L’importanza dell’arte grafica ieri, oggi, domani: Kipple intervista Diego Capani

Diego Capani

Diego Capani

Ciao Diego! È un piacere averti ospite fra le pagine virtuali del blog di Kipple. Che ne diresti di iniziare presentandoti e raccontandoci del tuo percorso artistico?

Felice di essere tuo ospite, Roberto! Il mio percorso artistico… troppo articolato. Credo sia più interessante raccontare lo start up della mia avventura professionale e, se vogliamo, anche artistica.
Nel ‘99 lavoravo per una grossa agenzia di prestampa a Milano. Agenzia che proprio in quell’anno aveva deciso di investire parte delle sue risorse nel multimedia. Nasceva il reparto “creativo” ed io ne facevo parte. Eravamo nove privilegiati: nessun cartellino da timbrare (neanche in uscita però), corsi formazione in sede, saletta relax, abbigliamento disinvolto e monopattino aziendale a disposizione per spostarsi da un reparto all’altro. Stravaganze della Net Economy. Sviluppavamo Cd-rom interattivi, didattici e ludici, per grandi gruppi: Garzanti, Rizzoli, DeAgostini. Non ricordo a quante enciclopedie multimediali ho lavorato, ma ricordo che le uscite tra un volume e l’altro erano così ravvicinate che si lavorava fino a notte fonda. E’ andata avanti così per circa due anni… poi la rete ha preso il sopravvento e si è presentato un altro trend da cavalcare: quello del World Wide Web. Tutte le aziende volevano esserci. Grafici, Flashisti e Htmmelisti erano figure professionali molto ricercate. Io sapevo fare tutte e tre le cose e così sono arrivate nuove opportunità: dapprima mi hanno affidato la realizzazione del nuovo sito di Cartasì, poi quello della Lottomatica, dopo ho seguito gli aggiornamenti dei contenuti grafici del portale del Tourinclub. Ho lavorato anche al sito di Renzo Piano… insomma un casino di lavoro, di contatti e di esperienze. Qualche anno dopo sono diventato un ronin digitale, ossia un freelance. Ho avuto la fortuna di partire bene e tutto quello che so l’ho imparato sul campo.

Alien 1979 - Diego Capani

Alien 1979

Qual è secondo te l’aspetto più difficile della computer grafica da apprendere per un artista in erba?

Mi capita spesso di ricevere mail di ragazzi che mi chiedono come si diventa un graphic designer. Non so mai cosa rispondere esattamente. Diciamo che non basta avere una creatività sopra la media, è anche necessario possedere una naturale predisposizione per l’informatica e per lo studio di software e tecniche per produzioni avanzate. Se uno s’incasina con l’interlinea di Word è meglio che si dedichi ad altro.

Ti andrebbe di raccontarci di alcune delle tue collaborazioni?

Qui devo fare una netta distinzione tra quello che è il mio lavoro e quelle che sono le mie passioni. Come figura professionale sono un grafico, ho un mio studio e realizzo soprattutto loghi, brochure, cover, siti web.
Poi ci sono la rete, le community tematiche, i forum e Fb. Luoghi dov’è possibile incontrare persone con interessi comuni. Ed è con loro che amo condividere il mio tempo libero in modo costruttivo, cercando di dare forma e consistenza alle idee.
Una delle mie collaborazioni virtuali più reali è quella con il gruppo artistico ESC (Electric Sheep Comics). Gruppo fondato dagli amici Alessandro Napolitano, Claudio Fallani, Roberta Guardascione e Riccardo Iacono. Sempre in ESC ho conosciuto Roberto Napolitano con il quale nel 2013 abbiamo vinto il premio “Cometa” con l’illustrazione “Exodus”. Opera che abbiamo deciso di donare all’iniziativa “Sulla stessa barca – Il fumetto incontra i popoli in fuga” promossa dall’associazione culturale Fumettomania Factory. Collaboro inoltre con riviste quali: “SkanMagazine” e “Terre di Confine”.

Sci-fi City - Diego Capani

Sci-fi City

L’arte grafica è per te qualcosa di distinto dalle altre forme d’espressione artistica?

