La narrativa breve in Italia e il nuovo corso di Altrisogni: intervista a Vito Di Domenico e Christian Antonini

Ciao Christian e Vito. È un piacere avervi ospiti qui fra le pagine virtuali del blog di Kipple. Anche se molti lettori italiani di fantascienza già vi conoscono, vi andrebbe di presentarvi?

Christian Antonini

Christian Antonini

CA: Ciao, grazie per averci invitato. Sono uno cresciuto a pane e fumetti Marvel (in edizioni Corno), ma anche a Lanciostory, Skorpio e poi Eternauta (fumetto e rivista). Mio padre mi ha portato verso il fantastico prima ancora di insegnarmi ad andare in bicicletta. È uno di quelli che ha fatto carte false per ottenere i biglietti stampa a fine anni ’70, a Milano, per le prime di Guerre Stellari e poi di Battaglie nella galassia (il nome con cui in Italia è uscito il film di Battlestar Galactica). Con queste premesse è stato solo naturale leggere molto, imparare a giocare di ruolo e poi scrivere. Nel frattempo ho lavorato nel campo dei videogiochi e dell’informatica (su diversi fronti: recensore e articolista, PR e addetto stampa, traduttore e revisore) e dell’editoria giornalistica (per diverse testate ed editori, dalla fine degli anni ’90 all’altro ieri. Al momento lavoro come freelance nel campo della comunicazione, come web writer, SEO copywriter e faccio un po’ di social media marketing. Mi sto dedicando seriamente alla narrativa, ho esordito nel 2007 e da allora sto cercando di crescere, esplorando diversi generi. Nel 2010, dopo anni passati a leggere le riviste di narrativa fantastica fatte dagli altri, ho trovato in Vito le energie e la sensibilità complementari alle mie per mettere in piedi la rivista che avrei voluto: Altrisogni.

Vito Di Domenico

Vito Di Domenico

VDD: Grazie a voi per averci voluto come ospiti! Dunque, sono da sempre un appassionato di tutto ciò che si può considerare cultura popolare: fumetti, cinema, narrativa, cartoni animati, serie tv, videogiochi, musica… ovvero quelle forme di intrattenimento con le quali sono cresciuto, negli anni ‘70 e ’80. Ho sempre cercato di trasformare le mie passioni in lavoro, quindi negli anni ho lavorato in radio, ho prodotto dischi pop/dance, ho intervistato faccia a faccia personalità del cinema horror internazionale, ho scritto fumetti, ho lavorato nel campo dei giochi di ruolo e da tavolo… Per farla breve, “da grande” mi sono dedicato sostanzialmente alla scrittura, sia tecnica sia creativa, che è sempre stato un po’ il trait d’union delle mie attività. Ormai lavoro da quasi quindici anni in campo editoriale, come articolista, traduttore, editor e consulente, e allo stesso tempo collaboro con case di produzione video indipendenti in qualità di sceneggiatore.
Nel 2010 con Christian Antonini, innanzitutto un carissimo amico e poi un ottimo collega, abbiamo fondato la prima rivista digitale italiana dedicata alla narrativa horror, fantascientifica e weird: Altrisogni, edita da dbooks.it, e tutt’ora diretta da noi.

Qual è stata la storia di Altrisogni dalle origini a oggi?

VDD: Altrisogni – Rivista digitale di horror, fantascienza e weird è nata in un momento in cui l’ebook in Italia era ancora una grande incognita: il mercato si stava appena avviando e non esistevano riviste in formato ebook, soprattutto dedicate alla narrativa, ancor meno a quella di stampo fantastico. Siamo stati i primi a uscire in multi-formato: PDF, epub, mobi, tutti racchiusi in un’unica soluzione d’acquisto.
La rivista voleva essere una specie di Weird Tales italiana, che desse spazio agli scrittori di casa nostra amanti del fantastico e che fungesse da “palestra” per gli esordienti, oltre che da serbatoio di gustose storie inedite per i tanti lettori appassionati. Già dal primo numero è parso che l’iniziativa venisse apprezzata. Dal 2010 al 2014 abbiamo curato sei numeri di Altrisogni in formato rivista, contenenti quindi non solo racconti ma anche news dal mondo editoriale, consigli sulle tecniche di scrittura, interviste a scrittori italiani in ascesa, recensioni librarie e molto altro.
Dopo sei numeri e cinque anni di vita ci siamo resi conto che era giunto il momento di aggiornare il concept, e ora eccoci qui con una pubblicazione che si chiama Altrisogni – Antologia di narrativa fantastica.

