Recensione a L’ombra del dio alato, su IndiceDiLettura

Su Indicedilettura è comparsa la recensione a L’ombra del dio alato, saggio di Danilo Arona dedicato alla divinità mesopotamica Pazuzu e uscito per la Kipple Officina Libraria nell’ambito della nuova collana esoterica eXoth.

Un estratto della interessante disamina:

Il momento presente: forze dal profilo indecifrabile – mettendo tra parentesi ogni ipotesi genetica collegata allo stato della politica mondiale, e guardando la cosa stessa– imperversano nell’area che da millenni ospita entità transfughe dall’area indo-iranica e destinate in epoca protostorica ad una precoce reversione; un’area in cui sopravvivono culti preziosissimi e oscuri come quello praticato dal popolo degli Yezidi, a rischio di genocidio; dove riposano le testimonianze della più antica civiltà mesopotamica: le città mitiche di  Ninive, Mossul… Ci chiediamo se il dio alato protagonista del saggio (saggio? romanzo? rivelazione?) aroniano  (pubblicato nel 2003 per i tipi di Tropea e attualmente edito in formato digitale da Kipple – officina libraria) possa assolvere la sua funzione apotropaica di “male che scaccia il male”, ma se ne può dubitare. Danilo Arona torna qui a riannodare tutti i fili dell’interpretazione sincronica e analogica della realtà che in tutt’altro contesto aveva fatto vibrare le  Cronache di Bassavilla (considerazioni che esulano dalla cronologia della bibliografia aroniana e hanno a che vedere solo con l’ordine di lettura).Il metodo è quello di trovare fili e relazioni tra il locale, il micrologico e le grandi correnti che attraversano tutto il pianeta, facendo emergere schemi, trame, disegni:  “l’altro dio”, per usare un titolo dello storico delle religioni Stoyanov, qui il demone mai nominato nel film di Friedkin,  si riaffaccia un bel giorno all’inizio dei Settanta, da quei fatali minuti di cinema nel prologo de L’Esorcista, e non ci abbandona più, finendo per migrare da una fabulazione all’altra, da un delirio visuale a un’allucinazione collettiva. L’indagine di Arona si aggira nel territorio di quelli che sono a tutti gli effetti miti religiosi del presente, mantenendo un’ambiguità vitale sullo statuto di un testo che ora è saggio ora invece finzione fantastica. Ma, come si legge nel prologo di Malapunta del compianto Morgan Perdinka, la sospensione dell’incredulità appare come una modalità in crisi del patto autore-lettore da quando la cronaca quotidiana saccheggia il nostro più sfrenato immaginario – forse di inquinamento si tratta e  anche di addomesticamento su direttrici prestabilite.

L’ebook è acquistabile qui al piccolo prezzo di 3,95 € – buona lettura!

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