Direi proprio di no! I miei lavori sono fatti di musica, forme, parole, poligoni e matematica. Le mie illustrazioni raffigurano quasi sempre un singolo istante, un fotogramma di qualcosa in divenire. Ambiscono al movimento. Questo avviene perché amo il cinema che è appunto l’alchimia perfetta tra le singole arti. Da che mondo è mondo l’arte crea arte.

Essendo elaborata al computer, alcuni ritengono l’arte grafica come arte di serie B rispetto a quella che nasce direttamente dalle mani dell’artista. Cosa diresti a chi la pensa in questo modo?

La cosa non mi tocca affatto visto che so disegnare a mano libera bene. Ma se proprio devo, allora gli direi di svegliarsi perché la computer grafica è ovunque. I computer e i software sono soltanto degli strumenti. Disegnare con una tavoletta grafica è identico che a farlo su carta. Solo una considerazione: la computer grafica, che d’ora in poi chiamerò CGI, si sposa benissimo con la Fantascienza, genere letterario spesso considerato di serie B. Un artista che lavora in 3D con in più “l’aggravante” della Fantascienza potrebbe faticare ad emergere. Ma soltanto qui in Italia, sia chiaro…

Xenomorph - Diego Capani

Xenomorph

Secondo l’archeologo Marc Azéma e l’artista francese Florent Rivère, le pitture rupestri erano il primo cartone animato in stop-motion dell’umanità. Le pitture rupestri erano infatti eseguite in modo tale da produrre, grazie all’abilità dell’animatore, l’illusione del movimento (chi è interessato ad approfondire può cliccare sul sito ASPIS, Associazione per il Progresso Interdisciplinare delle Scienze, qui). Sembra quindi che l’uomo abbia sempre cercato una forma di immersione totale nell’arte, come se paradossalmente la rappresentazione della vita fosse più vera della realtà stessa. Credi che le arti grafiche siano destinate inevitabilmente a sposarsi col 3D? Come immagini il futuro dell’arte grafica fra diciamo dieci, cinquant’anni o addirittura un secolo?

Credo che il 3D sarà parte integrante dell’arte del prossimo secolo, poiché cambieranno i metodi di fruizione dei contenuti. In un futuro molto vicino non ci limiteremo più a guardare passivamente un quadro ma, grazie a tecnologie evolute, saremo in grado di camminare dentro quel quadro. Vivremo un arte immersiva, molto simile a un esperienza reale. La CGI avrà un ruolo primario nella realizzazione di tutto questo. (Qualora la mia predizione non si avverasse, è utile sapere che esistono tutta una serie di prodotti naturali e non che, più o meno, garantiscono esperienze simili).

Icediver

Icediver

In chiusura ti andrebbe di parlarci dei tuoi progetti attuali e futuri?

Nell’ultimo trimestre del 2015 uscirà un videogame RPG per PC/Xbox one per il quale ho ideato il design di alcuni personaggi.
Oltre questo sto ultimando una Graphic Novel tratta da un interludio di “Mondo9” scritto dall’amico Dario Tonani. Il titolo è “Icediver: la caduta della Robredo”. Una storia epica tutta da leggere e da guardare!
Entro la prossima estate, se tutto va bene, dovrebbe uscire un mio Artbook dal titolo “Acherontic World”. Cinquanta illustrazioni liberamente ispirate agli scenari di film e opere letterarie di genere Fantastico.
Sto valutando una proposta di lavoro di un regista (non italiano!) che mi ha offerto la possibilità di far parte del team che realizzerà gli effetti speciali del suo prossimo film. Ho letto il soggetto ed è molto nelle mie corde. Non posso dire di più.
Nel frattempo ho realizzato due cortometraggi, iscritti a diversi film festival. Uno si intitola “Divinum Alius” ed è ispirato alla “Teoria degli antichi Astronauti”. L’altro, “Unknown” è invece uno Sci-fi classico.

Grazie mille, Diego, per l’interessante intervista. In bocca al lupo e a presto!

Intervista di Roberto Bommarito.

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