Altrisogni Composizione Cover (nn 1-4)CA: Se da una parte la nostra rivista ha sofferto per il fatto che veniva creata e redatta solo quando gli altri lavori ce lo permettevano, questo ha fatto sì che potessimo diluire gli sforzi nel tempo. Tenere una cadenza così ridotta ci ha offerto la possibilità di continuare a essere presenti sul panorama nazionale, con comunicazioni, scambi, iniziative e progetti vari. Abbiamo visto nascere e crescere molti progetti altrui. E ne abbiamo visti tramontare più di quanti avremmo voluto. Siamo stati gratificati da una presenza costante da parte di un “blocco” di lettori e appassionati e il nostro lavoro nel corso di questi anni (il nostro “viaggio quinquennale”) ci ha portato un regalo graditissimo: la stima di molte figure dell’editoria italiana. Sembra presuntuoso dirlo in questa sede, e mi arrischio a farlo, ma il fatto è che queste sono le cose che ti fanno andare avanti quando tutto cospira per fermarti.

Com’è emerso il bisogno di dare una nuova direzione ad Altrisogni?

VDD: È emerso dall’osservazione dei cambiamenti del mercato e allo stesso tempo dall’osservazione di ciò che Altrisogni era (erroneamente) diventata a livello produttivo.
Sul mercato, negli ultimi cinque anni, ebook reader ed ebook si sono diffusi ampiamente: oggi il PDF si può considerare un formato scomparso come incidenza nella vendita di ebook, mentre mobi ed epub sono stati sdoganati grazie a milioni di smartphone, Kindle, iPad e tutti gli altri dispositivi di lettura disponibili. Quindi ci siamo resi conto che continuare a produrre una rivista in PDF era superfluo, oltre che estremamente faticoso: il formato ci costringeva infatti a un’impaginazione “vecchio stile”, che esigeva quintali di immagini e grande cura per i dettagli grafici. Un impegno che, insieme alla raccolta e revisione di racconti, articoli, news, recensioni, ecc. finiva per portar via mesi di lavoro. E dopo tutto ciò dovevamo ancora riassemblare e formattare i testi per generare i formati epub e mobi. Sommando questo al fatto che io e Christian siamo costretti a curare Altrisogni nel tempo libero, e che il marchio si è espanso generando anche la collana libraria Altrisogni Presenta, il risultato è stato che, negli ultimi anni, la rivista è uscita con (a)periodicità sempre più diradata. Quattro numeri nel primo anno di vita, due numeri nei due anni successivi. Non potevamo più permetterlo.
Allora abbiamo ripensato il prodotto e la linea produttiva, cercando di riavvicinarci a quello che era l’intento originario.

Libro1 NEL BUIOCA: Sentivamo anche il bisogno di una presenza più forte e regolare, da parte di Altrisogni. Ci faceva male vedere le uscite diluite nel tempo e non riuscire a dare risalto con segnalazioni e recensioni tempestive agli eventi, alle uscite librarie, ai prodotti dei generi che curavamo. Inoltre la formula iniziale di Altrisogni cominciava a starci stretta: occuparci solo di narrativa dell’orrore, di fantascienza e weird, in un momento in cui le contaminazioni – non solo di generi, ma anche di media – sono all’ordine del giorno, richiedeva una trasformazione, un’evoluzione.

In cosa consisterà questa nuova versione di Altrisogni e quali sono i vostri obiettivi?

CA: Tra gli obiettivi abbiamo quello di essere più regolari, con uscite trimestrali sul fronte librario e una presenza costante su quello giornalistico. Per fare questo abbiamo scorporato la parte di narrativa e quella redazionale. Adesso pubblichiamo i racconti di Altrisogni all’interno di antologie digitali, vendute sulle principali piattaforme online, facendo sparire al contempo la divisione in generi: ci occupiamo finalmente di tutto il fantastico italiano inedito, a 360 gradi, dalla space opera allo sword and sorcery, dallo urban fantasy allo steampunk, dall’orrore splatter alle ghost story in chiave cyberpunk. La parte “redazionale”, invece, confluirà presto in un sito web che conterrà notizie, segnalazioni, approfondimenti, interviste, recensioni. Il sito Altrisogni.it, che si occuperà di tutto quello che compare all’orizzonte del fantastico: dalla narrativa al cinema, dai videogiochi ai fumetti, passando per arti visive, giochi di ruolo, fiere, ecc.

VDD: L’obiettivo primario è di tornare a offrire con regolarità prodotti di narrativa in formato ebook, sempre più curati e ancor più reperibili che in passato: se fino al n.6 Altrisogni è stata acquistabile solo sul sito dell’editore, dbooks.it, da questo Vol.1 siamo disponibili anche su Amazon e a breve sulle altre piattaforme di vendita. Ne trarranno sicuramente vantaggio gli autori pubblicati, che potranno arrivare con le loro opere a un pubblico potenzialmente più vasto. E ovviamente i lettori, che potranno acquistarci sulla piattaforma alla quale sono più affezionati. Insomma, chi ama il fantastico non ha più scuse per non leggerci. E, al di là dei racconti, potrà godere di notizie aggiornate e approfondimenti grazie al sito Altrisogni.it.

