Danilo Arona su HorrorMagazine.it

HorrorMagazine.it ha pubblicato una corposa intervista a Danilo Arona; lo ha fatto in due parti (qui e qui) e noi di Kipple siamo stati citati in alcuni brani della chiacchierata. Vi ricordiamo che nel catalogo Kipple c’è la versione uncut di Palo Mayombe (lo trovate in cartaceo e in eBook senza DRM).
Ecco, quindi, i brani che ci coinvolgono direttamente:
Incentrato profondamente sulla musica è anche Palo Mayombe (la prima versione è del 2004 pubblicata da Dario Flaccovio) di cui è disponibile in commercio, adesso, la nuova versione definita come “ritorno di un classico in versione restaurata e ‘uncut’”.  Ci racconti qualcosa di questa nuova riedizione?

Più o meno è lo stesso discorso di Rock. Ho aggiunto solo un piccolo capitolo d’aggiornamento in chiave post-11 settembre. In accordo con gli amici di Kipple avevo annunciato la versione “uncut”, restaurata con il capitolo finale che nel 2004 la signora Marisa Flaccovio decise di tagliare perché troppo offensivo e sanguinolento. A distanza di anni mi sono sentito in pieno accordo con la decisione di Marisa. Non tanto per rispetto della sensibilità del lettore (di cui mi preoccupo fino a un certo punto), quanto perché era un capitolo posticcio, francamente brutto. Ogni tanto bisogna avere il coraggio di buttare via qualcosa. Così ho reintegrato con alcune pagine di materiale “inedito” e attualizzato. Almeno per giustificare il titolo Palo Mayombe 2011.

Palo Mayombe 2011 è scaricabile in formato ebook  da Kipple Officina Libraria, alla quale già altri numerosi autori hanno aderito. Stampa digitale contro stampa cartacea.  Il tuo parere e come vedi in quest’ottica il futuro dell’editoria.

Mah, non vedo perché debba esistere il “contro”. Le due forme possono coesistere perché presuppongono due tipologie diverse di pubblico. Io sono per la carta perché leggo ormai solo più a letto, Nel cuore della notte e dormo un tubo. E poi mi piace la carta, il copertinario, la quarta, le ali… Beh, sono un vecchio e so bene che non è un mondo per vecchi. Ma non sono affatto contro il digitale. Alcuni miei lavori futuri usciranno prima in digitale che in cartaceo. Il futuro non lo conosco, ma suppongo che in Italia le due forme procederanno assieme per un bel po’ d tempo. E’ molto probabile che il cartaceo perda inevitabilmente qualche numero.

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