Scrittori di fantascienza italiani anni Cinquanta: una specie rara

Il 19 luglio del 1990, 23 anni fa, moriva Franco Enna, uno dei pochissimi autori di fantascienza pubblicato da Urania negli anni 50 (altri sono Emilio Walesko e L. R. Johannis). Il suo vero nome era Franco Cannarozzo, ma era nato ad Enna. Su Urania esce con L’astro lebbroso sul numero 73, poi con Panico al Polo e Noi mostri.
Franco Enna rimane più celebre per i numerosi gialli, ed è considerato il precursore del giallo di provincia, ambientato nel paesaggio e nelle città siciliane, precedendo Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri.
Lo vogliamo ricordare come pretesto per polemizzare sul comportamento editoriale di Urania e in generale dell’editoria italiana nei confronti della fantascienza almeno fino agli anni 70 (con le dovute eccezioni, che non fanno che confermare la regola, fatti i conti con le tirature), ovvero una netta sudditanza anglosassone e non solo (su Urania negli anni Cinquanta uscivano sovente autori francesi), che ha sicuramente deteriorato lo scenario italiano del genere, che si trova oggi ad avere rari progenitori e riferimenti italiani. Vero che la science-fiction si sviluppa più compiutamente con i pulp magazine statunitensi, ma la letteratura scritta in lingua italiana dovrebbe avere sempre riferimenti italiani e non solo “traduzioni”.

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