Propaganda e fantascienza: sono inestricabili? (Parte III)

<!– @page { margin: 0.79in } P { margin-bottom: 0.08in } A:link { so-language: zxx } Date aggiustate, nomi cancellati, cifre “sbianchettate”. E’ una vera e propria operazione di correzione della storia, quella che ha interessato il sito ufficiale della Casa Bianca. E’ su queste pagine web che l’amministrazione Bush ha fatto modificare, a suo piacimento, alcuni comunicati stampa già andati in rete. Sono tutti relativi alla guerra in Iraq ed elencano i Paesi che hanno appoggiato l’America, inclusa l’Italia. Così scriveva Repubblica nel 2008, come evidenziato in un interessante post di Fantascienza.com.
Impossibile non pensare subito a 1984 di Orwell, dove la storia veniva modificata a seconda delle necessità propagandistiche dello Stato. Fantascienza e realtà, in questo caso, si mischiano fino a divenire inestricabili.
La macchina militare statunitense – ma non solo – non si limita, come abbiamo già visto, agli spot militari, ma ha lo zampino in molti dei film targati hollywood che arrivano nelle sale di tutto il mondo. Film come Transformers o Battle: LA ne sono un esempio lampante. Il Pentagono spesso collabora direttamente con i registi, fornendo non solo i materiali militari, ma intervenendo anche sulla sceneggiatura.
Altre forme di ideologie, queste meno comuni delle solite idee politiche di destra o di sinistra a cui siamo abituati, sono altrettanto riscontrabili nelle opere di fantascienza. Come già detto in precedenza, con propaganda non si intende per forza qualcosa di negativo. Ogni forma di promozione ideologica, anche quando l’ideologia in questione è considerata positiva dai più, è a tutti gli effetti propaganda.
La letteratura femminista include anche la fantascienza. Octavia E. Butler scrive: «Molte scrittrici di fantascienza sono a loro volta femministe. Io credo che la maggior parte delle scrittrici di fantascienza siano femministe. Non necessariamente devono parlarne, ma hai l’impressione che sono sufficientemente indipendenti mentalmente e tutt’altro che interessate a svolgere un ruolo femminile tradizionale.» 

Un’altra ideologia spesso promossa nella fantascienza è quella ambientalista. Una delle preoccupazioni principali Margaret Atwood è la questione della sovrappopolazione: «Immagini una provetta piena di cibo. A mezzogiorno in punto, lei ci mette dentro un’ameba. Questo organismo unicellulare si divide in due, producendo una cellula gemella ogni minuto così, a mezzanotte, dentro la provetta ci sono solo amebe e niente cibo. A che ora, secondo lei, la provetta era per metà occupata dalle amebe e per l’altra metà dal cibo? Quasi tutti dicono alle sei del pomeriggio, cioè a metà tra mezzogiorno e mezzanotte. Ma la risposta corretta è a mezzanotte meno un minuto. E fino a quel momento le amebe pensavano: “Ehi, va tutto bene”. Tra poco ci sarà più gente di quanto la Terra possa sostenere.»

<!– @page { margin: 0.79in } P { margin-bottom: 0.08in } A:link { so-language: zxx } La fantascienza, essendo così vicina alla realtà sociale, forse non può essere estranea a forme di propaganda. Sia che si descriva un’utopia, o al contrario una distopia, bisogna per forza promuovere una determinata visione sociale e demonizzarne l‘altra. Ciò che davvero conta, forse, è essere consci dei messaggi più o meno evidenti a cui veniamo esposti attraverso le opere del fantastico in modo da poterle valutare con senso critico.
In chiusura un commento di un utente YouTube al video della Air Force pubblicato nella prima parte dell’articolo che mostra come, in ogni modo, il potere della propaganda – sia nel bene che nel male – sia limitato, specialmente quando cozza con la durezza della realtà: Questo spot è un f*****o insulto alla mia intelligenza. L’unica ragione perché mi sono arruolato nell’AF (Air Force) è per ottenere i soldi per andare all’università, non per qualche falso senso di patriottismo e onore. Non credo in quelle c*****e. (Yeah, this commercial is f*****g insulting to my intelligence. I’m joining the AF for only one reason, money for college, not because of some false sense of patriotism or honor, I don’t f*****g subscribe to that b******t.)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...