Intervista ad Alessio Brugnoli | EccoLaNotiziaQuotidiana

Interessante intervista ad Alessio Brugnoli, su EccoLaNotiziaQuotidiana. Alessio, vi ricordiamo, è il vincitore del Premio Kipple 2011 con il romanzo Il canto oscuro. A questo proposito, vi ricordiamo che il romanzo è in vendita sia in cartaceo che in digitale, quest’ultimo libero da DRM (in formato sia ePub che MOBI), al prezzo rispettivamente di 11€ e 2,5€.
Ecco alcuni stralci dell’intervista realizzata da Roberto Guerra.
D- Alessio- il Tuo Canto Oscuro ha aperto- riscontri critici docet- nuovi orizzonti luminosi… nella FANTA/FANTASY italiana?
R – No e non lo dico per falsa modestia. Per prima cosa, Il Canto Oscuro è qualcosa di diverso dal Fantasy e lo dico con dispiacere, perchè vorrei riuscire a scrivere qualcosa di quel genere.
Ci provo, ma vengono sempre illeggibili schifezze. Mi piacerebbe lavorare ad un fantasy adulto che non significa solo pieno di sesso e violenza, ma che affronti problematiche sociali e che vada oltre il dualismo bene/male.
Insomma, qualcosa di simile a quello che in Gran Bretagna sta facendo China Tom Miéville
Poi, onestamente, non sono l’unico che in Italia ad affrontare tematiche steam.
Anche se poco noto al grande pubblico, c’è un vivace movimento di scrittori di questo genere in Italia.
Penso a Forlani, l’ultimo vincitore del premio Urania e del premio Kipple, all’antologia Vapore Italico e chi più ne ha, ne metta.
L’unica grossa novità che ho provato a introdurre è forse di una fantascienza “local”, molto legata alla realtà romana.
E secondo alcuni miei amici scrittori stranieri, forse è anche un limite, perchè rende molto difficile da tradurre il mio libro.

D- Alessio : Roma e nuove avanguardie, che ne pensi? Neofuturismo, Netfutuirismo, Connettivismo, Trans o Extreme Art?
R – Roma è sempre stata una fucina intellettuale, dove convivono Futuro e Passato e dove si contaminano culture di ogni tipo.
Però, tutto questo fermento di idee difficilmente riesce a superare il Grande Raccordo Anulare, ad avere un respiro nazionale.
Perchè il romano, profondamente individualista e convinto che il prossimo lo voglia fregare, non riesce a creare sistema. Perchè non si vende bene. Perchè, a volte, gli manca la capacità di pensare in maniera globale e di essere rivoluzionaria
Perchè, come diceva il buon Flaiano
Roma ha questo di buono, che non giudica, assolve.
Ma assolvere, significa anche accettare il mondo così come è, senza volerto mutare
Però, negli ultimi anni, le cose stanno cambiando.
Pullulano le esperienze di avanguardia, dal Connettivismo ai Poeti d’Azione e grazie anche all’utilizzo di Internet, stanno ridando all’Urbe il ruolo che aveva negli anni Sessanta e Settanta nell’Arte e nella Cultura.
Il problema è che ancora un tessuto socio economico capace di sostenere questo sforzo.

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