con Milano Nera, Non Solo Gore, La Tela Nera e Letteraturahorror.it. Inutile scrivere che li ringrazio per l’ospitalità e la pazienza.

Scommessa a Memphis coverTi andrebbe di darci dei link utili a chi volesse seguire le tue attività?

Aspetta, controllo l’agenda e vedo se posso accettare.

Sfoglia, sfoglia, sfoglia. Nella pagina di oggi c’è scritto accetta.

Posso accettare la vostra offerta.

Scherzi a parte, grazie dello spazio. Oltre alle redazioni citate, trovate la mia attività da lettore sul blog Un dollaro e cinquanta (http://undollaroecinquanta.blogspot.it/).

Di Mirko Giacchetti esiste anche la versione facebook.

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