Vi va di parlarci dei racconti inclusi in questo primo numero, reperibile fra l’altro sia qui su dbooks che qui su Amazon?

CA: Sebbene Altrisogni ospiti ora anche racconti fantasy e non si limiti più ai suoi tre generi d’origine, quelli di questo Volume 1 appartengono ancora ai nostri generi “tradizionali”: horror, fantascienza e weird. Questo perché i racconti erano stati selezionati per un Altrisogni 7 che poi non c’è stato, vista la trasformazione. I racconti pubblicati sono Link di Yuri Abietti, Confusi di Roberto Bommarito, Responsabilità di Mirko Dadich, I Mai-nati di Irene Grazzini, Ritorno al liceo di Roberto Guarnieri, L’eredità di Penelope di Simone Lega, La materia di cui sono fatti i sogni di Andrea Carlo Cappi.
Link percorre la via che Yuri Abietti ha dimostrato di amare, quella delle “leggende metropolitane”. È scritto con uno stile epistolare, anzi, visto il “mezzo” scelto dall’autore sarebbe più giusto dire “e-pistolare”. Confusi è una storia apocalittica, che vede la fine di una storia d’amore correre di pari passo con la fine dell’Umanità. Una narrazione gestita con grande sensibilità dall’autore, Roberto Bommarito. Per caso lo conosci? Responsabilità è un racconto che ci è molto caro, perché il suo autore Mirko Dadich ha fatto passi da gigante nello stile e nel modo di narrare, in continua evoluzione fin dal suo primo racconto sul primo numero di Altrisogni. Un racconto di grande impatto, ottimamente scritto, con il coraggio dell’autore che vuole lanciarsi verso storie più grandi e visionarie. I Mai-nati costituisce una novità: si tratta di un racconto storico, collocato nella Siena del 1348, con riferimenti ad alcuni grandi eventi della storia europea. L’elemento fantastico è di natura horror, ben integrato nel contesto dall’autrice Irene Grazzini.

Altrisogni_Vol1 - Cover96dpiVDD: Ritorno al liceo, invece, è di un’altra “vecchia conoscenza” della nostra rivista: Roberto Guarnieri. L’autore ha scritto una storia breve che raggiunge il lettore grazie ai riferimenti universali che contiene: gli anni delle scuole superiori. Quando poi arriva l’elemento fantascientifico, il sorriso – e la soddisfazione – sono garantiti. L’eredità di Penelope è il secondo racconto che pubblichiamo scritto da Simone Lega. Una storia che rilegge in modo interessante alcuni temi cari alle storie dell’orrore tradizionali, ammantandoli di un’atmosfera “familiare” che oseremmo definire tipica dell’autore. E poi c’è La materia di cui sono fatti i sogni. Un’avventura a metà tra sci-fi e spionaggio vissuta dal longevo personaggio letterario di Padre Antonio Stanislawsky, il sacerdote del futuro creato dalla penna di Andrea Carlo Cappi. Siamo onorati di ospitare un autore esperto e noto come Andrea sulle nostre pagine, per giunta in compagnia del buon (non troppo…) “Padre Stan”. Ci auguriamo davvero che i lettori apprezzino questi sette racconti di Altrisogni Vol.1.

In che modo credete che sia possibile stimolare l’interesse del lettore nei confronti della narrativa fantastica italiana?

CA: Credo che la semplice narrativa non possa fare molto per creare nuovi lettori. Gli altri media sono molto più forti e presenti, con una visibilità e un’immediatezza infinitamente maggiori. Quello che si può fare, però, è esserci. A mio avviso bisogna continuare a fare quello che si ama, proponendo buone storie, possibilmente ben curate. La qualità della scrittura e del prodotto editoriale è fondamentale. Oggi tutti pensano di poter realizzare degli ebook e il risultato è un oceano di prodotti dove la cura del testo, l’impaginazione, la veste grafica lasciano molto a desiderare. Se un utente, che dovesse provare a leggere un ebook di fantascienza portatovi dal mondo dei videogiochi, dovesse imbattersi in una storia scadente, con un testo lacunoso e un’edizione povera di qualità, difficilmente proverà a cimentarsi nella lettura di qualcosa di più impegnativo, come magari un grande classico del genere fantastico. Essere attenti a come si evolve il nostro mondo è fondamentale, uscire dalla nicchia in cui l’opinione pubblica sembra voler relegare il fantastico è doveroso. Farsi “ghettizzare”, ammantarsi di esclusività come se chi scrive, legge e pubblica fantastico appartenesse a una setta o a un’elite è, secondo noi, un suicidio. E anche ingiusto nei confronti di quei lettori potenziali che cinema, giochi e arti visive potrebbero creare domani. Buoni prodotti, quindi, con cadenza regolare, di qualità. Ma anche eventi. Non solo presentazioni, magari convention e fiere “di genere” per far conoscere gli autori italiani, la sensibilità e la profondità della scrittura dei nostri connazionali quando esplorano il fantastico.

VDD: Sinceramente, ritengo che il lettore “già lettore” vada stimolato semplicemente proponendo buoni prodotti editoriali. Il problema è che oggi, più di ieri, c’è tanta buona narrativa fantastica italiana in giro, grazie soprattutto a quei piccoli editori che conoscono bene la materia, ma allo stesso tempo ce n’è tantissima davvero pessima. E quella pessima “annega” quella buona. Allora il lettore, che non sa più dove voltarsi e come scegliere, finisce spesso per rivolgersi ai soliti noti del fantastico, che per questioni di numero sono più stranieri che italiani. Credo che gli operatori del settore (editori, curatori o autori che si autopubblicano) dovrebbero avere più capacità di autocritica e curare maggiormente la qualità dei prodotti che propongono. I lettori, invece, dovrebbero imparare a diffondere e sostenere la produzione italiana di standard decente. Sostenere opere “a priori” perché l’autore è un amico non fa bene a nessuno. Succede che molti lettori “sinceri” leggono ma non condividono le loro impressioni su Amazon o sui social, che oggi sono il primo terreno di diffusione delle opinioni, mentre i lettori “amici dell’autore” spammano lodi sperticate a prescindere dalla qualità reale dell’opera, dando visibilità a materiale francamente imbarazzante.
Ma la questione principale, secondo me, non è legata alla narrativa fantastica in sé: oggi la gente legge molto meno di una volta, poiché l’intrattenimento si è spostato pesantemente su altri media. È un dato di fatto, il pubblico di lettori in Italia è limitato. A livello produttivo credo sia perciò importante impegnarsi a realizzare opere che risultino vendibili e riconoscibili anche all’estero. Alcuni editori lo stanno già facendo, come la stessa Kipple. Sin dal 2010 è uno dei nostri pallini. Abbiamo avviato alcune operazioni in tal senso, speriamo di portarle a buon fine nel prossimo futuro.

Prima di lasciarci, vi andrebbe di darci tutti i link utili per seguire le attività legate ad Altrisogni?

CA e VDD: Certamente! Innanzitutto c’è il sito del nostro editore, http://www.dbooks.it, dove è possibile acquistare tutti i nostri numeri vecchi e nuovi. A nostro nome c’è invece il blog, all’indirizzo http://altrisogni.blogspot.it, sul quale abbiamo finora concentrato post, recensioni, interviste agli autori pubblicati, e dal quale è possibile sia acquistare i nostri prodotti sia leggere le recensioni che il web ci ha dedicato. Soprattutto, è possibile trovarvi tutte le istruzioni per inviare i racconti alla nostra selezione, basta andare nell’apposita sezione: http://altrisogni.blogspot.it/2012/01/come-inviare-un-racconto-ad-altrisogni.html. Esiste poi la pagina ufficiale su Facebook, http://www.facebook.com/Altrisogni, alla quale teniamo molto e che sta crescendo sempre più grazie a tanti nuovi sostenitori. Ci sono il profilo Twitter, @Altrisogni e quello di GooglePlus, +Altrisogni, e infine c’è il sito web Altrisogni.it, oggi una semplice homepage ma a breve un vero e proprio centro di informazioni sul fantastico.
Diremmo che c’è tutto il necessario per entrare in contatto con noi, qualunque sia la modalità desiderata
In conclusione vogliamo davvero ringraziare te e lo staff di Kipple per averci voluti ospitare sul blog. E auguriamo a Kipple tutto il meglio per la diffusione della cultura del fantastico.

Grazie a voi e in bocca al lupo!

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2 pensieri su “La narrativa breve in Italia e il nuovo corso di Altrisogni: intervista a Vito Di Domenico e Christian Antonini

  1. Kremo

    Il fatto che redattori e curatori abbiano altri lavori non è uno svantaggio, a parte la periodicità, perché si evitano prodotti troppo “commerciali”, l’importante è fare sempre una buona selezione per presentare il meglio, anche se poco.

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  2. Pingback: Antologia - Altrisogni Vol.1 | Altrisogni.it

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